Archivi del mese: Giugno 2005

Proposta di istituire un “tavolo” della legalità

Latina, 30 giugno 2005

Abbiamo “letto” la proposta formulata dal Presidente del TAR del Lazio di istituire un “tavolo” della legalità come un tentativo di investire del problema della legalità, oltre che gli organi preposti, anche la società.

Si tratta di una proposta da approfondire e arricchire, ma sicuramente positiva, perché punta – a nostro modo di vedere –a coinvolgere nella lotta contro l’illegalità dilagante soggetti che finora sono rimasti silenziosi.

Lo stato di degrado della vita pubblica pontina ha raggiunto da tempo picchi allarmanti e ciò che maggiormente preoccupa è, da una parte, quell’atteggiamento di fastidio che si avverte in certi ambienti, non solo politici, di fronte all’analisi e alla denuncia di chi – come questa Associazione – ha il coraggio di parlare; dall’altra, una sorta di cultura dell’assuefazione che sembra prendere molti.

Condividiamo le analisi del Presidente del TAR, anche se lo invitiamo ad ampliare l’elenco dei soggetti che egli propone indicando altri soggetti, non solo istituzionali, che rappresentino la società civile tutta intera.

Il discorso sull’illegalità è complesso e non si può continuare a delegare alle sole magistratura e forze dell’ordine il compito di contrastarla, essendo l’illegalità medesima, oltre che un “fatto”, un comportamento, una “cultura”. Ecco perché vanno investiti i corpi sociali, la scuola, una chiesa più attiva all’esterno, i cittadini, le associazioni.

La situazione in provincia di Latina è gravissima, non solo sul piano dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini, del funzionamento delle istituzioni, problema, quest’ultimo, che merita un capitolo a sé e che rappresenta la nostra preoccupazione maggiore, perché vediamo che le cose non vanno come dovrebbero andare. Quando leggiamo, infatti, di gravissimi episodi – come quello lamentato nell’Ufficio Recupero crediti del Tribunale di Latina (possibile che nessuno si sia accorto, in tanti anni, di quanto stava accadendo?) – ci domandiamo se ognuno abbia o meno svolto diligentemente il ruolo che è stato chiamato a svolgere.

Associazione Regionale contro le Illegalitàe le Mafie “Antonino Caponnetto”

Due ex militari coinvolti nello scandalo del Casaca di Sabaudia.

Latina, 28/06/2005

COMUNICATO STAMPA

Si parla di due esponenti politici dell’attuale maggioranza di governo, di cui uno addirittura consigliere comunale. Stiamo parlando dei due ex militari coinvolti nello scandalo del Casaca di Sabaudia. Se la notizia fosse fondata, avremmo un’ennesima riprova di quanto sia caduta in basso la vita pubblica pontina.

Sono anni che questa Associazione denuncia l’esistenza di un intreccio fra settori della politica ed affari: un intreccio cui spesso fanno da corollario interessi, persone e gruppi riconducibili ad organizzazioni malavitose.

Si ripropone prepotentemente, nella nostra provincia, la “questione morale”, una questione che i partiti politici pontini hanno da sempre voluto porre in soffitta. Quando la politica scade a questi livelli non è più politica è malaffare, e il malaffare si combatte unicamente con l’applicazione del codice penale.

La scorsa settimana noi della “Caponnetto” siamo stati gli unici ad esprimere, senza riserve, solidarietà al Presidente del TAR, Bianchi che, parlando della provincia di Latina, l’ha definita un’area in cui alberga assoluta l’illegalità. Questo fatto avrebbe dovuto far riflettere tutte le persone in buona fede, preoccupate della sorte di questa disgraziata terra.

Intanto, ritornando al caso dello scandalo di Sabaudia, se effettivamente gli ex militari coinvolti risultassero investiti di cariche politiche od istituzionali, sarebbe opportuno che i partiti ospitanti li estromettessero immediatamente.

Associazione Regionale contro le Illegalitàe le Mafie “Antonino Caponnetto”

LA SEGRETERIA

Non facciamo il gioco delle tre carte

Latina 26/06/2005

COMUNICATO STAMPA

Non facciamo il gioco delle tre carte. Il Sindaco di Gaeta non può ignorare che la responsabilità della svendita ai privati dei beni demaniali di Gaeta è tutta della sua parte politica e, quindi, anche sua.

Ma questo è l’aspetto politico che a noi della “Caponnetto” interessa fino a un certo punto, anche se c’è da domandarsi che cosa hanno fatto altri nel tentare di sventare un pericolo che è maturato nel tempo e del quale si parlava da anni.

Quello che ci preoccupa maggiormente è il fatto che solo ora il Sindaco di Gaeta sembra si sia accorto della rapina del territorio della sua città.

Sono anni che l’Associazione “Caponnetto” sta denunciando l’accaparramento da parte di persone sospette – provenienti dalla Campania – che hanno acquistato unità immobiliari e terreni su tutto il territorio gaetano. Basta vedere quello che è stato fatto sul Monte a mare!

Il Sindaco si è mai preoccupato di verificare quanto è avvenuto e continua ad avvenire sul piano della compravendita immobiliare e dei passaggi commerciali?

Dobbiamo pubblicamente dare atto a Lucio Pavone ed a Rifondazione Comunista, oltreché a Salvatore Mola ed ai Verdi di essere stati gli unici, a Gaeta, che hanno sempre denunciato la pesante infiltrazione camorristica e la svendita del territorio di Gaeta.

Associazione Regionale contro le Illegalità e le Mafie

LA SEGRETERIA

Gaeta. Beni demaniali in vendita

Latina, 23 giugno 2005

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – ROMA
AL MINISTRO DEGLI INTERNI – ROMA
AL MINISTRO DELLE FINANZE – ROMA
ALLA PROCURA NAZIONALE ANTIMAFIA – ROMA
ALLA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA – ROMA
ALLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA – ROMA
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LAZIO – ROMA
e p. c. AL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA FINANZA – ROMA

OGGETTO: Gaeta. Beni demaniali in vendita

Mentre il Comando Generale della Guardia di Finanza decide di smantellare le sue Brigate di Gaeta e Scauri, ultimi baluardi contro il consolidamento della presenza mafiosa su un territorio già pesantemente infestato, il Ministero della Difesa ha reso noto, sulla Gazzetta Ufficiale del 20 u. s. , l’elenco di tutti i beni militari che saranno venduti a privati. Si tratta di beni di inestimabile valore storico, ambientale, monumentale, oltreché economico, che rischiano di diventare proprietà della camorra.

Proprio in questi giorni siamo venuti a conoscenza della presenza a Gaeta di alcune persone campane (ovviamente “pulite”) interessate all’acquisto, senza badare all’entità delle somme da corrispondere, di tutto ciò che resta ancora da acquistare quanto ad immobili e terreni.

Non cediamo alla camorra ulteriori porzioni del nostro territorio!

Associazione Regionale contro le Illegalità e le Mafie “Antonino Caponnetto”

Vastità dell’area dell’illegalità in provincia di Latina

Latina, 13 giugno 2005

COMUNICATO STAMPA

Apprezziamo e condividiamo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del TAR, dott. Franco Bianchi, sulla vastità dell’area dell’illegalità in provincia di Latina e sulle responsabilità della classe politica.

Non sono rari i casi di illegalità di cui non pochi esponenti politici e istituzionali si rendono spesso responsabili.

Anziché esprimere apprezzamento e solidarietà a quei pochi magistrati che ancora hanno il coraggio di parlare, in un momento storico che li vede quotidianamente bersaglio di continue vessazioni, molti esponenti politici ed istituzionali hanno oggi il coraggio di contestare pubblicamente la loro libertà di espressione.

Al dott. Bianchi – come al luogotenente dei carabinieri dei NAS, Giovannino Scarsellone e all’Ispettore Superiore del Corpo Forestale dello Stato, Ignaz Reichegger, coraggiosi servitori dello Stato, bersagliati perché ligi ai loro doveri – giungano i sensi della nostra più vivca solidarietà e della nostra stima profonda.

Associazione “Antonino Caponnetto” – La Segreteria

Caso Latina

6 gennaio 2005

COMUNICATO STAMPA

Noi dell’Associazione “A. Caponnetto” difendiamo le istituzioni democratiche. Non vogliamo, quindi, essere annoverati fra coloro che – coscientemente o non – ne abbassano quotidianamente il livello di credibilità.
Se non fosse per questo, sfideremmo in un pubblico dibattito – alla presenza, ovviamente, di investigatori e magistrati dalle DIA, della DDA, della DNA, delle varie Procure della Repubblica che si sono interessate al “caso Latina”, ed anche dell’attuale Sottosegretario agli Interni, che di recente ha parlato di “imprenditori locali” collusi con le mafie – Presetto, Questore, colonnelli dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, per chiedere loro:
1) cosa intendono per “mafia”;
2) chi sono i “mafiosi”;
3) cosa essi stanno facendo – o hanno fatto . per contrastare efficacemente la mafia.

Senza nulla togliere a quanto meritoriamente essi hanno fatto in altri campi, noi vorremmo sapere, per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata:
a) quante indagini patrimoniali sono state fatte finora,
b) quanti “beni” cono stati (da parte degli organi di Latina) sequestrati e confiscati alle mafie;
c) a quanto ammontano i capitali”sporchi” finora individuati (quelli già investiti e quelli in procinto di essere investiti):
d) se essi sanno che già negli anni ’80, i famosi “catanesi” “lavoravano” a Latina ed in provincia di Latina;
e) se sono state compiute indagini sugli investimenti di gruppi campani (ed anche…”cinesi”) sul litorale di Fondi-Sperlonga; su quanto sta avvenendo a Cisterna con la vicenda ex Good Year-Meccano; a Sabaudia, dove si dice che stia ripartendo la famosa operazione “ippodromo”, oltre alla storia dei rifiuti ; sul porto di Gaeta; sul versante dei rapporti fra mafie ed esponenti politici (come mai non vengono denunciati all’Autorita Giudiziaria quei Sindaci che hanno rilasciato e continuano a rilasciare licenze, concessioni, autorizzazioni ad elementi collegati alla criminalità organizzata?);
f) se Questura, Commissariati, Stazioni, Brigate e Comandi vari hanno provveduto o meno a costituire squadre “efficienti” ed “attrezzate” di investigatori esperti, soprattutto sul piano finanziario e patrimoniale, nell’azione di contrasto della criminalità organizzata.
Tutti gli altri dati, snocciolati in questi giorni, ci interessano fino ad un certo punto, in quanto vanno collocati nel quadro di una normale routine investigativa e non ci tranquillizzano per quanto riguarda l’attività, ormai consolidata delle mafie sul nostro territorio.

La Segreteria

Il caso ex Good Year – Meccano

IL CASO EX GOOD YEAR – MECCANO

COMUNICATO STAMPA

Comprendiamo e facciamo nostre, dal punto di vista umano, le ragioni dei 220 ex dipendenti della Good Year che si trovano da mesi senza un euro, in cassa integrazione.

I responsabili delle istituzioni, soprattutto quelli che hanno combinato i guai, trovino la soluzione.

Non si può regalare un sito di quel valore ad un imprenditore che si comporta come si è comportato Veneruso: senza garanzie.

C’è, però, un aspetto che ci riguarda in maniera particolare: quello della legalità.

Ci sono responsabilità dell’imprenditore che vanno accertate ed eventualmente perseguite.

Ci sono anche responsabilità di amministratori pubblici, che hanno regalato il sito ed erogato soldi, che vanno acclarate.

Non c’è sviluppo se non c’è legalità.

Noi dell’Associazione Caponnetto, abbiamo chiesto da tempo l’intervento della Guardia di Finanza e della Magistratura. Gradiremmo conoscere lo stato attuale delle indagine.

La Segreteria

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