Archivi del mese: Luglio 2009

Una nostra proposta al PD ed agli altri partiti per il “caso Fondi”: facciamo un appello, tutti insieme, per chiedere l’intervento del Capo dello Stato

PER IL “CASO FONDI“ ORA NON RESTA CHE L’INTERVENTO DEL CAPO DELLO STATO. NOI SIAMO PRONTI A FIRMARE L’APPELLO

Siamo pronti a firmare l’appello al Capo dello Stato per un suo intervento sul “caso Fondi” per quanto riguarda le decisioni assunte oggi dal Governo.

E’ veramente inaccettabile che questo abbia deciso di applicare una legge approvata di recente per fatti che si sono verificati precedentemente alla sua promulgazione.

Ci sono, secondo noi, elementi di incostituzionalità che vanno evidenziati.

Siamo certi che i partiti di opposizione, PD in testa ed IDV, valutino la possibilità di rivolgere un appello al Capo dello Stato per un suo intervento.

E’ quanto chiediamo ad essi, assicurando sin d’ora la nostra disponibilità a firmare tale appello.

Il Governo rinvia per l’ennesima volta la decisione sulla proposta di scioglimento del Comune di Fondi

MAFIA A FONDI, LA NUOVA LEGGE POTREBBE “SALVARE” IL COMUNE (apri il .pdf)

Manifestazione dei partiti di opposizione a Roma sul “caso Fondi”. Che pena!

VERGOGNA… CHE SPETTACOLO PENOSO QUELLO CUI CI SIAMO VISTI COSTRETTI AD ASSISTERE A ROMA NELLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL GOVERNO PER IL SUO SCANDALOSO COMPORTAMENTO SUL “CASO FONDI”

Un comportamento scandaloso quello del Governo sul “caso Fondi”; un caso che dopo quasi un anno non si è voluto ancora una volta risolvere durante l’ ultima riunione del Consiglio dei Ministri prima delle ferie estive.

Abbiamo insistito per mesi perché si manifestasse in piazza a Roma e, alla fine, anche se in ritardo, ci siamo riusciti.

Ma non avremmo mai ipotizzato che, per un meschino calcolo di visibilità individuale, i partiti politici che hanno organizzato la manifestazione si sarebbero divisi in piazze diverse, PD da una parte, con PRC e Sinistra e Libertà, e l’Italia dei Valori dall’altra.

Nemmeno un problema delicato qual’ è quello della lotta alle mafie, li ha visti uniti.

Noi dell’Associazione Caponnetto siamo stati presenti.

Il Governo, da parte sua, ancora una volta ha deciso di… non decidere.

E’ questo è gravissimo, dopo che lo stesso Ministro dell’Interno Maroni ha fatto sua la richiesta di scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi per condizionamenti mafiosi e dopo i numerosi arresti ordinati dalla Magistratura.

Ora i partiti di opposizione diano un segnale forte e dignitoso facendo:

  1. dimettere i propri consiglieri comunali;
  2. dimettere il Presidente del Mercato Ortofrutticolo di Fondi nominato dalla Regione Lazio quale socio di maggioranza;
  3. chiedendo un intervento del Capo dello Stato in cui si censuri il comportamento del Governo nella vicenda che riguarda l’accertato condizionamento da parte delle mafie sulla vita pubblica fondana.

Frode Carosello. Guardia di Finanza in azione

FATTURE FALSE PER 6 MILIONI DI EURO

Frosinone 29 Luglio 2009 - Fatture false per 6 milioni di euro attraverso la cosiddetta “Frode Carosello” ossia un’evasione fiscale che viene attuata attraverso una rete di diverse società riconducibili agli stessi titolari e che, per cercare di sottrarre enormi importi di Iva, operano attuando incroci commerciali.
altinumQuesto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza di Frosinone agli ordini del Colonnello Stabile. Otto le persone denunciate, titolari di imprese di autotrasporto attive in Ciociaria (una a San Vittore nel Lazio) e nel napoletano. I titolari di tali imprese, residenti a Cassino e Pontecorvo, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Cassino. Attraverso questo tipo di frode erano riusciti ad evadere 1.700.000 euro di base imponibile ai fini delle imposte dirette, 300 mila euro ai fini dell’Iva, 1.000.000 di euro ai fini dell’Irap emettendo altresì fatturazioni inesistenti.

(Tratto da TgEU)

Sabaudia, iniziato il processo contro il clan Cava. Implicate anche persone di Sabaudia

Leggi l’articolo de La Provincia

Sabaudia. Maxiprocesso al clan Cava. Indagata anche una consigliera comunale

Leggi gli articoli de La Provincia

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Operazione della Guardia di Finanza nel Cassinate

Conducevano un tenore di vita molto ma molto al di sopra delle loro possibilità economiche, ma avevano dichiarazioni dei redditi inferiori a quelle di un operaio metalmeccanico. Più di qualcosa in quei documenti fiscali presentati agli Enti competenti non quadrava, e la dimostrazione è giunta proprio a seguito di una serie di verifiche ed attente indagini patrimoniali messe in campo dagli esperti della guardia di finanza di Cassino. I militari agli ordini del capitano Vincenzo Ciccarelli, nel giro delle ultime due settimane, sono riusciti, dopo una vasta inchiesta di polizia tributaria e giudiziaria, ad incastrare e a denunciare all’autorità competente otto persone, tutte risultate essere abilissimi evasori fiscali. Si tratta di soggetti dimorati fra i Comuni di Cassino e Pontecorvo e che lavoravano principalmente nel settore dell’autotrasporto. Gli otto personaggi, tutti deferiti alla procura della repubblica della Città Martire, sono stati fatti oggetto di quattro verifiche fiscali da parte delle fiamme gialle cassinati. E’ proprio da questi controlli alle loro attività economiche che è saltato fuori come i titolari delle imprese di autotrasporto, tutte risultate operanti in Ciociaria – una con sede a San Vittore nel Lazio e tre a lavoro in provincia di Napoli – erano riusciti a mettere in piedi una maxi-frode fiscale per oltre 1 milione e 700 mila euro di base imponibile evasa ai fini delle imposte dirette, 300 mila euro di Iva e 1 milione di euro di Irap evasi. Come se non bastasse, gli uomini della gdf di Cassino hanno scoperto che gli otto personaggi avevano emesso un ingente quantitativo di fatture, la maggior parte per operazioni inesistenti, per circa 6 milioni di euro.
«L’operazione di polizia tributaria è nata – ha tenuto a spiegare il capitano Vincenzo Ciccarelli – dall’esigenza di contrastare, nelle singole realtà territoriali, i fenomeni più gravi che danneggiano la concorrenza e lo sviluppo economico finanziario, e si ascrive nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio sviluppate dai reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Frosinone». Le otto persone denunciate avevano messo in piedi una vera e propria frode fiscale, quelle tecnicamente chiamate “a carosello”. In buona sostanza per evadere il Fisco gli imprenditori in questione avevano organizzato una ramificata rete di piccole società, tutte riconducibili agli stessi soggetti, che operano congiuntamente con incroci commerciali, tali da sottrarre enormi importi di Iva all’Erario dello Stato. Le indagini delle fiamme gialle del comando provinciale di Frosinone non si fermano qui. A quanto sembra la guardia di finanza sta attenzionando una serie di altre società che lavorano sempre in zona. «L’integrità delle risorse dello Stato – ha commentato il comandante provinciale della gdf, colonnello Giancostabile Salato – viene assicurata attraverso l’attività di polizia tributaria preventiva e repressiva che viene svolta soprattutto in periodi di crisi economica come quello che stiamo attraversando».

Luciano De Leo
(Tratto da Il Messaggero)

Un appello a tutte le forze democratiche e della società civile per il caso Fondi

NEMMENO IL 31 LUGLIO IL GOVERNO DEFINIREBBE LA “ QUESTIONE FONDI”! SI TRATTA DI NOTIZIA FONDATA?

Secondo alcune voci, nemmeno nella sua ultima seduta del periodo prefestivo del 31 luglio 2009 il Consiglio dei Ministri avrebbe intenzione di definire il “caso Fondi”.

Ci auguriamo che la notizia non sia fondata, perché, in caso contrario, un eventuale, ulteriore rinvio potrebbe essere interpretato come un vero atto eversivo nonché un indiretto messaggio tranquillizzante alle mafie.

Ci auguriamo che queste voci siano infondate, ma, in caso contrario, chiamiamo già da ora a raccolta tutte le forze democratiche e le espressioni della società civile per definire una comune, significativa azione tesa ad evidenziare tutta la gravità di questo eventuale ennesimo rinvio.

Ass. A. Caponnetto

La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici. Ottimo, Ministro, ma come la mettiamo con i prestanome?

«La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici»
Questo il commento del ministro dell’Interno Maroni che ha sottoscritto a Caserta in prefettura una convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, uno strumento già testato in Calabria per evitare le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose

Il ministro dell’Interno Maroni ha sottoscritto oggi alla prefettura di Caserta con 12 tra comuni ed enti pubblici la convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, un meccanismo di controllo, già sperimentato, per evitare infiltrazioni delle organizzazioni mafiose negli appalti pubblici.
All’intesa hanno aderito la Provincia di Caserta, i comuni di Caserta, Aversa, Capodrise, Casal di Principe, Cervino, Gricignano di Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria C. V. , San Tammaro e l’I. A. C. P ed è aperta alla sottoscrizione anche da parte degli altri enti della Provincia che volontariamente vorranno aderirvi. Il nuovo organismo sarà operativo già dal prossimo mese presso locali messi a disposizione dalla Provincia.

«La stazione unica appaltante ci consente – ha detto il ministro – di coordinare sempre meglio l’azione della magistratura con le forze dell’ordine e di fare terra bruciata attorno alla criminalità organizzata».
«E’ uno strumento utile, – ha sottolineato il ministro – che aiuta le amministrazioni a gestire i soldi pubblici, dà speditezza e garanzia ai sindaci negli appalti che vengono fatti in modo trasparente. La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici», ribadisce il ministro, ricordando anche che la stazione unica appaltante è un esperimento nuovo già testato in Calabria «dove è attiva a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Ed è aperta anche un’istruttoria a Palermo».

«La lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie rimane una delle priorità del governo e del ministero dell’Interno – ha aggiunto Maroni – abbiamo fatto nuove norme e predisposto nuovi strumenti per combattere la criminalità organizzata. Il nostro impegno assoluto è quello di sconfiggere tutte le mafie». Questo è anche dimostrato dall’importanza delle riunioni periodiche del Comitato prr l’ordine la sicurezza provinciale di Napoli e Caserta, che «consente – sottolinea Maroni – di fare terra bruciata intorno alla criminalità organizzata. A Caserta si stanno ottenendo dei risultati strabilianti, che non si erano mai visti prima» come riferito oggi da uno dei magistrati che operano nel contesto campano.

Annunciato anche dal ministro dell’Interno l’utilizzo di altri 1250 militari: «Venerdì prossimo – ha detto – presiederò il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso del quale sarà definito la conferma dell’impiego, a partire dal prossimo 4 agosto dei tremila militari già impiegati in attività di contrasto alla criminalità, con le forze dell’ordine con l’aggiunta di altre 1250 unita».

La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici»Questo il commento del ministro dell’Interno Maroni che ha sottoscritto a Caserta in prefettura una convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, uno strumento già testato in Calabria per evitare le infiltrazioni delle organizzazioni mafiose

Il ministro dell’Interno Maroni ha sottoscritto oggi alla prefettura di Caserta con 12 tra comuni ed enti pubblici la convenzione per la costituzione della stazione appaltante unica provinciale, un meccanismo di controllo, già sperimentato, per evitare infiltrazioni delle organizzazioni mafiose negli appalti pubblici.
All’intesa hanno aderito la Provincia di Caserta, i comuni di Caserta, Aversa, Capodrise, Casal di Principe, Cervino, Gricignano di Aversa, Maddaloni, Marcianise, Santa Maria C. V. , San Tammaro e l’I. A. C. P ed è aperta alla sottoscrizione anche da parte degli altri enti della Provincia che volontariamente vorranno aderirvi. Il nuovo organismo sarà operativo già dal prossimo mese presso locali messi a disposizione dalla Provincia.

«La stazione unica appaltante ci consente – ha detto il ministro – di coordinare sempre meglio l’azione della magistratura con le forze dell’ordine e di fare terra bruciata attorno alla criminalità organizzata».
«E’ uno strumento utile, – ha sottolineato il ministro – che aiuta le amministrazioni a gestire i soldi pubblici, dà speditezza e garanzia ai sindaci negli appalti che vengono fatti in modo trasparente. La criminalità organizzata rimane fuori dagli appalti pubblici», ribadisce il ministro, ricordando anche che la stazione unica appaltante è un esperimento nuovo già testato in Calabria «dove è attiva a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Ed è aperta anche un’istruttoria a Palermo».

«La lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie rimane una delle priorità del governo e del ministero dell’Interno – ha aggiunto Maroni – abbiamo fatto nuove norme e predisposto nuovi strumenti per combattere la criminalità organizzata. Il nostro impegno assoluto è quello di sconfiggere tutte le mafie». Questo è anche dimostrato dall’importanza delle riunioni periodiche del Comitato prr l’ordine la sicurezza provinciale di Napoli e Caserta, che «consente – sottolinea Maroni – di fare terra bruciata intorno alla criminalità organizzata. A Caserta si stanno ottenendo dei risultati strabilianti, che non si erano mai visti prima» come riferito oggi da uno dei magistrati che operano nel contesto campano.

Annunciato anche dal ministro dell’Interno l’utilizzo di altri 1250 militari: «Venerdì prossimo – ha detto – presiederò il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso del quale sarà definito la conferma dell’impiego, a partire dal prossimo 4 agosto dei tremila militari già impiegati in attività di contrasto alla criminalità, con le forze dell’ordine con l’aggiunta di altre 1250 unita».

Fondi: tutti davanti a Palazzo Chigi venerdì 31 luglio alle orre 8

Leggi l’articolo di Latina Oggi

Ma noi esaltavamo la Guardia di Finanza di Frosinone, non quella di Latina!

Mafie: serve la Dia nel Basso Lazio

Leggi l’articolo di Latina Oggi

Fazzone, Fondi e dintorni: gli interrogativi di Libera LT. Tutti davanti a Palazzo Chigi venerdì 31 luglio alle ore 8

Il Coordinamento provinciale di Libera ha provato imbarazzo, per
utilizzare un eufemismo, nell’apprendere della richiesta formulata dal
senatore Claudio Fazzone di istruire una commissione parlamentare
d’inchiesta sull’operato della Prefettura di Latina durante il periodo
d’insediamento presso il Comune di Fondi della Commissione di accesso
agli atti. Imbarazzo è stato provato pensando al Ministro
dell’Interno, Roberto Maroni, il quale, solo pochi giorni fa, ha
dichiarato che la commissione istruita dal proprio ministero ha invece
concordato con l’esito della commissione prefettizia: imbarazzo che,
quindi, ci induce a chiedere: “Il Ministro Maroni considera il gesto
del Sen. Fazzone di scredito verso le proprie decisioni e verso il
proprio lavoro?”.

L’imbarazzo descritto è seguito alla sorpresa che il Coordinamento
stesso ha manifestato dopo aver individuato una possibile, e forse
banale, risposta alla domanda “Perché il Sen. Fazzone si oppone
all’eventualità dello scioglimento del Comune di Fondi per
infiltrazioni mafiose?”.

Presso il Palazzo Comunale il Senatore non ricopre incarichi
amministrativi, né incarichi politici; Fazzone non ha alcun legame di
lavoro col Comune della cittadina però Fondi costituisce il proprio
bacino elettorale: dato l’elevato consenso riscosso in città, grazie
al quale Fazzone è stato eletto alla carica di Senatore della
Repubblica italiana, alcuni identificano la gran parte dei cittadini e
l’Amministrazione comunale, con il Senatore. Per alcune persone “Fondi
è Fazzone”; per alcuni, anche all’interno del proprio partito, lo
scioglimento di Fondi implicherebbe, quindi, la perdita di credibilit
politica di Fazzone.

E questi giudizi politici sulla persona acquistano tanto più rilevanza
quanto più si avvicinano le date di eventi politicamente cruciali
quali, ad esempio, le elezioni regionali 2010; o nel caso in cui la
persona in questione ricopre incarichi di potere, ogni giorno
comprensibilmente appetibili.

Eppure, date le proroghe sulla decisione di scioglimento manifestate
addirittura dal Consiglio Dei Ministri, probabilmente qualcun altro,
oltre eventualmente al senatore, può star avendo un peso decisionale
in questa vicenda; qualcuno capace di estendere fino alla sfera
nazionale il peso politico che il Sen. Fazzone ricopre in ambito
locale e sulla poltrona su cui siede nell’aula di Palazzo Madama.

Se tutto ciò fosse verosimile allora il Coordinamento provinciale di
Libera si chiede: “Chi, a livello nazionale, nega l’esito comune della
commissione prefettizia e di quella ministeriale? Chi, a livello
nazionale, nega la decisione con cui il Tribunale Del Riesame di Roma
ha disposto la permanenza in carcere di alcuni dei personaggi di
spicco nell’inchiesta Damasco? Chi, a livello nazionale, nega le
decisioni con cui il Tribunale di Latina ha disposto il sequestro dei
beni per un valore complessivo di più di venti milioni di euro a
persone coinvolte nella stessa indagine proposto dalla Questura di
Latina? Chi, a livello nazionale, nega il ruolo di così tante
istituzioni, con un agire ai limiti della compostezza?”

Nonostante la momentanea assenza di risposte chiare, il Coordinamento
provinciale di Libera esprime ferma solidarietà a tutte le istituzioni
appena citate.

Per il Coordinamento provinciale, Paolo Vescovo

Ci sono o ci fanno? La questione della “Fogna tax” a Terracina

CI SONO O CI FANNO?

Dopo la sospensione in via cautelare del Tar dell’ordinanza del sindaco Nardi in merito alla questione delle “fogne tax”, anche Acqualita potrebbe essere travolta dai pronunciamenti sia della giustizia amministrativa –cosa già verificatasi – che dalla giustizia penale da noi interessata. La sentenza del Tar, in sostanza blocca un egemonia da parte di un privato, la Terracina Sviluppo s. p. a che in virtù di una discutibile convenzione, ha assunto la gestione dell’impianto fognario nei tratti Porto Badino fino a Foce Sisto. Non si capisce a questo punto come Acqualatina, anche dopo un pronunciamento chiaro di giudici amministrativi del Tar (che boccia l’ordinanza sospesa per “eccesso di potere”) insista nell’indicare nel gestore privato di Terracina Sviluppo S. p. a il tramite attraverso il quale i cittadini sarebbero obbligati a passare per richiedere un intervento che di pubblico ha solo il nome. Tant’è vero che la ditta privata in questione, di proprietà per altro, di un consigliere comunale, dello stesso comune di Terracina – (questione sollevata a più riprese dal gruppo consigliare del PD) stabilisce oneri e prezzi, fino ad arrivare a e.5000 per residente proprietario dell’immobile, esclusi i lavori di tubatura per arrivare allo scarico. Dunque per fare un esempio se in un’unica strada esistono 20 residenti proprietari di 20 appartamento, tutti e venti sono obbligati a versare quella cifra, per un unico scavo. Non possono e non devono rivolgersi ad altre ditte, con migliori offerte. A riguardo noi abbiamo richiesto già da un mese un pronunciamento della Procura della Repubblica di Latina che sollecitiamo ad intervenire. Riteniamo dunque opportuno rendere in parte pubblico l’autorevole parere di un noto legale di Terracina, l’avvocato Antonino Fedele che traccia anche un profilo dell’intera vicenda.

Il Consiglio Comunale di Terracina approvava il 22 gennaio del 1997 la scheda progettuale presentata da Terracina Sviluppo Spa, relativa all’iniziativa di realizzare nell’ambito dei Patti Territoriali, impianti di smaltimenti delle acque reflue a servizio degli insediamenti urbani lungo la fascia costiera che va dal Canale di Porto Badino fino ai confini del Comune di San Felice Circeo. Nell’aprile del 1998 la Terracina Sviluppo s. p. a presentava il progetto definitivo del collettore primario e il progetto definitivo ed esecutivo del Primo Lotto di rete secondaria.

Nel luglio dello stesso anno venivano stipulate convenzioni fra Comune e Terracina Sviluppo che, a detta dell’avvocato Fedele, “vincolano solo coloro che la stipulano ma non hanno efficacia generale verso altri soggetti. ” Iniziano i lavori nell’agosto del 2004, i certificati di collaudo vengono trasmessi al Comune con l’avvio del funzionamento dei collettori primari, ma l’immissione di acque reflue in tali collettori, è da ritenersi in contrasto con la legge e passibile di sanzione non potendosi smaltire acque reflue senza la necessaria autorizzazione. E chi era preposto a questa autorizzazione? Esattamente la società Acqualatina che dal 2005 diventava gestore legittimo di servizi di prelievo, trasporto, erogazione dell’acqua all’utente e la gestione dei sistemi fognari compresa la depurazione delle acque reflue. Dunque restava un problema da risolvere: quale destino affibbiare a quegli utenti che si erano rivolti, o che meglio, erano stati convinti dalla Terracina Sviluppo, all’allaccio obbligatorio della sua rete fognante?

A questo proposito una parentesi. Dato che nelle convenzioni fra Terracina Sviluppo e Comune di Terracina (a dir poco ambigue) non venivano indicate cifre o parametri, ad alcuni cittadini, come ai residenti di via delle Volte venivano chiesti oneri ad personam, con contratti ad personam, per non parlare di penetrazione in residence privati e strade private ad uso pubblico, in cui da un giorno all’altro iniziavano i lavori di scavo senza alcun preavviso da parte della ditta Terracina Sviluppo S. p. a atti che sono stati anche passibili di denuncie. Ma ritornando alla domanda di prima, come sistemare giuridicamente quegli utenti che si erano allacciati con Terracina Sviluppo spa il cui mandato, fra l’altro, per la gestione dei lavori e manutenzione (quinquennale) si deve intender spirato considerato l’inizio dei lavori risalente al 1998? Ecco, dunque, esplicita stavolta la finalità della convenzione del 23 gennaio 2009: quella cioè di sanare la posizione dei proprietari immobiliari convenzionati con la Terracina Sviluppo s. pa contravventori e passibili di sanzioni per non avere smaltito acque reflue senza la prescritta autorizzazione! Insomma non poteva passare il fatto che oltre ad essere “bastonati” i concittadini caduti nel guazzabbuglio, dovessero anche pagarne le conseguenze.

Nell’ultima ordinanza, il balletto delle competenze ricomincia perché:

il Sindaco Nardi invita i cittadini a rivolgersi ad AcqualatinaS. p: A mentre per i residenti fra Porto badino E Foce Sisto i proprietari degli immobili devono per obbligo rivolgeri a Terracina Sviluppo che” provvederà ad inoltrarla alla società Acqualatina, ai sensi di una convenzione stipulata tra Comune di Terracina, Acqualatina e Terracina Sviluppo spa per un altro giro di walzer.

Teresa Miriam Campi – (Associazione A. Caponnetto)

Manifestazione a Latina giovedi’ 30 luglio alle ore 21 di Rifondazione Comunista a favore della legalità

Giovedì 30 luglio 2009, alle ore 21, il Partito della Rifondazione Comunista di Latina organizza la “commemorazione per la morte della legalità in provincia di Latina”, con l’accensione di lumini davanti al palazzo della Prefettura. Con questa iniziativa si vuole ancora una volta protestare contro il mancato scioglimento dell’amministrazione del comune di Fondi e per la preoccupante presenza, sempre più massiccia, della criminalità organizzata nell’area pontina. L’Associazione aderisce anche a questa manifestazione, convinta della necessità che sempre più voci si levino per contrastare le mafie e sostenere legalità e valori della Costituzione.

Cambia l’orario della manifestazione ma non la data, Ci vedremo Venerdi’ 31 luglio sotto Palazzo Chigi alle ore 8

A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

A parziale modifica delle precedenti comunicazioni, vi comunico che la Questura di Roma ha autorizzato l’uso della piazza davanti a Palazzo Chigi solamente dalle ore 8 alle ore 10 di VENERDI’ 31 LUGLIO p. v.

Pertanto, l’inizio della manifestazione ci sarà non più dalle ore 10, ma dalle ore 8.

Ci vedremo direttamente davanti a Palazzo Chigi, quindi, alle ore 8 di Venerdì 31 luglio p. v.

Raccomandiamo la partecipazione di tutti.

LA SEGRETERIA

Partecipano anche Domenico Guidi ed il suo gruppo alla manifestazione davanti a Palazzo Chigi di Venerdì 31 luglio alle 9,30

A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

VENERDI’ 31 LUGLIO P. V: ALLE ORE 10, DAVANTI A PALAZZO CHIGI A ROMA, IN OCCASIONE DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANIFESTAZIONE, PROMOSSA DEL PARTITO DEMOCRATICO E DALL’ITALIA DEI
VALORI, PER SOLLECITARE IL GOVERNO A SCIOGLIERE l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FONDI.

L’ASSOCIAZIONE “A. CAPONNETTO” ADERISCE ALL’INIZIATIVA ED INVITA UTTI I SUOI SOCI E SIMPATIZZANTI A PARTECIPARVI.

NESSUNO MANCHI!

LA PRESIDENZA REGIONALE

Siamo alla morte del vivere civile e democratico. Che angoscia!

SI E’ PERSA IN PROVINCIA DI LATINA PERSINO LA CAPACITA’ DI VERGOGNARSI, DA UNA PARTE, E DI INDIGNARSI, DALL’ALTRA. SIAMO ALLA FRUTTA! MAI COSI’ IN BASSO!

Mai così in basso, in provincia di Latina, dal dopoguerra ad oggi.

Prima c’era qualche sussulto di orgoglio. Oggi, nemmeno quello!

Quando una comunità perde perfino la capacità di indignarsi e non è più in grado di selezionare il grano dall’oglio, vuol dire che è una comunità in agonia. Anzi, meglio, morta!!!

Questo è il risultato di un’opera di diseducazione compiuta spudoratamente da anni da parte di una classe politica che, in parte, in un Paese civile sarebbe stata cacciata a calci nel sedere.

Una classe politica, a dir poco, in parte, priva di senso dello Stato, delle Istituzioni, che governa immeritatamente un popolo di una mezza milionata di cittadini privi, anch’essi, in maggioranza, di quel bagaglio di valori che dovrebbero stare alla base della convivenza civile e democratica.

Una provincia disastrata, insomma, in cui prevalgono l’ignoranza, l’incapacità a giudicare. Una provincia dove si arriva a pretendere di indagare al posto degli organismi istituzionalmente preposti. Dove l’arroganza, l’uso improprio del potere, l’illegalità, l’individualismo, l’interesse personale, rappresentano la base di scelte individuali e collettive.

Quello che leggiamo in questi giorni sui giornali ci fa vergognare di essere cittadini di questa terra e ci stimola ad andar via da questo territorio.

Altro che pinzillacchere, direbbe qualcuno.

Qua non c’è avvenire per la gente onesta e che continua pervicacemente a credere nei valori della legalità e della democrazia. Del vivere civile.

Si fa riferimento al… ”consenso”, senza essere nemmeno in grado di capire che si dovrebbe parlare di “ consenso” e… “consenso”. Il consenso ottenuto con le idee e con i progetti e quello, invece, ottenuto con il “piacere ricevuto ”, il “clientelismo”, la sopraffazione, il laccheismo.

E’ il fallimento della democrazia. Quella per la quale ci siamo battuti per decenni e, con noi, tantissime altre persone oneste, di ogni colore politico, che avevano ancora la capacità di arrossire e di vergognarsi.
Oggi quella capacità si è persa, nel silenzio di un esercito di pavidi, di vassalli, soliti chinare la testa di fronte al padrone di turno. E che padrone! Incolto, arrogante, mafioso!

Si, proprio così

L’epoca dei Cervone, dei Piccaro, dei Marafini, dei Tomassini, degli Stabile e di tanti altri ancora, pur con le sue luci e le sue ombre, è tramontata. Per sempre, purtroppo.

Che angoscia!

Documento approvato dall’Assemblea dell’Associazione Regionale “A. Caponnetto” il 27 luglio 2009

DOCUMENTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “A. CAPONNETTO” SVOLTASI IL 27 LUGLIO 2009 “

Una situazione estremamente inquietante è quella rilevata nel corso del dibattito svoltosi durante i lavori dell’Assemblea Regionale per il Lazio contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto “, relativamente al problema della presenza e delle attività mafiose nella Regione e, in particolare, nella Capitale, nelle province di Latina e Frosinone, su tutto il litorale romano – a sud come a nord della Capitale – da Anzio-Nettuno-Ardea, Ostia, fino a Civitavecchia e nel viterbese – con propaggini anche nel territorio dei Castelli. Una situazione che è stata, peraltro, confermata, fra gli altri, appena una settimana fa, dal Col. Paolo La Forgia, Capo della DIA di Roma, nell’intervista rilasciata al quotidiano economico “ Il Sole 24 Ore” e ripresa da molti altri giornali.

L’elemento più preoccupante che i partecipanti all’Assemblea dell’Ass. ” A. Caponnetto “ hanno tenuto a sottolineare riguarda la tempistica e le modalità di approccio al problema mafioso da parte di taluni vertici delle forze dell’ordine e delle magistrature locali, tempistica e modalità che appaiono spesso, specialmente in alcune aree geografiche tipo il pontino, la Ciociaria, il territorio di Civitavecchia ecc, , per lo più inadeguate sul piano dell’efficacia del contrasto della criminalità.

Infatti, di fronte alle mutazioni delle mafie – che oggi vanno viste come la più grande “impresa” nazionale che dispone di montagne di capitali di provenienza illecita e che hanno assunto, peraltro, un’ immagine e un modus operandi completamenti nuovi rispetto al passato – le forze dell’ordine e anche alcune Procure locali -fatta eccezione per talune Procure, come quelle di Cassino, Tivoli, Velletri e Civitavecchia e taluni Comandi Provinciali, come quello della Guardia di Finanza di Frosinone e della Questura di Latina – continuano ad adottare tecniche di intervento e di lettura del fenomeno con un’ottica vecchia e da solo “ordine pubblico”.

Il problema, a questo punto, impone un giudizio sul livello della “ qualità “ di taluni magistrati e dirigenti delle forze dell’ordine, un livello, purtroppo, che appare assolutamente inadeguato, stante la gravità della situazione in cui ci troviamo nel Lazio

Da tale constatazione deriva l’esigenza di un urgente cambiamento di uomini, tecniche e strategie di contrasto in modo da poter creare le condizioni per allestire una trincea che consenta una resistenza effettiva all’avanzata continua delle mafie, in prima battuta, e, poi, un’offensiva che punti alla loro sconfitta definitiva.

In quest’ottica è assolutamente indispensabile ed urgente che il Consiglio Superiore della Magistratura provveda, senza ulteriori indugi, alle nomine di nuovi Procuratori Capo presso le Procure di Frosinone e Latina, Procuratori che questa volta dovranno disporre di competenze specifiche nel campo dell’azione antimafia. Provvedimento analogo va, ad avviso dell’Associazione “A. Caponnetto”, adottato urgentemente per l’istituzione nel Basso Lazio di Sezioni staccate della DIA, dei ROS, dello SCO e dei GICO, corpi, questi, altamente specializzati nell’azione di contrasto delle mafie, ormai annidate, come hanno dimostrato già i casi di Nettuno e di Fondi, oltreché nelle professioni, anche nei mondi della politica e delle stesse istituzioni.

L’Assemblea degli aderenti all’Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto” si è soffermata a lungo ad esaminare la situazione determinatasi con il, perché, oltre ad una parte significativa della classe dirigente di quel comune, investe anche e soprattutto quella provinciale.

Al riguardo l’Assemblea ritiene di esprimere la più ferma condanna dell’operato di questo Governo, che – a distanza di quasi un anno dalla richiesta di scioglimento per condizionamenti mafiosi dell’Amministrazione Comunale e pur dopo l’adozione delle numerose misure di carcerazione adottate dalla Magistratura a carico di soggetti anche politici – per motivi palesemente partitici e correntizi, rimandando di continuo una decisione invocata da tutti i cittadini onesti della provincia di Latina e dell’intero Lazio, ancora tenta di rinviare l’adozione del provvedimento.

Questo irresponsabile comportamento del Governo sta producendo due effetti devastanti nell’opinione pubblica nazionale ed internazionale.

Il primo riguarda la possibile interpretazione di esso, da parte delle mafie, come un messaggio tranquillizzante nei loro confronti;

il secondo, riguarda la lesione profonda dell’onorabilità dell’Italia nel mondo, Paese già considerato, quanto meno, indulgente nei confronti delle mafie stesse.

L’Assemblea regionale dell’Associazione “Antonino Caponnetto “, dopo aver deciso di partecipare alla manifestazione indetta davanti a Palazzo Chigi a Roma per venerdì 31 luglio p. v. in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri, sente l’esigenza di esprimere i sentimenti della più profonda gratitudine e di vicinanza al Prefetto di Latina Dr. Bruno Frattasi – reo per taluni di essersi adoperato con rigore per la tutela della legalità e contro le mafie – vittima di volgari e minacciosi attacchi da parte di un’inqualificabile classe politica.

LA SEGRETERIA

Venerdì 31 luglio p.v. manifestazione davanti a Palazzo Chigi per il “caso Fondi”. I nostri amici siano tutti present

A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI

VENERDI’ 31 LUGLIO P. V: ALLE ORE 10, DAVANTI A PALAZZO CHIGI A ROMA, IN OCCASIONE DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANIFESTAZIONE, PROMOSSA DEL PARTITO DEMOCRATICO E DALL’ITALIA DEI VALORI, PER SOLLECITARE IL GOVERNO A SCIOGLIERE l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FONDI.

L’ASSOCIAZIONE “A. CAPONNETTO” ADERISCE ALL’INIZIATIVA ED INVITA TUTTI I SUOI SOCI E SIMPATIZZANTI A PARTECIPARVI.

NESSUNO MANCHI!

LA PRESIDENZA REGIONALE

Venerdì 31 luglio p.v. manifestazione davanti a Palazzo Chigi per il “caso Fondi”. I nostri amici siano tutti present

COMUNICATO STAMPA

Venerdi’ 31 luglio P. V. alle ore 10, manifestazione davanti a Palazzo Chigi a Roma contro il governo che ancora non scioglie l’Amministrazione Comunale di Fondi.

La manifestazione, da noi proposta alcuni mesi fa, è promossa dal PD e dall’IdV.

Noi ci saremo con il nostro striscione ed i nostri soci e simpatizzanti. Nessuno manchi!

La Segreteria

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