Sabaudia e San Felice

30 aprile 2005

Alla Procura Nazionale Antimafia
ROMA

Procura della Repubblica
LATINA

Non è la prima volta che ci vediamo costretti a richiamare l’attenzione di codesti Uffici sulla situazione esistente sul territorio che comprende i comuni di Sabaudia e San Felice Circeo. Questo, sia per i casi pregressi di operazioni sospette (vedi Ippodromo a Sabaudia, immobili confiscati alla mafia, vicenda del porto a San Felice Circeo. Per quest’ultima, sembra che alcune persone allora interessate al progetto della società “Penta” si siano riproposte oggi per il nuovo progetto), sia per alcuni tentativi in essere, relativi a nuove opere.

Ma c’è un altro aspetto inquietante che non possiamo sottovalutare: quello dell’abusivismo edilizio. Nei giorni scorsi abbiamo inteso constatare de visu, soprattutto a San Felice Circeo, quanto sia grave lo stato di impotenza (ma dobbiamo chiederci se è solo per questo) di certe istituzioni a fronte della prepotenza di quanto considerano leggi e regolamenti semplice carta straccia. Ad esempio, alcuni stabilimenti balneari trasformati in ristoranti o sale da ballo senza alcuna concessione ed autorizzazione; manufatti costruiti sulla sabbia; sigilli rimossi.

La mafia non alligna forse e si nutre nelle situazioni in cui l’illegalità è diffusa e le leggi non vengono fatte rispettare da chi ne è preposto? Non è, dunque, il caso di verificare le situazioni, anche quelle passate, riconducendo tutte le indagini ad un unicum affidandole ad un unico magistrato per controllare l’eventuale sussistenza di reati associativi?

IL SEGRETARIO
Dr. Elvio Di Cesare

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