. Candidati fantasma, il consigliere al pm: «Agii con superficilità Nomi avuti da Mola»

È durato circa tre ore e mezza l’interrogatorio del consigliere comunale del Partito Democratico Salvatore Madonna, al momento l’unico indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura sulle candidature «a loro insaputa». Assistito dall’avvocato Carlo Di Casola, il consigliere del Pd ha risposto alle domande del pm Stefania Buda che conduce l’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino.

Secondo quanto si è appreso, Madonna avrebbe ammesso di aver certificato le firme apposte sul verbale senza che fossero presenti i diretti interessati, sostenendo di averlo fatto per superficialità e in una situazione ambientale di estrema confusione che si viveva nella affollatissima sede del comitato elettorale della Valente in piazza Bovio la sera del sei maggio, a poche ore dalla scadenza dei termini per la presentazione delle liste.

A consegnargli il verbale con i 13 nomi – avrebbe spiegato al pm, secondo le indiscrezioni – sarebbe stato Gennaro Mola, ex assessore del Pd e compagno della Valente. L’operazione sarebbe avvenuta in una stanza dove si recarono per allontanarsi dalla confusione che regnava nella sede del comitato.


Già sentita come persona informata sui fatti Valeria Valente

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