La scorta di 3 livello non è un privilegio.Il calvario e la sofferenza di chi vive sotto scorta. Caro Segretario , chi da anni vive sotto scorta potra’ comprendere queste mie parole. Vivere sotto scorta non è uno status simbol,gli uomini di scorta dopo anni diventano parte della tua famiglia, in loro riponi la tua vita e loro rischiano per proteggerti. Oggi dopo due anni e mezzo a volte mi chiedo se questa si può chiamare vita, una vita blindata ma è la conseguenza da pagare per aver denunciato le lobby affaristiche mafiose della camorra spa. Camminare scortato è una garanzia per la propria incolumità ma è anche il dover rispettare un protocollo, delle regole, se poi il dispositivo è di 3 livello con auto blindata e tre operatori allora la situazione si complica in ogni momento. Io ringrazio sempre l’arma dei carabinieri che ha sempre dimostrato una sensibilità e una professionalità uniche ,i ragazzi operanti che mi aiutano in ogni momento a superare i momenti di sconforto ,sono i miei unici amici ,gli unici pronti ad ascoltare la voce di chi vive da invisibile. Camminare con la propria famiglia in due auto differenti diventa sempre una divisione e mi sento sempre in colpa. In ogni luogo che giungi la gente si allontana e il vuoto dei luoghi ed il silenzio diventano l ‘ennesima tortura. Ma che colpa ho io ? La paura fa 90 …..ma il pregiudizio fa 89? Chi ci vede dal di fuori può pensare che tutto sia normale, ma normale non lo è. Il 18 a Monza ci sarà l’ennesima udienza del processo scaturito dalle mie denunce ed io come sempre sarò lì presente come sempre, due anni e mezzo e a giugno la sentenza di primo grado. Io non mollo e vi chiedo di essermi vicino. Gennaro Ciliberto Testimone di giustizia Contro la camorra spa

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