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Legambiente: lo sviluppo dell’areoporto di Fiumicino non si può realizzare sventrando il territorio della Riserva del Litorale Romano

LEGAMBIENTE CHIEDE ALL’AUTORITÀ SUI CONTRATTI PUBBLICI

DI VERIFICARE LA CORRETTEZZA DEL BANDO DI GARA ADR

PER IL MASTERPLAN DI SVILUPPO DELL’AEROPORTO DI FIUMICINO:

È INCOMPATIBILE CON VINCOLI ESISTENTI

FERMARE SUBITO STRANI CAROTAGGI IN CORSO A MACCARESE

CHI VUOLE PREFIGURARE NEI FATTI UN ABNORME AMPLIAMENTO

DEL “LEONARDO DA VINCI” ANCORA TUTTO DA VALUTARE?

Richiedere documenti, informazioni e chiarimenti all’ente appaltante AdR Spa in relazione alle criticità ambientali dell’area interessata dal Masterplan per lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino nell’area nord “per garantire il rispetto del principio di economicità e correttezza” e, in attesa degli accertamenti richiesti, adottare tutti i provvedimenti più opportuni “per impedire azioni che provocherebbero danneggiamenti alle aree interessate”. È quanto chiede Legambiente Lazio in un esposto inviato all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, di Lavori, Servizi, Forniture. Esposto inviato per conoscenza anche al Direttore generale di Enac e a quello di AdR Spa.

Legambiente punta i riflettori sul bando internazionale di gara -scaduto il 5 marzo scorso e in via di affidamento secondo recenti affermazioni di AdR- per la redazione del piano di sviluppo a lungo termine dello scalo e, in particolare, sulle assurde affermazioni contenute nell’allegato. Nella documentazione informativa relativa al Masterplan si conferma infatti, come noto a tutti, che le aree interessate dall’espansione sono individuate dal Piano territoriale paesistico come E2, ossia “zone agricole ad alto valore paesistico per le quali ogni trasformazione dei territori e dell’edilizia esistente e ogni nuova costruzione è soggetta ad autorizzazione dell’autorità tutoria attraverso la presentazione di un piano di utilizzazione aziendale che dimostri la necessità delle opere da realizzare” -aggiungiamo noi- evidentemente a fini agricoli. Ma le stesse aree sono sottoposte anche ad altri vincoli, ben noti ad AdR al momento della redazione del bando, e infatti riportati nei riferimenti allo studio ambientale. Basti per tutti il “piccolo” particolare che l’area è inclusa nel perimetro della Riserva Statale del Litorale Romano, con conseguente divieto di “realizzare interventi di trasformazione e ulteriore urbanizzazione del territorio”.

Un milione di metri cubi per centri commerciali, hotel e uffici non c’entrano nulla con il potenziamento del servizio passeggeri dell’aeroporto di Roma Fiumicino, le piste esistenti potrebbero supportare un eventuale e giustificato aumento dei voli -ricorda Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- È sconcertante solo pensare di utilizzare 1.300 ettari delle aree agricole della Riserva del Litorale per l’ampliamento del “Leonardo Da Vinci”, il bando per il Masterplan sfiora il ridicolo quando evidenzia i numerosi vincoli presenti sul territorio e poi chiede a chi redigerà il piano di pensare a qualcosa di impossibilmente ‘compatibile’. L’ampliamento si conferma ogni giorno di più come una mega operazione tutta giocata sulla rendita immobiliare con un ruolo determinante di chi è sia azionista della Maccarese SpA che di AdR. Sono questi i motivi che hanno portato Legambiente a chiedere la verifica formale del bando per il Masterplan”.

Ma l’associazione ambientalista ha inviato anche un secondo esposto -questa volta indirizzato al Corpo Forestale dello Stato, al Sindaco di Fiumicino Mario Canapini e agli assessori all’Ambiente di Regione e Provincia di Roma, Marco Mattei e Michele Civita- per sapere chi e perché sta effettuando dei carotaggi che stanno danneggiando l’habitat naturale in diverse aree di Maccarese anch’esse in parte incluse nel perimetro della Riserva del Litorale Romano, ovvero: viale di Porto, via delle Idrovore, via dell’Olivetello, via Campo Salino e via della Trigolana. Considerato che si tratta di interventi all’interno di un’area protetta, Legambiente chiede anche da chi siano stati preventivamente autorizzati e sulla base di quale provvedimento. Si attendono risposte, ma il sospetto che i sondaggi geologici (con ogni probabilità pozzi piezometrici) che sono stati segnalati dal Comitato “Fuoripista” di Fiumicino siano maldestramente e frettolosamente propedeutici all’operazione di allargamento dell’aeroporto appare più che plausibile.

Legambiente ricorda che il progetto di sviluppo del “Leonardo da Vinci”, proiettato ad esito fino al 2020 per un costo stimato in 10 miliardi di euro, prevede la costruzione di tre nuove piste, la ristrutturazione delle strutture esistenti, la costruzione di un nuovo molo passeggeri e l’aumento della capacità operativa per un volume di passeggeri in transito, secondo le previsioni, pari a 55 milioni di passeggeri annui al 2020 (rispetto ai 33 milioni registrati nel 2009). Il Masterplan AdR prevederà per la nuova struttura aeroportuale l’occupazione/cementificazione di nuove superfici per circa 1.300 ettari, dei quali l’8.2% destinato a hotel, centri commerciali e direzionali per più di un milione di metri cubi di nuove costruzioni. L’aeroporto -come già evidenziato- ricade in un territorio di alto pregio paesaggistico, archeologico e ambientale, caratterizzato dalla presenza di attività agricole e produttive, con aziende altamente specializzate, insediate negli anni ’30 per la gestione dell’area rurale. Sul territorio insistono siti di interesse paesaggistico, ambientale e archeologico, le aree naturali di riserva “Coccia di Morto” e “Macchia Grande”, “Macchia dello Stagneto”, i bacini di Maccarese e non lontana la pineta di Fregene. Al momento dell’istituzione della Riserva Statale del Litorale Romano la famiglia proprietaria delle aree interessate all’ampliamento, aveva accettato la “clausola” di mantenere la destinazione agricola e l’unitarietà del fondo. Una promessa durata davvero poco. E ora a velocizzare la spinta per l’operazione Fiumicino2 arriva anche l’aggancio della candidatura olimpica della Capitale.

Lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino non si può realizzare sventrando il territorio della Riserva del Litorale Romano, danneggiando le aziende agricole e le popolazioni dell’area -conclude Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Già oggi dopo molti anni dalla sua entrata in funzione all’aeroporto manca ancora la zonizzazione acustica, ma quale piano che salvaguardi l’ambiente è compatibile con la realizzazione di piste, aerostazioni, aree commerciali? Per altro, anche gli assunti sui quali si fonda il Masterplan sono tutti da verificare: a partire dalle proiezioni delle organizzazioni internazionali che prevederebbero una crescita abnorme e indimostrata del volume di traffico a Roma Fiumicino. L’area di ampliamento dello scalo ha enormi valenze ambientali, non si può semplicemente affermare che si dovranno trovare delle compatibilità, senza nemmeno presentare il progetto ai cittadini e alle comunità”.

In allegato alcune fotografie degli strani carotaggi in alcune zone di Maccarese

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