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Solo chiacchiere………………………………..

Chiacchiere e tabbacchere ‘e ligno, ‘o bbanco ‘e Napule nun s …

Ultim’ora : in arrivo  la Carta per Testimoni e Collaboratori di Giustizia
In arrivo una nuova carta per i diritti e i doveri di testimoni e collaboratori di giustizia. Uno statuto della protezione da rendere noto ai protetti per  l’applicazione di un programma personalizzato.
È quanto é emerso   dalla nuova relazione al Parlamento sulle speciali misure di protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia presentata ieri al Viminale.
Secondo il report  la popolazione protetta, al 30 giugno 2016, ammonta a 6.525 persone di cui 78 testimoni, 255 loro congiunti, 1.277 collaboratori e 4.915 congiunti dei collaboratori.
L’insieme delle attività per la
gestione di testimoni e collaboratori (assegni, canoni locativi, prestiti, etc.) comporta movimenti di risorse per un ammontare complessivo di circa 80-100 milioni annui.
Ma,  malgrado l’ impegno di grandi risorse finanziarie, umane e strumentali per sostenere testimoni e collaboratori, la qualità percepita dei servizi è  bassa e ci si confronta spesso con situazioni di disagio.

Sud pontino: sempre più degrado e criminalità.Le mani della camorra anche nella prostituzione nera e nei pascoli abusivi? L’Associazione Caponnetto: le autorità intervengano subito !!!!!!!

DUE FENOMENI NUOVI CHE INVESTONO ITRI,GAETA E L’AREA DEL GOLFO AI QUALI VA  MESSA ASSOLUTAMENTE FINE

 

Non bastavano i problemi che già assillano i comuni dell’area del Golfo di Gaeta -quali quelli del disagio economico,della disoccupazione,della carenza di servizi,della criminalità mafiosa e comune e così via -che se ne aggiungono degli altri dietro ai quali si potrebbero nascondere loschi affari della camorra: quelli  della prostituzione nera e dei pascoli abusivi.

Corrono voci,infatti,circa la presenza nella parte vecchia di Itri e sul lungomare di Gaeta di nuclei di prostitute di colore,con relativi magnacci al seguito, che apparirebbero nelle ore tarde del giorno.

Nelle montagne fra Itri-Sperlonga-Gaeta ci viene segnalato,inoltre, un altro fenomeno non meno inquietante,quello del pascolo abusivo,che starebbe arrecando danni gravissimi all’agricoltura ed alle proprietà di centinaia di cittadini.

Sarebbero stati già devastati alcuni vigneti ed altre coltivazioni  di moltissime famiglie particolarmente nelle località Calvi e Vacordito,sempre nel comune di Itri.

Invitiamo forze dell’ordine,sindaci,dirigenti della Comunità montana e le altre autorità  competenti a disporre i necessari accertamenti e,nel caso in cui tali voci dovessero risultare fondate,ad attuare i provvedimenti più solleciti e radicali per stroncare tali fenomeni dietro ai quali se ne potrebbero nascondere degli altri ,come gli affari  della camorra,incendi boschivi ,furti,violenze e quanti altri ancora.

  Associazione Caponnetto

In alcuni comuni della Calabria,della Campania e del Lazio- come San Luca,Somma Vesuviana e Gaeta, dove la lotta alla mafia é corpo a corpo ,il PD sparisce e non se ne trovano tracce

A SAN LUCA IN CALABRIA,A SOMMA VESUVIANA IN CAMPANIA,A GAETA NEL LAZIO E CHISSA’ IN QUANTI EVENTUALI ALTRI COMUNI DEL SUD DOVE IMPERA LA MAFIA,IL PD O RITIRA LA PROPRIA LISTA  O NON SI PRESENTA PROPRIO

 

 

Un segnale agghiacciante se si considera che stiamo parlando del partito che governa il Paese.

Un segnale che potrebbe essere interpretato  come una  resa definitiva dello Stato alla mafia.

Un atto gravissimo e dalle ripercussioni inimmaginabili sul versante dell’opinione pubblica non solo italiana ma mondiale.

Quando il partito che governa il Paese – e che rappresenta,quindi,lo Stato ufficiale- non affronta  la battaglia contro la mafia e si ritira potrebbe essere letto,infatti,come una capitolazione di fronte  alla mafia.

Non é tanto l’atto in sè,che pur é gravissimo,ma soprattutto la sua ricaduta,la percezione che ricevono i cittadini non solo della città e dei paesi direttamente coinvolti,ma quelli di tutta Italia.

E del mondo!

Il PD a San Luca non si è presentato,come anche a Gaeta -dove esponenti del PD li vediamo addirittura alcuni   in una  lista civica marcata  Forza Italia  ed altri in liste civiche di persone e  senza simbolo -,mentre a Somma Vesuviana si è proprio ritirato.

In territori oppressi da una presenza asfissiante della mafia,come quelli dei quali stiamo parlando,un partito di governo serio  e responsabile dovrebbe comunque esporsi e metterci la faccia -a costo,se non dovesse trovare soggetti in loco disponibili,di riempire la lista con elementi di altri comuni – e non darsela a gambe  ed alzare bandiera bianca.

Se non altro per non lasciare spazio a dubbi e dar ragione a chi  dice :” A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre “!

A proposito del convegno sulla legalità organizzato dalla CGIL a Latina

A proposito del  convegno sulla legalità organizzato dalla CGIL  a Latina

IN PROVINCIA DI LATINA E’ DI MODA LA ………….”PARCELLIZZAZIONE “…………….

 

…..lo  “spezzettamento ” dei focus  sulla presenza e le attività delle mafie.

Tanti anni fa,per cercare  la camorra,  seguimmo  una pista che ci condusse al territorio dell’estremo sud pontino, al confine con la Campania.

Ci dissero che  su quell’area  c’era stato un diffuso fenomeno di abusivismo edilizio e ci dissero anche  che a realizzare tutte le  decine di costruzioni abusive  erano state  le stesse 2-3 ditte,con gli stessi operai,tutti provenienti dalla Campania e dalla zona dell’aversano, l’area dei casalesi..

Anche il materiale di costruzione proveniva  da quella  parte della Campania.

Ditte,operai e materiali,tutti campani.

 Per la prima volta scoprimmo la “parcellizzazione” delle inchieste affidate non ad una sola persona ma a quattro o cinque ,”parcellizzazione “che non consentì una visione d’insieme e portò ,quindi,a non rilevare il vincolo associativo.

Si procedette,di conseguenza,per abusivismo edilizio e non per i reati associativi.

Lo stesso,a distanza di tanti anni,sembra essere successo a Sperlonga ,dove,pur trattandosi, più o meno,dello stesso gruppo di persone,si procede con la stessa logica.

Per cui ogni inchiesta  va per conto suo,senza  alcuna correlazione con  altre,e senza,quindi,una visione d’insieme.

Ora sembra  che ci si sia messa anche la CGIL,la quale ha  organizzato un Convegno presso la facoltà  di Economia dell’Università  al quale ha invitato ,oltre al Sindaco,al Questore,al Procuratore di Latina,un sociologo del posto,un parlamentare del PD membro della Commissione antimafia e il Procuratore Nazionale Antimafia.

Il tema :”Legalità,tutta un’altra Italia”.

Fin qua tutto bene perché si tratta di un’ iniziativa lodevolissima.

Ma di cosa si parla ?

A questo punto,per non sbagliare,copiamo integralmente la parte finale di quello che é scritto,a proposito di tale Convegno,su “Latina Editoriale Oggi” del 13 maggio scorso:

“……….Ad introdurre  i lavori  il segretario della CGIL di Latina  e Frosinone  che ha ideato ed organizzato l’incontro incentrato sulla necessità di implementare regola e legalità,ma anche controlli in diversi settori dell’economia e del lavoro in provincia di Latina,con un focus  sulla situazione nel mondo agricolo e dei braccianti che in tutta la provincia  sono quasi ventimila  e si trovano alle prese con una serie di questioni delicate non solo per la parte contrattuale ,ma sempre più spesso per ciò che concerne il rispetto dei diritti fondamentali di libertà e dignità nell’ambito di un fenomeno che da tre anni tiene banco nelle denunce sindacali”.

Come può rilevarsi non si parla mai ,almeno da quanto riporta la stampa, di ciò che potrebbe esserci a monte di tutto ciò e delle correlazioni fra un settore dell’economia,quello agricolo,con tutti gli altri,dove ci sono condizioni ancora peggiori di quelle che si lamentano in agricoltura.

Condizioni di lavoro nero e di sfruttamento ad opera di soggetti stanziali e non, dietro i quali potrebbero esserci gruppi che potrebbero anche  far  capo alla criminalità organizzata.

D’altronde siamo in provincia di Latina e nel Basso Lazio dove la puzza della mafia si sente a mille miglia di distanza.

Quello che stupisce é il fatto che siano stati invitati al Convegno il Procuratore Nazionale Antimafia ed un parlamentare del PD che fa parte della Commissione Parlamentare antimafia – il quale ,peraltro,viene da lontano mentre in provincia di Latina ce ne sono altri due che,come lui ,fanno parte della stessa Commissione e non sono stati indicati fra i relatori se non per altro almeno  per rendere conto di quello che hanno fatto o non hanno fatto al riguardo-quando  alla mafia  non si fa nemmeno cenno.

Si parla di “diritti fondamentali di dignità e di libertà“,di “denunce sindacali”,di “controlli”,con un’ottica  ed un linguaggio tutti sindacali e riguardanti non l’intera economia pontina,ma un suo solo settore .  

Non riusciamo francamente a capire ,a questo punto ,le ragioni che hanno portato gli organizzatori a scomodare addirittura il Procuratore Nazionale antimafia ed un membro della Commissione parlamentare antimafia  quando alla mafia non  verrebbe nemmeno fatto un cenno, e,ove  non fosse così,il focus riguarderebbe  solo il settore dell’economia agricola e non tutti gli altri.

Ancora la……..”parcellizzazione” tanto in voga in provincia di Latina ?

Un disastro !

UN DISASTRO !!!!!!

 In Italia,se non ci stessero i magistrati – e certi magistrati tipo Gratteri,Zuccaro,Cafiero de Raho,la Boccassini,Pignatone,Prestipino  e tantissimi altri ancora delle DDA in particolare ma anche di alcune Procure ordinarie- avremmo già uno Stato collassato al 100 x 100 e le mafie al potere assoluto ed esclusivo.

Chi abbia un minimo di dimestichezza con caserme,commissariati  e tribunali,può rendersene conto in ogni momento.

Una volta esisteva il “mattinale” e ogni presidio di Polizia,delega o non delega,avviava le indagini sulla base di ogni notizia di reato.

Oggi si ……..aspetta la delega della Procura e se questa non arriva chi se ne frega !

Le Prefetture non fanno,come dovrebbero per legge,attività di  prevenzione antimafia e non emettono interdittive;le Commissioni di accesso sono state private dei rappresentanti delle forze dell’ordine ed,oggi,sono composte solamente da funzionari nominati dai Prefetti e,quindi,senza più alcun apporto infoinvestigativo;forze dell’ordine e magistratura non hanno più personale,risorse,mezzi per investigare .

Appena un magistrato si permette- caso recentissimo quello che riguarda il Procuratore di Catania – di andare a scovare cose che danno fastidio ai ……..”manovratori”,gli scatenano contro l’inferno.

E’ ancora,quello attuale,Stato-Stato o non,invece,Stato-mafia  ,o meglio ancora,Mafia-stato ?????????????

A questo ci ha portato la politica di chi ci ha governato e ci governa.

Vergogna ! 

E la gente sopporta tutto !!!!!!………

Ricapitoliamo……………………………….

ED,ALLORA,RICAPITOLIAMO………………..

 

in provincia di Latina e nel Basso Lazio,per cominciare a fare seriamente  la lotta alle mafie e per tentare almeno di rallentare anche l’ulteriore ,definitiva avanzata delle mafie verso la Capitale ,già ,purtroppo,fortemente occupata  a causa di complicità politiche ed anche istituzionali,oltre che delle responsabilità oggettive  della gente che fa finta di non vedere e sentire,occorrono SUBITO:

1) una presa di coscienza da parte dei cittadini della gravità del fenomeno mafioso ed una partecipazione effettiva – e non solo a chiacchiere – della parte più illuminata di essi all’azione di contrasto;

-una Prefettura  che sul piano della “prevenzione antimafia” sappia e voglia assumere un atteggiamento meno disattento ed attivo che metta in moto,peraltro,anche  le forze dell’ordine locali apparse finora alquanto impreparate ed inadeguate;

- un Supercommissariato della Polizia di Stato che unifichi gli attuali due Commissariati di Formia e di Gaeta ,dotato anche di una forte Sezione della Squadra Mobile e diretto da persona esperta in materia di lotta alle mafie;

-una Sezione della DIA con una ventina di uomini a Sperlonga o a Fondi;

-un Commissariato della Polizia di Stato ad Aprilia ed un altro nei Quartieri Q4 e Q5 di Latina capoluogo;

Per quanto riguarda i Carabinieri va istituita a Fondi,al posto della Tenenza,la Compagnia e lo stesso discorso vale per Gaeta,ma con una raccomandazione: si comincino ad assegnare ai rispettivi Comandi Ufficiali  possibilmente del ROS e,comunque,con un pò di esperienza in materia di contrasto alle mafie.

Giova ricordare a tutti che le inchieste in materia di criminalità organizzata si possono e debbono fare anche autonomamente  e senza attendere l’input e la delega delle DDA.

Mandando,poi,le informative a queste.

                    Ass.Caponnetto

In provincia di Latina la mafia torna a sparare.Quasi in contemporanea due diversi attentati a colpi di fucile a Latina e Gaeta.Avvocati sotto attacco,come in passato magistrati e poliziotti.la mafia alza il tiro e,sempre più baldanzosa,se la prende direttamente con lo Stato.Ministro Minniti,batta un colpo e si sbrighi a far istituire il Supercommissariato,con la Squadra Mobile, a Formia e la Sezione della DIA a Fondi o Sperlonga.Si sbrighi prima che la mafia assuma anche il controllo militare e politico,dopo quello economico ecc., del territorio.

FUOCO  A  GAETA    ,FUOCO A LATINA !

A COLPI DI FUCILE PROVINCIA DI LATINA IN FIAMME E NESSUNO VUOLE PARLARNE.

VERGOGNA  !!!!!!!

Nemmeno 24 ore di tempo l’uno dall’altro,due diversi attentati  a Gaeta e Latina.

A colpi di fucile.

La provincia di Latina,quella che Carmine Schiavone chiamava la “provincia di Casal di Principe” !

E  tale é,anche se i più si rifiutano di ammetterlo.

Per ignoranza,per collusione con i mafiosi o chissà per cos’altro!

Ed entrambi gli attentati riguardano avvocati,uomini della legge.

Come nel caso,qualche anno fa,della Giudice Aielli a Latina e,in precedenza,di qualche altro magistrato.

Sempre a Latina.

La criminalità mafiosa alza il tiro e se la prende con magistrati,avvocati e poliziotti.

Con la Legge.

Con lo Stato.

Quello che sembra inerte in provincia di Latina,dove la………….”mafia non esiste”………… e la Prefettura non fa una sola interdittiva antimafia a carico delle imprese mafiose delle quali pur si sente la puzza a mille chilometri di distanza !

Ministro Minniti,batta un colpo !

L’antimafia quaquaraquà

L’”ANTIMAFIA ” ????????????????……..

L’”ANTIMAFIA” QUAQUARAQUA’

Ha ragione Giulio Cavalli.

Dov’é l’antimafia?

E dove sono tutti le cosiddette icone della Legalità,gli organizzatori delle fiaccolate contro le mafie,tutti coloro che dicono di combattere le mafie stando dietro una tastiera e non sapendo nemmeno di cosa stanno parlando?

Dove stanno tutte queste persone ora che – dopo che una manina misteriosa , che,poi,tanto misteriosa non é ,ha cancellato la norma che consentiva all’ANAC di Catone di svolgere indagini autonomamente dalla magistratura sui soggetti in odor di mafia – dovremmo tutti scendere  in piazza ed inondare le scrivanie del Parlamento e del Governo di messaggi di protesta?

 

 

GIULIO CAVALLI 

 

 

 

Corruzione, mafie e malaffare hanno bisogno di una tensione tenuta sempre alta per essere combattute. La storia ci insegna che ogni volta che lo Stato (ma non solo, c’entra anche la tensione della società civile) hanno allentato la presa, più o meno consapevolmente, i poteri criminali ne hanno approfittato per assestare colpi che poi abbiamo scontato per anni.

Persi tra le sceneggiate popolari e populiste di queste settimane “l’affare Cantone” (con la sciagurata seduta del Consiglio dei Ministri da cui l’ANAC è uscita depotenziata) è stato messo nel cassetto delle ripicche come se non fosse il grave segnale che invece è: che sia stato per uno sgambetto (di Renzi o a Renzi) o per altro si tratta comunque di un attacco frontale (e pubblico) all’efficienza anticorruttiva dell’azione di governo.

Ieri Cantone, ospite di Giovanni Minoli, sulla nuova legge per gli appalti all’inizio è stata fatta “una rivoluzione copernicana” solo che poi “si è fatta retromarcia su molte cose e non si è data la possibilità di attuare il codice. Credo – ha detto Raffaele Cantone – che fosse una buona riforma e il fatto di andare avanti e indietro è un classico del nostro Paese. E ci sono tante opere incompiute. Il problema vero è che qualcuno ha pensato che bisogna consentire di realizzare opere pubbliche per smuovere l’economia ma non perchè servano davvero. E non smuovono nulla”.

In un Paese normale e responsabile, capace di riconoscere e rispettare le priorità, una dichiarazione del genere provocherebbe un terremoto politico, una sollevazione popolare e un unanime coro dalle associazioni impegnate nell’azione antimafia.

E invece niente.

Buon lunedì.

Le elezioni a Gaeta,nel basso Lazio, e l’avvento delle liste civiche dietro le quali ci si potrebbe nascondere di tutto

Le  elezioni a Gaeta,nel basso Lazio, e l’avvento delle liste civiche dietro le quali  ci  si potrebbe nascondere di tutto

NON E’ FACILE – ED E’ PERCIO’ STRESSANTE PERCHE’  LE NOTIZIE DEVI ANDARE A RACCOGLIERTELE DA TE  UNA PER UNA – OPERARE  SU UN TERRITORIO OMERTOSO QUALE E’ QUELLO DI GAETA E,PIU’ IN GENERALE,DELLA PROVINCIA DI LATINA E DEL BASSO LAZIO,DOVE PARLARE DI MAFIE  E’  UN TABU’ ED A FARLO SONO SOLO I RAGAZZI DEL M5S E  DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

 

Una campagna elettorale ,a Gaeta,sbiadita e nella quale si parla di cose effimere evitando  di affrontare ,nemmeno alla lontana,il problema dei problemi: quello della proprietà  del territorio che é in gran parte, ormai, di soggetti non più locali ,ma,al contrario, di gente venuta da altre regioni del sud,Campania e Calabria in particolare.

Con questo problema  é strettamente connesso un altro – non di certo secondario-  che riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza di probabili soggetti criminali appartenenti a clan e ndrine interessati ad accaparrarsi quel pò di economia che ancora é rimasta nelle mani dei locali.

Nessuno si é preoccupato finora di indagare sulla mappa delle proprietà,sulle residenze e sull’origine della montagna dei capitali investiti  in tutti i settori dell’economia,oltre che sulle probabili connivenze e complicità con gli attori di questi grossi investimenti.

Il problema dei problemi: quello della bonifica di un territorio gravemente compromesso e dove lo Stato sembra  aver alzato bandiera bianca.

Non se ne parla e non se ne vuole parlare ,in una babele di liste e listarelle civiche nelle quali,scomparsi i colori,non si  sa chi c’è e  chi  eventualmente potrebbe esserci dietro.

La “nuova” Associazione Caponnetto uscita dall’Assemblea generale degli iscritti del 9 aprile scorso a Roma

LA “NUOVA ” ASSOCIAZIONE CAPONNETTO VENUTA FUORI DALL’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI DEL 9 APRILE SCORSO A ROMA

 

Tre operatori di polizia – due Ispettori,uno della Polizia di Stato ed il secondo della Polizia Penitenziaria-,oltre ad un funzionario della Polizia di Stato peraltro con una lunga esperienza nella DIA e come dirigente di Commissariato,più quattro avvocati,due ex parlamentari,ed una quindicina di donne ed uomini che operano,impegnati in prima linea , in zone “calde” ed occupate dalle mafie a Palermo,Napoli,Roma,Bologna ed in altre città del Paese.

Il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale di un’Associazione che combatte in prima linea contro le mafie .

Questo é il  volto,ravvivato nell’Assemblea del 9 aprile scorso a Roma, di un’Associazione antimafia “Altro” ed “Alto”,come la Caponnetto,che basa tutto il suo essere e la sua attività su tre elementi fondamentali:

-l’INDAGINE,

-la DENUNCIA,

-la PROPOSTA.

Quindici anni di vita contrassegnati da decine di rapporti,di relazioni,di denunce all’Autorità Giudiziaria e da un’intensa,continua  opera di sostegno alla Magistratura inquirente ed alle forze dell’ordine,rifiutando qualsiasi sostegno,economico o di qualsiasi altra natura,dalle istituzioni ad evitare condizionamenti,oltre che possibili coinvolgimenti in fatti illegittimi di cui queste dovessero risultare eventualmente autrici o comunque coinvolte.

Autonoma da tutto e da tutti: Stato,partiti politici,gruppi di interessi e di affari.

Il profumo della Libertà e della pulizia.

Morale,intellettuale e nell’ azione.

L’ennesimo “tagliando”,come nelle autovetture, allo scopo di eliminare le parti usurate e rendere più efficiente e veloce la macchina.

La specificità dell’Associazione Caponnetto,nell’oceano di retorica nella quale affoga la maggior parte della cosiddetta “antimafia”  in Italia – retorica che ha favorito le mafie ed ha consentito ad esse di  rafforzarsi al punto da permettere loro  di impossessarsi quasi del tutto dei gangli vitali del Paese – è l’AZIONE.

FATTI E NON CHIACCHIERE:INDAGINE,DENUNCIA E PROPOSTA.

Senza indagine e senza DENUNCIA,nomi e cognomi,non è antimafia.

E’ un’altra cosa che non interessa all’Associazione Caponnetto.

“Altro ” ed “Alto”,nell’interesse ed al servizio della parte sana del Paese e dello Stato di Diritto.

Fatti e non chiacchiere!

Due possibili bocconi per la camorra a Gaeta?

DUE POSSIBILI BOCCONI PRELIBATI PER LA CAMORRA A GAETA

 

Di Gaeta pentiti,relazioni DIA e giornali seri ci hanno raccontatto tutto.

Dei traffici nel Porto,dei probabili collegamenti di questi anche con la vicenda dolorosa di Ilaria Alpi,degli “incontri”,degli investimenti di capitali,di tutto ciò,insomma,che é capitato finora.

Quello di cui non si parla,però,almeno fino ad oggi,é quanto potrebbe succedere da oggi in avanti.

Ed é proprio su questo che ,a nostro avviso,bisogna accendere i riflettori al massimo perché é ai cittadini che compete il compito di vigilare non potendo contare  sull’intervento della Magistratura la quale può intervenire solamente DOPO,quando cioé i danni eventuali potrebbero essere già stati fatti ed i buoi potrebbero essere  già scappati dalle stalle.

La Magistratura,infatti,non ha compiti di prevenzione che,invece,hanno i cittadini in primis e,oltre a loro,Prefettura e forze dell’ordine.

Ed é,quindi,a tutti e tre che ci rivolgiamo invitandoli a tenere bene gli occhi aperti perché nessuno domani possa dire “non lo sapevo”,”nessuno mi ha avvertito”.

Il nostro lavoro ci costringe ad essere estremamente attenti e  sospettosi e a dare importanza anche ai segnali che i più ritengono non rilevanti,indegni di attenzione.

Due sono gli elementi che destano in noi sospetti e perplessità sapendo come  di norma succedono i fatti e stanno le cose:

1) il primo é l’allarme lanciato dagli amici di Agit Prop della presenza a Gaeta di ” brutti ceffi”.Questi,come è noto,non girano a vuoto e non vanno alla ricerca di feste,festarelle,sole,mare,colline e bellezze naturalistiche o artistiche.Le loro “bellezze” sono altre:i soldi,il business,il malaffare,l’imbroglio,l’affare;

 

2) i silenzi ,in questa campagna elettorale,da parte di quasi tutte le liste in competizione,tutte “liste civiche” eccetto due – PRC e M5S-,sui due argomenti più importanti,quelli che segneranno il destino non solo di Gaeta ma di tutto il Basso Lazio,fino alla Capitale, ed anche del Molise ,fino all’Adriatico,

in sostanza di quasi tutta l’Italia Centrale:l’uso che si vuole fare dei suoli dell’ex vetreria a Serapo e di quelli dell’area portuale e a ridosso di questa,ad Arzano e del ruolo che si vuole assegnare al Porto.

Perché nessuno ne parla?

E non é che la presenza di “brutti ceffi” potrebbe essere vista in relazione ad eventuali progetti della camorra per rafforzare il suo controllo del territorio in una terra già definita da Schiavone “provincia di Casal di Principe” ?

Il 9 aprile prossimo Assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale.Si punta tutto sull’”effetto trascinamento” per dare vita ad una struttura sempre più valida,efficace,operativa al massimo ed utile al Paese.

EFFETTO……….TRASCINAMENTO

Il Sabatini Coletti così definisce  la parola “trascinamento” :” tra-sci-na-men-to.  Movimento impresso ad un oggetto tirandolo………;coinvolgimento,attrazione delle masse……..”……………..

In sostanza si tratta,nel  caso nostro,  dell’azione di attrazione, da parte di alcuni soggetti nei confronti di tutti gli altri,per stabilire il modus operandi ed i ritmi da imprimere alla corsa da noi prefissati.

Un gruppo di testa che “trascina” tutti gli altri.

Qualcuno potrebbe accusarci di voler trasformare l’Associazione in una sorta di “agenzia di investigazione”,in effetti snaturandola  rispetto al ruolo  ad essa affidata dai fondatori.

Niente di più inesatto in quanto noi siamo rigorosamente determinati a rispettare  il  ruolo deciso.

Vogliamo semplicemente renderci UTILI  al Paese,rifuggendo dalla retorica,dalla semplice retorica che non porta a nessuna parte,dando,invece, un senso,una concretezza alla nostra attività e tenendo conto delle esortazioni di Paolo Borsellino quando sosteneva che “è un errore imperdonabile il pensare che tutto il peso della lotta alle mafie debba gravare sulle sole spalle della magistratura e delle forze dell’ordine”.

La società civile DEVE assumere le sue responsabilità e “sporcarsi le mani” di fronte ad un fenomeno,quello mafioso e della corruzione, e non può restare a guardare, inerte ed alla finestra,la corsa al disastro del Paese.

Essa NON DEVE  diventarne coautrice.

Tutto qua !

Noi abbiamo un nemico potentissimo da combattere,le mafie,un nemico che rappresenta la più grande impresa del mondo e che,pertanto,rappresenta il Potere,quello che opprime i popoli ,ed il Potere non si combatte con la semplice retorica,con le chiacchiere,con la sfilate,con gli appelli,con le preghiere,le invocazioni,le bandiere in un teatro e consentendo,peraltro,a qualcuno anche di farci business o di costruirsi una carriera,politica , professionale o economica.

La mafia  di una specie di “antimafia”,che tutto é fuorché questa.

Noi siamo “Altro ” ed “Alto”,un pò come i corpi scelti che stanno in prima linea.

Questo E’ e DEVE sempre più essere l’Associazione Caponnetto.

Il nostro DOVERE é quello di onorare il nome che portiamo dando un senso a quello che facciamo,una direzione di marcia,delle coordinate:la difesa della Giustizia e dello Stato di diritto.

Con i fatti e non con le chiacchiere!

In 15 anni le abbiamo passate di tutte:minacce,attentati,insulti, richieste risarcitorie,blandizie,tentativi di infiltrazione e di strumentalizzazione ,azioni di destabilizzazione,atti di emarginazione.

Di tutto e di più.

Ma quelli che ci hanno scosso più di ogni altra cosa sono stati e sono l’indifferenza della  gran parte della gente,il suo senso di irresponsabilità  di fronte al problema dei problemi del Paese- quello delle mafie e della corruzione- ed anche a quello dell’avvenire dei propri figli e delle giovani generazioni.

Sia ben noto a tutti una buona volta per sempre che noi abbiamo ben chiaro il quadro della situazione nella quale si trova il Paese ed abbiamo studiato a fondo le direttrici di marcia da seguire per tentare di bloccare la corsa verso il precipizio.

Oggi le uniche istituzioni -parliamo di istituzioni e non di singoli componenti di esse – sulle quali poter far affidamento per salvare il Paese sono rimaste la Magistratura e ,su un livello inferiore a questa in quanto soggette anche ,purtroppo,al potere politico,le forze dell’ordine.

Ad esse,magistratura e forze dell’ordine,NON SAREMO MAI CONTRO perché sarebbe il suicidio del Paese e nostro stesso.

Ed abbiamo il DOVERE di aiutarle in ogni modo, prima di tutto a difendersi dagli attacchi della politica di cui sono  vittime quotidiane e,poi,nel lavoro difficile ed anche pericoloso che esse fanno momento dopo momento.

Con i fatti e non con le chiacchiere,stando,peraltro,alla finestra o semplicemente dietro una tastiera e basta.

Noi portiamo – non a caso – il Nome di un grande Magistrato che é stato,peraltro,il “papà” di Falcone e Borsellino ed i nostri riferimenti ideali sono in maniera rigorosa e ferrea a “quella” scuola ed a nessun’altra.

Noi siamo e VOGLIAMO essere sempre di più,pur con i nostri limiti e le nostre deficienze,”quelli”,gli allievi di “quei” Maestri.

I nostri Maestri; i LORO eredi spirituali e morali.

Nelle parole,ma ,soprattutto, nell’ AZIONE.

Falcone,Borsellino e Caponnetto o,se volete,Borsellino,Caponnetto e Falcone per rispettare l’ordine alfabetico,il trio,l’UNICO trio dei nostri riferimenti e delle nostre coordinate.

E della nostra direttrice di marcia.

Ecco perché “Altro” ed “Alto”.

Ecco perché FATTI  e non parole.

Ecco perché  INDAGINE,DENUNCIA  e PROPOSTA.

La mafia si combatte con i fatti e non con le chiacchiere.

Con l’INDAGINE,LA DENUNCIA  e la PROPOSTA.

E con persone,unite nell’Associazione e non da sole – come fa la mafia che ha capito l’importanza vitale dell’organizzazione – che sanno e vogliono fare INDAGINE  e DENUNCIA soprattutto.

Per aiutare la Magistratura a fare il proprio lavoro.

Il prossimo 9 aprile ,all’assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto a Roma,vogliamo darci una struttura organizzativa più adeguata e più confacente alla situazione drammatica nella quale ci troviamo ed  alle esigenze di un sodalizio consapevole di dover operare al fronte contro un nemico dalla potenza illimitata.

Persone serie,non fanfaroni e parolai,consapevoli,informate  e motivate,dotate di senso dello Stato di diritto e non mosse da interessi  ed ambizioni personali,e,soprattutto,abituate al combattimento:poliziotti,Testimoni di Giustizia,avvocati e donne ed uomini temprati alla lotta e capaci di operare nelle prime linee.

Il gruppo di testa,quello che dà il ritmo della corsa e stabilisce  velocità ,metodi,tecniche e strategie.

Il gruppo che “TRASCINA” tutti gli altri.

Che Dio lo assista!

La nave affonda e l’orchestra continua a suonare………….Un mondo di ossimori!

UN MONDO DI OSSIMORI………

 

….,ferreo,granitico,ormai ossidato e difficile,pertanto , ad intaccare,soprattutto se non hai i supporti morali e materiali di un tessuto sveglio e combattivo,di un popolo che non sia in letargo , indifferente ed insensibile ai problemi reali del Paese.

Un Paese divorato dalla corruzione e dalle mafie alle quali si aggiungono e fanno loro da spalla l’indifferenza,l’insensibilità  e l’ ignoranza di gran parte della gente.

Morbi letali che corrodono lo Stato e la società e perpetuano il sistema feudale vassalli-valvassori.

“O sistema”.

Il sistema che sopravvive – e che sembra,anzi,rafforzarsi -  anche di fronte  al tintinnio ininterrotto  delle manette ad opera di chi ancora crede nella Giustizia.

L’assioma,pur condivisibile sul piano teorico,di chi sostiene che solo con l’educazione  e la formazione delle giovani generazioni si può sperare nella salvezza,mostra le sue crepe ,su quello pratico,  nella constatazione dell’assenza di sintonia fra le varie agenzie educative.

La famiglia in primis, e,poi,la società,la scuola,la chiesa,i partiti,le associazioni,i movimenti,la realtà quotidiana.

In un mondo generalizzato di sovvertimento dei valori positivi,le parole e  gli insegnamenti di pochi restano inascoltati ed inapplicati.

Se ne rendono conto ,senza alcuna difficoltà,pedagogisti  ed educatori vari,i cui ruoli e la cui opera diventano sempre più gravosi ,ma,purtroppo,in gran parte infruttuosi.

Si semina 100 per raccogliere,sì e no,10.

Si predica giustizia e si assiste al dilagare dell’ingiustizia.

Pochi  invocano amore e solidarietà e si riscontrano nei più  odi ,divisioni,egoismi , razzismo.

In questi giorni siamo impegnati in alcune operazioni delicate e complesse per tentare di scardinare “‘o sistema”su un territorio abbastanza importante  e non potete nemmeno immaginare le difficoltà e gli ostacoli che ci vengono frapposti in ambienti che pur non dovrebbero essere a noi ostili.

Quello che più ci sconcerta e ci addolora,però, non é tanto questo,quanto,soprattutto,la solitudine nella quale veniamo sistematicamente a trovarci,ogni volta che  ci accingiamo ad affrontare una battaglia difficile.

Tutti piangono,tutti si lamentano,ma il vecchio detto “armiamoci e partite” é sempre valido per i più………..

Meglio,pensano questi, continuare a stare alla finestra a guardare.

E’ questa ,purtroppo la regola della maggioranza della gente di un Paese alla deriva.

La nave affonda ma l’orchestra continua a suonare.

Una grossa campagna di distrazione di massa in terra di camorra e ,forse,anche di ndrangheta.Siamo a Gaeta ed in provincia di Latina.

SUVVIA,ALZIAMO UN PO’ IL LIVELLO DEL DIBATTITO SU QUALE FINE VOGLIAMO FAR FARE AL SUD PONTINO,ALLA PROVINCIA DI LATINA  ED A GAETA IN PARTICOLARE,SE SVENDERLI DEFINITIVAMENTE A CAMORRA (E NDRANGHETA ? ) O RESTITUIRLI ALLE COMUNITA’ LOCALI.

 

 Si parla dell’”arrivo” anche di “calabresi” e nessuno si preoccupa  di  andare a vedere di cosa e di che gente si tratta.

Qua si corre il rischio di far alzare allo Stato bandiera bianca di fronte alle mafie  e di cedere definitivamente e completamente ad esse il territorio.

Siamo alle porte della Capitale d’Italia ed un caposaldo mafioso in prossimità della cintura di questa può costituire una sorta di breccia di Porta Pia per l’accesso a questa e per la sua completa occupazione.

Come se questa,la Capitale,non fosse già abbondantemente occupata !!!!!!!!!!…….

Non si tratta di bruscolini ma di cose serie.

Molto serie.

Allora ,suvvia,mettiamoci di buona lena,cari parlamentari,consiglieri regionali,dirigenti politici vari e cittadini responsabili ed alziamo il confronto sui problemi reali di questo territorio.

Stiamo seguendo con apprensione l’andamento delle cose a Gaeta perché per i motivi che ci stiamo sforzando di evidenziare la consideriamo il (non uno,ma il ) “motore” al centro del sistema pontino.

Troppi silenzi,troppo finto disinteresse su quella città e su quel territorio,sia dall’interno che dall’esterno.

E questi,silenzi e finto disinteresse,sono i primi elementi che ci insospettiscono,sapendo molto bene  fatti pregressi e chissà se ancora non attuali come noi temiamo.

Altro sospetto é quello rappresentato dal fiorire ad ogni pié sospinto di liste civiche,composte sicuramente da persone pulite ed in buonafede,ma che in qualcuna delle quali potrebbe inserirsi qualche elemento che tale non lo è.

Sospetti,timori,supposizioni,per carità,ma,con i tempi che corrono e con gli ambienti che caratterizzano la zona,non si sa mai.

C’é in corso,altro elemento sospetto,una campagna di distrazione dalla realtà con un profluvio di racconti e raccontini ,favole e favolette,della nonnina,su storie passate,sulle bellezze, e,poi,con tanti,tantissimi re,regine,marchesi,papi,luminarie e tarantelle  che ti sbattono in faccia ad ogni angolo di strada,senza tener conto del fatto  che

 i soggetti di cui stiamo parlando non vanno in quella città e in quell’area per godersi il sole , il  mare e le bellezze naturalistiche e storiche.

E’ gente……non “intranea” a questi temi ed a queste suggestioni,ma a ben altre che sembra difficile far entrare  nei cervelli ottenebrati e più sensibili ad altre culture, per non dire subculture,ad altri modi di vedere,pensare  ed agire.

Continuando,non ci piace affatto la ….”parcellizzazione ” che si sta facendo dei temi ,visto ognuno a se stante,senza alcuna connessione con gli tutti gli altri della città e,cosa ancor più importante,del territorio ,del comprensorio,della regione e di più regioni.

Il porto,la sua qualificazione e l’utilizzo delle vecchie aree industriali dismesse,a cominciare da quelle di Arzano e di Serapo.

Perché di queste si tratta e pare che non se ne  voglia parlare,pur di fronte al rischio di una grossa,veramente grossa, ……..pappata.

Perché ?

Perché???????????????

La madre di tutte le battaglie per quanto riguarda un’area sensibile,particolarmente sensibile.

 

Ohibò!

Le dichiarazioni desecretate di Carmine Schiavone sui rifiuti

Leggere QUI

Il 9 aprile a Roma assemblea degli iscritti dell’Associazione Caponnetto.

DOMENICA 9 APRILE UNA RINNOVATA E PIU’ FORTE ASSOCIAZIONE CAPONNETTO

 

Il sogno di tanti anni trascorsi nell’inquietudine,nelle ansie,nelle paure

di non potercela fare a dare un volto sempre moderno,sempre più marcato ed  aggressivo all’Associazione prima di prepararmi a cedere il passo.

Il sogno di lasciarla in  mani sicure,affidabili,a menti e cuori capaci di restare coerenti con i valori ed i fini che sono alla base  del suo essere.

Cuori e menti determinati ad anteporre gli interessi del Paese e della collettività a quelli personali,consapevoli appieno del valore e della nobiltà della missione che liberamente abbiamo voluto darci nel nome di una Persona che ha dato lustro al Paese e che non ci sentiamo di tradire.

Costi quel che costi.

Anni di lavoro intenso,di osservazione attenta e silenziosa,di valutazione,di giudizio dei singoli a mò del conducente di un’autovettura impegnato a sottoporla ad una revisione costante per mantenerla sempre efficiente e sicura e preservarla da guasti e sconquassi.

Il nostro é un cammino difficile,complesso,anche irto di pericoli vari e che richiede,pertanto, grandi capacità e grandi doti.

Morali soprattutto ,perché l’interesse collettivo deve sempre prevalere su quello personale.

Il Paese é in pericolo,lo Stato di diritto é attentato minuto dopo  minuto da orde potenti  e numerose di delinquenti,di mafiosi,di ladri che dall’interno e dall’esterno lo assalgono per demolirlo dalla fondamenta  e noi non possiamo consentirci nemmeno il più piccolo errore,sia sul piano strategico che su quello tattico,che potrebbe agevolare l’opera dei criminali.

Grande senso di responsabilità,senso dello Stato ( quello vero e non lo stato-mafia),piena consapevolezza del pericolo che questo corre,spirito di sacrificio e rinuncia al bene personale a vantaggio di quello generale.

Non é ,questa,roba da tutti,purtroppo.

Quando noi diciamo “Non tocchiamo la magistratura perché questa é rimasta l’unico presidio a difesa della legalità e della giustizia in questo Paese sfortunato”,lo facciamo non per spirito di parte,corporativo o altro,ma solo perché questa é la verità.

Possiamo trovare  anche il singolo magistrato corrotto ed incapace ,che ti condanna ingiustamente ( anche chi scrive ne é rimasto vittima come tanti altri che fanno il nostro lavoro,giornalisti,ecc),ma l’istituzione é sana.

E,per noi,sacra!

Ed é per questo che abbiamo il dovere morale e civile di stare al suo fianco e di difenderla dagli attacchi dei criminali e degli sconsiderati.

E di sostenerla ed aiutarla.

Con i fatti e non con le chiacchiere,fornendole ogni supporto,piste,indicazioni,suggerimenti,notizie,nomi e cognomi.

Se non facessimo questo non avremmo alcuna ragione di esistere.

La lotta alle mafie non si fa con gli slogan,con gli appelli e le preghiere ,con le parate,con le elucubrazioni storiche o sociologiche,con le commemorazioni ed i racconti della nonnina dei fatti già avvenuti ,facendosi magari pagare lautamente da istituzioni che poi potrebbero rivelarsi corrotte e mafiose,ma con nomi e cognomi e contrastando coloro che eventualmente volessero farti deviare dal percorso che abbiamo scelto.

INDAGINE,DENUNCIA E PROPOSTA.

Questo é il motto dell’Associazione Caponnetto e questo DEVE restare.

Per sempre.

Chi vuole venire DEVE saperlo.

Come deve sapere anche che noi misuriamo sul campo i singoli e non ci lasciamo suggestionare politicamente da nessuno perché ,”venendo da lontano,molto lontano” come chi scrive,sappiamo molto bene che nessuno,da sinistra a destra,fatta qualche rarissima  eccezione,� esente da colpe e responsabilità gravissime.

Abbiamo attraversato un momento delicato e che ci ha obbligato,per evitare anche alcuni gravi rischi,ad un’opera di ristrutturazione interna quasi radicale.

A noi servono persone che siano in possesso delle qualità indicate sopra,persone che chiacchierino il meno possibile e che lavorino.

Lavorare significa INDAGARE,FORNIRCI NOTIZIE significative e utili per i magistrati.

Il Consiglio Direttivo che ci accingiamo ad eleggere Domenica 9 Aprile prossimo a Roma sarà composto,oltre che da alcuni vecchi iscritti che hanno rivelato negli anni grandi capacità sia organizzative che investigative,da alcuni rappresentanti in servizio delle forze dell’ordine,da alcuni parlamentari ed ex parlamentari,da qualche Testimone di Giustizia,da avvocati e da tante donne impegnate ed abituate a stare in prima linea.

“Gente tosta”,come sul dirsi ed esperta.

Una macchina da guerra.

Al servizio del Paese,dello Stato di diritto e della gente onesta.

Come é stata e vuole essere sempre di più l’Associazione Caponnetto. 

                Elvio Di Cesare

Il processo Cosentino .Parte civile l’Associazione Caponnetto

A Gaeta nessuno parla di mafia.Si naviga nella nebbia più assoluta

GAETA,IL CORE BUSINESS,IL CENTRO MOTORE ,LA CENTRALE OCCULTA  DI REGIA  DEL TERRITORIO PONTINO,REGREDISCE ANZICHE’ CRESCERE

Gaeta,il luogo della “trattativa” secondo i “pentiti” e la stampa meglio informata campana,locomotiva  dell’occupazione mafiosa della provincia di Latina e del Basso Lazio.

La città dove sembra proibito parlare di mafia perché tutto deve apparire soft,obnubilato,”pulito”,anche se tale non é per una presenza radicata .silenziosa ma  pervasiva di gente venuta da talune regioni del  sud e dell’investimento di capitali sulla cui “origine” nessuno ha voluto finora indagare.

Eppure se si va in un palazzo,un qualsiasi palazzo,in una villa,in un supermercato,in un bar,nell’area del porto,su un terreno ,dovunque insomma,non si sente più parlare il dialetto gaetano,ma,al suo posto,si sente parlare “napoletano” e da qualche tempo anche “calabrese”.

Certa cultura  del sud,inoculata  intelligentemente per anni e caparbiamente,ha prodotto i suoi risultati e la linea della palma é salita .

Oggi il territorio é quasi per intero occupato ed i cittadini gaetani – come quelli romani che storicamente avevano scelto una delle antiche  perle del Tirreno come dimora per le vacanze- sono scappati verso altri lidi ed altre terre lontani e vicini.

Il territorio di Gaeta non é più dei cittadini gaetani.

Come si fa in una situazione del genere a parlare di programmi se il territorio non é più tuo ma di “altri” nessuno te lo spiega.

E come si fa a non parlare di questo nessuno si azzarda a dirtelo.

Tabù,silenzio ,il “padrone” non lo consente.

Gaeta – e l’intero Basso Lazio – sono sempre di più “provincia di Casal di Principe”,ma nessuno vuole ammetterlo e nessuno lo dice.

Si naviga nelle nebbie.Le più fitte.

Il nostro orgoglio di essere l’Associazione Caponnetto. “Altro ed Alto”

NOI SIAMO L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO!
L’ORGOGLIO DI APPARTENERVI .
LA NOSTRA “DIVERSITA’ “CHE STA ALLA BASE DEL NOSTRO MOTTO “ALTRO ED ALTO”.
ABBIAMO VOLUTO FORTISSIMAMENTE SCEGLIERE LA STRADA DI RAPPRESENTARE L’EREDITA’ MORALE E SPIRITUALE DI QUELLE ECCEZIONALI PERSONE – FALCONE,BORSELLINO,CAPONNETTO ED ALTRE,IL FAMOSO POOL DI PALERMO – CHE HANNO SEGNATO IL PUNTO PIU’ ALTO E NOBILE DELLA STORIA RECENTE DEL PAESE,PER DARCI UNA IDENTITA’ CHE CI COLLOCA AL DI FUORI ED
 AL DI SOPRA DEGLI SCHEMI TRADIZIONALI DELLA COSIDDETTA “ANTIMAFIA”.
ANCHE IL NOSTRO MODO DI AGIRE E’ “DIVERSO”:
NIENTE FINANZIAMENTI DA PARTE DELLE ISTITUZIONI CHE SPESSO SI RIVELANO IN PARTE CORROTTE E CONTIGUE ALLA MAFIA PER EVITARE CONTAMINAZIONI E TUTTO BASATO SU TRE ELEMENTI FONDAMENTALI ED INSCINDIBILI:
INDAGINE,
DENUNCIA,
PROPOSTA .
IL DOVERE DI OGNI CITTADINO PERBENE E’ QUELLO DI AIUTARE ,CONCRETAMENTE E NON SOLO A PAROLE ,MAGISTRATURA E FORZE DELL’ORDINE NELLA LOTTA CONTRO IL MALAFFARE ED IL CRIMINE ORGANIZZATO.
SENZA INDAGINE,DENUNCIA E PROPOSTA NON SI HA RAGIONE,PER UNA VERA ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA, DI ESISTERE.
NON A CASO ABBIAMO VOLUTO COME NOSTRO PRESIDENTE ONORARIO E CAPO DEL NOSTRO UFFICIO LEGALE,ALFREDO GALASSO,UN’ICONA DELL’ANTIMAFIA MILITANTE ,UN PRINCIPE DEL FORO IN TUTTI I PIU’ GRANDI PROCESSI CONTRO LA MAFIA IN ITALIA,MA ,SOPRATTUTTO,UNO DEI POCHI COMPONENTI RIMASTI DI QUELLA SQUADRA CHE FACEVA CAPO APPUNTO A FALCONE,CAPONNETTO E BORSELLINO E CHE HA SCRITTO LA STORIA RECENTE DEL NOSTRO PAESE.
IL RISPETTO E LA STIMA DI CUI GODIAMO NEGLI AMBIENTI PIU’ QUALIFICATI E RESPONSABILI NAZIONALI – RISPETTO E STIMA CHE CI GRATIFICANO DEI TANTI SACRIFICI E PERICOLI CHE ALCUNI DI NOI FRA I MAGGIORI RESPONSABILI HANNO AFFRONTATO ED AFFRONTANO OGNI MOMENTO – SONO IL FRUTTO DELLA NOSTRA,PIU’ RIGOROSA ONESTA’ INTELLETUALE E MORALE,DELLA NOSTRA ATTIVITA’ QWUOTIDIANA, OLTRE CHE DELLA NOSTRA STORIA.
UNA STORIA NON COMUNE E NON DI TUTTI.
ECCO ANCHE PERCHE’ NOI CHIEDIAMO A CHI INTENDE ADERIRE ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO ESTREMO RIGORE MORALE ED INTELLETTUALE,RISPETTO DELLA NOSTRA STORIA E DEI NOSTRI PRINCIPI ED AZIONE CONTINUA.
AZIONE , NON CHIACCHIERE E,IN PARTICOLARE, MASSIMA AUTONOMIA DA SCHEMATISMI DI NATURA IDEOLOGICA E PARTITICA.
LA POLITICA DIVIDE E NOI DI TUTTO ABBIAMO BISOGNO PER COMBATTERE LA MAFIA – CHE E’ UNITA E COMPATTA – FUORCHE’ DELLE DIVISIONI.
PAROLAI,SALTIMBANCHI,OPPORTUNISTI,AFFARISTI E DOPPIOGIOCHISTI NON POSSONO TROVARE SPAZIO IN UN’ASSOCIAZIONE QUAL’E’ LA NOSTRA.
A NOI SERVONO PERSONE SERIE,CHE SIANO FEDELI INTERPRETI DELLA NOSTRA STORIA E DEI NOSTRI VALORI – CHE SONO,RIPETIAMO,QUELLI DEI MAGISTRATI DEL POOL DI PALERMO IN QUANTO NOI ABBIAMO SCELTO DI ESSERE ,PUR CON I NOSTRI LIMITI, GLI EREDI DIRETTI DI QUELLA STORIA – ED ESTREMAMENTE ATTIVE NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE ED ALLE MAFIE.
IL NOSTRO ORGOGLIO DI ESSERE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO !!!

Oplà! La mafia non c’é !

COME VA A FINIRE IN FUMO UN’INDAGINE A CARICO DI UN’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA.

QUANDO NOI PARLIAMO DI ” PREPARAZIONE” E DI “QUALITA’” PIUTTOSTO CHE DI “QUANTITA’”……….

 

 

All’inizio dell’ attività dell’Associazione  Caponnetto,una quindicina anni fa circa ,indagando sulla penetrazione mafiosa in alcuni territori,un amico avvocato ci fece rilevare uno dei modi per mandare in fumo un’indagine.

Stavamo seguendo alcune piste in materia di abusivismo edilizio in un comune di certe dimensioni dove avvertivamo puzza di una forte penetrazione mafiosa.

Si trattava di  un comune di una certa importanza e  ci accorgemmo di trovarci di fronte ad una serie contemporanea di inchieste in materia di abusivismo edilizio che ci portavano per lo più agli stessi protagonisti.

In effetti si era verificato  che ,a fronte di un fenomeno di forte abusivismo edilizio che aveva devastato un territorio,facendo le visure camerali delle  imprese che ne erano state le autrici,rilevammo di trovarci davanti a pochissimi nomi.

La cosa ci insospettì ed andammo oltre.

Accendemmo una serie di riflettori,cercando di raccogliere qua e là il massimo possibile di notizie in un ambiente come al solito omertoso ed alla fine di una ricerca che ,malgrado ciò,durò pochissimo tempo, rilevammo che non solo quelle pochissime imprese- 2 o 3 – che avevano realizzato le opere su proprietà spezzettate con astuzia venivano dalla Campania o,comunque,erano collegate alla Campania,ma che anche il materiale utilizzato ed il personale impiegato avevano la stessa provenienza.

Per non parlare,poi,dei progettisti e dei direttori dei lavori che erano stati gli stessi 2 o 3.

Ditte,materiale,personale avevano la stessa provenienza mentre i tecnici,pur essendo nativi o comunque insediati da tantissimi anni nella città e nel suo territorio,avevano lavorato alle dipendenze di quelle imprese.

Tutti lavori di privati,su proprietà private e dove il Comune non c’entrava  niente,ma che in sostanza avevano visto i vari proprietari passare attraverso le medesime strettoie.

Nessuno colse questo aspetto e ci fu una frammentazione delle indagini al punto che non si colse il vincolo associativo.

Sanatorie e prescrizioni,poi, avevano fatto il resto e,oplà,con un solo colpo, gli imprenditori locali erano stati fatti fuori,le imprese locali furono costrette a sparire e “casertani” e “napoletani” erano entrati, da padroni, nel tessuto economico e sociale del territorio.

L’invasione ha avuto inizio così,insieme ad un altro fenomeno che é stato quello dei domicili coatti di gente proveniente sempre da oltre il Garigliano,dalle aree,cioè,del sud.

Un qualsiasi inquirente che avesse un minimo di acume e di esperienza si sarebbe subito accorto del fenomeno della “frammentazione” – o “parcellizzazione ” che dir si voglia- delle indagini,una parcellizzazione che porta sempre alla non individuazione del “vincolo associativo” e,conseguentemente,all’andata in fumo,anche a causa di una legislazione carente,degli impianti accusatori.

La grandezza ed il valore del “pool” pensato e realizzato, per mettere tutti contemporaneamente nelle condizioni di sapere le stesse cose e di avere una visione di insieme dei vari problemi , dai grandi magistrati di Palermo ai tempi di Chinnici,Caponnetto,Falcone , Borsellino,Guarnotta ecc. e che ha portato al maxiprocesso che rappresentò una grande,storica vittoria contro la mafia; maxiprocesso  che noi dell’Associazione Caponnetto ,insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Consiglio Nazionale Forense,che ci ispiriamo a quella storia e a quegli Uomini,abbiamo voluto non a caso ricordare il 14 e 15 scorsi nell’Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione con la partecipazione del Ministro Orlando,della Presidente Bindi,del Presidente Grasso,con Alfredo Galasso e con i Procuratori di mezza Italia ,a cominciare da Pignatone di Roma,Lo Voi di Palermo e tanti altri.

Una storia che vogliamo nuovamente ricordare e celebrare con un altro grande convegno in preparazione in un’altra importante località d’Italia per i prossimi mesi con la partecipazione sempre di Alti Magistrati ed Autorità varie.

“Altro” ed “Alto”.

Ieri pomeriggio,a conclusione di una lunga turnè che ci ha portato per l’intera giornata  in 4 diverse località ,avendo appreso di un incontro del M5S in piazza a Sperlonga che vedeva gli interventi di un parlamentare della Commissione Parlamentare Antimafia,di un secondo del Parlamento Europeo e di un Consigliere della Regione Lazio,abbiamo voluto assistervi,ovviamente da semplici spettatori ad evitare,com’é doveroso per ogni associazione antimafia seria ed operativa, di apparire  schierati da una parte o dall’altra politiche.

Tale incontro si é svolto nella piazza centrale della cittadina,di fronte al Comune ed alla Chiesa centrale e il tema era quello che riguarda tutta la “vicenda Sperlonga” con  gli arresti e le inchieste in corso e di cui tanto ha parlato e sta parlando la stampa sia locale che nazionale.

La piazza dell’incontro dista dall’abitazione del povero Benito di Fazio 15-20 metri e noi abbiamo sentito il bisogno di ripassare e fermarci,con le lacrime agli occhi,davanti a quel portone sulla cui facciata apparvero quelle frasi minacciose nei suoi confronti che ci sconvolsero il cuore e il cervello.

Pochi secondi,per risentire ,in silenzio nelle nostre orecchie, le parole che ci disse,un paio di giorni prima di quella maledetta giornata che  ce  lo ha portato via per sempre:

“Alla prossima riunione del Consiglio Direttivo dobbiamo decidere di andare dal Ministro Orlando e dal Procuratore Generale per chiedere loro un intervento per la parcellizzazione delle indagini su Sperlonga.Telefona a Galasso per dirgli  di cominciare a chiedere gli appuntamenti perché sai che sta succedendo ? La frammentazione delle inchieste:una sull’albergo,un’altra sul piano integrato,una terza sul porto,una quarta su Bazzano ed una quinta sui Casalesi. Così salta il vincolo associativo e  con le prescrizioni e senza questo finisce tutto  a tarallucci e vino.”.

Siamo andati nella piazza ed abbiamo ascoltato ,da un angolino ,D’Uva , Castaldo ,la consigliera regionale e tutti gli altri ,ma con  le parole di Benito ancora nelle orecchie e con la promessa rinnovata di non deluderlo ora che ci sta guardando  da un’altra dimensione.

Siamo ritornati tardi alla base stanchi fisicamente e con il cuore gonfio di commozione e di rabbia.

…..E con la notte trascorsa,insonne e con gli incubi !!!!!

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