Archivi del mese: Agosto 2007

Attacchi della Segreteria provinciale del SIULP di Latina

Latina, 31 agosto 2007

ON. GIULIANO AMATO
MINISTRO DEGLI INTERNI
ROMA

ON. FRANCESCO FORGIONE
PRESIDENTE COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA
ROMA

AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
ROMA

OGGETTO: attacco del SIULP di Latina contro il Sindaco di Gaeta e l’Associazione “A. Caponnetto”

C’è un aspetto, nella dura presa di posizione assunta dalla segreteria provinciale del SIULP di Latina ai danni del Sindaco di Gaeta e della scrivente Associazione regionale, che desta profonda inquietudine e che richiede una rigorosa indagine da parte delle SS. LL.

Corre voce che gli autori di tali incredibili attacchi nei confronti di chi ha osato sostenere che… la provincia di Latina è fortemente infiltrata dalle mafie siano operatori in gran parte appartenenti a reparti operativi addetti all’azione di contrasto della criminalità organizzata.

Se la notizia dovesse rispondere a verità, sarebbe estremamente grave in quanto sarebbe spontaneo porre la seguente domanda:

se chi è chiamato a svolgere indagini per individuare presenze ed attività della criminalità organizzata in provincia di Latina minimizza aprioristicamente le dimensioni di tale fenomeno ed attacca chi, al contrario, lo denuncia, come si può sperare in un’azione efficace dello Stato contro le mafie?

PERCHE’ TANTA DUREZZA NELLA POLEMICA AI DANNI DI CHI, COME NOI, DENUNCIA COSTANTEMENTE IL RADICAMENTO DELLE MAFIE IN PROVINCIA DI LATINA? E PERCHE’ LA POLEMICA E’ PROMOSSA DA PARTE DI OPERATORI DI POLIZIA CHE, AL CONTRARIO, DOVREBBERO CONCORDARE CON QUESTA ASSOCIAZIONE NELLA LETTURA DEL FENOMENO MAFIOSO?

La scrivente Associazione invita il Ministro ed il Capo della Polizia a disporre una severa indagine che contribuisca a dare una risposta alle succitate domande.

Distinti saluti

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

Al procuratore nazionale antimafia e al presidente della commissione parlamentare antimafia

Latina, 28 agosto 2007

AL MINISTRO DEGLI INTERNI – ROMA
AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA – ROMA
AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMETARE ANTIMAFIA – ROMA

Si è trattato di un attacco inaudito, che ha sollevato scalpore nell’opinione pubblica dell’intera provincia di Latina, dato anche l’ampio spazio ad esso concesso da tutti gli organi di informazione locali, attacco al quale questa Associazione non ha potuto replicare con le forme dovute a causa di una sorta di censura di cui spesso restano vittime i propri comunicati.

Il SIULP della provincia di Latina, smentendo se stesso e le sue lodevoli iniziative assunte negli anni andati contro la massiccia presenza delle mafie sul territorio pontino, con un comunicato redatto dalla sua Segreteria provinciale e diffuso alla stampa nei giorni andati, ha attaccato duramente il Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi e questa Associazione regionale, rei… di aver osato affermare che questo territorio è diventato una sorta di lavatrice di denaro sporco da parte della camorra.

Nel comunicato redatto dal predetto sindacato di polizia viene contestata tale chiave di lettura e viene presentato un quadro della situazione alquanto distante dalla realtà e contraddittorio rispetto alle affermazioni fatte in passato dallo stesso sindacato.

Non ci interessano le ragioni di questa incredibile inversione di tendenza e lasciamo alle SS. LL. le valutazioni del caso.

Ciò che francamente ci ha sorpreso è il duro attacco che soggetti della Polizia di Stato hanno rivolto ad un Sindaco e, soprattutto, ad un’Associazione antimafia che quotidianamente si espongono, correndo rischi di ogni genere, in una situazione che, come le SS. LL. medesime sanno, non è affatto delle più tranquille.

Nelle settimane scorse, dopo le approfondite inchieste svolte qualche anno fa dal prestigioso periodico LIMES, testate qualificate –L’ESPRESSO, PANORAMA, IL CORRIERE DELLA SERA, REPUBBLICA ecc-hanno pubblicato ampi servizi, con la ricostruzione della mappa dei clan, delle ‘ndrine e delle cosche presenti sul territorio laziale e, in particolare, nel sud della regione, denunciando la drammaticità della situazione.

Anche in ragione di tali grida di allarme, questa Associazione, lamentando anche un’inadeguatezza dell’azione investigativa finora svolta localmente soprattutto sul versante delle colossali attività economiche promosse dalle varie mafie sul territorio del sud pontino –Fondi, Sperlonga, Gaeta, Itri, Formia, Minturno, Castelforte, San Cosma e Damiano ecc. -, ha chiesto al Sindaco di Gaeta -, che pubblicamente ha dichiarato di accogliere la richiesta di questa Associazione-, l’istituzione di un Tavolo permanente della Sicurezza che veda la partecipazione anche di Magistrati della DNA, oltreché di tutti i vertici istituzionali e giudiziari della provincia di Latina e dei Sindaci dei comuni del sud pontino.

L’istituzione di un organismo del genere si impone, ad avviso della scrivente Associazione, anche in ragione delle imponenti opere programmate nella città di Gaeta e di presumibili, forti interessi a tali opere da parte di soggetti sospettati di collegamento con gruppi della camorra della vicina Campania.

Mentre è in corso una pericolosa, inevitabile esposizione mediatica da parte di due soggetti-il Sindaco di Gaeta e la scrivente Associazione-che pubblicamente hanno ritenuto di chiamare tutte le istituzioni ad un’azione di massima vigilanza, arriva questo incomprensibile attacco da parte del dirigente provinciale di un sindacato di polizia che vanta di rappresentare la metà dei poliziotti in servizio in provincia di Latina. Nel comunicato del SIULP pontino si parla della provincia di Latina come di un… ”territorio sano”, smentendo in sostanza tutto quanto finora rilevato nelle relazioni, dichiarazioni, scritti, oltreché della stampa nazionale, del Ministero degli Interni, della DNA, della DDA, della DIA, del Presidente della Corte di Appello di Roma, delle Procure della Repubblica locali laziali e campane, di varie Commissioni Parlamentari Antimafia e quant’altro e accusando, peraltro,. questa Associazione di fare… solamente… “chiacchere “!!!…

La domanda che potrebbero fare i cittadini che hanno letto ed ascoltato il comunicato del SIULP di Latina è la seguente:

se un sindacato di polizia che rappresenta la metà dei poliziotti in servizio in provincia di Latina sostiene in sostanza che su questo territorio… non ci sono mafie, non vuol dire che non sono state fatte le indagini necessarie per accertare la dimensione del fenomeno mafioso?

E-seconda domanda-, ammesso che siano state dette finora al riguardo tutte “chiacchere “ (da parte del Ministero degli Interni, DNA, DDA, DIA, del Presidente della Corte di Appello di Roma, delle Procure, dei giornali, oltreché di questa Associazione) e che questo territorio sia effettivamente… ”sano”, che si aspetta a sopprimere i Commissariati della Polizia di Stato di Gaeta e Formia mandando il personale in zone più “calde”, tenuto anche conto del fatto che nelle città citate ci sono già forti presidi dei Carabinieri e della Guardia di Finanza???

Gradiremmo conoscere il pensiero al riguardo delle SS. LL.

Cordialmente

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

Risposta della Caponnetto al Segretario del SIULP di Latina

SIULP DI LATINA: UNO SCIVOLONE, UNA BRUTTA CADUTA DI STILE

E’ doloroso per noi polemizzare con un sindacato E, in più, di polizia.. Doloroso per la nostra storia personale ed anche per il tipo di lavoro che facciamo. Ma questa volta-ci auguriamo che sia l’unica e, al contempo, l’ultima-siamo stati trascinati per i capelli

Il SIULP di Latina nei giorni scorsi ha emesso un comunicato che ha sollevato clamore perplessità.

Quando un’associazione antimafia, come la nostra, che riscuote quotidianamente apprezzamenti da parte di cittadini ed anche di autorità istituzionali, viene attaccata duramente non solo da camorristi e mafiosi in genere –il che è normale – ma anche, appunto, da soggetti appartenenti a corpi di polizia, quali sono, appunto, i dirigenti di un sindacato della polizia di Stato, vuol dire che in questa provincia “qualcosa” non va. Ed è quanto noi stiamo denunciando da anni.

Per la segreteria provinciale del SIULP di Latina la situazione criminale pontina è, al contrario di quanto noi denunciamo, quasi da… isola felice.

Strano è che proprio il SIULP di Latina fino a qualche anno fa, in convegni, documenti ecc. , ha messo sempre in evidenza, senza giri di parole, la gravità della situazione criminale e della presenza mafiosa sul nostro territorio.

Cosa è successo in quel sindacato? Che cosa ha indotto gli attuali dirigenti a modificare completamente una linea, smentendo tutto quello che fino ad appena qualche anno fa lo stesso SIULP ha detto? Misteri!!!

Per l’attuale Segreteria del SIULP non contano le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, della Direzione Distrettuale Antimafia, della DIA, dello stesso Ministero dell’Interno, della Commissione Parlamentare Antimafia, del Presidente della Corte di Appello di Roma, delle Procure territoriali.

Non contano nemmeno le lodevoli inchieste giornalistiche fatte proprio nelle ultime settimane, con tanto di nomi, cognomi ed aree di operatività dei clan, ’ndrine e cosche, fatte da qualificate testate, come L’Espresso, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica ecc. , inchieste che unanimemente hanno disegnato un quadro allarmante della situazione esistente sul nostro territorio, un territorio la cui economia è ormai in gran parte nelle mani della criminalità organizzata

Niente, tutte “chiacchere “

Raccontiamo tutti “chiacchere “.

Non vogliamo aprire una polemica con i capi locali della Polizia di Stato, ma saremmo proprio curiosi di sapere a QUANTO ammontano i capitali investiti da soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata sul nostro territorio da loro individuati.

Ma, lasciamo andare, perché questa sarà tutta materia di esame da parte della Commissione Parlamentare Antimafia che nei prossimi mesi ha deciso di affrontare proprio i “casi” di Latina e Frosinone.

Questo repentino e veramente incomprensibile cambiamento di rotta della Segreteria pontina del SIULP è la prova provata della bontà di quanto noi stiamo denunciando da anni: in provincia di Latina: molte cose, a livello politico ed istituzionale, non vanno.

Altri soggetti, molto più autorevoli del Segretario provinciale del SIULP di Latina, appartenenti sempre a corpi di Polizia ed organi giudiziari, hanno avuto modo più volte di esprimerci il loro apprezzamento per la qualità e la serietà. del nostro lavoro, che svolgiamo- lo diciamo con orgoglio – rischiando sulla nostra pelle e gratuitamente.

Ci sembra, quindi, veramente strano e preoccupante quanto il SIULP di Latina ha scritto contro di noi.

Lo segnaliamo a tutti i poliziotti della provincia di Latina e, in particolare, agli stessi iscritti al SIULP ed alla CISL.

LA SEGRETERIA

La risposta della Caponnetto al Sindaco di Gaeta

LA RISPOSTA DELLA “CAPONNETTO” AL SINDACO DI GAETA

Tre sono gli elementi che hanno determinato l’occupazione del nostro territorio da parte di camorra, ’ndrangheta, cosa nostra e mafie straniere:

1) l’inadeguatezza dei livelli investigativi, giudiziari e delle forze dell’ordine locali- i cui vertici vanno sostituiti al più presto-che non hanno mai ritenuto di dedicarsi ad individuare la “provenienza “ di capitali investiti, limitandosi a guardare il problema con una pura e semplice ottica da “ordine pubblico “ e senza considerare che oggi la nuova mafia è IMPRESA;

2) le complicità oggettive o soggettive di taluni amministratori comunali che hanno rilasciato concessioni edilizie, autorizzazioni ecc. , senza preoccuparsi dell’identità dei richiedenti;

3) la mancata coscientizzazione di molti cittadini che hanno venduto o acquistato immobili, terreni, esercizi commerciali, senza tener conto dell’identità di acquirenti e venditori e della loro provenienza. Pecunia non olet..

Il problema, ora, non è quello di istituire, come dice il Sindaco di Gaeta, un TAVOLO PERMANENTE qualsiasi.

Questo, al contrario, dovrà essere costituito, -oltreché da Magistrati della Direzione Nazionale Antimafia, soprattutto, e della locale Procura -, dalle migliori menti delle forze dell’ordine provinciali -Questore e Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza-, dal Prefetto, dai Sindaci del sud pontino –il cui operato va profondamente vagliato -, dalle Associazioni antimafia qui operanti.

Il Tavolo dovrà essere un soggetto serio ed operativo, dotato di ampi poteri di accesso a tutti i documenti, progetti e quant’altro. Altrimenti è inutile costituirlo.

Per concludere, nel ringraziare il Sindaco di Gaeta per le risposte che ci ha voluto fornire a mezzo stampa (noi, in verità, gli abbiamo scritto anche direttamente!… ), non possiamo nascondere il nostro rammarico nel rilevare che lo stesso non ha ritenuto, al contempo, fornirci anche le notizie che gli abbiamo chiesto relativamente al problema ex AVIR.

A parte la questione della “proprietà” del terreno -che va ancora chiarita bene-, noi gradiremmo conoscere il nome di tutti i soggetti che hanno mostrato interesse al progetto di lottizzazione.

Ora aspettiamo che il Sindaco faccia adottare dal Consiglio Comunale la relativa deliberazione di istituzione del Tavolo Permanente con l’indicazione di tutti i componenti.

LA SEGRETERIA

Lettera al Sindaco di Gaeta: di fronte alla presenza mafiosa istituisca subito il tavolo permanente di sicurezza

Alla PARTICOLARE ATTENZIONE DEL DR. DE FICCHY

Latina 20 agosto 2007

Al Sindaco di GAETA
E p. c.
Al Ministro degli Interni – ROMA
Alla Direzione Nazionale Antimafia – ROMA
Al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia – ROMA
Al Presidente Giunta Regione Lazio – ROMA
Al Presidente Commissione Sicurezza Regione Lazio – ROMA

Oggetto: Gaeta

E’ stata tutta la stampa nazionale più qualificata – da “Il Corriere della Sera”, a “La Repubblica”, da “Panorama” a “L’Espresso “ e cosi via – a richiamare, nelle settimane scorse, l’attenzione di Istituzioni ed opinione pubblica sulla drammaticità della situazione relativa alle infiltrazioni mafiose nel Lazio, in provincia di Latina e, in particolare, nel sud di questa (Gaeta, Formia, Minturno ecc. ).

Un territorio, quello, appunto, del sud pontino, invaso dai clan, da ‘ndrine, da cosa nostra e mafie straniere.

Abbiamo atteso oltre un mese dal giorno in cui le abbiamo ufficialmente richiesto l’istituzione presso il Comune di Gaeta di un Tavolo permanente di sicurezza composto da magistrati della DNA, soprattutto, oltreché della locale Procura della Repubblica, della Prefettura, dal Questore, dai Colonnelli Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dai Sindaci del sud pontino e dalle Associazioni antimafia operanti sul nostro territorio.

Al contempo, le abbiamo chiesto anche, con una seconda nota, di conoscere tutti i soggetti interessati, in un modo o nell’altro, al progetto di lottizzazione sul sito dell’ex Vetreria AVIR.

Siamo stati indotti a farle queste due richieste dalle voci secondo cui massicci investimenti di privati sarebbero previsti per importanti opere da realizzare a Gaeta, investimenti di capitali sui quali è necessario indagare per individuarne la “provenienza”.

Ad oggi, nessuna risposta ci è pervenuta.

Ci vediamo costretti, pertanto, a reiterare le due richieste, nella certezza che questa volta vorrà accogliere l’invito cominciando ad adottare con urgenza la relativa deliberazione di istituzione del Tavolo permanente di Sicurezza.

In attesa di un cortese cenno di assicurazione, cordialmente la salutiamo

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

Il consigliere Fragasso scrive al Prefetto Frattassi per la situazione di SS.Cosma e Damiano

S. S. Cosma e Damiano 11/08/2007

Al sig. PREFETTO DI LATINA
Piazza della Libertà, 57
L A T I N A

Eccellenza,

Chi le scrive non si sente un eroe, ma solo un modestissimo essere venuto alla luce in un mondo che non è suo. Mi chiamo FRAGASSO Antonio nato a Santi Cosma e Damiano il 14/01/1948, ivi residente in via risorgimento 77, ex sottufficiale dell’esercito in pensione, consigliere comunale al comune di Santi Cosma e Damiano, già consigliere comunale per tre consiliature al comune di Castelforte. Faccio parte del consiglio direttivo provinciale dell’Associazione “Antonino CAPONNETTO”. Prima di entrare nell’argomento, intendo tuttavia dare spiegazione del perché il sottoscritto, modestissimo cittadino della Repubblica Italiana, ha inteso affermare di “… essere venuto alla luce in un mondo che non è suo”. La risposta deve necessariamente farsi risalire alle origini dello scrivente: nato nel 1948 da un padre classe 1907 appuntato della Guardia di Finanza per oltre 35 anni e da una madre anch’essa educata all’ingenua schiettezza, non poteva non avere inculcati, nella mente e nell’animo, tutti quei sani principi di natura etica e morale, riassumibili in un’educazione che non concepisce, ne giustifica, tradimenti della propria coscienza. E’ è sotto gli occhi di tutti gli sfaceli in cui il geom. Franco TADDEO, ex sindaco del mio paese, assessore ai lavori pubblici al comune di Santi Cosma e Damiano, e Assessore all’urbanistica all’Amministrazione provinciale di Latina, ha ridotto il mio paese. Un disfacimento peraltro da me previsto e rappresentato con denuncie varie alla Procura della Repubblica di Latina e alla Corte dei Conti che hanno scaturito nei confronti del TADDEO due rinvii a giudizio ed un altro in dirittura d’arrivo per fatti inerenti questioni urbanistiche. Per tali situazioni i Carabinieri di Minturno con informativa, datata 08/12/2003 prot. 445/1-1, avevano richiesto nei confronti dell’ex Sindaco ed altre otto persone la CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, mentre la P. M. alla quale è stata assegnato il caso, con una motivazione da far rabbrividire, ha proposto l’archiviazione. In base a ciò ho proposto opposizione all’archiviazione e il GUP, dott. Giuseppe CARIO, dall’11 dicembre del 2006 sino ad oggi ancora non ha sciolto la riserva della decisione. Il mio dissapore che nonostante tali gravità il Presidente della Provincia ed il neo Sindaco di Santi Cosma e Damiano, dott. Vincenzo DI SIENA, hanno concesso la delega ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica a Taddeo che a mio modesto giudizio rappresenta anche un’offesa all’intera Magistratura. Per tali fatti si è notata l’assenza totale dell’ex Prefetto e dei suoi più stretti collaboratori rimasti inerti di fronte ad una situazione, quell’appunto di S. S. Cosma e Damiano, che è scandaloso. Per tali violazioni urbanistiche la Regione Lazio, Direzione Territorio e Urbanistica l’otto febbraio 2007 avevano inviato una nota al Ministero dell’Interno, alla Prefettura di Latina e alla Procura della Repubblica di Latina, proponendo “un incontro per valutare l’opportunità dello scioglimento del consiglio comunale” di Santi Cosma e Damiano ai sensi dell’art. 141co 1 lett. a) D. lgs. 267/2000 “per ripetute illegittimità a danno del territorio locale e dei suoi abitanti”. A parte le illegalità urbanistiche lo scorso anno ho segnalato al Suo predecessore le innumerevoli residenze fittizie esistenti nel comune in questione di personaggi della vicina Campania i quali si vedono solamente durante le consultazioni elettorali; anche tale mia segnalazione è rimasta inevasa. Sono anni che sto chiedendo al sig. Prefetto di Latina di intervenire sul comune di Santi Cosma e Damiano per lo stato di continua irregolarità che sta dominando la vita pubblica del mio paese, il ripetersi di continue infrazioni e violazioni regolamentari, statuarie e perfino della legislazione nazionale in materia di Enti locali, preoccupa seriamente. Tutto ciò l’ho anche recentemente rappresentato con una nota al sig. Ministro dell’Interno, on. Giuliano AMATO.

Quanto da me rappresentato sicuramente è a conoscenza della S. V. e pertanto la invito a porre fine a tali situazioni che onestamente non depongono bene per il mio paese.

Molto spesso mi sono domandato con rabbia e sconforto a quale autorità rivolgermi per avere giustizia. Ho presentato diversi esposti, mi sono opposto ad un’ingiusta richiesta d’archiviazione, ho visto denegata e insabbiata ogni mia altra istanza e negato ogni diritto solo perché ho incontrato sulla mia strada personaggi corrotti, privi di un minimo d’onestà ma politicamente ed economicamente potenti.

Se un minimo di GIUSTIZIA si può ancora sperare, si disponga da parte Sua ogni opportuno accertamento e mi si perdoni il disturbo arrecato.

Le chiedo, ove ritenuto utile, di essere personalmente ascoltato su altre situazioni che potrò rappresentarle a viva voce.

Distinti saluti

Antonio Fragasso

Mitt: FRAGASSO Antonio
Via Risorgimento, 77
04020 S. S. COSMA E DAMIANO (LT)
Tel. 3356102978 – 3477494235 – 0771608075 fax
Email: antonio. fragasso@tiscali. it

Lettera aperta al nuovo prefetto di Latina Bruno Frattasi ed al Ministro Amatto

DR. FRATTASI, COMINCIAMO MALE!
MINISTRO AMATO, CHE DELUSIONE!

Speravamo, con la sua venuta a capo della Prefettura di Latina, in una discontinuità rispetto ad un passato infelice.

Qualcuno a Roma che ci aveva fatto sperare in un cambiamento e noi ci avevamo creduto.

Dalle sue prime battute, invece, caratterizzate, ci sembra, da una filosofia del “ tutto resta immutato “, le nostre speranze sono andate deluse.

Aspettiamo, comunque, per la serietà e la correttezza che ci contraddistinguono, che passino i 15 giorni dal giorno del suo insediamento, per esprimere un giudizio definitivo.

Il fatto, però, che lei, durante una riunione del personale prefettizio, abbia preannunciato che la casta al potere nella Prefettura di Latina rimarrà al suo posto, dopo i danni che stiamo lamentando da anni, ci ha fatto cadere le braccia.

V. Prefetto vicario, capo di gabinetto e responsabile della sicurezza restano gli stessi? Bene, anzi male!

Ci domandiamo, a questo punto, se è stato produttivo mandare via Pironti se, poi, le cose restano come prima. Anzi, peggio, perché è caduta anche la… speranza!

Si legga il servizio pubblicato sul n. 32 del 9 agosto di “Panorama “sulla presenza della camorra in provincia di Latina e nel Lazio e ci dica se, mantenendo una situazione inalterata nelle istituzioni, possiamo sperare di sconfiggere la criminalità organizzata.

Poniamo la stessa domanda al Ministro Amato.

LA SEGRETERIA

Può un Procuratore Capo interferire nei rapporti interni dell’Arma dei Carabinieri?

Latina 7 agosto 2007

Al Presidente della Repubblica – ROMA
Al Ministro della Giustizia – ROMA
Al Ministro degli Interni – ROMA
Al Ministro della Salute – ROMA
Al V. Presidente del CSM – ROMA
Al Comandante Generale Arma Carabinieri – ROMA
Procura Repubblica – PERUGIA
Prefetto – LATINA

OGGETTO: Procuratore Repubblica Latina Trasferimento Comandante Carabinieri NAS Latina

Non si è mai visto in Italia, a memoria della scrivente, un Procuratore Capo della Repubblica-, la cui nomina, peraltro, è stata dichiarata non corretta con sentenza del TAR del Lazio, e che ha, inoltre, due figli che esercitano la professione forense nello stesso distretto giudiziario-, interferire nei rapporti interni dell’Arma dei Carabinieri.

E’ quanto capita a Latina dove il Comandante del NAS-luogotenente Scarsellone Giovannino-è stato trasferito a seguito di un intervento del Procuratore Capo che ha mandato una nota in tal senso a varie autorità militari e politiche.

Questa Associazione è intervenuta ripetutamente per lamentare questa palese anomalia.

Anomalia alla quale si chiede di mettere fine, annullando tutti i provvedimenti finora adottati a carico di un militare ligio ai suoi doveri e rispettato da tutti per le sue capacità e la sua onestà e disponendo un’inchiesta per accertare i motivi di tanto accanimento ai suoi danni.

Si resta in attesa di un cortese cenno di assicurazione e distintamente si saluta

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

Proteste da Civitavecchia.Un invito al Sindaco Moscherini ed alla Procura della Repubblica ad intervenire

SALVE,
MI CHIAMO SARA E CON LA PRESENTE MAIL VORREI SOTTOPORRE ALLA VS CORTESE ATTENZIONE UNA SITUAZIONE A MIO AVVISO TOTALMENTE ILLEGALE CHE A CIVITAVECCHIA, E IN PARTICOLARE NEL PERIFERICO QUARTIERE DI S. LUCIA DOVE IO ABITO, SI VERICA ORMAI DA TROPPO TEMPO. UNA QUASI TOTALE ASSENZA DEL SERVIZIO IDRICO CON TUTTE LE CONSEGUENZE INEVITABILI A LIVELLO IGIENICO E SANITARIO. NONOSTANTE LE INNUMEREVOLI SEGNALAZIONI FATTE PER ISCRITTO, TELEFONICAMENTE E TRAMITE E MAIL AL SINDACO MOSCHERINI (EX PRESIDENTE DELL’AUTORITY PORTUALE DI CIVITAVECCHIA), AL SUO STAFF E ALL’UFFICIO ACQUEDOTTI NULLA SEMBRA ESSERE CAMBIATO SE NON CHE ALCUNI GIORNI ALLA SETTIMANA CI VIENE FORNITA ACQUA A SINGHIOZZI E CON UNA PRESSIONE INDECENTE PER POCHISSIME ORE (IN GENERE DOPO LE 10, 30 E FINO E NON OLTRE LE ORE 16) IMPEDENDO AI SEMPLICI CITTADINI, CHE PER PAGARE LE BOLLETTE DEVONO LAVORARE, DI POTERSI LAVARE E SBRIGARE LE ESSENZIALI FACCENDE DOMESTICHE. CREDO CHE QUESTO SIA UN ATTEGGIAMENTO INNANZITUTTO DI MANCAN ZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DI CITTADINI CHE CHIEDONO UNA RISPOSTA E, IN SECONDO LUOGO, LETTERALMENTE DI PRESA IN GIRO. INFATTI OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA: MENTRE NOI DOBBIAMO ANDARE AD ELEMOSINARE UNA DOCCIA DA AMICI O PARENTI DOBBIAMO CONTEMPORANEAMENTE VEDERE CHE IL PORTO, IL TERMINAL CROCERE, LE DUE CENTRALI ENEL, IL CAMPEGGIO, LA SPIAGGIA MILITARE E IL PARCO ACQUATICO ACQUAFELIX UTILIZZANO TUTTI I GIORNI E PER 24H AL GIORNO UN ABBONDANTE FLUSSO D’ACQUA. TALE SITUAZIONE FA SI CHE TROPPO SPESSO IL COMUNE FACCIA RICHIESTA DELL’UNICO SERVIZIO DI AUTOBBOTE PRESENTE IN CITTA’ AL FINE DI PORTARE ACQUA AI CITTADINI, UN SERVIZIO PRIVATO CHE FA Sì CHE QUESTO SI ARRICCHISCA A DISCAPITO DEI CITTADINI: I CITTADINI PAGANO DUE VOLTE UN SERVIZIO INESISTENTE!!! INOLTRE VORREI SEGNALARE CHE QUESTA SITUAZIONE DI GRAVE DISSERVIZIO IDRICO NON FA ALTRO CHE GIOCARE A FAVORE DELLA VOLONTà DI COLORO I QUALI VORREBBERO (E SICURMANETE FARANNO DI TUTTO PER OTTENERLO!) LA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO CON L’ACEA. TROVO INDECENTE UN’ATTEGGIAMENTO COSì NON TUTALANTE DEI DIRITTI DEL CITTADINO-ELETTORE-CONTRIBUENTE CHE CHIEDE SOLAMENTE CHE GLI VENGA GARANTITA L’EROGAZIONE COSTANTE E CONTINUA DELL’ACQUA IN QUANTO BENE FONDAMENTALE E NECESSARIO PER L’ESSERE UMANO
RINGRAZIANDOVI ANTICIPATAMENTE PER L’ATTENZIONE E SPERANDO CHE ALMENO VOI POSSIATE RIUSCIRE A SAPERNE UN PO’ DI PIù SU QUESTO ASPETTO VI PORGO I MIEI PIù CORDIALI SALUTI.

SARA

Lettera di saluto al Dr. Bruno Frattasi nuovo Prefetto di Latina

Latina, 6 agosto 2007

Dr. Bruno FRATTASI
Prefetto di LATINA

Signor Prefetto,

è con grande piacere che, tempo fa, abbiamo appreso della sua nomina a capo della più importante Istituzione di Latina.

Una nomina che, considerate le sue ben note qualità morali ed intellettuali, determinerà sicuramente la riassunzione, da parte della Prefettura pontina, di quel ruolo che negli ultimi tempi era andato in verità appannandosi a causa di vicende e comportamenti di cui lei sarà sicuramente a conoscenza.

Ma la nostra gioia scaturisce, in particolare, dalla certezza che lei – considerate la sua sensibilità e la sua preparazione specifica in materia anche di contrasto dell’illegalità e della criminalità organizzata –vorrà, con l’autorità che le deriva dal ruolo di massimo rappresentante del Governo nazionale, imporre una svolta, in questa provincia devastata dalle mafie economiche, sul piano delle strategie e delle tecniche investigative.

In provincia di Latina non si fanno indagini, di natura patrimoniale, che accertino la “provenienza “ illecita delle montagne di capitali che sono stati investiti e che vengono continuamente investiti.

Quindi, come lei ben sa, non si fa un’azione efficace di contrasto della criminalità organizzata.

Ora, con il cambio imminente del vertice della Guardia di Finanza, si può, volendolo, invertire la rotta.

E’ quanto le chiediamo, dopo che per anni non si è fatto altro che… negare l’evidenza, sostenendo che tutto é… ”sotto controllo”

Altro problema scottante è quello che riguarda la Procura della Repubblica dopo una sentenza del TAR Lazio che riguarda il Procuratore Capo.

Lei ben sa, anche per il ruolo da lei svolto fino a pochi mesi fa di Commissario al Comune di Gaeta, qual’è la delicata situazione di questa provincia assalita quotidianamente da soggetti collegati con la criminalità organizzata.

E’, in quest’ottica, che si rende necessario ed urgente ridare un’immagine di autorevolezza e di efficacia a tutte le Istituzioni presenti in provincia di Latina.

Le auguriamo di cuore buon lavoro, assicurandole, sin d’ora, se richiesta, la massima nostra collaborazione sul piano dell’azione contro illegalità e mafie.

Cordialmente

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

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