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	<title>Associazione antimafia "Antonino Caponnetto" Regione Lazio</title>
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	<description>Associazione regionale di lotta contro le illegalità e le mafie</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:40:02 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;assalto finale delle mafie in provincia di Latina e il silenzio e l&#8217;inerzia delle istituzioni e della gente locali</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:40:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FUOCO SULLE NOSTRE TERRE E COLLINE. DEVASTAZIONE URBANISTICA, ASSALTO ALL’ECONOMIA: C’E’ DI TUTTO E DI PIU’ IN QUESTA PROVINCIA – LATINA - SFORTUNATA E NELLE MANI DI UNA CLASSE DIRIGENTE IMBELLE CHE STA A GUARDARE.
Stiamo vedendo di tutto in questo scorcio di estate disgraziata.
Mentre il fuoco sta lambendo le nostre stesse case, in vista probabilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FUOCO SULLE NOSTRE TERRE E COLLINE. DEVASTAZIONE URBANISTICA, ASSALTO ALL’ECONOMIA: C’E’ DI TUTTO E DI PIU’ IN QUESTA PROVINCIA – LATINA - SFORTUNATA E NELLE MANI DI UNA CLASSE DIRIGENTE IMBELLE CHE STA A GUARDARE.</p>
<p>Stiamo vedendo di tutto in questo scorcio di estate disgraziata.</p>
<p>Mentre il fuoco sta lambendo le nostre stesse case, in vista probabilmente di un assalto definitivo del partito del cemento agli ultimi lembi del nostro territorio rimasti ancora indenni dalla speculazione selvaggia, le manovre sospette di gruppi e soggetti di dubbia moralità per accaparrarsi luoghi e beni continuano incontrastati e non raramente incoraggiati.</p>
<p>Non c’è, ormai, comune, specialmente nel tratto Terracina-SS. Cosma e Damiano, ma anche a Sabaudia e San Felice Circeo, in cui non si senta parlare di montagne di danaro investite e da investire.</p>
<p>Senza che la Guardia di Finanza locale si preoccupi di individuarne la “ provenienza”, lecita o illecita.</p>
<p>Debbono sempre intervenire i Corpi centrali e, purtroppo, quando i buoi sono già scappati dalle stalle, mancando del tutto un servizio efficiente sul posto di intelligence.</p>
<p>Grosso problema, questo, che noi stiamo affrontando da tempo e che bisogna prima o poi risolvere per tentare di salvare il salvabile.</p>
<p>Ma, quel che è ancora più grave e sconcerta, sono il silenzio e l’inerzia dei vertici dei partiti politici, specialmente di quelli del centrosinistra che dicono di voler combattere contro le mafie, che no alzano la voce per pretendere che la provincia di Latina non finisca per diventare una propaggine di quelle di Caserta e Napoli.</p>
<p>Così come si sta verificando, proprio per loro colpa.</p>
<p>Se, infatti, ci fosse stata una mobilitazione generale, di partiti, dei sindacati, della Chiesa, della classe imprenditoriale e, quindi, dei cittadini, forse a quest’ora ci troveremmo in una situazione diversa e non grave qual’è quella attuale.</p>
<p>Quello che ci ha stupito, invece - tanto per tentare di disegnare il quadro zuccheroso del nostro territorio – è quanto abbiamo sentito durante l’ultima assemblea della Confindustria a Fossanova di Priverno.</p>
<p>Assemblea durante la quale, mentre da un lato c’era la Marcegaglia che tuonava contro le mafie invitando i soci a denunciare i mafiosi ed additava come esempio da seguire il Presidente Lo Bello della Confindustria siciliana, dall’altra c’è stato chi ha parlato ancora&#8230; di “ tentativi di infiltrazione”.</p>
<p>“Tentativi”, badate bene.</p>
<p>Eppure, proprio gli imprenditori, oltre che, ovviamente, i lavoratori, sono stati e sono le prime vittime di un’invasione da parte di gente venuta da altre Regioni del Paese che li ha quasi letteralmente espulsi dal mercato pontino.</p>
<p>Intelligenti pauca.</p>
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		<title>I dati relativi all&#8217;abusivismo edilizio a Terracina rivelati dal Comando dei VV.UU. sono inquietanti. Chi c&#8217;è dietro?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:39:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I DATI RIVELATI DAL COMANDO DEI VIGILI URBANI DI TERRACINA SULL’ABUSIVISMO EDILIZIO SU QUEL TERRITORIO SONO INQUIETANTI. CHI SONO GLI AUTORI?
Al Comandante Pecchia chiediamo, però, uno sforzo in più: ci dica, per cortesia, la provenienza geografica delle persone che si sono rese autrici di tali abusi e la tipologia di questi.
Il motivo di tale nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I DATI RIVELATI DAL COMANDO DEI VIGILI URBANI DI TERRACINA SULL’ABUSIVISMO EDILIZIO SU QUEL TERRITORIO SONO INQUIETANTI. CHI SONO GLI AUTORI?</p>
<p>Al Comandante Pecchia chiediamo, però, uno sforzo in più: ci dica, per cortesia, la provenienza geografica delle persone che si sono rese autrici di tali abusi e la tipologia di questi.</p>
<p>Il motivo di tale nostra richiesta è determinato dalla nostra preoccupazione derivante dalla massiccia presenza sull’intero territorio di gente proveniente, per lo più, dalla Campania che si sta letteralmente impadronendo di esso.</p>
<p>Non tutti, ovviamente, sono delinquenti e camorristi, ma ce ne potrebbero essere, così come già si è verificato a Terracina ed altrove.</p>
<p>Il problema riguarda, oltre che la costruzione in sé dei manufatti abusivi, la fornitura dei materiali e della manodopera per realizzarli.</p>
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		<title>Fuoco nel quadrilatero Fondi-Monte San Biagio-Lenola e Sperlonga, un territorio a radicata presenza mafiosa. Intervengano Procura e Prefettura di Latina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:39:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FONDI-LENOLA-MONTE SAN BIAGIO-SPERLONGA: UN QUADRILATERO DI FUOCO MAI VERIFICATOSI IN PASSATO CON TALE INTENSITA’. CHI C’E’ DIETRO?
Mai verificatosi in passato con tali intensità e violenza.
Un intero territorio brucia e non è possibile che si tratti di singoli criminali.
La configurazione e l’importanza delle aree bruciate lasciano sospettare che ci troviamo di fronte ad un vero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FONDI-LENOLA-MONTE SAN BIAGIO-SPERLONGA: UN QUADRILATERO DI FUOCO MAI VERIFICATOSI IN PASSATO CON TALE INTENSITA’. CHI C’E’ DIETRO?</p>
<p>Mai verificatosi in passato con tali intensità e violenza.</p>
<p>Un intero territorio brucia e non è possibile che si tratti di singoli criminali.</p>
<p>La configurazione e l’importanza delle aree bruciate lasciano sospettare che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio progetto di devastazione, per, poi, approfittarne ai fini di un assalto del cemento.</p>
<p>Si tratta di un territorio a radicata presenza mafiosa e non è escluso che proprio le mafie stiano dietro questi incendi devastanti.</p>
<p>A questo punto chiediamo due cose:</p>
<p>1) alla Prefettura di Latina perché intervenga subito per far inserire le aree colpite nella mappa di quelle percorse dal fuoco, in modo da fugare il pericolo che fra poco vediamo sorgere lottizzazioni edilizie e quant’altro;</p>
<p>2) alla Procura della Repubblica di Latina di disporre l’intervento dei Carabinieri del ROS e della DIA per individuare e punire i responsabili.</p>
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		<title>Fondi: intervenga la Procura deella Repubblica di Latina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:38:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Procura  della Repubblica di Latina
 Via  Ezio
 04100  Latina
 
 
 
 
 
 
In data 16 giugno 2010, in qualità  di consigliere comunale di Fondi ho presentato in consiglio comunale una  interrogazione - che si allega in copia, per  chiedere:
-          se le opere fisse e precarie  esistenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Procura  della Repubblica di Latina</strong></p>
<p><strong> Via  Ezio</strong></p>
<p><strong> 04100  Latina</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In data 16 giugno 2010, in qualità  di consigliere comunale di Fondi ho presentato in consiglio comunale una  interrogazione - che si allega in copia, per  chiedere:</p>
<p>-          se le opere fisse e precarie  esistenti sul tratto della duna di Fondi compresa tra la sponda nord del canale  S. Anastasia, la pizzeria la Pineta, la duna fino a via Salto I, siano state  realizzate con regolari concessioni;</p>
<p>-          se siano state realizzate con  regolari concessioni le opere fisse e precarie nel tratto della duna compreso  dal Hotel Ristorante Martino fino al distributore ESSO lato  Terracina;</p>
<p>-          se siano state realizzate  regolarmente le opere fisse e precarie in via Falascosa nella zona  immediatamente dopo il campo di volo lato  Sperlonga;</p>
<p>-          se qualcuna delle opere realizzate  sia già stata oggetto di verifica da parte della Polizia Municipale e se da tale  verifica siano cambiate le volumetrie costruite.</p>
<p>Gli interrogati - Sindaco Salvatore  De Meo, assessore al turismo Beniamino Maschietto, assessore all&#8217;urbanistica  Piergiorgio Conti, ad oggi non hanno ancora  risposto.</p>
<p>Nel frattempo il Dirigente  all&#8217;Urbanistica Ing. Gianfranco Mariorenzi mi ha chiesto di elencargli  dettagliatamente le particelle catastali a cui l&#8217;interrogazione si riferiva,  cosa che ho fatto in data 21 giugno 2010.</p>
<p>In data 3 settembre 2010 il  segretario comunale Dott. Francesco Loricchio mi ha inviato una nota dell&#8217;Ing.  Mariorenzi con la quale si elencano alcune visure catastali e relative ricerche  di autorizzazioni legate alle particelle da me  evidenziate.</p>
<p>Considerata la curiosa richiesta di  elenco delle particelle, nonostante fosse chiara la zona a cui la mia  interrogazione si riferisse, la nota dell&#8217;Ing. Mariorenzi - che si allega in  copia, oltre a non essere assolutamente chiara nella esposizione del lavoro  svolto, lascia dubitare sulla reale volontà di affrontare la questione sollevata  dal sottoscritto.</p>
<p>Nessuno, compreso gli interrogati  suddetti ha finora intrapreso alcuna iniziativa volta alla verifica effettiva  delle opere realizzate su quel tratto di duna del comune di Fondi. Ci si è  limitati soltanto a verificare se negli archivi comunali ci sono autorizzazioni  rilasciate su quelle particelle.</p>
<p>Non potendo io fare assolutamente  interventi investigativi ne&#8217; sugli eventuali abusi di ufficio ne&#8217; tantomeno su  eventuali abusi edilizi, Vi prego di intervenire per verificare se sussistano  entrambe le mancanze.</p>
<p>All&#8217;uopo rilevo, stando a notizie  carpite nei corridoi dei tecnici comunali, che nei primi anni 90 alcune di  quelle particelle sarebbero state poste sotto sequestro e addirittura acquisite  al patrimonio del Comune di Fondi per abuso edilizio e lottizzazione abusiva  intestata a Polisportiva Aquila Prima s.r.l. C.F.  81030750590.</p>
<p>In seguito, su molte di quelle  particelle il Comune avrebbe rilasciato autorizzazioni per costruire muri di  recinzione ed altro.</p>
<p>L&#8217;interrogazione citata riguarda  anche il tratto di duna dove insistono strutture ricettive oltre che abitazioni  residenziali che, indisturbate dalle precedenti amministrazioni e forze  dell&#8217;ordine locali ,hanno realizzato sulla duna opere che andrebbero verificate  per la loro legittimità.</p>
<p>A disposizione per ogni eventuale  chiarimento, Vi ringrazio per il lavoro svolto e colgo e resto in attesa di  positivi riscontri.</p>
<p>Fondi, 9 settembre 2010                  Vincenzo Trani</p>
<p>Consigliere  Comunale</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Al Sindaco </strong></p>
<p><strong> Dott. Salvatore De  Meo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> All&#8217;Assessore al  Demanio</strong></p>
<p><strong> Dott. Beniamino  Maschietto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> All&#8217;Assessore  all&#8217;Urbanistica</strong></p>
<p><strong> Dott. Piergiorgio  Conti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Comune di  Fondi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Oggetto:      Interrogazione urgente sulle opere  esistenti su un tratto della duna di Fondi.</strong></p>
<p align="center">
<p>Il sottoscritto Consigliere comunale  Vincenzo Rocco Trani, capogruppo della lista civica LIDO DI  FONDI,</p>
<p align="center">INTERROGA</p>
<p>il Sindaco e l&#8217;Assessore al turismo  e al demanio e l&#8217;Assessore all&#8217;Urbanistica per  conoscere:</p>
<p>-          se le opere fisse e precarie  esistenti sul tratto della duna di Fondi compresa tra la sponda nord del canale  S. Anastasia, la pizzeria la Pineta, la duna fino a via Salto I, siano state  realizzate con regolari concessioni;</p>
<p>-          se siano state realizzate con  regolari concessioni le opere fisse e precarie nel tratto della duna compreso  dal Hotel Ristorante Martino fino al distributore ESSO lato  Terracina;</p>
<p>-          se siano state realizzate  regolarmente le opere fisse e precarie in via Falascosa nella zona  immediatamente dopo il campo di volo lato  Sperlonga;</p>
<p>-          se qualcuna delle opere realizzate  sia già stata oggetto di verifica da parte della Polizia Municipale e se da tale  verifica siano cambiate le volumetrie costruite.</p>
<p>Negli ultimi recentissimi anni il  tratto di duna in questione risulta essere stato praticamente diviso in  molteplici lotti, tutti recintati, alcuni dei quali gestiti addirittura come  parcheggi privati.</p>
<p>Considerata l&#8217;enorme visibilità  delle opere realizzate, nel caso di conclamati eventuali abusi, si chiede di  verificare il corretto operato delle forze di Polizia Municipale che  eventualmente avrebbero dovuto segnalarli.</p>
<p>Si interroga inoltre l&#8217;assessore al  turismo per conosce il programma che intende adottare per la gestione e lo  sviluppo del turismo balneare della stagione in  corso</p>
<p>Fondi, 16  giugno 2010               Il Consigliere  Comunale<strong></strong></p>
<p>Vincenzo Rocco  TRANI</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Precisazioni del Giudice Francesco Menditto, della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, al quotidiano &#8220;La Provincia&#8221; in merito ad un articolo, da noi riportato sul sito della nostra Associazione, relativo alla lottizzazione &#8220;Nuova Sperlonga&#8221; di Sperlonga, in provincia di Latina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:37:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;articolo de La Provincia
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/public/uploads/2010/09/lt0809-aes_02-29.pdf" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo de La Provincia</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il problema della qualità delle indagini e l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;azione di contrasto delle mafie nelle province di Latina e Frosinone</title>
		<link>http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=11087</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>

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		<description><![CDATA[LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI POLLICA AL FRATELLO PRIMA DI ESSERE UCCISO E RELATIVE A PRESUNTI CASI DI COLLUSIONE DI ELEMENTI DELLE FORZE DELL’ORDINE CON LA CRIMINALITA’ RIPROPONE CON FORZA UN PROBLEMA PIU’ GENERALE CHE POTREBBE INTERESSARCI DA VICINO
C’è stato il caso dell’ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Terracina ed abbiamo raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI POLLICA AL FRATELLO PRIMA DI ESSERE UCCISO E RELATIVE A PRESUNTI CASI DI COLLUSIONE DI ELEMENTI DELLE FORZE DELL’ORDINE CON LA CRIMINALITA’ RIPROPONE CON FORZA UN PROBLEMA PIU’ GENERALE CHE POTREBBE INTERESSARCI DA VICINO</p>
<p>C’è stato il caso dell’ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Terracina ed abbiamo raccolto nel tempo una serie di articoli su presunti altri casi che hanno visto coinvolti altri militari delle forze dell’ordine in provincia di Latina.</p>
<p>Non ci stancheremo mai di ripetere che in uno Stato di diritto qual’è il nostro vale sempre il principio della presunta innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
<p>Non sappiamo l’esito delle inchieste aperte dalla Magistratura su taluni di quei casi e ci auguriamo che tali inchieste siano state chiuse ed archiviate con il proscioglimento completo degli interessati.</p>
<p>Ma se solo un caso fosse stato supportato da riscontri, la cosa assumerebbe una rilevanza particolare perché, appunto, si tratterebbe di tutori della legge.</p>
<p>E ciò non potremmo assolutamente tollerarlo perché ci troveremmo in presenza di un vero e proprio vulnus al prestigio e alla dignità dei vari Corpi di polizia.</p>
<p>Sono anni che noi ci stiamo lamentando per l’inadeguatezza dell’azione di contrasto della criminalità nelle province di Latina e Frosinone, le province a cavallo fra Lazio e Campania, province, quindi, che dovrebbero fare barriera contro al criminalità soprattutto campana ma non solo.</p>
<p>Dobbiamo tutto ai Corpi speciali ed alle Procure di altre province e di altre Regioni se sono stati assestati colpi significativi alle mafie nel Basso Lazio.</p>
<p>A Frosinone, grazie a Dio, da poco c’è un nuovo Comandante provinciale della Guardia di Finanza, il Col. Giancostabile Salato, che è un eccellente investigatore e proprio per le sue particolari capacità sta raggiungendo risultati eccezionali. Anche se la gente del posto non collabora.</p>
<p>Ma per il resto non siamo soddisfatti, a Frosinone come a Latina, dove pure i cambiamenti effettuati in seno alla locale Procura della Repubblica ci lasciano bene sperare.</p>
<p>Ma i magistrati operano sulla base delle carte che ad essi vengono presentate.</p>
<p>E qua si pone il problema della “qualità” delle indagini. Un problema complesso e delicato che pochi hanno capito e nessuno ha voluto finora affrontare.</p>
<p>Nemmeno i tanti corifei dell’antimafia parolaia, che parla parla ma non affronta mai i veri problemi.</p>
<p>E’ vero che la situazione politica generale non consente allo stato un affondo che pur sarebbe necessario.</p>
<p>Ma noi vogliamo buttare sul tappeto, a futura memoria e con tutto il prestigio della nostra Associazione, questo problema.</p>
<p>Ci auguriamo che questo governo parolaio, che sta privando peraltro di risorse forze dell’ordine e magistratura, venga mandato al più presto a casa, prima che provochi ulteriori disastri.</p>
<p>Saremo durissimi con chi subentrerà.</p>
<p>Ma, intanto, chiediamo al Capo della Polizia ed ai Comandanti Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di disporre un approfondito screening sulle cose che non vanno nelle due province citate.</p>
<p>Qua, più che di problemi di ordine pubblico, ci sono problemi di occupazione mafiosa economica e politica dei territori.</p>
<p>E, se veramente si vogliono combattere le mafie, è su questi versanti che esse vanno combattute.</p>
<p>Il resto serve a niente.</p>
<p>Per concludere, ritornando ai dolorosi fatti di Pollica, preghiamo gli amici del Salento di tenerci informati sull’esito delle indagini relative alla denuncia fatta dal fratello del Sindaco ucciso circa la presunta collusione di elementi delle forze dell’ordine.</p>
<p>Se risultasse fondata, è nostra intenzione unirci al coro di quanti chiederebbero la punizione severa degli eventuali collusi con la criminalità organizzata.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Precisazioni del Giudice Francesco Menditto, della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, al quotidiano &#8220;La Provincia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:18:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[PRECISAZIONI DEL GIUDICE FRANCESCO MENDITTO, DELLA SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE DEL TRIBUNALE DI NAPOLI, A PROPOSITO DI UN ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO “LA PROVINCIA” E DA NOI RIPORTATO SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO
E’ stato un bel servizio, quello di Rita Cammarone su “La Provincia” a proposito di una nuova lottizzazione a Sperlonga (in provincia di Latina), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PRECISAZIONI DEL GIUDICE FRANCESCO MENDITTO, DELLA SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE DEL TRIBUNALE DI NAPOLI, A PROPOSITO DI UN ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO “LA PROVINCIA” E DA NOI RIPORTATO SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO</p>
<p>E’ stato un bel servizio, quello di Rita Cammarone su “La Provincia” a proposito di una nuova lottizzazione a Sperlonga (in provincia di Latina), con nomi eccellenti, ma probabilmente omonimi di altri, alcuni di questi ultimi appartenenti ad organizzazioni criminali.</p>
<p>In tale servizio viene riportato quello di certo Menditto.</p>
<p>Il Giudice Francesco Menditto, della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, in una nota diretta al quotidiano citato, ha precisato che non c’è alcun “collegamento fra la mia persona e l’occupante di una villetta sita in un complesso per il quale si ipotizzano, seppur indirettamente, collegamenti o strane omonimie con noti personaggi della camorra”.</p>
<p>Prendiamo atto con piacere della precisazione del Giudice Francesco Menditto e lo ringraziamo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Saviano: &#8220;La sfida alla democrazia che si gioca nel nostro Sud&#8221;. L&#8217;assassionio del Sindaco di Pollica</title>
		<link>http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=11083</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Amministratori sotto assedio la sfida alla democrazia  che si gioca nel nostro Sud 
Il Cilento: terra di vacanze, di  costruzioni, di business edilizio che Vassallo voleva evitare a tutti i costi.  Questa storia meritava di essere raccontata assai prima del sangue. Forse il  finale sarebbe stato diverso. I Casalesi sono interessati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody"><strong>Amministratori sotto assedio la sfida alla democrazia  che si gioca nel nostro Sud </strong></p>
<p>Il Cilento: terra di vacanze, di  costruzioni, di business edilizio che Vassallo voleva evitare a tutti i costi.  Questa storia meritava di essere raccontata assai prima del sangue. Forse il  finale sarebbe stato diverso. I Casalesi sono interessati all´area portuale, i  Fabbrocino dell´area vesuviana hanno interessi in zona</p>
<p>Due pistole che  sparano, le pallottole che colpiscono al petto, un agguato che sembra essere  anche un messaggio. Così uccidono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vassallo,  sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui -  alla guida di una lista civica - si opponeva alle licenze edilizie, al cemento  che in Cilento dilaga a scapito di una magnifica bellezza. Ma Angelo Vassallo  rischia di morire per un giorno soltanto e di essere subito dimenticato.</p>
<p>Come se fosse normale, fisiologico per un sindaco del meridione essere  vittima dei clan. E invece è uno scandalo della democrazia. Del resto - si dice  - è così che va nel sud, accade da decenni. «Veniamo messi sulla cartina  geografica solo quando sparano. O quando si deve scegliere dove andare in  vacanza», mi dice un vecchio amico cilentano. In questo caso le cose coincidono.  Terra di vacanze, terra di costruzioni, terra di business edilizio che «il  sindaco-pescatore» voleva evitare a tutti i costi.<br />
Questa estate è iniziata  all´insegna degli slogan del governo sui risultati ottenuti nella lotta contro  le mafie. Risultati sbandierati, urlati, commettendo il grave errore di  contrapporre l´antimafia delle parole a quella dei fatti. Ma ci si deve rendere  conto che non è possibile delegare tutto alle sole manette o al buio delle  celle. Senza racconto dei fatti non c´è possibilità di mutare i fatti.</p>
<p>E  anche questa storia meritava di essere raccontata assai prima del sangue. Forse  il finale sarebbe stato diverso. Ma lo spazio e la luce dati alla terra dei clan  sono sempre troppo pochi. I magistrati fanno quello che possono. I clan  dell´agro-nocerino in questo momenti sono tutti sotto osservazione: quelli di  Scafati capeggiati da Franchino Matrone detto «la belva», o gli uomini di  Salvatore Di Paolo detto «il deserto», quelli di Pagani capeggiati da Gioacchino  Petrosino detto «spara spara», il clan di Aniello Serino detto «il pope», il  clan Viviano di Giffoni, i Mariniello di Nocera inferiore e Prudente di Nocera  superiore, i Maiale di Eboli.</p>
<p>Il fatto è che il Cilento, terra  magnifica, ha su di sé gli occhi e le mani delle organizzazioni criminali che,  quasi fossero la nemesi della nostra classe politica, eternamente in lotta, si  scambiano favori, si spartiscono competenze pur di trarre il massimo profitto da  una terra che ha tutte le caratteristiche per poter essere definita terra di  nessuno e quindi terra loro. I Casalesi sono da sempre interessati all´area  portuale, così come i Fabbrocino dell´area vesuviana hanno molti interessi in  zona. Giovanni Fabbrocino, nipote del boss Mario Fabbrocino, gestisce a  Montecorvino Rovella, un paesino alle soglie del Cilento, la concessionaria  della Algida nella provincia più estesa d´Italia, il Salernitano appunto. Il  clan Fabbrocino è uno dei più potenti gruppi camorristici attualmente noti e  intrattiene legami con i calabresi.<br />
Oggi le ‘ndrine nel Salernitano contano  molto di più e hanno interessi che vanno oltre lo scambio di favori. Il porto di  Salerno, su autorizzazione dei clan di camorra, è sempre stato usato dalle  ‘ndrine per il traffico di coca, soprattutto da quando il porto di Gioia Tauro è  divenuto troppo pericoloso. Il potentissimo boss di Platì Giuseppe Barbaro, per  esempio, è stato catturato a dicembre 2008 mentre faceva compere natalizie a  Salerno. In tutto questo, il cordone ombelicale che ha legato camorra e  ‘ndrangheta porta un nome fin troppo evidente: A3, ovvero autostrada  Salerno-Reggio Calabria. Nel Salernitano sono impegnate diverse ditte dalla  reputazione tutt´altro che specchiata. La «Campania Appalti srl» di Casal di  Principe avrebbe dovuto costruire le strade intorno al futuro termovalorizzatore  di Cupa Siglia. L´impresa delle famiglie Bianco e Apicella è stata raggiunta da  un´interdittiva antimafia dopo le indagini della sezione salernitana della  Direzione Investigativa Antimafia. Secondo gli investigatori, l´impresa rientra  nel giro economico del clan dei Casalesi ed è nelle mani di uomini vicini a  Francesco Schiavone.</p>
<p>È così diverso oggi dagli anni ‘80 e ‘90? Di che  territorio stiamo raccontando? Di una Regione dove per la gare d´appalto per la  raccolta rifiuti bisogna chiamare una impresa ligure perché in Campania non se  ne trova una che non abbia legami con la camorra. Nemmeno una. Se da un lato si  arresta dall´altro lato non c´è affatto una politica che tenda a interrompere il  rapporto con le organizzazioni criminali. L´attuale presidente della provincia  di Napoli Luigi Cesaro, soprannominato «Gigino a´ purpetta» (Luigino la  polpetta), fu arrestato nel 1984 in un´operazione contro la Nuova Camorra  Organizzata di Raffaele Cutolo. Nel 1985 il Tribunale di Napoli condannò Cesaro  a 5 anni di reclusione «per avere avuto rapporti di affari e amicizia con tutti  i dirigenti della camorra napoletana fornendo mezzi, abitazioni per favorire la  latitanza di alcuni membri, e dazioni di danaro». Nel 1986 in appello il  verdetto fu ribaltato e Cesaro venne assolto per insufficienza di prove. La  decisione fu poi confermata dalla Corte di Cassazione presieduta dal noto  giudice ammazza sentenze Corrado Carnevale. Ma, come ha raccontato L´Espresso,  nonostante Cesaro sia stato scagionato dalle accuse, gli stessi giudici che lo  hanno assolto hanno stigmatizzato il preoccupante quadro probatorio a suo  carico. Durante il processo, in aula, furono infatti confermati gli stretti  rapporti che l´attuale presidente della provincia di Napoli intratteneva con i  vertici della Nco (incluso don Raffaele Cutolo). Si parlava di una  «raccomandazione» chiesta a Rosetta Cutolo, sorella di Raffaele, per far cessare  le richieste estorsive di Pasquale Scotti, personaggio tuttora ricercato ed  inserito nell´elenco dei trenta latitanti più pericolosi d´Italia. (Consiglio  caldamente di fare una piccola ricerca su youtube per «Luigi Cesaro esilarante»,  ascolterete un monologo del presidente della provincia che sarà più eloquente  delle mie parole).</p>
<p>Tutto questo non si può tacere. E chi lo tace è  complice. Mi viene da chiedere a chi in questo momento sta leggendo queste righe  se ha mai sentito parlare di Federico Del Prete, sindacalista ucciso nel 2002 a  Casal di Principe. Se ha mai sentito parlare di Marcello Torre, sindaco di  Pagani ucciso nel 1980 perché cercava di resistere a concedere alla camorra gli  appalti per la ricostruzione post terremoto. E di Mimmo Beneventano vi  ricordate? Consigliere comunale del Pci, trentadue anni, medico, fu ucciso nel  1980 a Ottaviano per ordine di Raffaele Cutolo perché ostacolava il suo dominio  sulla città. E di Pasquale Cappuccio? È stato consigliere comunale del Psi,  avvocato, ucciso nel 1978 sempre a Ottaviano. E Simonetta Lamberti, uccisa a  Cava dei Tirreni nel 1982. Aveva dieci anni e la sua colpa era essere la figlia  del giudice che andava punito. Le scariche del killer raggiunsero lei al posto  del loro obiettivo. Qualcuno di questi nomi vi è noto? Temo solo ad addetti ai  lavori o militanti di qualche organizzazione antimafia. Questi nomi sono  dimenticati. Colpevolmente dimenticati. Come, temo, lo sarà presto quello di  Angelo Vassallo. Ai funerali di Antonio Cangiano, vicesindaco di Casal di  Principe gambizzato dalla camorra nel giugno 1988 e da allora costretto sulla  sedia a rotelle, non c´era nessun dirigente della sinistra. Tutto sembra  immobile in territori dove non riusciamo nemmeno a ottenere il minimo,  l´anagrafe pubblica degli eletti per sapere esattamente chi ci governa.</p>
<p>Le indagini sull´omicidio di Angelo Vassallo vanno in tutte le  direzioni, si sta scavando nel passato e nel presente del sindaco. Perché, come  mi è capitato di dire altrove, in queste terre quando si muore si è sottoposti a  una legge eterna: si è colpevoli sino a prova contraria. I criteri del diritto  sono ribaltati. E quindi già iniziano a sentirsi voci di ogni genere, ma nulla  tralascerà la Dda. L´aveva scritto Bruno Arpaia (non a caso nato a Ottaviano)  nel suo bel libro Il passato davanti a noi, che mentre i militanti delle varie  organizzazioni della sinistra extraparlamentare sognavano Parigi o Pechino per  far la rivoluzione e scappavano a Milano a occupare università o fabbriche, non  si accorgevano che al loro paese si moriva per un no dato ad un appalto, per  aver impedito a un´impresa di camorra di fare strada.<br />
È in quei posti  invisibili, apparentemente marginali che si costruisce il percorso di un Paese.  Tutto questo non si è visto in tempo e oggi si continua a ignorarlo. La scelta  del sindaco in un comune del Sud determina l´equilibrio del nostro Paese più che  un Consiglio dei ministri. Al Sud governare è difficile, complicato, rischioso.  Amministratori perbene e imprenditori sani ci sono, ma sono pochi e vivono nel  pericolo.</p>
<p>In queste ore a Venezia verrà proiettato sul grande schermo  «Noi credevamo» di Mario Martone, una storia risorgimentale che parte proprio  dal Cilento, dal sud Italia. Forse in queste ore di sgomento che seguono la  tragedia del sindaco Angelo Vassallo vale la pena soffermarsi sull´unico  risorgimento ancora possibile che è quello contro le organizzazioni criminali.  Un risorgimento che non deve declinarsi come una conquista dei sani poteri del  Nord verso i barbari meridionali: del resto è una storia che già abbiamo vissuto  e che ancora non abbiamo metabolizzato. Ma al contrario deve investire sul  Mezzogiorno capace di innovazione, ricerca, pulizia, che forse è nascosto ma  esiste. Deve scommettere sulla possibilità che il Paese sappia imporre un  cambiamento. E che da qui parta qualcosa che mostri all´intera Italia il  percorso da prendere. È la nostra ultima speranza, la nostra sola risorsa. Noi  ci crediamo. </span></p>
<p><em>Roberto Saviano<br />
<span style="font-style: normal;">(Tratto da <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php" target="_blank">Come Don Chisciotte</a>)</span> </em></p>
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		<title>Assassinato dalla camorra il Sindaco di Pollica nel Salento. Egli, sì, è un &#8220;eroe&#8221; che ha dato la propria vita per combattere contro la barbarie</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA CAMORRA TORNA A SPARARE. UN’ENNESIMA VITTIMA DELLE MAFIE. QUESTO, SI’, E’ UN “EROE”, DI FRONTE ALLA CUI MEMORIA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE SI INCHINA
Un’ennesima vittima delle mafie: il sindaco di Pollica nel Salento.
Ucciso dalla camorra.
I PM hanno dichiarato: “E’ finito un sogno”.
L’Associazione dei Comuni ANCI ha denunciato “le condizioni difficili e le asprezze che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA CAMORRA TORNA A SPARARE. UN’ENNESIMA VITTIMA DELLE MAFIE. QUESTO, SI’, E’ UN “EROE”, DI FRONTE ALLA CUI MEMORIA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE SI INCHINA</p>
<p>Un’ennesima vittima delle mafie: il sindaco di Pollica nel Salento.</p>
<p>Ucciso dalla camorra.</p>
<p>I PM hanno dichiarato: “E’ finito un sogno”.</p>
<p>L’Associazione dei Comuni ANCI ha denunciato “le condizioni difficili e le asprezze che i sindaci (quelli onesti, ndr) si trovano a fronteggiare, il più delle volte in solitudine”.</p>
<p>“In solitudine”, ripetiamo noi.</p>
<p>Come tutti coloro che combattono in trincea contro le mafie.</p>
<p>Rischiando in prima persona.</p>
<p>E’ una scelta che ognuno di noi fa ed è tutto un problema di valori.</p>
<p>Chi crede ai valori della giustizia, della legalità, della democrazia, non esita un attimo a schierarsi contro le mafie</p>
<p>Contro la barbarie, combattendo e rischiando anche la propria pelle per assicurare un clima di vivibilità ai nostri figli, ai nostri nipoti, a tutti i giovani.</p>
<p>Chi è un corrotto, resta a guardare e fa finta di non vedere.</p>
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		<title>Assassinato il sindaco ecologista. Un agguato di stampo mafioso. L&#8217;Associazione &#8220;Caponnetto&#8221; si inchina di fronte a questa ennesima vittima delle mafie</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 14:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il primo cittadino di Pollica freddato in strada. &#8220;Onesto, dava fastidio&#8221;.  Angelo Vassallo era preoccupato. Aveva declinato anche l&#8217;invito al festival di  Venezia
Lungo la strada inerpicata verso la collina ora è rimasto solo un fascio di  fiori di campo. Ma proprio qui, domenica sera intorno alle 22.15, nove colpi di  pistola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo cittadino di Pollica freddato in strada. &#8220;Onesto, dava fastidio&#8221;.  Angelo Vassallo era preoccupato. Aveva declinato anche l&#8217;invito al festival di  Venezia</strong></p>
<p>Lungo la strada inerpicata verso la collina ora è rimasto solo un fascio di  fiori di campo. Ma proprio qui, domenica sera intorno alle 22.15, nove colpi di  pistola calibro 9 per 21 hanno spezzato l´incantesimo di Acciaroli, la  «Portofino del Cilento», la località turistica vanto di tutta la Campania per la  «bandiera blu» simbolo del mare pulito esibita con orgoglio all´inizio della  stagione estiva, Uno, forse due sicari hanno bloccato l´auto di Angelo Vassallo,  57 anni, sindaco di Pollica, (il comune di cui fa parte Acciaroli)  amministratore descritto da tutti come un uomo onesto che non esitava a  schierarsi contro ogni forma di illegalità. Gli hanno sparato a bruciapelo con  inaudita ferocia. L´omicidio profana il paradiso delle vacanze scelto da Mario  Martone per girare il suo film &#8220;Noi credevamo&#8221; in concorso a Venezia. Proprio in  Laguna Vassallo era atteso ieri, poi aveva cambiato programma chiedendo a un  assessore di rappresentare il Comune. E ha trovato la morte. Adesso un´intera  comunità è sotto choc.</p>
<p>Le indagini sono state avviate dalla Procura di  Vallo della Lucania, guidata dal procuratore Giancarlo Grippo e dal pm Alfredo  Greco, insieme alla Direzione distrettuale della Procura di Salerno diretta dal  procuratore capo Franco Roberti. Greco, che conosceva personalmente il sindaco,  ragiona: «Era un uomo attestato sul terreno della legalità. Può essersi messo di  traverso nei confronti di qualcuno. Andava avanti senza accettare compromessi,  né raccomandazioni. E senza consentire l´ingresso nelle attività economiche di  capitali discutibili». Negli ultimi tempi, Vassallo era apparso preoccupato. Ma  a chi poteva aver dato tanto fastidio? Impossibile non pensare a verosimili  tentativi di infiltrazione della camorra nelle attività commerciali e negli  appalti del porto turistico di Acciaroli, agli appetiti che la positiva immagine  della località cilentana ha suscitato in ambienti malavitosi. Interessi che il  sindaco potrebbe aver contrastato con il rigore che oggi tanti gli riconoscono.  Non a caso, un amico magistrato come Raffaele Marino, a lungo pm anticlan a  Napoli, oggi procuratore aggiunto a Torre Annunziata, ipotizza in un «no alla  camorra» la chiave del delitto.</p>
<p>In queste ore vengono esaminati tutti gli  spunti. Come i sospetti che il sindaco aveva manifestato su un´asta relativa a  un immobile del valore di circa 200 mila euro che si trova nella zona del porto.  Su quell´affare avevano messo gli occhi personaggi che lui aveva ritenuto legati  ad ambienti poco trasparenti. E grazie all´intervento di Vassallo l´operazione  era saltata. Si guarda, naturalmente, anche alle invidie e inimicizie che una  personalità forte e schietta come quella del sindaco aveva suscitato sul  territorio e che avevano persino spinto un ex amministratore locale, morto di  cancro esattamente dodici mesi fa, ad affiggere quattro anni or sono un  manifesto a lutto con il nome di Vassallo. Intanto i carabinieri lavorano alla  scena del delitto.</p>
<p>Il corpo senza vita è stato scoperto dal fratello  Claudio dopo che la moglie aveva lanciato l´allarme non vedendolo rincasare.  Aveva il cellulare ancora tra le mani, probabilmente ha provato a chiedere  aiuto. L´orologio al polso era fermo alle 22.15. Dopo il delitto, sono arrivati  messaggi bipartisan di cordoglio e grande stima nei confronti della vittima: dal  segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Walter Veltroni, ai ministri delle  Politiche Agricole Giancarlo Galan e delle Pari opportunità Mara Carfagna. Il  ministro dell´Interno Roberto Maroni ha contattato personalmente il procuratore  di Salerno. Tutti chiedono giustizia. L´Anci, l´associazione dei Comuni,  attraverso il presidente regionale Nino Daniele, ricorda «le condizioni  difficili e le asprezze che i sindaci si trovano a fronteggiare, il più delle  volte in solitudine». Oggi una fiaccolata silenziosa sfilerà lungo le strade di  Acciaroli, il paradiso ferito a morte. <script type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript"></script> <img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;rnd=1283841370154&amp;cid=&amp;ref=http%3A//repubblicaredazione.extra.kataweb.it/redazione/repubblica/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_NZ_070910_E_10.html&amp;sr=sr1280x1024:cd32:lgit:jey:cky:tz2:ctna:hpna" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p><em>Patrizia Capua</em> e <em>Dario Del Porto</em><br />
(Tratto da <a href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>)</p>
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