Archivi del mese: Giugno 2006

Commissione di accesso Comune di Ardea (Roma)

Roma, 19.6.2006
AL MINISTRO DEGLI INTERNI – ROMA

OGGETTO: commissione di accesso Comune di Ardea (Roma)

Gentile Ministro,

la Commissione di accesso istituita dal Prefetto di Roma per il Comune di Ardea ha concluso i suoi lavori la scorsa settimana.

Non sappiamo se il Suo Ministero sia stato o meno, ad oggi, messo al corrente di quanto elaborato dalla Commissione.

La scrivente Associazione tiene a sottolineare l’esigenza di adottare al riguardo i provvedimenti necessari, evitando quanto si è verificato per la vicina città di Nettuno, la cui Amministrazione è stata sciolta a distanza di un tempo lunghissimo dalla data in cui un’altra Commissione di accesso aveva individuato un diffuso stato di illegalità e di infiltrazioni mafiose.

Oltre, però, a quanto accertato dalla Commissione, sarebbe opportuno, per avere un quadro completo della gravità della situazione esistente ad Ardea e sull’intero litorale a sud della Capitale-dove, come saprà, la criminalità organizzata è fortemente radicata-, acquisire una dettagliata informativa da parte sia della DNA e della DIA, che del Capo della Polizia di Stato e dei comandanti Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Una tale Sua richiesta potrebbe essere anche uno stimolo a rivedere tutto l’impianto delle forze dell’ordine su un territorio-quello, appunto, che si estende da Ostia, Pomezia, fino ai confini con la provincia di Latina, -infestato da clan, ’ndrine, cosche di ogni genere e nazione. Ciò, in quanto, ad avviso della scrivente Associazione, c’è un’urgente necessità di ridisegnare la dislocazione delle forze su tale territorio, qualificando, peraltro, la loro azione.

IL SEGRETARIO REGIONALE
Dr. Elvio Di Cesare

Un intreccio perverso tra politica, affari e mafia

Latina, 06/06/06

A NETTUNO, COME AD ARDEA E SU TUTTO IL LITORALE A SUD DI ROMA, UN INTRECCIO PERVERSO TRA POLITICA, AFFARI E MAFIE

Non bastano più convegni, dichiarazioni alla stampa ed analisi.

Cittadini e partiti politici devono collaborare con Magistratura e forze dell’ordine.

Una conferma di quanto sia consistente 1’intreccio fra affari e politica è venuta dalla recente operazione a Nettuno promossa dalla Procura della Repubblica di Velletri ed eseguita dalla Guardia di Finanza.

L’Associazione “Caponnetto” sente ancora una volta il dovere di esprimere ufficialmente ai magistrati della Procura della Repubblica di Velletri, impegnati da sempre in un’efficace azione di contrasto della corruzione e della criminalità comune ed organizzata, la propria gratitudine. Tale gratitudine si accompagna al dovere che avvertiamo di segnalare all’attenzione degli organismi centrali istituzionali e di tutta l’opinione pubblica questi Magistrati che si stanno distinguendo per le loro capacità, la loro onestà ed il loro coraggio nel contrastare lo stato d’illegalità che investe i Comuni siti sul litorale a sud della Capitale.

Uno stato di ìllegalità che ha superato ogni limite e che le classi politiche dirigenti non hanno saputo o voluto contrastare in maniera efficace.

E’ troppo comodo addossare la responsabilità di rimuovere tale situazione alle sole Magistratura e forze dell’ordine.

E’ tutta la comunità che deve reagire, collaborando con gli investigatori fornendo a questi notizie, segnalando situazioni e persone che determinano le illegalità.

E, in quest’ottica, sono i partiti politici quelli che più di tutti devono promuovere al loro interno una vera e propria opera di bonifica.

Noi della “Caponnetto” abbiamo individuato e segnalato alcune situazioni ed alcune persone sospettate di collegamenti con organizzazioni criminali.

Facciano altrettanto coloro che in questi giorni si stanno limitando a fare dichiarazioni alla stampa.

L’Associazione “Caponnetto”

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