Archivi del mese: Marzo 2004

Criminalità organizzata in provincia di Latina

Latina, 31 marzo 2004

Alla Direzione Nazionale Antimafia
ROMA
Alla Direzione Investigativa
Antimafia – ROMA
Al Prefetto di
LATINA

OGGETTO: Criminalità organizzata in provincia di Latina

I recenti arresti di deputati regionali, sindaci ed amministratori pubblici in Sicilia rappresentano l’ennesima prova della consistenza dei legami fra mafie ed aree della politica.
Questa Associazione lo sta denunciando da tempo: se in provincia di Latina in particolare, ma più in generale nel Lazio, ci fosse stato un maggiore rigore nel rilascio di residenze anagrafiche, concessioni edilizie, licenze, e se si fosse usata una maggiore oculatezza nella formulazione degli inviti alla partecipazione a gare di appalti pubblici e ci fossero stati maggiori controlli, forse oggi non ci troveremmo nella situazione drammatica a tutti nota.

Talune vicende che hanno riguardato il Porto di Gaeta e, più recentemente, la città di Nettuno, da noi puntualmente evidenziate in note inviate anche agli organi competenti, mostrano quanto sia consistente il livello di penetrazione delle mafie in talune aree della politica e delle istituzioni. Recentemente, il sottosegretario agli Interni, riferendosi alla situazione di Latina, ha parlato di collusione fra mafia e “imprenditori locali”. Sono stati segnalati i nomi di questi ai Sindaci, alla Regione e a tutti gli altri Enti, con l’invito ad escluderli da tutte le gare pubbliche? Sono state disposte indagini per individuare eventuali esponenti politici ed istituzionali pontini collusi con le mafie?

IL SEGRETARIO
Dr. Elvio Di Cesare

Solidarietà con il popolo spagnolo

Roma. 12 marzo 2004

Senor Josè de Carvajal
Ambasciatore di Spagna
R O M A

Quello che ha colpito ieri il popolo spagnolo è un attentato alla convivenza civile del mondo intero.

L’esecrabilità di questo atto terroristico rivela il grado di bestialità dei suoi autori; autori che non sono i nemici solo del popolo spagnolo, ma, al contrario, dell’intera umanità.

Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà al popolo ed al Governo spagnoli, fedeli all’impegno, da noi assunto, di combattere contro ogni forma di terrorismo.

IL SEGRETARIO
Dr. Elvio Di Cesare

Problemi per i disservizi di AcquaLatina

Latina, 10 marzo 2004

Alla Procura della Repubblica di
LATINA

Continua il calvario dei cittadini del sud pontino, i quali, malgrado le assicurazioni dei dirigenti di Acqualatina, del Sindaco di Gaeta, ecc, si trovano nell’impossibilità di fruire del servizio idrico pubblico dopo ogni temporale.

Il problema della gestione di Acqualatina si è imposto da tempo all’attenzione generale per i vistosi disservizi che continuamente vengono riscontrati e denunciati.
Ci sono sicuramente responsabilità, individuali e collegiali, che vanno individuate e perseguite da parte di questa Procura.

Si è pertanto fiduciosi nell’intervento tempestivo di codesto organo.

Attività delle mafie a Latina e sul litorale romano

Roma, 8 marzo 2004

On. Presidente della Repubblica
On. Ministro degli Interni
On. Ministro della Giustizia
On. Presidente Commissione Parlamentare Antimafia
Al Procuratore Nazionale Antimafia
Alla Procura Distrettuale Antimafia
Al procuratore Generale della Corte d’Appello – Roma
Alla Direzione Investigativa Antimafia – Roma

OGGETTO: Attività delle mafie a Latina e sul litorale romano.

Finalmente un primo dato positivo. Chi fino a ieri negava l’esistenza del fenomeno mafioso in provincia di Latina e nel quadrilatero Pomezia-Ardea-Anzio-Nettuno o ne ridimensionava i contorni o, peggio, taceva, oggi comincia ad ammetterla.

Restano ancora molte zone d’ombra sul piano della lettura dello stesso fenomeno: una lettura “minimalista” che mira a disegnare la mafia più come un fenomeno di criminalità comune, da contrastare con la repressione, anziché di criminalità per lo più economica che esige un duro lavoro di intelligence a monte, e non quando il danno è già stato fatto, con… “più Guardia di Finanza” che accerti “provenienza” e “movimentazioni” di capitali, oltreché gli intrecci fra politica, affari e mafie. La mafia non può vivere se non trova sponda nella politica ed è, quindi, su questo crinale che bisogna indagare e colpire!

C’è un aspetto inquietante che va chiarito subito e definitivamente. Al riguardo chiediamo con forza ai Ministri Pisanu e Castelli di disporre severe inchieste. Secondo il SILP-CGIL, in provincia di Latina “noti clan malavitosi operano in vari settori dell’economia portante” e – aggiunge il giornale che riporta il comunicato sindacale – “nessun procedimento penale risulta avviato a loro carico”.
E’ un’accusa gravissima che noi non intendiamo lasciar cadere nel vuoto: un’accusa confermata dalle dichiarazioni di un sostituto della Procura della Repubblica di Latina che ha riconosciuto che in provincia di Latina… “non sono state emesse finora condanne per reati di stampo mafioso”!
Il Sottosegretario agli Interni Mantovano, in una nota al Sindaco di Latina, ha di recente accennato a legami fra criminalità organizzata e… imprenditori locali.
L”Espresso”, circa un anno fa, in due servizi sui lavori del Porto di Gaeta, ha citato nomi di esponenti politici regionali e nazionali che sarebbero stati contattati da Cosa Nostra.
Noi sappiamo che almeno dagli anni ’90 – se non dal periodo del famigerato “grattacielo” che i “cavalieri dell’Apocalisse” catanesi tentarono di realizzare in Via Ufente, a Latina, prima dei lavori che gli stessi furono chiamati a realizzare nell’ospedale di Terracina – i Carabinieri dell’allora maggiore Messina ed altri corpi hanno consegnato alla Procura della Repubblica di Latina corposi rapporti sulle attività economiche delle mafie sul territorio pontino. Dalla lettura di tali rapporti probabilmente si evinceranno anche responsabilità di esponenti politici. Come mai la Procura della Repubblica di Latina, la Prefettura, ecc, non hanno promosso alcuna azione al riguardo??? Lo chiediamo ai Ministri Castelli e Pisanu, oltreché al Procuratore generale della Corte d’Appello dott. Vecchione ed al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia sen, Centaro.

Sul nostro sito Internet abbiamo riportato riflessioni, notizie, chiavi di lettura utili per indagini ed approfondimenti. Abbiamo citato fatti antichi e recenti che riguardano Latina, Gaeta, Formia, Fondi, San Felice Circeo, Sabaudia, Aprilia, Nettuno, Anzio e così via. Sono state avviate le indagini? Non ha funzionato la locale Procura della Repubblica, o il Tribunale o la Prefettura o le forze dell’ordine?

Attendiamo una risposta dagli onn. Castelli, Pisanu e Centaro, oltreché dal dott. Vecchione.
A questo punto appare riduttivo, se non risibile, il riferimento che taluni fanno di tanto in tanto “all’insufficienza degli organici di forze dell’ordine e magistrati”. A Latina il problema è un altro. Occorrono in primis più finanzieri, ma preparati e con maggiori risorse economiche e tecnologiche; ma occorrono anche:

  1. la volontà politica, da parte del Governo centrale, dei partiti politici (finora silenziosi) e delle Istituzioni tutte, di fare seriamente ed in maniera adeguata la lotta alla mafia;
  2. personale preparato soprattutto nel campo tributario e della legislazione degli appalti.

Tutto il resto è aria fritta!!!

LA SEGRETERIA

Attività delle mafie sul territorio laziale

Roma, 6 marzo 2004

Al Presidente della Repubblica
Al Ministro degli Interni
Ai Prefetti di Roma, Frosinone, Latina
Alla Direzione Investigativa Antimafia
Alla Direzione Distrettuale Antimafia
Alla Procura della Repubblica di Roma, Velletri e Latina

OGGETTO: Attività delle mafie sul territorio laziale

Il 24 u. s. un quotidiano nazionale ha pubblicato la notizia della presentazione di un’interrogazione di due deputati ai ministri degli Interni e della Giustizia, relativa alla posizione di alcuni amministratori del Comune di Nettuno. I due parlamentari, denunciando episodi di “vicinanza” fra tali amministratori e consiglieri comunali di Nettuno con elementi della criminalità organizzata, hanno chiesto di verificare se ci siano elementi per lo scioglimento del Consiglio comunale di quella città.

Si tratta di una denuncia pesante e che cita fatti e circostanze meritevoli dell’attenzione da parte della DIA, della DDA e delle Procure della Repubblica di Roma e di Velletri (quali il finanziamento da parte della Regione Lazio per una “casa” per bimbi autistici appartenente ad un esponente della malavita) e che provano quanto sia fondato l’assunto di questa Associazione la quale da anni sta sostenendo, fino alla noia, che è sul versante degli intrecci fra politica, affari e criminalità organizzata che bisogna indagare seriamente.

E’ ormai opinione diffusa che, come si è verificato per i lavori del porto di Gaeta, i nomi di coloro che intrattengono rapporti con le mafie vanno ricercati fra i banchi, le poltrone, le sedie di molte sedi istituzionali, a cominciare dai consigli provinciali, regionale, comunali, parlamento nazionale ed europeo, uffici pubblici, ecc.

Nessun osservatorio ha inteso finora quantificare (perché Prefetture e Camere di Commercio di Latina, Frosinone e Roma non si impegnano a far ciò?) il grado di incidenza della criminalità organizzata nella vita economica e politica del Lazio e, in particolare, della parte meridionale della Regione. Al riguardo, appare stupefacente il comportamento delle organizzazioni sociali – sindacati e organizzazioni imprenditoriali – che, benché stimolate, stentano a prendere coscienza di tale realtà.
Alcuni studiosi hanno rilevato che una percentuale del 40% circa dell’economia italiana è illegale e criminale.
Ciò ha indotto questa Associazione ad insistere da tempo sulla necessità di indagare in maniera approfondita sugli intrecci fra politica, affari e mafie, oltreché sulla “provenienza” dei capitali che si investono e sull’identità vera dei veri attori di ogni iniziativa economica.

Chi sono gli attori delle opere realizzate o programmate a Gaeta, Formia, Minturno, Fondi, Sabaudia, San Felice Circeo, Latina, Aprilia, Cisterna, Pomezia, Ardea, Nettuno, Anzio, Frosinone, Roma e nel resto del Lazio?

Chi sono gli ideatori, realizzatori e gestori di tutte le opere, pubbliche e private, oltreché miste, in programma, compreso il cosiddetto “corridoio tirrenico” il cui progetto ha provocato la sollevazione generale dei cittadini pontini e di tutto il litorale romano? Chi sono i politici “amici”? Che “provenienza” hanno i capitali? Questo vogliono sapere da magistratura e forze dell’ordine questa Associazione e tutti i cittadini!

In quest’ottica, ci appare alquanto insensata l’esultanza di molti per la cattura, operata nei giorni scorsi a Latina da parte dei Carabinieri di Frosinone, su ordine della DDA di Napoli, di un latitante camorrista, certo Baldascini Mario. Da quanto tempo questo – che ha un fratello dimorante da anni a Borgo Carso di Latina – dimorava a Latina?

Non si sa che Latina, la sua provincia, il litorale romano e la stessa Roma sono sedi di dimora – volontaria, di affari o coatta – di tantissimi appartenenti alla criminalità organizzata?
Si tratta di gente che abita, spesso con generalità diverse da quelle reali, opera, investe capitali sporchi, vota e condiziona la vita politica ed economica del nostro territorio. Quanti di questi o, comunque, quanti dei loro “amici”, diretti o indiretti, siedono nei consigli comunali, provinciali, regionale, nel parlamento nazionale ed europeo, negli organismi di partiti, ecc?

Sono oltre 20 anni che le mafie si sono insediate a Latina e nel Lazio (si è dimenticata la storia del… “grattacielo” dei “cavalieri dell’apocalisse” nel centro direzionale di Latina o dei lavori dell’ospedale di Terracina? Quali erano i nomi dei politici che ebbero un ruolo in quelle vicende?… ) intessendo una rete fittissima di collegamenti, interrelazioni, complicità a tutti i livelli. E’ stato lo stesso sottosegretario agli Interni Mantovano – in una recente nota al Sindaco di Latina – a sottolineare l’esistenza di collegamenti fra le mafie ed… “imprenditori locali”, chiedendo a sindaci ed enti vari a non invitarli a partecipare a gare di appalti pubblici?

Il senso di fastidio e di rabbia manifestati in molti ambienti politici ed istituzionali (le reazioni di taluni esponenti politici, soprattutto a Gaeta e Sabaudia) di fronte all’azione di questa Associazione è la dimostrazione più evidente di quanto sia ostico il discorso dell’impegno contro le mafie a taluni livelli.

Su questo fronte le Istituzioni dovrebbero fare molto più di quanto è stato fatto finora per… fare chiarezza. Invece dobbiamo, purtroppo, lamentare carenze infinite, ritardi, omissioni. Nel convegno promosso nel luglio scorso a Formia da questa Associazione, convegno che ha visto la partecipazione, fra gli altri, degli onn. Ayala, Lumia, Orlando, dell’avv. Ligotti e dei rappresentanti nazionali dell’associazione “LIBERA” e della Fondazione “A. Caponnetto”, annunciammo che presto avremmo cominciato a ragionare sull’efficienza o meno delle Istituzioni pontine, a cominciare dalla Prefettura, sul piano dell’azione di contrasto della criminalità organizzata.
I risultati, a dire il vero, sono estremamente deludenti.
Questa Associazione non può, a questo punto, non chiedere al Ministro degli Interni di adottare i provvedimenti conseguenti.

Non c’è stato finora un provvedimento, fra i 33 che hanno interessato sul territorio pontino il sequestro e la confisca dei beni mafiosi, che sia stato adottato dagli organismi locali; numerosi sono i fatti di sangue, probabilmente anche di stampo mafioso, verificatisi in provincia di Latina e dei quali si ignorano da anni mandanti ed esecutori; il livello di penetrazione delle mafie nell’economia pontina è sicuramente alto (l’ex Sindaco di Latina ha parlato pubblicamente di… “mani sulla città); lo stato della Giustizia è ben noto.

In un incontro avvenuto circa un anno fa, questa Associazione ha formulato al Prefetto di Latina una serie di proposte finalizzate a rendere più efficace l’azione di contrasto della criminalità organizzata. Ad oggi non si è notato alcun cambiamento, nessun provvedimento è stato preso.

LA SEGRETERIA
Dr. Elvio Di Cesare

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