Archivi del mese: Gennaio 2010

Sequestro a San Felice Circeo. Quando lo denunciava l’ex consigliera comunale Colambrosi e lo scriveva Rita Cammarone su ” La Provincia”, qualcuno tentò di dire che… era falso quanto dicevano!!!

Leggi l’articolo de La Provincia

Il Presidente della Corte di Appello di Roma: la situazione è grave. Le mafie investono nel Lazio e nel sud pontino

Secondo i procuratori della Repubblica del distretto, il Sud del Lazio e Roma sono zone in cui la criminalità organizzata, nelle sue articolazioni più conosciute (camorra, mafia e ‘ndrangheta) investono somme ingenti per acquisire attività economiche, soprattutto nel campo alberghiero e della ristorazione. È l’allarme lanciato dal presidente della Corte d’appello di Roma, Giorgio Santacroce, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Mentre nel Sud pontino – si legge nella relazione del magistrato – permangono infiltrazioni mafiose per la presenza di alcune famiglie originate dal soggiorno obbligato di molti esponenti stortici, il circondario di Tivoli (e, in particolare, i Comuni di Guidonia, Castel Madama, Rignano Flaminio, Morlupo e Castelnuovo di Porto) seguita a essere luogo privilegiato di incontri tra elementi malavitosi italiani e stranieri”.

Terrorismo. Quanto alle minacce terroristiche Santacroce rileva che quella più grave è rappresentata dalla matrice jihadista mentre, sul versante interno, “le indagini svolte sull’area anarco-insurrezionalista continuano a rilevare una forte coesione operativa-ideologica tra gruppi anarchici presenti nel territorio di Viterbo. Sullo stesso fronte si indaga a Roma su un tentativo di rilancio della lotta armata di matrice marxista-leninista da parte di nuove formazioni delle Brigate Rosse”.

Abusivismo. L’intero territorio del Lazio è interessato da un vastissimo fenomeno di abusivismo edilizio sia nelle zone urbane periferiche, sia nelle zone verdi di particolare pregio ambientale, gravate da vincoli e comprese nei parchi (Veio, Appia Antica, Pigneto) e nelle riserve regionali. Lo ha detto il presidente della Corte di appello di Roma, Giorgio Santacroce, inaugurando l’anno giudiziario. «Il progressivo stravolgimento delle aree interessate – ha aggiunto – ha rafforzato sempre più nei cittadini la convinzione di una sostanziale impunità, anche per l’assenza di un’efficace azione di contrasto da parte delle amministrazioni territorialmente competenti».

Web. Nel parlare dei reati maggiormente in aumento nel distretto giudiziario, Santacroce ha espresso preoccupazione per la situazione relativa alla criminalità informatica. L’aumento riguarda soprattutto le interferenze illecite nella e i casi di trattamento illecito di dati personali.

(Tratto da Latina24Ore)

Convegno della nostra Associazione a Civitavecchia con gli interventi del Dr. De Ficchy e dell’On. De Magistris

CONVEGNO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE A CIVITAVECCHIA

Sabato 30 gennaio 2010 nell’Aula Pucci del Comune di Civitavecchia

Un convegno che ha visto la partecipazione massiccia di cittadini di Civitavecchia e del territorio circostante, Tarquinia ecc. e l’assenza, come al solito, dei rappresentanti delle istituzioni locali – tolto il nuovo Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato che ringraziamo per la sensibilità dimostrata ed al quale assicuriamo, per quello che potremo, la nostra massima collaborazione -, i quali ancora una volta, così facendo, hanno mostrato la loro imperdonabile disattenzione rispetto al tema del radicamento mafioso del Lazio.

Francamente non riusciamo a comprendere le ragioni di tali comportamenti.

Il convegno comunque ha riscosso un notevole successo sia per il numero dei partecipanti che per la qualità degli interventi, a parte una marginale sbavatura determinata da un piccolo nucleo di soggetti intervenuti alla manifestazione per manifestare all’On. De Magistris, uno dei due relatori, con il Dr. De Ficchy, alcuni loro dissapori rispetto a vicenda interne a partiti politici e movimenti.

Non è la prima volta, purtroppo, che alcuni individui cerchino una vetrina nei nostri convegni per parlare di situazioni e fatti che riguardano la sfera dei partiti politici e dei movimenti e che arrecano disturbo alle nostre manifestazioni.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta:

A NOI NON INTERESSANO AFFATTO LE SITUAZIONI INTERNE AI PARTITI POLITICI ED AI MOVIMENTI, LE LORO BEGHE, MANOVRE.

Ce ne teniamo lontani perché fanno parte di un mondo che non ci appartiene.

Ci riferiamo a tutti, a destra come a sinistra, perché i nostri obiettivi, le nostre finalità, sono ESCLUSIVAMENTE il contrasto, la denuncia costante, quotidiana delle mafie che spesso trovano una sponda e complicità oggettive o soggettive in segmenti di TUTTI i partiti politici, siano essi di destra come di sinistra.

NESSUNO SI AUTOASSOLVA!

Perché se ci troviamo nella situazione drammatica in cui la mafia è diventata la PRIMA IMPRESA del Paese e della nostra Regione, la responsabilità, per un verso o l’altro, è di TUTTI i partiti politici e soggetti fiancheggiatori, nessuno escluso.

Anche se, ovviamente, con livelli diversi di responsabilità…

Riteniamo utili ed opportune queste ulteriori, ennesime nostre precisazioni, ad evitare spiacevoli e più determinati nostri interventi.

Non ci costringano, quindi, ad aprire un fronte di polemiche pubbliche nei confronti delle oligarchie dei partiti e dei movimenti rispetto ai loro comportamenti sul piano dell’azione contro le mafie, che-lo ripetiamo con forza-

è L’UNICO TEMA CHE CI INTERESSA.

Chi non condivide questa nostra posizione o viene da noi per altri scopi, può tranquillamente tenersi LONTANO dalla nostra Associazione.

NOI SIAMO UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA E BASTA!!!
SE LO METTANO BENE IN TESTA PER UNA VOLTA PER SEMPRE TUTTI!!!.

Comunque –dicevamo-la manifestazioni è stata partecipata e molto interesse hanno suscitato gli interventi sia dell’On. De Magistris, ex magistrato ed attuale europarlamentare che ringraziamo per la sua disponibilità, che del bravissimo Dr. De Ficchy, già S. Procuratore Nazionale Antimafia ed attuale Procuratore Capo di Tivoli.

L’On. De Magistris, che, com’è noto, è stato uno dei più bravi PM impegnati nella lotta contro la corruzione e le mafie nel nostro Paese, ha svolto un interessante intervento sugli aspetti e sui comportamenti della politica attuale nei confronti del mondo dell’illecito, della massoneria e della criminalità organizzata.

Puntuale, corredato da elementi di attualità, da notizie e considerazioni sul livello attuale della presenza mafiosa nel Lazio, l’intervento del Dr. De Ficchy, un magistrato che ha speso e sta spendendo una vita in trincea contro le mafie, un magistrato al quale non finiremo mai di esternare la nostra gratitudine ed il nostro affetto per quanto e per quello che ha fatto e sta facendo a tutela degli interessi della comunità del Lazio.

A questo punto, riteniamo utile pubblicare una traccia dell’intervento introduttivo del nostro Presidente Regionale, scusandoci sia con l’On. De Magistris che con il Dr. De Ficchy per non avere trattato dettagliatamente, non disponendo di una registrazione, dei loro interventi:

Si vanno sempre a cercare illegalità e mafie fuori e lontano da noi.
Si cercano nei clan, nelle ‘ndrine, nelle “ famiglie” insediate sul territorio dagli anni 60.

E si stilano rapporti, relazioni, informative che non inquadrano mai il fenomeno nei suoi termini reali.

Sì, perché le mafie sono in noi che vediamo e non denunciamo, che votiamo uomini e partiti contigui alle mafie, che approviamo piani regolatori che favoriscono le mafie, che denigriamo e denunciamo i magistrati- e Associazioni come la nostra -che combattono le mafie, che assolviamo i mafiosi ed i loro sodali.

“Non è vero che la mafia è quella che si vede in TV e che i corrotti ed i criminali sono una malattia della nostra società”, dichiara il Procuratore Roberto Scarpinato ne “ Il ritorno del Principe” ed aggiunge “ Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani Pulite, il maxiprocesso a Cosa Nostra).

Ricordate Il Principe di Machiavelli?

In politica qualsiasi mezzo è lecito; ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo e poi c’è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa”.

La nostra diversità, la nostra specificità anche rispetto a tante altre consorelle che si limitano a raccontare la storia dei clan, a definirne le mappe, sono determinate proprio da tale constatazione, da tale consapevolezza.

Le mafie stanno nei partiti, nelle istituzioni, negli uffici, nelle professioni, nella società.

Quelle sono le vere mafie, le più pericolose perché si camuffano e gestiscono l’economia e il potere.

Le mafie che non consentono alla Magistratura di arrestare il Sottosegretario Cosentino;

le mafie che non consentono lo scioglimento per mafia del Comune di Fondi sconfessando prefetti, magistrati e forze dell’ordine che hanno raccolto quintali di prove della collusione fra mafiosi e politica;

le mafie che costringono il PM De Magistris ad abbandonare la Magistratura.

Queste sono le mafie che noi cerchiamo di scovare e di denunciare, stando attenti anche alle scrivanie sulle quali far pervenire le nostre denunce.

Queste sono le mafie che noi segnaliamo nei nostri dossier, su Civitavecchia, su Formia, su Latina, su Tarquinia, Vitreo ed in tutto il Lazio.

Con tutti i nostri limiti ed i pochi mezzi e le poche persone a disposizione.

Perché questa è la regione dell’omertà, della paura, della collusione con le mafie, oggettiva o soggettiva.

Dopo quella del Segretario Provinciale del PD, un’importante presa di posizione del Vescovo di Latina sulla “Gomorra pontina”. Se ci fosse stata un’attenzione maggiore a tempo debito e non solo ora che la metastasi ha invaso il corpo!

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Giovani Democratici Ostia Levante: prosegue il ciclo di incontri “Il venerdì della legalità”. L’iniziativa è lodevole, ma passate dalle enunciazioni alla DENUNCIA di fatti specifici

Dopo il successo di “Cocaina Connection. L’impero della ‘ndrangheta: il traffico mondiale di stupefacenti” dello scorso 15 gennaio, e di “Una Nuova Economia nei territori confiscati alle mafie” del 29 gennaio, continua il ciclo d’incontri “Il venerdì della legalità” organizzato dai Giovani Democratici di Ostia Levante in collaborazione con l’associazione culturale La Zagara (coordinamento del Lazio, ma con sede legale a Palermo), sul delicatissimo tema delle mafie italiche, ormai insediate su tutto il territorio nazionale ed infiltrate anche a livello internazionale.
Iniziato appunto il 15 gennaio con la presentazione del libro “Cocaina Connection” del giornalista specializzato nella lotta alla criminalità organizzata Orfeo Notaristefano, questo ciclo di incontri (in totale sei) si svolge con scadenza regolare il venerdì ogni due settimane dalle ore 18,00. Di seguito i prossimi eventi: 12 febbraio presentazione del libro “Federalismo Criminale” sul rapporto mafia-politica con l’autore Nello Trocchia, 26 febbraio “Ecomafia” con Legambiente e gli EcoDem, 12 marzo presentazione del libro “Mafia Export. Come ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra hanno colonizzato il mondo” con l’autore Francesco Forgione (ex-Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia) e infine 26 marzo “Diciassette anni dopo le stragi. Dedicato alle vittime delle mafie”.
“L’iniziativa è nata, ed ha preso corpo, per approfondire il tema delle mafie da più punti di vista: storico, sociale, politico, ambientale ed economico. La volontà è quella di mettere in rete i circoli del Partito Democratico del XIII Municipio, ma anche e soprattutto le organizzazioni non strettamente politiche del litorale romano e dell’entroterra, con l’unico scopo di sensibilizzarci collettivamente tentando di costruire una realtà alternativa, almeno sul piano educativo. In questo senso ci dedicheremo soprattutto all’esigenza dell’antimafia di formare i veri uomini d’onore, cioè modelli affascinanti che inducono un seguito da parte delle nuove generazioni. E vorremmo ricreare questa dinamica mettendo in moto l’economia e la cultura più legale del Paese; attraverso la presentazione di libri, la visione di film/documentari, i dibattiti costruttivi e la pubblicità dei prodotti coltivati proprio su quelle terre tolte alla malavita organizzata. Tutto questo provando a creare, all’interno di un’organizzazione politica giovanile, il meritatissimo spazio vitale alle associazioni come Libera e Ammazzateci Tutti, che ogni giorno trovano la forza di vincere la paura dell’azione antimafia” come afferma Daniele Errera, coordinatore dei Giovani Democratici di Ostia Levante e promotore dell’iniziativa. L’ultima puntata dell’iniziativa, sei giorni dopo la XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata sempre dall’associazione Libera quest’anno a Milano, sarà dedicata proprio alle vittime della criminalità organizzata. Gli illustri ospiti dell’incontro saranno il senatore Giuseppe Lumia (Commissione Parlamentare Antimafia), Rosario Crocetta (ex-sindaco di Gela ed Eurodeputato), Alberto Spampinato (giornalista, quirinalista ANSA, consigliere nazionale FNSI e promotore dell’Osservatorio sui cronisti italiani sotto scorta o minacciati) e il celebre magistrato Ferdinando Imposimato. Le iniziative, tranne l’ultima che prevede un’ambientazione più formale, avranno luogo nel circolo dei Giovani Democratici di Ostia Levante sito in via Ammiraglio del Bono 41/43 dalle ore 18,00. (L’ingresso è libero. Per info. Tel. : 0660656022 / E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. / Facebook e Twitter: Giovani Democratici Ostia Levante).
Simona Torri

(Tratto da Interno 13)

Da anni stiamo denunciando che le statistiche ufficiali non disegnano il quadro effettivo della situazione. Ciò per due motivi: il silenzio e l’inerzia dei cittadini e l’inadeguatezza dei livelli investigativi e giudiziari (lo hanno scritto anche i magistrati della DDA di Roma che si sono interessati al “caso Fondi”)

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Il Procuratore aggiunto ha capito subito: “a Latina la mentalità è meridionale e c’è troppa omertà“. Purtroppo, dottoressa D’Elia, è proprio così. Ma non è solamente la mentalità meridionale!

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La mattanza a Latina: il messaggio al territorio. Considerazioni del Dr. Gianluca Mattioli

ALCUNE CONSIDERAZIONI DEL DR. GIANLUCA MATTIOLI SUL SIGNIFICATO E SULLE CAUSE DELLA MATTANZA A LATINA

La mattanza di solito serve, ha una funzione specifica: è un importante messaggio nel codice della comunicazione di massa e contiene un mix eccitante. Per es. lo conferma la fila dei curiosi sulle autostrade: la vista del sangue piace, e la gente intasa l’autostrada per godersi la scena.

In questi giorni a Latina ci sono stati una mattanza e il deserto nel dibattito e, quindi, ne propongo un contributo per cercare di capire. La prima cosa che viene negata è la considerazione

sull’assenza dello Stato.

Assenza percepibile nel comportamento assunto da chi ha disposto la scarcerazione del Ciarelli, arrestato nello svolgimento delle sue mansioni di usuraio. A Latina l’usura coincide con la fondazione perché congeniale nella antropologia pioneristica: molti sono quelli che (qualche commerciante) si sono arricchiti sulla precarietà -fragilità dell’abitante di Littoria e alla fine siccome il fenomeno era in espansione (commerciante che offre denaro in prestito) hanno fatto pure un film sull’usura e la città simbolo non poteva che essere Latina (cfr. L’amico di famiglia). Rispetto a un passato dove le operazioni erano dirette sempre dai PM, vedere l’emblematica e antica vicenda del Questore Carnevale, che rivendicava l’autonomia della Polizia dalle direttive della locale Procura, la Polizia, questa volta è stata efficientissima ed ha avuto il coraggio di arrestare in flagranza di reato il Ciarelli mentre riscuoteva 10.000 euro da una disgraziata che glieli aveva chiesti per pagare il mutuo.

Lo arrestano ma viene scarcerato in quanto mancherebbero i gravi indizi di colpevolezza per l’arresto. Incredibile!!!. Il Ciarelli è stato arrestato con i soldi della disgraziata appena incassati ma… quei soldi potevano essere anche un’altra cosa, come per es. dovuti per un’altra operazione: insomma potevano essere delle bananette che erano state regalate al Ciarelli.

Ecco la tesi che è stata accolta: la disgraziata ha consegnato i soldi al Ciarelli non come usuraio – cioè smentendo la versione della Polizia che lo identifica come l’usuraio – ma come chi vendeva una casa alla disgraziata… In una città dove la gente cerca la tutela dello Stato ci sarebbe stata la mobilitazione presso il Ministro di Grazia e Giustizia per avere lumi attraverso un’ispezione ministeriale.

Ma la stampa locale non si è fatta portavoce di queste sollecitazioni.

A questo punto l’ipotesi è che l’attentato al Ciarelli sarebbe in stretto collegamento con la mattanza.

Il giorno dopo provano a sparare al figlio del Ciarelli: sette colpi tutti a segno meno quello capitale e finale alla testa. La sera ammazzano Massimiliano Moro. Ma chi è il Moro?. Secondo la stampa è uno che si occuperebbe di spaccio. Già lo spaccio… che a Latina è una grande piazza. E’ la tessera nell’ipotetico mosaico che proviamo a discutere… La storia dei Ciarelli ha fatto trapelare l’ipotesi che a Latina ci sono delinquenti di diversa serie: di fronte all’arresto in flagranza di reato lo si scarcera subito.. E allora il caso Ciarelli è l’occasione per diventare il simbolo di qualcosa. Facciamo l’ipotesi che ora qualcuno, dato il particolare momento storico, voglia impadronirsi e sostituirsi nell’attuale gestione della piazza di spaccio di Latina. Le regole di gestione dello spaccio sono elementari: per smerciare occorre essere protetti, quasi sempre la protezione riguarda taluni soggetti e occorre sempre l’ubbidienza sicura. Occore avere la garanzia che ci sia da parte della popolazione la risposta omertosa emblematica della condizione sadomasochistica del rapporto pedofilico. L’omertà è l’equivalente del masochismo che avviene per i rapporti di forza dettati dello stato di fragilità del cittadino nei confronti delle istituzioni che appaiono come quelli dell’adulto che violenta un minore (pedofilia). Il cittadino/minore soggiace alla violenza unicamente per proteggersi dalla morte e per sopravvivere e così diventa omertoso. Lo dimostra la scarcerazione del Ciarelli: nonostante fosse stato arrestato in flagranza di reato è stato scarcerato; si giustificherà dunque la rinuncia ad un impegno risolutivo ad affrontare il fenomeno dell’ usura e la convinzione nel cittadino che non conviene denunciare. Per es. se scarcerano un rumeno per mancanze di prove per uno stupro tutti (sindaco, sindacati ecc. ) chiedono l’ispezione ministeriale, nel resto d’Italia, mentre se scarcerano un usuraio, arrestato in flagranza di reato, tutti zitti: e allora è giusto che il Procuratore aggiunto di Latina si duole dell’omertà ma dovrebbe proporre anche dei rimedi sulla questione.

A questo punto la strategia incoraggia ad ammazzare l’usuraio per dire: noi ammazziamo chi è protetto per prenderne il suo posto. La sera inizia la mattanza con il suo tragico rituale mediatico.

Fanno fuori chi si pensa che abbia il controllo o parte del controllo dello spaccio nella piazza: Massimiliano Moro. Lo ammazzano da veri professionisti, tanto da non lasciare dubbi. Poi la sera dopo ammazzano er Bistecca alias Buonamano. Ma chi è il Buonbamano? Me lo ricordo bene, ha un curricula interessante: era quello che nel ’97 fu accusato di aver sparato alla macchina della moglie del Giudice Iansiti.

Dunque Buonamano ha nel curricula elementi di spicco e così alla fine gestisce, floridamente, anche un centro sportivo, dove notoriamente circola tanta gente. Ma come muore er bistecca??? Semplice: lo caricano sull’auto, lo feriscono a un piede, poi lo legano al parafango posteriore dell’auto e lo trascinano per gli isolati del Gionchetto (alle otto di sera), poi gli sparano e lo triturano passandogli sopra il cadavere con l’auto: è la prova finale della mattanza. Non c’è nessun testimone che ha visto! Eppure il Gionchetto è un quartiere popolare… Perché?. sono le regole della mattanza: mandare un messaggio esplicito. Qui si fa sul serio, dunque ora comandiamo noi (estranei al giro locale ne diventiamo legittimi propretari) e vogliamo la piazza dello smercio. Ma il messaggio, secondo l’ipotesi, si inserisce in un contesto storico preciso e delicato: da tutti taciuto, sia nella stampa che nella TV.

Il periodo storico è singolare: l’Autorità Giudiziaria di Latina è senza capo e con alcuni Sostituti che stanno per andare in altre sedi. dopo l’andata in pensione del Procuratore Capo. Questa è l’ora della riformulazione degli organigrammi di coloro che puntano alla spartizione del territorio: la conferma si avrà nei prossimi giorni. Ci sarà una stretta creditizia, la camorra, le mafie chiuderanno i rubinetti del credito e circolerà meno denaro sino a quando non tornerà lo spaccio controllato e quindi libero per i clan. Ipotizzo qualcosa che assomiglia alle mattanze di “scampia”, dove quando preme l’ingresso di forze esterne ai locali si scatenano le mattanze: la modalità di esecuzione della morte del er bistecca è servito a mandare il messaggio, con il minimo spreco di materiale,. Alla fine sono morte due o tre persone. A Scampia, invece, vista la vastità della piazza, ne sono morte decine… Ed ora dobbiamo fare un’esame di coscienza: siamo in grado di andare avanti nel dibattito???. Ora è giunto il momento della verifica, vedere come la mattanza verrà gestita…

AGESCI – Invito Stampa 30 e 31 Gennaio a Latina

AGESCI

associazione guide e scout cattolici italiani

GRUPPO LATINA 1

c/o Parrocchia San Marco – 04100 LATINA

All’attenzione degli organi di informazione a mezzo stampa, TV, Radio, Multimediali, Social Networks

OGGETTO: Invito all’iniziativa di promozione della cultura della legalità, dello sviluppo  sostenibile e della valorizzazione delle risorse del nostro territorio per i giorni sabato 30 e domenica 31 gennaio 2010 presso la Parrocchia di San Marco a Latina.

Il Gruppo AGESCI Latina 1 opera da oltre 65 anni nella Parrocchia di San Marco di Latina con l’obiettivo di  contribuire all’educazione dei giovani.

L’AGESCI è una associazione nazionale facente parte del movimento mondiale dello scoutismo.

Da alcuni anni il nostro Gruppo rileva nella nostra società l’emergenza educativa, in particolare la perdita del valore e della cultura della “legalità“.

Tale emergenza sta divenendo sempre più pressante e drammatica sul nostro territorio pontino.

Consapevoli che il nostro ruolo educativo non può prescindere dalla realtà dove vivono i nostri ragazzi e ragazze, abbiamo promosso e partecipato una serie di eventi di sensibilizzazione dei nostri ragazzi e dei giovani della città di Latina. Ad esempio:

-                     la Carovana Antimafia del novembre 2006 che ha visto la partecipazione di Don Luigi Ciotti, fondatore e Presidente Nazionale di LIBERA e di alcuni giovani di Locri;

-                     il progetto DIFFERENTI che ha visto nel gennaio 2009 la presentazione di un cortometraggio professionale, realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio, e la sua promozione  nelle scuole medie superiori di Latina nel periodo febbraio – aprile 2009 al fine di promuovere la cultura della legalità.

Quest’anno in particolare, il focus educativo è concentrato sulla valorizzazione delle risorse proprie del nostro territorio, come valorizzazione di economia sana ed argine alla diffusione della illegalità.

All’interno di questo percorso abbiamo proposto alla comunità salesiana di San Marco, che ha accettato volentieri, di dedicare parte della Festa di Don Bosco di sabato 30 e domenica 31 gennaio 2010 ai temi citati.

Le iniziative che verranno realizzate sono articolate per le tre grandi fasce di età dei ragazzi per cui svolgiamo servizio educativo ( 8-11 anni; 11-16 anni; 16-21 anni).

Fra l’altro verrà lanciata una interessante iniziativa culturale per i giovani della Città, promosso dai nostri giovani più grandi: la proposta di un CINEFORUM da sviluppare nelle Scuole Medie Superiori di Latina, come naturale elemento di prosecuzione e di riflessione del progetto DIFFERENTI.

Con l’obiettivo di testimoniare che un’altra economia ed un altro sviluppo sono possibili, se maggiormente agganciati alle risorse naturali, storiche ed alle capacità umane del nostro territorio, realizzeremo sia sabato 30 pomeriggio che domenica 31 mattina una mini fiera della  buona economia e della buona imprenditoria locale, a cui abbiamo invitato una decina di aziende per noi rappresentative di questo approccio locale, auto centrato, sostenibile e legalmente positivo; ciò senza che la scelta delle aziende possa o voglia costituire alcun giudizio su moltissime altre realtà imprenditoriali. Siamo partiti dal nostro vissuto quotidiano e da ciò che conosciamo.

Il nostro file rouge concettuale è così sintetizzabile:

Poiché il tema della legalità è fortemente collegato alla prospettiva di una valorizzazione corretta delle risorse presenti sul territorio, saranno messe in luce alcune delle risorse “sane”, per quanto ne conosciamo e siamo riusciti a coinvolgere, che caratterizzano la nostra terra, forse troppo spesso dimenticate o comunque poco valorizzate dalla comunità che attorno a loro vive.

Obiettivo fondamentale è l’educazione dei ragazzi al concetto dell’economia, quell’economia sana, pulita e sostenibile che fa bene al territorio e punta sulle sue eccellenze senza deturparne l’ambiente e la storia.

Questi temi sono di grande attualità per i ragazzi, che troppo spesso realizzano i loro percorsi professionali e di vita fuori dalla nostra provincia, facendo sì che venga meno la possibilità per il nostro territorio di una concreta valorizzazione delle sue risorse umane e naturalistiche.

Gli stand delle aziende che hanno accettato il nostro invito illustreranno le loro attività produttive sia ai giovani che frequentano l’Oratorio Salesiano di Latina, sia alle loro famiglie che spesso li accompagnano, sia ai partecipanti alla Festa di Don Bosco di domenica 31 gennaio. Gli stand sono visitabili anche sabato 30 gennaio dal pomeriggio.

Sabato 30 gennaio dalle ore 17 alle 19 si svolgerà un incontro aperto alla stampa, alle Scuole e alla città per il lancio e la presentazione del progetto CINEFORUM per e nelle Scuole, presso la Sala “Don Andrea Santoro”  della Parrocchia San Marco con entrata da via Sisto V° (a seguire vi alleghiamo il programma del cineforum).

L’intera organizzazione degli eventi è coperta finanziariamente dall’AGESCI Latina 1.

Ambedue gli eventi sono aperti a tutta la cittadinanza e sono gratuiti.

Rimaniamo a Vostra disposizione ai riferimenti che potete trovare qui sotto per ogni chiarimento, integrazione di informazione, contatto.

Vi alleghiamo anche il programma di dettaglio sia di Sabato 30 pomeriggio che di Domenica 31 mattina.

Augurandoci di sentirvi quanto prima ed ancora una volta che possiate accogliere il nostro invito, Vi salutiamo cordialmente

Per ogni informazione contatti all’indirizzo mail info@agescilatina1.org o ai numeri telefonici 333 3033298 (Marina Don Capo Gruppo) 327 7043157 (Carlo Santoro Capo Gruppo)

Latina, 22 gennaio 2010

I CAPI GRUPPO

MARINA DON                                                        CARLO SANTORO

Sabato 30 Gennaio, dalle ore 17 alle 19 – CONFERENZA

Salone Parrocchiale “Don Andrea Santoro” – San Marco – Via Sisto V, Latina

Ø      Presentazione alla stampa e alla città dell’iniziativa CINEINFORMATI, cineforum ideato da un comitato di ragazzi del nostro Gruppo e di studenti, tra i 17 e 21 anni (Comitato DIFFERENTI).

I cinque film, che verranno proiettati in alcune Scuole di Latina nel mese di febbraio 2010, hanno come tema la legalità, la valorizzazione del territorio e la partecipazione dei giovani alla vita pubblica.

Il cineforum è rivolto, in particolare, agli studenti della nostra città e sarà un momento di crescita personale e ci auguriamo un momento capace di contribuire alla costruzione di una cittadinanza consapevole.

Ø      Distribuzione del DVD che raccoglie l’esperienza del progetto “Differenti”. Il DVD contiene il cortometraggio “Differenti”, realizzato per la promozione della cultura della legalità agli studenti, e tutto il materiale di illustrazione del progetto; verranno proiettati alcuni video della realizzazione del progetto nelle Scuole di Latina nei  mesi di febbraio-aprile 2009.

Ø      Aperitivo offerto dalle aziende partecipanti alla FIERA dell’imprenditoria locale, la FIERA potrà essere visitata nel piazzale attiguo al Salone.

Interverranno :

-          Francesco GALANTE, socio della coop Placido Rizzotto, prima cooperativa affidataria di un fondo confiscato alla Mafia a Corleone ed attualmente operante anche nella gestione di un AGRITURISMO in un luogo simbolo della lotta alla Mafia e per la emancipazione degli ultimi, Portella della Ginesta;

-          Una ragazza che racconterà la sua esperienza del bullismo a Latina

-          Docenti referenti e studenti partecipanti al progetto Differenti

-          Giornalisti della stampa locale

-          Consiglieri Regionali della provincia di Latina

Domenica 31 Gennaio, dalle ore 10.45 alle 13.30 – FIERA

Oratorio “Don Bosco”, parrocchia San Marco – Latina

Ø      Giornata dedicata alla VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO, con visita agli stand di alcune realtà imprenditoriali e produttive della nostra provincia.

Ecco il programma dei cinque INCONTRI GRATUITI, aperti al pubblico e destinati, in particolare, ai ragazzi.

5 Febbraio 2010, ore 16:00 -  Liceo Classico “D. Alighieri”

Film: Fortapàsc (Marco Risi, 2009)

Tema: Territorio pontino e (dis)informazione

Ospite: Graziella Di Mambro – Vicedirettore Latina Oggi

10 Febbraio 2010, ore 16:30 - Liceo Scientifico “E. Majorana” (accesso consentito solo agli studenti del Majorana)

Film: Fame chimica (Antonio Bocola e Paolo Vari, 2003)

Tema: Giovani e cittadinanza attiva

Ospiti: Alessandro Del Franco e Serena Nappi – Consiglio Comunale dei Giovani di Latina

19 febbraio 2010, ore 17:00 – Liceo Scientifico “G.B. Grassi”

Film: Latina/Littoria Una città (Gianfranco Pannone, 2001)

Tema: Piano regolatore: ordine ed identità

Ospite: Gianfranco Pannone – Regista del film

26 febbraio 2010, ore 17:00 – Salone parrocchiale “Don Andrea Santoro” -  San Marco

Film: L’amico di famiglia (Paolo Sorrentino, 2005)

Tema: Usura, il male di un popolo.

Ospite: Fondazione Wanda Vecchi Onlus

5 Marzo 2010, ore 17:00 - Liceo Scientifico “G.B. Grassi”

Film: Tutta la vita davanti (Paolo Virzì, 2008)

Tema: Giovani e mondo del lavoro (opportunità e prospettive)

Ospite: Ing. Marco Romani – Giovani Imprenditori (Confindustria Latina)

A chi sarà presente ad almeno tre incontri su cinque verrà rilasciato attestato di partecipazione, utilizzabile per la richiesta del Credito Formativo scolastico, certificato da AGESCI Latina 1, ai sensi del Protocollo d’Intesa del 25/11/1999 tra l’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) ed il Ministero della Pubblica Istruzione.

Per maggiori informazioni visita il gruppo di Facebook “CoDi” (Comitato Differente)

Ipocriti!

IPOCRITI

Dovevano succedere i fatti di Fondi e di Latina per indurre taluni… a parlare di presenza delle mafie in provincia di Latina (ma lo stesso discorso riguarda, per altri versi, la provincia di Frosinone).

Ipocriti!

La paura di qualcuno è determinata, forse, dalla preoccupazione che stiano saltando i vecchi equilibri???

Sarebbe per quel “qualcuno” una vera iattura.

Certo è che fino all’altro ieri c’è stata una sorta di accanimento nella negazione del fenomeno.

Ma c’è stata anche, da parte questa volta di molti, una disattenzione veramente imperdonabile. In tutti gli schieramenti.

Oggi tutti dicono la loro, esternano la loro preoccupazione, fanno a gara nel rilasciare dichiarazioni alla stampa, dimentichi del loro lungo silenzio.

Dimentichi anche degli insulti a chi, come noi e gli amici di Libera, da anni sta denunciando il radicamento mafioso sul nostro territorio.

Dimentichi degli insulti a tutti coloro, non esclusi gli investigatori, che si occupano di queste cose, definiti “professionisti dell’antimafia”.

Continuando, però, a non vigilare sulle modalità di tale penetrazione… (si continuano ad approvare progetti miliardari presentati da società che dispongono di capitali sociali irrisori)…

Un appello ai cittadini onesti della provincia di Latina. Svegliatevi e cominciate a collaborare con chi combatte le mafie!

UN APPELLO AI CITTADINI PERBENE DELLA PROVINCIA DI LATINA. SVEGLIATEVI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI E COMINCIATE A COLLABORARE CON CHI VUOLE COMBATTERE LE MAFIE CHE STANNO DIVENTANDO PADRONE DEL NOSTRO TERRITORIO!

CAMORRA O NON, CERTO E’ CHE LE MODALITA’ DELLA MATTANZA A LATINA FANNO IPOTIZZARE UN’ORGANIZZAZIONE CHE NON E’… QUELLA DELLA DELINQUENZA COMUNE…

GLI AVVENIMENTI ODIERNI DI LATINA FANNO INTRAVEDERE UN “QUADRO” INQUIETANTE COSTITUITO DA UN’ “AREA GRIGIA” FATTA DI INTRECCI FRA PEZZI DELLA SOCIETA’, DELL’ECONOMIA E DELLA CRIMINALITA’. E, PROBABILMENTE, DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI, COME HANNO GIA’ RILEVATO I “CASI” DI NETTUNO PRIMA E DI FONDI POI E COME POTREBBERO RILEVARE ALTRI, SE SI RIPRENDESSERO I FILI DI ALCUNE INDAGINI INIZIATE MA POI FINITE NEL… NULLA (“FORMIA CONNECTION” ECC. ).

ORA I CITTADINI PERBENE DEBBONO AVVERTIRE IL DOVERE DI UN SUSSULTO DI ORGOGLIO ABBATTENDO IL MURO DI TORPORE E DI OMERTA’ CHE HA PORTATO A QUESTA SITUAZIONE DRAMMATICA.

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!!!

QUA NON INTERESSA PIU’ DI TANTO CONOSCERE IL NOME DEI SICARI DELL’ATTUALE MATTANZA, QUANTO, SOPRATTUTTO, SAPERE

“CHE COSA” E… “CHI”… STA DIETRO.
E “DIETRO” SICURAMENTE C’E’ LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, LA “MAFIA”, TANTO PER INTENDERCI.

E, QUANDO PARLIAMO DI “MAFIA”, NON NECESSARIAMENTE SI TRATTA DI… MAFIA CHE VIENE… DA FUORI, ANCHE SE I COLLEGAMENTI… “CON FUORI” SICURAMENTE CI SONO!

STOP MAFIA IN ETRURIA!!! Confronto con De Ficchy e De Magistris. Ass. A.Caponnetto

Le allarmanti notizie provenienti dalla centrale a carbone, la richiesta di rinvio a giudizio per corruzione dell’ex sindaco di Civitavecchia, le preoccupanti denunce che giungono dal mondo imprenditoriale, le continue contestazioni di irregolarità degli iter amministrativi e la mancanza di trasparenza che caratterizza questi ultimi, le sempre più frequenti denunce di quanti istituzionalmente deputati circa una sempre più pressante infiltrazione della criminalità organizzata nell’Alto Lazio e il silenzio, che sfiora l’omertà, che circonda tutto ciò, sono vicende che necessitano di un’approfondita riflessione per comprendere quali dinamiche si siano messe in moto sul territorio.

Dinamiche che, anche alla luce degli ingenti investimenti di cui sembra dover essere oggetto l’intero comprensorio, rischiano di compromettere gravemente ed ulteriormente il già provato sistema ambientale ed il tessuto socio-economico locale.

Un momento di confronto collettivo con quanti agiscono e vivono sul territorio e con due dei massimi esperti del settore, ovvero il procuratore di Tivoli, ex procuratore aggiunto antimafia Luigi De Fichy e l’ex magistrato, attualmente europarlamentare, Luigi De Magistris, ci è sembrato, quindi, un atto importante in un percorso di analisi che è ormai ineludibile su questo territorio e al quale chiamiamo quanti sentano il bisogno di dare un contributo al rafforzamento della cultura della legalità

Momento di confronto che si terrà sabato 30 gennaio alle ore 16.30 presso l’aula Pucci del comune di Civitavecchia e che sarà moderato dal giornalista Marco Galice.

(Tratto da Etruscans Blog)

Riciclaggio, appalti e rifiuti. Le mafie nel Lazio. Un’inchiesta di Narcomafie

L’ombra delle mafie sul Lazio, sull’ultimo numero di Narcomafie

Due esecuzioni e un tentato omicidio a Latina nelle ultime 24 ore. Tre maxi operazioni antidroga ad Ostia nelle ultime settimane. Il numero di gennaio di Narcomafie presenta un quadro aggiornato della penetrazione delle mafie nel Lazio. Un’analisi coraggiosa e inedita sullo spettro criminale che prolifera e investe indisturbato nella Regione: la “quinta mafia”, frutto di un mix esplosivo di mafie tradizionali, colletti bianchi, faccendieri e delinquenti locali. “I capi dei questa quinta mafia sono nati a Roma o nei centri del Lazio – spiega Antonio Turri, referente di Libera nella regione – hanno appreso e messo in pratica le strategie e i metodi dei vecchi boss giunti qui sin dagli anni 70, come Frank Coppola e Pippo Calò”.

Pagine di denuncia, per rilanciare la richiesta di Libera perché venga riaperta l’inchiesta sul misterioso omicidio di don Boschin, ucciso la notte del 29 marzo 1995, vittima ancora non riconosciuta delle ecomafie.
Approfondimenti sul Frusinate, Ostia e sull’emergenza ambientale nella Valle del Sacco. E per finire, due focus di attualità: il processo al clan Nicoletti, che rischia la prescrizione per una ripetuta serie di paradossali rinvii e le intimidazioni ai sindacalisti impegnati nell’edilizia, settore sempre più infiltrato dalla mafia dei Casalesi.

Narcomafie è in vendita nelle librerie Feltrinelli e su abbonamento.

(Tratto da LiberaInformazione)

Le premesse non sono incoraggianti: mancate dimissioni del Sottosegretario Cosentino e mancato scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Fondi. Speriamo che non sia uno… spot propagandistico!!!

Il piano del governo in 10 punti per battere la mafia

Un decreto legge che istituisce l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati. E un disegno di legge, fatto da altri 9 punti, che introduce nuove misure per la gestione degli appalti pubblici, garantisce nuove difese per le vittime di racket e usura e offre nuovi strumenti alle forze dell’ordine per combattere le organizzazioni criminali. “Lo Stato contro la mafia c’è e va fino in fondo”, dice orgoglioso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, presentando – al termine del Consiglio dei ministri che si è svolto nella prefettura di Reggio Calabria – il “pacchetto” di provvedimenti contro la mafia.  Aperture con riserva dal Pd: il piano antimafia “male non fa”, ma rischia di essere l’ennesimo “spot propagandistico”

Al centro dei piani del governo c’è un punto fermo: il contrasto ai patrimoni economici delle organizzazioni criminali. “E’ il filone principale nell’azione di contrasto alla mafia – ha chiarito il ministro dell’Interno -. Aggredire i patrimoni mafiosi significa mettere in crisi l’intera organizzazione perché non avendo più risorse per pagare gli stipendi, o sostenere le famiglie degli arrestati, si mette in difficoltà la struttura stessa”.
I tempi saranno rapidi, l’istituzione dell’agenzia arriverà attraverso un decreto legge. “Bisogna procedere velocemente. L’agenzia verrà costituita entro 15 giorni – ha spiegato Maroni -, poi potremo tornare a Reggio Calabria per insediarla. Il sindaco Scopelliti si sta già preoccupando di trovare l’immobile dove insediarla. Si inizierà con il “censimento di tutti i beni sequestrati e confiscati”, con relativa “scheda” di descrizione, per avere sempre sotto controllo l’intera situazione.

Tra gli altri punti attorno a cui si struttura la risposta dello Stato alla mafia (che saranno introdotti con un ddl) c’è l’introduzione di un “codice delle leggi antimafia” e ci sono “nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni, con l’affidamento alla Dia (Direzione investigativa antimafia) di questa “missione prioritaria”.
Il titolare del Viminale parla anche di nuove norme per la “tracciabilità dei rifiuti speciali, dalla produzione allo smaltimento. Un sistema fondamentale per il contrasto alle ecomafie”. Previste anche “nuove misure per le vittime del racket e dell’usura. Con la creazione di una mappa informatica della organizzazioni criminali. Sarà utile per il dialogo e lo scambio di informazioni tra forze dell’ordine, che diventerà un elemento di forza per conoscere meglio tutte le realtà“.
Verrà promossa la “Stazione unica appaltante”, presso la prefettura, “a cui potranno rivolgersi le amministrazioni per svolgere le operazioni salvaguardando la trasparenza”. Saranno tracciati i flussi finanziari. “Seguiremo ogni euro per un appalto – ha annunciato Maroni – anche nei passaggi successivi per monitorare ed evitare rischio che quell’euro arrivi nelle tasche dei mafiosi”.

L’ultima misura coinvolge il piano internazionale. “Ora chiederemo alla Commissione europea ed ai paesi membri di adottare gli stessi strumenti legislativi contro i patrimoni mafiosi che usiamo noi per creare un’area franca contro investimenti mafiosi che non può essere solo l’Italia”, ha detto Maroni. “Vogliamo esportare questa ‘best practice’ dell’Italia in modo che tutti i partner europei possano avere gli stessi strumenti nostri”.
Poi il titolare del Vicinale è tornato anche a snocciolare dati sul contrasto all’immigrazione clandestina. “Se guardiamo il periodo dal quale è entrato effettivamente in vigore l’accordo con la Libia – maggio 2009 – la riduzione è del 90% rispetto allo stesso periodo del 2008: da 31.281 sbarchi a 3.185. La prossima settimana consegneremo alle autorità libiche tre motovedette per potenziare ancora di più il controllo delle coste. Accanto a questi numeri ci sono i rimpatri effettivi realizzati dal governo: nel 2008 e nel 2009 sono ammontati a 42.595 le persone effettivamente rimpatriate. “Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere all’Europa che si faccia carico delle operazioni di rimpatrio e contrasto dell’immigrazione clandestina che interessano tutta l’unione Europea e non solo noi. Attendiamo con fiducia – ha concluso Maroni – che possa arrivare una risposta utile”.

Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani il piano antimafia varato dal Consiglio dei ministri contiene cose “che male non fanno” ma il “governo dovrebbe avere una coerenza più forte nei comportamenti” perché “si dimentica che abbiamo in corso leggi come quella che blocca le intercettazioni e come quella sul processo breve, oltre al condono sui capitali esportati, che sono tre bombe atomiche”. Bersani si è detto comunque disponibile al confronto su misure come l’agenzia per i beni sequestrati su cui il Pd “ha idee molto precise”. “Siamo disponibili a fare proposte – ha concluso Bersani – se qualcuno vuole ascoltarle”.

Più scettico il senatore democratico Giuseppe Lumia che accusa: dal governo arrivano “molti annunci, parole fumose, proposte contraddittorie e senza sostanza, a partire dall’Agenzia per la gestione dei beni confiscati”. Proprio sui beni confiscati – sottolinea l’esponente della Commissione antimafia, “una proposta del Pd, che da tempo giaceva inascoltata, viene riesumata proprio quando il governo decide di vendere i beni: un vero e proprio controsenso, che mortifica il riuso sociale dei beni confiscati e impedisce alla società civile di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente dalla mafia alla comunita’”.
“Il codice antimafia – prosegue Lumia – è una buona idea, a patto che non si introducano leggi manipolatorie come quella tanto cara ai boss sulla revisione dei processi. Sull’aggressione ai patrimoni bisognerebbe partire dalle norme antiriciclaggio. L’Italia, infatti, è l’unico Paese a non averne e, inoltre, siamo agli ultimi posti sulla tracciabilità del denaro. E che dire dello scudo fiscale, che garantisce anche ai mafiosi di far rientrare i capitali in totale anonimato? Anche per quanto riguarda le ecomafie siamo molto indietro. Spesso si hanno enormi difficoltà a riconoscere i reati ambientali commessi dalle organizzazioni criminali, ma soprattutto le pene sono ridicole”.
“Concordo sulla necessità di assistere in maniera più efficace le vittime del racket e dell’usura – prosegue ancora Lumia – ma se vogliamo realmente sconfiggere questi fenomeni è indispensabile introdurre la denuncia obbligatoria per tutti gli operatori economici. La mappa informatica delle organizzazioni criminali è uno strumento utile. Dobbiamo in modo particolare velocizzare le procedure burocratiche affinché gli inquirenti posso accedere con facilità e tempestività alle informazioni riservate custodite da banche, pubblica amministrazione ecc”.
Per il senatore democratico, per combattere le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti “bisogna introdurre il conto dedicato per le aziende, in modo da facilitare il controllo dei flussi di denaro, la provenienza delle forniture, il sistema dei subappalti, dove spesso si annidano le imprese mafiose o collegate alle mafie. Sul piano internazionale del contrasto alla criminalità organizzata siamo in forte ritardo sulla costituzione delle squadre investigative comuni europee. Si cominci da qui. In tutto questo gravano come macigni: il provvedimento sul processo breve, che di fatto garantisce l’impunità a delinquenti e mascalzoni; la legge che limita l’utilizzo delle intercettazioni; la depenalizzazione di molti reati finanziari; la volontà del governo di assoggettare i pubblici ministeri, ossia coloro che conducono le indagini, proprio alle dipendenze dell’esecutivo. Ecco perché – conclude il senatore del Pd – il Piano antimafia rischia di essere l’ennesimo spot propagandistico”.

(Tratto da Aprile Online)

Fra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare: il Governo dice di voler fare la lotta alle mafie, ma poi non scioglie l’Amministrazione comunale di Fondi per mafia come chiesto dal Prefetto di Latina e non fa dimettere il sottosegretario Cosentino. Ministro Maroni, che cosa risponde?

Cosentino, per la Cassazione l’arresto è legittimo

Cosentino è accusato in concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. Nel capo di imputazione è scritto, tra l’altro, che l’esponente politico avrebbe “garantito la continuità tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche”. Pd: “Ora Berlusconi pretenda le sue dimissioni”. Per l’Italia dei Valori, il piano antimafia presentato proprio oggi dal governo potrebbe cominciare da un atto concreto: la rimozione del sottosegretario all’Economia

Concorso esterno in associazione mafiosa per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. Questo il reato contestato al sottosegretario Nicola Cosentino nella ordinanza di custodia in carcere emessa l’11 novembre scorso dal gip del Tribunale di Napoli Raffaele Piccirillo e trasmessa al Parlamento che alcune settimane dopo bocciò tuttavia la richiesta di esecuzione del provvedimento restrittivo. Cosentino, dunque, dato il voto parlamentare, non finirà in carcere: questa è un’eventualità che potrebbe accadere solo nel momento in cui dovesse lasciare il Parlamento.
L’ordinanza di custodia, confermata oggi dalla Corte di Cassazione, è basata su indagini svolte dalla Direzione distrettuale antimafia – pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci – dalle quali, secondo l’accusa, sarebbe emerso che il parlamentare del Pdl avrebbe contribuito a rafforzare l’organizzazione dei Casalesi ottenendo in cambio il sostegno elettorale che lo portò a rivestire le cariche di consigliere provinciale, regionale e infine di deputato.

Le accuse si fondano in particolare sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Nel capo di imputazione è scritto, tra l’altro, che l’esponente politico avrebbe “garantito la continuità tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche”. Tra le contestazioni specifiche mosse al sottosegretario (che avrebbe ricevuto l’appoggio delle famiglie Bidognetti e Schiavone fin dall’inizio degli anni Novanta), vi sono le presunte pressioni per far ottenere certificazioni antimafia e di aver esercitato un controllo sulla società Eco4, che opera nel settore dei rifiuti e che è considerata legata ai Casalesi. Nell’ordinanza il gip parla di un presunto rapporto di “protezione e confidenza” con il boss Francesco Bidognetti, soprannominato Cicciotto ‘e mezzanotte, che avrebbe individuato, secondo i pentiti di camorra, in Cosentino “il candidato da sostenere”.

La richiesta di arresto avanzata nei confronti del segretario determinò di fatto il ritiro della sua candidatura, per il Popolo della Libertà, alla presidenza della Regione Campania.
Le accuse mosse dai magistrati della Dda sono state respinte con fermezza da Cosentino che parlò, tra l’altro, di “attacco preventivo, a orologeria, contro il cambiamento”. I suoi difensori, gli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, rinunciarono a rivolgersi al Tribunale del riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, proponendo direttamente ricorso in Cassazione. Una istanza respinta oggi dalla Suprema Corte che si è pronunciata per la validità dell’impianto accusatorio.

I legali del deputato campano non negano di aver confidato “che la Cassazione avrebbe riconosciuti i difetti di legittimità” che avevano sollevato, “ritenevamo che non fosse conforme a legge indagare una persona per dodici anni senza iscriverlo, omettere di prendere in considerazione i documenti della memoria difensiva, rifiutare di interrogare una persona indagata che chiede di essere ascoltata.
La Cassazione la pensa differentemente, quindi aspettiamo di leggere la motivazione”.
“Serenamente – afferma Stefano Montone, legale del sottosegretario all’Economia, – continuiamo ad attendere che la Procura chiuda le indagini per avere finalmente il nostro giudice naturale, di merito. Finalmente avremo un giudice di fronte al quale confrontarsi, senza dovere confrontarsi con materiali risalenti a dieci anni fa, o con dichiarazioni omissate e altro”.
“In questa fase – conclude – subiamo i limiti della segretezza investigativa. Speriamo che la Procura chiuda le indagini in tempi rapidi per arrivare a un processo a breve. Siamo francamente sereni, così come lo è il mio assistito”.

Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia chiede però che, vista la pronuncia della Casazione, “Berlusconi dia un segnale di coerenza e pretenda le dimissioni dell’esponente del suo governo”. L’esponente democratica ricorda inoltre che “proprio oggi il presidente del Consiglio ha detto che non ci sono collusi nelle sue liste. Ma allora, ci chiediamo, come è possibile che l’animatore della campagna elettorale del Pdl in Campania sia proprio una persona indagata per presunti contatti con il clan dei Casalesi?”.

Anche per l’Italia dei Valori, il piano antimafia presentato proprio oggi dal governo potrebbe cominciare da un atto concreto: la rimozione del sottosegretario all’Economia, Nicola Casentino. Il capogruppo di IdV in commissione Giustizia al Senato, Luigi Li Gotti afferma: “Nel giorno in cui la Cassazione respinge il ricorso contro l’arresto del sottosegretario Cosentino il governo vara un piano antimafia propagandistico e demagogico. Del resto, se Berlusconi crede che la mafia sia un problema legato all’immigrazione clandestina e reputa il mafioso Mangano un eroe, è del tutto normale che la casta si autoassolva negando l’autorizzazione all’arresto di Cosentino”.

(Tratto da Aprile Online)

Altra lodevole operazione della Guardia di Finanza di Frosinone. Scoperto il tesoro dei narcotrafficanti. Cassino. Operazione Valencia Connection di So. Cos.

Cassino 28 Gennaio 2009 - “Valencia Connection” è il nome dell’operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza tra Cassino, Napoli e Pescara e che ha scoperto il tesoro dei narcotrafficanti dei clan di Scampia, Fuorigrotta e Torre Annunziata con il sequestro di beni del valore di oltre 5 milioni di euro e di 70 chili di cocaina.

Operazione Valencia Connection In esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, Dott. Tommaso Miranda, su richiesta del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia Dott. Alfonso D’Avino, le Fiamme Gialle hanno posto i sigilli a 20 immobili, di cui 15 fabbricati (appartamenti e locali commerciali) situati a Napoli, San Sebastiano al Vesuvio (NA), San Giorgio a Cremano (NA), Montesilvano (PE), Cappelle sul Tavo (PE); inoltre, sono stati sottratti ai clan anche 5 terreni agricoli, 7 autovetture, 4 motocicli, e 69 conti correnti bancari sui quali transitavano i guadagni del traffico di stupefacenti.“Il sequestro – si legge in una nota – è stato possibile grazie alla minuziosa ricostruzione della situazione patrimoniale e reddituale dei soggetti arrestati, effettuata dalla Guardia di Finanza avvalendosi di strumenti di intelligence e tecnologici.

La normativa antimafia, che è stata applicata dalla Guardia di Finanza, prevede l’attuazione delle indagini patrimoniali ad ogni fenomeno di criminalità organizzata, in modo da togliere ai clan i beni derivanti dai loro traffici di morte, assegnandoli poi ad associazioni di volontariato, a cooperative sociali, alle forze dell’ordine e ad altri scopi di benessere e protezione della collettività. Le autovetture ed i motocicli sequestrati, invece, saranno assegnati alle forze dell’ordine per essere utilizzate nei servizi di contrasto al traffico di stupefacenti. Dalle indagini patrimoniali, in particolare, è emersa la modalità di riciclaggio dei proventi dei clan: le enormi somme di denaro guadagnate con il narcotraffico, infatti, venivano reinvestite sia in altre attività illecite, quale l’usura, sia in attività lecite, quale l’acquisto di immobili (magari in Abruzzo, dove erano più difficilmente tracciabili) da dare in affitto o da rivendere in maniera speculativa, facendo perdere l’origine illegale dei soldi. I tentativi di occultamento del tesoro dei clan – prosegue la nota – non hanno però sortito effetto, in quanto le Fiamme Gialle, grazie ad una incisiva attività informativa ed alla capacità di utilizzare sofisticati database informatici per l’esame delle transazioni finanziarie e patrimoniali, hanno ricostruito tutto il percorso dei profitti del commercio di cocaina, individuandone l’ultima destinazione”.

Operazione Valencia Connection Tali sequestri patrimoniali si aggiungono ai risultati ottenuti nei mesi scorsi, quando le Fiamme Gialle eseguirono 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 arresti in flagranza di reato, 7 arresti in Spagna, con 6 autovetture e 70 kg di cocaina purissima sequestrati. “Nel corso delle numerose perquisizioni locali e personali effettuate – affermano dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle – furono inoltre rinvenuti, nella disponibilità degli indagati, addirittura 240.000 euro in contanti; assegni per un totale di euro 50.000; libretti e certificati di deposito per altre centinaia di migliaia di euro; numerosi oggetti preziosi, quali collane, collier, solitari, gioielli, orecchini, bracciali, per un valore di circa 40.000 euro; 7 orologi in oro, per un valore di 35.000 euro; 4 orologi Rolex per un valore di 30.000 euro. Nella disponibilità di alcuni soggetti furono sequestrati anche 4 telefoni cellulari, 65 munizioni per pistola, ed una pistola semiautomatica calibro 7.65, con caricatore inserito e munizioni, pronta all’uso.

Evidentemente, il soggetto che la possedeva temeva di essere vittima di un agguato di camorra. I due soggetti resisi latitanti nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti, sono stati catturati nei mesi successivi a seguito di continue indagini per il rintraccio effettuate su tutto il territorio nazionale: uno dei due ha preferito costituirsi presso il carcere di Larino (CB), l’altro è stato inseguito, individuato e catturato con un blitz mentre era nascosto a casa di familiari nella provincia di Chieti”. Questo, dunque, è il bilancio definitivo dell’operazione di polizia giudiziaria contro il narcotraffico internazionale denominata “Valencia Connection”, diretta dal Procuratore Capo di Napoli Dott. Giandomenico Lepore e dal Sostituto Procuratore della DDA Dott. Alfonso D’Avino, ed eseguita dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone. Le indagini, sviluppate dal Nucleo Mobile della Compagnia Guardia di Finanza di Cassino, permettevano di individuare gravi indizi di colpevolezza a carico di 32 persone compiutamente identificate, coinvolte con distinti ruoli e funzioni in un traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina, proveniente dalla Colombia, in transito in Spagna e diretto verso il territorio nazionale, per invadere i mercati di spaccio al dettaglio di Napoli, di Roma e del Basso Lazio.

“Le indagini – prosegue la nota – hanno permesso di fare luce su uno dei più potenti cartelli partenopei per l’importazione di cocaina, che operava a favore di diversi clan camorristici, a cui appartenevano alcuni degli arrestati. Tra gli indagati spicca per spessore criminale la figura di Sorrentino Salvatore, personaggio chiave, in stretto contatto con i fornitori colombiani di stanza a Valencia. L’esame delle conversazioni intercettate e lo sviluppo degli elementi acquisiti durante l’attività di intelligence, hanno consentito di inquadrare gli indagati nell’ambito di tre distinte organizzazioni criminali, sebbene strettamente correlate: quella denominata “Scampia” (Napoli), quella denominata “Torrese” (Trecase – Napoli), quella denominata “Fuorigrotta” (Napoli)”. Diversi i soggetti che, indagati nell’ambito dell’inchiesta, sono stati assassinati nel corso della stessa a causa delle varie faide tra clan di camorra. In particolare, si tratta di: Carmine Grimaldi, detto “Bombolone”, 46 anni, ucciso il 17/07/2007 a San Pietro a Patierno, alla periferia di Napoli, quartiere di confine tra quello di Secondigliano e Scampia. L’esecuzione è stata compiuta da tre sicari in motocicletta, mentre il soggetto era seduto su una panchina. Grimaldi, pregiudicato, era ritenuto un elemento importante del clan Licciardi di Secondigliano, che ha come roccaforte la Masseria Cardone, Luciano Loffredo, 54 anni, ucciso il 27/10/2007 a Torre del Greco (NA). Loffredo, pregiudicato e presunto reggente del clan torrese Falanga ed alleato al clan Gallo-Cavalieri, stava percorrendo in automobile via Circonvallazione, quando due uomini su una moto hanno affiancato la sua “Smart” e gli hanno sparato contro diversi colpi d’arma da fuoco. Loffredo ha abbandonato l’auto nel traffico e ha provato a fuggire, ma e’ stato raggiunto e freddato sulla strada, Michele Sorrentino, 49 anni, ucciso il 11/09/2004 a Castel San Giorgio (SA), pregiudicato e presunto affiliato al clan Limelli-Vangone di Boscoreale, probabilmente assassinato da esponenti dello stesso clan per la sua sopravvenuta vicinanza al rivale clan Gionta di Torre Annunziata. L’omicidio è avvenuto in un ristorante, nel corso di una cerimonia con duecento invitati.

“La rilevanza criminale dei citati soggetti evidenzia la rilevanza dell’organizzazione nel panorama della criminalità organizzata napoletana- dichiarano dal Comando Provinciale – L’operazione è stata condotta in cooperazione con la Policia Nacional del Regno di Spagna, che ha effettuato, in corso d’indagine, sette arresti a Valencia, colpendo un gruppo di narcotrafficanti affiliati ad un clan colombiano che avevano sequestrato il Vitiello Pasquale, poi arrestato dalla Guardia di Finanza, colpevole di non aver pagato una partita di droga di oltre 300.000 euro. L’intervento delle “teste di cuoio” della Policia Nacional, unitamente a personale della Guardia di Finanza di Cassino, permetteva la liberazione dell’ostaggio che, secondo quanto dichiarato dai colombiani all’Autorità Giudiziaria spagnola, di lì a pochi minuti sarebbe stato decapitato, fatto a pezzi e disciolto nell’acido”. Questa mattina il colpo di grazia finale delle Fiamme Gialle verso i clan.

(Tratto da TgEU)

Scuola “A.Caponnetto” a Milano

Convegno a Civitavecchia dell’Associazione A.Caponnetto sabato 30 gennaio 2010 alle ore 16,30 con De Ficchy e De Magistris

Gomorra a Latina. La provincia pontina è sotto assedio delle mafie. Clan e ‘ndrine spadroneggiano nell’economia e… anche, in parte finora, nella politica (“Formia Connection”, Fondi ecc. ). Gli investimenti “sospetti” continuano. Società con capitali sociali ridicoli si aggiudicano appalti miliardari e nessuno indaga sulla tracciabilità dei soldi che, poi, vengono investiti. Tutto come prima, a parte lo sforzo lodevole della Questura che sta facendo quello che dovrebbe fare la Guardia di Finanza!

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Gomorra a Latina. La reazione della gente… Come fare?, si chiedono molti. Cominciate a stanare e non votare più i politici eventualmente collusi con le mafie che trovano sempre sponda ed alimento nella politica e nelle istituzioni. E, poi, segnalateci insediamenti anagrafici, investimenti economici “sospetti” e quant’altro possa essere utile ad individuare i mafiosi ed i loro sodali! Guardatevi intorno, insomma, e passate dalle lamentazioni all’azione!!! Altrimenti è tutto inutile…

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