Il Basso Lazio e, in particolar modo, il sud pontino, è fortemente inquinato. Non si finisce mai e quello che è emerso finora è appena la punta dell’iceberg. Quello che inquieta è che noi stiamo denunciando da anni chiedendo di andare a scovare nei rapporti fra politica e mafie perché è su questo versante che c’è la cacca, è il silenzio di sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali, regionali e taluni parlamentari. Il problema dei problemi non è rappresentato tanto dai camorristi provenienti dalla vicina Campania perché quelli si conoscono già tutti e, volendolo, si possono arrestare e rendere innocui, ma da chi, nella politica e nelle istituzioni locali, gente locale cioé, anziché cacciarli a pedate nel culo come meritano, ci va a banchetto, ci mangia, ci fa affari e li aiuta nei loro sporchi giochi. Gente lurida, corrotta, votata dai cittadini. Questo è il vero problema: una cultura mafiosa che vede la stragrande maggioranza dei cittadini coinvolta in maniera diretta o indiretta, con, di conseguenza, una politica e con le istituzioni corrotte anch’esse in parte.

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