Nicolino Pepe alla DIA. Sapevamo da qualche settimana la notizia, ma abbiamo atteso che essa fosse ufficializzata. Siamo felici perché conosciamo Nicolino Pepe e le sue qualità. Lo abbiamo sempre ritenuto il miglior investigatore che abbia avuto la provincia di Latina, insieme all’attuale Capo della Mobile Cristiano Tatarelli, e siamo convinti dell’alto valore di questa decisione dei vertici del Dipartimento. Ma c’è un aspetto che sfugge all’attenzione dei commentatori: il valore del raccordo che, tramite la persona di Nicolino Pepe, si crea fra Questura di Latina e una struttura interforze di alta specializzazione nella lotta alle mafie qual’è la DIA. E’, questo, un segnale importante che va al di là del riconoscimento delle qualità personali di Pepe, perché vuol dire che ci si è resi conto ai vertici che è necessario un cooordinamento ed una sinergia negli interventi che finora sono, purtroppo, mancati. Nicolino Pepe, per aver diretto, fra gli altri, il Commissariato di Formia e per aver fatto un’inchiesta importante qual’è la “Formia Copnnection” che ha messo in luce i rapporti fra esponenti politici e camorra, conosce bene situazioni e nomi del basso Lazio. Il suo patrimonio di conoscenze offre alla DIA la possibilità di incidere più di quanto finora non sia avvenuto sul piano dell’azione di contrasto alle mafie su un territorio, qual’è appunto il sud pontino da Terracina fino al Garigliano, ormai sotto il tallone dei clan camorristici e, in particolare, dei Casalesi. Complimenti al Dr. Pepe per l’alto riconoscimento tributatogli e buon lavoro a tutti gli uomini e le donne di quella benemerita struttura che è la DIA

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