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Archivi del mese: Giugno 2007

Lettera aperta al neo sindaco di Gaeta

LETTERA APERTA AL NEO SINDACO DI GAETA

Abbiamo apprezzato le analisi da lei fatte durante la campagna elettorale sulla situazione relativa alla presenza delle mafie sul territorio del sud pontino ed a Gaeta.

Più volte abbiamo richiamato l’attenzione dei vertici istituzionali sull’esigenza, stante la gravità della situazione, di adottare metodologie di contrasto più efficaci ed aggiornate. Inutilmente, purtroppo; almeno fino ad oggi.

Abbiamo la sensazione, alquanto corroborata da taluni fatti, che le organizzazioni criminali si siano infiltrate saldamente nell’impianto economico del territorio, spesso favorite dall’insensibilità di elementi delle istituzioni e della politica, fino al punto da condizionare la vita amministrativa delle città del Golfo. Crediamo che sia pleonastico ripetere che coloro che controllano l’economia finiscono, prima o poi, per condizionare anche la vita politica.

Abbiamo chiesto più volte, ma sempre invano, di promuovere un’accurata indagine sul piano degli investimenti immobiliari e delle compravendite di immobili e terreni, perché sospettiamo che proprio in quei settori, oltreché in quelli degli appalti e dei subappalti pubblici e privati, si annidino elementi collegati con camorra, cosa nostra e n’drangheta.

Le analisi, anche se stantie e palesemente carenti, fatte di recente dal Sottosegretario agli Interni Minniti sulla presenza criminale nel sud Lazio, analisi che abbiamo ritenuto di contestare pubblicamente per la loro insufficienza, ci sono, comunque, di conforto. Non dimentichiamo, infatti, che proprio a Gaeta si è rilevata, nel porto, la presenza di “cosa nostra”.

All’inizio del suo mandato, tenuto conto della sua sensibilità ai temi della legalità e della sicurezza, riteniamo di richiamare la sua attenzione sulla necessità di passare dalle enunciazioni ai fatti.

Oltre alla lodevole azione da lei già avviata-azione che apprezziamo e che le chiediamo di continuare a perseguire con determinazione-sul piano di una vera e propria ecologia della politica e della macchina amministrativa, le chiediamo due cose:

1) l’intitolazione di due piazze o strade ai giudici Falcone e Borsellino;

2) l’istituzione, presso il Comune di Gaeta, di un tavolo permanente della legalità e della sicurezza formato da un Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, dal Questore e dai Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltreché, ovviamente, da lei e dai Sindaci di Formia e degli altri Comuni del sud pontino e dalle Associazioni effettivamente operanti sul territorio in materia di lotta alle illegalità ed alle mafie.

Siamo in attesa di conoscere le sue determinazioni al riguardo e, nel frattempo, la salutiamo con viva cordialità.

Il Segretario Regionale
Dr. Elvio Di Cesare

Gaeta: Forti con i deboli, deboli con i forti

COMUNICATO STAMPA

Forti con i deboli, deboli con i forti.

Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che non condanniamo l’operazione di sgombero perché non si deve tollerare un uso privato del suolo pubblico.

Ma va detto anche con forza che questa è una regola che deve valere per tutti, non solo per una famiglia di disadattati, in cura ai servizi sociali, senza mezzi di sussistenza.

Sono volati gli stracci, come al solito e, per l’imperizia del personale di polizia intervenuto, per poco non c’è scappato il morto.

E’ successo a Gaeta il 7 maggio scorso, sulla spiagga di Serapo, ai danni della famiglia Di Domenico, la quale da 60 anni occupava un lembo della spiaggia sotto la Montagna Spaccata, a ridosso dell’Hotel Serapo.

Durante le operazioni di sgombero, fatte senza l’ausilio di personale e mezzi dei “servizi sociali” e medico, il capofamiglia si è cosparso di benzina e si è dato fuoco nel momento in cui egli ha visto il personale del locale commissariato della polizia di stato intervenire senza tentare, con delicatezza, un’opera di dissuasione.

Non si manda personale impreparato in simili, delicate operazioni e, peraltro, senza supporti psicologici, medici e la presenza di un’ambulanza.

Qualcuno si è giustificato sostenendo che alla famiglia sfrattata è stata assegnata una “casa”.

In verità si tratta di un unità dell’ex carcere mandamentale, senza servizi ed umida, così come si evince dalla documentazione fotografica inviata dagli interessati alla Procura della Repubblica di Latina.

Ora aspettiamo di conoscere le decisioni di questa.

Ma il discorso è un altro e, a questo punto, chiamiamo in causa il Procuratore della Repubblica ed il nuovo Sindaco di Gaeta.

A Gaeta c’è un fenomeno diffuso di abusivismo edilizio speculativo. Ci sono ville alle Scissure, a Monte da Mare ed in altri posti dichiarate abusive a seguito di sentenze definitive.

INTOCCABILI!!!…

Nessuno si è preoccupato di dare esecuzione a tali sentenze e nessuno ha punito i mancati esecutori.

Ora chiediamo al neo Sindaco di verificare… ”quante” sono le ville da demolire e di procedere in tal senso, punendo quei funzionari che eventualmente si fossero resi autori di reati omissivi. I segnali di cambiamento nella gestione della cosa pubblica Gaetana si vedono anche in atti del genere. Perché la legge deve essere uguale per tutti, potenti e deboli.

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare.

Incompatibilità di magistrati a Latina

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: incompatibilità di taluni magistrati a Latina

E’ una brutta storia, quella evidenziata nella sentenza del Tar del Lazio nei giorni scorsi relativamente all’incompatibilità del Procuratore Capo di Latina. Tale incompatibilità è riferita all’attività forense svolta sul territorio da due congiunti del predetto Magistrato.

Qualche tempo fa, come è noto, il CSM trasferì da Roma, senza che questi battesse ciglio, il Procuratore aggiunto Dr. Lapadura per lo stesso motivo.

La stampa di Latina si è occupata ampiamente del caso e qualche cronista ha fatto riferimento ad altre “nuove, imbarazzanti situazioni”.
Riportiamo, infatti, alcuni stralci di un servizio apparso su “Latina Oggi” dell’8 giugno u. s. , a pagina 6:

“E se qualcuno in passato ha provato a chiedere delucidazioni presso i competenti organismi, il caso si è risolto in una bolla di sapone e oggi appare ancora più difficile “arginare “ il fenomeno che nel corso degli anni si è arricchito di nuove, imbarazzanti situazioni. Tutte tollerate dallo stesso Ordine degli avvocati di Latina che ha scelto di non occuparsene forse per evitare di danneggiare i colleghi. Un atteggiamento che ha fatto del capoluogo pontino una zona franca a tutti gli effetti “.

Latina, ”zona franca “?

E’ un’affermazione seria che può significare tante cose, cose che dovrebbero tutte essere chiarite.

Noi siamo fortemente preoccupati perché queste vicende toccano Istituzioni e taluni loro vertici.

Abbiamo letto, ad dir il vero con un certo stupore, le dichiarazioni, riportate oggi, 9 giugno, dallo stesso organo di stampa, del Presidente dell’Ordine degli avvocati, il quale sostiene che … la questione dell’incompatibilità riguarderebbe solo i magistrati e non gli avvocati.

Ciò è vero dal punto di vista procedurale e di rispetto delle norme.

Ma c’ è una questione più generale che investe tutti i cittadini e, in particolare, gli avvocati, in quanto stiamo parlando di problemi che riguardano il funzionamento della Giustizia.

Quando si parla di Latina come di una “zona franca” nessuno si può tirare fuori, in quanto siamo tutti coinvolti.

Non ci si può scrollare le spalle perché è l’immagine complessiva delle Istituzioni che viene fuori a pezzi. Noi difendiamo con i denti le Istituzioni.

Il Capo dello Stato, il Ministro della Giustizia, il CSM e quant’altri non possono permettere che ciò avvenga.

Ad essi, quindi, ci rivolgiamo, certi di un loro tempestivo intervento che serva a fugare ogni dubbio circa, appunto, l’esistenza di eventuali “zone franche “ su un territorio delicato, qual’è quello pontino, devastato dalla criminalità.

LA SEGRETERIA REGIONALE

Campeggio nazionale antimafia e antifascista

Scarica il comunicato stampa in formato PDF:

Campeggio antimagia e antifascista

Le procure di Latina e Frosinone senza capi ? Si intervenga con urgenza

DUE PROCURE DELLA REPUBBLICA – LATINA E FROSINONE – SENZA PROCURATORE CAPO? CHE COSA SUCCEDE ORA?

Ci è giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia di due pronunciamenti del TAR del Lazio relativamente al conferimento, avvenuto nel 2004, da parte del CSM, dell’Ufficio Direttivo di Procuratore della Repubblica di Latina e Frosinone.

Entrambi tali conferimenti sarebbero stati annullati dal TAR del Lazio, Sezione I.

Non è nostro costume discutere le decisioni dei giudici perché noi riteniamo che la Magistratura sia rimasta nel Paese l’unico baluardo a difesa della legalità.

Ma ci sia consentito di esternare una nostra preoccupazione relativamente a quanto potrebbe succedere dopo tali sentenze, ove la notizia fosse fondata. Quelli di Latina e Frosinone sono, com’ è ormai noto a tutti, entrambi territori dove illegalità e criminalità sono diffusissimi e, di conseguenza, non possiamo permetterci il lusso di un solo minuto di vacatio nelle strutture giudiziarie.

Aspettiamo, quindi, che immediatamente Ministro della Giustizia e CSM provvedano ad adottare i provvedimenti conseguenti.

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto “

Ulteriore intervento sul PUA di Sabaudia

ANCORA SUL PUA DI SABAUDIA

Ne abbiamo già trattato, chiedendo l’intervento della Magistratura competente.
Sul problema del PUA a Sabaudia, ora interviene nuovamente il nostro amico Geom. Franco Capitanucci, con una nota diretta alla Procura della Repubblica di Latina, alla Regione Lazio, ai Carabinieri di Sabaudia, alla Delegazione di Spiaggia, alla Guardia di Finanza di Sabaudia ed al Commissario del Parco Nazionale del Circeo, nota di cui pubblichiamo ampi stralci.

Premesso che con nota del 26.4.2007 prot.9830 Franco Capitanucci ha chiesto, invano, al Commissario Prefettizio del Comune di Sabaudia di conoscere… qual’è l’arenile demaniale destinato a FINALITA’ SOCIALI in favore della colonia estiva Giocomare 2007, la nota così prosegue:

“… lo scrivente prendeva cognizione delle reali intenzioni del Comune di Sabaudia, che con istanza a firma congiunta del Commissario Prefettizio e del Capo Settore Ambiente, chiedeva all’Ente Parco Nazionale del Circeo il parere di competenza per l’installazione di n.2 ombraie di circa 100 mq. cadauna in struttura leggera di facile rimozione con copertura in telo frangisole da ubicarsi sull’arenile demaniale sito al km.26, 900 della Strada Lungomare Pontino per i mesi di luglio e agosto 2007, come avvenuto negli anni 2005 e 2006 e cioè nella zona a tutela integrale-Fruizione in Naturalità- (nota prot. n.842 del 5.4.2007) allo STATO BRADO.

Il Parco Nazionale del Circeo esprimeva parere favorevole, reiterando inutilmente quanto già richiesto negli anni 2005 e 2006 circa gli impedimenti afferenti la mancata collocazione delle attività sociali all’interno delle aree all’uopo previste nel Piano di utilizzazione degli arenili, preavvertendo che non saranno più concesse deroghe per gli anni a venire.

La risposta la può fornire lo scrivente:

- L’ACCORDO DI PROGRAMMA per l’approvazione del PUA, sorretto dal DPGR dell’1.8.2002 n.376 prevede sul tratto C due concessioni demaniali riservate al Comune di Sabaudia denominate A8 e A10 per FINALITA’ SOCIALI; arenili che sono stati sottratti dal Sindaco Salvatore Schintu ai cittadini di Sabaudia meno abbienti, alle Colonie estive locali e di altri paesi non rivieraschi.

Nel seguente modo:

- Arenile A8 del tratto C Strada Lungomare Pontino km 30, 200, autorizzazione n.01 art.45 bis Codice di Navigazione rep. n.37 dl 18.5.2004 rilasciata a Carlo Parodi Presidente della Cooperativa “La Capanna “ per la durata di 4 anni rinnovabile, avente scopo di lucro.

- Arenile A 10 del tratto C Strada Lungomare Pontino Km.30, 450, concessione n.10 del Reg. rep.36 del 13.5.2004 registrata presso l’Agenzia delle Entrate Ufficio di Latina il 14.7.2004 al n.4874 serie 3 e rilasciata dall’Ing. Vincenzo D’Arcangelo al Comune di Sabaudia, rappresentato dal Dott. Salvatore Schintu in qualità di Sindaco pro-tempore, per la durata di ANNI 6 (dall’1.5.2004 al 30.4.2°10) rinnovata per altri 6 anni e così successivamente ad ogni scadenza, allo scopo di mantenere uno stabilimento balneare per finalità sportive e con utilizzo per l’intero anno, cioè fisso.

La trasformazione della Concessione A 10 rilasciata dal Comune per FINALITA’ SOCIALI è stata arbitrariamente modificata in FINALITA’ SPORTIVE su proposta dell’Assessore al Demanio Marittimo Luca Mignacca con D.G.C. n.70 del 21.5.2003, commettendo un FALSO CLAMOROSO, ripetuto nella D. G. C. n.50 del 27.4.2004. Tali abusi sono stati commessi per l’inosservanza dell’art.3 dell’ACCORDO DI PROGRAMMA CHE PREVEDE LA COSTITUZIONE CON ATTO FORMALE DI UN Collegio di Vigilanza sugli atti di gestione del PUA, COLLEGIO MAI COSTITUITO.

Indipendentemente dalla illegittima metamorfosi operata dall’Esecutivo con le succitate deliberazioni di G. C. n.70/2003 e n.50/2004, assunte apoditticamente senza il parere favorevole della Regione Lazio, lo scrivente rimanda le Istituzioni in indirizzo alla lettura della denuncia del 18.12.2006, pagine 5, 6, 7 e della successiva integrazione del 20.2.2007, entrambe rimesse alla Procura della Repubblica di Latina, in cui sono descritte le operazioni di copertura della concessione demaniale A10 (Finalità Sociali) con successive Autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art.45 bis/C. N. a favore dell’ANMI e di Iannone Giuseppe scadenti l’11.3.2009.

Per la stagione balneare in corso si spera nell’intervento degli Enti preposti al controllo. F.to Franco Capitanucci “

Anche noi confidiamo vivamente in un intervento ENTRO LA STAGIONE BALNEARE IN CORSO.

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