Finitela con la retorica e di parlare a vanvera delle mafie. Finitela con la retorica, per cortesia, perché questa non è antimafia. Noi nel Lazio ci troviamo a combattere oltre che contro i mafiosi dell’ala militare anche -e soprattutto – contro articolazioni dello Stato inefficienti, inadeguate e talvolta oggettivamente colluse con le mafie. E’ nella politica e nelle stesse istituzioni che vanno individuati e colpiti i veri mafiosi. E’ nei Consigli comunali, in quelli provinciali e regionali, nel Parlamento e negli stessi governi che si annidano i mafiosi, quelli più pericolosi, quelli che contano e comandano. Non parliamo, poi, di molti professionisti ed imprenditori che sistematicamente fanno affari con le mafie o ne fanno organicamente parte. Magistratura e forze dell’ordine fanno quello che possono, contrastate e limitate nelle risorse e nella legislazione, da una classe politica ottusa e spesso collusa con la mafia, se non mafia essa stessa. Fatte, ovviamente, le dovute eccezioni e senza generalizzazioni perché, grazie a Dio, non tutto è marcio. Sono i cittadini, tutti i cittadini onesti, che debbono collaborare, aiutare chi veramente combatte la mafie senza chiacchiere, segnalare, denunciare. Denunciare non solo soggetti e situazioni sospetti (un investimento di capitali, l’approvazione di una variante urbanistica, il rilascio di una concessione edilizia, di una licenza, un passaggio di proprietà, un appalto o un subappalto sospetti ecc. ecc. ) ma anche comportamnenti omissivi da parte di presidi e persone dello Stato (un comandante che non fa indagini ecc. ecc. ). Questo siamo noi e questo vogliamo sempre più essere. Con l’aiuto fattivo e non solo a parole di tutte le persone perbene

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