Il PD: non sottovalutare il radicamento mafioso nel Lazio. Grazie a Dio, anche il PD comincia ad essere preoccupato per l’occupazione mafiosa del Lazio. Il fatto è estremamente positivo, ma il PD non deve limitarsi a fare interrogazioni e dichiarazioni, ma, al contrario, deve mobilitare tutte le strutture periferiche e fare in modo che nasca un’azione congiunta e massiccia di tutte le forze sociali e politiche democratiche. E, poi, c’è un’altra considerazione da fare: fare il solito elenco dei clan già noti, stranoti ed attenzionati non significa fare la lotta alle mafie. Non serve a nulla. Bisogna, invece, passare ad una fase nuova e costruttiva: quella dell’individuazione di tutti quei mafiosi, nelle professioni, nella politica, nelle stesse istituzioni, veri che passano per persone per bene – i famosi “colletti bianchi – ma che rappresentano le vere mafie, quelle economiche e politiche. Mettendo a conoscenza chi di dovere ai livelli centrali. Non sappiamo chi abbia fornito le informazioni ai due deputati del PD, ma esse sono incomplete perché riguardano quello che è stato già accertato. Il fatto è che il più è ancora da accertare e nei territori, fatta qualche singola eccezione, chi deve indagare NON INDAGA come dovrebbe. Si fa la lotta alle mafie ancora con un’ottica da ordine pubblico, ma di accertamenti patrimoniali non se ne parla proprio. E così NON si fa lotta alle mafie che oggi sono IMPRESA. E’ riduttivo elencare i delinquenti comuni, i mafiosi del livello militare. Quelli sono già abbastanza individuati ed attenzionati

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