Archivi del mese: Aprile 2005

A proposito del caso del capitano Sassa Francesco

Latina, 18 Aprile 2005

AL COMANDO GENERALE ARMA CARABINIERI – ROMA

“A PROPOSITO DEL CASO DEL CAPITANO SESSA FRANCESCO”

In casi del genere la prudenza è d’obbligo in quanto è sempre necessario attendere l’esito delle indagini da parte della Magistratura.

Ma quando le notizie diventano di dominio pubblico, c’è un aspetto che non va sottovalutato: l’esigenza di salvaguardare l’immagine delle istituzioni e di non far crollare la fiducia dei cittadini in queste.

Il “caso Pozzuoli” ha avuto ampia eco nell’opinione pubblica pontina, già scossa per una forte presenza mafiosa su questo territorio, sia per la vicinanza geografica di quella città alla provincia di Latina, sia soprattutto, per il fatto che uno dei soggetti coinvolti nelle indagini della DDA è originario di Gaeta ed è, peraltro, familiare di un ex comandante della Stazione CC di Gaeta.

Se i sospetti dovessero risultare fondati, non sarebbe opportuno verificare se in passato ci siano state o meno interferenze che abbiano interessato il territorio di Gaeta?

LA SEGRETERIA

“danno erariale” o politica impopolare?

Latina, 18 aprile 2005

Comando Compagnia
Guarda di Finanza di TERRACINA

C’è chi, come un ex assessore alle Finanze, parla di “danno erariale” causato dal Comune in quanto non sarebbero state applicate delle clausole contrattuali a danno della ditta appaltatrice; chi di politica impopolare e vessatoria.

Certo è che la decisione assunta dall’Amministrazione comunale di Terracina di richiedere ai cittadini somme relative agli anni trascorsi per la Tarsu, oltre al danno economico, evidenzia anomalie sulla cui causa è necessario far chiarezza.

Danno erariale o gestione scorretta? O tutte e due insieme?

E’ quanto questa Associazione chiede a codesto Comando ci accertare.

Associazione “Antonino Caponnetto”
LA SEGRETERIA

“Schiavitù″ in provincia di Latina

Latina, 14 aprile 2005

Sono anni, ormai, che andiamo denunciando l’attività delle “nuove mafie”, in provincia di Latina. Si tratta di un esercito di cosiddetti “imprenditori” che approfittano delle migliaia di disperati venuti da Paesi lontani e che abitano (si fa per dire) nella nostra provincia. Li vendono come schiavi ad altra gente senza scrupoli, che li fa lavorare per quattro soldi nei campi, nei cantieri edili, nei mercati e così via: senza alcuna copertura assicurativa, senza assistenza sanitaria, senza il riconoscimento di alcun diritto.

Parliamo di questi disperati solamente quando muoiono, sulle strade, stipati nelle centinaia di furgoni guidati dai “caporali” che, alle prime luci dell’alba transitano sulle nostre strade, nei cantieri, nei campi.

Il cosiddetto “tavolo”, istituito anni fa dalla Prefettura per coordinare il lavoro degli Enti preposti alla prevenzione e alla repressione infortunistiche, resta uno strumento sulla carta. Le istituzioni, i partiti politici, gli enti vari fanno orecchie da mercante. L’INAIL da oltre 10 anni ha, in provincia di Latina, un solo ispettore. INPS, ASL e Direzione provinciale del Lavoro – tutti insieme – sì e no ne mettono in campo una quindicina. Le forze dell’ordine sono prive di personale, strumenti e risorse per supplire a tali carenze. Poi si fa finta di stupirsi di fronte alle decine di morti per causa di lavoro, morti che sono dei veri e propri omicidi. Vergogna!

Associazione “Antonino Caponnetto”
LA SEGRETERIA

Esposto alla Guardia di Finanza su Sabaudia

Latina, 12 Aprile 2005

Comando Compagnia Guardia d Finanza TERRACINA

“ESPOSTO ALLA GUARDIA DI FINANZA SU SABUDIA”

Oltre ai probabili fatti – da noi già sottoposti all’attenzione degli Organi preposti all’azione di contrasto della criminalità organizzata, fatti ai quali in pari data ne aggiungiamo, a parte, altri -, c’è un aspetto, nella vita politico-amministrativa di Sabaudia che ci preme evidenziare: l’esistenza di una rete di interrelazioni di carattere professionale fra qualche amministratore pubblico e taluni costruttori. Si parla del caso di un Assessore comunale, addetto, sembra, in passato anche all’Ufficio antiabusivismo, che avrebbe svolto il ruolo di “Direttore lavori” nell’esecuzione di opere poste poi sotto sequestro dalla Magistratura per abusivismo (immobili Anelli, Contessa Cavalletti, ville sul lungomare).

Una situazione, questa, che, se vera, evidenzierebbe probabili commistioni di interessi oltremodo disdicevoli.

Se non andiamo errati, già il predecessore dell’attuale Procuratore Capo della Repubblica di Latina rilevò alcune anomalie all’interno dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sabaudia (casi di abusivismo, falsificazione di timbri, ecc. ).

E’, quindi, opportuno che tutta l’attività urbanistica di quel Comune, vecchia e nuova, venga posta sotto un’attenta lente di ingrandimento da parte di tutti gli Organi preposti.

Necessita verificare eventuali responsabilità di qualche amministratore pubblico (e, eventualmente, di qualche funzionario, anche della Regione Lazio); come, pure, va verificato se sono stati o meno arrecati danni di natura erariale (nelle modalità di accatastamento degli immobili in zona Tumuleti, da Torre Paola a Caterattino, lati mare e lago).

Va accertato, inoltre, quale uso sia stato fatto del terreno (beni ex ONC) donato dalla Regione Lazio al Comune di Sabaudia sul lungomare a patto che venisse utilizzato per pubblica utilità.

Circolano, poi, voci – la cui fondatezza va verificata – su probabili cessioni di quote societarie ad altro soggetto da parte dell’attuale gestore della raccolta dei RSU.

C’è, infine, tutta la vicenda dei cosiddetti “patti territoriali”, una vicenda che prevede colossali investimenti di capitali sulla cui “provenienza” è opportuno fugare qualsiasi dubbio.

Alleghiamo, al riguardo, una serie di documenti di cui siamo venuti in possesso, documenti utili all’avvio di un’indagine su quanto esposto.

LA SEGRETERIA

A giudizio alcuni Dirigenti della ASL di Latina

Latina, 8 Aprile 2005

On. Piero Marrazzo
Presidente Giunta Regione Lazio
ROMA

Caro Presidente,

è sempre più forte l’esigenza di fare chiarezza nel campo della sanità pontina. E’ da tempo che la Magistratura contabile ha sottoposto a giudizio alcuni Dirigenti della ASL di Latina per una questione di appalti nelle strutture sanitarie locali. Oltre a ciò, ci sono altri fatti che non possono non preoccupare chi, come noi, ha il compito di fungere da sentinella sul territorio per non fare ulteriormente espandere l’area dell’illegalità.

Ne citiamo solo alcuni:

  1. il tentativo, sempre più manifesto, di taluni privati di farsi rilasciare, investendo immensi capitali sulla cui “provenienza” è indispensabile far luce, concessioni ed autorizzazioni varie per la realizzazione di strutture socio-sanitarie;
  2. la cronicizzazione delle cosiddette liste di attesa (al riguardo bisognerebbe verificare se in una situazione del genere c’è qualcuno che se ne avvantaggia…);
  3. gli incarichi professionali a personale esterno alla ASL;
  4. una gestione del personale tutta da “rivisitare” e correggere;
  5. una programmazione sanitaria che non tiene affatto conto delle esigenze del territorio e che punta tutto sull’ospedalizzazione dei servizi;
  6. un processo preoccupante di privatizzazione di servizi e proprietà;
  7. una insufficiente dotazione di strumenti e materiali di servizio.

E’ necessario, a questo punto, un esame generale della situazione da far fare, ad evitare possibili giudizi interessati, ad Istituti altamente qualificati.

Nel frattempo, sarebbe utile sospendere ogni eventuale procedura in corso per il rilascio di autorizzazioni, rinnovi e quant’altro.

Con viva cordialità.

Il Segretario
Dr. Elvio Di Cesare

01/04/2005 – interessi individuali, situazioni, illegalità su cui è necessario far chiarezza

Latina, 1.4.2005

Alla Procura Nazionale Antimafia
ROMA

Alla Procura Distrettuale Antimafia
ROMA

Alla Procura Regionale Corte Conti
ROMA

Alla Direzione Investigativa Antimafia
ROMA

Alla Procura della Repubblica di
LATINA

La lettura dei singoli argomenti citati nella nota di cui si allega copia fa nascere il sospetto dell’esistenza di un mondo sommerso di interessi individuali, situazioni, illegalità su cui è necessario far chiarezza.

Tale sospetto viene corroborato da una serie di fatti (approvazione delle cosiddette “minivariante”, assunzioni di amministratori comunali, di figli e amici di questi, di attivisti di partiti politici da parte dell’Autorità Portuale) che provano, in una Gaeta sempre più invasa da elementi della criminalità organizzata, come l’essere “figlio di”, o l’essere “amico/amica di” sia ormai la strada per ottenere il riconoscimento di un diritto. Tutto ciò in barba alla legge.

Associazione “Antonino Caponnetto”
LA SEGRETERIA

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