Archivi del mese: Maggio 2008

Civitavecchia: operazione Nerone contro la camorra.

 

 

 

Camorra, pesanti le richieste dell’accusa

 

 

 

 

 

30-05-2008 20:01
CIVITAVECCHIA – Sta entrando nel vivo il maxi processo derivato dalla cosiddetta Operazione Nerone, quella che la scorsa estate ha visto finire in manette ben 23 persone.
I carabinieri, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno sgominato una vera e propria organizzazione criminale dedita alla commissione di estorsioni ed in particolare al traffico di stupefacenti e collegata alla criminalità organizzata di Torre Annunziata. Davanti al gup Renato la Viola di Roma, infatti, sono giunte le richieste dei pubblici ministeri che hanno coordinato le indagini: i sostituti procuratori Giovanni Di Leo e Edmondo De Gregorio.
Venti anni di reclusione per Daniele Medori, diciotto per Pietro Aurino e Stefano Branco. Queste alcune delle pesantissime richieste formulate dai due magistrati. E ancora sei anni e otto mesi per Emiliano Branco, sei anni, invece, per Mauro Barletta, Marco Gasparri, Luca Mazza, Aldo Peris, Andrea Capretti e Luigi Piscopo. Pene più lievi per Antonio Borriello, con 5 anni e quattro mesi, Bianco Aniello con 4 anni e Danilo Costanzi per il quale è stata richiesta la pena di anni due.
Al termine della requisitoria dell´accusa sono iniziate le discussioni dei legali di Borriello, Aniello, Gasparri, Peris e Mazza, i quali hanno contestato, ciascuno a titolo diverso, gli addebiti formulati ai loro assistiti.
Sarà, invece, nella prossima udienza del 9 giugno che il Gup La viola, dopo aver ascoltato le conclusioni degli avvocati dei restanti imputati, deciderà in ordine alle richieste di non luogo a procedere, per gli imputati che hanno optato per il rito ordinario. Pronuncerà, invece, la sentenza per tutti coloro che hanno discusso il rito abbreviato.

(da civonline.it)

 

 

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La vicenda del camping Holiday di Fondi e le proteste degli ex dipendenti.

LA VICENDA DEL CAMPING HOLIDAY DI FONDI

  

Si tratta di una vicenda complessa, delicatissima, che sta guadagnando la ribalta nazionale.

D´altra parte, come tutta la “vicenda Fondi”!

Su di essa stava indagando il povero Capitano Fedele Conti, prima che lasciasse quel biglietto che può nascondere la verità di tutto”Mi sono incartato, non sono più in grado di decidere in modo autonomo” e si sparasse.

Qualcuno ha tentato di far passare l `ufficiale per… “depresso”, ma tutti coloro che conoscevano bene e da anni l´ufficiale, a cominciare dalla fidanzata Valentina Mazzucca che è un medico di Roma, sapevano che egli “depresso” non era.

Ben altre, quindi, sono state le ragioni che ne hanno determinato la morte.

Scopriamole queste ragioni perché noi abbiamo molto apprezzato la tesi della cronista di “Latina Oggi” la quale il 31 maggio 2008 ha scritto: ” A chi visse da vicino la travagliata storia del campeggio in quella estate del 2006 sembrò che sopra l´Holiday ci fossero interessi eccezionali da difendere, più importanti di quelli che legittimamente gravitano attorno ad una struttura turistica “. Quali sono questi interessi eccezionali???

In questi giorni si fa un gran parlare intorno alla vicenda di questo campeggio che qualcuno sostiene che sia stato trasformato in un residence dopo che l´unico dei proprietari fondani rimasto ha ritenuto di vendere la sua quota. Si dice che il Capitano Conti stesse indagando su questi passaggi.

Oggi ci fanno una grande pena quei cinquanta circa ex dipendenti dell´Holiday che, con cartelli e striscioni, protestano davanti al Tribunale di Latina contro i giudici che hanno ordinato il sequestro della struttura abusiva.

Ma i giudici hanno fatto il loro dovere e non è con loro che gli ex dipendenti debbono prendersela.

I giudici hanno esclusivamente il compito di far rispettare le leggi e non altro.

Non è materia, questa, di estremo interesse per la Commissione di accesso istituita a Fondi dal Prefetto di Latina?

 

LA SEGRETERIA

Formia, usura: continuano le indagini della GdiF

Civitavecchia: nuovi particolari nella vicenda della condotta idrica.

Previsto l´allaccio del porto alla rete idrica

30-05-2008 20:13 CIVITAVECCHIA – Emergono nuovi particolari interessanti nella vicenda della condotta idrica di Aurelia. Nuovi interrogativi si aggiungono a quelli di Balloni e Piendibene, partendo proprio dalla relazione idraulica presentata dalla società di ingegneria marittima romana. Si è già parlato della previsione di un diametro notevolmente maggiore delle condotte (400 mm contro i 160 mm ipotizzati dai tecnici comunali), che significherebbe avere anche una richiesta idrica ed una portata al di sopra di quanto richiesto dalla situazione attuale, ma anche dalle previsioni future per l´area a nord della città. A meno che sulla rete idrica ordinaria non si vada ad innestare il collegamento per il porto, da sempre sconsigliato da tutti i tecnici che si sono occupati del problema per le implicazioni che avrebbe un allaccio del genere effettuato nel punto più basso della città: significherebbe creare problemi all´approvvigionamento di tutte le utenze cittadine situate a monte. Del resto, l´Autorità Portuale ha sempre offerto la propria disponibilità a realizzare a proprie spese una condotta dedicata al porto, dall´impianto filtri di Aurelia. A febbraio l´ente, aveva accettato di inserire nell´elaborato anche un ulteriore serbatoio di accumulo da 4.000 metri cubi, su precisa richiesta del Sindaco. Ciò che stupisce, nella relazione idraulica – che peraltro fa riferimento a stime su un periodo di previsione di addirittura 50 anni, è che si parla di un´utenza concentrata per 20 litri al secondo in un nodo della rete dove tale richiesta non è mai esista, a meno che – è qui che deve essere chiarito ogni dubbio – non si pensi appunto al futuro punto di collegamento della rete per il porto. Insomma, il caso della condotta, come più volte ribadito è il frutto di un anno di “corse” alla presentazione di progetti approvati e poi rimessi in discussione, chiesti prima agli uffici comunali e poi affidati all´esterno, preparando una gara su un elaborato già approvato dalla Giunta, ma rivisto nell´ambito di uno studio complessivo, passando dal rifacimento di un tubo di eternit all´approvvigionamento della zona per il prossimo mezzo secolo, con un rischio in più: jdi avere nuove linee di distribuzione con diametri sei volte maggiori dell´attuale, senza però poterle alimentare: le disponibilità idriche all´impianto filtri di Aurelia – circa 80 litri al secondo tra Medio Tirreno e Siit, a fronte dei 120 previsti dai contratti – che peraltro come sempre diminuiranno in estate, non potranno mai soddisfare la richiesta in progetto, senza un intervento… alla radice.

 

(da civonline.it)

GdiF di Formia, arrestato un usuraio.

 

La situazione di illegalità e di mancanza di sicurezza a San Felice Circeo.

COMUNICATO STAMPA

 

Non è nostra intenzione polemizzare con il Col. Rotondi, -che rispettiamo e stimiamo per le sue qualità morali e professionali-, relativamente alla sua pubblica presa di posizione sulla situazione esistente a San Felice Circeo.

Ci duole, però, dissentire da talune sue analisi.

La clamorosa, grave rapina effettuata nei giorni scorsi ai danni di una gioielleria ha messo a nudo le gravi carenze nella rete di sicurezza in quel comune, carenze che, a nostro modo di vedere, possono essere eliminate non tanto solo con l’aumento degli organici delle forze in campo (aumento che non ci risulta che sia stato effettuato), quanto, soprattutto, con un miglior lavoro di intelligence.

Della seria situazione esistente a San Felice Circeo questa Associazione Regionale ha avuto modo di interessarsene più volte, invocando ripetutamente una maggiore attenzione da parte degli organi investigativi e giudiziari anche centrali.

A San Felice Circeo si sono verificati fatti e circostanze che andrebbero analizzati con particolare attenzione. Ne elenchiamo alcuni:

-la pubblicazione di un LIBRO BIANCO da parte del PRC sui lavori nel Porto, libro bianco che contiene spunti investigativi importanti;

-la denuncia gravissima fatta alla Procura della Repubblica di Latina, tramite un noto avvocato e parlamentare, dall’ex assessore Luciano Magnani, denuncia rimasta, a quanto pare, senza risposta;

-l’interrogazione parlamentare fatta dall’On. Antonello Falomi su fatti che hanno riguardato l’Amministrazione Comunale;

-l’interrogazione fatta alla Regione dal consigliere D’Amato sul Porto;

-la pubblicazione, sempre per quanto riguarda il Porto, fatta dal settimanale “Avvenimenti”;

-le ripetute interrogazioni fatte dall’ex consigliera comunale Maria Grazia Colambrosi;

-le pesanti denunce fatte dall’ex assessore Alberto Castagna, denunce da noi rimesse alla Guardia di Finanza di Latina e rimaste senza risposta;

-la confisca di ben 3 unità immobiliari a persone collegate con la criminalità organizzata;

-l’assassinio nel 1997 di un camorrista collegato con il clan dei Mazzoni;

-continui investimenti, fatti da soggetti campani ed anche stranieri, di capitali sulla cui “provenienza” bisognerebbe indagare a fondo;

-l’esecuzione di ben 3 grosse operazioni di polizia contro narcotrafficanti che hanno visto San Felice Circeo come epicentro;

-la residenza a San Felice Circeo di persona arrestata dai Carabinieri di Terracina per “attività illecita patrocinata dal clan Malventi in Campania”, persona individuata fra i soci di una Banca;

-i pesanti provvedimenti adottati a carico di amministratori comunali da parte della Procura della Corte dei Conti;

-i numerosi attentati incendiari a danno di operatori turistici ed amministratori comunali;

-la condanna a 3 mesi di carcere di un amministratore per occupazione di suolo demaniale.

Tutti fatti che andrebbero sempre tenuti presente ed analizzati meglio.

 

LA SEGRETERIA

A Fondi si abbatte solo “il gabbiano”. E gli altri campeggi e stabilimenti abusivi?

A FONDI ABBATTUTO SOLAMENTE IL CAMPING “IL GABBIANO ”
… E GLI ALTRI CAMPING E STABILIMENTI BALNEARI ABUSIVI?

 

 

 

Ancora Fondi alla ribalta.

Se ne occupano da anni investigatori e Procure, oltreché testate nazionali e locali.

Il Comune in questi giorni ha mandato le ruspe per abbattere il camping “IL GABBIANO”, uno dei camping abusivi.

Il fatto grave è rappresentato dalla disparità di trattamento perpetrata dagli amministratori locali rispetto a tutti gli altri camping e stabilimenti balneari, a cominciare dall´HOLIDAY, che si trovano nelle stesse condizioni, se non peggiori.

Lo ha denunciato giustamente ai giornali uno dei proprietari de IL GABBIANO.

Il fatto che colpisce, egli ha detto, è “la disparità di trattamento con cui il Comune si sta comportando con noi e con l´HOLIDAY. Non capiamo perché il primo cittadino si sia mosso in loro difesa e, a quanto è dato sapere, anche il Senatore Claudio Fazione è andato addirittura a parlare con il giudice per cercare una soluzione in favore della riapertura mentre con noi, che abbiamo meno abusi di loro, si comportano in maniera a dir poco opposta ”

E lo stesso continua: “non mi sembra che per i nostri 40 dipendenti ci sia stata tutta l´attenzione riservata a quelli dell´Holiday arrivati addirittura al Quirinale per cercare di salvaguardare la propria occupazione”.

Corre voce che sulla vicenda dei campeggi di Fondi stesse indagando il Capitano Fedele Conti, Comandante della locale Compagnia della Guardia di Finanza, suicidatosi l´anno scorso per cause tutte ancora da accertare.

E’ “tutto sotto controllo”? E questo cos’e'?

CLAN IOVINE: BENI SEQUESTRATI ANCHE A GAETA E FORMIA

  

Ennesima operazione della Procura Distrettuale di Napoli contro la camorra in provincia di Latina.

Un´operazione che ancora una volta ha interessato il Basso Lazio, Cassino, Formia e Gaeta.

E´, questa, un´ennesima conferma della validità di quanto sostenuto recentemente – durante una conferenza stampa nei locali della Questura di Frosinone e nel convegno della nostra Associazione a Formia – dal S. Procuratore Distrettuale di Napoli Dr. Antonello Ardituro, secondo il quale tutto il Basso Lazio – le province di Latina e Frosinone – è considerato dalla camorra parte integrante della provincia di Caserta.

Tra Formia e Gaeta sono stati sequestrati, durante quest´ultima operazione, beni appartenenti ad elementi del clan Iovine: appartamenti, attività commerciali, sedi sociali di imprese ecc.

Tutto ciò, mentre i soliti negazionisti continuano a sostenere che “tutto è sotto controllo” ed a far finta di niente!!!

Chiaiano: il racconto di una testimone

“MA IO ERO LI’ E LA STORIA E’ UN’ALTRA “.CHIAIANO:IL RACCONTO DI UNA TESTIMONE:: LA PROFESSORESSA ELISA DI GUIDA
 
¼br /> ¼br /> “Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello
 che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in
 contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra”.
¼br /> “Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di
 finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma
 donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti
 agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di
 via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le
 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in
 tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a
 guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma
 chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi
 alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori
 strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di
 recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i
 polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito
 soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a
 terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano
 nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei
 poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura,
 trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto,
 livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla
 violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone
 di una pizzeria, impegnati nel fotografare”.
¼br /> “Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno
 venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre
 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e
 spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e
 l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi
 totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei
studenti durante le lezioni di storia”.

 Elisa Di Guida -(docente di Storia e Filosofia – Napoli)

Intimidazioni ad un giudice? (pt 2)

Latina 28 MAGGIO 2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

E’ la Latina civile e democratica che dovrebbe insorgere per questo ennesimo episodio di intimidazione e di delegittimazione operate da un esponente politico ai danni di magistrati e taluni Prefetti rei di fare il loro dovere.

Siamo ormai, in questa provincia, al limite dello stato di diritto e ad una sorta di… repubblica delle banane.

Quando un parlamentare tenta, in un modo o in un altro, di esercitare pressioni su un giudice, il fatto è di una gravità eccezionale, in quanto esso rappresenta un vero e proprio attentato all’autonomia della Magistratura.

E, se è vera la notizia secondo cui sarebbero state minacciate ritorsioni quali… una visita degli ispettori del Ministero della Giustizia, allora si è superato il confine dell’agibilità civile e democratica.

Ancora una volta l’immagine della città di Fondi e dell’intera provincia di Latina esce danneggiata in maniera irreversibile dal comportamento di una classe dirigente politica che mal tollera la legalità.

Noi, confermando la nostra fiducia e la più viva solidarietà al giudice Cario ed a tutti i suoi colleghi impegnati quotidianamente a difendere la legalità su un territorio dove questa è considerata, purtroppo, un optional, chiediamo che il Ministro della Giustizia ed il Consiglio Superiore della Magistratura intervengano immediatamente per far luce su questo ennesimo, gravissimo caso di violazione delle norme.

Chiediamo anche che la Procura della Repubblica di Perugia disponga un’indagine approfondita tesa a difendere l’autonomia e l’onorabilità del Dr. Cario.

LA SEGRETERIA

Intimidazioni ad un giudice?

Latina 26 maggio 2008

  

COMUNICATO STAMPA

 

La notizia riportata dal quotidiano “IL TEMPO” di oggi, secondo cui un “politico “affronta” giudice” per una vicenda collegata ad un “sequestro sgradito” di un camping a Fondi, se fondata, sarebbe di una gravità eccezionale.

Questa Associazione è in attesa di conoscere come si sarebbero svolti i fatti denunciati dal quotidiano, prima di decidere i passi da compiere e le azioni da intraprendere a tutela della legalità e dell’autonomia della Magistratura.

Essa, però, non può non manifestare le sue più profonde preoccupazioni per queste continue aggressioni nei confronti di magistrati che, fedeli al giuramento di fedeltà allo Stato, cercano, in un oceano di difficoltà, di fare il loro dovere.

Il riferimento è alle precedenti aggressioni all’ex Presidente del Tar Dr. Bianchi ed al Giudice di pace di Terracina Dr. Fedele, rei di aver applicato le leggi della Repubblica italiana.

IL fatto che nei giorni scorsi un noto esponente politico “si sarebbe presentato in Tribunale a Latina e manifestato in modo poco “politically correct “ tutta la sua contrarietà a un giudice “, se vero, sarebbe un vero e proprio attentato allo stato di diritto.

E ciò non può essere assolutamente tollerato.

 

LA SEGRETERIA

Il parere di Eugenio Scalfari sul pacchetto sicurezza.

IL PARERE DI EUGENIO SCALFARI SUL ” PACCHETTO SICUREZZA ” DEL GOVERNO

   

 

Da Repubblica del 25 maggio 2008

… “Nel pacchetto sicurezza non c´è assolutamente nulla che possa scalfire sia pure marginalmente l´anti-Stato delle mafie, la Gomorra e le sue propaggini.

La Sicilia di Lombardo, di Schifani, di Micciché, di Cuffaro non è certo quella che possa guidare la cultura della legalità e la rinascita dello spirito pubblico.

C´è un immenso buco nero nel quale sprofondano i corpi e le coscienze. Il populismo e l´antipolitica sono il concime di questo brodo di coltura che erode la legalità e allarga la voragine. Il berlusconismo non è una medicina contro questa peste, tutt´al più un placebo se non addirittura un veicolo inconsapevole che accresce la diffusione dell´epidemia. Spero con tutto il cuore di sbagliarmi, ma temo di no “.

La nostra solidarietà al PM di Latina Giuseppe Miliano.

GIUSEPPE MILIANO: UN MAGISTRATO DELLA PROCURA DI LATINA

DA STIMARE E RISPETTARE!

  

Un vero magistrato, uno di quelli che non si piegano di fronte alla prepotenza di taluni politici!

Un magistrato considerato una “specie rara”?

No, perché ce ne sono tanti altri, sparsi in tutta Italia.

Ma, in una provincia, qual´è quella di Latina, in cui la legalità viene considerata un optional, la figura di Giuseppe Miliano, come quella di Ciani purtroppo andato via da Latina, si distingue.

A lui giungano i sensi della nostra più profonda stima e di vicinanza.

No al dilagante razzismo in Italia

No al dilagante razzismo in Italia

E’agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri
occhi in questo nostro paese. I campi ROM di Ponticelli (Na)
in fiamme , il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro
Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la
caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita
delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia
dell’Italia 2008. ” Mi vergogno di essere italiano e
cristiano”, fu la mia reazione rientrato in Italia da
Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini.
(2002).Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento
del razzismo e xenofobia nella società italiana ,
cavalcata dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni
2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire
questo perché sono stato altrettanto duro con il governo
Prodi e con i sindaci di sinistra da Cofferati a
Dominici….) Oggi doppiamente mi vergogno di essere
italiano e cristiano. Mi vergogno di appartenere ad una
società sempre piu’ razzista verso l’altro, il
diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che
è diventato oggi il nemico per eccellenza. Mi vergogno di
appartenere ad un paese il cui governo ha varato un
pacchetto- sicurezza dove essere clandestino è uguale a
criminale. Ritengo che non è un crimine migrare, ma che
invece criminale è un sistema economico-finanziario
mondiale( l’11% della popolazione mondiale consuma l’88%
delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria
terra per sopravvivere.. L’O.N.U. prevede che entro il
2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di
rifugiati climatici.I ricchi inquinano, i poveri pagano.Dove
andranno? Stiamo criminalizzando i poveri? Mi vergogno di
appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli
immigrati per funzionare , ma poi li rifiuta, li emargina,
li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire. Mi
vergogno di appartenere ad un paese che da’ la caccia ai
ROM come se fossero la feccia della società. Questa è la
strada che ci porta dritti all’Olocausto ( ricordiamoci
che molti dei cremati nei lager nazisti erano ROM!).Noi
abbiamo fatto dei ROM il nuovo capro espiatorio. Mi vergogno
di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato
fino a ieri un popolo di migranti ( ” quando gli albanesi
eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di
italiani che vivono oggi all’estero .I nostri migranti
sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto
lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo
stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos’è che ci
ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il
benessere ?: Come possiamo criminalizzare il clandestino in
mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone
muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per
arrivare nel nostro “Paradiso”? E’ la nuova tratta
degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal
cuore dell’Africa all’Europa. Mi vergogno di appartenere
ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben
poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di
Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato
con gli affamati, carcerati, stranieri. ” Quello che
avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo
avrete fatto a me”. Come possiamo dirci cristiani mentre
dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso
gli immigrati e i Rom ? Come possiamo gloriarci di fare le
adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le ”
adozioni da vicino” ? Come è possibile avere comunitübr /> cristiane che non si ribellano contro queste tendenze
razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno
posizione forte contro tutto questo, proprio perché
tendenze necrofile? Come missionario, che da una vita si è
impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che
opero su Napoli , sento che devo schierarmi dalla parte
degli emarginati, degli immigrati , dei Rom contro ogni
tendenza razzista della società e del nostro governo .
Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei
disastri di domani. Vorrei ricordare le parole del pastore
Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler :
” Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti,
non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando
sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché
non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei
non ho protestato perché non ero un Ebreo …. Quando
alla fine sono venute ad arrestare me non c’era più
nessuno a protestare.” Non possiamo stare zitti, dobbiamo
parlare,gridare, urlare. E’ in ballo il futuro del nostro
paese, ma soprattutto è in ballo il futuro
dell’umanità anzi della vita stessa. Diamoci da fare
perché vinca la vita! 22 maggio 2008 Alex Zanotelli .Per
adesioni ,puoi inviare email :alex.zanotelli@libero.it

IO CHIEDO SCUSA .
Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo
sgombero dei rom di Ponticelli.

Ponticelli .

Cara signora,
ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti
quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un
furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa.
Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande,
con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola,
che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie.
Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito,
presumo. Nel suo volto, signora, si legge un’espressione
di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via
da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in
cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel
furgoncino male in arnese – reti da materasso a fare da
sponda – una scritta: “ferrovecchi”.

Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo
popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di
Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta
sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei
volti.

Nel nostro paese si parla tanto, da anni ormai, di
sicurezza. E’ un’esigenza sacrosanta, la sicurezza. Il
bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale,
appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni
popolo. E’ il bisogno di sentirci rispettati, protetti,
amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare
disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo. Per
tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha
deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei
patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e
quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene
comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva
la regola veniva punito, a volte con la perdita della
libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un
uomo – essendo la libertà il bene più prezioso, e voi
da popolo nomade lo sapete bene – doveva servire per
reintegrare nella comunità, per riaccogliere. Il segno
della civiltà è anche quello di una giustizia che
punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per
accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una
crescita, a una presa di coscienza.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta
franando. Sta franando di fronte alle paure della gente.
Paure provocate dall’insicurezza economica – che
riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla
presenza nelle nostre città di volti e storie che
l’insicurezza economica la vivono già tragicamente come
povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro
paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un’immagine.
E’ come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle
onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato,
il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo
come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro
posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli
considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre
i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio -
alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e
immagini, da un’informazione a volte pronta a fomentare
odi e paure – funziona così. Ci si accanisce su chi sta
sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che
questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi
stessi un giorno in vittime.

Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. La
storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del
reato si può facilmente passare, se viene meno la
giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del
popolo, della condizione esistenziale, dell’idea: ebrei,
omosessuali, nomadi, dissidenti politici l’hanno provato
sulla loro pelle.

Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine,
ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai
margini, senza opportunità, è più incline a commettere
reati rispetto a chi invece è integrato. E di non
dimenticare quelle forme molto diffuse d’illegalità che
non suscitano uguale allarme sociale perché
“depenalizzate” nelle coscienze di chi le pratica,
frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e
limiti di sorta. Infine di fare attenzione a tutti gli
interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola
nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori
può trovare sostenitori perfino in esponenti della
criminalità organizzata, che distolgono così
l’attenzione delle forze dell’ordine e continuano più
indisturbati nei loro affari.

Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda,
sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”,
nella politica, nella amministrazione delle città, si
sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con
fatica e determinazione cercano di dimostrare che un’altra
sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza,
dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso
vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono
partecipare da cittadini alla vita comune.

La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla
prossimità e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri
di rispettare una legge senza averli messi prima in
condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli
altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un
“reato d’immigrazione clandestina” nasce proprio da
questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la
clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza
sofferenza, tendenza a delinquere, paure.

Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che
questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa
scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a
guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la
direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti
di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti
italiani, mi creda – anche per essere stati figli e nipoti
di migranti – continuano a nutrire.

La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo
marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo
faccio anche a nome dei tanti che credono e s’impegnano
per un mondo più giusto e più umano.

Luigi Ciotti,
presidente del Gruppo Abele e di “Libera”. Associazioni,
nomi e numeri contro le mafie”

Antonino Caponnetto

Roma, 30 giugno 2004 – Blitz della Dia al clan Casamonica

L’AGESCI di Latina: impegno contro le illegalità e le mafie.

 

AGESCI

associazione guide e scout cattolici italiani

GRUPPO SCOUT – LATINA 1

COMUNITA’ R/S – LATINA 6

c/o Parrocchia S.Marco – 04100 Latina

Oggetto:             Intitolazione Parco Baden Powell – Premiazione dell´ Amministrazione Comunale da parte dell´ AGESCI  e della FIS (Federazione Italiana dello Scoutismo)

            La FIS (Federazione Italiana Scoutismo), nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario della nascita del movimento mondiale(1907-2007), ha promosso l’operazione “100 Piazze per BP e lo Scoutismo”, per favorire la conoscenza di questa associazione educativa alle varie realtà locali. I Gruppi AGESCI di Latina hanno dunque richiesto ed ottenuto dal Comune di Latina l’intitolazione del Parco di Via Germania a Lord Baden Powell, fondatore dello scoutismo.

            Ad un anno di distanza, la FIS desidera premiare tutti i Comuni italiani che hanno dato la loro disponibilità a tale iniziativa.

            Per tale motivo vi invitano alla cerimonia di consegna dell’attestato di ringraziamento all’Amministrazione Comunale che avverrà nella giornata di domenica 25 maggio 2008 alle ore 10:30 alla presenza del Sindaco e del Consiglio Comunale ed i presidenti del consiglio delle sette circoscrizioni amministrative della città.

            Dopo la cerimonia, patrocinata dal Comune di Latina e dalla Circoscrizione Latina Ovest, vi sarà la presentazione di una Mostra sulla legalità,

            progetto dei ragazzi scout tra i 16 ed i 20 anni (comunità R/S) dei gruppi Latina 1 e Latina 6 (rispettivamente delle Parrocchie S.Marco e S.Cuore) alla quale verrà affiancata la Mostra Fotografica “Abitare al margine” dell’Ass. Libera di Latina.

            « Abbiamo organizzato questo momento di festa ed incontro – spiegano i ragazzi   dell’AGESCI – non solo per stimolare il quartiere a vivere maggiormente il parco Baden Powell  e rispettare la natura – E’ previsto, infatti, un intervento didattico della Latinambiente e la consegna di gadget alle famiglie del quartiere – ma il nostro intento è soprattutto quello di portare la testimonianza nell’impegno per una cittadinanza attiva e testimonianza della nostra fede cattolica».

            I Gruppi scout vengono infatti da una serie di incontri di sensibilizzazione – Carovana Antimafia, alla presenza di don Luigi Ciotti, Incontro con i candidati a sindaco, “Rifiuti: finiremo come la vicina campania?”: dibattito sul ciclo dei rifiuti nel comune di Latina, “Criminalità economica, conoscere per prevenire”: usura e racket nella provincia di Latina – ed esperienze di formazione con grandi nomi della lotta per la legalità come Tano Grasso, presidente onorario della federazione nazionale antiracket, Aldo Pecora, Presidente del Movimento “Ammazzatecitutti”, Mons. Bregantini, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, i giovani di Locri ecc.

            «La realtà latinense rappresenta un terreno fertile per le illegalità e crediamo che il primo passo per svegliare le coscienze a riguardo sia l’informazione. Pertanto stiamo portando avanti la produzione di un cortometraggio da presentare nelle Scuole e nei Quartieri sulla nostra realtà locale. Le offerte del pranzo serviranno proprio a finanziare questo progetto che seguiamo in maniera professionale; ringraziamo infatti tutte le aziende che hanno contribuito materialmente alla riuscita dell’evento. Ci rendiamo conto – concludono i ragazzi dell´AGESCI – che la mancanza di legalità riduce lo sviluppo economico e sociale, e quindi per la crescita dei giovani e del territorio è indispensabile coinvolgere tutti i cittadini nelle scelte determinanti per il futuro di Latina».

I responsabili del Gruppo AGESCI Latina 1

Emilio RANIERI – Marina DON

Il responsabile della Comunità R/S AGESCI Latina 6

Raffaele RUSSO

Per informazioni:

email – clandestino@agescilatina1.org

telefono – 3495943719 – 3357480192

 

San Felice Circeo: subito un tavolo per la sicurezza!

Latina 24 maggio 2008

COMUNICATO STAMPA

 

E’ la solita solfa. Ogni volta che noi parliamo di criminalità e, soprattutto, di investimenti di capitali sospetti sul territorio, c’è qualcuno che si arrabbia e ci invita a… fare nomi e cognomi.

Il Sindaco di San Felice Circeo stia tranquillo. Noi facciamo sempre nomi e cognomi, ma a chi ha la competenza per indagare.

Purtroppo, però, siamo solo noi dell’Associazione Caponnetto ad allertare chi ha il compito di verificare la fondatezza di talune segnalazioni! Cosa che dovrebbero, invece, fare qualunque cittadino e, soprattutto, un’amministrazione accorta e pensosa del bene della collettività!

San Felice Circeo, nostro malgrado, è il Comune in provincia di Latina che registra il più alto indice di criminalità. Non lo diciamo noi. Questo risulta dai dati elaborati dal Ministero dell’Interno.

Gli stessi dati, inoltre, rivelano che su San Felice Circeo hanno operato soggetti legati alla criminalità organizzata (gli immobili confiscati a persone collegate con bande e clan rappresentano la prova più evidente della fondatezza della nostra tesi). Non è escluso che altri soggetti stiano operando anche in questo periodo. Ci sono, infatti, operazioni economiche di cui abbiamo già messo a conoscenza chi ha il compito di investigare.

Ma il problema che ci preoccupa maggiormente è quello che riguarda il nostro ruolo.

Noi non abbiamo il compito di investigare: ci sono al riguardo Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.

Non raramente, però, ci vediamo costretti, in assenza di un’azione adeguata di investigazione, a fare quello che non dovremmo fare.

Insufficienza di organici, ci si replica spesso. E ciò in parte è vero. Ma non è solamente questa la causa di talune carenze, perché il discorso è più complesso.

Spesso ci sono omissioni vere e proprie da parte di soggetti politici ed istituzionali, che, pur di fronte a fatti evidenti, si ostinano a dire che sul proprio territorio… non c’è mafia.

Poi c’è una carenza visibile sul piano delle investigazioni. Non si fa lavoro d’intelligence. Non si fanno indagini sulle movimentazioni di capitali e sugli eventuali collegamenti fra mafia e soggetti politici ed istituzionali.

Il problema dei problemi è rappresentato dall’efficienza delle forze dell’ordine locali.

Noi abbiamo elaborato un piano di riorganizzazione delle forze in campo e sono anni che stiamo battendo su questo tasto. Inascoltati, purtroppo.

L’Associazione Caponnetto esprime la più viva solidarietà ai commercianti di San Felice Circeo duramente colpiti nei giorni scorsi ed a tutti gli altri che sono stati colpiti nel passato.

Ma quello che si è verificato sia nel passato che ora, si verificherà ancora, purtroppo, se non verranno adottati subito provvedimenti drastici che riguardano non solo il potenziamento delle forze dell’ordine locali ma, soprattutto, la qualità delle indagini.

Militarizzare il territorio non è la soluzione da adottare. Occorrono pochi ma veri investigatori che siano in grado di… ”leggere” l’economia locale ed approntare piani efficaci di contrasto.

Consigliamo, pertanto, i commercianti ed i cittadini di San Felice Circeo di promuovere un’assemblea pubblica, con la partecipazione del Prefetto Frattasi, del Colonnello dei Carabinieri Rotondi e di quello della Guardia di finanza Colombi, oltreché del Questore, che metta a fuoco l‘intera situazione ed individui le misure da adottare immediatamente.

LA SEGRETERIA

Il 10 Giugno convegno a Tarquinia con la partecipazione del figlio di Pio La Torre

CONVEGNO A TARQUINIA IL 10 GIUGNO 2008

  

Il 10 giugno p. v. , nella Sala Sacchetti della Società Arte e Storia in via dell´Archetto n.4 a Tarquinia, promossa dall´Associazione “A. Caponnetto “, ci sarà da parte di Franco La Torre la presentazione del saggio da lui scritto in relazione all´assassinio del padre Pio avvenuto ad opera di “cosa nostra ” il 29.4.1982.

Sono in preparazione, inoltre, sempre da parte della nostra Associazione, altri due convegni:

il primo a Frosinone, il 27 giugno p. v, con la partecipazione del S. Procuratore Nazionale Antimafia Luigi de Ficchy;

il secondo a Latina, in data da fissare, con la partecipazione del Presidente del Tribunale di Civitavecchia Mario Almerighi.

I comitati di Malagrotta e Pisana 64 di Roma chiedono l’intervento del prefetto Mosca

I COMITATI DI MALAGROTTA E QUELLO DI QUARTIERE “PISANA 64″

HANNO CHIESTO UN INCONTRO AL PREFETTO DI ROMA MOSCA

PER ILLUSTRARGLI PROBLEMI URGENTI E DELICATI

 

Con una nota recapitata in Prefettura il 20 maggio u. s. , nota la cui copia è stata rimessa anche alla nostra Associazione, i Comitati “Malagrotta” e del Quartiere “Pisana 64 ” di Roma hanno chiesto al Dr. Carlo Mosca, Prefetto dellaCapitale, di essere ricevuti per “chiarimenti in merito alla pianificazione della azioni di informazione e di emergenza in caso di incidente rilevante “.

La nota, firmata dai due Presidenti Prof. Sergio Apollonio e Gerardo Ferrante, evidenzia, innanzitutto, la grave situazione determinata sul territorio” dalla presenza di numerose cave, di un inceneritore di rifiuti ospedalieri, dalla grave situazione di rischio idraulico del reticolo secondario minore (PAI) e del gassificatore appena costruito ed in fase di collaudo. ”

Essa, inoltre, rileva che “stante l´area ad elevata concentrazione di stabilimenti, di cui all´art.13 decreto legislativo 17 agosto 1999 n.334 e stante la estensiva significatività delle interazioni tra stabilimenti diversi e tra questi e certi elementi territoriali, per la compiutezza delle valutazioni, si da per certo il riferimento anche agli esiti dello studio integrato dell´area, necessariamente basato sulla ricomposizione dei rischi ingenerati dai vari soggetti e, quindi, su di un approccio più estesamente probabilistico. ”

Essa chiude sostenendo che “quanto sopra, al fine di accertare la Globalità della natura e dell´entità del pericolo di rischio del territorio e in risposta alle legittime aspettative dei cittadini, soggetti attivi nel procedimento, al fine di evitare difficoltà e difformità nell´esercizio di un diritto espressamente riconosciuto dalla normativa nazionale emanata in recepimento d i una direttiva comunitaria e al fine di rendere i cittadini residenti certi che tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa e atte a garantire la propria incolumità e quella del territorio in cui vivono, siano state preventivamente considerate e soddisfatte”.

Conosciamo la sensibilità del Dr. Mosca e siamo certi che egli vorrà interessarsi personalmente e nei tempi brevi di questo delicato problema che centinaia di migliaia di cittadini della Capitale e della Regione.

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