Archivi del mese: Marzo 2010

Lavoro – Istat: disoccupazione giovani schizza a 28.2% a febbraio. Dato superiore di 7.6 punti rispetto media UE

ROMA, 31 MAR – Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a febbraio è schizzato al 28,2% con una crescita di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Lo comunica l’Istat nella stima mensile sottolineando che il tasso italiano è superiore di 7,6 punti rispetto a quello relativo alla Ue-27

(Tratto da Contro la Crisi)

Don Boschin: un assassinio pieno di misteri del quale nessuno,pare, vuole parlare

Potrebbe trattarsi di un omicidio di mafia e, perciò, noi stiamo chiedendo da tempo la riapertura delle indagini.

La stessa cosa ha fatto Don Ciotti di Libera.

Potrebbe trattarsi di un evento delittuoso collegabile con i traffici di rifiuti speciali, settore, questo, com’è noto, cui è fortemente interessata in Italia la criminalità organizzata.

Don Boschin potrebbe essere stato un testimone scomodo o potrebbe essere venuto a conoscenza di fatti delicati e, quindi, potrebbe essere stato eliminato.

Questo nostro sospetto nasce soprattutto da due considerazioni:

la prima, riguarda la vicinanza del luogo dove è avvenuto l’assassinio ad un’area confiscata alla camorra;

la seconda, all’interesse, come detto, di questa alle attività che riguardano il traffico dei rifiuti.

In un’area vicina alla Parrocchia dove è stato rinvenuto il corpo di Don Boschin sono stati individuati, interrati, dei grossi “contenitori metallici” contenenti sostanze non precisate.

Ciò che sconcerta è la cortina di silenzio intorno ad un evento delittuoso del quale, pur a distanza di anni, restano sconosciuti movente, autori e possibili mandanti.
Ci ha fatto, perciò, piacere la notizia dell’ interesse manifestatoci in proposito da uno scrittore inglese che ci ha comunicato il suo proposito di scrivere un libro che tratta, fra l’altro, l’assassinio del Parroco di Borgo Montello.

Un’analisi della nuova situazione amministrativa e politica di Fondi

IL RISULTATO ELETTORALE DI FONDI: CI SONO LE CONDIZIONI PER UN CAMBIAMENTO PROFONDO DI SITUAZIONI E METODI

Non spetta a noi fare analisi politiche.

Noi siamo un’associazione antimafia e questo vogliamo continuare ad essere.

Con rigore ed orgoglio.

Ma certi fatti vanno analizzati perché, nel bene come nel male, è la politica che condiziona la vita economica e sociale di un territorio.

A bocce ferme ed a risultati consolidati, noi riteniamo che la situazione a Fondi sia profondamente mutata.

Al di là del pessimismo di maniera o dei trionfalismi di comodo, a seconda dell’angolo ottico dal quale si vogliono guardare le cose, da oggi in poi, per numeri e soprattutto per qualità, l’opposizione è in grado di far funzionare le cose in modo diverso che nel passato.

Intanto va sottolineato che sulla situazione esistente a Fondi rimarranno accesi i riflettori di tutti coloro- noi non per ultimi –che se ne sono interessati finora.

Questo perché, malgrado gli interventi della magistratura antimafia e delle forze dell’ordine, tutti gli attori fino ad oggi attenzionati sono colà residenti.

Poi anche perché –a causa del rifiuto del Governo di accogliere la richiesta del Ministro Maroni di scioglimento dell’amministrazione per condizionamenti mafiosi – il quadro politico ed amministrativo non è cambiato radicalmente.

Permane, quindi, l’esigenza di un’estrema, quotidiana vigilanza per fare in modo che certe situazioni non si ripetano.

Dicevamo dei cambiamenti intervenuti.

C’è oggi un’opposizione combattiva, motivata, carica di valori e soprattutto di determinazione nel sostenerli, che si è forgiata nelle battaglie antimafia passate e recenti.

Si tratta di persone alcune delle quali provengono dalle nostre file, che fanno parte dei quadri dirigenti della nostra Associazione e che, nel loro impegno a difesa dei principi di legalità e contro le mafie, avranno l’Associazione dietro le loro spalle.

Questo sia ben chiaro a tutti, estimatori e denigratori.

Noi ci auguriamo che ci siano atti di resipiscenza e che non si ripetano più comportamenti di rilevanza giudiziaria.

Ma si sappia che siamo determinati, pur senza pregiudizi di sorta, a non rinunciare- oggi più che nel passato – al nostro ruolo di inflessibili difensori dei principi di legalità e di autonomia della politica e delle istituzioni rispetto ad ogni eventuale tentativo di condizionamento da parte di soggetti e gruppi sospetti.

Fondi: un’anomalia del voto. Meditate, meditate, gente d’Italia. Dopo tutto quello che è successo!

Nell’intera regione Lazio l’affluenza è stata del 60, 89%, con punte al ribasso nella circoscrizione di Roma sotto al 60% (59, 2%).

Nel Comune di Fondi (LT), (Abitanti: 36.902 / Elettori: 31.083) l’ affluenza, invece, è stata della strepitosa percentuale dell’ 81, 6%

Il comune di Fondi è approdo sin dagli anni ’80 di famiglie appartenenti alle cosche di ‘ndrangheta Tripodo, Trani e Zizzi (ed altre) che operano a braccetto con i clan camorristici campani, ad esempio gli appartenenti ai Mallardo, operativi sul mercato della droga.

Infine la mafia siciliana, nello stesso bacino, controlla il ricco mercato degli agrumi, sempre a braccetto con i clan calabresi e siciliani.

La chiamano la QUINTA MAFIA, ed è ad una manciata di chilometri dalla capitale d’Italia.

Per il comune di Fondi è stato chiesto il commissariamento per mafia dallo stesso ministro Maroni, a seguito delle relazioni di una Commissione d’accesso e degli ispettori del Ministero dell’Interno, oltreché dei provvedimenti restrittivi adottati dalla Procura Distrettuale Antimafia anache a carico di soggetto già appartenente all’Amministrazione Comunale.. Ciò non è avvenuto per la ferma opposizione del PDL che proprio a Fondi ha la sua roccaforte elettorale.
Tralasciamo il fatto che di quell’81, 6% di votanti, il 72, 58% ha dato la preferenza a PDL/Polverini e che il parlamentare locale ha preso, solo a Fondi, 9.873 preferenze.

Sorge spontaneo domandarsi il perché di tale anomalia e se questo voto è interamente figlio della democrazia e della politica, dell’educazione civica dei cittadini che si recano al voto, oppure, in una parte significativa, di condizionamenti tipici di un sistema che di politico ha ben poco.
Meditate gente, meditate

SS.Cosma e Damiano e Minturno (Latina) sedi logistiche del clan Gallo

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L’attentato avvenuto oggi a Fondi non riguardava la persona di Bruno Fiore, ma un altro ufficio che ha sede nello stesso fabbricato

COMUNICATO STAMPA

Indagini rapidissime svolte dal personale del Commissariato della Polizia di Stato di Fondi hanno portato all’esclusione dell’ipotesi che l’attentato fatto oggi, intorno alle 13 circa, al portone del fabbricato in cui è ubicato lo studio di Bruno Fiore, fosse rivolto all’esponente del Coordinamento antimafia fondano.

Ci è stato comunicato, infatti, che tale attentato era diretto ad altro soggetto ubicato nello stesso fabbricato in cui ha sede lo studio citato.

Pur prendendo atto con soddisfazione di tale notizia, riconfermiamo – dopo la scia di attentati subiti nel recente passato, oltreché dallo stesso Bruno Fiore, anche da vari rappresentanti delle forze dell’ordine locali – le nostre preoccupazioni più vive per la situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini esistente a Fondi.

E’ in proposito giustificata la sensazione che la criminalità voglia intimidire, con atti delittuosi, i soggetti più attivi delle forze dell’ordine stesse per ampliare al massimo le aree di manovrabilità per azioni illecite.

Rinnoviamo, pertanto, al Ministro dell’Interno ed al Prefetto di Latina la richiesta di un esame particolare della situazione esistente a Fondi e la conseguente assunzione di provvedimenti efficaci e tesi ad assicurare alla città ed al territorio i più ampi spazi di agibilità democratica e civile.

Associazione “A. Caponnetto”

Mafia nei Castelli romani

Avevamo da tempo sentore dell’esistenza di attività mafiose anche nella zona dei Castelli romani e, pertanto, lanciammo l’allarme alcuni anni fa in occasione di un convegno svoltosi a Nemi.

Le notizie pervenuteci in ordine a recenti azioni di polizia ordinate dalla DDA di Napoli e che hanno riguardato il territorio di Lariano-Velletri ci hanno dato ragione.

Invitiamo i cittadini dei Castelli ad essere estremamente vigili e ad informarci circa qualsiasi attività sospetta sul proprio territorio.

Clan Mallardo. Estorsioni e tifo

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La squadra del clan

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I beni sequestrati al clan Mallardo in Campania ma anche anche nelle province di Roma e Latina

Clan Mallardo, tra i beni sequestrati c’è anche una società calcistica. Beni per 3 milioni di euro. Si tratta delle società Giugliano srl, Tre Emme srl e «Gruppo Orizzonte»

LATINA – Proseguono le indagini della Dda di Napoli per stroncare il potente clan Mallardo, particolarmente presente con elementi di spicco e prestanome attraverso società ed investimenti immobiliari in Campania e nelle province di Roma e Latina.

CALCIO E SCUDERIE – Un altro sequestro per circa tre milioni di euro di valore è stato disposto nei confronti dei beni riconducibili al sodalizio camorristico. Si tratta della società sportiva Giugliano srl, la cui squadra milita nel campionato di eccellenza in Campania, della società albeghiera Tre Emme srl (con sede sempre a Giugliano) e della scuderia «gruppo Orizzonte» di Carmine Maisto, proprietaria di numerosi cavalli da corsa. In particolare la società sportiva, come hanno spiegato i dirigenti della questura di Latina, veniva usata per veicolare sponsorizzazioni in denaro che in realtà erano frutto di estorsione agli imprenditori. Con questo sistema il clan ha costretto alcune aziende del sud pontino a versare soldi nella casse della società in modo apparentemente pulito.

GLI INVESTIMENTI – Nel corso dell’operazione «Arcobaleno», ricordiamo, sono stati sequestrati una trentina di società, 198 terreni, 456 fabbricati, tra cui una villa e 71 locali commerciali, 49 conti correnti bancari, 27 tra auto e moto di lusso, due barche di gran lusso e due polizze assicurative per un valore complessivo di 500 milioni di euro. In tutto sono state emesse 12 ordinanze di custodia cautelare (11 gli arresti eseguiti mentre è latitante il boss Giuseppe Dell’Aquila detto «Peppe o ciuccio»), 77 gli indagati. Il clan aveva effettuato ingenti investimenti immobiliari non solo in Campania, ma in provincia di Roma, nei comuni di Latina, Fondi, Sabaudia, Formia e Terracina. Intanto prosegue l’analisi della documentazione posta sotto sequestro ad opera della questura di Latina e del Gico della Guardia di Finanza di Roma.

Michele Marangon
(Tratto dal Corriere della Sera online)

Le mafie alzano il tiro a Fondi e dopo gli attentati ai danni di numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine, colpiscono per la seconda volta Bruno Fiore del PD

SECONDO ATTENTATO AI DANNI DI BRUNO FIORE A FONDI

A scrutini ancora non conclusi, la mafia è già al lavoro a Fondi.

Dopo gli attentati incendiari ai danni di Bruno Fiore, la criminalità organizzata fa sentire ancora una volta la sua voce mandando un sicario a sfondare a calci il portoncino dello studio dell’esponente del PD fondano.

Un segnale minaccioso, un secondo avvertimento, quasi a dire “hai perso ed ora devi pagare per l’azione da te svolta contro camorra e ‘ndrangheta”.

Le scelte scellerate di coloro che non hanno voluto lo scioglimento del Consiglio comunale di Fondi e la conseguente nomina di un commissario straordinario hanno fatto sì che la situazione restasse quella di prima.

Se non peggiore.

Le mafie controllano il territorio e la sconfitta elettorale di coloro che hanno avuto il coraggio di combatterle a viso aperto sicuramente le ha galvanizzate.

La situazione ora è oltremodo pericolosa.

Le istituzioni e le forze sane della società non possono e non debbono lasciare solo Bruno Fiore e quei pochi che con lui si sono esposti nella battaglia a Fondi contro le mafie.

Invitiamo il Prefetto di Latina a convocare immediatamente una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico per l’adozione di provvedimenti adeguati per la sicurezza di Bruno Fiore e dei suoi familiari.

I soci ed i simpatizzanti dell’Associazione “A. Caponnetto” sono sin da ora mobilitati tutti in vista delle decisioni che verranno assunte in ordine alle iniziative da intraprendere per la difesa delle democrazia a Fondi e della sicurezza dei singoli.

A Bruno Fiore giungano le espressioni più affettuose della solidarietà e della vicinanza di tutti i soci dell’Ass. A. Caponnetto.

Mafie a Lariano e nei Castelli romani. C’è ancora chi non vuol crederci!

“NON PRENDO NEMMENO MINIMIMANENTE IN CONSIDERAZIONE L’IPOTESI CHE LARIANO POSSA ESSERE TERRENO FERTILE PER LE ORGANIZZAZIONI MALAVITOSE”

Grave.

Gravissimo.

Un atteggiamento da far venire i brividi.

Se tale dichiarazione riportata dalla stampa fosse confermata sarebbe veramente grave.

Sarebbe stato il Sindaco di Lariano a rilasciarla.

Ne parliamo al condizionale perché, leggendola, c’è sorto il dubbio che essa possa essere veritiera.

Delle infiltrazioni mafiose nei Castelli romani ne abbiamo parlato anni fa in un convegno a Nemi.

Non creduti, ovviamente.

Anche in quella occasione ci fu chi… dichiarò… ”di non voler nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi che… ecc. ecc…”

Eppure, eccoci al punto di non ritorno.

Le mafie nei Castelli sono arrivate da tempo, si sono insediate ed oggi fanno affari, prendono appalti e quant’altro.

Continuare a far finta di niente, dichiarare di… non voler nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi, non allertare l’opinione pubblica, non agevola l’opera di costruzione di una barriera che possa frenare l’espansione mafiosa.

L’assalto della camorra ai Castelli. Il Procuratore Piro istituisce il pool antimafia. Grazie, Dr. Piro

Lariano: infiltrazioni malavitose, le parole del sindaco Montecuollo

Lariano – Cronaca) – Quello di Lariano è l’ennesimo caso di infiltrazione malavitosa ai Castelli Romani. La Procura di Velletri ha attivato il pool di magistrati criminalità organizzata per monitorare ancora più da vicino il fenomeno dopo la maxi operazione anticamorra. Comprensibilmente scossa la comunità di Lariano per la notizia del sequestro del cantiere di via Napoli. Da due anni erano iniziati i lavori per la realizzazione di 80 appartamenti, che sarebbero stati venduti direttamente dalla società costruttrice Casamare Invest, riconducibile a un imprenditore napoletano, titolare di una delle due holding imprenditoriali, che ripuliva materialmente i soldi del clan Mallardo.

L’uomo (duemila euro denunciati al Fisco in dieci anni) possedeva la maggioranza delle quote societarie, mentre la minoranza apparteneva alla famiglia Maisto. Attualmente il cantiere è sotto amministrazione giudiziaria, proseguono infatti i lavori portati avanti da manovalanza esclusivamente campana. Sul futuro dell’immobile però c’è un grande punto interrogativo. Il complesso in costruzione rientra nel Prg adottato nel 2005 dal Comune di Lariano, che sulla vicenda per il momento non si esprime. Bocche cucite in particolare all’Ufficio Urbanistica. L’unica dichiarazione è del sindaco Raffaele Montecuollo: «Sono sorpreso dalla cosa, peraltro non ci è stato notificato nulla ad oggi. Spero che sia un caso isolato, non prendo minimamente in considerazione l’ipotesi che Lariano possa essere terreno fertile per le infiltrazioni malavitose. Vogliamo continuare a farci conoscere solo per le bellezze del territorio».

Mafia nel Lazio. Polverini non pervenuta

Come contrastare le attività delle associazioni mafiose nel territorio laziale? Abbiamo verificato le proposte nei programmi elettorali dei due schieramenti in campo per le elezioni regionali.

Nel Lazio sono presenti tra le 60 e le 70 cosche criminali e, sul territorio, vivono più di 300 persone attive nelle associazioni criminali. La presenza delle mafie nel Lazio non si limita soltanto a Fondi, dove il sindaco e sedici consiglieri comunali si sono dimessi ad ottobre prima che il governo decidesse di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose e dove solo una settimana fa sono state arrestate 11 persone su 77 indagati per camorra e sequestrati beni per oltre 400 milioni di euro. Su 378 comuni laziali sono una cinquantina i comuni dove risulterebbero attività della criminalità organizzata. Soltanto alla Procura di Roma erano pendenti, nel 2007, 183 procedimenti di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia e il totale di reati di criminalità organizzata nel Lazio, secondo i dati del Ministero dell’Interno, erano 2535, quasi quanto in Puglia e, in percentuale sul numero di abitanti, quasi quanto in Sicilia. E nel 2008 la situazione è peggiorata.

Nella relazione al Parlamento della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) del secondo semestre del 2008 si legge:

Nella città di Roma e provincia, è storicamente nota l’operatività di soggetti collegati a cosa nostra, che, negli anni, hanno anche trovato sinergia con gruppi locali. Il litorale sud fa rilevare segnali di presenze, interessate ad operazioni di reimpiego di capitali e al traffico di stupefacenti gestito assieme a pregiudicati locali.

Il panorama criminale monitorato a Roma e provincia, inoltre, consente di evidenziare anche la presenza di referenti dei RINZIVILLO e degli EMANUELLO, famiglie di Gela, interessate all’acquisizione di appalti, subappalti e/o rami d’azienda, ovvero alla fornitura di mano d’opera a basso costo.

Nella Capitale, vanno poi rilevate le presenze riferibili alle famiglie mafiose trapanesi, interessate in acquisizioni di attività commerciali. Di pari interesse sono le relazioni tra circuiti camorristici e mafiosi nel settore dell’ortofrutta.

Roma è nelle mani dei clan della ‘Ndrangheta e della Camorra, che convivono con la criminalità locale. Secondo l’Osservatorio Tecnico Scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, è presente
l’insediamento stabile di famiglie criminali della camorra e della ‘ndrangheta in alcuni quartieri della Capitale. Un insediamento cominciato attraverso il trasferimento dalle aree di origine di intere famiglie, e proseguito con il controllo del traffico e dello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti e contemporaneamente o successivamente l’avvio di attività commerciali. Anche in questi casi non è esagerato parlare di forme di controllo di segmenti significativi del territorio.

Mentre in provincia di Latina
Sono in atto precisi accordi e varie interazioni tra il cartello camorristico dei Casalesi e famiglie della ndrangheta in materia di stupefacenti, estorsioni, usura e anche sul versante dei traffici legali ,quali il controllo di pezzi della grande distribuzione, di strutture di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli.

Le mafie si sono insediate nel Lazio, oltre che per espandere i loro traffici, anche per investire. Continua la relazione del 2009 dell’Osservatorio:
C’è un’aggressione anche al settore delle agenzie portuali e turistiche, considerate strategiche anche per altri traffici, come le imprese impegnate in edilizia, strutture alberghiere, settore della ristorazione, smaltimento dei rifiuti, supermercati, e infine l’affare del momento, i centri commerciali (anche se in alcune aree della regione l’operazione è cominciata da tempo). Oltre che nel centro di Roma ci sono negozi legati alla camorra collocati in alcuni di questi Centri Commerciali.

Come pensano di arginare questa emergenza gli schieramenti che si sono candidati ad amministrare la regione? Nel programma della lista di Emma Bonino, sostenuta dai partiti di centrosinistra, si legge:
Per quanto riguarda la criminalità organizzata, l’impegno è rivolto in primis a promuovere una “lotta al silenzio”, irresponsabile e connivente, accompagnata da un’azione sistematica di trasparenza dell’azione politica che deve rendere accessibili a tutti i cittadini i dati delle spese effettuate e dei finanziamenti elettorali conseguiti, affinché non si ripetano quelle “distorsioni” a cui abbiamo assistito in passato.

È necessaria l’adozione di un sistema pubblico di regole e possibilmente di un Codice Regionale degli Appalti, che garantisca sia in sede di partecipazione, sia in sede di assegnazione, la necessaria trasparenza ed il dovuto controllo attraverso un severo monitoraggio dei sub-appalti e la verifica di assenza di infiltrazioni mafiose.

Si potranno stabilire Protocolli d’intesa tra amministrazioni locali e forze dell’ordine affinché la concessione di autorizzazioni edilizie per opere di particolare incidenza urbanistica sia sottoposta a una verifica preliminare di legittimità/sostenibilità/ antimafia. È necessario avviare, inoltre, indagini patrimoniali che consentano un’attenta vigilanza sui movimenti di capitale e sugli investimenti economici messi in atto dalle associazioni mafiose sul territorio laziale.

E ancora:
Dobbiamo puntare a raggiungere l’obiettivo dell’utilizzo sociale del 100% dei beni confiscati alle mafie, da trasformare in sedi di servizi per la comunità e in occasioni di lavoro. Proprio con questa finalità è stata istituita, la prima in Italia, l’Agenzia regionale per promuovere l’uso sociale dei beni confiscati e sono stati previsti un Fondo di rotazione, per aiutare i Comuni a risolvere il problema delle ipoteche bancarie che gravano spesso sui beni, e un fondo di garanzia, con il quale favorire l’accesso al credito dei soggetti assegnatari dei beni stessi. Verranno finanziati progetti di ristrutturazione dei beni immobili definitivamente confiscati e attività di gestione, che potranno contare su finanziamenti pari a 6,9 milioni di euro nel triennio 2009-2011. In questo ambito va immaginata anche una revisione della legge anti-usura.

E la Renata Polverini? Come pensa di risolvere l’emergenza mafia la candidata presidente del centrodestra? Non ci pensa. Nel suo programma elettorale la parola “mafia” non è mai menzionata. La Polverini si preoccupa soltanto di <<evitare che la criminalità e la percezione di insicurezza siano diverse da provincia a provincia>>. Ma di criminalità organizzata, nel suo programma elettorale, non parla. Figuriamoci di una ricetta per contrastarla. Chissà cosa avrebbe pensato Paolo Borsellino se avesse visto, in Piazza San Giovanni, la sua caricatura tra i tarocchi del Popolo dell’Amore.
(Tratto da Agora Vox Italia)

Infiltrazioni mafiose nel settore dell’edilizia nel Lazio e in provincia di Latina

Proprio in questi giorni l’Associazione “A. Caponnetto” ha pubblicato sul suo sito www.comitato-antimafia-lt.org un importante articolo, tratto da Notizie radicali e da Narcomafie, sulle infiltrazioni mafiose nel settore dell’edilizia nel Lazio e, quindi, in provincia di Latina.

Sullo stesso sito, inoltre, è riportato un altro importante servizio sullo stesso argomento relativamente alla forte denuncia fatta dalla FILLEA CGIL.

L’edilizia.

Un settore nel quale le mafie hanno investito e continuano ad investire montagne di soldi, favorite, talvolta, anche dall’inerzia di alcune amministrazioni comunali che non hanno ritenuto di provvedere in passato ed anche ora ad approntare strumenti urbanistici che disciplinino in maniera ferrea le attività di privati imprenditori senza scrupoli e legati alle organizzazioni criminali.

In quest’ottica, non è indenne da responsabilità oggettive quella di Latina che negli anni andati tentò invano, durante la gestione Finestra, di varare un PRG aggiornato e più adeguato alla situazione ed alla domanda attuali.

Invano, abbiamo detto, perché quel Piano non fu approvato.

Ed oggi, in sua assenza, stanno avvenendo cose che lasciano molti dubbi e preoccupazioni circa l’identità di taluni imprenditori che, venuti da fuori regione, stanno cementificando la città ed il territorio circostante, non tenendo affatto conto della domanda, dopo aver ucciso l’imprenditoria locale.

Una gravissima responsabilità, quella della classe dirigente attuale, una responsabilità, peraltro, non adeguatamente evidenziata e denunciata se non da quella parte esigua della stampa pontina che si sta da tempo mostrando particolarmente attenta alle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio.

E’ quanto sento di denunciare con forza nella mia veste di candidato alle elezioni regionali nella lista civica di Emma Bonino, assumendo, al contempo, l’impegno pubblico di fare di tale tema un mio cavallo di battaglia a tutti i livelli non solo durante la campagna elettorale, ma, soprattutto dopo, proponendo in prima battuta una legge regionale in materia.

Candidato alla Regione Lazio
Nella lista civica “Cittadini e per la Bonino”
Pasquale Valente

(Tratto da Telefree)

Ombre sul voto

‘Sos voto pulito’: 3 mila denunce

Sulla pagina facebook di Antonio Di Pietro è possibile leggere il report di ‘Sos Voto pulito’, l’iniziativa lanciata dall’Italia dei Valori su ispirazione dell’appello lanciato da Roberto Saviano che ha invitato tutti i singoli cittadini a farsi osservatori della regolarità del voto. Al numero verde sono arrivate più di tremila telefonate-denunce che hanno segnalato casi di presunto o conclamato voto di scambio con offerta di denaro, posto di lavoro, ricarica del cellulare

Report aggiornato a lunedì 29 marzo alle 13.00
Su ispirazione dell’appello di Roberto Saviano, che ha chiamato tutti i singoli cittadini a farsi osservatori della regolarità del voto durante le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, Italia dei Valori ha lanciato, la settimana precedente il voto e durante il lungo week-end elettorale, l’iniziativa SOS Voto pulito.
Il numero verde 800974478 è rimasto attivo da martedì 23 e durante tutto il fine settimana e le giornate di scrutinio per assicurare una voce ai cittadini che volessero segnalare irregolarità di ogni tipo nella campagna elettorale, nelle operazioni di voto o nelle fasi di scrutinio.
Chi ha potuto prendere la linea e parlare con uno dei nostri operatori ha lasciato direttamente la propria segnalazione, altrimenti ha potuto registrare un messaggio vocale. Altra opzione, l’invio di un sms al numero 334 9207701.
Tutti i messaggi vocali, gli sms e le segnalazioni raccolte dagli operatori sono stati esaminati, ascoltati e riepilogati in questo report dell’iniziativa.
L’Italia elettorale che ne viene fuori è fatta di piccole e grandi irregolarità che rendono l’appello (e il monito) di Roberto Saviano una considerazione più che mai attuale sullo stato della democrazia nel nostro Paese.

Alle 11.32 di lunedì 29 marzo, le segnalazioni pervenute sono già più di 3000, e si riferiscono soltanto, ovviamente, alle irregolarità registrate e segnalate durante gli ultimi giorni di campagna elettorale, durante il silenzio elettorale, durante le fasi di voto. I numeri di SOS voto pulito rimarranno attivi ancora per tutta la settimana per permettere segnalazioni tardive e per monitorare allo stesso modo anche le operazioni di scrutinio. Si sottolinea che l’intera iniziativa ha potuto contare sul supporto volontario dei cittadini che hanno segnalato irregolarità, stanchi ormai di assistere impotenti al perpetrarsi di un’ingiustizia democratica dopo l’altra.

Per meglio analizzare le irregolarità segnalate, abbiamo individuato tre categorie principali:
1- Irregolarità nella propaganda elettorale (modi o tempi)
2- Irregolarità al seggio (rappresentanti, presidente, materiali..)
3- Irregolarità dei singoli cittadini
I dati parziali, evidenziano che la maggioranza delle segnalazioni si riferisce alla seconda categoria (49% delle segnalazioni), seguita dalla prima (42%) e dalla terza (9%).

Alla categoria 1 sono stati assegnati:
- casi di presunto o conclamato voto di scambio, con offerta di denaro, posti di lavoro, ricariche del cellulare
- minacce di licenziamento
- propaganda varia durante il silenzio elettorale, fuori e dentro ai seggi
- irregolarità nella campagna elettorale

Alla categoria 2:
- assenze non giustificate del presidente di seggio o di altri componenti della commissione scrutinatrice
- mancanza di materiali (soprattutto matite copiative, cui vengono sistematicamente sostituite quelle normali)
- mancati controlli (documenti di identità non richiesti, telefoni cellulari non controllati né fatti consegnare)

Alla categoria 3:
- più persone in cabina
- foto con i cellulari

Le segnalazioni più frequenti sono state:
- azioni di propaganda durante il silenzio elettorale (993 casi)
- mancata richiesta del cellulare all’ingresso nella cabina elettorale (861 casi)
- proposta/richiesta di voto in cambio di denaro (745 casi)
- mancanza della regolare matita copiativa al seggio (707 casi)
- rappresentanti di partito presenti ai seggi, con spille del partito ben in vista (254 casi)

Alcuni esempi, tra i più gravi:
Nella notte tra domenica e lunedì, sono arrivati a moltissimi cittadini sms dall’Udeur e dal PdL, soprattutto nel Lazio ma anche in altre regioni come Campania e Emilia Romagna, che avrebbero violato sistematicamente, secondo queste segnalazioni, il silenzio elettorale. Molte persone hanno anche dichiarato che sporgeranno denuncia contro questa pratica.
A Nocera Inferiore, in Campania, e a Modena, in Emilia Romagna, alcuni anziani ospiti di case di riposo sarebbero stati portati a votare solo promettendo di, una volta essersi fatti accompagnare fin dentro al seggio, avrebbero permesso di votare alla persona che li accompagnava. E tutto dietro la minaccia di espulsione dalla casa di riposo.
Ad Ardea nel Lazio, un uomo sandwich è stato visto pubblicizzare la candidata Renata Polverini, del PdL, e in tutta la regione volantini e santini elettorali collegati a questa candidata sono stati regolarmente distribuiti durante il silenzio elettorale.
Dalla provincia di Brescia, in Lombardia, molte segnalazioni riguardano la mancanza del nome di Filippo Penati sulle schede, con la possibilità di votare solo per le liste collegate al candidato e non per il candidato stesso.
A Succivo in Campania è stata addirittura organizzate e debitamente pubblicizzata una festa per la chiusura della campagna elettorale dell’Udeur per sabato 27 marzo, in pieno silenzio elettorale, con candidati presenti.
Oltre alla mancanza di matita copiativa e/o di controllo dei cellulari, dai seggi è stato segnalato più volte che è stato permesso il voto senza la verifica della carta di identità (come nel caso di un seggio a Carugo, in Lombardia, o di Carbonera, in Veneto).
Ad Azzio, in Lombardia, una scheda bianca è caduta nell’urna e il presidente di seggio si è rifiutato di mettere la cosa a verbale.
A Giuliano, in Campania, schede già votate sono state viste nel seggio durante le operazioni di voto.
A Villaricca, in Campania, il presidente di seggio si è rifiutato più volte di consegnare le schede di voto aperte ad alcuni cittadini.

Le segnalazioni denunciano una situazione di diffusa noncuranza per i regolamenti e le leggi inerenti al voto e alla campagna elettorale. Interessante che il dato locale confermi quello nazionale: non ci sono grosse differenze, nei numeri, nelle segnalazioni proveniente da nord, centro o sud Italia.
Il numero verde ha funzionato anche come supporto per molti cittadini che l’hanno usato per chiedere informazioni sul voto, sulle modalità di voto e sulle tempistiche.

Il numero verde e quello per i messaggi rimarranno attivi ancora una settimana per permettere la copertura delle fasi di scrutinio e i giorni successivi. Verrà quindi prodotto un nuovo e conclusivo report.

(Tratto da Aprileonline)

Ennesima brillante operazione della Guardia di Finanza di Frosinone. Grazie, Col. Salato

Frosinone. OPERAZIONE CLEANER. La Finanza sequestra 4 discariche abusive.

FROSINONE – Guardia di Finanza e ARPA sequestrano aree per un totale di 10.000 mq.. Denunciati quattro responsabili. Nell’ambito dell’operazione “CLEANER” condotta congiuntamente dai finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Frosinone e l’ARPA Lazio, sono state sequestrate quattro discariche abusive ubicate nel territorio della Provincia di Frosinone. Si tratta di quattro distinti siti per una superficie complessiva di 10.000 metri quadrati adibiti a discarica di materiali pericolosi ad alto contenuto inquinante e allo stoccaggio di autovetture fuori uso senza le prescritte autorizzazioni. I finanzieri, guidati dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone – Colonnello Giancostabile Salato -, unitamente ai tecnici dell’ARPA Lazio di Frosinone, hanno contestato ai quattro proprietari delle aree private le inadempienze previste dai decreti legislativi n.152/2006 e 209/2003, per aver dislocato sui terreni sequestrati ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi, costituiti da materiali RAEE (rifiuti apparecchiature elettriche e elettroniche), parti di veicoli non bonificate, batterie auto usate, rottami ferrosi e rifiuti in plastica di vario genere, più di mille pneumatici usati, nonché 150 carcasse di automezzi fuori uso detenute in evidente stato di abbandono. Come se non bastasse sono stati sottoposti a sequestro anche 6 containers all’interno dei quali vi erano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali di varia natura, la cui detenzione impone un’attenta cautela per impedire l’inquinamento del terreno circostante, nonché del suolo e sottosuolo a tutela delle falde acquifere. Anche in questa occasione, il proverbiale intuito operativo degli uomini del Nucleo Mobile della Compagnia di Frosinone, coadiuvati dal personale ARPA, ha consentito di portare a termine l’operazione “CLEANER”, mettendo in evidenza ancora una volta la problematica riguardante le discariche abusive nell’intera provincia di Frosinone, e non solo. I sequestri operati, che si inquadrano, tra gli altri, nell’ambito dei compiti istituzionali demandati alla Guardia di Finanza nel più ampio contesto della tutela ambientale, sono stati possibili solo grazie all’alta professionalità che contraddistingue i finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Frosinone agli ordini del Capitano Gaetano Maragliulo, nonché all’assidua e costante presenza sul territorio degli uomini sapientemente diretti e coordinati dal Colonnello Giancostabile Salato. L’esito della brillante operazione “CLEANER”, mette in evidenza ancora una volta le peculiarità che contraddistinguono gli appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza, sempre attenti ed al passo con le evoluzioni normative che spesso intervengono nei vari settori di contrasto in cui l’Istituzione è chiamata ad operare. Questo è dimostrato non solo dagli esiti dell’operazione “CLEANER”, ma anche dagli eccellenti risultati recentemente conseguiti negli altri settori di contrasto, con particolare riferimento a quello riguardante la produzione e commercializzazione di prodotti recanti marchi contraffatti. L’operazione “CLEANER” si è conclusa con la segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria dei quattro proprietari dei terreni sottoposti a sequestro, la quale ha condiviso in pieno l’operato dei militari convalidando gli atti.

(Tratto da FRnotizie)

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