Archivi del mese: Dicembre 2006

Messa in memoria del capitano della Gdf Fedele Conti suicidatosi a Fondi il 28 settembre u.s.

VENERDI’ 29 DICEMBRE ALLE ORE 10 A PASTENA (FROSINONE) MESSA IN MEMORIA DEL CAPITANO DELLA GDF FEDELE CONTI

Sarà un momento forte in memoria di un Ufficiale onesto suicidatosi qualche mese fa a Fondi perché, come ha lasciato scritto su un biglietto, ”mi sento incartato e non autonomo nel fare le indagini”.

Con i familiari e con il “comitato pro Fedele Conti”, abbiamo concordato di ricordarlo con una Santa Messa celebrata nella Parrocchia di Pastena, Suo paese natale.

Dopo la Messa sarà deposta una corona di fiori sulla Sua tomba

E’ gradita la partecipazione di tutti gli amici.

LA SEGRETERIA REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Lettera aperta al capo dello stato e al ministro della giustizia

ALCUNE NOSTRE DOMANDE AL CAPO DELLO STATO ED AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Citiamo i fatti, senza commenti, lasciando il giudizio a Voi ed a tutti coloro che leggono questo sito.

PROCURA REGIONALE PRESSO LA SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA CORTE DEI CONTI PER IL LAZIO

ATTO DI CITAZIONE

FATTO

Nell’anno 1999 veniva data notizia di un’ipotesi di danno erariale relativo ai lavori di ampliamento dell’Ospedale di Sezze in provincia di Latina.

Questa Procura avviava i dovuti accertamenti ed ai fini istruttori, ai sensi degli artt. 74 del R. D. 1214/1934 e 5 della l. 453/1993 conv. l. 19/94, chiedeva, con nota del 22.10.2001, al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Latina una dettagliata relazione in ordine a circostanziati argomenti connessi alla vicenda dei lavori di completamento della nuova Ala dell’Ospedale di Sezze, denominato-Prog-/1221.

Con la stessa nota si invitava alla tempestiva costituzione in mora di:

1) Arch. Emilio Simoncelli

2) Geom. Dante Ciotti

3) Dott. Franco Prugnola

4) Dott. Vincenzo Santoriello

5) Dott. Roberto Malucelli

… omissis…


SENTENZA n. 3007/2005/R

Deposito del 28.12.2005

REPUBBLICA ITALIANA
In nome del Popolo Italiano

LA CORTE DEI CONTI

S ezione Giurisdizionale per la Regione Lazio

Composta dai seguenti magistrati: Dr. Furio Pasqualucci, Presidente

Dott. M. Teresa Decimo, Consigliere

Ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Sul giudizio di responsabilità ad istanza del Procuratore Generale della Corte dei Conti nei confronti dei sigg.ri Emilio Simoncelli, Dante Ciotti, Franco Brugnola, Vincenzo Santoriello e Roberto Malucelli.

Visti l’atto introduttivo del giudizio, iscritto al n. 062185,

visti gli altri atti e documenti di causa,

uditi nella pubblica udienza del 7.11.05 il relatore cons. Cristina Zuccheretti, il pubblico ministero nella persona del vice Procuratore Generale Domenico Pecerillo e gli avv. Gaetano Scoca, Ezio Lucchetti e Paolo Borroni

FATTO

Con atto di citazione depositato in data 30 luglio 2004 il Procuratore regionale presso questa Sezione giurisdizionale ha evocato in giudizio i sigg. sopra citati nella loro qualità di Commissari straordinari, direttori amministrativi e dipendenti della ASL di Latina in relazione a numerose ipotesi di danno (per un totale di 14.576.475.294, oltre il… omissis… ecc. ecc.

MENTRE ERA IN CORSO IL GIUDIZIO, LEGGIAMO SUL SITO DELLA CORTE DEI CONTI UN ANNUNCIO DAL QUALE APPRENDIAMO CHE

GIOVEDI’ 4 NOVEMBRE 2004, dalle ore 15 alle ore 17, nell’ambito di un seminario della stessa Corte dei Conti, fra i relatori sul tema “Controlli contabili interni ed esterni fra tradizione ed innovazione: revisione, certificazione, internai audit”, figurano i Dott. ROBERTO MALUCELLI

Direttore Generale Azienda USL 7 di Siena (fino al 27.11.2000 Direttore Generale ASL Latina) e ERNESTO PETTI

Direttore Amministrativo Azienda USL 7 di Siena

(dal 2005 Direttore Generale ASL Latina)

CI SIAMO IMPEGNATI A NON FARE COMMENTI. UNA DOMANDA, PERO, SI IMPONE:

Il Dr. Roberto Malucelli chiamato a relazionare in un seminario della Corte dei Conti è la stessa persona che aveva nello stesso periodo in corso a suo carico un giudizio da parte della medesima Corte dei Conti???

GRADIREMMO UNA RISPOSTA DA PARTE DEL CAPO DELLO STATO E DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ON. MASTELLA

Associazione Regionale Lazio “A. Caponnetto”

Lettera aperta al Sindaco di Ardea

Roma 17 dicembre 2006

COMUNICATO STAMPA

Stupiscono le esternazioni del Sindaco di Ardea riportate da alcuni organi di stampa a proposito della presenza sul territorio di quel Comune della criminalità organizzata. Il Sindaco Eufemi continua a parlare di “litorale romano a rischio di infiltrazioni malavitose”, quando, al contrario, come giustamente hanno fatto rilevare gli Onn. Francesco Forgione e Leoluca Orlando in due diverse interrogazioni parlamentari, tutti i rapporti e gli altri atti redatti dagli organi investigativi e giudiziari provano la presenza ed il radicamento di “agguerrite consorterie criminali operanti a Pomezia e dintorni”.

D’altro canto, gli atti acquisiti e prodotti dalle autorità amministrative, investigative e giudiziarie, dal giorno dell’istituzione del Comune di Ardea, provano che anche sul piano più generale del rispetto della legalità non ci sono gli elementi per affermare, come si vuol far credere, che quella esistente ad Ardea sia una situazione che lascia tranquilli. Ardea è un comune nato da poco, costola di Pomezia. Sul suo territorio ha vissuto per anni il boss Coppola, noto come “Frank tre dita”, ovviamente con familiari e sodali, molti dei quali rimasti sul posto. Non va dimenticato, inoltre, che proprio ad Ardea sono stati confiscati beni appartenenti a noti appartenenti all’ex banda della Magliana.

Ci limitiamo a citare pochi fatti significativi, tralasciando di ripercorre tutti gli altri che costituiscono la storia della criminalità su quel territorio ben descritta in un “ libro nero” redatto da un comitato di cittadini. Si tratta di importanti documenti che riguardano il recente passato e non solo, documenti preziosi ai fini di una valutazione complessiva sulla situazione politica ed amministrativa rotula.

Per quanto attiene al problema specifico della presenza sul territorio di Ardea della criminalità organizzata, non va sottovalutato il fatto, a prescindere dalle considerazioni e notizie soprariportate, è stato ampiamente accertato che su tutto il territorio che si estende da Ostia fino ad Anzio-Nettuno-per proseguire su tutta l’area pontina- sono presenti ed operano clan, cosche e ‘ndrine di ogni tipo.

Come fa il Sindaco Eufemi a parlare di… ”rischio di infiltrazioni” escludendo che, su un territorio interamente inquinato, … solo Ardea si salva, francamente non riusciamo a capirlo.

Noi abbiamo fatto delle analisi approfondite su Ardea ed abbiamo rilevato alcune situazioni che abbiamo sottoposto all’attenzione di chi è preposto ad indagare. Ci sono alcuni problemi, ad esempio, che riguardano certi repentini arricchimenti sui quali la Guardia di Finanza non sappiamo se abbia indagato per accertarne l’origine. E’riduttivo, in quest’ottica, chiedere, come fa il Sindaco Eufemi, … l’aumento degli organici dei Carabinieri.

Con tutto il rispetto nei confronti della Benemerita, per combattere la “nuova mafia”- quella vera, quella più pericolosa perché costituita da insospettabili, i colletti bianchi che si annidano fra i professionisti, nelle istituzioni, nella politica, -occorre più Guardia di Finanza. La battaglia vera contro le mafie, che sono impresa, business, affari, è tutta sul piano economico. Questo deve capire il Sindaco di Ardea.

Associazione Regionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto”

Pesanti dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ex Sindaco Sen. Finestra sulla situazione di Latina

Latina, 14-12-2006

COMUNICATO STAMPA

ENNESIMO PESANTE ATTACCO DELL’EX SINDACO FINESTRA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LATINA. L’OPPOSIZIONE NON HA NULLA DA DIRE SULLO SCENARIO INQUIETANTE IPOTIZZATO DAL SEN. FINESTRA???

L’attacco è durissimo. E non è il primo, né pensiamo che sarà l’ultimo. Già in passato il Sen. Finestra ha parlato di… mani sulla città.

In una nota inviata a “Latina Oggi”e da questa pubblicata il 14 dicembre u. s. l’ex Sindaco ha parlato di “un’amministrazione, quella attuale, che sta irrimediabilmente compromettendo l’assetto urbanistico della città con una selvaggia cementificazione (che vede purtroppo in prima linea i borghi e lo Scalo) senza programmazione degli interventi (e il blocco delle abitabilità è la punta dell’iceberg) che rifiuta un nuovo PRG per avere le mani più libere per poter fare decine di varianti, interpretazioni delle norme con atti dirigenziali e scempio delle zone con i vincoli scaduti. Un’amministrazione che si appresta a fare la “revisione” di tutti i vecchi Piani particolareggiati (invece di un nuovo PRG) incaricando, con un’ondata di consulenze, decine di tecnici, la maggior parte dei quali in qualche modo riferimento di questo o quel gruppo di imprenditori. La sensazione che si ha è di una bella spartizione del territorio per… Ppe. Bel modo di amministrare, bel modo di programmare e progettare il territorio, a compartimenti stagni, rinnovando dei piani vecchi di 40 anni, separatamente e senza una visione complessiva al fine di ottenerne il massimo possibile in volumetrie e cubature. Così si distrugge la Città!””…

Sono, quelle dell’ex Sindaco Finestra, affermazioni pesanti che ipotizzano uno scenario davvero inquietante.

Al di là dei motivi che le hanno determinate, non si può negare che il Sen. Finestra da tempo sta mettendo il dito con coraggio su una situazione che avrebbe dovuto indurre opposizione, magistratura e forze dell’ordine ad andare a fondo.

“Città svenduta agli imprenditori” ha titolato “Latina Oggi”.

Ma “quali “imprenditori, ci viene di domandare, dal momento che fu l’ex Sottosegretario agli Interni Mantovano a parlare di imprenditori “locali” collegati con la criminalità organizzata?

In passato il Sen. Finestra parlò addirittura di “gruppi oscuri” che avrebbero messo le mani sulla città di Latina.

Sappiamo che a Latina ci sono presenze “sospette” e che alcune ditte che stanno realizzando palazzi e quant’altro provengono da regioni calde come la Campania e la Calabria. Si dice che il Sen. Finestra, mentre era ancora sindaco, parlò del problema con qualche magistrato della Procura.

Sarebbe opportuno, però, a questo punto che di tale problema comincino ad occuparsene direttamente DNA, DDA e DIA.

Le opposizioni, dal canto loro, non hanno da dire una parola al riguardo???

Associazione Regionale Lazio “ANTONINO CAPONNETTO”

La presenza della mafia ad Ostia e sul litorale romano? Ma non si sapeva da anni?

Latina, 13-12-2006

COMUNICATO STAMPA

OGNI TANTO QUALCUNO FA FINTA DI CADERE DALLE NUVOLE E SI ACCORGE CHE AD OSTIA, COME SU TUTTO IL LITORALE ROMANO, ESISTE… LA MAFIA!

MA NON SI SAPEVA GIA’???

La conferma-se di conferma c’era bisogno-arriva puntuale: ad Ostia e su tutto il litorale romano c’è la mafia.

Ogni tanto qualcuno fa finta di meravigliarsi e partono le parate.

Che i Rinzivillo operassero nella zona da anni lo sapevamo tutti; come si sapeva che i Gallace operano più a sud, Nettuno, Anzio, Ardea ecc. (le ndrine, le cosche, i clan non hanno un confine marcato. Se si accerta una presenza su Nettuno, è ovvio che essa non è limitata ai confini di tale città, ma si estende su tutto il territorio limitrofo).

Durante un recente dibattimento presso il Tribunale di Roma non è emerso che i Rinzivillo sono presenti su questo territorio, partecipando alle gare di appalto, occupando sempre più spazio nell’economia, ricorrendo a tutti i mezzi, leciti ed illeciti?

Ed allora?

Il discorso da fare è un altro.

Molti si allarmano e taluni fanno finta di allarmarsi quando succede qualche fatto eclatante: una videoteca bruciata o un esercizio commerciale danneggiato o altre cose del genere.

Non si guarda, però, alle opere pubbliche fatte realizzare alle cosche, alle concessioni edilizie e permessi rilasciati a soggetti collegati alle cosche, alle omissioni ed ai silenzi della politica e delle istituzioni, alle contiguità oggettive o soggettive. Poi, quando Mobile, ROS o GICO fanno qualche grossa operazione, si organizzano convegni, si fanno dichiarazioni roventi alla stampa, si parla e si straparla. Il giorno dopo ritorna il silenzio, per romperlo con la successiva operazione.

Ma perché non cominciamo tutti a chiedere di alzare il tiro e di indagare sulle contiguità politiche ed istituzionali?Perché non chiediamo tutti insieme di cambiare, aggiornandole, tattiche e strategie investigative, finendola di affrontare il problema delle mafie con un’ottica da “ordine pubblico” e cominciando ad investigare e colpire sul piano economico, sulle movimentazioni dei capitali, sulle vere identità delle tante teste di legno, persone insospettabili, delle quali le mafie si servono?e sui repentini arricchimenti di tante persone, arricchimenti non giustificati dalla loro posizione sociale e dalle attività professionali svolte?

Noi della “Caponnetto”, lavorando per qualche tempo su Ardea e zona limitrofa, abbiamo individuato qualche situazione sospetta che, come è nostro costume, abbiamo segnalato a chi di competenza. Ma i partiti, i cittadini ecc. che fanno?Convegni e dichiarazioni?Bastano questi???

Chi ha senso dello Stato e spirito di concretezza, non può e non deve limitarsi ad addossare tutte le responsabilità ed il peso dell’azione di contrasto alle sole forze dell’ordine ed alla magistratura, le quali, con tutti i loro limiti, già fanno quello che debbono fare. Il discorso è politico e culturale e, a questi livelli, ci sono grossissime responsabilità. Ovvie ragioni ci impediscono di scendere nei dettagli, ma a noi interessa non più di tanto che, ad esempio, a Fondi ci sia Salvatore D’Angiò, originario di Formia, affiliato o, comunque, in affari con i Rinzivillo. A noi interessa di più capire … ”chi” ha consentito, rilasciandogli permessi, autorizzazioni e quant’altro, a questo signore di fare quello che ha fatto.. e continuerà a fare quando sarà uscito dalla galera. Questo è il punto: “CHI”, ai livelli alti, nei mondi della politica e delle istituzioni, ha consentito e continua a consentire alla mafia di agire, interagendo, così, con essa.

A Latina in questi giorni qualcuno comincia a fare qualche riflessione sul… ”PERCHE’” il capoluogo pontino, la seconda città del Lazio per numero di abitanti dopo Roma, è privo di uno strumento urbanistico aggiornato. Nessuno lo pretende, nessuno grida allo scandalo, mentre dilaga la cementificazione da parte di ditte che arrivano dalla Campania, dalla Calabria, dalla Sicilia. PERCHE’, PERCHE’??? Poi qualcuno all’improvviso, ogni tanto, si accorge che… c’è la mafia!!!

Incontro con gli studenti dei licei classico e psicopedagogico di Civitavecchia

Assemblea d’istituto sull’illegalità che si è svolta al liceo classico “P.A. Guglielmotti” di Civitavecchia l’11-12-2006
A sinistra il Dr. De Fichy, a seguire Elvio Di Cesare e,in piedi, il preside dei licei classico e psicopedagogico di Civitavecchia.

E’ stata un occasione irripetibile per cercare di riempire quel fossato che spesso divide società civile ed istituzioni e per superare quel clima di sfiducia che i cittadini nutrono nei confronti anche di pezzi della magistratura e delle forze di polizia. Ma tant’é. Pur invitati, il procuratore capo della Repubblica di Civitavecchia e i comandanti locali delle forze dell’ordine non si sono presentati all’assembea autogestita degli studenti dei Licei Classico e Psicopedagogico di Civitavecchia. Un atto, peraltro, di scortesia anche nei confronti dei coraggiosi Magistrati della Procura Nazionale Antimafia rappresentati nell’Assemblea dal Dr. Luigi De Fichy, S. Procuratore Nazionale Antimafia. Segnaliamo questo comportamento al Capo dello Stato, ai Ministri degli Interni, della Giustizia e della Difesa, al V. Presidente del CSM Sen. Mancino ed al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia on. Forgione.

Quando si parla di istituzioni e di lotta alle mafie, questi sono gli aspetti da rilevare ed analizzare. Quale significato attribuire a queste latitanze?Che cosa significano?

Le parti più sane della politica dovrebbero analizzare questi fenomeni e porvi rimedio. Con determinazione e senza guardare in faccia a chicchessia. Questo perché, se i vertici delle istituzioni non funzionano come dovrebbero funzionare in uno stato di democrazia e di diritto, sono questi ultimi ad essere messi in discussione.

Comunque, l’Assemblea è stata un successo e, questo, grazie, soprattutto, agli studenti ed ai loro rappresentanti e, poi, anche al Preside, al v. Preside ed a tutto il corpo degli insegnanti che vi hanno partecipato in massa. Oltreché a Vanda Schiavi, presidente del Consiglio d’Istituto e responsabile dell’Associazione “A. Caponnetto” di Civitavecchia.

Introdotto dal nostro segretario regionale Elvio Di Cesare, che ha spiegato cosa sono le mafie oggi-business, appalti, riciclaggio di denaro, collusioni con la politica e le istituzioni-il s. Procuratore Nazionale Antimafia Dr. Luigi De Fichy ha ripercorso tutte le tappe della nascita e della crescita nel nostro Paese delle varie mafie, da Cosa Nostra, alla Camorra, alla ‘ndrangheta, alla stidda e così via. Il Dr. De Fichy ha anche parlato della sua esperienza professionale, soffermandosi, in particolare, su talune indagini da lui condotte, da giovane sostituto procuratore della Repubblica di Roma, proprio nella Capitale e nel suo hinterland.

Molte sono state le domande poste all’alto Magistrato dagli studenti, domande che hanno riguardato soprattutto i rapporti fra massoneria deviata e criminalità organizzata, fra mafia e politica ed istituzioni, la presenza in molte istituzioni, non escluse magistratura e forze dell’ordine, di individui collusi, in un modo o nell’altro, con le mafie.

A tutti il Dr. De Fichy ha risposto senza infingimenti, giri di parole o cose del genere, suscitando sentimenti di gratitudine e di soddisfazione negli organizzatori dell’Assemblea e in tutti i partecipanti.

L’Associazione regionale per il Lazio “A. Caponnetto” è grata al Dr. De Fichy per il prezioso contributo offerto in un incontro così importante, qual’è stato quello dell’11 dicembre 2006 e si ripromette di avviare a Civitavecchia un’azione di riflessione e di analisi, proprio partendo dalla latitanza dei vertici istituzionali rilevata in tale occasione, sul funzionamento delle istituzioni locali, nessuna esclusa.

Lettera aperta all’On. Sesa Amici

APPUNTI PER L’ON. DIESSINA SESA AMICI: ANZICHE’ POLEMIZZARE, COME HA FATTO DURANTE UN CONVEGNO SVOLTOSI A SAN FELICE CIRCEO, CON IL NOSTRO SEGRETARIO REGIONALE, SI INFORMI BENE SUL LIVELLO DI PENETRAZIONE MAFIOSA IN PROVINCIA DI LATINA E, POI, PARLI. E, SOPRATTUTTO, AGISCA AIUTANDOCI AD ELIMINARE LO STATO DI DISFUNZIONI ED OMISSIONI DA PARTE DELLA PREFETTURA E DELLA PROCURA LOCALI

La DIA è un organismo serio e credibile. Non a caso il governo Berlusconi le ha tagliato i fondi in maniera drastica. Ma non bisogna aspettarsi da essa i miracoli. Se le indagini in provincia di Latina non si fanno come dovrebbero essere fatte, è ovvio che tutto il sistema di monitoraggio, di analisi e di catalogazione del fenomeno criminale ne risente. Gli operatori della DIA vengono da Roma e non stanno sul territorio e, quindi, fanno quello che possono, sulla base, anche, delle segnalazioni che ricevono.

Ma il punto dolente è proprio qua: ricevono le segnalazioni???…

Allora, onorevole Amici, prima di parlare, , si informi bene e, poi, quando avrà rilevato che in provincia di Latina le cose, a livello politico ed istituzionale, non vanno come dovrebbero andare, si adoperi perché finiscano tutte le anomalie che giorno dopo giorno noi che operiamo sul territorio riscontriamo.

La prima domanda che noi le rivolgiamo è:

CHE COSA HANNO FATTO, FINORA, I PARTITI POLITICI, A COMINCIARE DAL SUO, IN PROVINCIA DI LATINA, PER CONTRASTARE VERAMENTE IL FENOMENO MAFIOSO???

Ci risponderà: abbiamo fatto qualche interrogazione chiedendo… il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine!!!

Stiamo dicendo da anni che non basta militarizzare il territorio. Le forze dell’ordine lamentano, sì, vuoti negli organici, ma non è questo il problema. Occorre un discorso sulla… QUALITA’, non sul numero. E, per quanto riguarda la QUALITA’, la situazione è, ci creda, preoccupante.

In provincia di Latina, dopo i vari Messina, Tommasone e qualche altro, abbiamo avuto il vuoto. Oggi ci sono alcuni validi investigatori, a cominciare da Nicolino Pepe a Formia, il comandante dei NAS Scarsellone, il maresciallo Bove a Minturno, il capo della Mobile Ciccimarra e qualche altro. Difendiamoli con i denti perché le voci che corrono sono inquietanti: Nicolino Pepe, appena promosso, andrebbe via da Formia, lasciando sguarnito il sud; Scarsellone sta ricevendo dal suo Comando una punizione dopo l’altra, dopo aver fatto una serie di indagini scottanti; Bove, altro bravo investigatore che ha fatto, fra l’altro, tutte le indagini sul “caso SS. Cosma e Damiano”, prima o poi finirà probabilmente per essere spostato a qualche servizio amministrativo; Ciccimarra, come Pepe, da vicequestore sarà promosso questore e, di conseguenza, andrà via. Questa è la situazione. Non abbiamo parlato della Guardia di Finanza!

In passato ha operato bene. Nel 1992, al comando del Colonnello Nardo, essa ha fatto alcune belle operazioni. Ne citiamo una per tutte che riguarda problemi che sono sul tappeto oggi e che interessano Fondi:

il 19. 3. 1992 “Il Messaggero”ha scritto:

DURO COLPO ALLA CAMORRA. CHIESTI PER SETTE PERSONE SEQUESTRO DEI BENI E SORVEGLIANZA

“Le carte sono ormai scoperte. Se mai qualche dubbio c’era sulle reali intenzioni speculative e di riciclaggio, di chi in questi ultimi tempi ha mostrato particolari attenzioni verso i terreni nella zona di Fondi, e non solo su quella, il rapporto della Guardia di Finanza di Latina lo ha sciolto. E’ stato un lavoro lungo e assai complesso, dice il colonnello Nardo che ha coordinato le indagini, ma alla fine il fascicolo che abbiamo presentato alla Procura della Repubblica, ha ottenuto un importante risultato. Il sostituto procuratore dottor De Santis ha infatti chiesto, sulla base del rapporto delle Fiamme Gialle, al Tribunale, l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla legge Rognoni-La Torre (sorveglianza speciale e sequestro dei beni) nei confronti di sette persone indiziate di appartenere ad associazioni di stampo camorristico. Oggetto delle “attenzioni” del magistrato sono: Luigi Pacilio, 57 anni, di Calandrino in provincia di Napoli, Anna Riggi, 55 anni di Napoli, Domenico Pacilio, 34 anni di Napoli, Mario Turino 34 anni di Frattamaggiore, Antonio Turino di Frattamaggiore, Emilia Barra 61 anni di Cardito, Luciano Turino di 36 anni di Frattamaggiore”. Sono persone queste che, in parte, ritroviamo ora nelle vicende che hanno portato alla decisione di istituire, da parte della Regione Lazio, il Parco Naturale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, per evitare che quel territorio finisca definitivamente nelle fauci della camorra.

La richiesta del sostituto procuratore De Santis al Tribunale sembra che non abbia avuto seguito alcuno, come anche quella fatta dalla Procura di Palermo nei confronti dei La Scuola (vedi su questo stesso sito il rapporto dei Carabinieri di Cefalù) abitanti a Fondi.

Vogliamo continuare, on. Amici???…

Perché non si informase, dopo quelle fatte dalla Guardia di Finanza sotto la gestione del colonnello Nardo, siano state fatte altre… indagini sulla provenienza dei capitali investiti in provincia di Latina dalla criminalità organizzata???. E, se le diranno sì, chieda il numero e quali.

Perché non si informa, inoltre, onorevole Amici, sul suicidio del Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi Capitano Fedele Conti e presenta su questo caso un’interrogazione in cui chiede di fare chiarezza?

E, per concludere, sa lei, On. Amici, che Latina ospita personaggi “eccellenti” del calibro della sorella di Badalamenti?

Associazione Regionale Lazio “Antonino Caponnetto”

L’11 dicembre incontro con gli studenti di Civitavecchia

L’11 DICEMBRE INCONTRO CON GLI STUDENTI DI CIVITAVECCHIA DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO. RELATORE UFFICIALE SARA’ IL S. PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA DR. DE FICHY.

LETTERA ALLE STUDENTESSE ED AGLI STUDENTI DEI LICEI CLASSICO E PSICOPEDAGOCICO DI CIVITAVECCHIA

Nell’assemblea d’istituto del prossimo 11 dicembre abbiamo pensato di parlare di legalità e lotta contro la criminalità organizzata. L’esigenza di approfondire questa tematica nasce principalmente dalle gravi situazioni create dalle organizzazioni criminali alle quali stiamo assistendo in gran parte d’Italia, situazioni che trovano un forte contrasto da parte dei giovani, in particolare studenti, i quali, fra l’altro, a Locri (in Calabria) hanno dato vita ad un movimento di opposizione contro la mafia con lo slogan “Ed ora ammazzateci tutti”.

Alla nostra Assemblea sono stati invitati esperti esterni di grande spessore professionale, autorità locali e rappresentanti regionali dell’Associazione “A. Caponnetto”.

Al nostro invito ha risposto con entusiasmo il Dr. Luigi De Fichy, S. Procuratore Nazionale Antimafia, il cui arrivo nella nostra città è previsto per le ore 9, 30.

In attesa del Dr. De Fichy, discuteremo con alcuni membri del Direttivo regionale dell’Associazione “A. Caponnetto”, fra i quali il Segretario Dr. Elvio Di Cesare, i Drr. Franca Paniconi ed Alessandro Cresti, oltreché con due dirigenti che rappresentano la nostra città: Vanda Schiavi e Fabio Dirottasi, i quali in questa occasione hanno fatto da collegamento tra l’Associazione ed il Dr. De Ficky.

L’Associazione “A. Caponnetto” prosegue l’impegno del suo fondatore, il Giudice Antonino Caponnetto, creatore del pool antimafia che ha visto impegnati anche i giudici assassinati dalla mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Lo scopo dell’Associazione Caponnetto è quello di diffondere la cultura della legalità al fine di rendere effettiva la conoscenza dei diritti e dei doveri di ogni cittadino, per promuovere la cittadinanza di ciascuno e la sua partecipazione, oltreché quello di contrastare efficacemente le radici dell’illegalità e delle mafie.

L’Associazione Caponnetto è convinta che la formazione di giovani consapevoli dei valori racchiusi nella nostra Costituzione permetterà a tutti noi di vivere in un paese compiutamente democratico.

Visti l’importanza della presenza del S. Procuratore Nazionale Antimafia Dr. De Fichy, oltreché l’alto valore degli argomenti che saranno trattati, riteniamo che questa Assemblea d’Istituto costituisca una grande opportunità per tutti gli studenti; studenti che invitiamo a partecipare con senso di responsabilità a questa importante iniziativa, iniziativa utile per la loro formazione.

Invitiamo, inoltre, tutti i partecipanti ad esprimere le loro idee, ponendo domande e creando spazi di discussione con i nostri interlocutori, tenendo presente che la partecipazione è il migliore strumento che fa di noi tutti dei cittadini liberi.

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