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“La situazione ad Anzio e Nettuno e su tutto il litorale romano. Le mafie c’erano e ci sono. Ben radicate, non è una novità. Che fa la società civile?

PERCHE’ TANTO STUPORE PER LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI ROMA A PROPOSITO DELLA PERSISTENTE PRESENZA MAFIOSA SUL TERRITORIO DI ANZIO E NETTUNO?

Perché tanto stupore?

E’ tutto il Lazio ormai sotto attacco, anche per quanto riguardano quelle zone che si ritenevano indenni dal fenomeno delle presenze mafiose.

Figuriamoci quelle già invase da decenni e nelle quali le organizzazioni criminali sono radicate al punto da riuscire a condizionare, come si è verificato a Nettuno la cui precedente amministrazione comunale fu sciolta, addirittura la vita pubblica!

Con il provvedimento dell’allora Governo furono, forse, rescissi certi legami con certe persone.

Forse.

Ma non è che il problema sia stato risolto perché gli attori stanno tutti sul territorio.

Come a Fondi, dove il governo attuale non ha voluto sciogliere l’amministrazione come chiedeva il Prefetto di Latina.

Ma dove, anche se fosse stata sciolta l’amministrazione, la situazione non sarebbe mutata granché perché gli stessi attori sono tutti sul posto, vivi e vegeti.

Il problema va posto in termini diversi.

Ad Anzio e Nettuno esiste, come prima e forse più di prima, la mafia.

Come in tutto il Lazio e in tutto il Paese.

Il territorio va posto sotto strettissima osservazione, monitorato metro per metro.

Lavori, appalti, subappalti, residenze anagrafiche, flussi turistici, investimenti, trasferimenti di proprietà; tutto va posto sotto la lente di ingrandimento.

Daccapo.

Lamentarsi che ci sono le ‘ndrine e restare con le mani in mano e senza fra niente per contrastarle non serve a niente.

Né si può pensare che debbano essere solamente forze dell’ordine e magistratura a fronteggiare la criminalità militare, economica e politica.

Dov’è la società civile???