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Relazione del nostro segretario regionale al convegno sulla legalità indetto dal PRC a Formia

RELAZIONE DEL NOSTRO SEGRETARIO REGIONALE AL CONVEGNO SULLA LEGALITA’ PROMOSSO DA RIFONDAZIONE COMUNISTA A FORMIA IL 26 MAGGIO 2007

DUM ROMAE CONSULITUR SAGUNTUM EXPUGNATUR

La settimana scorsa, parlando a Roma con alcuni parlamentari di talune anomalie che riguardano le massime istituzioni –a cominciare dalla Prefettura e dalla Procura-della nostra provincia, sono venuto a conoscenza di un fatto di estrema gravità e che la dice lunga sulla reale volontà di contrastare efficacemente illegalità e mafie.

La Guardia di Finanza avrebbe accertato in Italia circa 3000 grosse movimentazioni di capitali di probabile “origine” illecita, ma di queste 3000 operazioni l’Istituto Italiano Cambi ne avrebbe segnalato alla Banca d’Italia appena una ventina.

Nessuno, ripeto nessuno, ad oggi ha avviato un procedimento penale nei confronti di chi si sarebbe reso responsabile di questo vero e proprio.. occultamento di capitali dubbi; come pure nessuno, a livello di governo centrale, ha pensato finora di rimuovere dai loro incarichi i responsabili di tale grave comportamento.

Ha ragione il Procuratore Scarpinato. Non cerchiamo illegalità e mafie al di fuori delle istituzioni. La mafia che sta fuori del Palazzo è la manovalanza, la cosiddetta “ala militare “. Quella vera, quella economica, dei “ colletti bianchi” come suol dirsi, è altra cosa, sta seduta nei consigli comunali, provinciali, regionali, in Parlamento, nei Ministeri, nei gangli dello Stato.

Andate a vedere “chi “ erano i frequentatori assidui dei ristoranti, a Terracina come a Roma, di Jonny Micalusi, arrestato nel 2003 per associazione a delinquere di stampo mafioso ed al quale ora il Tribunale di Latina ha sequestrato i beni dopo che la DDA lo ha classificato come il referente pontino della banda della Magliana.

Andate a vedere “chi” sta tentando di ritardare, svuotandolo completamente dei contenuti iniziali che puntavano a salvare dall’assalto definitivo della camorra, l’approvazione della legge della Regione Lazio di istituzione del Parco dei Monti Musoni e del Lago di Fondi.

Fatevi dire “chi” non ha voluto sciogliere, così come è stato fatto per la vicina Nettuno, l’amministrazione comunale di Ardea dove è stata accertata una situazione da brivido.

Domandatevi il “perché” del rifiuto dei Prefetti di Roma, Latina, Frosinone di applicare le direttive dell’ex Ministro degli Interni ed attuale Capo dello Stato Napolitano relativamente all’integrazione dei Comitati provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico di un magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, unico conoscitore della reale situazione sul territorio in quanto l’art. 416bis del C. p. riconosce solamente alla DDA la competenza a trattare i reati associativi di stampo mafioso.

Oggi il Capo dello Stato, nella lettera a Maria Falcone, scrive “Sono sempre più convinto che la lotta alla mafia e l’appello a una cultura della legalità abbiano bisogno di un grande movimento di popolo “

Il Capo dello Stato cominci a far rimuovere quei Prefetti, come quelli di Roma, Latina e Frosinone, che hanno disatteso le sue direttive. Cominci, cioè, a far ripristinare la legalità in quegli ambienti preposti a far rispettare la legalità!Noi abbiamo informato, senza avere riscontro, il Capo dello Stato ed il Ministro degli Interni Amato.

L’altro giorno a Palermo quest’ultimo ha dato del “giustizialista ingiusto” a Francesco, un ragazzo che pubblicamente, durante la manifestazione in memoria di Giovanni Falcone, gli chiedeva chiarimenti in ordine alla presenza nel Parlamento (e nella Commissione Parlamentare Antimafia) di persone condannate.

Più volte abbiamo richiamato l’attenzione dei vertici istituzionali della nostra provincia sulla necessità di aggiornare le tecniche investigative nell’azione di contrasto della criminalità organizzata e delle mafie.

Da una costante a radicale azione di monitoraggio da noi svolta sul territorio abbiamo rilevato che, mentre a livello nazionale almeno un terzo del PIL è in mano alle mafie, nella nostra provincia l’infiltrazione nella economia è a livelli inquietanti. Anche qui a Formia, a Minturno e nel sud pontino intero ci sono presenze ed attività economiche allarmanti.

Non posso fare nomi e cognomi per ovvi motivi, ma, credetemi, la situazione non è tale da lasciare tranquilli. Chi ha la possibilità di leggere le dichiarazioni di Francesco Schiavone alla DDA troverà nomi di persone che stanno in zona. E non sono i soliti nomi che sentiamo da 20 anni…

Allora è pure utile che si arrestino a Formia Fabricino, Matano e quant’altri, o Del Villano a Cassino, che si sequestrino i beni dell’avvocato della camorra; ma, se non si va a scandagliare tutto il mondo del commercio e delle compravendite immobiliari, oltreché delle banche, si fa un lavoro inutile.

L’ex Sottosegretario agli Interni Mantovano, rispondendo ad un ‘ interrogazione parlamentare sulla presenza mafiosa in provincia di Latina, ha scritto che le attività delle mafie nel sud pontino si esercita “principalmente nei settori agro-alimentare, ittico, industriale ed edilizio (in quest’ultimo mediante la creazione, ad esempio, di società finanziarie ed immobiliari) ”. Quando parla di mafie, l’ex Sottosegretario agli Interni scrive anche di “imprenditori locali “ collegati con i clan, le cosche e le n’drine. IMPRENDITORI LOCALI, sottolineo. Il S. Procuratore Nazionale Antimafia De Ficchi in sua sua relazione ha scritto, fra l’altro:… ”Mi è stato segnalato dai colleghi di Latina che vi è un interessamento a livello di penetrazione, infiltrazione patrimoniale negli acquisti di supermercati ed immobili nella loro provincia e che vi sarebbero attualmente investimenti in questo campo… ”.

Allora se la Guardia di Finanza non fa indagini sull’origine dei patrimoni, come mi risulta che non si fanno nella nostra provincia o se ne fanno poche, non si fa un’azione efficace di contrasto delle mafie.

Come non si fa un’azione efficace di contrasto delle mafie se non si colpisce il livello politico.

Qui si apre un capitolo delicato.

A parte la vicenda dei lavori nel porto di Gaeta, dove la Squadra Mobile di Palermo, trovò un’impresa che faceva capo alla famiglia Riina che si aggiudicò i lavori grazie ad appoggi di politici, ci sono amministratori e funzionari comunali che hanno rilasciato licenze e concessioni edilizie, autorizzazioni sanitarie e quant’altro a persone sospette. Perché tali amministratori e funzionari non vengono inquisiti per associazione mafiosa, malgrado le denunce presentate in Parlamento ed alla Regione da tanti nostri rappresentanti, fra i quali il Sen. Bonadonna, l’on. Caprolicchio, il Sen. Pasetto e, per quanto riguarda la Regione, Peduzzi ed altri?

Perché non si indaga sulle residenze anagrafiche concesse a persone che abitano in Campania e vengono a votare in questi comuni (Ss. Cosma e Damiano, Minturno ecc)?

Ci sono tante altre domande alle quali non si risponde. Ne citiamo solamente alcune:

1) cosa c’è dietro l’assassinio dell’avv. Mosa di Terracina?;

2) e dell’avv. Di Maio ad Aprilia?;

3) e di Don Bruschin a Borgo Montello?,

4) e dietro il suicidio del Comandante della Guardia di Finanza di Fondi, capitano Fedele Conti?

La provincia di Latina va considerata la provincia dove le domande restano tutte senza una risposta, dove l’illegalità è radicata e diffusa, come coraggiosamente ha rimarcato più volte il Presidente del TAR dr. Bianchi.

E’ possibile, in queste condizioni, apparire credibili agli occhi dei cittadini quando si va a parlare ad essi di legalità?

Abbiamo letto con particolare attenzione le dichiarazioni di fine anno del Questore D’Angelo e dei Coll. Rotondi e Verdolotti. Finalmente, dopo anni di non sufficiente attenzione, tutti ammettono ora un forte radicamento delle mafie in provincia di Latina. Ma non bastano le dichiarazioni alla stampa; vogliamo fatti. FATTI! Non siamo d’accordo con il Col. Rotondi, con il quale recentemente ho avuto un franco confronto, quando dice che “occorrono più carabinieri”. Il discorso non è quantitativo perché, per contrastare le mafie, occorrono poche cose:

1) una consapevolezza del fatto che le mafie si sono trasformate in IMPRESA e, quindi, nuove tecniche investigative;

2) un lavoro di “intelligence” fatto da pochi uomini e donne che sappiano mettere il naso nelle movimentazioni finanziarie e sappiano individuare l’”origine “ dei capitali che vengono investiti;

3) una ferma volontà di individuare e colpire quanti a livello politico ed istituzionale si rendono complici, in maniera diretta od indiretta, delle mafie.

4) un coordinamento fra le forze dell’ordine;

5) l’istituzione in provincia di Latina di un reparto dei GICO e dei ROS;

6) l’istituzione della Procura della Repubblica a Gaeta, così come ci sono quelle di Cassino, Velletri e Civitavecchia ecc;

Siamo consapevoli del fatto che il discorso è tutto politico perché, quando non si trasferisce un Prefetto che non applica le direttive del Ministro degli Interni e minimizza il pericolo della presenza mafiosa sul nostro territorio e che, quindi, non dà un impulso adeguato alle forze dell’ordine, allora il discorso investe i vertici della politica e delle istituzioni!

Allora non prendiamoci in giro andando a parlare di legalità quando l’illegalità è proprio nelle Istituzioni!C’è, poi, un discorso da fare sulla “Giustizia” a Latina.

“La Procura della Repubblica di Latina-commenta Tony Ortoleva il 28 gennaio u. s. su “Latina Oggi” le dichiarazioni del Presidente della Corte di Appello di Roma Giovanni Francesco Lo Curto- veste la maglia nera in quasi tutte le classifiche relative ai tempi di svolgimento delle pratiche legali, dal processo con giudice monocratico a quello collegiale, passando per i rinvii a giudizio fino alle archiviazioni”

E, qui, potremmo parlare fino a domani, ma preferiamo concludere con una domanda:

su un territorio in cui non c’è certezza del diritto e sul quale non si coinvolgono i cittadini, dopo averli adeguatamente informati, come si fa a parlare di legalità??

La regione approvi subito la legge istitutiva del parco dei monti Ausoni e del lago di Fondi

Latina 24 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Parco dei Monti Ausoni e Del Lago di Fondi

Non sono ulteriormente tollerabili le lungaggini dei lavori degli organi della Regione Lazio che stanno esaminando la proposta di legge della Giunta relativa all’istituzione del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi.

Esperite tutte le procedure di consultazione previste, non ci sono più giustificazioni per ulteriori ritardi nell’approvazione della legge.

Il territorio è già stato sottoposto a fenomeni di una devastante speculazione edilizia e noi non possiamo permettere che tali processi continuino, ad opera, peraltro, di persone provenienti da altre Regioni.

Ci faremo promotori nell’apposito Comitato costituito a difesa del Parco fra varie Associazioni di una proposta di un’iniziativa FORTE nei confronti della Regione Lazio e non escludiamo la possibilità di organizzare una manifestazione presso la sede della Giunta Regionale in via C. Colombo a Roma se non verrà approvata la legge entro 30 giorni.

LA SEGRETERIA REGIONALE

Perche tanti ritardi nell’approvazione della legge sul parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi?

“MARRAZZO DOVE SEI “, COMINCIA A GRIDARE LA GENTE, NELL’ATTESA INFINITA CHE VENGA APPROVATA LA LEGGE CHE ISTITUISCE IL PARCO DEI MONTI AUSONI E DEL LAGO DI FONDI

Lo avevamo paventato che “Qualcuno” stesse tramando per far… saltare tutto e quel “qualcuno” aveva anche sparso la voce che… ci avrebbe querelato.

Non ci piace, caro Presidente Marrazzo, quanto sta avvenendo alla Regione in relazione al progetto di istituzione del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi. Troppe correzioni rispetto al progetto originale e, soprattutto, troppe esitazioni nell’approvarlo e troppi, troppi ritardi. C’è “qualcuno “, a livello politico ovviamente, che sta… ” giocando” pesantemente? Noi sappiamo che gli interessi sono grossi e sospettiamo anche chi possa essere quel “qualcuno”, ma non vogliamo essere accusati di essere i sostenitori della… cultura del sospetto, anche se riteniamo che abbia ragione chi ha detto che… ” A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca “.

Ce ne siamo accorti da tempo e, in particolare, quando, recatici presso l’Ufficio Contenzioso e Vigilanza del Dipartimento Urbanistica della Regione Lazio per il “caso “ di SS. Cosma e Damiano, abbiamo pensato di fare una panoramica anche sui “casi” dell’abusivismo sulla Piana di Fondi.

C’era solamente il fascicolo… dell’Isola dei Ciurli. Non c’erano altri fascicoli che potrebbero riguardare… imprenditori campani!!!

Il Presidente Marrazzo, la Direzione Nazionale Antimafia, la magistratura e le forze dell’ordine locali conoscono la situazione?

Alcune notti fa, in contrada Villa, nella zona delle Sugherete, è “crollato “ il tetto di un casolare. Qualcuno parla di un’esplosione, come causa determinante e di un “avvertimento “in quanto si tratta di casolare antico ricadente sul territorio dell’istituendo Parco dei Monti Ausoni.

“E’ un dato di fatto che i continui ritardi della vicenda Parco hanno fatto aumentare i reati ambientali in paese, dall’abusivismo ai danneggiamenti. Qualcuno non vuole capire che in paesi come il nostro il Parco significa possibilità di riportare la legalità a livelli accettabili per una civile convivenza “, scrivono alcuni amici del Comitato Pro-Parco, di cui la nostra Associazione fa parte.

Noi abbiamo segnalato la situazione anche all’on. Laurelli, Presidente della Commissione regionale contro la criminalità, la quale si è subito mossa. La ringraziamo, ma stiamo ancora aspettando che si muova personalmente Marrazzo perché stiamo notando… cose che non ci piacciono affatto.

Nel contempo chiediamo che la DIA, il Col. dei CC. Rotondi, il Questore D’Angelo e la Guardia di Finanza “mettano il naso “ per… capire le ragioni di tali ritardi nell’approvazione della legge sul Parco.

Nessuno dimentichi che pochi mesi fa, proprio a Fondi, c’è stato il suicidio del Comandante della Guardia di Finanza, Capitano Fedele Conti, suicidio determinato da ragioni che non sono state ancora accertate.

Associazione Regionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”

Risposte della Presidente della commissione regionale della criminalità su Fondi e Roma

A ministro dell’interno
On. Giuliano Amato

e, p. c.
Presidente della commissione Parlamentare antimafia
On. Francesco Forgione

Mi è stato segnalato ripetutamente che il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza della provincia di Roma non convocherebbe alle sue riunioni la D. D. A..

Come invece risulta disposto in precedenza da una circolare del Ministero dell’interno protempore dell’On. Giorgio Napoletano.

La presenza di un Magistrato della Procura distrettuale sarebbe infatti particolarmente importante ed efficace per una maggior operatività del Comitato Provinciale.

Si segnala quanto sopra per gli opportuni provvedimenti del caso.

Cordiali saluti

Roma, 22 maggio 2007

La Presidente

Solidarietà della “Caponnetto” al Procuratore De Ficchy

SOLIDARIETA’ DELLA “CAPONNETTO”
AL PROCURATORE DE FICCHY

LA MAFIA NON SI COMBATTE CON IL SILENZIO
COME SOSTIENE IL PREFETTO DI ROMA SERRA

Il “Corriere della Sera” ha riportato con grande evidenza e per ben due giorni consecutivi la polemica insorta fra il S. Procuratore nazionale antimafia Dr. Luigi De Ficchy ed il Prefetto di Roma Serra a proposito della mancata applicazione, da parte appunto delle Prefetture del Lazio, delle direttive a suo tempo impartite dall’ex Ministro degli Interni Napoletano che disponeva la nomina nelle Commissioni Provinciali della Sicurezza e dell’Ordine pubblico di rappresentanti della Direzione azionale Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia.

Com’è noto, i reati di stampo mafioso (il famoso art. 416 bis) sono di esclusiva competenza della DDA e non delle Procure territoriali, le quali, di conseguenza, non hanno una visione completa dello spessore del radicamento mafioso sul territorio.

Il Prefetto Serra, anziché apprezzare il contenuto delle osservazioni fatte dal Procuratore De Ficchy, ha dato vita ad una polemica pubblica che di certo non giova all’immagine delle nostre istituzioni.

Intanto, respingiamo con forza la tesi secondo cui… la lotta alle mafie si fa… con il silenzio.

La lotta alla mafia si fa, al contrario, informando l’intera collettività, coinvolgendola appieno, come giustamente ha rilevato di recente il Procuratore capo della repubblica di Venezia Borraccetti.

Il silenzio aiuta le mafie, consentendo ad esse dia gire indisturbato continuando ad investire gli immensi capitali di cui dispongono.

E’ tutta la società civile che va coinvolta, in una grande campagna di informazione, di sensibilizzazione e di mobilitazione contro le mafie. Le istituzioni non bastano; si vede chiaramente dai risultati!!!!…….

Le mafie controllano ormai buona parte della nostra economia, per non parlare, inoltre, di partiti politici ed istituzioni.

Il Prefetto Serra, anziché polemizzare con il Dr. De Ficchy sul Corriere, ci dica pechè non applica la circolare del Ministro Napoletano che prevede l’inserimento dei rappresentanti della DNA nella Commissione Provinciale della Sicurezza e dell’Ordine pubblico. Ciò vale, ovviamente, anche per i Prefetti di Frosinone, latina, Rieti e Viterbo.

Al Dr. De Ficchy ed a tutti i suoi colleghi della DNA e della DDA esprimiamo i sensi della nostra più sentita solidarietà.

Il procuratore capo di Latina smentisce la notizia del dissequestro dei beni di Jonni Micalusi

UNA PRECISAZIONE DOVEROSA I BENI DI MICALUSI RESTANO SEQUESTRATI: LO DICHIARA IL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI LATINA

La notizia diffusa da alcuni organi di stampa e dalle agenzie giornalistiche –e da noi ripresa -aveva sollevato clamore: i beni di Jonny Micalusi sarebbero stati dissequestrati.

Poi, però, è arrivata, puntuale, la smentita del Procuratore Capo della Repubblica di Latina.

La notizia, quindi, è infondata. E’ inutile dire che a noi il contenuto delle dichiarazioni del Capo della Procura ha fatto un immenso piacere.

Ne prendiamo atto con gioia.

Prima riunione del Comitato Scientifico dell’Associazione Regionale Lazio “A. Caponnetto”

COMUNICATO STAMPA

Ieri, giovedì 17 maggio 2007, nella sala riunioni del Gruppo del PRC del Senato della Repubblica, si è svolto il primo incontro di una rappresentanza dell’Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto” con i componenti, fra i quali i Senn. Giovanni Russo Spena e Franca Rame, del Comitato Scientifico della medesima Associazione.

E’ stata fatta un’ampia disamina della grave situazione relativa alla presenza mafiosa nel Lazio e alla risposta delle istituzioni, risposta che, ad oggi, appare alquanto inadeguata.

E’ stata messa a punto, poi, la strategia che l’Associazione dovrà adottare al riguardo per contrastare l’avanzata continua delle nuove mafie sul nostro territorio e sono state indicate alcune iniziative di carattere parlamentare tendenti a migliorare la legislazione in materia di contrasto delle mafie ed a ovviare ad alcune carenze, da parte delle istituzioni nazionali e locali, rilevate in tale azione di contrasto.

Nei prossimi incontri saranno esaminate, in maniera approfondita, le situazioni specifiche di ogni provincia laziale.

SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Le sentenze dei giudici non si discutono, ma…

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: sentenza del Tribunale di Latina Relativa al dissequestro Hostaria del Pesce Roma

Le sentenze dei giudici non si discutono e noi siamo profondamente rispettosi del loro operato. Ma ci sia consentita una domanda per quanto riguarda quella ora emessa dal Tribunale di Latina relativamente al dissequestro dell’Hostaria del Pesce di Roma: non si tratta di materia di competenza della DDA, così come per i casi che hanno riguardato la morte di Di Silvio e l’operazione D’Alterio?

E’, questa, una domanda che rivolgiamo anche al Procuratore Nazionale Antimafia Dr. Piero Grasso e alla quale vorremmo che qualcuno ci rispondesse.

LA SEGRETERIA

Sollecito approvazione legge istitutiva Parco Monti Ausoni e Lago di Fondi

Roma 14 maggio 2007

On. Piero Marrazzo
Pres. Giunta Regione Lazio – ROMA
On. Filiberto Zaratti
Ass. Ambiente Regione Lazio – ROMA

OGGETTO: Parco dei Monti Ausoni e Del lago di Fondi

Consentiteci di esprimervi le nostre più profonde preoccupazioni relativamente alle lungaggini che si stanno registrando durante l’iter di esame e di approvazione della legge istitutiva del Parco all’oggetto indicato.

Tali preoccupazioni derivano, per quanto riguarda la scrivente, soprattutto dal forte interesse manifestato da soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata circa la realizzazione di un vasto piano di cementificazione della Piana di Fondi, una delle più belle aree del nostro Paese, già, peraltro, devastata, com’è noto, da un abusivismo edilizio selvaggio.

Corrono insistenti voci in ordine a presunti tentativi messi in atto da varie parti e tendenti a ritardare- e, peggio, a snaturarlo – l’approvazione del progetto.

L’apposito Comitato, di cui fa parte anche questa Associazione, ha elaborato -e trasmesso già alla Regione -una serie di integrazioni al progetto stesso, integrazioni apportate con l’ausilio di organizzazioni venatorie locali.

Ciò premesso, vi preghiamo di volervi adoperare personalmente ai fini di un’approvazione in tempi brevi della relativa legge.

In attesa di cortesi assicurazioni, cordialmente vi salutiamo

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Richiesta audizioni ed interventi per situazione criminalità a Roma e comportamenti Prefetto di Roma

Roma 14 maggio 2007
On. Romano Prodi
Presidente Consiglio Ministri – ROMA
On. Giuliano AMATO
Ministro dell’Interno – ROMA
Direzione Nazionale Antimafia – ROMA
On. Francesco Forgione
Pres. Comm. Parl. Antimafia – ROMA
On. Luisa Laurelli
Pres. Comm. Sicurezza Regione Lazio – ROMA

OGGETTO: Prefetto di Roma

E’ diventato veramente intollerabile il comportamento del Prefetto di Roma relativamente al problema del contrasto della criminalità organizzata nella Capitale e nella provincia.

Già la presenza di un ex deputato, cioè di un uomo di parte, nella gestione di una Prefettura importante qual è quella della Capitale, potrebbe suscitare, nel sentire comune, dubbi circa le garanzie di un equo trattamento per tutte le altre parti politiche.

Ma, oltre a ciò, sono i comportamenti del Prefetto Serra sul piano dell’efficacia dell’azione di contrasto della criminalità organizzata che generano le preoccupazioni maggiori.

Il fatto che egli non abbia ritenuto, ad oggi, di dare esecuzione, malgrado gli inviti rivoltigli anche dall’ex Procuratore Nazionale Antimafia Dr. Vigna, alle direttive impartite ai Prefetti dall’ex Ministro degli Interni ed attuale Capo dello Stato on. Napolitano di integrare il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico con un magistrato della DDA (unico competente a trattare, in base all’art. 416 bis c. p. i reati associativi di stampo mafioso e, quindi, UNICA persona compiutamente informata circa la reale situazione esistente sul territorio di competenza), è veramente inspiegabile.

Altrettanto inspiegabili appaiono, inoltre, le dichiarazioni pubbliche dell’On. Serra, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, circa… l’assenza delle mafie nella Capitale, oltre ad un ultimo avvenimento che ha costretto questa Associazione Regionale ad esprimere le sue perplessità.

La scorsa settimana si è svolta – mentre è in corso in quel comune una infuocata campagna per la rielezione di un Consiglio Comunale che non si è voluto sciogliere malgrado l’accertamento di gravissime situazioni di illegalità – una riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico nel Comune di Ardea.

Sull’intero territorio che comprende la fascia costiera che si estende da Ostia a Nettuno, oltre alla presenza, proprio ad Ardea, del famigerato boss Frank Coppola, è stata accertata, com’è noto, quella di vari soggetti, di origine campana e calabrese soprattutto, impegnati in attività imprenditoriali che potrebbero aver condizionato, in un modo o in un altro, direttamente od indirettamente, la vita economica e politica della amministrazioni pubbliche, come si è verificato nella vicina Nettuno.

Questa Associazione ha svolto su quel territorio un serio lavoro di analisi e di acquisizione di notizie, del cui esito essa ha informato gli organismi centrali competenti.

Essa, quindi, era fra le più titolate – in quanto in grado di fornire valutazioni, suggerimenti e spunti per indagini più approfondite – per aver diritto a partecipare all’incontro fra il predetto Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, le forze politiche e le associazioni.

Il fatto che, invece, proprio questa Associazione sia stata esclusa, la dice lunga sulla reale volontà di affrontare il tema della presenza mafiosa sul territorio in maniera adeguata.

Appare, quindi, fondato il dubbio che tale esclusione sia stata determinata dalle contestazioni, da parte dei rappresentanti di questa Associazione medesima, di talune affermazioni fatte dal Prefetto di Roma durante un’analoga riunione svoltasi appena qualche mese fa nell’aula consiliare del Comune di Nettuno.

Fatti e situazioni, quelli appena elencati, che impongono una riflessione sulla condotta dell’attuale Prefetto di Roma per quanto riguarda l’efficacia della sua azione in materia di lotta contro le mafie nel Lazio.

La scrivente Associazione chiede al riguardo un’iniziativa urgente da parte delle Commissioni Parlamentare Antimafia e Sicurezza della Regione Lazio, al fine di far chiarezza in una situazione oltremodo inspiegabile.

In attesa di cortesi assicurazioni, si porgono i migliori saluti

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Sequestri di immobili a Nettuno e proteste contro i tributi ad Anzio

A NETTUNO, IN PROVINCIA DI ROMA, LA CUI AMMINISTRAZIONE COMUNALE E’ STATA SCIOLTA, COME E’ NOTO, PER COLLUSIONE CON LA MAFIA, SEQUESTRATO UN INTERO QUARTIERE ABUSIVO COMPOSTO DA BEN 9 PALAZZINE. QUALCUNA DI QUESTE E’ RISULTATA INTESTATA A SOGGETTO COLLEGATO CON LA ‘NDRINA DEI GALLACE.

NELLA VICINA ANZIO, INVECE, E’ SCOPPIATA LA RIVOLTA CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER LA RISCOSSIONE DEI “CREDITI INESIGIBILI” DA PARTE DEL CENTRO SERVIZI EUROPEI, UNA SRL CON SEDE A ROMA

Abusivismo edilizio e falso ideologico. Queste le accuse a carico di 27 persone abitanti a Nettuno. Fra gli accusati ci sono anche 7 dipendenti comunali. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Nettuno su incarico della Procura della Repubblica di Velletri e riguarda ben 321 unità immobiliari, fra appartamenti e garage, realizzate senza l’approvazione della Regione Lazio e, quindi, abusivamente. Fra i costruttori c’è anche un congiunto di Franco D’Agapiti, il boss attualmente detenuto per narcotraffico e collegato con il clan calabrese dei Gallace. Ancora una volta viene alla luce l’intreccio esistente fra segmenti della pubblica amministrazione e delle istituzioni ed elementi collegati con la criminalità organizzata e con il malaffare; un intreccio che si fa beffa delle leggi e che inquina la vita civile, economica e politica del territorio. Territorio che-si badi bene- non si limita a quello della sola Nettuno, ma che, invece, investe tutta la fascia litoranea laziale, da nord a sud, da Civitavecchia-Santa Marinella-Tolfa, ai confini della Toscana, fino a Scauri-Minturno-SS. Cosma e Damiano, alle foci del fiume Garigliano e al confine con la Campania. Un territorio invaso da clan, cosche e ‘ndrine di ogni specie, sia italiani che stranieri.

Appare quanto meno risibile – e fa riflettere – il tentativo maldestro di quanti, nelle istituzioni e nel mondo della politica, tentano di accreditare la chiave di lettura secondo la quale tali clan, presenti ed operanti, come è stato accertato, a Nettuno, non lo siano, invece, nelle confinanti Anzio ed Ardea, come se le mafie operassero su territori delimitati da paletti!… Evidentemente i riflettori non sono stati accesi sugli altri Comuni con la stessa intensità con la quale sono stati accesi su Nettuno. E’ questo il motivo per il quale la nostra Associazione da tempo sta concentrando una particolare attenzione su tutto il litorale romano, confidando sulla collaborazione di cittadini onesti e volenterosi in grado di fornirci elementi di valutazione, da “girare”, poi, a chi ha il compito di indagare soprattutto sul versante dell’”origine” dei capitali che si investono e sulle collusioni mafia-politica.

In quest’ottica, non è infondato il sospetto da noi sollevato per quanto attiene al settore degli appalti e dei subappalti, pubblici e privati, non solo dei mondi dell’edilizia e del commercio, ma anche in quello dei servizi.

Si sta parlando in questi giorni moltissimo della gara espletata dal Comune di Anzio relativamente all’affidamento del servizio di riscossione dei cosiddetti “crediti inesigibili” a carico di cittadini che non hanno pagato quanto avrebbero dovuto pagare, gara vinta dal Centro Servizi Europeo, con sede in Roma in viale Ciamarra 280 e, si dice, anche a San Marino.

Sulla legittimità di tale gara molti dubbi sono stati sollevati da consiglieri dell’opposizione di centrosinistra al Comune di Anzio nella seduta consiliare del 23 aprile u. s. , , consiglieri che hanno annunciato di aver richiesto l’intervento della Procura della Repubblica di Velletri.

Stiamo aspettando al riguardo che magistratura e forze dell’ordine facciano piena luce su tutta la vicenda.

Il Prefetto di Roma Serra si sottrae all’incontro con la Caponnetto sulla situazione di Ardea

COMUNICATO STAMPA

Lo Stato sembra più accartocciarsi su se stesso.

Lascia sempre più sconcertati il comportamento del Prefetto di Roma Achille Serra, che, ignorando l’esortazione del Capo dello Stato Napolitano che sprona a coinvolgere tutta la società civile nell’azione di contrasto delle illegalità e delle mafie, ha oggi-9 maggio 2007-incontrato ad Ardea forze politiche ed associazioni, con la sola esclusione della scrivente.

Evidentemente al Prefetto Serra non sono piaciute le affermazioni fatte alla sua presenza dai nostri rappresentanti durante una riunione fatta nell’aula consiliare del Comune di Nettuno relativamente alla presenza mafiosa sul litorale romano.

I nostri rappresentanti contestarono in quella occasione le affermazioni dell’ex deputato di Forza Italia, ora Prefetto della Capitale, secondo il quale, dopo lo scioglimento per collusioni mafiose dell’Amministrazione di Nettuno, oggi su quel territorio sarebbe … tutto sotto controllo.

Affermazioni, queste, che appaiono alquanto risibili, in quanto, da verifiche da noi fatte- dei cui risultati sono stati informati gli organismi competenti, com’è nostro costume –la situazione non è affatto tranquilla come sostiene il Prefetto Serra. Ma tant’é.

D’altra parte, la posizione dell’On. Serra su Ardea è nota, dal momento che egli, malgrado la grave situazione rilevata dalla Commissione d’accesso agli atti da lui stesso nominata dopo ripetute richieste nostre e di vari parlamentari-commissione che si è limitata a fotografare solamente, come prescrive la legge, le situazioni di illegalità amministrative e non anche quelle relative a possibili infiltrazioni mafiose determinate dalla presenza ad Ardea di soggetti appartenenti alle stesse ‘ndrine e non solo operanti nella vicina Nettuno-, non ha inteso adottare lo stesso provvedimento adottato, anche là dopo tante insistenze, per Nettuno.

L’amministrazione di Ardea, poi, si è autosciolta nel modo che tutti sanno. Risultato: oggi assistiamo alla ripresentazione, nelle veste di candidati a ricoprire la carica di amministratori, di molti di quei vecchi amministratori che si sono resi responsabili della situazione che ha portato Ardea al collasso amministrativo, urbanistico, economico e politico.

Evidentemente gli organizzatori dell’incontro fra l’On. Serra e partiti ed associazioni-incontro, dal quale, ripetiamo, la nostra Associazione è stata esclusa –temevano che i nostri rappresentanti, così come hanno fatto a Nettuno, rimproverassero al Prefetto di Roma la sua inerzia sul piano di un’efficace lotta alle mafie.

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Raccomandazioni assunzioni ASL Latina

Latina 5 maggio 2007

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LATINA

OGGETTO: indagini relative alle assunzioni di personale alle dipendenze della ASL di Latina

Alcuni organi di stampa hanno dato ampio risalto allo “scandalo” relativo alle assunzioni disposte qualche anno fa dalla ASL di Latina.

Alcune di tali assunzioni, secondo quanto riportato dagli stessi organi di stampa, sarebbero state condizionate da un noto esponente politico che, usando la carta intestata del Presidente del Consiglio della Regione Lazio, le avrebbe caldeggiate presso la Direzione Generale della ASL pontina.

Risulta, al riguardo, che sarebbero in corso due diverse indagini da parte di codeste Procure della Repubblica.

Trattandosi di atti compiuti da persona che rivestiva un alto incarico in un importante Ufficio della Regione Lazio, questa Associazione ritiene che sarebbe opportuna l’unificazione di tali indagini e l’affidamento di esse alla Procura della Repubblica di Roma.

IL SEGRETARIO REGIONALE

Dr. Elvio Di Cesare

Mafia a Tarquinia e nel virerbese?

4 maggio 2007

COMUNICATO STAMPA

La Commissione Parlamentare Antimafia ha recentemente elaborato ed approvato un Codice di autoregolamentazione, sottoscritto da tutti i partiti, con il quale questi si impegnano a non inserire nelle liste dei candidati alle elezioni amministrative persone che abbiano ricevuto “ avvisi di garanzia “per gravi reati penali. Si tratta di un primo, importante passo in direzione di quella “bonifica” della vita pubblica auspicata dalla stragrande maggioranza dei cittadini del nostro Paese, ”bonifica” che, se non attuata in tempi rapidi ed in maniera seria ed approfondita, accentuerà sempre più il preoccupante distacco, in atto da anni, fra Paese legale e Paese reale.

Dalle prime notizie pervenute a questa Associazione, però, sembra che tale Codice di autoregolamentazione, almeno in alcune aree geografiche ed in alcuni Comuni della nostra Regione, sia stato preso finora in scarsa considerazione.

Il fine e lo spirito di tale documento-che, per renderlo efficace, si auspica che venga tradotto in legge dello Stato- sono quelli di escludere dalla competizione tutti quei soggetti che si siano resi non solo protagonisti di gravi reati penali -come associazione a delinquere, estorsione, usura ecc. – ma anche-e soprattutto-che siano “sospettati” di collegamenti, diretti od indiretti, con organizzazioni mafiose.

Solo in tal modo, infatti, si potrà cominciare a contrastare seriamente il processo di “occupazione”delle istituzioni messo in atto dalle organizzazioni criminali anche nel Lazio, come già è venuto alla luce a Nettuno, il cui Consiglio comunale, com’è noto, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose..

E’ questa la causa delle forti preoccupazioni nutrite da questa Associazione Regionale, soprattutto per quanto riguarda alcuni comuni a nord ed a sud della Capitale, come Tarquinia, Civitavecchia, Ardea, Latina, SS. Cosma e Damiano ecc, sottoposti, com’è noto, a forti pressioni da parte di soggetti ed organizzazioni legati alla criminalità organizzata.

La scrivente Associazione Regionale ha già più volte richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica e degli organismi investigativi e giudiziari sulla preoccupante situazione esistente nell’area Civitavecchia-Santa Marinella-Tolfa e zone contigue, dove alcune “presenze” ed operazioni “sospette” destano notevoli preoccupazioni, soprattutto in vista di significativi, imminenti investimenti che saranno realizzati per importanti opere pubbliche e private.

Da alcune, per ora, sommarie informazioni raccolte nelle aree vicine a quella indicata – informazioni che daranno inizio ad approfondimenti che saranno avviati nelle prossime settimane -sembra che anche il territorio della vicina Tarquinia sia stato fortemente attenzionato da soggetti legati ad organizzazioni mafiose.

Questa Associazione Regionale, al fine di fugare tali preoccupazioni, invita il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, quelli delle altre forze dell’ordine, il Procuratore della Repubblica ed il Prefetto della provincia di Viterbo ad avviare immediatamente un’approfondita indagine su tutte le movimentazioni finanziarie, oltreché sulle operazioni immobiliari ed urbanistiche, in atto o in programma a Tarquinia, soprattutto nei settori dell’edilizia, del commercio e delle strutture turistico-ricettive.

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Introduzione di Marco Galli del SILP-CGIL di Frosinone al convegno di Cassino sulle infiltrazioni mafiose

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Relazione

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