Archivi del mese: Febbraio 2007

Lettera aperta a Laura e a tutti i giovani

LETTERA APERTA A LAURA ED A TUTTI I GIOVANI

Cara Laura,

abbiamo letto con attenzione la lettera da te inviataci e ti rispondiamo subito.

No, non abbiamo avuto alcun riscontro, ad oggi, alla denuncia da noi inviata alla Guardia di Finanza relativamente al problema della “Facoltà degli affari, l’università del mattone “.

La nostra attività è così intensa che non ci ha consentito finora di verificare se la Guardia di Finanza abbia aperto un’inchiesta o meno. Speriamo di sì.. Quanto prima lo controlleremo e stai tranquilla che, ove non l’avesse fatto, non è nostra abitudine lasciare conti in sospeso. Ci rivolgeremmo, in caso negativo, al Comando Generale ed al Ministro e non escludiamo, peraltro, di far fare qualche interrogazione parlamentare.

I vertici istituzionali sanno bene come siamo abituati ad agire.

La nostra specificità –stavamo per dire, la nostra diversità-consiste appunto in questo.

Noi apprezziamo tantissimo l’opera di quanti si adoperano per la sensibilizzazione dei cittadini e per la formazione della coscienze. Siamo grati a tutti coloro che si stanno spendendo su questo versante perché riteniamo che non si può continuare ad addossare tutto il peso della lotta all’illegalità ed alle mafie alle sole forze dell’ordine ed alla magistratura, le quali, pur con tutti i loro limiti, fanno quel che possono fare. Ma non basta.. E’ assolutamente necessario ed urgente il coinvolgimento di tutti i cittadini onesti e di tutti quei soggetti, sindacati, associazioni, partiti, chiesa e quant’altro, attraverso i quali i cittadini medesimi si esprimono. Questo, purtroppo, a Latina e provincia finora non si è verificato.

Silenzi, omissioni, disattenzione, -talvolta anche complicità soggettive ed oggettive-di taluni di questi soggetti hanno contribuito a determinare la situazione nella quale ci troviamo.

Questa è la riflessione che ha indotto la nostra Associazione… ANDARE OLTRE.

Andare oltre, passando dalle enunciazioni all’ AZIONE. Questa è la nostra DIVERSITA’ rispetto a tutti gli altri. DIVERSITA’ CHE, OVVIAMENTE, SI CONIUGA CON.. SCOMODITA’.

Se seguirai attentamente il nostro sito, ti accorgerai che noi siamo molto critici nei confronti delle oligarchie dei partiti politici e dei vertici istituzionali, soprattutto Prefettura e Procura della Repubblica, che sono i due presidii dello Stato più autorevoli sul territorio.

La provincia di Latina-ma non solo, perché è tutto il Lazio che, più o meno, sta nelle stesse condizioni-è almeno da 20 anni che è stata fortemente infiltrata da clan, ’ndrine, cosche di ogni specie. Con il tempo si è anche andata solidificando una… mafia indigena (non a caso l’ex Sottosegretario agli Interni Mantovano, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, ha parlato di… ”imprenditori locali” collegati con le organizzazioni mafiose.

Una parte significativa dell’economia pontina è nelle mani di persone… sospettate di essere collegate con la criminalità organizzata. Noi abbiamo individuato numerosi casi di insediamenti sospetti, casi che, ovviamente, abbiamo segnalato alla Direzione Nazionale Antimafia.

Non possiamo, per ovvie ragioni, mettere sul sito o pubblicizzare tutto quanto noi scopriamo e segnaliamo. Ti possiamo dire, però, che tali casi non sono pochi.

Ci potrai chiedere, a questo punto: ma fate lavoro investigativo?

Non rientrerebbe nei nostri compiti statutari, perché questo è un lavoro che spetta alle forze dell’ordine ed alla magistratura.

Ma è dovere di tutti collaborare, aiutare, pur nell’autonomia dei ruoli, denunciando eventuali comportamenti omissivi da parte delle istituzioni.

Ed è, appunto, quello che noi stiamo facendo da anni senza lacci e laccioli di natura partitica e senza guardare in faccia a chicchessia.

Non siamo politicamente dei qualunquisti, stai tranquilla, perché, altrimenti. non faremmo il lavoro che facciamo; un lavoro di frontiera, che ci espone e che, ovviamente, ci fa correre rischi. Ma non facciamo le vittime perché ce lo siamo scelti da soli. Non tolleriamo, però, a chicchessia di. mettere le mani sulla nostra Associazione per scopi che non siano quelli che riguardano esclusivamente le lotta contro le illegalità e le mafie. Le mafie non sono né di sinistra, né di destra, sono mafie e basta e, per fare business, si alleano, di volta in volta, con persone di sinistra, di destra e così via.

Noi riteniamo, fatte queste brevi premesse, che non ci sia più spazio, data la gravità della situazione, per le elucubrazioni. Non è più tempo di analisi. Ora bisogna agire e basta. Ed è quello che la nostra Associazione fa da anni. Un caro saluto

Lettere anonime a Sabaudia a nome dell’Associazione Caponnetto

COMUNICATO STAMPA

Ci è stato segnalato che persone non individuate invierebbero a vari indirizzi di Sabaudia lettere, c on firme false ed a nome dell’Associazione “A. Caponnetto”, contenenti inviti a presentazioni di libri e altri argomenti.

Questa Associazione è in attesa, prima di presentare formale denuncia all’Autorità Giudiziaria, di ulteriori verifiche.

Nel contempo, la scrivente prega cittadini e rappresentanti di organi di stampa di Sabaudia di inviarci cortesemente al riguardo ogni notizia.

Nel ringraziare, distintamente salutiamo

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

A Latina casi di “incompatibilità” per alcuni magistrati

A LATINA CASI DI “INCOMPATIBILITA’”
PER ALCUNI MAGISTRATI

Ci sono pervenute segnalazioni relative a presunti casi di “incompatibilità” in cui si troverebbero alcuni magistrati di Latina, i quali avrebbero familiari che esercitano la professione forense sul territorio.

Abbiamo provveduto ad interessare del problema il Capo dello Stato, il V. Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed il Ministro della Giustizia.

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto”

Rinnovato il Consiglio Direttivo Regionale della nostra Associazione

RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE

E’ stato rinnovato il Consiglio Direttivo Regionale dell’Associazione. Ecco i nuovi dirigenti:

Elvio Di Cesare, segretario

Franca Paniconi, vice segretaria e tesoriere

Alessandro Cresti, segretario organizzativo

Alfredo Galasso, coordinatore Comitato Scientifico

Francesca Campisi, coord. Uff. Studi e Programmaz.

Giorgio Marcotulli, respons. area a sud della Capitale

Vanda Schiavi, respons. area a nord della Capitale

Roberto Orologio

Arturo Gnesi

Paolo Costa

Nicola Filosi

Lettera aperta al Prefetto Serra

LETTERA APERTA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO AL PREFETTO SERRA

Prefetto Serra, non ci siamo per niente.

Non ce l’abbiamo con lei per il suo passato di deputato di Berlusconi, stia tranquillo (anche se un buon Ministro degli Interni, nell’assegnarle la sede, avrebbe dovuto tener conto del fatto che, essendo lei un ex parlamentare e, quindi, un uomo di parte, non avrebbe dovuto assegnarle quella della Capitale).

Ce l’abbiamo con lei per l’interpretazione “minimalista” che inspiegabilmente dà del fenomeno mafioso.

Glielo abbiamo detto a chiare note durante l’incontro da lei promosso a Nettuno- e glielo ripeteremo da oggi in avanti, fino alla noia – perché noi siamo abituati ad esporre alla gente la verità.

Non è compito nostro fare le indagini. Sappiamo bene quali sono i nostri compiti: se li legga anche lei sul nostro sito web (www.comitato-antimafia-lt.org). Né abbiamo la pretesa, come lei sarcasticamente ha voluto rimarcare durante l’incontro di Nettuno, di essere… più informati di lei e delle forze dell’ordine sulle dimensioni del fenomeno mafioso a Nettuno e su tutto il litorale romano. Ma il fatto che.. lei sia sufficientemente e… più di noi informato non l’assolve dalla responsabilità-anzi!- di non aver contribuito in maniera efficace a dare impulso ad un’azione incisiva contro le mafie.

Lei sa molto bene che le mafie non sono rappresentate solaente dai Gallace, dai Novella e dai vari vari boss operanti sul territorio. Le mafie più pericolose, oggi, sono rappresentate da persone insospettabili, da coloro, cioè, che, passando per persone cosiddette perbene, investono montagne di soldi nell’economia locale, da coloro che improvvisamente si arricchiscono. La mafia economica, insomma, che si intreccia sempre con quella politica. Si legga le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia, delle Commissioni Parlamentari Antimafia, della Direzione Investigativa Antimafia, del Presidente della Corte di Appello di Roma e non vada più in giro a parlare, per favore, di… ”pericolo di infiltrazioni mafiose”, di tentativi di infiltrazioni… bloccati ed altre cose del genere.

A noi dispiace immensamente polemizzare con i vertici istituzionali, ma proprio perché noi non vogliamo che le istituzioni perdano credibilità, ci vediamo costretti ad esprimere, come abbiamo fatto nell’incontro di Nettuno, il più profondo dissenso da talune sue chiavi di lettura sul piano dell’azione di contrasto della criminalità organizzata e delle illegalità.

Da oggi in avanti le chiederemo di conoscere a quanto ammontano i capitali mafiosi individuati nella provincia di Roma dalle forze dell’ordine e, soprattutto, dalla Guardia di Finanza, quante sono le indagini promosse e a quale risultato si è pervenuti per ognuna di esse.

Le chiederemo, inoltre, quante sono le indagini avviate sul versante degli intrecci fra pezzi della politica, affari ed organizzazioni criminali (non a caso le abbiamo esternato le nostre preoccupazioni per alcune situazioni che riguardano il territorio compreso fra Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa ecc. ).

Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”

Al Capo dello Stato ed al Ministro degli Interni sulla situazione esistente nella Prefettura di Latina

On. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica – ROMA

On. Giuliano AMATO
Ministro degli Interni – ROMA

E p. c.

On. Oliviero DILIBERTO – ROMA

On. Giuseppe SGOBBIO – ROMA

Sen. Salvatore BONADONNA – ROMA

OGGETTO: Prefettura di Latina

Più volte questa Associazione Regionale ha richiesto, senza avere ad oggi riscontro, l’intervento delle SS. LL. per mettere fine alla situazione oltremodo deplorevole esistente nella Prefettura di Latina.

Una situazione di cui si è occupata anche la stampa-oltreché i Parlamentari cui la presente è diretta per conoscenza- e che sta danneggiando in maniera irreversibile l’immagine ed il prestigio di questa Istituzione in una provincia, qual’è quella di Latina, devastata dalla illegalità e dalla criminalità organizzata.

Le continue discriminazioni di cui sono continuamente vittime alcuni bravi dirigenti che non si sono accodati alla” cordata “che gestisce la Prefettura hanno creato un clima di attriti che sta nuocendo all’immagine ed alla funzionalità dell’istituzione.

Tali discriminazioni, che si sono manifestate già con il trasferimento arbitrario del vice prefetto vicario Dott. Ingenito, si stanno perpetuando a danno di altri due vice prefetti ai quali proprio in questi giorni sono state notificate le valutazioni relative all’attività dirigenziale svolta nell’anno 2005.

A differenza di tutti gli altri colleghi, fra i quali uno costantemente in malattia, ai quali è stato espresso il punteggio massimo, ai due vice prefetti “ non allineati” sono state espresse nelle valutazioni, firmate dall’attuale Prefetto Pironti, pesanti ed ingiuste attenuazioni.

Ciò sicuramente determinerà, da parte dei dirigenti colpiti, il ricorso ad un’azione giudiziaria e, di conseguenza, un ennesimo, ulteriore svilimento dell’immagine della Prefettura di Latina.

Questa Associazione ripetutamente ha denunciato il clima di discriminazioni esistente in quel presidio dello Stato, clima che si è andato sempre più aggravando durante la gestione dell’attuale Prefetto.

Giova, inoltre, ricordare che la scrivente Segreteria ha richiamato l’attenzione del Ministro dell’Interno anche sull’inopportunità di continuare a tollerare il fatto che nella Prefettura di Latina, caso unico in Italia, ci sia un capo di gabinetto, nominato vice prefetto vicario dopo il trasferimento della Dottoressa Ingenito, da una trentina di anni.

Alla luce di tali fatti, rinnoviamo per l’ennesima volta l’invito a ripristinare negli Uffici in questione uno stato di legalità e di rispetto di tutte le persone e, nel contempo, a mettere fine, con l’assegnazione ad altre sedi degli attuali Prefetto e vice prefetto vicario, ad una situazione che sta arrecando danni incalcolabili all’immagine dello Stato nella provincia di Latina.

IL SEGRETARIO REGIONALE
DR. ELVIO DI CESARE

C’e’ discontinuità fra prima e seconda repubblica?

C’E’ DISCONTINUITA ‘ FRA PRIMA E SECONDA REPUBBLICA?


Non ce la faccio più a sentire mezze verità: si parla di br e ‘ndrangheta con titoloni da prima pagina ma a chi smonta e ricostruisce l’informazione in un tempo più o meno lungo non può sfuggire che esiste un potere forte altrettanto pericoloso che si basa su enormi capitali finanziari derivanti dal commercio illegale di armi (proliferato grazie alle politiche guerrafondaie internazionali usa in primis) e che è ora reinvestito in speculazioni finanziarie e immobiliari di proporzioni “governative” (ipa, bnl, forse aerospaziale).
Andreotti nell’Assemblea del Senato della Repubblica del 5 Ottobre 2006 relativa alla vicenda Telecom e alle intercettazioni telefoniche non autorizzate diceva: “Non sono riuscito a capire perche´ molti enti di previdenza e altri enti – e poi alcuni nomi ritornano – hanno smobilitato le loro risorse immobiliari, consentendo ad un gruppo [gruppo coppola] di accentrare su di se´ un potere immobiliare che sta creando molti problemi”.
E Draghi della banca d’Italia che è un ex dirigente della Goldman Sachs, la multinazionale-piovra americana che decide persino il prezzo della moneta? e poi la Urmet di Torino, la società che vende gli appareccchi per le intercettazioni telefoniche e che ha “fregato” il ministro castelli con un lock-in da premio nobel dell’ “economia all’italiana”? (ha messo un codice nella lettura dei dati così che per leggerli hanno per forza bisogno del loro decoder). a mio avviso una faida esiste nel cuore della repubblica e la camorra, forse proprio i casalesi hanno un ruolo importantissimo (un nuovo patto? un ricatto? o più semlicemente accordi d’affari?). credo che le logiche non siano molto dissimili da quelle dei tempi di Licio Gelli, con la differenza che siamo nell’era del digitale con tutto quello che implica per la gestione delle informazioni, e in quello della globalizzazione che ha cambiato di parecchio la geopolitica mondiale, con tutto quello che implica per delocalizzazione dei distretti industriali e il traffico delle merci legali e illegali (con i nuovi stato-mafia tipo kossovo). c’è una continuità di fondo tra la prima e la seconda repubblica e le vecchie “fratellanze” hanno ancora un peso importante nel network delle mafie. (ma Rocco Spagnuolo ucciso a milano poco tempo fa è parente di Carmelo Spagnuolo nei primi anni settanta procuratore generale della corte di appello di Roma?)
Parafrasando una famosa epigrafe che si trova sulle lapidi e ragionando in Senato sulla ciclicità e provvisorietà della storia, l’On. Giulio Andreotti interpretava il 5 ottobre scorso le ultime vicende della politica italiana: “quello che voi siete noi eravamo, quello che voi sarete noi fummo”, sottolineando proprio una continuità di fondo tra la prima e la seconda Repubblica, con un inquietante passato remoto che viene traslato nel futuro. Ciao a tutti Roberta

Se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato le vostre 1100
anche se voi vi crediate assolti siete comunque coinvolti. (Fabrizio de André)

Comune di SS.Cosma e Damiano

Latina, 14 febbraio 2007

Dr. Marina Ajello
Dirigente Ufficio Vigilanza e Contenzioso
REGIONE LAZIO
ROMA

E p. c.

On. Piero Marrazzo
Presidente Giunta Regione Lazio
ROMA

On. Luisa Laurelli
Presidente Commissione Sicurezza e Criminalita’
Regione Lazio
ROMA

On. Giuliano Amato
Ministro dell’Interno
ROMA

OGGETTO: Comune di SS. Cosma e Damiano (Lt)

Le sconcertanti dichiarazioni, con conseguente minaccia di azioni legali, rivolte nei suoi confronti da parte di esponenti dell’Amministrazione Comunale di SS. Cosma e Damiano, confermano la drammaticità della situazione, più volte denunciata da questa Associazione, esistente in provincia di Latina.

Ogni volta che qualcuno, come nel caso in esame, osa sottolineare l’esigenza di ripristinare la legalità su un territorio sul quale questa è spesso considerata un optional, deve rassegnarsi a diventare il bersaglio di tutti coloro che hanno una concezione del potere affatto compatibile con i principi della democrazia.

Non vediamo dove, nelle affermazioni ed analisi fatte nella nota redatta dall’Ufficio da lei diretto, possa essere stata lesa l’onorabilità di chicchessia.

Infatti, considerazioni ed analisi più o meno dello stesso tenore sono contenute in un precedente rapporto, redatto dai Carabinieri di Minturno, relativo alla stessa situazione urbanistica del Comune di SS. Cosma e Damiano; rapporto, quello dei Carabinieri, le cui conclusioni sono state, com’è noto, ben più drastiche di quelle enunciate nella nota del suo Ufficio.

Avvertiamo il dovere, pertanto, di esternarle i sensi della nostra più viva solidarietà e della nostra più profonda stima.

Cogliamo, altresì, l’occasione per invitare il Presidente della Giunta della Regione Lazio a voler disporre un’opera sempre più accentuata di vigilanza e repressione sull’intero territorio pontino devastato da un vasto e dilagante fenomeno di abusivismo edilizio.

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Giustiziati in piazza: Capita anche questo a Latina

GIUSTIZIATI IN PIAZZA: CAPITA ANCHE QUESTO A LATINA.

A QUESTO PUNTO CHIEDIAMO L’INTERVENTO DEL CAPO DELLO STATO PER RIPRISTINARE UN CLIMA DI VIVIBILITA’ CIVILE E DEMOCRATICA NELLE ISTITUZIONI PONTINE!

Onorevole Napolitano, è necessario ed urgente un Suo intervento personale per ripristinare un clima di vivibilità civile e democratica in provincia di Latina. Ciò, in quanto sono ormai le istituzioni a rischiare di perdere la faccia a causa di comportamenti individuali che noi non esitiamo a definire incompatibili con uno stato di diritto.

Le accuse lanciate attraverso alcune pagine di giornali o con l’invio di documenti, che dovrebbero restare riservati fino ad istruttoria conclusa, anche al Ministero della Sanità, che è un organo politico-amministrativo e non giudiziario, rivelano che ci troviamo in una situazione veramente preoccupante per le sorti delle istituzioni democratiche. Se un cittadino, dipendente da un Amministrazione pubblica, presenta alla Magistratura un esposto chiedendo di giudicare se alcuni comportamenti di suoi superiori gerarchici sono stati conformi alle leggi dello Stato e, poi, vede che copia di tale esposto è stato mandato proprio all’Amministrazione pubblica interessata, che deve dire?Non è violazione del segreto istruttorio?Giustiziato in piazza e sui giornali: è gravissimo.!

Colpevole, questa è una delle accuse che leggiamo sui giornali, di avere un figlio che fa praticantato in uno studio legale???…

Bene, allora, signor Presidente, le chiediamo ufficialmente di intervenire, nella Sua veste di Presidente del CSM, per far promuovere un’inchiesta rigorosa tendente ad accertare se sia fondata la voce secondo la quale a Latina ci sono Magistrati che hanno figli che esercitano l’attività forense. La legge deve valere per tutti!

Tutto quanto sopraesposto, si riferisce alle vicende che vedono in questi giorni vittima di una lunga catena di censure il Comandante dei Carabinieri dei NAS, censure tutte smontate nel tempo dopo ricorsi gerarchici e alla magistratura amministrativa.

Ora alle censure si aggiungono, ora, i processi pubblici.

Non crede che sia giunta l’ora di fare finire questi spettacoli che offendono il prestigio e la credibilità delle istituzioni?

Altra situazione veramente vergognosa è quella esistente, sempre a Latina, nella Prefettura, dove un clima di vera e propria persecuzione ai danni di due viceprefetti (già un terzo, l’ex viceprefetto vicario è stato fatto trasferire per “incompatibilità ambientale”) perdura, malgrado denunce fatte a mezzo di interrogazioni parlamentari al Ministro degli Interni, rimaste, finora, senza esito.

Ci consenta, signor Presidente, di esternarle le nostre più vive preoccupazioni in quanto, su un territorio devastato dall’illegalità e dalla criminalità organizzata, avere dei vertici istituzionali che si comportano in tal modo è veramente esiziale.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “A. CAPONNETTO“

La Regione Lazio: Basta, si sciolga l’amministrazione comunale di SS. Cosma e Damiano

COMUNICATO STAMPA

LA REGIONE LAZIO: BASTA, SI SCIOLGA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SAN COSMA E DAMIANO IN PROVINCIA DI LATINA!

E’ il trionfo della giustizia sull’ingiustizia, della legalità sull’illegalità, dell’onestà intellettuale di taluni servitori dello Stato sulla protervia, sul pressapochismo, sulla logica rapinatoria del territorio, che pervadono la politica e l’amministrazione della cosa pubblica in provincia di Latina.

Il tutto è ascrivibile alla solerzia di un bravo sottufficiale dei Carabinieri di Minturno abituato a fare le indagini così come vanno fatte, alla caparbietà del consigliere del Comune di Castelforte Antonio Fragasso, alla bravura, alla preparazione ed all’onestà dei dirigenti dell’Ufficio Vigilanza del Settore Urbanistica della Regione Lazio e, in particolare, delle Dottoresse Ajello e Testa, delle quali non ci stancheremo mai di lodare le qualità professionali.

E’ la sconfitta della PM della Procura della Repubblica di Latina che aveva chiesto l’archiviazione della pratica che si riferiva, appunto, all’inchiesta fatta dai Carabinieri di Minturno sulla disastrosa situazione urbanistica del Comune di SS. Cosma e Damiano-inchiesta che terminava con la richiesta di un ordine di custodia cautelare per il Sindaco Taddeo ed altre persone-, richiesta, però, respinta dal GIP.

E’ la sconfitta, infine, della Prefettura di Latina, della quale non si avverte più la presenza da parecchio tempo.

E’ giunta l’ora di affrontare seriamente il problema del funzionamento di questi due presidi dello Stato sul territorio pontino: la Prefettura e la Procura della Repubblica.

Quella di cui stiamo parlando costituisce un’ulteriore dimostrazione del fatto che in provincia di Latina le cose non vanno affatto bene sul piano politico e, a caduta, su quello istituzionale, amministrativo ecc. , fino ad arrivare al mondo dell’informazione. Bisogna capirne bene le cause.

Ritorniamo all’argomento che ci ha portato, per l’ennesima volta, a fare queste amare considerazioni. L’Ufficio Vigilanza e Contenzioso del Settore Urbanistica della Regione Lazio, dopo un’accurata e lunga indagine fatta sulla situazione urbanistica del Comune di San Cosma e Damiano, ha inviato un lungo rapporto a vari enti, fra i quali il Ministero delle Infrastrutture, chiedendo, alla fine, a chi di competenza, di sciogliere quell’Amministrazione comunale, ponendo, così, fine ad un sistema consolidato di illegalità. Aspettiamo, ora, di conoscere il comportamento degli enti interessati dalla Regione Lazio, per capire se la provincia di Latina si confermerà o meno, ancora una volta, come il territorio sul quale regna l’illegalità o se qualcuno, a Roma, scosso da un sussulto di orgoglio, si decida a dire, finalmente, BASTA!

A Terracina siamo al far west

ATTENTATI, SPARI ED INCENDI A TERRACINA: SIAMO AD UN VERO E PROPRIO FAR WEST

Siamo al far west, ormai, e non si riesce a venire a capo del bandolo della matassa.

Incendi di macchine, a decine, attentati, spari contro stabilimenti. A Terracina è emergenza piena. La criminalità ha raggiunto picchi inquietanti.

E’ da tempo che stiamo lanciando l’allarme, senza riscontrare alcun risultato positivo.

I cittadini tutti sono allarmati, mentre monta il livello di sfiducia verso le istituzioni.

Si scontano anni di disattenzione verso un’occupazione silenziosa ma interminabile del territorio da parte di gente proveniente, per lo più, dalla Campania che ha comprato esercizi commerciali, appartamenti, terreni, che ha costruito ecc. Persone, queste, fra le quali si nascondono probabilmente soggetti collegati con la criminalità organizzata. C’è stata negli anni una vistosa, grossa movimentazione di capitali sulla cui “ origine” non crediamo che si sia indagato a sufficienza. Oggi se ne pagano le conseguenze.

Si è indagato sulle compravendite?Sono stati individuati tutti i soggetti che hanno investito e continuano ad investire sul territorio?Si è monitorata l’attività dei notai, delle banche, delle agenzie immobiliari, oltreché quella del Comune relativa al rilascio di concessioni edilizie e di autorizzazioni varie???…

E’ stato saggio depotenziare il presidio locale della Guardia di Finanza???

E’ quanto chiediamo al suo Comandante Generale Gen. Speciale ed a quello Provinciale Col. Verdolotti, dai quali gradiremmo sapere, peraltro, quali sono le misure da loro elaborate per far fronte ad una situazione che presenta tutti i contorni di un’azione della camorra. Quella cui ci troviamo di fronte non è una questione solamente di “ordine pubblico”. Siamo d’accordo???

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto”

Lettera aperta Capo dello Stato sulla Prefettura di Latina

IL MINISTRO AMATO NON RISPONDE ALLE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI. GRAVISSIMO ED ANTIDEMOCRATICO IL SUO COMPORTAMENTO. CHIEDIAMO l’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA QUALE SUPREMO GARANTE DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI

Grave, gravissimo il comportamento di un Ministro della Repubblica italiana che non risponde alle interrogazioni fatte da ben tre parlamentari-il Sen. Bonadonna del PRC e gli Onn. Diliberto e Sgobbio, Segretario Nazionale e Capogruppo alla Camera del PDCI-relativamente alla drammatica situazione esistente nella Prefettura di Latina.

La questione è nota: con un provvedimento sconsiderato è stata trasferita alcuni mesi fa per “incompatibilità ambientale” dalla Prefettura di Latina la Dottoressa Maria Rosaria Ingenito, vice Prefetto vicario, rea di non… essersi allineata alla cordata “vincente” dell’attuale Prefetto e del suo capo di gabinetto (ora nominato “vicario “, al posto della Dr. Ingenito).

Noi siamo subito insorti contro tale provvedimento in quanto, oltre alla sua iniquità ed alla sua illegittimità, abbiamo accertato che esso è inquadrabile in un consolidato sistema di clientelismi e favoritismi che ha portato la Prefettura di Latina alla perdita di prestigio e di ruoli in una provincia, qual è quella pontina, che, per il livello preoccupante di illegalità e di criminalità che la sconvolgono, avrebbe avuto bisogno, al contrario, di una rappresentanza locale del Governo centrale capace ed autorevole.

Abbiamo, quindi, pregato i parlamentari citati di chiedere, con un atto ufficiale, l’intervento del Ministro degli Interni Amato.

Cosa, appunto, che il Sen. Bonadonna e gli Onn. Diliberto e Sgobbio hanno prontamente fatto.

A distanza di oltre due mesi dalla data di presentazione delle due interrogazioni-una al Senato e l’altra alla Camera-, il Ministro Amato ancora non ha risposto.

Ma c’è dell’altro.

Nel frattempo, il clima all’interno della Prefettura di Latina… si è ulteriormente surriscaldato e, dopo la Dottoressa Ingenito, altri due bravi vice prefetti, rei anche questi… di non essersi voluti… allineare alla… “cordata vincente”.. sono caduti sotto la scure di censure di ogni tipo.

Tutto ciò mentre l’ex capo di gabinetto-in servizio, caso unico in Italia, a Latina da una quarantina di anni-è stato nominato “vicario”, al posto della Dr. Ingenito, con conseguente grave danno per le casse dello Stato costretto a pagare, per lo stesso incarico, due persone. Infatti, essendo stata trasferita d’ufficio, alla Dottoressa Ingenito non possono essere essere decurtati stipendio ed indennità; stipendio ed indennità che ora, dopo la sua nomina quale vice prefetto “vicario”, vengono corrisposti anche all’ex capo di gabinetto (non è questa materia per la Procura della Corte dei Conti?).

A questo punto, ci vediamo costretti a rivolgerci al Capo dello Stato, che, quale garante supremo della Costituzione, preghiamo di intervenire invitando il Ministro degli Interni a ripristinare, all’interno della Prefettura di Latina, un sistema di legalità e di rispetto della dignità di tutte le persone.

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto”

Lettera aperta ai Ministri Amato e Matella: “Che state facendo?”

L’ALLARME DEL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI ROMA E DELLA DNA SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE NELL’ECONOMIA DEL LAZIO. I MINISTRI AMATO E MASTELLA CHE STANNO FACENDO AL RIGUARDO???

E’ la risposta più puntuale e migliore alla continua, perdurante azione di… ”minimizzazione” (stavamo usando… altra parola… ) operata da alcuni vertici istituzionali e politici locali, da operatori del mondo dell’informazioni disattenti e superficiali, da gente prezzolata, se non collusa.

Stiamo parlando di quanto denunciato dal Presidente della Corte di Appello di Roma, dr. Giovanni Francesco Lo Turco, durante l’Assemblea Generale della Corte di Appello di Roma svoltasi il 27 gennaio 2007.

Stralciamo dalla Relazione generale, a pagina 47, la parte relativa al problema delle infiltrazioni mafiose sul nostro territorio:

“Infiltrazioni mafiose, denuncia il Presidente della Corte di Appello di Roma, specialmente nei settori degli appalti e delle estorsioni, persistono, oltre che a Roma, nel Lazio meridionale e, in particolare, nella provincia di Latina e sul litorale laziale rientrante nel circondario di Velletri (Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia); sono state applicate numerose misure di prevenzione personale e sono in corso complesse istruttorie per misure patrimoniali.

Quanto ai reati contro la pubblica amministrazione, si mantiene elevato nel distretto il numero dei procedimenti, ma viene segnalato dalla Procura di Roma un decremento delle notizie di reato a carico di “noti”, che riguarda particolarmente i reati di cui agli artt. 316 e 322 del c. p.

Fra i reati di maggiore allarme sociale, stabile è il numero degli omicidi volontari e costante appare, specie nel Lazio meridionale, il dato relativo alle estorsioni ed alla rapine, segnatamente in danno di Tir, banche e gioiellerie; in aumento le rapine nel territorio di Latina.

Roma continua a rivelarsi l’epicentro di organizzazioni particolarmente efficienti, in grado di movimentare ingenti quantitativi destinati sia al mercato locale che a quello di altre zone e regioni.

Le indagini rivelano la presenza di organizzazioni dotate di una discreta stabilità sia per lo spaccio locale, in quartieri o aree delimitate, sia per l’approvvigionamento all’estero.

Si registra, inoltre, con particolare intensità, sia nel territorio romano che nel Lazio meridionale, la presenza di relazioni stabili di interscambio tra le organizzazioni locali e quelle camorristiche.

Rilevante è il numero dei reati commessi da cittadini stranieri, in particolare extracomunitari; si tratta spesso di clandestini, facile preda delle organizzazioni criminali nelle quali vengono prontamente arruolati. ”

Ma, all’allarme lanciato dal Presidente della Corte di Appello di Roma, si aggiunge quello, più dettagliato ed agghiacciante, della Direzione Nazionale Antimafia. Venti pagine sono dedicate al Lazio. In esse emergono “le nuove alleanze tra i gruppi di Cosa nostra con settori della pubblica amministrazione”.

Nel Lazio ci troviamo tutti, dai Rinzivillo che operano a Civitavecchia ed in altri comuni, ai Morabito, ai Gallace-Novella, a Nicoletti ed altri dell’ex banda della Magliana, dai Casalesi particolarmente presenti nelle province di Latina e Frosinone, ai Bardellino, Fasciani e così via.

Ma questi sono i… ”noti”. Poi ci sono i sottopancia, quelli.. non noti e non ancora individuati, compresi i… ”colletti bianchi”,… i “locali”, coloro che noi da anni stiamo chiedendo di individuare. Il sottobosco, fatto di insospettabili, di collusi e fiancheggiatori, di coloro che… ”minimizzano”, non informano in maniera dettagliata. I “disinformatori”, li definisce un nostro caro amico che… ha naso.

Nella nostra Regione si è saldata una consorteria politico-burocratico-mafiosa, nella quale ci troviamo di tutto, dalla massoneria, a dirigenti bancari, funzionari di vario livello, politici ed esponenti delle istituzioni
(citiamo quanto riportato dal Corriere della Sera del 10 febbraio 2007 nella cronaca di Roma, da Civitavecchia, con un servizio da titolo IL FACCENDIERE AL PRESIDENTE DEL PORTO: ”QUELLO E’ SISTEMATO”. Negli atti del processo sugli appalti vinti a Civitavecchia dal clan Rinzivillo c’è anche il nome di Gianni Moscherini (Moscherini è colui che due anni fa ci ha scritto, come ha fatto oggi il Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei, chiedendo di conoscere… chi… finanzia la nostra Associazione, ndr), il presidente dell’Autorità portuale del Lazio al centro delle polemiche in questi giorni di aver fatto cadere la giunta e in predicato di una probabile corsa alla carica di Sindaco. Il manager, che non è stato mai indagato, viene nominato da Angelo Canale, un faccendiere che, chiamando a raccolta in un Ufficio ai Parioli gli imprenditori che vogliono lavorare, millanta senza sapere di essere intercettato l’importante conoscenza per impressionare i presenti “Gianni Moscherini è un mio personale amico, lo dovrei vedere anche stasera”

Di sicuro qualche volta i due parlano al telefono, ascoltati dalla DIA: ” Caro Gianni, come stai?” “Chi è? “Piero Canale” “Oh, ciao Piero” “L’amico tuo è sistemato, te l’ha detto, sì?”, domanda il faccendiere. “A quale ti riferisci?” “Ceccacci” “Sì, lo so, me l’ha detto”

“T’abbraccio”. ).

C’è bisogno di commenti???

Nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia, poi, si parla di intrecci “tra gruppi mafiosi, settori della pubblica amministrazione e soggetti delle forze dell’ordine”.

E’, questo, l’aspetto che ci interessa e ci inquieta più di tutti.

Noi non vogliamo accusare chicchessia, né vogliamo fare, come qualcuno ci ha accusato,… ”allarmismi”…

Ma ci sta angosciando l’inerzia del Ministro degli Interni Amato relativamente alle situazioni da noi denunciate e che riguardano il Comune di Ardea e la Prefettura di Latina. E quella di Roma!Su entrambe queste due situazioni ci sono state varie interrogazioni parlamentari, alle quali l’On. Amato non ha nemmeno risposto. Questo è gravissimo. Poi c’è anche, tutta aperta, la situazione della Giustizia a Latina, per la quale ci sono state, proprio in questi giorni, ben due interrogazioni parlamentari dell’Unione e una risposta sui giornali del Procuratore Capo.

A questo punto, è necessario ed urgente che i Ministri Amato e Mastella rompano il silenzio e, di concerto, comincino a monitorare seriamente le situazioni. E a decidere, di conseguenza!!!

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto”

A proposito delle dichiarazioni del Procuratore di Latina

A PROPOSITO DELLE DICHIARAZIONI RILASCIATE DAL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI LATINA ALLA STAMPA DOPO LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI DI PASETTO, LEONI, AMICI, COSENTINO E GIACHETTI DELL’ULIVO

Per noi, che ci siamo sempre distinti per essere coloro che hanno sempre difeso la Magistratura dagli attacchi vergognosi di Berlusconi e dei suoi amici, è veramente penoso entrare in polemica con un Magistrato.

Ma non possiamo assolutamente farne a meno, dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Procuratore capo di Latina a proposito del contenuto delle interrogazioni presentate da 5 parlamentari dell’Ulivo sulla drammatica situazione in cui si trova a provincia di Latina, immersa nell’illegalità e sommersa dalla presenza radicata di clan, ’ndrine, cosche e roba del genere.

Sappiamo benissimo che sono insufficienti personale, mezzi e soldi. Ma tutte le altre Procure d’Italia si trovano nelle stesse condizioni, se non peggiori, di quella di Latina.

Il problema è un altro ed investe la razionalizzazione del lavoro e delle risorse. Noi non vogliamo insegnare alcunché a chicchessia. Non ne abbiamo le capacità specifiche, né il titolo, né la presunzione. Ma il discorso è di una semplicità estrema. Vanno definite le … ”priorità”. Si tratta, cioè, di chiarire una buona volta per tutte “quale” rilievo si intenda dare o meno all’azione di contrasto dell’illegalità nelle amministrazioni pubbliche, della criminalità organizzata- massicciamente presente su questo territorio, come ampiamente e ripetutamente denunciato dalla Procura Nazionale Antimafia, dalle Commissioni Parlamentari antimafia e, ora, anche dai 5 parlamentari dell’Ulivo autori dell’interrogazione di cui si sta parlando, – e degli intrecci politica-affari-mafia.

Noi apprezziamo quanto la Procura di Latina sta facendo per combattere il fenomeno dell’abusivismo edilizio, fenomeno che, anzi, va contrastato con maggiore efficacia tenuto conto del fatto che anche dietro a questo si potrebbe rilevare la presenza della criminalità organizzata, ma pensiamo che l’impegno contro le mafie debba essere, considerate le dimensioni che esso ha raggiunto in provincia di Latina, prioritario rispetto a tutti gli altri.

In quest’ottica, la costituzione di un pool di magistrati della Procura di Latina che si dedichino solamente al contrasto della criminalità organizzata, potrebbe rappresentare veramente una svolta.

Ci possiamo sperare?

Saremmo felici, cioè, di sentir parlare, più che di numero di fascicoli aperti, di esito delle indagini per le quali sono stati aperti tali fascicoli.

Lettera aperta al Sindaco di Ardea

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ARDEA

Professor Eufemi,

ho letto con attenzione la sua improvvida lettera inviata al
Procuratore Nazionale Antimafia Dott. Pietro Grasso e alla fine mi
sono venuti i crampi allo stomaco.

Lei, che è uno dei massimi esponenti della cosiddetta Prima Repubblica del Litorale a sud di Roma, tenta con quattro arruffate paginette di accreditarsi il merito d’essere l’unica persona onesta di Ardea e dintorni. Se veramente il Suo scopo è quello di portare nel martoriato territorio ardeatino la Legalità, mi consenta di farle conoscere un’opinione largamente diffusa fra i cittadini sul Suo comportamento di Sindaco. La frase più ricorrente dice: “Perché non torna al suo paesello?”; ciò, indistintamente, detto da chi la votò e da chi non la ritenne degno di fare il Sindaco.

Da cronista della locale vita pubblica Le posso aggiungere che nei suoi beneamati lidi giovanili d’Anzio e Nettuno gli amici di sempre l’attendono con ansia per progettare scampagnate e tornei di scopone, dove lì potrà dare fondo a tutta la sua capacità d’anfitrione.

Ed inoltre seguendo l’itinerario di ritorno ai suoi bei tempi spensierati libererebbe la politica locale di tanti suoi BIZANTINISMI inconcludenti infarciti di piccole e grandi bugie.

Il malcontento e la rabbia che oggi si sentono sul territorio da Lei amministrato non hanno riscontri in nessun’altra parte del Litorale. In questo periodo ad Ardea (buon per Lei) manca una vera alternativa alle sue manifeste incapacità e le baruffe “ideologiche” tra una Destra troppo capace e una Sinistra divisa e arruffona non La scagioneranno dal futuro giudizio degli elettori. Mi spiego. Lei asserisce che negli ultimi venti anni il territorio è stato fatto oggetto di scorrerie nel campo dell’urbanistica con profonde lacerazioni, scempi e saccheggi di tanta parte del territorio da parte di progettisti costruttori e mezzani vari senza scrupoli. Su questo sono d’accordo con Lei, ma nella Sua maggioranza oggi ci sono coloro che c’erano già venti anni fa. Ergo: come può cambiare tutto senza cambiare i suoi? In ciò Le viene in soccorso Il Gattopardo “tutto cambi perché nulla cambi”: è forse questa la sua linea politica?

Una cosa è certa: “tanto è povero il territorio d’opere pubbliche quanto sono ricchi i suoi sostenitori”. E ancora oggi Lei dice che tutto ciò che gira sul territorio è un Far West; mi consenta, signor Sindaco: dov’era Lei quando già venti anni fa il sottoscritto scriveva, su periodici editi anche ad Anzio e Nettuno, che ad Ardea c’era la MAFIA edilizia? Forse intento a dialogare con qualche Socialista della prima repubblica ora inseritosi in altro accordo di Destra e Sinistra, che dall’alto del suo attuale posto pubblico la consiglia e protegge?

Ma, nonostante ciò, la mia grande preoccupazione va ai giovani di Ardea che Lei dovrebbe ben conoscere; nei suoi circa tre anni di guida amministrativa, siccome essi non votano, non hanno ottenuto da Lei alcuna attenzione né programmazione pubblica, ma solamente festicciole e belle promesse.

Inoltre, Signor Sindaco, si rilegga la sua lettera: ad un’attenta rilettura non le sfuggirà che: in una pagina dichiara che i dipendenti comunali sono “una macchina amministrativa carente, incapace con inchieste in quantità industriale”, poi nella successiva loda “gruppo dirigente all’altezza della situazione” scordandosi che vi sono due categorie di Dirigenti; quella di chi è a ruolo e percepiscono stipendi ordinari e svolgono lavoro uguale a quelli da Lei nominati a tempo determinato. che, invece, hanno appannaggi da nababbi svolgendo, nella migliore delle ipotesi, lo stesso lavoro.

Nella foga di attribuirsi medaglie e meriti che non possono essere ascritte alla storia di Ardea, perché nella sua lettera ha omesso che il Prefetto di Roma, in merito all’assunzione dei dirigenti a tempo determinato – per quanto concerne la loro stessa assunzione e/o spostamento in settori dove non avevano titolo – ha fatto delle profonde osservazioni di carattere giuridico-amministrativo.

In un passo della sua missiva si attribuisce “qualche velata minaccia” fatta da personaggi non meglio identificati: regola di educazione e di trasparenza in chi ha creduto in Lei sarebbe quella di far conoscere gli autori di tali intimidazioni e non tenerseli per sé, perché – si ricordi – che Lei non è il Signor Eufemi ma è il Sindaco di quarantamila cittadini.

In quanto alle accuse di “veleni e faide politiche tipiche di un territorio”, Le ricordo che anche le cittadine di Anzio e Nettuno, a Lei tanto care, non sono da meno, in quanto la politica è figlia di coloro che la praticano e Lei che crede di conoscere bene la politica di questi comuni, essendovi nato e ivi aver praticato “l’arte del possibile”, non dovrebbe assolutamente meravigliarsi.

Le ricordo, Signor Sindaco, che nel Luglio 2006 in piena piazza del Popolo ad Ardea Lei condannò modi politici di diversi membri della Sua maggioranza, rassegnando le Sue dimissioni, fatto che ha dimostrato inconfutabilmente da chi è amministrata Ardea.

In un passaggio della sua irritante lettera si ascrive il merito di aver firmato l’ennesimo “protocollo d’intesa” con organizzazioni Sindacali, imprenditoriali, culturali e scolastiche del territorio: chi le scrive ricorda altre sue firme in calce a” protocolli d’intesa” divenuti, nel frattempo pezzi di carta straccia mai onorati.

Il Patto per la Legalità e la Sicurezza sarà l’ennesima carta sprecata perché Lei sa bene che non sarà mai onorato come i precedenti.

Le assicuro che parlare di Lei e delle sue gesta è talmente facile poiché tanto le storie finiscono sempre nello stesso modo: “INCONCLUDENTE”.
Una cosa i cittadini onesti non Le permettono ed è il suo modo di svilire il quotidiano lavoro per la ricerca dell’umana verità al servizio degli stessi cittadini onesti.

Chi Le scrive non è un “superficiale” o peggio un “osservatore interessato” né tanto meno “un professionista dell’antimafia”, ma un attento osservatore delle sue gesta amministrative che, fin quando in Italia la libertà di stampa sarà un articolo della Costituzione, non diffonderà mai notizie provenienti dal suo Min Cul Pop. giornalistico che lo beatifica ogni giorno guadagnandosi la “stozza”, ma sarà un giornalista che cerca la fonte delle notizie e non le veline di regime.

Giorgio Marcotulli
responsabile Associazione “A. Caponnetto” per la zona a sud della Capitale

Interrogazione Sen.Pasetto sulle connessioni mafia-affari e politica in provincia di Latina

INTERROGAZIONE SEN.PASETTO SULLE CONNESSIONI MAFIA-POLITICA IN PROVINCIA DI LATINA

Pasetto-Ai Ministri dell’Interno e della Giustizia:

Premesso che:

il territorio della provincia di Latina è attraversato da anni da un’intensa attività di compravendita che si realizza per mezzo di imprese di costruzione,società di immobili e terreni edificabili,attività costantemente sotto osservazione e oggetto di indagini da parte del Comando della Guardia di Finanza di Latina;

i documenti della Direzione dell’Antimafia hanno più volte evidenziato i rischi di infiltrazioni camorristiche nel territorio della provincia di Latina,vista anche la contiguità con la Regione Campania;

negli ultimi anni sono,inoltre,venute alla luce una serie di anomalie nella gestione della cosa pubblica che hanno riguardato alcuni comuni della provincia,tra i quali Latina,Sabaudia e Minturno,alcune delle quali sono state anche denunciate e rese pubbliche da associazioni private oltre che dagli organi di stampa;

molte di queste “anomalie” vedono coinvolto il Comune capoluogo e riguardano diverse inchieste,come quelle sulla gestione di settori di pubblica utilità, con particolare riferimento al problema dei rifiuti e alla gestione delle operazioni di decomissionning della vecchia centrale nucleare di Borgo Sabotino;

sotto osservazione delle forze dell’ordine è finito anche l’operato dell’amministrazione comunale di Latina e del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino nella vicenda dell’esproprio dell’area ex Orsal e nella vicenda delle Terme di Fogliano i cui beni sono stati pignorati in favore di un’impresa privata;

inoltre,si apprende dalla stampa, che il Comune di Latina avrebbe affidato con delibera della Giunta municipale l’incarico di “ridisegnare” alcuni edifici e piazze del centro urbano della città ad un architetto che sembrerebbe non avere i requisiti per farlo,dal momento che sta assumendo incarichi in veste di professionista privato dalle società e dai privati che detengono la proprietà degli edifici in questione;

per tutte le ragioni sopraelencate,la situazione descritta rischia di assumere contorni sempre più preoccupanti,anche perché sintomo ed indicatore di commistioni e di continue infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio del basso Lazio,che si manifesta anche in episodi sempre più sospetti di “contatto” con la pubblica amministrazione;

la condizione in cui versa il territorio della provincia di Latina richiede un’attenzione particolare da parte dei poteri dello Stato,al fine di offrire ai cittadini di questo territorio una tutela “rafforzata”,in modo che essi possano,dalla ritrovata legalità della gestione della cosa pubblica,trarre un rinnovato rapporto di fiducia con le istituzioni,con le forze dell’ordine e con la magistratura,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Governo intenda mettere in campo al fine di contrastare l’espandersi dell’offensiva criminale nel territorio di Latina e per ripristinare un clima di legalità e trasparenza che permetta un sereno rapporto tra i cittadini che a quel territorio appartengono e le articolazioni dello Stato;

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare,nell’ambito delle proprie competenze,al fine di far luce,ed eventualmente di intervenire,sulle gravi situazioni di illegalità sopra descritte.”

UN NOSTRO BREVISSIMO COMMENTO A TALE INTERROGAZIONE DEL SENATORE PASETTO

Siamo grati al Sen.Pasetto per la sensibilità dimostrata nell’affrontare un problema sul quale finora pochissimi hanno mostrato la volontà di volersi cimentare.Siamo grati anche ai deputati Leoni,Giachetti,Amici e Cosentino che hanno presentato la stessa interrogazione alla Camera dei Deputati.

Speriamo,ora,che i ministri Amato e Mastella comincino a muoversi veramente,anche se qualche dubbio,al riguardo, continuiamo a nutrirlo , vista l’inerzia del primo relativamente alla drammatica situazione esistente nella Prefettura di Latina,situazione che gli abbiamo abbondantemente illustrata.

A Latina ,se non si affronta una buona volta per tutte il problema della………….. qualità dei vertici istituzionali,non si caverà mai un ragno dal buco.

Lo stiamo ripetendo da anni,cari parlamentari,che a Latina,dopo l’andata via del Prefetto Procaccini, esistono un problema “Prefettura” ed un problema “Giustizia”.

Se non si affrontano decisamente e risolvono questi due problemi,cominciando immediatamente a sostituire Prefetto e Capo di Gabinetto(ora nominato viceprefetto vicario),è inutile ogni altro provvedimento.Tutto il resto è conseguente.

Lettera aperta al Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei

LETTERA APERTA AL SINDACO DI SANTA MARINELLA PIETRO TIDEI

Gentile Sindaco,

la lettera di risposta ad alcune nostre considerazioni, da lei inviataci tramite alcuni organi di stampa, ci ha lasciati sconcertati.

Lei risponde ad alcune nostre considerazioni, di carattere politico, sull’eventualità di una sua nomina all’authority con gli insulti. Noi non siamo abituati a ricorrere agli avvocati, come lei sembra minacciare di voler fare nei nostri confronti.

Ciò, in quanto noi siamo usi fare valutazioni che non intaccano l’onorabilità delle persone. A noi interessano i comportamenti politici di queste persone.

Che lei, allo stato, non abbia alcun congiunto che ricopra importanti incarichi politici ed amministrativi, dopo la caduta dell’Amministrazione di Civitavecchia, non significa che non l’abbia avuti fino a qualche tempo fa.

Anche lei ne ha ricoperti e ne ricopre da decenni.

E’ buona norma, specialmente in un partito come quello al quale lei appartiene e che avuto come segretario una figura di altissimo spessore morale come Enrico Berlinguer che fece della “questione morale” una bandiera, cedere il passo, lasciando finalmente spazio alle giovani generazioni desiderose di dare un loro contributo in questa stagione di profondi cambiamenti che esigono un rinnovamento radicale di strumenti, metodologie e personale politici.

E si è sentito offeso per queste nostre considerazioni?

Che dovremmo, allora, dire noi quando, ripetendo quello che ci chiese due anni fa il sig. Moscherini, ci chiede di conoscere… chi ci finanzia. Glielo diciamo forte e chiaro ripetendo quello che dicemmo a Moscherini, il quale, poi, ha taciuto:

non abbiamo alcun finanziatore, pubblico o privato. Noi mettiamo mani nelle nostre tasche-come fanno in pochi- e andiamo avanti. Stia tranquillo che dietro di noi non ci sono… società, personaggi politici, massoni, mafiosi, padroni di sorta ecc.

La nostra forza sta nella nostra PULIZIA assoluta e di ciò ne andiamo fieri.

La sua lettera è piena di contraddizioni laddove, mentre da una parte scrive che “ho difficoltà a focalizzare la vostra azione ed il vostro operato sul territorio”, poi si smentisce alludendo ai convegni fatti proprio a Civitavecchia, convegni che, si informi bene, non sono stati affatto colti da… ”freddezza”, come lei sostiene. Tutt’altro!!!…

Abbiamo parlato di… ”scortesia” fatta non nei nostri confronti perché quella che abbiamo rilevato, dal nostro angolo ottico, è stata, al contrario, un’inquietante insensibilità al problema della presenza mafiosa sul territorio. Il che è ancora più grave della scortesia. Ma noi siamo abituati a fotografare in questa nostra sfortunata Regione intrecci perversi fra personaggi dei mondi della politica, degli affari e delle mafie.

La “scortesia” di cui abbiamo parlato non ha riguardato noi, ma un valente S. Procuratore Nazionale Antimafia, la cui presenza fra gli studenti di Civitavecchia avrebbe dovuto mobilitare magistrati locali, vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e dei partiti.

Ma, tant’é. A Civitavecchia succede anche questo. Anche di ciò abbiamo dovuto prendere atto!

Stia tranquillo che noi conosciamo molto bene la situazione del suo territorio. La stiamo monitorando da anni, in maniera non appariscente in quanto la natura del nostro lavoro ci impone di agire con discrezione ed in silenzio, ma sufficiente per avere gli elementi per giudicare fatti e persone. E, per essere molto preoccupati, se ci consente!…

Lasci stare il Prefetto di Latina, non conoscendo fatti e situazioni. Si occupi di amministrare bene il suo comune fino alla fine del suo mandato e, poi, lasci spazio ad altri, come impongono le regole di un buon governo… ed il manifesto di Prodi, se ci crede.

Cordialmente

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

No alla discarica di Malagrotta

Scarica l’esposto in formato PDF

Esposto

Audizione del Procuratore Nazionale Antimafia da parte della Commissione Affari Costituzionali

COMUNICATO STAMPA

Le dichiarazioni fatte dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso alle Commissioni Affari Costituzionali della Camera e Antimafia relativamente alla situazione esistente sul litorale romano non ci hanno colto di sorpresa.

E’ ormai parecchio tempo che stiamo dedicando una particolare attenzione a quel territorio, da Civitavecchia fino ad Ardea-Anzio-Nettuno e da anni ci siamo resi conto della gravità di tale situazione.

Quello che stupisce è che c’è ancora gente che fa finta di stupirsi.

Sono una trentina di anni che clan, ’ndrine e cosche di ogni genere si sono insediati sul litorale romano, vi operano stabilmente, facendo colossali affari, , inquinando ed infiltrando i mondi della politica e delle istituzioni, fino ad arrivare a condizionare la vita amministrativa di talune amministrazioni pubbliche, come nel caso di Nettuno e non solo.

Ad Ostia, di recente, si è verificato un fatto che la dice lunga sul livello di infiltrazione nel tessuto economico locale da parte delle criminalità organizzata.

Tutti i vincitori della gara espletata per l’assegnazione degli arenili si sono ritirati perché evidentemente sono stati minacciati dai mafiosi che puntano ad impadronirsi delle spiagge e di tutte le attività di balneazione e di ristorazione.

Il Prefetto di Roma Serra, informato del grave accaduto, ha risposto… minimizzando, come al solito.

Altro esempio scandaloso del comportamento di questo Prefetto è quello che riguarda il Comune di Ardea. Noi conosciamo benissimo la situazione ed abbiamo acquisito elementi che ci consentono di affermare che la situazione è veramente inquietante: La Commissione di accesso ha visto le carte. Ma essa non ha il potere di svolgere indagini di natura giudiziaria. Non si è indagato, tanto per citare solo una parte della materia che andrebbe investigata a fondo, su taluni repentini arricchimenti, sull’identità vera di chi ha comprato e lottizzato il territorio, sui massicci investimenti di capitali e sulla loro “provenienza”.

Qual’è stato il comportamento del Prefetto Serra per quanto riguarda il Comune di Ardea?

E’ sotto gli occhi di tutti.

Un governo serio, dopo le dichiarazioni del Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso che davanti alla Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ha parlato dei territori di Anzio, Nettuno ed Ardea come di zone in mano alle mafie, avrebbe dovuto rimuovere immediatamente questo Prefetto, che, peraltro, essendo stato-non dimentichiamolo-parlamentare e, quindi, uomo di parte, non avrebbe dovuto ricoprire un importante incarico qual’è quello di Prefetto della Capitale.

Il problema dei problemi, come si vede, a questo punto, è tutto interno alle istituzioni ed alla politica.

La domanda che noi tutti dobbiamo cominciare a porci con forza è: ”queste vogliono fare veramente azione di contrasto della criminalità organizzata”???

Associazione Regionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto”

Serra sciolga immediatamente l’Amministrazione di Ardea, dopo le dichiarazioni del Procuratore Grasso

Comunicato stampa

Ora basta veramente!Il Prefetto di Roma Serra la finisca di temporeggiare e sciolga immediatamente l’Amministrazione di Ardea.

Noi-lo diciamo senza infingimenti e senza peli sulla lingua-non abbiamo mai avuto fiducia in questo Prefetto, che, non dimentichiamolo mai, è un ex deputato di Berlusconi.

Male sta facendo il Ministro Amato a farlo stare a fare il Prefetto nella Capitale. Questo comportamento di Amato veramente ci fa pensare!

Non si tiene a fare il Prefetto di Roma-se l’avesse fatto a Ragusa non avremmo fatto obiezioni-un ex deputato di Berlusconi. Un uomo di parte, cioè. Qui c’è puzza di … ”inciuci” e trasversalità politici!!!…

Non è così???…

Nei giorni scorsi il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, ascoltato dalle Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali della Camera e Antimafia ha detto testualmente (lo riporta “Avvenire”-del 31 gennaio, a pag. 9; perché non altri giornali?-che citiamo testualmente:

“ci sono zone del nostro Paese dove non si interviene per difendere le amministrazioni locali da infiltrazioni mafiose, ma per infiltrare lo Stato in territori che non gli appartengono”. Scrive ancora “Avvenire”: La grave denuncia arriva dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso ascoltato ieri dalle Commissioni Affari Costituzionali della Camera e Antimafia. E tra i territori in mano alle mafie, Grasso elenca Platì, in Calabria, Villabate in Sicilia, Crispano in provincia di Napoli, ma anche Anzio, Nettuno ed Ardea nel Lazio. In queste zone, spiega “a rischio sono i servizi ai cittadini e il governo viene fatto da amministratori collusi con la criminalità organizzata. Non ci troviamo più di fronte al pagamento di tangenti, ma a casi di compartecipazione occulta e mascherata di amministratori locali in società miste”.

Abbiamo voluto riportare le parole pronunciate dal Procuratore Nazionale Grasso, persona seria ed informata più di ogni altro, pubblicate su un giornale non di parte qual’è l’Avvenire, organo della Conferenza Episcopale Italiana, per non rischiare di essere accusati di… ”fare allarmismi”.

A, quest’ora, dopo tali dichiarazioni, se ci fossimo trovati su un territorio sano e non ammorbato da collusioni d intrecci mafiosi di ogni sorta, si sarebbe dovuta scatenare una sollevazione generale, a base di convocazioni di consigli provinciali, comunali, di presentazione di interrogazioni parlamentari e quant’altro.

Invece, silenzio di tomba, da parte di tutti, da destra, come da sinistra. VERGOGNA!

Ora Serra sciolga subito Ardea.

Non costringeteci ad affiggere i manifesti nella Capitale con i quali attacchiamo Serra e chi lo tiene ancora nel posto che occupa.

Qualche tempo fa qualcuno è andato da Serra ad illustrargli l’inquietante situazione esistente ad Ostia, dove, dopo l’espletamento di una gara per la gestione degli arenili, tutti i vincitori hanno presentato la dichiarazione di rinuncia perché evidentemente sono stati minacciati dai clan, dalle cosche e dalle ‘ndrine presenti su quel territorio. Ebbene, Serra ha risposto, quasi scocciato, che… non bisogna fare allarmismi e che tutto è sotto controllo!!!… La stessa risposta dei Prefetti di Latina e Frosinone!!!…

Ministro Amato, ma che sta succedendo nel Lazio???… Non te ne stai rendendo conto???

Associazione Regionale “Antonino Caponnetto”

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