Il, Convegno a Cassino. E’ finita la pacchia. Con l’arrivo nella Capitale a capo della Procura della Repubblica di Giuseppe Pignatone già si cominciano a notare segnali positivi di discontinuità rispetto ad un passato segnato da una imperdonabile disattenzione da parte della classe politica ed istituzionale rispetto alla presenza ed alle attività mafiose. Abbiamo avuto Prefetti che hanno negato l’evidenza; esponenti delle istituizioni che hanno avuto la faccia tosta di definire la Capitale… “la città più sicura d’Italia” (Il Times pochi giorni fa l’ha definita, invece, “la più pericolosa d’Europa!), la stessa magistratura giudicante che solo un paio di settimane fa ha emesso per la prima volta una sentenza di condanna per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. E le indagini patrimoniali che, ad eccezione dei corpi speciali, non si sono fatte e non si fanno da parte dei comandi territoriali. Non parliamo della classe politica (durante la campagna delle primarie del centrosinistra non una parola è stata spesa sul problema “mafie” e la cosiddetta “Consultra Provinciale Antimafia” costituita da Zingaretti si è rivelata una sortita di chiara marca propagandistica e basta). Una VERGOGNA!!! Giuseppe Cascini, PM presso la DDA di Roma, in occasione del nostro convegno a Cassino, ci ha fornito un bellissima notizia: dopo l’arrivo di Pignatone ben 10 magistrati della DDA di Roma stanno lavorando sul Lazio e con una particolare attenzione al sud pontino. Un sud pontino imbottito (ci si passi il termine) di mafiosi di ogni genere, a cominciare da quelli in giacca e cravatta. Speriamo di vederne, prima o poi, taluni assicurati alle patrie galere perché non se può più! Per molti è finita la pacchia…

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