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Il ritorno del principe

QUESTO E’ QUANTO

“Non é vero che la mafia é quella che si vede in tv e che i corrotti ed i criminali sono una malattia della nostra società.

Qui ,in Italia,la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere,a parte poche eccezioni ( la Costituente,Mani pulite,il maxiprocesso a Cosa Nostra ).

Ricordate il Principe di Machiavelli ? In politica qualsiasi mezzo é lecito.

C’é un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe),ci sono i volti impresentabili di Riina,Provenzano,Lo Piccolo,e poi c’é la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento.

Ma il potere é lo stesso,la mano é la stessa.

Il libro é questo: racconta il fuori scena del potere,quello che non si vede e non é stato mai raccontato ma che decide,fa politica e piega le leggi ai propri interessi.

Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire,é già successo.”

Parole,queste,che si leggono sulla quarta di copertina di un libro che dovrebbero leggere tutti e la cui lettura noi suggeriamo ,in particolare ,ai nostri amici ed a tutti coloro che ci seguono e dicono di volersi impegnare sul fronte della lotta alle mafie perché,per fare questo,occorre avere le idee ben,molto bene,chiare,ad evitare di fare e creare ulteriore confusione a se stessi ed agli altri:

“Il ritorno del Principe”,di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato. Ed.Chiarelettere.

Un libro che contiene delle analisi lucide ed inedite sulla genesi e sul ruolo della mafia nel nostro Paese e che é in grado,pertanto, di aprire gli occhi anche a chi si ostina a non vedere.

Ed a non capire. Ma cos’é la mafia?

E’ quella che ci fanno vedere in televisione e della quale parlano i media un giorno sì e l’altro pure con una campagna di disinformazione e di deformazione della realtà incredibili ?

No; c’é un rapporto inscindibile fra mafia-potere- politica,dimensioni che si intrecciano,si sovrappongono l’una all’altra e si alimentano a vicenda.

Non c’é mafia se non ci sono potere e politica.

Come i pesci con il mare.

Non ci sono pesci se non c’é il mare e non c’é il mare se non ci sono i pesci.

Tutta la storia della mafia si intreccia con il potere e la politica e non é azzardato affermare che la mafia é figlia del potere che se ne serve quale braccio armato per tutelare i propri interessi ed i propri obiettivi.

Ecco perché si parla di “mafia bianca”,di “mafia dei colletti bianchi”,la vera mafia,quella più insidiosa perché non si vede,sta “dietro” o “sopra” se si preferisce,costituita da professionisti,banchieri,imprenditori,amministratori pubblici,parlamentari,uomini delle istituzioni,gente che conta,comanda,fa le leggi,i regolamenti,i piani regolatori,le varianti urbanistiche,le “regole”,insomma. ( termine magico che sentiamo venir fuori dalla bocca di tanti soloni :”bisogna osservare le regole”.Ma quali “regole”? Le “regole” di chi???????).

E qui arriviamo al punto dolens che costituisce materia di dibattito anche all’interno dei nostri movimenti e delle nostre associazioni che fanno antimafia.

Rigoristi e antirigoristi,potremmo dire.
Si può fare,oggi,politica,facendo al contempo anche antimafia?

C’é chi sostiene che sia possibile in quanto il “sistema”,anche se marcio,secondo taluni,potrebbe essere ancora riformabile operando dal suo interno.

Chi scrive – avendo alle spalle una lunghissima militanza politica e,quindi,una conoscenza profonda e non comune dei meccanismi che regolano la vita pubblica in questo Paese – ritiene che il sistema,al punto in cui sono giunte le cose,non sia più riformabile e che,quindi,non é più conciliabile un impegno partitico,nei partiti attuali,con quello in un’associazione antimafia seria.

O si sta dalla parte del potere- questo potere- o contro la mafie. Tertium non datur.

Anzi,le mafie, perché c’é una mafia armata,la manovalanza,una mafia politica ,una mafia economica e così via.

Chi fa e vuole fare seriamente antimafia deve saper “leggere” bene i fatti,le situazioni.

La situazione.

Quando noi diciamo che la lotta alla mafia non si é voluta mai fare in Italia e,quando é stata fatta,la si é fatta colpendone il livello basso,quello della manovalanza appunto.

Colpa dei Magistrati ? No,assolutamente.

Colpa di una legislazione che non ha mai consentito e non consente di volare alto e che ha impedito ed impedisce alla Magistratura di colpire più in alto.

E,quando qualche Magistrato ha tentato o tenta di farlo,é scattata e scatta subito la sua condanna a morte.

E successo già con decine di essi e rischia di succedere ancora con i vari Di Matteo,Teresi ed altre decine.

Questo é quanto.

I responsabili

I veri responsabili

Quell’antimafia del “noi” !!

La potenza di un tuono può devastare le coscienze? Qui c’è bisogno di noi

Categoria: Osservatorio Sociale24/03/2014La forza del “noi”In quel “noi” c’è anche lo Stato. Uno sguardo critico alla giornata della memoria delle vittime di mafie, immaginando prospettive nuove in cui canalizzare le energie di tutti. Se qualcosa cambierà lo decideremo noi. Quando Don Luigi Ciotti, durante la giornata della memoria, in presenza del Papa e dei parenti delle vittime della mafia ha detto che c’è bisogno di meno individualismo e di scoprire la potenza del “noi”, probabilmente si riferiva anche alla stessa immensa famiglia dell’antimafia che spesso ha accelerato il potere del crimine organizzato con la mitizzazione del fenomeno, attraverso le retoriche, gli interessi e le parole lasciate al vento. Quel “noi” sottintende il non limitarsi ai giudizi verbali ma piuttosto propendersi verso i fatti, operando attraverso il coraggio delle azioni e dei provvedimenti concreti contro i sistemi mafiosi. Facciamo tutti parte di quel noi, e questi ultimi giorni sono stati un esempio positivo di quanto il “noi” possa fare la differenza. E’ stato un tuono forte quello di Papa Francesco, di Don Ciotti, quello dei tanti parenti delle vittime e ben venga la memoria, perché l’utilizzo del ricordo ha il compito di tenere vivo il concetto fondamentale del “non deve accadere mai più″. Ora però sarebbe gradito un tuono ancora più devastante da parte del governo. La mafia si combatte in due modi, debellandone la cultura ed eliminando il capitale economico con cui guadagnano i gruppi criminali organizzati. In entrambe i casi c’è bisogno del pugno di ferro di un sistema governativo coeso e determinato che decida, finalmente, di mettere dei paletti, imponendo con vigore e con determinazione un solo comando: “Adesso basta”. Quello della mafia è un discorso talmente ingarbugliato e così pieno di ramificazioni nel tessuto sociale che rischia, con incredibile facilità, di diventare un discorso limitato alla retorica, agli anatemi da parte dei buoni. In realtà, forse, è solo una questione di impegno, di ricerca costante e motivata di una soluzione. Bisogna togliere i mezzi alla mafia e per farlo non basta l’antimafia (che spesso cede alle lusinghe degli interessi), è necessario che lo Stato blocchi con norme coraggiose tutte le possibili forme di corruzione, appropriandosi di tutti i guadagni illegali per poi investirli per i propri cittadini. La parte buona di questa nazione è la maggioranza ma in pochi lo sanno, in pochi lo riconoscono, in pochi riescono a notare che la minoranza mafiosa sembra totalitaria esclusivamente perché fa più chiasso, fa morti, beve il sangue del capitale umano, compra anime e industrie, è una minoranza vestita in giacca e cravatta che siede ai posti di comando. Fa troppo chiasso, fa ancora paura. Non è vero che lo Stato non può più di tanto, lo Stato non ha paura della mafia perché ne è parte. Ecco il piccolo ed immenso anello della catena da spezzare con un gruppo politico nuovo e combattente. Sull’onda emotiva di questi ultimi giorni va gridato con maggiore intensità un messaggio preciso e cioè che quei posti di comando mafiosi vanno sostituiti con un comando unico che prenda l’impegno di annientare ogni forma di prepotenza, ogni forma di evasione fiscale, ogni contrattazione illecita, ogni investimento milionario. Quel denaro è sporco non solo di sangue ma anche di disinteresse da parte di un sistema governativo che non può esporsi troppo perché Stato e Mafia in troppi casi sono sinonimi. La mafia non fa danni solo perché commette crimini, ma perché tende a sostituirsi allo Stato offrendo servizi sia attraverso le amministrazioni governative sia attraverso organizzazioni precise, puntuali e di sicuro meno burocratizzate di quell’organizzazione statale che ci rappresenta. La sacralità della memoria dei tanti che sono stati uccisi da chi si è sostituito allo Sato, è una delle cose che ha emozionato di più Papa Francesco che ha dichiarato: “Agli uomini e donne mafiose: per favore, cambiate vita, convertitevi, fermatevi a fare del male. Ve lo chiedo in ginocchio: questa vita non vi darà gioia, né felicità; è vero, avete il denaro, ma fate tanti affari sporchi e commettete tanti crimini mafiosi; le mani insanguinate ed il potere insanguinato non vi condurranno che all’inferno, se continuerete su questa strada” e ancora “Che il senso di responsabilità, piano piano, vinca sulla corruzione e da lì possa risanare i comportamenti e le scelte del tessuto sociale, affinché la Giustizia guadagni spazio e prenda il posto dell’iniquità“. Questi messaggi creano una netta linea di demarcazione tra il silenzio e l’azione. La Chiesa prendendo posizioni di questo tipo crea un monito importante che deve far riflettere quel “noi” che tiene in vita questa nazione e soprattutto deve essere da apripista al più importante dei provvedimenti: l’imposizione del governo attraverso la decisione definitiva e concreta che ogni forma di crimine organizzato non sarà più tollerato dalla società civile. Mai più. Ecco, questa sarà la più alta forma di rispetto e il più dignitoso degli inchini da fare con orgoglio davanti alle centinaia di anime stroncate dalla crudeltà umana. Ai ragazzi non va inculcato il pensiero che chi combatte il crimine organizzato muore da eroe, va piuttosto spiegato che quegli eroi morti sono coloro che hanno permesso la crescita e chi combatte oggi non diventa eroe, diventa parte del noi e concretizza un pensiero semplice: partecipazione e condivisione creano uno tsunami di cambiamento. Il singolo contributo individuale unito al contributo di tanti crea un unico motore propulsore di armonia e di una cultura della responsabilità. Questi ragazzi non devono pensare che esista una casta estranea che si occupa di antimafia, devono convincersi che essi stessi sono l’antimafia e che essi stessi devono distanziarsi dalle tristezze e dai timori: il mostro ha un solo tallone di Achille che è la compartecipazione dei buoni. I buoni non sono quelli che pensano “quello è stato ucciso perché si è ribellato alla mafia” ma sono quelli che pensano “in nome di te che hai perso la tua vita io spiegherò agli altri che tutto questo schifo deve finire”. Questo pensiero, moltiplicato per sessanta milioni di persone potrebbe generare la cultura dell’indipendenza dalla mentalità mafiosa, un tuono talmente forte che dopo non potrà che esserci serenità.(Fonte foto: Rete internet)  OSSERVATORIO SOCIALE

Passata la festa ,gabbato lo santo?

PASSATA LA FESTA,GABBATO LO SANTO……………

E DA OGGI IN AVANTI CHI VIENE AL NOSTRO FIANCO A SCOPRIRE I MAFIOSI ED A DENUNCIARLI,NOMI E COGNOMI??????????????????

Parole,parole,parole…. Tante parole.

Roboanti,maestose,profetiche,ammonitrici e chi più ne ha più ne metta.

Abbiamo letto di tutto e visto tutto e tutti ,attraverso i video e le agenzie.

L’establishment in pompa magna,in prima fila e sul palco,alcuni dei quali affannati a gridare inni di guerra alle mafie,giaculatorie accalorate,osanna agli organizzatori della parata.

Un caleidoscopio di colori,bandiere e credi,tutti uniti a gridare “abbasso la mafia” e a commemorare chi per mano di mafia ci ha rimesso la pelle.

Lodevole. Esaltante.

Ma da oggi in avanti chi ci dice se ad Aprilia,a Fondi,a Latina,a San Felice Circeo,a Sabaudia,a Terracina,a Fondi,a Sperlonga,a Itri,a Gaeta,a Formia,a Mintuno,a Cassino,a Frosinone,a Viterbo,a Casoria,ad Isernia,a Roma,Torino,Firenze,Ancona,Vibo Valentia sta aprendo un nuovo supermercato in odor di mafia,o é stata rilasciata una concessione edilizia o approvata una variante urbanistica a favore di tizio o caio in odor di camorra,di ‘ndrangheta o di cosa nostra?

Chi ci dice ,di quelli che hanno sfilato nei giorni scorsi contro la mafia ,se per caso un esercizio commerciale,un’industria,un palazzo,un cinema,un maneggio sono passati di mano e sono stati accaparrati da persone sospette?

Chi va presso una Camera di Commercio a richiedere una visura per individuare le vere identità dei costruttori,dei nuovi proprietari,degli acquirenti?

Chi ci dice se il tal sindaco,o assessore,o consigliere é colluso con i mafiosi e fa business con loro?

Chi ci dice se la tale Procura della Repubblica,il tale Comando,la tale Questura fanno o non fanno le indagini patrimoniali e indagano come si deve per intercettare i capitali mafiosi?

Ci limitiamo a poche cose,che,però,sono fondamentali nella lotta alle mafie,perché ,se non si fanno ,tutto si riduce ad una sfilza di bla bla.

E’ lodevole andare in piazza a gridare contro le mafie ed a commemorare i defunti,a patto,però,che non si dimentichi che ci sono migliaia di altre persone,fisicamente ancora in vita,ma candidate da un momento all’altro a non esserlo più.

Testimoni e Collaboratori di Giustizia,Magistrati,giornalisti d’inchiesta,rappresentanti di associazioni antimafia,delle forze dell’ordine ,scrittori d’avanguardia,dimenticati e maltrattati soprattutto da chi decide e comanda,da coloro cioè che,anche se per interposta persona,nei giorni scorsi erano in piazza a sfilare in pompa magna.

Da oggi chi sta ,di tutti quelli, al nostro fianco??????????????………..,…….

Li aspettiamo a braccia aperte.

Più che le parate,per combattere le mafie,occorrono INDAGINE e DENUNCIA,noni e cognomi.

SVEGLIA !!!!!!!!!!!!!!

SE TUTTI COLORO CHE VANNO A GRIDARE NELLE PIAZZE “LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA” LI TROVASSIMO AL NOSTRO FIANCO,SUI TERRITORI,AD ANNOTARE LE TABELLE DELLE DITTE CON I NOMI DEI COSTRUTTORI E DEI PROGETTISTI,A FARE LE VISURE CAMERALI, A RACCOGLIERE NOTIZIE SU CHI STA DIETRO LE VARIANTI URBANISTICHE,SUI COLLEGAMENTI FRA POLITICI E MAFIOSI,SULLE CARENZE,OMISSIONI E COLLUSIONI FRA SOGGETTI DELLE ISTITUZIONI E MAFIOSI,

LA LOTTA ALLE MAFIE SAREBBE GIA’ VINTA.

ED,INVECE,PURTROPPO, SI VA IN PIAZZA SPESSO PER ASSOLVERE QUASI AD UN RITO,COME UNA SORTA DI ATTO AUTOASSOLUTORIO RISPETTO ALLA PROPRIA COSCIENZA ED AGLI ALTRI,PER,POI,DIMENTICARE TUTTO IL GIORNO DOPO E ,MAGARI ,RIPENSARCI ALLA PROSSIMA MANIFESTAZIONE ,CONTINUANDO A LASCIARE SOLI COLORO CHE OPERANO SUL CAMPO,MAGARI A PROPRIE SPESE E FRA MILLE PERICOLI.

A NOI ,FRANCAMENTE , VIENE L’ORTICARIA A MARCIARE A FIANCO DI QUEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI,RAPPRESENTANTI DELLO STATO CHE IERI HANNO SNOBBATO LE NOSTRE RICHIESTE DI ISTITUIRE, AD ESEMPIO, GLI OSSERVATORI COMUNALI CONTRO LA CRIMINALITA’ ADDUCENDO LA RIDICOLA GIUSTIFICAZIONE CHE………” NON SONO NECESSARI PERCHE’ TANTO GIA’ ESISTE IL COMITATO PROVINCIALE PER LA SICUREZZA E L’ORDINE PUBBLICO”,CHE NON HANNO ANCORA ISTITUITO LA STAZIONE UNICA APPALTANTE PER UN CONTROLLO SUGLI APPALTI E SUI SUBAPPALTI,CHE NON HANNO VIGILATO E VIGILANO COME SI DOVREBBE,CHE HANNO DETTO E DICONO CHE ….TUTTO E’ SOTTO CONTROLLO E NON CI SONO ORGANIZZAZIONI CRIMINALI RADICATE,QUANDO E’ VERO TUTTO IL CONTRARIO.

E CI FERMIAMO QUA.

NOI RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE VANNO IN PIAZZA E GLI ORGANIZZATORI DI TALI MANIFESTAZIONI.

MA,OLTRE A QUESTE,E’ NECESSARIO ED URGENTE – PERCHE’ GIA’ SI E’ IN FORTISSIMO RITARDO E LA CORRUZIONE STA CORRODENDO LE ISTITUZIONI E STA FACENDO VINCERE ALLE MAFIE LA GUERRA – CHE OGNUNO DEI PARTECIPANTI SI SPORCHI LE MANI E CI AIUTI A SCOPRIRE -TANTO PER FARE UN ESEMPIO – IL

PERCHE’ IL MARESCIALLO O IL MAGISTRATO TAL DEI TALI NON SI MUOVONO NEL FARE LE INDAGINI SUI PATRIMONI MAFIOSI,PERCHE’ A TIZIO SI CONSENTE DI FARE UN ALBERGO ABUSIVO MENTRE AL POVERO CONTADINO SI ABBATTE LA CAPANNA FATTA PER RIPORRE GLI ATTREZZI AGRICOLI,PERCHE’ PER ANNI SI E’ TACIUTO E SI CONTINUA A TACERE SUI TRAFFICI DI RIFIUTI E QUANT’ALTRO NEL PORTO DI GAETA ED ALTROVE.

NEL LAZIO – ED IN TUTTA ITALIA – SONO STATI INVESTITE E VENGONO INVESTITE TUTTI I GIORNI TONNELLATE DI CAPITALI SOSPETTI.

COSA HANNO FATTO E FANNO LE ISTITUZIONI, AD ESCLUSIONE DELLA MAGISTRATURA E DELLE FORZE DELL’ORDINE CHE IN MAGGIORANZA FANNO PIU’ DEL LORO DOVERE, PER INDIVIDUARNE L’ORIGINE?????

TUTTI QUEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI E RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI E DELLA POLITICA CHE IERI ,ATTRAVERSO I VIDEO ,ABBIAMO VISTO MARCIARE A LATINA …..” CONTRO LE MAFIE” NON SONO PER CASO,IN PARTE ED OGGETTIVAMENTE,I RESPONSABILI DELLA SITUAZIONE IN CUI CI TROVIAMO?

NON SONO ESSI COLORO CHE,CON IL LORO LASSISMO E LA LORO INDIFFERENZA,LASCIANO ALLO SBARAGLIO E NELL’INDIGENZA,QUANTI,MAGISTRATI,FORZE

DELL’ORDINE,COLLABORATORI E TESTIMONI DI GIUSTIZIA,SI SONO ESPOSTI E SI ESPONGONO PER COMBATTERE NEL CONCRETO, SUL CAMPO, I MAFIOSI?

NO,NOI ALLE PARATE CHE NON SIANO STRETTAMENTE E QUOTIDIANAMENTE LEGATE AD UN IMPEGNO DI INDAGINE E DI DENUNCIA SUL TERRITORIO,NON CI STIAMO.

NON INTENDIAMO CON QUESTO RIDICOLIZZARE O MINIMIZZARE L’IMPORTANZA DI QUESTE PARATE,PER CARITA’,MA AFFERMIAMO CON FORZA CHE QUESTE NON BASTANO SE NON SI PASSA AD UN IMPEGNO INDIVIDUALE E CONCRETO ,DI TUTTI,NESSUNO ESCLUSO,SUI RISPETTIVI TERRITORI.

SE NON SI FA QUESTO,FACCIAMO SOLO RIDERE I MAFIOSI ED I LORO SODALI ANNIDATI NELLE ISTITUZIONI E NELLA POLITICA.

E,NEGLI STESSI MINUTI IN CUI SI STA SFILANDO NELLE STRADE, I MAFIOSI MAGARI STANNO STROZZANDO UN ALTRO POVERO IMPRENDITORE OBERATO DI DEBITI PER UN SISTEMA CREDITIZIO BARBARO E CRUDELE E GLI STANNO LEVANDO L’IMPRESA,O STANNO ACQUISTANDO UN ALTRO SUPERMERCATO,O CORROMPENDO QUALCHE ALTRO SINDACO O ASSESSORE PER FARSI APPROVARE UN

PRG OD UNA VARIANTE URBANISTICA A LORO FAVOREVOLI E TANTE ALTRE COSE DEL GENERE.

SVEGLIA !!!!!!!!!!!!

Il “caso Fondi” e le domande rimaste senza risposta.E,intanto,l’amministrazione vuole privatizzare alcuni servizi importanti.Perché?

Il caso Fondi.Si é cambiato tutto per non cambiare niente

UN FALSO ALLARME

UN FALSO ALLARME…………..

Nella prima mattinata di oggi una telefonata di un amico lontano ci ha fatto sobbalzare dalla sedia:

“Una nave straniera,seguendo una rotta siciliana,ha trasportato o sta trasportando pale eoliche nel porto di Gaeta. Cercate di scoprire gli autori ed i committenti del trasporto”

Un rapidissimo focus acceso da noi e la notizia é risultata,però, infondata.

Non ce ne duole più di tanto. Anzi!!!!

Meglio un eccesso di zelo che l’ignavia e l’indifferenza dei più.

L’allarme scaturisce dalla notizia diffusasi qualche anno fa circa un particolare interesse che avrebbero nutrito e nutrirebbero Mattia Messina Denaro e Cosa Nostra al business delle pale eoliche.

Le energie alternative fanno gola.

In effetti nel Porto di Gaeta ,a cavallo degli anni 2000 ed per un paio di anni, c’é stato un intenso traffico in entrata ed in uscita di pale eoliche e noi lo abbiamo segnalato a

chi di dovere per prudenza,anche se non siamo in grado di affermare che esso era imputabile o meno alle mafie.

Può darsi di no,ma é bene tenere sempre gli occhi aperti perché proprio sul Porto di Gaeta ci sono state in passato voci di traffici strani e lavori sospetti .

Da quelli collegati con l’assassinio di Ilaria Alpi e ai traffici con la Somalia,a quella di un’impresa forse riconducibile alla famiglia di Totò Riina che avrebbe effettuato alcuni lavori,per non parlare dei probabili trasporti di cui ha parlato Carmine Schiavone,il quale ha fornito anche le targhe dei camion che avrebbero trasportato fusti tossici.

Non va dimenticato,peraltro,che proprio quest’ultimo – cioé lo Schiavone – ha parlato del sud pontino – Formia,Gaeta ecc. – ritenuto dai Casalesi “provincia di Casale” e a noi é stato insegnato un motto che recita testualmente :” in terra di mafia non c’é foglia che si muova che la mafia non voglia”.

Se tanto ci dà tanto………….!!!!!!!!

Di conseguenza ………é meglio tenere gli occhi ben aperti ed osservare ed annotare ogni presenza ed ogni movimento. di persone e cose.

Ed é,appunto,quello che diciamo sempre agli investigatori istituzionali :

abbiate sempre occhi ed orecchie ben spalancati sul territorio del sud pontino e,quindi,anche sul Porto di Gaeta !!!!!

E di qua che potrebbe passare di tutto.

E probabilmente é già avvenuto e,forse,sta avvenendo ed avverrà!!!!!!

Chissà,ma non spetta a noi rispondere perché non intendiamo affatto invertire i ruoli…………

L’Osservatorio Comunale contro la criminalità a Formia e a Gaeta secondo quanto sta richiedendo da anni l’Associazione Caponnetto.

Formia a quanto pare lo sta costituendo,mentre l’Amministrazione comunale di Gaeta non ne parla proprio.Gli interventi forti del PRC e del M5S

Osservatorio comunale contro la criminalità a Formia e Gaeta

La realtà drammatica in cui si trovano coloro che decidono di schierarsi con la Giustizia.Dov’é lo Stato?????????

Ignazio Cutrò: «Ho vinto contro la mafia, ho perso contro lo Stato»

  Ignazio Cutrò, sotto protezione dopo aver denunciato i suoi estorsori: «Caro Renzi, dacci gli hotel dei mafiosi che abbiamo denunciato»

1 giorno fa | di Rossana CampisiIgnazio Cutrò, imprenditore edile, 47 anni, lo ha scritto bianco su rosso: Abbiamo vinto noi. E’ il titolo di una storia, la sua, raccontata in un libro da Benny Calasanzio Borsellino, giornalista, scrittore (e nipote di zio e nonno uccisi dalla mafia) che parte dall’agrigentina Bivona, patria delle pesche sornione e delle sedie artigianali. E’ qui che Cutrò ha fatto arrestare i suoi estorsori ed è diventato un testimone di giustizia. Ha visto diminuire il lavoro della sua azienda fino al giorno in cui ha chiuso i battenti. «Ho vinto contro la mafia», commenta oggi, «ma ho perso contro lo Stato».E’ vero che andrà all’estero?«Certo. Non riesco a vivere in Italia. Dico economicamente». Lamenta la malaburocrazia del Paese.«Ogni proposta, ogni incontro con i ministri per lasciare che i testimoni di giustizia abbiano delle possibilità di lavoro non è servito a nulla. Prenda il progetto che ho presentato al presidente delle regione Sicilia Rosario Crocetta, per far assumere i testimoni di giustizia negli enti della pubblica amministrazione. Incontro il Ministro, fondo la prima associazione nazionale per tutti i testimoni di giustizia, il mio decreto arriva a Roma. Ma rimane fermo lì, su qualche scrivania».Il premier Matteo Renzi ha messo nero su bianco però cinque punti su come fermare la Mafia SPA. «Quando li farà approvare e poi applicare ne riparliamo. Se poi rendesse più duro il 41 bis e le condanne per mafia, farebbe meglio».Aggiungerebbe un sesto punto?«Vorrei suggerirgli che se i beni confiscati alla mafia potessero essere affidati anche ai testimoni di giustizia sarebbe bellissimo. Potremmo creare hotel, aziende, Lavorare anche noi insomma. Risparmierebbe lo Stato e darebbe un’opportunità anche a noi. Che senso ha avere una mensilità se poi non hai un lavoro?».Una mensilità che lei però non ha.«No, perché quella viene concessa solo a chi accetta di lasciare la propria terra. E io, la Sicilia, non ho mai pensato di lasciarla. Ho chiesto al Ministero dell’Interno di ricevere un assegno almeno per i miei due figli: loro sì che ho voluto che andassero fuori. Veronica e Giuseppe studiavano a Milano, adesso sono tornati a casa. Speravo che almeno per loro ci fosse un programma di protezione in qualche località fuori dalla Sicilia. Io non riesco a pagargli l’affitto. Quando sono tornati non sono riuscito a guardarli negli occhi per un mese. In quei giorni ho meditato di lasciare l’Italia».Insomma, vede nero.«No. Grazie all’associazione i testimoni che un tempo restavano isolati dalla famiglia, dalla loro terra, adesso hanno una voce. E poi questa è la terra di Falcone e Borsellino. Nessuno qui è eroe inutilmente. Tante cose sono cambiate, adesso però tocca alla politica».
ciliberto gennaro

Quanto cammino e quanti orgoglio e commozione!!!!!!!……….

Ogni volta che leggiamo di qualche operazione di polizia e di qualche provvedimento giudiziario che portano in galera dei camorristi e dei mafiosi nel Lazio ed al sequestro o alla confisca dei loro beni,a sud come a nord della regione Lazio,vediamo scorrere,con un misto di commozione e di orgoglio e come in un film,i visi di alcuni dei nostri amici,alcuni vivi ed ancora attivi,altri morti.

Gigi Daga,nel viterbese ,fra questi ultimi purtroppo ,la figura nobile di un combattente,prima in politica e,poi,nell’Associazione,sempre impegnato a chiedere un approfondimento di una notizia da lui acquisita ,una “visura camerale” di una società,di un gruppo che facevano investimenti milionari nell’area che si estende da Civitavecchia in sù, fino al Grossetano.

Ci chiamava alle primissime ore del mattino,ancora di notte quasi, per segnalarci ,soddisfatto ,quello che aveva scoperto e ci chiedeva di approfondire le ricerche .

E,poi,quando,raccolte tutte le notizie e accumulato una buona quantità di queste,ci diceva “andiamo a consegnarle”.

Purtroppo ci ha lasciati anzitempo ed ancora oggi,a distanza di anni ormai,fatichiamo a riprendere un cammino in quell’area che lui aveva appena iniziato,un cammino che ci avrebbe sicuramente portati a far fare pulizia su un territorio devastato dal malaffare

e dalle mafie dove taluni spezzoni dello Stato latitano o non lavorano come sarebbe necessario.

E,poi,oltre all’indimenticabile Gigi,coloro che oggi operano.

Pochi,pochissimi purtroppo,che noi cerchiamo di tenere “coperti”,non esposti,non sotto i riflettori.

Per ovvie ragioni ,anche di sicurezza.

Preziosi quanto l’oro ed ancor di più se si potesse quantificare il valore dell’ opera che essi svolgono a favore non solo del l’Associazione , ma anche del Paese e del territorio.

Anzi,dei territori.

Uomini e donne,giovani e non più giovani,che sono l’espressione di un’Italia che noi sogniamo e che non esiste purtroppo,ricchi di valori e passioni che sono il patrimonio di pochi,pochissimi.

L’altra faccia,minoritaria,del Paese,quella delle persone oneste e coraggiose,non quella dei corrotti,dei vigliacchi e dei mafiosi,purtroppo maggioritaria in un’Italia sprofondata negli abissi delle miserie morali,prima che economiche,dei disvalori,dell’insulsaggine e della vuotaggine parolaia.

Della sottocultura mafiosa.

L’espressione di un’antimafia operativa,quella di questi pochissimi nostri amici,che non si vede,non appare,non fatta di parole,di chiacchiere inutili ed insulse.

Gli “zappatori”,coloro che si aggirano fra “visure camerali” e datebase,non sui palcoscenici e sui giornali,impegnati a

raccogliere notizie,ad immetterle nel computer,per incrociare i dati,per individuare gli intrecci,per risalire ai pupari,ai fruitori finali,a quelli che stanno “dietro” ed operano nell’ombra tirando i fili.

I rappresentanti veri di quell’antimafia che non esiste,quella che dovrebbe essere di tutti e,purtroppo, non é.

Quell’antimafia che ci consente ,con grande senso di orgoglio,di vedere dietro moltissime operazioni la presenza e l’opera,dirette od indirette , dell’Associazione Caponnetto,di tutti noi.

Quell’antimafia che ci dà la soddisfazione di sentirci dire talvolta da taluni che contano ” Se non ci foste bisognerebbe crearvi”.

Ci basta questo che é tanto,tantissimo,per chi,come noi,crede nei valori della Giustizia vera,della democrazia reale,della solidarietà fra le persone,dell’ONESTA’,pronti anche a morire per difenderli.

Il grido dall’Assemblea di Napoli della Caponnetto :” Amici,all’attacco.Non é più tempo di ma o di se,di ritrosie,timidezze : o di qua o di là,o contro le mafie o con le mafie”

E’ l’appello caldo ed accorato che é partito dall’Assemblea dell’Associazione Caponnetto svoltasi stamane a Napoli.

Deve finire l’era dei se e dei ma.

Le mafie avanzano,conquistano ogni giorno,ogni secondo sempre più spazi nella vita economica,sociale,politica ed istituzionale del Paese e non ci sono più alibi e giustificazioni per chicchessia per ritardi,ritrosie,distrazioni,disinteresse.

Chi vuole combattere seriamente le mafie per non lasciare ai nostri ragazzi una società da incubo, basata sulla violenza,sul sopruso,sull’ingiustizia,ha il dovere di venire in trincea.

Altrimenti abbia il pudore di non parlare più di mafie e di antimafia.

Non ne ha il diritto.

Solo con le chiacchiere,con i “condivido”,i “mi piace” non si va da nessuna parte.

La drammaticità della situazione esige da parte di ognuno scelte drastiche,determinate ,definitive :

o di qua o di là.
O contro le mafie o con le mafie. Non ci sono vie di mezzo.

Ma essere contro le mafie significa impegnarsi personalmente,sporcarsi le mani,esporsi,fare blocco con altri che la pensino nella stessa maniera e,insieme,combattere,senza aver paura.

Anche l’antimafia sociale DEVE fare la sua scelta. Un salto di qualità.
Un passaggio dalle parole ai fatti.

Noi con tutta umiltà ,con il cuore in mano e senza voler penalizzare chicchessia o pensare di essere i più bravi o i più belli ci rivolgiamo a tutte le persone oneste,ai cittadini perbene,singoli o già aggregati, di questo Paese che soffrono e sentono l’esigenza di un cambiamento,per chiedere un impegno più netto,determinato nella lotta finalizzata a bloccare l’avanzata della mafie e la conquista definitiva da parte di queste del potere assoluto.

Non é più tempo di palcoscenici , di sermoni,di appelli e di preghiere.

Siamo in guerra,sì in guerra!!!!!!!!!!

Testimoni di Giustizia si incatenano davanti al Ministero degli Interni a Roma.Nella foto si vedono anche il Sen.Giarrusso del M5S ed il segretario dell’Associazione Caponnetto

Erano “agricoli” e,quindi,non edificabili i terreni sequestrati a Le Fosse a Formia

Erano agricoli i 17 terreni sequestrati a Le Fosse a Formia

Le Iene. Vita da infiltrato

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/03/05/trincia-vita-da-infiltrato_8376.shtml

Occhi spalancati sul Porto di Gaeta

Occhi aperti sul Porto di Gaeta

Un Supercommissariato di Polizia a Formia.E’ assolutamente necessario.

A Formia un Distretto di Polizia

Il Trattato di Velsen sta per essere attuato e ,quindi,bisogna cominciare a fare la riorganizzazione delle forze di polizia.

Cominciamo da Fondi,territorio a forte radicamento mafioso nel Basso Lazio,”provincia di Casale”.

Una cittadella per le forze dell’ordine a Fondi

Perché in Italia il fenomeno mafioso é indistruttibile

Perché in Italia il fenomeno mafioso é indistruttibile (Da AgoraVox)

Davanti al Viminale per protestare per il trattamento riservato a Gennaro Ciliberto ed a tutti i Testimoni di Giustizia

Gennaro Ciliberto,Pietro Di Costa ed Elvio Di Cesare dell’Associazione Caponnetto

L’ultima Relazione della DNA.Situazione sempre più grave

L’ultima Relazione della Direzione Nazionale Antimafia

Scarica la relazione

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