Archivi del mese: Luglio 2008

Replica dell’associazione Caponnetto al presidente della Federalberghi di Terracina Enzo Grossi

COMUNICATO STAMPA

 

 

Non siamo di certo noi a… far scappare i turisti dalla provincia di Latina e da Terracina, come sostiene Enzo Grossi, ma, al contrario, tutti coloro che hanno consentito, senza far nulla, l’insediamento sul nostro territorio di un esercito di camorristi e mafiosi. 

 

Se le istituzioni, i responsabili politici, i rappresentanti delle forze sociali ed i cittadini onesti avessero costruito in tempo una barriera, non ci troveremmo oggi nella situazione che lamentiamo. 

 

Quando una parte consistente del tessuto economico e sociale delle nostre città è inquinato dalla presenza e dalle attività di individui legati alla criminalità organizzata, nessun imprenditore e nessun turista seri vengono a spendere i loro soldi nella nostra provincia. 

 

“Moneta sporca scaccia moneta pulita”.!

 

Ringraziamo Grossi e tutti coloro che esprimono apprezzamento per il lavoro che noi facciamo, ma, al contempo, li invitiamo ad analizzare il fenomeno mafioso sul nostro territorio più approfonditamente. 

 

Ciò anche perché è estremamente risibile quanto sostengono quanti attribuiscono l’onere esclusivo della vigilanza in materia di contrasto della criminalità organizzata alla magistratura ed alle forze dell’ordine. 

 

Ciò è profondamente sbagliato per più motivi: 

 

il primo, perché in un paese democratico tutti i cittadini – ed a maggior ragione gli amministratori pubblici e gli esponenti politici – hanno il dovere di dare il proprio contributo per salvaguardare gli spazi di vivibilità civile e democratica; 

 

il secondo, perché magistratura e forze dell’ordine da sole – particolarmente in provincia di Latina, dove esse lamentano carenze spaventose – non bastano a contrastare l’avanzata delle mafie. 

 

LA SEGRETERIA

Lettera aperta al PM di Latina Giuseppe Milano, magistrato con la schiena dritta e, perciò, vittima di attacchi vergognosi

 

Lettera aperta al Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina Dott. Miliano.

 

 

 

Pregiatissimo Dott. Miliano, immagino che ricevere solidarietà da un comune ed insignificante cittadino del comune di Fondi rispetto alle vicende che Vi hanno visto protagonista ultimamente, non sia una grande cosa e forse è proprio così. Vorrei però poter illuderLa ed illudermi almeno per un momento che non tutta la cittadinanza della nostra provincia e del mio comune resti passivamente indifferente rispetto alle vicende che quasi quotidianamente vedono politica e magistratura tristemente in declino e con loro tutta la società Pontina.

Mai avrei immaginato che si arrivasse a manifestare sotto un tribunale, contro dei giudici. Mai avrei immaginato che un noto, influente e potente Senatore della Repubblica potesse arrivare a minacciare un magistrato per un’inchiesta in corso, nelle sale di un tribunale.

Mai avrei immaginato che si potesse un giorno dire che “La legge è uguale per tutti i potenti”.

Poi, riflettendo bene su ciò che il nostro territorio Provinciale sta esprimendo negli ultimi anni, mi sono convinto che tutto può diventare possibile, basta analizzare le cose da un’altra prospettiva e tutto diventa chiaro. Tutto cambia aspetto.

Così la mente torna indietro di qualche mese ed arriva a ricordare il crudo discorso metaforico con cui un certo Presidente del TAR di Latina, dott. Bianchi,  salutava la nostra Provincia dopo essere stato promosso al TAR del Piemonte (in effetti era stato trasferito). Il dott. Bianchi fu chiarissimo: parlò della nostra Provincia come una bella isola sulla quale però c’erano molte “palme malate” e della sua volontà di aggredire quella strana malattia. Gli abitanti dell’isola però erano abituati a vivere, quasi intimoriti dai guardiani, all’ombra di quelle “palme malate”. Così, il dott. Bianchi pensò bene di rivolgersi ai guardiani graduati e alle persone che accudivano le palme ma proprio da loro venne ben presto tradito.

La strana malattia è l’illegalità diffusa nella nostra provincia e i guardiani sono alcuni rappresentanti istituzionali che negano l’evidenza.

Ricorda Dott. Miliano?

Ci fu un esposto al Consiglio di Stato da parte del Presidente della Provincia contro il Presidente del TAR. Secondo la stampa, il Presidente Cusani negò più volte la paternità di quel ricorso ma alla fine ammise di averlo scritto di proprio pugno.

Il Consiglio di Stato accertò che le accuse fossero infondate ed archiviò il caso.

Risultato: trasferimento del Dott. Bianchi ad altro TAR e Il Presidente della Provincia, sbugiardato dal Consiglio di Stato, libero da un Presidente del TAR che non voleva allinearsi.

Oggi per Lei credo stia accadendo più o meno la stessa cosa. C’è un personaggio che vuole fare del proprio potere politico, l’occupazione sistematica di tutte le sedi Istituzionali. Chi non si allinea è fatto fuori. Diventa incompatibile.

Così, pur essendo sotto gli occhi di tutti le diverse faccende su cui ci si aspetterebbero inchieste giudiziarie di straordinario impatto politico ed istituzionale, nulla accade.

Ricorda dott. Miliano le lettere di raccomandazioni per radiologi, pubblicate su un quotidiano locale? Finite nel dimenticatoio, non hanno mai visto  indagato o inquisito l’artefice.

Oggi tocca a Lei. Un altro rappresentante istituzionale che non vuole allinearsi.

Un altro personaggio che come il dott. Bianchi dovrà andare via per incompatibilità ambientale.

Chissà, continuando così, diventeranno incompatibili il Prefetto, il colonnello dei Carabinieri e tutti quelli che vorranno capirci qualcosa.

Ma incompatibilità rispetto a cosa? Lei è incompatibile rispetto a tutti quelli che si sono allineati. Non importa se è portatore di legalità. È diventato incompatibile.

La cosa disarmante è che nessuno dice niente. Soprattutto gli avversari che sanno bene come stanno le cose.

Un plauso ai 17 Senatori del PDL che hanno chiesto un significativo intervento del Ministro della Giustizia.

Peccato che i Senatori del PD restano come al solito osservatori silenziosi!

E pensare che continuo a credere che educare i miei figli alla legalità sia la migliore cosa!

Più continuo a provare rabbia, disgusto, odio, impotenza e più credo che valga la pena continuare a combattere per le proprie idee.

Lei, caro Dott. Miliano continui la sua battaglia sempre nel rispetto della legalità, sapendo purtroppo che gran parte dei cittadini della nostra provincia e del mio comune continueranno a voler vivere all’ombra delle palme malate.

 

Cordialmente la saluto con stima ed estremo rispetto.

 

Fondi, 27 luglio 2008

                                                                                                      Vincenzo Trani

La giustizia a Latina

LA GIUSTIZIA A LATINA

 

 

Alessandro Panigutti torna su “Latina Oggi” del 31 luglio u. s. a focalizzare, con la sua bravura, l’attenzione dei lettori del più diffuso quotidiano pontino sul “problema Giustizia”. 

 

Un problema drammatico, questo, che rischia, se non risolto subito, di rompere definitivamente quel già sottilissimo rapporto di fiducia fra cittadini ed istituzioni e, in maniera particolare, fra cittadini e magistratura. 

 

Noi non ce l’abbiamo con il Procuratore Mancini; anzi. 

 

Per noi un Procuratore vale l’altro; noi siamo abituati a valutare ognuno dagli atti che egli compie. 

 

Qualche preoccupazione, però, l’abbiamo espressa al momento in cui abbiamo letto sul notiziario n.32 di Magistratura Democratica (v. www. Magistratura Democratica. it, cliccando in alto a destra, poi, ”Mancini Gerunda) come e da chi nel CSM egli è stato nominato procuratore a Latina. 

 

Uno schieramento politico ben individuabile ha voluto, anche probabilmente contro la stessa volontà del Dr. Mancini, mettere il timbro su quella nomina. 

 

Poi ci sono i motivi di incompatibilità evidenziati nel ricorso presentato al TAR contro quella nomina dal Dr. Rossini, altro Procuratore concorrente alla stessa carica di Mancini. 

 

A dirla tutta, se noi fossimo stati componenti dell’organismo del CSM preposto alle nomine, avremmo evitato di scegliere un Procuratore locale. 

 

Ma, tant’é. 

 

Questa è roba vecchia ed oggi dobbiamo fare i conti con la realtà in cui ci troviamo. 

 

A noi, difensori strenui della Magistratura, dispiace quando questa si trovi, com’è il “caso Latina”, nell’occhio del ciclone a causa di comportamenti individuali che, a torto o ragione, la gente giudica discutibili. 

 

Proprio per le ragioni evidenziate nel notiziario di Magistratura Democratica, il Dr. Mancini avrebbe dovuto astenersi, lasciando fare a suoi colleghi non sospettabili di subire eventuali condizionamenti di natura politica, come Ciani, Miliano ecc. , il lavoro di pubblico ministero in quei “casi” (Holiday Village, ma non solo) in cui direttamente od indirettamente siano coinvolti personaggi politici. 

 

Ragioni di opportunità, ovviamente. 

 

Non è stato così, purtroppo, e noi abbiamo già subito perdite importanti di magistrati che hanno preferito andarsene da Latina, come il Presidente del TAR Bianchi, il pm Ciani e fra poco –speriamo che ci ripensi- anche il pm Miliano. 

 

Se ne vanno i migliori!

 

Che fare, a questo punto?

 

Un dato è certo: Mancini è indubbiamente una persona per bene, ma è indiscutibile il fatto che la sua permanenza a Latina susciterebbe, per le ragioni esposte, a torto o ragione, ulteriori polemiche. Non dimentichiamo che ben 18 Senatori hanno portato il caso in Parlamento. Mai si è verificato un fatto del genere a Latina. 

 

Noi confidiamo nel suo senso delle Istituzioni. 

 

Faccia un atto di umiltà e chieda al CSM di essere destinato ad altro incarico. 

 

Gliene saremmo grati tutti!!!

 

In caso contrario CSM e Ministro della Giustizia provvedano a non rinnovargli più la nomina. 

 

Sarebbe doloroso, ma un atto ineludibile!

 

Associazione “A. Caponnetto”

Centraline di monitoraggio e inquinamento dell’area di Malagrotta – Valle Galeria

  CENTRALINE DI MONITORAGGIO E INQUINAMENTO DELL’ AREA DI MALAGROTTA – VALLE GALERIA

 

 

Abbiamo ricevuto dal Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, Andrea De Priamo,   copia della lettera allegata  dell’ ARPA Lazio relativa al  (travagliato)  funzionamento della centralina mobile messa gentilmente a disposizione dall’ ARPA di Frosinone per supplire alla centralina fissa che ancora non c’è,  nonostante sia stata approvata dall’Assessore regionale all’ Ambiente,  Filiberto Zaratti, con lettera in data  31.10.2007

 

L’assenza di un monitoraggio non estemporaneo della qualità dell’ aria in TUTTA  l’area di Malagrotta – Valle Galeria è particolarmente  grave e inaccettabile,  soprattutto   alla vigilia dell’ entrata in funzione di un impianto “pesantissimo” come il gassificatore della società COLARI.   L’ impianto, com’è noto,  si trova ad essere posizionato   -   in una collocazione a rischio  che aveva sollevato forti  perplessità da parte dello stesso Comune di Roma   -   fra la discarica di  Malagrotta, la più grande d’ Europa,  da una parte,  e la Raffineria di Roma,  la più grande del Centro Italia,  dall’ altra.

 

 Abbiamo parlata molto, finora, della discarica,  della sua malagestione  e  della massa gigantesca di decine di milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati  che vi sono stati sepolti.  E poco, invece, della contigua raffineria.  La Raffineria di Roma è un impianto a grave rischio di incidenti  (come precisato  anche nell’ interrogazione parlamentare allegata, relativa ad altro progetto demenziale  -  il progetto  per una megacentrale da 800 megawatt,   da costruire all’interno della raffineria,  e   di cui  per il momento  non si parla più):

“E’ un impianto  dove già  si sono verificati due incendi negli ultimi 10 anni e nel 2004, secondo i più recenti dati  APAT  -  Agenzia per la protezione dell’ambiente e territorio  – disponibili, sono state prodotte  ben 415.135 tonnellate di anidride carbonica,  quando 100.000 era il valore limite,  4.634 chilogrammi di benzene e 1.000 era il limite,  2.421 tonnellate di ossidi di zolfo (150 era il limite),  oltre a 410 tonnellate di ossidi di azoto (100 era il limite) e 926 tonnellate di composti organici volatili non metanici (100 era il limite).

E’ un impianto con un sistema di serbatoi per combustibili con capacità di quasi 1.300.000 metri cubi, per la distribuzione dei prodotti petroliferi tramite oleodotti e gasdotti, ma anche tramite le 600 autobotti che ogni giorno partono dalla raffineria per rifornire il proprio bacino di utenze, l’impianto ha un ulteriore, significativo impatto”.

Questa è la dimensione del problema.  O piuttosto  ne è soltanto una parte.  Che non comprende la megadiscarica ed i “suoi” centinaia di automezzi pesanti diurni e notturni, le decine di cave (è la più grande zona di cavazione del Lazio), i depositi di carburante e di gas, il bitumificio, la centrale elettrica, il depuratore  e  -“last but not least” -  l’ inceneritore dei rifiuti ospedalieri.  Insomma, URGE monitoraggio sistematico dell’ aria,  analisi delle acque superficiali e sotterranee,  carotaggi del suolo.

La zona del quartiere di Massimina  “è una delle zone a maggior rischio ambientale d’ Italia”. L’intera area,  inoltre,  è in grande espansione “visto che tale ambito territoriale fa parte del quadrante urbano più soggetto alle trasformazioni del nuovo Piano regolatore generale, quantificabili in 22 milioni di metri cubi, ossia un terzo dell’intero dimensionamento del nuovo piano”.

 

                                                                                      Sergio Apollonio

Solidarietà dell’Ass.Caponnetto al giudice Perinelli

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

Una concezione della Giustizia come strumento di regime. 

 

Questo è quanto traspare dalle continue aggressioni, da parte di taluni esponenti politici pontini, a quei magistrati che, fedeli al giuramento fatto, continuano a fare il loro dovere senza chinare la schiena di fronte a coloro che vorrebbero piegarli per costringerli a tutelare interessi di parte. 

 

Una concezione, questa, della politica nelle sua versione più becera e violenta; una concezione, peraltro, che nulla ha a che vedere con i valori di uno stato di diritto e democratico. 

 

C’è quasi da vergognarsi di essere figli di questa provincia additata ormai in tutta Italia come la patria della violenza, dell’arroganza, del potere usato a dir poco in modo disinvolto. 

 

Dopo le aggressioni ai giudici Cario e Miliano, il nuovo bersaglio è ora il Dr. Perinelli. 

 

Tutti magistrati noti per la loro statura morale ed intellettuale; requisito, questo, non apprezzato in un oceano di illegalità e di degrado qual’è quello in cui noi viviamo in questa sfortunata provincia, qual’è quella di Latina. 

 

Al Dr. Antonio Perinelli, come già abbiamo fatto nei confronti dei Drr. Cario e Miliano, giungano le pié sentite espressioni di stima, di vicinanza e di solidarietà da parte dell’Associazione Caponnetto e di tutte le persone oneste. 

 

 

LA SEGRETERIA

La risposta dell’Associazione Caponnetto alla Dottoressa Cascella Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Terracina sulla presenza mafiosa su quel territorio

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

 Apprezziamo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Dottoressa Cascella, dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Terracina, in ordine alla situazione della presenza mafiosa in quel Comune e, in particolare, alle attività economiche svolte nella città da individui sospettati di collegamenti con organizzazioni criminali. 

 

E’ la prima volta che un dirigente di polizia affronta il tema in provincia di Lastina nei suoi contorni reali. 

 

Spesso, infatti, la presenza mafiosa viene vista come un problema di “ordine pubblico”, prescindendo dalle sue implicazione economiche, politiche e sociali. 

 

Non ci stancheremo mai di ripetere che oggi le mafie sono altra cosa rispetto al passato. Esse, oggi, investono i loro capitali, forse già “ripuliti”, comprano esercizi commerciali, si propongono alle amministrazioni pubbliche ed ai privati per partecipare alle gare per lavori edili e di altro genere, cercano di entrare nelle istituzioni e nel mondo della politica. 

 

Un lavoro, quello loro, intelligente, silenzioso, di penetrazione costante nel tessuto economico, sociale e politico del territorio. 

 

Più volte abbiamo richiamato, pertanto, l’attenzione delle forze dell’ordine sulla necessità di indagare su tutto il versante degli appalti e della compravendite. Finora, purtroppo, senza esito. 

 

A noi risulta che a Terracina c’è troppa gente di Casal di Principe e dintorni che si aggiudica appalti sia pubblici che privati. Le forze dell’ordine hanno acquisito presso il Comune l’elenco delle ditte che hanno effettuato ed effettuano lavori a Terracina? Non ci risulta. 

 

C’è troppa gente campana che è diventata proprietaria, ricorrendo qualcuno anche a sistemi poco ortodossi, di esercizi commerciali e di immobili. 

 

E’ stato scandagliato tutto il versante delle compravendite immobiliari, delle concessioni edilizie, delle autorizzazioni rilasciate dalla ASL, delle eventuali connivenze di questa gente con uomini delle istituzioni e della politica?

 

Abbiamo la sensazione che ciò non sia stato fatto o non sia stato fatto a sufficienza. 

 

Vogliamo fare un’analisi dell’operato delle forze dell’ordine locali prima che arrivasse a Terracina la Dottoressa Cascella?

 

 Vogliamo esprimere un giudizio su quanto è stato fatto soprattutto dalla Guardia di Finanza che ha addirittura depotenziato la sua struttura di Terracina con il proposito dichiarato di elevare di rango quella di Fondi, senza, peraltro, ottenere i risultati tanto conclamati.? Quella di Fondi, infatti, è una Compagnia, comandata, dopo il suicidio del Capitano Conti, da un Tenente (e ciò è veramente assurdo!). Se non avesse parlato l’ex assessore Izzi e se non fossero intervenute la DDA e la DIA, forse a Fondi non sarebbe emerso quello che sta emergendo!

 

Allora riteniamo ingiusto che si sostenga che il fenomeno mafioso, pur esistendo, non ha le dimensioni da noi disegnate. 

 

Noi, al contrario, riteniamo che il fenomeno sia ancora più grave di quello da noi descritto. 

 

Riconfermiamo la nostra stima e la nostra simpatia alla Dottoressa Cascella, ma la invitiamo, al contempo, se glielo consentono, a riposizionare l’artiglieria nella direzione giusta. 

 

 

LA SEGRETERIA

In provincia di Latina la legalità è un optional. Si dimette per protesta il consigliere comunale Antonio Fragrasso

S.S. Cosma e Damiano 25/07/08

 

AL SIG. PREFETTO DI LATINA

LATINA

 

Illustre sig. Prefetto,

dopo aver combattuto strenuamente ma inutilmente la mia “buona battaglia” democratica, chiedendo solo e soltanto che a Santi Cosma e Damiano viga il il rispetto delle leggi delle Stato Italiano, mi rivolgo a Lei in quanto sto maturando l’idea di dimettermi da consigliere comunale della mia città. Se ciò ancora non è avvenuto è solamente per il rispetto dei 156 cittadini che hanno espresso il loro consenso elettorale sulla mia persona. Il mio intendimento è una dichiarazione di resa nei confronti delle reiterate violazioni di legge che caratterizzano la gestione amministrativa del comune. Mentre le scrivo, infatti, il consiglio comunale di Santi Cosma e Damiano – unico comune in Italia – ancora non provvede ad approvare il Piano Regolatore che fu revocato dieci anni fa dall’ex Sindaco, attuale Assessore comunale, nonché Assessore provinciale. Come è noto tale adempimento oltre che essere obbligatorio, e essenziale per la corretta gestione urbanistica del territorio che negli ultimi anni è stata soggetta di interesse da parte della Regione Lazio che aveva proposto al Ministero dell’Interno lo scioglimento del consiglio comunale ai sensi dell’art. 141 co. 1 lett. A) D.lgs. 267/2000 per le ripetute illegalità perpetrate a danno del territorio locale e dei suoi abitanti. In più i Carabinieri dopo una accurata indagine avevano chiesto la custodia cautelare in carcere per sette persone con in testa il Sindaco Franco TADDEO. Molte volte ho sollecitato insistentemente la Sua persona perché assicurasse il rispetto della legge, Così non è stato. Di fronte allo strabismo ed al disinteresse delle istituzioni, al cospetto di plateali violazioni di legge, inspiegabilmente ignorate dagli organi tutori, non posso tollerare che venga ulteriormente calpestata ed irrisa la mia dignità e la mia correttezza. Dopo aver parlato con i miei elettori non senza amarezza e con animo travagliato abbandonerò, quindi, il consiglio comunale di Santi Cosma e Damiano come estremo atto di protesta nei confronti di uno Stato assente che di fatto tollera l’illegalità e mortifica la passione civile e democratica di chi come me ha scelto ed interpreta l’impegno politico come servizio alla comunità.

 

Antonio Fragasso

Ventotene: malgrado appelli e denunce nulla si muove! Siamo in provincia di Latina!

AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

Via di Brava n° 99 – 00193 Roma

 

 

 

SPETTABILE ASSOCIAZIONE REGIONALE 

per la lotta contro le illegalità e le mafie – Lazio

 

 “A. CAPONNETTO”

 info@comitato-antimafia-lt. org www. comitato-antimafia-lt. org

 

 

Oggetto: Per dirlo un “Lumbard”!!!

 

 

Io sottoscritto Mario Buono nato a Torino il 10.031971 e residente in Ventotene (LT) alla via Rose n° 26, C. F. BNU MRA 71C 10L 219 I

 

 

in riferimento agli esposti che in questi anni la mia famiglia ed il sottoscritto hanno presentato alle varie amministrazioni Comunali che si sono avvicendate alla guida del Comune di Ventotene, Carabinieri, Guardia di Finanza, al Prefetto ed alla Procura di Latina senza ricevere alcuna risposta; 

 

 

-dopo aver letto la lettera di dimissioni del ex Assessore ai Trasporti e alle Politiche Giovanili del Comune di Ventotene Signor Umberto Matrone del 29-05.2008 protocollo 1310, 

 

 

- e le dichiarazioni di alcuni cittadini, come riportato a pagina 36 dal quotidiano Latina Oggi di Domenica 20.07.208, in merito alla notizia delle dimissioni del Direttore dell´Area marina protetta di Ventotene e S. Stefano; 

 

 

tengo a portare alla vostra attenzione, in quanto le circostanze riportate avvalorano ancora una volta le mie perplessità, l´articolo apparso su “Libero” ieri 26 luglio 2008. 

 

 

 

Per dirlo un “Lumbard”!!!

 

 

 

 Mario Buono

Richiesta convocazione dal Ministro dell’Interno per esame situazione criminalità nel Lazio

Latina 28 luglio 2008

 

Al Ministro dell’Interno ROMA

 

Alla Direz. Naz. Antimafia ROMA

 

Al Prefetto di LATINA

 

Al Questore di LATINA

 

 Al Comandante Provinciale CC di LATINA

 

Al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di LATINA

 

OGGETTO: richiesta convocazione

Ministro Interno per esame situazione

Mafiosa Lazio e, in particolare, Latina, 

Frosinone, Civitavecchia.

 

Compravendite immobiliari e di esercizi commerciali, oltreché locazioni. 

 

Questi sono i settori sui quali, a nostro avviso, gli organi investigativi pontini debbono focalizzare la loro particolare attenzione, se vogliono seriamente tentare di rallentare l’invasione della criminalità organizzata in provincia di Latina abbandonando quell’ottica di “ordine pubblico” che finora sembra aver caratterizzato i loro interventi

 

Quotidianamente abbiamo notizia di imponenti investimenti di capitali sospetti da parte di soggetti provenienti per lo più dalla Campania, ma non solo, che comprano immobili, bar, ristoranti, terreni a Latina, Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Itri, Sperlonga, Gaeta, Formia, Minturno ecc..; che monopolizzano ormai il settore delle costruzioni edili acquisendo appalti e subappalti sia pubblici che privati. 

 

E’, quindi, sul piano delle movimentazioni finanziarie, dell’origine dei patrimoni e della tracciabilità dei capitali che bisogna cominciare a sviluppare una seria e costante azione investigativa. 

 

Come anche non si può continuare a trascurare, come si è purtroppo atto finora, il settore della locazioni, anche alla luce dei varii arresti operati proprio in queste settimane nel sud pontino dalla magistratura e dalle forze dell’ordine campane di individui che vengono a nascondersi o a villeggiare sul nostro territorio, ospiti o di loro corregionali o, addirittura, di cittadini pontini che affittano le loro case non segnalando all’autorità competente ed evadendo il fisco. 

 

Il problema, come si vede, è, sì, anche di mezzi ed uomini, ma soprattutto di “VOLONTA” e, in particolare, di QUALITA’ delle indagini. 

 

In questi giorni stanno per decollare imponenti opere sia a Terracina che a Gaeta. 

 

Noi abbiamo ripetutamente chiesto di far luce sugli “ autori “di tali opere, sulla provenienza dei capitali che verranno impiegati, sulle eventuali collusioni fra i mondi della politica e delle istituzioni con soggetti criminali o loro sodali “puliti”. 

 

E’ stata fatta?

 

Assistiamo con un senso di angoscia profonda al dilagare di un’economia “sospetta” senza che le istituzioni si preoccupino di approntare una strategia efficace di contrasto. 

 

Non possiamo più tollerare, nell’interesse dei tantissimi cittadini onesti che ancora popolano questa provincia sfortunata, che questa situazione si aggravi sempre di più a causa di tanti irresponsabili che, nelle istituzioni e nei partiti politici, insistono ancora, contro l’evidenza dei fatti, nel sostenere che… ”è tutto sotto controllo”, quando è sotto gli occhi di tutti che ciò non è assolutamente vero. 

 

Chiediamo, pertanto, al Ministro dell’Interno di ricevere una nostra delegazione al fine di un esame approfondito della situazione criminale del Lazio e, in particolare, delle province di Latina, Frosinone e del territorio di Civitavecchia. 

 

 

 

 IL SEGRETARIO REGIONALE

 Dr. Elvio Di Cesare

Civitavecchia: indaghino Procura della Repubblica e Guardia di Finanza!

CIVITAVECCHIA: SALADINI, COSA C´E´ DIETRO L´EROGAZIONE DI BEN 65.000 EURO DI COMPENSO ALLA SOCIETA´ DENOMINATA LOTHAR SRL?

INDAGHINO PROCURA DELLA REPUBBLICA E GUARDIA DI FINANZA!

 

 

E´ una domanda che pone Saladini del PD e che facciamo nostra. 

 

“Cosa c´è dietro l´erogazione di 65.000 euro di compenso alla società denominata LOTHAR srl per un incarico il cui espletamento va appena dal 5 luglio al prossimo 2 agosto?”

 

Come è possibile che in un solo mese il Comune faccia guadagnare una cifra così ingente per un “incarico di elevata specializzazione ” mentre i contribuenti, che pagano queste somme, a volte non riescono ad arrivare alla fine del mese?

 

“E a chi appartiene la società LOTHAR srl? saranno forse i soliti amici degli amici? Per controllare basterebbe una semplice visura on line. Io l´ho fatta, chissà se altri ne hanno voglia… “. 

 

Invitiamo la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza di Civitavecchia ad indagare in merito.

Civitavecchia: i cittadini costretti a pulirsi da soli la pineta “la frasca”

 

 

Darsi da fare letteralmente vuol dire “rimboccarsi le maniche” e lavorare: questo è quanto oggi cittadini, donne e uomini, associazioni e consiglieri della IV circoscrizione hanno fatto, semplicemente, armati di senso civico, guanti, bustoni e mascherine ripulendo la pineta della Frasca.

Certo, non pretendiamo che un Sindaco scenda così in basso, ma riteniamo che lanciare ultimatum ed anatemi, quando, se solo avesse voluto, da presidente dell’Autorità portuale avrebbe potuto dimostrare amore e sensibilità verso quel tratto di costa realizzando le opere di compensazione così come previsto dal Ministero dell’ambiente realizzando rimboschimento, infrastrutture ed attrezzature per il tempo libero investendo i 5.164.569 Euro previsti, questo, sì, avrebbe portato prestigio ed occupazione!

Ma non importa, stanchi, ma soddisfatti ci siamo, ancora una volta, dati da fare e reso quantomeno la pineta della Frasca un pochino più fruibile e decente con l’unico rammarico di non aver potuto differenziare l’immondizia dato che anche in questo senso il “darsi da fare” rimane solo uno slogan elettorale, nonostante l’impegno ed i soldi messi in campo dalla Provincia di Roma.

Il Presidente ed i consiglieri della IV circoscrizione ringraziano i cittadini, i frequentatori della pineta, le associazioni, i gestori del bar, l’ingegner Filipponi, ma soprattutto la Dottoressa Roberta Galletta per l’impegno e l’amore dimostrato per la propria città ed i luoghi che pensiamo debbano essere tutelati con forza e decisione.

 

Il presidente e i consiglieri della IV circoscrizione

Civitavecchia: Gli appelli contro il rischio mafia cadono nel vuoto

“Gli appelli contro il rischio mafia cadono nel vuoto”

L’associazione Caponnetto torna ad esprimere la propria preoccupazione per l’infiltrazione malavitosa nella nostra città e sollecita di nuovo il sindaco Moscherini


CIVITAVECCHIA – <I numerosi appelli rivolti al Sindaco di Civitavecchia Moscherini da parte della nostra Associazione per l’istituzione di un Tavolo permanente sulla sicurezza e la legalità, in collaborazione con le forze dell’ordine e le forze sociali, avente come scopo, in particolare, l’esame approfondito di tutte le richieste d’investimenti di capitali sul territorio al fine di individuarne origine e tracciabilità, sono puntualmente caduti nel vuoto e nel silenzio>.
Con queste parole L’Asscociazione Caponnetto riporta alla ribalta la richiesta dell’istituzione di un Tavolo per la Legalità dopo i recenti avvenimenti di cronaca legate all’infiltrazione di associazioni di stampo mafioso in città.
In particolare l’Associazione dichiara di <esprimere soddisfazione circa la decisione dell’On. Tidei, di presentare un’interrogazione parlamentare mirata a fare chiarezza sull’assegnazione degli appalti e subappalti della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord e ad accertare le infiltrazioni mafiose e malavitose nelle società impegnate nella costruzione della centrale>.
Da quanto è emerso da un Convegno organizzato dalla stessa Associazione Caponnetto, al quale ha preso parte anche il procuratore antimafia dr De Ficchi, a Civitavecchia sono in ballo milioni di euro che rendono la nostra città appetibile, e vulnerabile, alla criminalità organizzata che di solito partecipa agli appalti mettendo in campo aziende e persone insospettabili in una presenza discreta e silenziosa.
< E’ necessario saper vigilare – hanno continuato – imparando a non vedere la mafia solo come emergenza conclamata di ordine pubblico; la vera mafia si muove in silenzio all’interno di giochi economici legali portandosi a casa, secondo gli ultimi dati, il 2% del PIL nazionale. La mafia, per incrementare il suo già miliardario fatturato, ha bisogno di complici non solo per ripulire il denaro proveniente da operazioni illecite, ma anche, e soprattutto, per ottenere permessi, appalti e gestioni; ed è in questo contesto che il ruolo della politica diventa fondamentale: se non c’è trasparenza nelle amministrazioni pubbliche si lascia uno spiraglio aperto alla mafia. In quasi nessun programma elettorale si parla di giustizia e legalità, intesa come lotta concreta alla criminalità organizzata; ma è necessario essere consapevoli che senza giustizia non c’è democrazia, che senza politica non c’è Stato e che una tale condizione fa si, per dirla con Sciascia, “che il sistema mafia si sviluppi dentro lo Stato”. Il tavolo della legalità serve – hanno concluso dall’Associazione Caponnettto – anche, a scongiurare tale rischio>.

 

(da centumcellae.it)

Fermiamo la camorra nel basso Lazio

FERMIAMO LA CAMORRA!

 

 

Non c’è giorno in cui le forze dell’ordine e la magistratura campane non vengano ad arrestare nei nostri comuni individui legati alla camorra. 

 

Tutte “persone per bene”, queste, che stanno occupando il Lazio per i loro sporchi affari e per la loro… villeggiatura”!… 

 

Tutte “persone per bene” che spesso trovano facile accoglienza sul nostro territorio per l’ignavia, l’ingordigia, spesso la connivenza, di nostri concittadini che non si rendono conto della gravità del danno che fanno alla nostra regione, compromettendo l’avvenire dei nostri stessi figli. 

 

Ci sono giunte voci di sempre più frequenti irruzioni in alcuni comuni del Basso Lazio di individui sospetti, provenienti da zone “calde” della Campania –Casal di Principe, San Marcellino, San Cipriano, Frignano, Frattamaggiore e così via –i quali si propongono a titolari di agenzie immobiliari, amministratori di condominio ecc. per comprare appartamenti, per effettuare lavori edili di ogni genere, a costi, ovviamente, più convenienti. 

 

Più volte abbiamo invitato Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato ad acquisire presso i Comuni e gli altri Uffici competenti l’elenco di CHI ha comprato o effettuato lavori di ogni genere, per verificare se fra di essi vi siano camorristi o loro prestanome. 

 

Ora, nel rinnovare l’invito ad essere più attenti ed a svolgere un’azione continua e più capillare di monitoraggio anche su tutto il sistema delle locazioni, lo estendiamo a TUTTI I NOSTRI CONCITTADINI perché verifichino -prima di locare o vendere un immobile o un terreno, ad affidare un lavoro in appalto o in subappalto a gente che proviene da quelle zone – se si tratti o meno di persone affidabili, o, comunque, non sospettabili di collegamenti con la criminalità campana. 

 

LA SEGRETERIA

Quali sono gli attori veri di tante opere? Indaghino magistratura e forze dell’ordine

A Civitavecchia la situazione si aggrava sempre di più, le voci su personaggi ed interessi si infittiscono e noi tutti vorremmo notizie più dettagliate

Una serie di incontri tra il Sindaco Moscherini, il presidente dell’autorità portuale Ciani e Sensi hanno recentemente dato vita ad una serie di tavoli che hanno portato ad un protocollo d’intesa per la realizzazzione di un porticciolo per accogliere circa 700 barche in località ” la frasca “, dove sono previste, ad opera dell’autorità portuale, una serie di opere di compensazione ambientali indicate nel decreto VIA 2935/1997, relative al Piano regolatore portuale, mai compiute e successivamente ribadite nel nuovo decreto VIA “darsena grandi masse” del 28 Gennaio 2002. 

Le opere di compensazione previste sono le seguenti: 

- realizzazione di rimboschimento, infrastrutture ed attrezzature per il tempo libero per un costo di Euro 5.164.569/00

Nessun porticciolo è previsto tra le opere di cui sopra, se non dei piccoli approdi in legno o passerelle removibili, ma sicuramente non una colata di cemento di tali dimensioni. 

Inoltre ci giunge voce che alla realizzazione di questo porticciolo partecipino società sulle quali crediamo valga la pena attuare verifiche, per capire bene CHI sono. Sembra, inoltre, che la realizzazione di questo porticciolo sia un vero e proprio cavallo di Troia che nasconde la necessità di realizzare una seconda vasca di colmata (la prima sarà realizzata in località Mattonare) propedeutica ad un futuro… terminal Cina. 

Attualmente c’è esclusivamente la certezza della realizzazione del porticciolo di per sè illegale, viste le dimensioni non certo compensative, ma sul resto le voci sono molte ed insistenti. 

Inoltre ci giunge voce che il Sindaco Moscherini abbia firmato un accordo con la Società Mediterranea Spa nella quale sarebbe presente Giancarlo Elia Valori per la realizzazione dell’areoporto di Viterbo, eludendo il passaggio in giunta esecutiva. E’ fondata tale voce?

Vista l’insistente circolazione di voci riteniamo sia il caso che gli organi investigativi-Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e DIA – indaghino a fondo per verificare sia la “provenienza” dei capitali che saranno investiti che la vera identità di tutti gli attori.

Problema giustizia a Latina: ma che dice il PD?

COMUNICATO STAMPA

 

 

La dimostrazione del fatto che il Partito Democratico non si renda nemmeno conto della gravità e della complessità del fenomeno Giustizia a Latina sta nel contenuto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal suo esponente Pannone. 

Pannone è un bravo ragazzo ed è onesto, ma le responsabilità del suo partito in materia sono tantissime. 

Egli, imputando le responsabilità delle gravi disfunzioni del sistema giudiziario pontino alla… carenza di magistrati, dà una lettura del problema riduttiva e deviante. 

Forse ha ragione quel lettore di “Latina Oggi”, che qualche mese fa individuò la causa di tanti mali nel fatto che… la provincia di Latina è… il posto natio di taluni magistrati che dirigono le strutture. 

Ma non solo. Le vicende dell’Holiday Village di Fondi, come quella del suicidio del Capitano della GdF, sempre di Fondi, Fedele Conti, insieme a tante altre che riguardano talune amministrazioni ed enti pontini, andrebbero valutate con occhio molto attento. 

Alcuni punti critici del fenomeno sono stati esposti nell’interpellanza presentata da 17 senatori della Casa della Libertà, i quali, com’è noto, hanno chiesto in sostanza al Ministro di non riconfermare il Procuratore Capo. 

Strano, in proposito, il silenzio del Partito Democratico. Non vorremmo che si giocasse a carte invertite!!!… 

L’ultima vicenda che riguarda il comportamento del Tribunale di Latina in ordine alle richieste di arresti fatte dalla Polizia di Stato di soggetti residenti a Terracina e legati al clan Licciardi –richieste che, com’è stato denunciato dal Sindacato di Polizia della UIL, non sono state accolte (ma, poi, quei soggetti sono stati arrestati su ordine della DDA di Napoli) -la dice lunga su come funziona la Giustizia pontina. 

Vogliamo andare oltre?

Dovremmo, ma non lo facciamo, parlare di San Cosma e Damiano, Minturno, Formia, San Felice Circeo, Sabaudia, Ventotene e così via. 

Dovremmo domandarci il perché, in una terra infestata dalle mafie come denuncia da anni la Procura Nazionale Antimafia, presso la locale Procura non esista un pool di magistrati dediti SOLAMENTE all’azione di contrasto della criminalità organizzata. 

Dovremmo ancora domandarci il perché presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza esista un Nucleo mobile composto solamente da 4 persone, delle quali 2 addette ai servizi del 117 e nessuno, diciamo nessuno, protesta e chieda conto al Comandante provinciale del perché di tale comportamento e del perché non si fanno indagini patrimoniali in provincia di Latina. 

Dovremmo chiederci perché magistrati bravi, come Ciani, Miliano-e Bianchi del TAR-chiedano di andarsene da Latina; perché si punisce e si rimuove l’ex Comandante dei Carabinieri dei Nas Giovannino Scarsellone; ecc. ecc. 

Ci fermiano qua. 

Pannone dovrebbe approfondire l’esame dei fenomeni e domandarsi PERCHE’ il suo Partito non ha mai affrontato questo tema delicato e complesso che riguarda gli interessi dell’intera comunità pontina. 

Problema di… carenza degli organici, secondo lui e i suoi amici del PD?

 

LA SEGRETERIA

Mafie a Terracina /3

COMUNICATO STAMPA

 

 

Erano una quarantina le misure restrittive richieste dalla Dottoressa Cascella a Terracina e bene ha fatto Tatarelli del Sindacato di Polizia della UIL a rendere noto che la magistratura pontina non ha autorizzato quelle che riguardavano i soggetti del clan Licciardi. 

 

Poi, fortunatamente, è intervenuta la DDA di Napoli e ne ha ordinato l’arresto. 

 

Ora il Ministro della Giustizia ed il CSM aprano subito un’inchiesta per capire le ragioni di tale comportamento. 

 

Sono anni che noi stiamo denunciando l’inerzia dei vertici istituzionali pontini nell’azione di contrasto della criminalità organizzata. Una criminalità che ormai noi riteniamo annidata, oltreché nella politica, anche nelle istituzioni. 

 

Nel caso in questione, noi dobbiamo dare atto alla Dottoressa Cascella di un attivismo che non avevamo rilevato prima della sua venuta a Terracina. 

 

Ma dobbiamo, purtuttavia, confermare le nostre preoccupazioni per la presenza massiccia in questa città di imprese che provengono per lo più dalla Campania e, in particolare, da Casal di Principe e dintorni. 

 

E’ su tali imprese e sui loro titolari che bisogna accendere i riflettori. E sui loro rapporti con uomini delle istituzioni e della politica! Stanno per partire a Terracina imponenti opere sui cui autori chiediamo con forza che si indaghi a fondo. 

 

Se non si fa questo, si riuscirà a prendere tutt’al più i manovali, ma non i veri mafiosi, i “capi”, gli insospettabili. 

 

LA SEGRETERIA

Dopo la Lazio la camorra tenta di acquisire altre società di calcio, fra le quali Civitavecchia?

CALCIO: GIP ROMA, A CHINAGLIA 700MILA EURO PER FARE DA PORTAVOCE A
FITTIZI ACQUIRENTI LAZIO (2) =

(Adnkronos) – Nel complesso documento il magistrato riporta
l’iter dell’intera vicenda giungendo poi a spiegare che gli arresti
sono stati necessari per una serie di circostanze e tra queste il
concreto pericolo di fuga di alcuni degli imputati e anche “un
concreto pericolo di inquinamento delle prove”. In proposito rileva
che “gli indagati hanno continuamente ricorso alla falsificazione di
atti, grazie anche alla loro professionalita’ investite nel processo
criminale e hanno reso false dichiarazioni sia all’interno dei
procedimenti penali che li hanno visti coinvolti sia in pubblico al
fine di nascondere la verita’ dei fatti con specifico riferimento al
ruolo di Diana nella vicenda ed alla provenienza dei capitali”.

“Solo la misura della custodia in carcere appare adeguata
-scrive il giudice- tenuto conto della saltuarieta’ ed occasionalita’
dei controlli previsti per misure meno gravose, come gli arresti
domiciliari, misure che non impedirebbero la reiterazione del reato e
l’ulteriore inquinamento delle prove eseguibile direttamente o tramite
terzi, con particolare riferimento alle indagini ancora in corso
dirette ad accertare ove siano stati trasferiti gli importanti
capitali da riciclare, nonche’ in relazione al contesto ancora da
chiarire relativo ad altre operazioni di acquisizione di societa’
calcistiche come Triestina, Civitavecchia e Marsala e di attivita’
economiche in Ungheria”.

 

SS LAZIO: CAMORRA AVEVA GIA’ PREPARATO NUOVO ORGANIGRAMMA CLUB =
(AGI) – Roma, 23 lug. – Non c’erano soltanto i 22 milioni di
euro da riciclare con l’acquisto della SS Lazio. La camorra
aveva pianificato anche l’organigramma della futura societa’
biancoceleste tanto che Giuseppe Bellantonio, portavoce della
‘bandiera’ Giorgio Chinaglia’, e Guido Carlo Di Cosimo,
soggetto ritenuto dagli inquirenti vicino al casalese Giuseppe
Diana, si danno da fare nella primavera del 2006 per acquisire
informazioni sulla reale composizione societaria della Lazio di
Claudio Lotito e per far sapere agli addetti ai lavori (in
testa alcuni cronisti sportivi di quotidiani e tv locali) che
il nuovo staff societario e’ pronto: Fabio Botterini De Pelosi
e’ designato come futuro presidente del club, Andrea Valentini
sara’ il direttore commerciale, Pietro Leonardi (attualmente
dirigente dell’Udinese) fara’ il direttore generale. E’ quanto
emerge dalla lettura delle oltre 60 pagine dell’ordinanza di
custodia cautelare che il gip Guglielmo Muntoni ha firmato nei
confronti di dieci persone, tra cui gli stessi Chinaglia,
Diana, Di Cosimo e Bellantonio, per il reato di tentato
riciclaggio aggravato dai metodi mafiosi. Nel documento del
giudice si riportano stralci di una telefonata (intercettata)
che il 4 aprile 2006 Di Cosimo fa a Chinaglia al quale dice che
“la Lazio, la possiamo prenderla anche in tre giorni, se
vogliamo… solamente devo riflettere un attimino, adesso qui,
con gli amici nostri… quale e’ la nostra migliore strategia”.
Dai contatti telefonici tra Chinaglia e Diana, si apprende
l’oneroso impegno (circa 700mila euro) sostenuto
dall’impreditore di Casal di Principe di assumersi “i costi e i
viaggi” fatti dall’ex bomber biancoceleste per lasciare gli Usa
e presentarsi in Italia come “prestanome della scalata alla
Lazio”. Per il gip, Diana ha a disposizione circa 22 milioni di
euro da investire ma “intima ai complici di non lasciare alcuna
traccia che potesse in qualche modo ricondurre le somme a lui”.
Nel motivare la misura custodiale del carcere con il concreto
pericolo di reiterazione del reato, di fuga e di inquinamento
probatorio, il gip scrive che “Diana risulta operare come
riciclatore di capitali del clan dei Casalesi, trovando
l’appoggio da molti anni in questa attivita’ del commercialista
Bruno Errico, di Chinaglia, Zoltan Szilvas (uomo d’affari
ungherese, ndr), Di Cosimo, Diego Franchetti (legato a una
societa’ svizzera, ndr), Arturo Ceccherini (avvocato) e di
Bellantonio… L’asse Diana-Di Cosimo-Franchetti-Ceccherini
risulta durare da oltre un decennio, il gruppo ha lo specifico
fine di riciclare denaro sporco con estrema disinvoltura”.
(AGI) (AGI) – Roma, 23 lug. – E ancora: “Szilvas, Chinaglia e
Bellantonio sono da almeno un quinquennio impegnati in simili
imprese con Diana, organizzando anche altre analoghe operazioni
con investimenti in Ungheria o nel rilevare societa’
calcistiche italiane (Triestina, Civitavecchia e Marsala)”.
Mario Pasculini, direttore della Banca della Tuscia, filiale di
Canino, e l’ex calciatore Giancarlo Benedetti, invece, “hanno
mostrato una immediata e omertosa quanto illegale
disponibilita’ a garantire le operazioni di riciclaggio
organizzate da Diana, mettendo nel corso del tempo le loro
capacita’ professionali al servizio della riuscita
dell’operazione economica illecita”. (AGI)

Civitavecchia: il sindaco la finisca di chiacchierare ed istituisca subito il tavolo sicurezza, se vuole veramente combattere le mafie

I numerosi appelli rivolti al Sindaco di Civitavecchia Moscherini da parte della nostra Associazione per l’istituzione di un Tavolo permanente sulla sicurezza e la legalità, in collaborazione con le forze dell’ordine e le forze sociali, avente come scopo, in particolare, l’esame approfondito di tutte le richieste d’investimenti di capitali sul territorio al fine di individuarne origine e tracciabilità, sono puntualmente caduti nel vuoto e nel silenzio.

 

In un tale contesto non possiamo che esprimere soddisfazioni circa la decisione dell’On. Tidei, di presentare un’interrogazione parlamentare mirata a fare chiarezza sull’assegnazione degli appalti e subappalti della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord e  ad accertare le infiltrazioni mafiose e malavitose nelle società impegnate nella costruzione della centrale.

 

Ma certo è solo un primo passo.

 

In un recente convegno promosso dalla nostra Associazione a Viterbo, il sostituto procuratore nazionale della Procura antimafiaDr De Ficchy, ha dichiarato che attualmente a Civitavecchia sono in gioco miliardi di euro che rendono  la nostra città appetibile, e vulnerabile, alla criminalità organizzata che di solito partecipa agli appalti mettendo in campo aziende e persone insospettabili in una presenza  discreta e silenziosa.

 

Il territorio non sarà, come non lo è, militarizzato; non vedremo morti ammazzati, ma accordi fatti a tavolino per spartire appalti e forniture.

 

E’ necessario saper vigilare imparando a non vedere la mafia solo come emergenza conclamata di ordine pubblico; la vera mafia si muove in silenzio all’interno di giochi economici legali portandosi a casa, secondo gli ultimi dati il 2% del PIL nazionale.

 

La mafia, per incrementare il suo già miliardario fatturato, ha bisogno di complici non solo per ripulire il denaro proveniente da operazioni illecite, ma anche, e soprattutto, per ottenere permessi, appalti e gestioni; ed è in questo contesto che il ruolo della politica diventa fondamentale: se non c’è trasparenza nelle amministrazioni pubbliche si lascia uno spiraglio aperto alla mafia.

 

In quasi nessun programma elettorale si parla di giustizia e legalità, intesa come lotta concreta alla criminalità organizzata; ma è necessario essere consapevoli che senza giustizia non c’è democrazia, che senza politica non c’è Stato e che una tale condizione fa si, per  dirla con Sciascia, “che il sistema mafia si sviluppi dentro  lo Stato”.

 

Il tavolo della legalità serve, anche, a scongiurare tale rischio.

A Latina si vuole fare veramente la lotta alle mafie? Il Ministro della Giustizia e il CSM risolvano subito il problema giustizia a Latina!

IL SINDACATO DI POLIZIA DELLA UIL DENUNCIA: 

SULLA VICENDA DEL CLAN LICCIARDI A TERRACINA IL COMMISSARIATO DELLA POLIZIA DI STATO DI QUELLA CITTA´ AVEVA CHIESTO DEI PROVVEDIMENTI MA LA MAGISTRATURA PONTINA NON HA ASSUNTO ALCUNA DECISIONE.

 

Una conferma che nel settore Giustizia a Latina le cose non vanno. 

Ministro e CSM non possono continuare a stare inerti. 

Il Sindacato provinciale pontino della Polizia di Stato della UIL ha denunciato che, prima dell´intervento della DDA di Napoli che ha portato ad alcuni arresti di soggetti legati al clan Licciardi a Terracina, il locale Commissariato aveva chiesto al Tribunale di Latina alcuni provvedimenti che non sono stati concessi. 

 

Grave, gravissimo!

Non possiamo continuare a mantenere in piedi una situazione da tempo insostenibile!!!

 

Ora basta! Il Ministro della Giustizia, il CSM, il Procuratore Generale della Corte di Appello debbono affrontare e risolvere il nodo della Giustizia a Latina. E senza ulteriori indugi!

Se ci sono dei magistrati che non vanno debbono essere mandati via!

Ecco i nomi dei responsabili degli aumenti T.I.A. a Latina

ECCO CHI DOVETE RINGRAZIARE PER LE TARIFFE  T.I.A.
…mi raccomando ri-votateli!…
 
Un problema più politico che amministrativo. Da quando sono state recapitati i bollettini per la T.I.A.
da parte della Latina Ambiente S.p.A, visti gli importi, i cittadini hanno potuto constatare la negligenza e l´incapacità amministrativa del sindaco e della sua maggioranza.
 
E´ bene che i cittadini sappiano i nomi di coloro che hanno votato la delibera di consiglio comunale n.18 del 6/5/2008 che ha fissato la tariffa e determinato l´ammontare degli importi che Latina Ambiente ha fatturato per l´anno 2008.
 
Per Alleanza Nazionale (Pdl): il Sindaco Vincenzo Zaccheo, Pasquale Maietta, Giovanni Di Giorgi, Giovanni Chiarato, Angelo Tripodi, Salvatore De Monaco, Marilena Sovrani, Andrea Palombo, Nicola Gioia, Cesare Bruni.
Per Forza Italia (Pdl): il Presidente del Consiglio Comunale Nicola Calandrini, Raimondo Tiero, Ivano Di Matteo,
Vincenzo Malavaso, Rosario Cecere, Corrado Lucantonio, Giuseppe Di Rubbo, Michele Nasso, Sandro Boccatonda, Gianfranco Antonnicola, Mario Giulianelli.
Per l´UDCMassimiliano Carnevale, Alessandro Carnevale.
Per il Movimento per l’Autonomia - Alleati per il Sud: Silvestro Messina.
Per il Gruppo mistoGiancarlo Palmieri.
 
La Latina Ambiente S.p.A. ha semplicemente applicato le tariffe che i sopra citati consiglieri comunali, con in testa il sindaco, hanno votato.
L´Amministrazione Comunale di Latina a fronte di una crescente protesta è
dovuta tornare sull´argomento, in particolare per quanto riguarda la categoria dei commercianti, letteralmente massacrata da incrementi tariffari spropositati.
La prima proposta avanzata ai commercianti da parte del sindaco, consistente nella rateazione del pagamento in 24 mesi, è assolutamente senza senso.
Il pagamento rateale può costituire una soluzione quando ci si trova di fronte ad annualità pregresse non pagate che devono essere definite, ma introdurre un meccanismo di rateazione di  24 mesi sull´importo del 2008,
quando poi nel 2009 e nel 2010 ci si ritroverà di fronte ai rispettivi pagamenti annuali ed allo stesso identico problema di difficoltà nel farvi fronte, è assolutamente irragionevole.
Il vero problema è rappresentato dal costo del servizio; le tariffe possono diminuire se diminuisce il costo del servizio.
Pertanto, soltanto attraverso una seria ed approfondita analisi dei costi della Latina Ambiente S.p.A. e del piano economico-finanziaro che viene proposto annualmente dalla società, si può arrivare alla determinazione di
tariffe eque.
Il sindaco può e deve verificare attentamente, come socio di maggioranza, il bilancio e soprattutto alcuni costi, come quelli relativi al consiglio di amministrazione, alle consulenze, agli appalti, alle spese di rappresentanza e per le sponsorizzazioni.
Il Comune ha il 51% della società, ha propri rappresentanti all´interno del Consiglio di Amministrazione, nominati direttamente dal sindaco, ed è del Consiglio Comunale la competenza della determinazione delle tariffe: eppure nulla è stato fatto e viene fatto per tutelare i cittadini, anzi il sindaco ed i suoi consiglieri comunali deliberano tariffe decisamente onerose.
Il sindaco Vincenzo Zaccheo, gli amministratori da lui nominati all´interno della Latina Ambiente, i suoi assessori ed i suoi consiglieri comunali, appaiono avere un rapporto di sudditanza nei confronti dei soci privati della Latina Ambiente S.p.A.
 
                                                                                         Luigi Gallo

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