Archivi del mese: Settembre 2006

Lavori di ristrutturazione dell’Ospedale di Sezze

Latina. 27/09/06

Al Direttore Generale ASL – LATINA
Procura Regionale Corte dei Conti – ROMA
Procura Repubblica – LATINA

OGGETTO: lavori ristrutturazione Ospedale di Sezze

Non abbiamo ricevuto ancora riscontro alla nota con la quale abbiamo chiesto se sia fondata la notizia secondo cui il Procuratore Regionale della Corte dei Conti avrebbe proposto appello avverso alla sentenza n. 3007/2005/R che vede coinvolti ben 5 dirigenti e funzionari di codesta ASL.

Nel sollecitarle una risposta, cogliamo l’occasione per pregarla di farci conoscere, inoltre, se è vero che alcune delle persone a giudizio della Corte dei Conti facciano o meno parte del Nucleo di Valutazione dell’ASL.

In attesa di cortese riscontro, porgiamo distinti saluti

IL SEGRETARIO
Dr. Elvio Di Cesare

Cassino: Mafia al comune?

Latina, 26-09-2006

CASSINO: MAFIA AL COMUNE?

La notizia non fa scandalo per quanti, come noi, sanno che il sul territorio del cassinate la criminalità organizzata è fortemente radicata.

La stampa, non tutta purtroppo, ha dato comunque ampio risalto alle indagini che sta svolgendo la Direzione Investigativa Antimafia relativamente alla realizzazione di una struttura commerciale a Cassino.

E’ ormai noto che le organizzazioni mafiose hanno un forte radicamento nel settore commercio. Esse hanno acquisito negozi, supermercati, grandi esercizi, investendo una massa spaventosa di capitali sporchi.

La “Caponnetto” da anni sta insistendo, inascoltata, sulla necessità che le forze di polizia, in particolare la Guardia di Finanza, indaghino a tappeto su tutti gli esercizi commerciali della nostra Regione. Se non si fanno indagini patrimoniali, non si fa lotta contro le mafie.

La notizia dell’intervento della DIA a Cassino avvalora le nostre convinzioni.

Ma c’è in questa vicenda, come in altre, un aspetto preoccupante: quello che riguarda le collusioni con le istituzioni. Sembra, infatti, che siano indagati dei tecnici del Comune di Cassino che avrebbero in qualche modo agevolato i titolari della ditta sospettata di essere collegata con la camorra.

Questo, se fosse provato dalle indagini della DIA, è quanto ci indigna più di tutto.

Ad ogni buon fine, la “Caponnetto” seguirà con particolare attenzione il caso che, comunque, rappresenta solo un pezzo del mosaico che riguarda la presenza mafiosa nella provincia di Frosinone e nel Cassinate.

Chiediamo, perciò, al Comando Generale della Guardia di Finanza di disporre un’indagine rigorosa su tutto il versante delle costruzioni e delle compravendite immobiliari, da 20 anni in qua. Se non si fa questo, non si riuscirà mai a fermare l’occupazione del territorio da parte della camorra a Cassino ed altrove.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE
“ANTONINO CAPONNETTO”

Un altro omicidio a Latina. Ora basta!

Latina, 25-09-2006

UN ALTRO OMICIDIO A LATINA. ORA BASTA!

Ora basta veramente! O le istituzioni ripristinano un clima di vivibilità a Latina, ridando sicurezza e tranquillità ai cittadini di questa città e di questa provincia martoriate da una criminalità dilagante, o valuteremo forme e modi di protesta pubblica accusandole di inerzia e di incapacità.

Non si può andare avanti così. Nei giorni scorsi ci sono state le minacce nei confronti del titolare di una pizzeria a Piazza Moro; ora dobbiamo lamentare addirittura l’omicidio del titolare di un locale notturno in via Piave. Gli autori sono le solite persone, pregiudicati pericolosissimi, conosciuti da magistratura e forze dell’ordine, che girano tranquillamente per la città, continuando a svolgere le loro attività criminali.

C’è un clima di paura, ormai, fra i cittadini; paura che si accompagna ad una dilagante, giustificata sfiducia nelle istituzioni.

C’è troppa gente in giro che si diletta a fare dichiarazioni alla stampa, per mettersi in mostra o per ricavarne dei vantaggi. Sulla pelle della povera gente, che muore, che è vessata, minacciata, usurata, malmenata. Si vergogni!Questa gente abbia il pudore di tacere.

Noi della “Caponnetto” non assolviamo il Consigliere regionale della Margherita Moscardelli dalla responsabilità di aver taciuto per anni su una situazione terribile che sta in provincia di Latina, ma, quando egli nei giorni scorsi ha accusato le istituzioni di non aver fatto fino in fondo il loro dovere nel combattere illegalità e criminalità, gli abbiamo espresso solidarietà, dopo i volgari attacchi che gli sono piovuti addosso da parecchie parti.

In questa provincia c’è un clima zuccheroso di oggettive complicità da far rabbrividire.

Chi, come noi, denuncia, in piena solitudine, questa situazione, viene accusato di “allarmismo”e subito si vede chiudere i… canali di comunicazione.

Non bisogna disturbare il manovratore. Il muro di gomma!

Partiti, sindacati, Chiesa, tutti soggetti che dovrebbero alzare la voce e fare qualcosa per mettere fine a questa situazione allarmante, tutti zitti.

Ieri, alla manifestazione di solidarietà a “Il Gabbiano”, c’erano l’AGESCI, LIBERA, la CAPONNETTO; come soggetti politici, invece c’erano solamente il consigliere regionale Cirilli, Pannone della Margherita, Filosi del PDCI, De Amicis dell’UDEUR, ma tutti a titolo personale. Partiti, Sindacati, Sindaci, amministratori pubblici, Regione, Provincia, Comuni, tutti latitanti. E’mancato perfino il Sindaco di Cisterna, comune sul cui territorio insiste la tenuta confiscata al clan della camorra Schiavone ed ora affidata alla Cooperativa “Il Gabbiano”. Probabilmente tutta questa gente si esibirà nel fare dichiarazioni alla stampa!…

Associazione “Antonino Caponnetto” www. comitato-antimafia-lt. org

DNA e DIA avochino le indagini sull’attentato a “Il Gabbiano”

24/09/06

Un gravissimo atto intimidatorio è stato perpretato il 17 u. s. ai danni della Cooperativa “Il Gabbiano” nei vigneti, già di proprietà del clan Schiavone, ad essa affidati dopo la loro confisca ed acquisizione al patrimonio pubblico; vigneti, com’è noto, siti sul territorio del Comune di Cisterna, in provincia di Latina.
Tale atto rappresenta chiaramente un salto di qualità nelle attività della criminalità organizzata in provincia di Latina, criminalità organizzata che si mostra, anche per la mancanza di un’azione efficace di contrasto da parte delle istituzioni locali, sempre più invasiva ed aggressiva, a smentita di tutti coloro che, nelle istituzioni stesse e nei partiti politici, si ostinano a parlare ancora di… “pericolo di infiltrazioni mafiose”!!!…
Si dice che nella stessa zona in cui si è verificato tale attentato vi sarebbero altre persone sospettate di collegamenti con il predetto clan, persone che risulterebbero proprietarie di vasti appezzamenti di terreni, unità immobiliari e quant’altro.
L’attentato subito dalla Cooperativa “Il Gabbiano” si inquadra evidentemente in una strategia della criminalità organizzata finalizzata a terrorizzare quanti si dichiarino disponibili ad utilizzare a fini sociali i beni confiscati alle mafie. Una strategia che va contrastata con strumenti e presidi^ adeguati e specializzati.
In quest’ottica appare evidente la necessità che l’intera indagine -sia per la parte relativa all’attentato in questione che per l’altra che riguarda l’individuazione delle persone sospettate di appartenere al clan Schiavone e che risulterebbero risiedere nella stessa zona-venga assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Direzione Investigativa Antimafia.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “ANTONINO CAPPONNETTO”
Il Segretario Dr. Elvio Di Cesare

“Casi Ardea e Prefettura di Latina”

Roma 23 settembre 2006

Al Presidente della Repubblica-Roma
Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Roma
Al Ministro degli Interni-Roma
Alla Direzione Nazionale Antimafia-Roma
Alla Procura della Repubblica di Velletri
On. Francesco Fargione ed altri Parlamentari
Alla Stampa

Oggetto: Ministero degli Interni

Quante amarezza e delusione, amici del centrosinistra!

Il Ministro Pisanu, del precedente governo, ha sciolto per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale di Nettuno, mentre il suo successore Amato, dell’attuale governo di centrosinistra, legittima quello della vicina Ardea.

Non compete a noi, come Associazione Antimafia, che è apartitica per vincolo statutario e che, peraltro, conosce bene i fatti perché ha condotto sul territorio una lunga inchiesta a mezzo della quale ha individuato situazioni

e soggetti segnalati a chi ha il compito di investigare, esprimere giudizi politici. Ma questa è la triste realtà.

Questo Ministro degli Interni ci ha profondamente delusi per il comportamento assunto per la situazione di Ardea e non solo. C’è, infatti, la vergognosa situazione esistente nella Prefettura di Latina, per la quale noi abbiamo richiesto e chiediamo la rimozione del Prefetto e del Capo di Gabinetto, con i gravi fatti culminati nell’ingiusto trasferimento per “incompatibilità ambientale “ del vice Prefetto vicario Dr. Maria Rosaria Ingenito, persona di profonde dote morali e di non comuni capacità professionali e con l’emarginazione di altri dirigenti e funzionari dotati delle stesse qualità.

Ma quello che ci sconcerta maggiormente sono il silenzio e l’inerzia di tutto, o quasi, lo schieramento dei partiti del centrosinistra rispetto ad una situazione, quella che riguarda la presenza criminale nel Lazio ed, in particolare, nell’area della Capitale e della parte a sud di questa, veramente preoccupante.

I CLAN SI SONO APPROPRIATI DELLA META’ (ALMENO) DELL’ECONOMIA DEL LAZIO E PARTITI POLITICI ED ISTITUZIONI CONTINUANO A… PARLARE DI… ”PERICOLO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE”. VERGOGNA; SI NEGA LA REALTA.

Abbiamo letto dell’interrogazione fatta dall’On. Fargione del PRC. Lo ringraziamo, anche se la riteniamo tardiva. Non sappiamo se egli abbia letto la lettera inviata dal Prefetto Serra al Sindaco Eufemi. Noi ne abbiamo mandato copia alla Procura della Repubblica di Velletri perché riteniamo che ci siano alcuni passaggi veramente scandalosi (ne citiamo solo uno: quello che riguarda l’invito ad acquisire, a lavori terminati da tempo, i prescritti certificati antimafia; quando mancano questi, non è nulla la gara di appalto???… Ora, a lavori ultimati, chi paga?… ).

Comunque, sentiamo di esternare all’On. Fargione la nostra gratitudine per essersi interessato, unica persona di tutto lo schieramento di centrosinistra, a questo gravissimo “caso” (perché non fa altrettanto con quello che riguarda la Prefettura di Latina, per il quale troverà tutti gli elementi sul sito ufficiale della “Caponnetto” www. comitato-antimafia-lt. org?).

Gliene saremmo grati, sia a lui che al suo partito, dandogli atto pubblicamente di quanto ha fatto e farà non solo per Ardea ma anche per il caso che riguarda la Prefettura di Latina.

Non c’è nessun altro Parlamentare che voglia interessarsene?

Dr. Elvio Di Cesare
Segretario Regionale

incontro di dirigenti della Regione Lazio e dell’Ass.Caponnetto

21/9/2006

INCONTRO DI DIRIGENTI DELLA REGIONE LAZIO E DI RAPPRESENTANTI DELL’ASSOCIAZIONE “CAPONNETTO” SUL PROBLEMA DELL’ABUSIVISMO EDILIZIO NELLE PROVINCE DI ROMA E DI LATINA

Un incontro lungo, cordiale e positivo, quello avvenuto, oggi 21 settembre del 2006, fra i massimi dirigenti e funzionari dell’Area Legislativa Contenzioso e Vigilanza della Direzione Territorio ed Urbanistica della Regione Lazio ed una rappresentanza dell’Associazione “Caponnetto” per trattare alcuni aspetti del problema dell’abusivismo edilizio in parecchi comuni delle province di Roma e Latina.

Un incontro che è servito a chiarire i rispettivi punti di vista sul comportamento degli organismi preposti ad affrontare e debellare questo triste fenomeno che ha fatto scempio del territorio delle due province.

Oltre alla presa in esame di alcune situazioni specifiche, durante l’incontro si è affrontato il problema del ruolo della Regione Lazio nell’azione di contrasto di tale fenomeno.

Non tutti sanno che il DPR n. 380/2001 conferisce, ai sensi degli artt. 39 e 40, alle Regioni il compito di esercitare, in caso di inerzia dei Comuni, i poteri sostitutivi.

Questi, però, potranno essere attivati solo in virtù di una legge regionale di recepimento della normativa statale. Infatti lo Statuto della Regione, all’art. 49 prevede che “la Regione, nelle materie di propria competenza, disciplina con legge l’esercizio del potere sostitutivo in caso di inerzia o inadempimento, da parte degli enti locali destinatari di funzioni conferite, nel compimento di atti o attività obbligatori per la tutela di interessi di livello superiore espresse da norme o dai programmi regionali o provinciali”.

Purtroppo la Regione Lazio-questo è lo scandalo che nessuno ha avuto il coraggio di denunciare- dal 2001 non ha mai provveduto ad elaborare la legge di recepimento del DPR380.

Solamente ora, durante la gestione Marrazzo, un gruppo di lavoro ha cominciato ad elaborare una proposta di legge che, poi, sarà sottoposta per l’approvazione alla Giunta ed al Consiglio regionali.

La delegazione della “Caponnetto”, dopo aver esposto al riguardo i suoi punti di vista, ha manifestato ai dirigenti ed ai funzionari dell’Area Legislativo Contenzioso e Vigilanza, rappresentati dalle Dottoresse Marina Ajello e Simona Testa, i sentimenti più profondi di stima e di approvazione.

La bozza di proposta di legge sarà pronta entro qualche mese in modo da dare agli organi legislativi ed esecutivi lo strumento per mettere fine, con i primi mesi dell’anno prossimo, ad una situazione scandalosa.

La “Caponnetto” comincia sin d’ora, da parte sua, a rivolgersi al Presidente Marrazzo ed a tutti i gruppi politici che compongono la sua maggioranza perché approvino senza esitazione alcuna e subito, appena avranno ricevuto la bozza, questa importante legge; senza questa La Regione non ha gli strumenti per mettere fine ad una situazione di diffusa illegalità.

LA SEGRETERIA REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE
“ANTONINO CAPONNETTO”

Situazione sicurezza ed ordine pubblico nel Comune di Roma

Roma, 19. settembre 2006

Presidente Commissione Sicurezza e Criminalità Regione Lazio – ROMA

Oggetto: Situazione sicurezza ed ordine pubblico nel Comune di Roma

Gentile Signora Luisa On. le Laurelli

La situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico nella Capitale e nel territorio circostante sta diventando sempre più preoccupante.

Omicidi, scippi, rapine, violenze ecc. stanno ormai all’ordine del giorno. A tutto ciò si aggiunge l’azione continua di penetrazione nel tessuto economico e sociale della città e della provincia da parte della criminalità organizzata.

Più volte questa Associazione, nell’esprimere le sue più vive preoccupazioni al riguardo, ha manifestato le sue perplessità sul piano dell’efficacia dell’azione di contrasto finora svolta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine.

Qualcosa evidentemente non va. Questo “qualcosa” noi lo ravvisiamo nella mancanza di un’azione di “intelligence”, di una strategia, cioè, più intelligente e moderna, finalizzata a colpire le mafie e la criminalità in genere sul piano non solo militare ma soprattutto economico.

Nella relazione alla Commissione da Lei presieduta abbiamo proposto alcune soluzioni, che, ad avviso di questa Associazione, rappresentano la “conditio sine qua non” per contrastare con efficacia la criminalità.

Ora riteniamo, considerata la gravità della situazione, che sia necessario ed urgente convocare un incontro operativo dei vertici della magistratura e delle forze dell’ordine per un esame dell’intera situazione e per l’individuazione di una strategia di contrasto più efficace di quella adottata finora.

Restiamo in attesa di Sue assicurazioni al riguardo e cordialmente La salutiamo

Il Segretario di Roma e Provincia
Dr. Alessandro Cresti
alessandro. cresti@aliceposta. it – tel 328. 6110379

p. s. Si allega copia dell’intervista al capo della Squadra mobile di Roma, Alberto Intini, pubblicata sul Corriere della Sera del 17 settembre u. s.

Grave attentato della camorra ai danni della Cooperativa “Il Gabbiano” a Cisterna (Latina)

Latina, 19 settembre 2006

SCAPPATI I BUOI, ORA SI VOGLIONO CHIUDERE LE STALLE! NON E’ ORMAI TARDI?…

Scappati i buoi, ora tutti vogliono chiudere le stalle.

Sono anni che noi della “Caponnetto” denunciamo la pericolosità della situazione in provincia di Latina, situazione determinata dall’inefficacia delle strategie di contrasto nei confronti della criminalità comune ed organizzata operante

sul nostro territorio.

Ora, dopo il gravissimo attentato, subito ad opera di elementi probabilmente collegati con il clan dei casalesi, dalla Cooperativa “Il Gabbiano” nella tenuta confiscata alla camorra nel comune di Cisterna, tutti sembrano aver preso coscienza della gravità del fenomeno mafioso in provincia di Latina. Ma quanto durerà questa ondata di sdegno e di preoccupazione?

Appena si saranno spenti i riflettori, noi temiamo che tutto ritorni come prima e che la tanto da noi invocata “inversione di tendenza” resti solamente una speranza di chi, come noi della “Caponnetto”, crede ancora nella volontà di tutte istituzioni di combattere seriamente la mafia.

Noi confidiamo moltissimo nel nuovo Questore e nel Comandante dei Carabinieri; confidiamo nelle loro capacità e nella loro onestà intellettuale. Ma la loro opera non basterà a debellare un fenomeno che ormai si è consolidato in anni caratterizzati da disattenzione e delle inefficienze degli apparati dello Stato, se non si cambierà strategia.

Siamo preoccupati per la situazione esistente nella Prefettura

Che, com’è noto, è il massimo organo del governo centrale sul territorio e che, come tale, avrebbe il compito di indicare le strategie di contrasto e di stimolare gli organi investigativi ad operare al meglio.

Non a caso abbiamo invocato, finora invano, l’intervento del Ministro Amato a seguito di fatti gravissimi avvenuti in quegli uffici.

Quasi tutti i giorni noi veniamo a conoscenza di fatti che riguardano le attività della criminalità organizzata nella nostra provincia, fatti che puntualmente segnaliamo agli organismi competenti. Quasi tutti i giorni chiediamo di accendere i riflettori su alcuni avvenimenti che lasciano presagire ulteriori grossi investimenti mafiosi sul nostro territorio. Abbiamo individuato situazione che lasciano supporre in qualche comune anche investimenti di mafie straniere. E’ di oggi, ad esempio, la notizia che probabilmente qualcosa di significativo e di pericoloso stia avvenendo a Terracina con la messa all’asta, dopo il crac delle finanze di quel Comune, di parecchie unità immobiliari. E soprattutto sul versante economico che va combattuta la mafia,

allertando i notai ed invitandoli a segnalare operazioni sospette, i commercialisti, visitando, inoltre, quotidianamente la Conservatoria degli atti immobiliari ed impegnando le forze dell’ordine- in particolare, la Guardia di Finanza-ad indagare sulla vera “identità” degli autori degli atti di compravendita. E’ un lavoro complesso-lo sappiamo-che richiede grandi capacità, intelligenza e mezzi, ma è l’unico lavoro che va fatto, se si vuole seriamente combattere la criminalità. Tutto il resto, appelli, preghiere e quant’altro, non servono; come non servono, considerata la gravità della situazione, gli inviti a diffondere la cultura della legalità. E’ troppo tardi, ormai, perché la mafia è arrivata ad impossessarsi di una parte cospicua della nostra economia e-speriamo di essere smentiti-anche di parti delle nostre istituzioni (come dimostra il “caso Nettuno”). E non solo.

ASSOCIAZIONE REGIONALE PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE

“ANTONINO CAPONNETTO”

Prefettura di Latina

Roma, 16 settembre 2006

On. Giuliano AMATO
Ministro degli Interni – ROMA
Presidente del Consiglio dei Ministri – ROMA
E p. c
Ai segretari nazionali dei Partiti di centro sinistra – ROMA

OGGETTO: Prefettura di Latina

Sconcertati e delusi. Non troviamo altre parole per definire lo stato d’animo degli aderenti alla scrivente Associazione di fronte al comportamento dell’attuale Ministro degli Interni per quanto riguarda la situazione esistente nella Prefettura di Latina e non solo.

Comunicati stampa, note pubblicate sul nostro sito, lettere, sono rimasti tutti senza alcun esito, mentre restano invariati il clima di discriminazioni fra il personale di quegli Uffici e il comportamento persecutorio ai danni della Dottoressa Maria Rosaria Ingenito, già vice Prefetto vicario, trasferita qualche settimana fa dalla Prefettura di Latina a quella di Roma per… ”incompatibilità ambientale”.

Con la formazione del nuovo governo speravamo in un cambiamento delle cose. Ma, purtroppo, siamo costretti a ricrederci, almeno per quanto attiene ai temi della legalità ed all’azione di contrasto della criminalità organizzata.

Ci riferiamo-tanto per citare solo alcuni “casi”-al vergognoso trattamento riservato ad una dirigente nota per le sue qualità morali e professionali, qual’è la Dottoressa Ingenito (la quale dovrà presentarsi il 6 ottobre p. v. davanti al consiglio di disciplina per aver denunciato, nella sua veste di segretaria nazionale di un Sindacato, la situazione esistente nella Prefettura di Latina), alla procedure applicate per la sostituzione del Questore di Frosinone, alle decisioni assunte per il Comune di Ardea (Roma), la cui amministrazione, anziché essere sciolta, al pari di quella della vicina Nettuno, per le numerose illegalità e condizionamenti esterni rilevati dalla Commissione di accesso nominata dal Prefetto di Roma, è stata, al contrario, legittimata con incomprensibili, semplici inviti… a sanare situazioni insanabili (i prescritti certificati antimafia non si richiedono quando i lavori sono terminati da tempo! Il Prefetto di Roma sa molto bene che, senza tale certificato, le gare di appalto sono nulle!!!).

Ma quello che ci stupisce di più è il silenzio più assoluto delle forze politiche, degli esponenti politici, dei parlamentari presenti sul territorio.

Ci rivolgiamo, pertanto, ai segretari nazionali dei partiti tutti di centrosinistra, nella speranza (anch’essa vana?) che i “ casi “ indicati vengano affrontati e risolti con spirito di obiettività e di giustizia, senza “ condizionamenti ““delle solite burocrazie ministeriali che si riciclano e continuano a dominare sotto ogni gestione politica.

Dal sito INTERNET di questa Associazione potrete rilevare, volendolo, spunti, notizie e quant’altro per un auspicabile vostro intervento sul Ministro Amato.

Restiamo in attesa di un vostro cortese cenno di assicurazione al riguardo e cordialmente vi salutiamo

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Eletto il nuovo Consiglio Direttivo della “Caponnetto” di Roma

Roma, 16 settembre 2006

COMUNICATO STAMPA

E’ da anni che questa Associazione denuncia-analogamente a quanto fanno altri organismi, anche istituzionali, come la DNA, la DDA, la DIA, alcune Commissioni Parlamentari antimafia -la presenza e le attività mafiose nel Lazio e nella Capitale. Presenza, quella delle varie mafie italiane e straniere, sempre più invasiva, insidiosa e preoccupante, tenuto conto della strategia di mimetizzazione da esse adottata, da una parte, e della sottovalutazione politico-istituzionale, dall’altra, come dimostrano i “fatti” di Ardea (Roma), per i quali non si comprendono né si condividono le decisioni assunte dal Ministro degli Interni Amato e dal Prefetto di Roma Serra.

Allo stesso modo sembra quantomeno incomprensibile il comportamento nel Consiglio della Regione Lazio dei DS e della Margherita sul tema del progetto per il trattamento dei rifiuti urbani nella più grande discarica d’Europa, a Malagrotta (RM), di sicuro interesse da parte delle organizzazioni criminali per il notevole volume di affari che crea. In quest’ottica si inserisce anche l’episodio recente di Viterbo, dove, com’è noto, è stato dato alle fiamme uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti di proprietà di una cooperativa di lavoratori locali.

Appare alquanto debole ed inadeguata la risposta delle istituzioni in genere all’azione di occupazione del nostro territorio da parte della criminalità organizzata, mentre in alcuni segmenti del mondo della politica si registrano atteggiamenti alquanto discutibili e sospetti.

Questa Associazione ha più volte richiamato, finora invano, l’attenzione degli organi investigativi e giudiziari sulla necessità di alzare il livello delle indagini dal piano “militare” delle mafie a quello economico e delle probabili contiguità politiche. Ciò in quanto la criminalità organizzata sta agendo da tempo sul territorio del Lazio in maniera sistematica e penetrante come una “grande impresa” in grado di modificarne e di condizionarne fortemente l’economia, soffocando le iniziative imprenditoriali sane, sconvolgendo le regole del mercato ed immettendo su questo fiumi di denaro sporco.

Al fine di dare una risposta più adeguata a questi fenomeni in preoccupante crescita e diffusione, questa Associazione ha inteso darsi una nuova e più razionale struttura organizzativa ai livelli sia provinciale che del Comune di Roma, una struttura capace di individuare, segnalandoli poi agli organismi competenti, movimentazioni di capitali sospetti, comportamenti illeciti e quant’altro.

Con questi obiettivi è stato formato un nuovo Consiglio Direttivo, costituito da 11 soci, fra i quali è stato eletto il Segretario nella persona del Dr. Alessandro Cresti, affiancato da due vice-segretari.

Il Segretario Regionale

Dr. Elvio Di Cesare

Stazione Carabinieri di Priverno (Latina)

Latina, 12 settembre 2006

Al Ministro della Difesa – ROMA
Al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri – ROMA

OGGETTO: Stazione Carabinieri di Priverno (Latina)

Quello di cui si sono occupati in questi giorni il TAR del Lazio e la stampa

Non è un fatto da consegnare al dimenticatoio senza che il Comando Generale adotti seri provvedimenti a tutela dell’immagine dell’Arma. Un militare, che tutti definiscono serio ed estremamente ligio ai suoi doveri, viene punito, trasferito e privato dell’alloggio, solo perché qualifica poco disdicevole

Il comportamento di un suo superiore che… ”. soffia la moglie” ad un suo collega?

Cose dell’altro mondo, se fondate, che meriterebbero severi provvedimenti a carico di quel superiore, che andrebbe subito deferito agli organi competenti e trasferito ad altra sede.

Si confida nell’intervento personale delle SS. LL e, in attesa di cortese assicurazione, cordialmente si saluta

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Lettera al Ministro degli Interni On.Amato sul “caso Prefettura di Latina”

Roma, 9 settembre 2006

On. Giuliano AMATO
Ministro degli Interni – ROMA

Oggetto: Prefettura di Latina

Onorevole Ministro,

con una serie di note, riportate sul sito di questa Associazione regionale (www. comitato-antimafia-lt. org), l’abbiamo messa al corrente della delicatissima situazione esistente nella Prefettura di Latina, una situazione caratterizzata da deprecabili comportamenti assunti da taluni alti dirigenti ai danni di altri.

L’immagine della predetta Prefettura che è venuta fuori, in questi giorni, dopo che alcuni organi di stampa si sono occupati di alcuni spiacevoli episodi verificatisi negli uffici, è veramente pietosa. Qualche funzionario, infatti, si è visto costretto a ricorrere alla cure mediche a causa di aggressioni verbali subite in ufficio da parte di suoi superiori; mentre altri dirigenti vivono da tempo in uno stato di vera e propria prostrazione determinata dall’isolamento nel quale, ignorando le loro qualità morali e la loro alta preparazione professionale, sono stati relegati.

Sappiamo che gli uffici del suo Ministero hanno già disposto un’indagine sulla Prefettura di Latina dopo il clamoroso, ingiusto ed illegittimo trasferimento per “incompatibilità ambientale” del vice prefetto vicario Dottoressa Maria Rosaria Ingenito, ma corre voce che gli ispettori che hanno effettuato tale indagine non sono stati in grado di ascoltare tutti i funzionari e dirigenti vittime di discriminazioni perché questi erano assenti per ferie o per malattia.

La situazione da noi denunciatale si va a sommare a quella che riguarda il ruolo svolto dalla Prefettura di Latina da qualche anno soprattutto per quanto riguarda il quadro relativo al rispetto della legalità e della lotta contro la criminalità organizzata.

La provincia di Latina è notoriamente afflitta da un’illegalità diffusa, mentre una parte cospicua della sua economia è nelle mani della criminalità organizzata.

Sono anni che questa Associazione sta sostenendo la necessità di un’azione più incisiva delle Istituzioni pontine perché si tenti almeno di salvare il salvabile, ricreando spazi di vivibilità civile.

La Prefettura avrebbe dovuto svolgere al riguardo, per le funzioni ad essa assegnate, un ruolo determinante.

Abbiamo dovuto, però, con un profondo senso di angoscia, constatare (mettendola in risalto anche nella Relazione da noi presentata alla Commissione criminalità della Regione Lazio e anch’essa pubblicata sul sito di questa Associazione), l’”irrilevanza” di questo importante presidio dello Stato sul territorio pontino.

In queste ultime settimane è divampata la polemica sulla stampa in ordine alla situazione della sicurezza e dell’ordine pubblico in provincia di Latina, a seguito di dichiarazioni rilasciate da taluni esponenti politici che solo ora mostrano di accorgersi della gravità di una situazione che si è andata determinando e consolidando nei decenni, nell’indifferenza delle Istituzioni, dei partiti politici e così via.

L’impressione di chi, come noi, da anni svolge un’attività, non solo di carattere sociale e culturale, sul piano della lotta contro le illegalità e le mafie, è che ancora una volta si siano volute affrontare queste tematiche delicate con un pressappochismo ed una superficialità spaventosi.

Le strategie finora elaborate sono obsolete, le tattiche assolutamente inefficaci.

In provincia di Latina, di fronte ad una criminalità organizzata impegnata sul versante dell’economia, non viene svolta un’investigazione tendente ad individuare l’”origine” dei capitali investiti, la vera “identità” di chi investe.

Le carenze su questo piano delle Istituzioni, per quanto di loro rispettiva competenza, sono mostruose. La soluzione di questi problemi non si può raggiungere solo con la militarizzazione del territorio, aumentando gli organici delle forze dell’ordine, ma, piuttosto, alzando il LIVELLO dell’azione investigativo, coordinando forze dell’ordine ed organi giudiziari, qualificando e rendendo più visibile ed efficace il ruolo della Prefettura.

Questa Associazione, facendo seguito alle numerose note già inviatole al riguardo ed in attesa di una sua risposta, chiede nuovamente l’adozione di provvedimenti radicali che mettano fine alla situazione prospettatale.

Cordiali saluti

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Lettera aperta al nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Latina

05/09/06

ALZIAMO LO SGUARDO VERSO I PIANI ALTI E NON LIMITIAMOCI A GUARDARE QUELLI BASSI

Alziamo lo sguardo verso i piani alti. A Latina e provincia non esiste solo la microcriminalità.

Qua si sta tentando di spostare l’attenzione sulla piccola delinquenza comune facendo dell’”ordine pubblico” una questione di vita o di morte. Si vogliono, insomma,.. tranquillizzare i cittadini e fugare, così, malumori e critiche.

Tutto qua. Ma ci sono problemi più grossi e più preoccupanti e sono quelli che attengono a tutta la sfera della presenza mafiosa, alle contiguità con la politica ed agli intrecci con la mafia di gente locale.

Ma non è stato l’ex Sottosegretario agli Interni Mantovano a dire che… ci sono a Latina imprenditori locali che sono collegati con organizzazioni mafiose?

Quale senso hanno, quindi, le interpretazioni, le letture minimaliste che di tanto in tanto ci vengono sciorinate attraverso gli organi di stampa or da questo or da quello?Si vuole tentare di contrastare con efficacia l’avanzare delle mafie sul nostro territorio o no?

Allora, che cosa si aspetta ad elaborare una strategia di contrasto che preveda, comune per comune, azioni efficaci di contenimento e di repressione.

Perché, ad esempio, non cominciamo a scavare sui… ”perché” delle Tante “residenze” rilasciate a Terracina a persone provenienti dalla Campania (ma il discorso può essere fatto anche per Latina, Gaeta, Formia, Sabaudia, San Felice Circeo, Fondi, Aprilia e così via)?. Perché non cominciamo a domandarci, dopo i ripetuti attentati perpretati ai danni del Comandante dei VV. UU. di Monte San Biagio, se sia lecito pensare di affrontare il problema dell’abusivismo edilizio in questo comune, dove bisogna abbattere 81 unità immobiliari abusive disponendo di solo 3 vigili urbani, di cui 2 ufficiali ed una donna in maternità? Si vuole risolvere il problema ripristinando uno stato di legalità su un territorio dove la legge vale come carta straccia o no?

Noi ci siamo battuti con tutte le nostre forze, insieme ad altre associazioni, per far istituire dalla Regione Lazio il Monumento naturale del Lago di Fondi. Lo abbiamo fatto soprattutto per sottrarre tutto quel magnifico territorio alle fauci di mafiosi e camorristi convenuti da Campania e Calabria soprattutto. Ma non passa giorno in cui non veniamo a sapere di tante altre… ”operazioni” portate a termine da persone sospette. Qua passa di mano la proprietà di un albergo, là di una villa, o un supermercato, un terreno, un’azienda e così via.

E’ nel settore della compravendite immobiliari, nei passaggi di proprietà, nel rilascio delle concessioni edilizie, delle autorizzazioni varie, caro nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri, che bisogna andare ad indagare.

Mafia russa a Sabaudia?

03/09/06

MAFIA RUSSA A SABAUDIA?

ABBIAMO INDIVIDUATO IN QUESTI GIORNI –E SEGNALATO AGLI ORGANI GIUDIZIARI COMPETENTI- UN INSEDIAMENTO A SABAUDIA DI SOGGETTI SOSPETTATI DI COLLEGAMENTI CON LA MAFIA RUSSA.

I PREDETTI SONO DIVENTATI PROPRIETARI, ACQUISTANDOLA DA UN CITTADINO ITALIANO, DI UNA IMPORTANTE UNITA’ IMMOBILIARE.

SE LE NOSTRE INTUIZIONI FOSSERO CORROBORATE DA RISCONTRI CHE ORA GLI ORGANI IVESTIGATIVI DOVRANNO TROVARE, SAREBBE PROVATA LA PRESENZA SUL NOSTRO TERRITORIO, OLTRECHE’ DELLE MAFIE ITALIANE, ANCHE DI QUELLE STRANIERE.

SEMPRE A SABAUDIA ABBIAMO ANCHE INDIVIDUATO ALCUNE PRESENZE SOSPETTE DI CALABRESI (O CAMPANI) PRONTI AD INVESTIRE I LORO CAPITALI. ANCHE SU QUESTE PRESENZE LA “CAPONNETTO” HA CHIESTO OPPORTUNE INDAGINI.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO
PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE
“ANTONINO CAPONNETTO”

Attentato ai danni del Comandante dei VVUU di Monte San Biagio(Latina)

2/09/2006

Ancora un tentativo di attentato ai danni del Comandante dei Vigili Urbani di Monte San Biagio. Quello preparato ora è ancora più preoccupante in quanto rivela l’esistenza di un disegno mirante evidentemente a neutralizzare l’azione di un uomo impegnato a ripristinare uno stato di legalità su un territorio dove essa è un’optional.
L’Associazione “A. Caponnetto”, nell’esprimere la sua più viva solidarietà al Comandante colpito, chiede l’intervento degli organi investigativi e giudiziari centrali e periferici perché vengano individuati subito esecutori e mandanti di questo ennesimo, vile attentato.

ASSOCIAZIONE REGIONALE LAZIO
PER LA LOTTA CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE
“ANTONINO CAPONNETTO”

Lavori all’ospedale di Sezze

02/09/06

Direttore Generale ASL-Latina
Presidente Giunta Regione Lazio-Roma
Assessore alla Salute Regione Lazio-Roma
Procura Regionale Corte dei Conti-Roma
Procura Repubblica Latina

Riscontriamo la Sua nota dell’Area Legale-senza data, numero di protocollo e firma-per esternarle i sensi della nostra più profonda costernazione per aver ella sostenuto che il caso giudiziario di cui all’argomento in oggetto sarebbe considerato definito per… prescrizione di termini.

Corre voce, invece, che la Procura Regionale avrebbe prodotto appello avverso alla sentenza da lei citata. Ove ciò risultasse fondato, resterebbero attuali e giustificate le richieste formulate da questa Associazione per quanto attiene alle posizioni dei cinque funzionari e dirigenti sottoposti a giudizio della magistratura contabile.

Con preghiera di voler disporre le opportune verifiche, restiamo in attesa di cortese riscontro e cordialmente la salutiamo

Dr. Elvio Di Cesare
Segretario regionale Associazione “A. Caponnetto”

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