L’antimafia è una cosa seria e, quindi, bisogna comportarsi da persone serie. L’informazione incompleta e l’oscuramento di chi, come noi, dà fastidio perché non si piega ai partiti e denuncia

O di qua o di là, tertium non datur.

La strada dell’autonomia non è percorribile, secondo taluni.

L’antimafia pura, quella non politicizzata, non asservita cioè al sistema politico-clientelare-mafioso, non è percorribile, secondo molti.

La paghi, se la vuoi fare, con l’ostracismo, con l’oscuramento, con la censura.

Devi stare per forza o con gli uni o con gli altri, schierato politicamente.

Sono dieci anni che siamo vittime di questa logica di “ ‘o sistema”.

Guardati a vista come coloro che “denunciano”, che “ rompono i c. ”, che non si limitano a parlare di mafie in termini generici, a fare le commemorazioni e basta, a raccontare la storia dei clan senza accusare chicchessia, nomi e cognomi, ad intervenire solamente a fatti avvenuti senza offrire PRIMA che essi avvengano contributi, notizie, piste investigative alle forze dell’ordine ed alla magistratura.

L’antimafia del DOPO.

Ci siamo abituati agli oscuramenti perché per noi l’antimafia vera è tutta un’altra cosa.

Non è il racconto delle cose avvenute, ma la segnalazione a chi di dovere di quanto potrà avvenire o sta avvenendo.

E, visto che le mafie in questo sistema corrotto corrodono o quanto meno lambiscono tutti, fatta qualche rarissima eccezione, fare antimafia vera, non parolaia e basta, dà fastidio a tutti.

Non ce ne lamentiamo di quanto subiamo, perché i nostri comportamenti sono frutto di una nostra scelta precisa.

Ognuno abbia le sue idee politiche, ma nessuno tenti di condizionare con quelle idee l’operato dell’Associazione.

Si va subito fuori.

Noi abbiamo a che fare con i mafiosi, che stanno annidati dappertutto, e non possiamo scherzare.

Non intendiamo assolutamente generalizzare e fare di tutt’erba un fascio, ma non possiamo mai dimenticare il fatto che le mafie senza la complicità, diretta od indiretta, della politica, non sopravviverebbero un solo giorno.

Come il terrorismo, che è stato sconfitto in pochi mesi ed eliminato.

Abbiamo parlato di complicità dirette o indirette, di chi favorisce direttamente i mafiosi approvando una variante urbanistica che li agevoli, dando ad essi una concessione edilizia, un’autorizzazione di vario genere e così via, chiedendo, come è successo a Formia come dimostrato dalla” Formia Connection “ (di cui nessuno vuole parlarne! ), ad essi i voti o, indirettamente, facendo finta di niente, girando lo sguardo dall’altra parte, non denunciando.

O, appunto, parlandone in termini generici e non aiutando concretamente chi, magistratura e forze dell’ordine, li combatte quotidianamente.

Si parla oggi di un importante operazione della DDA e della DIA di Roma nel Cassinate, si parla ad operazione avvenuta, ma nessuno parla sulle cronache delle voci che correvano oltre 20 anni fa, quando fu arrestato Moccia nelle acque del Golfo di Gaeta con una spettacolare operazione di polizia fatta dal cielo, a mare ed a terra, del nome che si sussurrava appena del proprietario dell’imbarcazione sulla quale il boss fu preso.

Oltre 20 anni fa, ripetiamo.

Quando noi parliamo di un’informazione incompleta.

Allora di cosa parliamo?

Oggi leggiamo di elogi alle forze dell’ordine ed alla magistratura.

Oggi, a cose avvenute.

Ma quale contributo è stato fornito ad esse per giungere a questo brillante risultato?

Non continuiamo a prenderci ed a prendere in giro.

L’antimafia è una cosa seria e bisogna, quindi, comportarsi da persone serie.

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