Il boss del clan Lo Russo non stava di certo a Gaeta a prendere il sole o a giocare a bocce. Una lunga storia di presenze ed attività camorristiche a Gaeta mentre la politica e le istituzioni locali hanno girato lo sguardo sempre dall’altra parte. Ora cominciamo ad indagare sulle aree infette e grigie. Ce ne sono sicuramente perché altrimenti da quasi tutto il commercio, l’edilizia, le movimentazioni portuali ecc. non sarebbe stata espropriata l’imprenditoria locale, soppiantata da quella di oltre Garigliano

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