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L’Italia ,un paese in piena “anomia” ?

 

 

L’”ANOMIA”  DI   DURKHEIM………………..

 

 

 

E’ il termine esatto  che si può utilizzare in Italia,il Paese in cui le istituzioni si stanno dissolvendo  a causa di una sfiducia  generale  che sta allontanando sempre di più il paese reale  da quello legale .

Gli unici a riscuotere ancora la fiducia della maggioranza degli italiani  restano Papa Francesco e la magistratura.

I viaggi di recente fatti da Renzi   in Calabria , in Sicilia ed anche in alcune località del nord  del  Paese ci  hanno  reso evidente una situazione  davvero esplosiva che sta preoccupando notevolmente le menti responsabili e non obnubilate.

Dovunque  sia andato  il nostro Presidente  del Consiglio é stato accolto  accolto da accese  contestazioni,al punto da vedersi costretto ad entrare  dalle porte secondarie .

E non da parte  dei  soliti incappucciati e dai gruppi estremistici,ma dalle categorie sociali,operai ,pensionati,insegnanti,disoccupati,precari.

Per non  parlare,poi,di tutti coloro,poliziotti,carabinieri,finanzieri,militari, che,pur non potendo scendere in piazza a manifestare,fanno pervenire un giorno sì e l’altro pure ,attraverso i comunicati dei loro sindacati e delle loro rappresentanze,segnali  preoccupanti del loro profondo malcontento e della loro rabbia per gli stipendi di fame che lo Stato corrisponde a chi ,per tutelare la sicurezza del Paese e di ognuno di noi,mette ogni momento a repentaglio la propria vita e quella dei propri cari per una retribuzione  che si aggira intorno ad una media di 1300-2000 euro al massimo, partendo  dall’appuntato e finendo al maresciallo.

Non vogliamo,poi,nemmeno parlare del “problema giovani” di fronte ai quali  c’é solo la prospettiva di andare all’estero per   fare ,con una laurea in tasca,i camerieri o i lavapiatti in un ristorante di Londra , di Sydney.di Boston o addirittura di Pechino o di Tokyo.

Un Paese,insomma ,ridotto alla disperazione ,con milioni di persone che non sanno come sbarcare il lunario e,peraltro, flagellato da corruzione e mafie.

E con alle porte – e speriamo che siano solo alle porte e non addirittura già dentro  casa – migliaia  di fanatici terroristi  pronti ad entrare in azione per innescare i loro ordigni di morte e mandare in fiamme il Paese.

Questa é la realtà drammatica nella quale hanno ridotto il Paese,una realtà di cui tutti noi cittadini perbene dobbiamo prendere coscienza.  

Piena coscienza !

Non vogliamo con questo  disseminare disperazione ,ma,al contrario,elementi di completa  consapevolezza  perché é solo da questa e con questa  che possiamo ripartire  per suscitare un sussulto di dignità e di orgoglio per non far  cadere il Paese  definitivamente nelle mani dei mafiosi e dei ladri ,trasformando irreversibilmente  lo Stato di diritto che ci hanno lasciato ,con i loro sacrifici ed il loro sangue, i nostri genitori in uno stato criminale ,come  in altre parti del terzo mondo.

Sarebbe la morte non solo nostra,ma soprattutto dei nostri figli e nipoti che avrebbero,pertanto,tutti i diritti per maledirci nelle nostre tombe.

Il salto di qualità e le “trasformazioni” dell’Associazione Caponnetto.Sempre di più “altro” ed “alto”,contro le mafie ed i corrotti.

IL  SALTO DI QUALITA’  E LE ” TRASFORMAZIONI “  DELL’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO  IN ITALIA

 

Da piccola Associazione provinciale,quale eravamo quindici anni fa ,poi regionale ed infine nazionale,l’Associazione Caponnetto  é ormai una delle poche,più efficienti,prestigiose,qualificate,rispettate  ed anche temute Associazioni antimafia d’Italia fino a meritare  ,fra le 5 citate nel servizio di Federica Angeli sull’Espresso da noi pubblicato giorni fa,la qualifica di “affidabile”  da  parte del Procuratore Nazionale Antimafia Dr.Franco Roberti.

Magistrati del livello di Antonio Esposito,grandi principi del foro e professori universitari  a livello nazionale come Alfredo Galasso,giornalisti d’inchiesta  come Rita Pennarola,la grande ed amata Rita,e Andrea Cinquegrani,parlamentari come Cristian Iannuzzi  e tanti,tanti altri ,avvocati,professionisti,militanti di ogni categoria sociale  e quanti altri,tutte persone qualificate,motivate ed attive,combattenti di prima linea,ne rappresentano l’ossatura.

Ne siamo orgogliosi e questo ci ripaga dei tanti sacrifici,dei tanti pericoli,delle tante sofferenze da noi patiti e corsi,senza aver chiesto ed accettato mai un solo euro dallo Stato e dalle istituzioni.

Sempre in piena solitudine,provocati,insultati,minacciati,discriminati,talvolta anche denunciati da gaglioffi e lestofanti,ma sempre usciti indenni ed a testa alta.

Soldi,tanti soldi,provenienti dalle tasche di qualcuno di noi,sottratti alla propria famiglia.

 

Notti insonni,paure sofferte,pericoli di ogni specie superati fino a farci diventare “Altro” ed “Alto”.

Il motto di cui possiamo,oggi,andare fieri e che ci prepara ad un passaggio di consegne cui freneticamente pensiamo sempre di più.

Una trasformazione genetica,un salto all’insù di cui andiamo fieri,che ci ha consentito di selezionare un personale dirigente di primissimo ordine.

Lo abbiamo sempre detto,in maniera   determinata a chi voleva convincerci del contrario: ad un’Associazione seria,combattiva,di prima linea  e che porta un nome prestigioso come il nostro non servono gli eserciti scombinati e raccogliticci.  Servono,invece,plotoni  di persone ben motivate,serie,combattive,combattenti appunto e non quaquaraquà,che studiano il nemico e lo attaccano alla baionetta. Nelle  sue trincee,al cuore,scombinandone le fila.

Ad eserciti numerosi , dilaganti e bene armati e ricchi,quali appunto sono quelli dei mafiosi e dei corrotti in Italia,non si riuscirà mai a contrapporre,considerata l’ossatura di una società civile omertosa e vile, eserciti altrettanto numerosi e potenti.

Ci siamo riusciti e ci stiamo riuscendo sempre di più,con l’aiuto del nostro entusiasmo,della nostra onestà,del nostro senso dello Stato di diritto e della democrazia,dell’amore che nutriamo per i nostri figli,i nostri nipoti e le giovani generazioni tutte e – scusate la franchezza estrema,condivisibile o meno da parte di chi ci legge -,con l’aiuto soprattutto delle nostre preghiere e di Dio.

Oggi non ci resta che qualificare ed amplificare sempre di più  il nostro impegno ed il nostro lavoro al fine di  diventare ancor di più ,sempre ancor di più,uno strumento efficace e forte al servizio e di supporto leale e collaborativo  delle forze sane del Paese , dello Stato di diritto,contro le mafie ed i corrotti.

Un clima torbido di minacce,attentati,violenze ed omicidi,tutti rimasti senza una risposta,turba la provincia di Latina.Ma cos’é che determina il clima di una evidente impunità?

UN CLIMA TORBIDO DI VIOLENZE ,DI MINACCE E  DI OMICIDI  AFFLIGGE LA PROVINCIA DI LATINA,SENZA CHE SIANO STATI MAI  TROVATI RESPONSABILI E MANDANTI.

SI PUO’ ANDARE AVANTI COSI’?

 

 

 

 

- Nel 1990  è stato ucciso ad Aprilia  l’avv.Mario Maio;

- nel 1995  é stato ucciso  a Borgo Montello di Latina ( a quattro passi anche da Aprilia) il Parroco Don Cesare Boschin;

- nel 1998  é stato ucciso  a Sabaudia l’avv.Enzo Mosa;

- nel 2013,dopo  essere rimasto vittima di alcuni  attentati e minacce,si é dimesso dalla carica di assessore alle Finanze del Comune di Aprilia ed ha abbandonato la vita pubblica,Antonio Chiusolo;

- sempre nel 2013 ed ancora una volta ad Aprilia é stato preso a sprangate  il consigliere  comunale Pasquale Di Maio,delegato al turismo,al quale sono stati applicati  una ventina di punti di sutura per le ferite riportate.

Mai che  si siano scoperti cause,autori  e mandanti.

Misteri che  durano da  anni,da decine di anni e che probabilmente dureranno  per sempre.

Come misteri permangono sulla  “provenienza”e sulla pulizia di tonnellate di capitali investiti e che continuano ad essere investiti  in una provincia,quella di Latina,in completa svendita a vantaggio  di clan,ndrine,cosche  di tutte le specie e di tutto il mondo.

Ci vogliamo fermare qua,senza,però,tralasciare di ricordare le sprangate subite appena pochi mesi  fa da un sottufficiale della Guardia di Finanza a Cisterna,al confine con Aprilia,che indagava  su alcune cose  riconducibili  probabilmente  anche all’inchiesta “mafia Capitale”.

Diteci voi se non ci sono ragioni per stare preoccupati e per domandarsi il perché in provincia di Latina le mafie si sentono  libere di fare il bello e cattivo tempo in un clima assurdo di impunità.

                                     Ass.A. Caponnetto

COME DECADONO UNA CITTA’ ED UN TERRITORIO E SI CANCELLANO ANNI DI STORIA FATTA DI PASSIONI,TENSIONI MORALI,LOTTE,NOTTI INSONNI,PERICOLI E SACRIFICI

 

I grandi “scontri-confronti” sui grandi temi – sul “campo-boe”,foriero di morte per un’economia rispettosa delle vocazioni di un territorio; su un modello di industrializzazione e di sviluppo complessivo legati a queste; su una viabilità interna a servizio dell’agricoltura con la creazione di strade rurali ; sulla creazione e sulla difesa di un sistema di collegamenti via ferro e via mare con le grandi linee di comunicazione del Paese ; su una visione non campanilistica dello sviluppo urbanistico; sul “modello” di economia da assegnare all’ intero comprensorio e non solo alla città ; e su tanto altro ancora – sono,purtroppo,ricordi di un passato svanito ,grado a grado, nelle nebbie di un processo di penosa decadenza che si andato vieppiù accentuando con i decenni.
C’era anche qualcuno che ,sì, interpretava ,o cercava di interpretare, interessi di parte,ma ci furono anche i grandi processi ,dei quali chi scrive fu uno degli orgogliosi protagonisti,che tentarono di ripristinare un clima di moralità pubblica .
I cuori e le menti di molti – i Di Fonzo,i Denaro,i Mandolesi,i Pasquale Di Ciaccio,i Camillo Moretti,i Pasquale Di Ciaccio,gli Alfredo Bisagni,gli Erasmo Antetomaso , i Luigi Leboffe,i Tonino Cesarale,i Luigino Dell’Anno e altri ancora – pulsavano e pensavano in direzione di traguardi ben più “alti” ed “altri “di quelli da piccola bottega attuali.
Ognuno pensava a come rapportarsi ,attraverso i canali della propria parte politica,ai centri decisionali per creare sviluppo e benessere per la comunità e per attrarre investimenti di capitali “puliti”.
Ognuno si preoccupava di creare una omogeneità sociale eliminando quelle sacche di disagio e di emarginazione ,quei disequilibri fra le classi che privavano la comunità intera dell’apporto prezioso di intere categorie.
Altro che…………”rivoluzione culturale” !!!!!!!
Una metamorfosi che aveva dato dignità e ricchezza ad una città e ad un territorio afflitti da secoli da una subcultura dei “don” e delle “eccellenza”.
Un processo di crescita che nessuno é riuscito a rallentare o bloccare malgrado qualche tentativo rabbioso sfociato in denunce,espulsioni ed altro ancora a carico di qualcuno dei protagonisti.
Tutto finito,purtroppo.
Un’ eredità morale,culturale,economica creata con immensi sacrifici e buttata nei sacchi della spazzatura da chi ha operato in modo,poi, che Gaeta ed l’intero sud pontino diventassero un boccone ghiotto per orde di camorristi che ne hanno rovinato l’immagine e svilito i ruoli.
Un declino inarrestabile che si accompagna ad una mutazione anche etnica che sta cambiando i connotati di un intero territorio che si sta trasformando in una landa fatta di miserie morali e materiali.
Ed anche ,quindi,politiche.
Di cosa più meravigliarsi?
La rabbia che ti senti dentro ,di fronte a tanto disastro,é l’assenza di una qualsiasi forma di reazione da parte di un comunità che ha perso perfino la capacità di indignarsi.
Altri tempi,altri costumi,altra gente.
Una catastrofe!

Verbale dell’interrogatorio reso da Michele Zagaria il 10 giugno 2014/ Parte 5

Verbale dell’interrogatorio reso da Michele Zagaria il 10 giugno 2014/Parte 4

Verbale dell’interrogatorio reso da Michele Zagaria il 10 giugno 2014 Parte /3

Verbale dell’interrogatorio reso da Michele Zagaria il 10 giugno 2014/parte 2

Verbale dell’interrogatorio reso da Michele Zagaria il 10 giugno 2014/ parte 1

Le “cupole”………………………………….

LE  “  CUPOLE”………………….

 

In ogni regione ed in ogni provincia  operano  le  cosiddette “cupole”.

Esse rappresentano quell’   “area grigia”  composta  da vari   soggetti  -  professionisti,esponenti politici,uomini infedeli delle Istituzioni,corrotti,legati alla massoneria deviata,imprenditori  ecc. – che non si fanno scrupoli  nel  perseguire interessi illeciti e che  costituiscono  la parte  sporca della società e di quello Stato che  comunemente viene definita lo “stato-mafia”.

Questa é quella fazione  che nell’ombra  e senza alcun clamore  opera per fare in modo che  non si accendano i riflettori su talune situazioni,su taluni comportamenti di singoli e/o  gruppi,che i riflettori,se accesi,si spengano,che  si adottino  decisioni,delibere e quant’altro  va a vantaggio della mafia  e della criminalità in genere,che ,attraverso un’informazione manipolata e falsata,si creino  le condizioni  migliori per portare avanti  i  propri  disegni perversi.

Non é raro- anzi – ,considerato l’altissimo livello di corruzione e di malcostume   esistente in Italia,trovare  in tali “cupole” parlamentari ,sindaci,consiglieri provinciali e regionali di  ogni  formazione politica ,legati da una trasversalità affaristica ed altri uomini delle istituzioni che  occupano  posti  importanti e che sono,pertanto,in grado  di condizionare  ogni settore della pubblica amministrazione,nessuno escluso.

La mafia “alta”,insomma,quella  che comanda ,la più pericolosa.

Più pericolosa  di quella “bassa”  che i più sprovveduti e disattenti  di noi  sono si limitano  a  guardare ,quasi fosse,questa,  l’unica mafia da tenere sott’occhio e combattere.

La prima regola  di qualsiasi  soggetto  o associazione che  vogliano  seriamente  e concretamente combattere  la mafia   deve  essere quella di  saper individuare e  disegnare  la mappa della “cupola” che controlla il territorio,la provincia nella quale si sta . perché solo  attraverso  questa operazione si potrà essere in grado di “capire” i rapporti,le relazione,gli interessi,le cointeressenze affaristiche  che legano gli uni agli altri ,la persona all’altra,le varie ragnatele.

Un esercito  che non sia in possesso di  un piano di attacco  e di una mappa   dettagliata  e continuamente aggiornata  su “chi”  e “dove”  sta il nemico da combattere ,è un esercito  destinato alla sconfitta  ed alla sua eliminazione.

Questo ,ovviamente,vale  per chi – purtroppo  pochi,pochissimi -  intende la lotta alla mafia  come un impegno sul campo,un’azione corpo a corpo,perché ,se,invece,la si intende  come un esercizio retorico,fatto di slogan e di parole vuote,dietro una tastiera del computer e senza un’indagine ,una denuncia  con tanto di nomi e cognomi ed un sostegno concreto  alla magistratura inquirente,allora il discorso cambia perché non  conviene proprio perdere tempo.

Quel tipo di “antimafia ” non serve  nemmeno a fare il solletico alla mafia.

Lo sforzo dell’Associazione Caponnetto di ammodernarsi con l’adozione di nuove e più efficaci strategie e tecniche di contrasto alle nuove mafie

La validità e la serietà di un’Associazione antimafia  degna  di tale nome si misurano dalla sua capacità di misurarsi che con i tempi e le condizioni  che cambiano di continuo,con  il nemico che si trasforma ed assume nuove sembianze,con un potere che si va  costituendo su basi  inedite  e più legate all’attualità.
Oggi,dopo le trasformazioni della mafia che ha assunto nuove vesti  arrivando ,così , a conquistare  parte del Potere ,restare fermi alle vecchie  tecniche e strategie di contrasto,con la narrazione dei fatti che avvengono  sotto i nostri occhi,con gli assalti di commando che vanno allo sbaraglio  e senza alcun piano generale di combattimento,con  eserciti male addestrati ,immotivati e magari  formati da gente legate ad ideologie ed interessi  politici che nulla hanno a che vedere   con gli obiettivi che noi ci proponiamo ,non ha più senso  e ,peggio,ci espone al pericolo di un’insignificanza e di una sconfitta  irreversibili e dolorose.
Un gruppo di “cervelli” dell’Associazione Caponnetto,capeggiati dal Giudice Antonio Esposito,dal Prof. Alfredo Galasso,da alcuni legali  e giornalisti e da altri nostri bravi dirigenti,  ha cominciato  a  vedersi,a discutere,a confrontarsi per  buttare giù le linee di una struttura più agile ,più moderna e che sia capace di cominciare a svolgere un’attività più incisiva e più qualificata.
Il 2016 sarà l’anno nel quale  dovremo essere in grado di  realizzare quel salto di qualità tanto necessario per un’Associazione,come la Caponnetto,che in  anni di lotte e di sacrifici  di alcuni suoi dirigenti,ha saputo conquistarsi  stima e rispetto negli ambienti che più hanno a cuore le sorti dello Stato di diritto.

Osservatori comunali contro la criminalità sì ma alle condizioni indicate dall’Associazione Caponnetto,con magistrati delle DDA e rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine dentro come membri effettivi.

CONTINUANO A CHIAMARCI  DA VARIE PARTI DEL PAESE PER  CHIEDERCI  DI PROMUOVERE  GLI OSSERVATORI COMUNALI CONTRO LA CRIMINALITA’.

PURTROPPO NON SIAMO IN GRADO DI RISPONDERE POSITIVAMENTE  A TALI RICHIESTE PER DUE ORDINI DI MOTIVI:

-IL PRIMO DEI QUALI  RIGUARDA  LA NON PRESENZA  IN MOLTE REGIONI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO E, QUINDI,LA NOSTRA IMPOSSIBILITA’ DI  FARCI RAPPRESENTARE DA PERSONE VALIDE  ALL’iNTERNO DI TALI  ORGANISMI;

-IL SECONDO ,L’OSTILITA’  DA PARTE  DELLA MAGGIOR PARTE DELLE ISTITUZIONI AD ADOTTARE IL REGOLAMENTO ELABORATO DALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CHE PREVEDE COME CONDITIO SINE QUA NON L’INGRESSO  COME MEMBRI  EFFETTIVI  NELL’OSSERVATORIO  DEI MAGISTRATI DELLE DDA E DEI RAPPRESENTANTI PROVINCIALI DELLE FORZE DELL’ORDINE.

SI VORREBBE  DAR VITA,IN EFFETTI, A ORGANI INTESI COME UNA SORTA DI INSTRUMENTUM REGNI AL SERVIZIO DELLE SINGOLE AMMINISTRAZIONI ,O,PEGGIO,DELLE LORO MAGGIORANZE,E QUESTO NOI NON POSSIAMO PERMETTERLO.

E’ GIA’ SUCCESSO A FORMIA ,IN PROVINCIA DI LATINA,DOVE  NOI  CI SIAMO VISTI COSTRETTI A PRENDERNE LE DISTANZE IN TUTTA FRETTA.

RIPROPONIAMO  AD OGNI BUON CONTO QUANTO SCRIVEMMO ALL’EPOCA E PUBBLICHIAMO PER L’ENNESIMA VOLTA,IN CODA,IL REGOLAMENTO DA NOI ELABORATO,REGOLAMENTO   DAL QUALE  NON INTENDIAMO ASSOLUTAMENTE  PRESCINDERE , PENA LO SCADIMENTO DELL’OSSERVATORIO A LIVELLO  DI UNO STRUMENTO AD USUM DELHINI DI QUESTA O DI QUELL’ALTRA MAGGIORANZA POLITICA.

 

L’ASSOCIAZIONE  CAPONNETTO  ABBANDONA  L’OSSERVATORIO  COMUNALE  CONTRO LA CRIMINALITA’  DI FORMIA 

Il 27 settembre u.s.,esattamente tre mesi fa,siamo  usciti,dopo averlo richiesto  e fortemente voluto, dall’Osservatorio comunale di Formia contro la criminalità .

Le ragioni sono ben esposte nel pezzo pubblicato da H24 NOTIZIE che sotto riportiamo:

“Agli occhi dei disinformati o delle persone in malafede quello nostro potrebbe apparire come una sorta di infanticidio. L’avete voluto voi e ne prendete le distanze?”, ci si potrebbe dire. Avremmo dovuto farlo prima, ma essendo la materia competenza dell’Assemblea e non del Consiglio Direttivo, ci siamo visti costretti ad assumere la decisione solo ieri, 27 settembre, giorno della prima Assemblea utile.

L’Associazione Caponnetto é uscita dall’Osservatorio comunale contro la criminalità di Formia. Non aveva più senso per un’associazione antimafia seria restare in un organismo che noi avevamo sognato diverso. Stavamo correndo  il rischio di apparire come coloro che appongono il sigillo di legittimità su una situazione, quella in cui si trovano Formia e tutta la provincia di Latina, esistente in un territorio definito “provincia di Casale”, che noi riteniamo estremamente critica.

Con la sottolineatura che quest’ultima – la provincia di Casale, cioè quella casertana- ha avuto il privilegio di fruire dei vantaggi di un modello eccezionale di contrasto come è stato  “il modello Caserta”, mentre noi  – “provincia di Casale, cioè quella formiana e del sud pontino” – lamentiamo ritardi di almeno 30 anni quanto alla qualità degli impianti investigativo e giudiziario rispetto al versante della lotta al crimine organizzato. Leggete attentamente quello che hanno scritto i procuratori della DNA Diana De Martino e Francesco Curcio appena 6 anni fa della provincia di Latina:

“Nella stragrande maggioranza dei casi si é proceduto da parte delle diverse autorità giudiziarie di questo distretto rubricando la massa dei fatti, in realtà di stampo mafioso, in fatti di criminalità comune”.

Una condanna senza appello, questa, sul modo con il quale si è affrontato in terra pontina il drammatico “problema mafia”, un problema che si ripercuote sulla vita complessiva di un’intera provincia, se non di tutto il Basso Lazio, in tutti i suoi aspetti ed ambienti.

Una denuncia, quella dei PM  della DNA, che va analizzata con estrema attenzione e che, a nostro avviso, si riferisce, sì, all’apparato giudiziario locale in senso stretto, ma anche a quello investigativo in quanto chi  se ne intende un pochino sa molto bene che i magistrati formano il loro convincimento sulla base delle carte che arrivano sulle loro scrivanie e degli elementi che esse contengono. Se le carte e gli elementi non evidenziano bene quello che va evidenziato, è ovvio che un reato mafioso rischia di essere rubricato come uno comune. Con questo non vogliamo assolutamente assolvere chicchessia, anzi tutto il contrario, perché vogliamo che la si smetta di sparare nel mucchio addossando le responsabilità solo su una parte.

In provincia di Latina non si è indagato e non si indaga, fatta qualche eccezione, come si dovrebbe sul versante della criminalità organizzata e tutte le operazioni che si sono fatte vedono come autrici forze di polizia esterne al territorio. Questo è un problema – per noi, il problema – che ha ridotto la provincia di Latina e tutto il Basso Lazio ad essere una sorta di “zona franca” dove tutte le mafie nazionali e internazionali hanno potuto impossessarsi… anche dell’aria che si respira.“Provincia di Casale”, appunto. Questa é la realtà.

E, quando un Governatore del Lazio o un Sindaco di Formia, arrivano a organizzare, sempre a Formia,  un convegno di sindaci  o un cosiddetto“mese della legalità” – con l’esclusione più assoluta delle associazioni antimafia – e, in particolare della Caponnetto che per il tipo di lavoro che fa è spesso – vogliamo dirlo a chiare note una buona volta per tutte – più informata sulle attività mafiose delle stesse forze dell’ordine locali. Adducendo il ridicolo pretesto che… la De Martino non avrebbe potuto dire le cose che ha detto davanti a “tutti” – allora è obbligatorio porsi e porre qualche domanda anche sull’atteggiamento e sul pensiero, non solo del Governatore del Lazio, che peraltro, ha disertato quel convegno, e del Sindaco di Formia, ma anche di coloro che hanno avallato con la loro presenza quella specie di convegno. Allora diciamo che la lotta alle mafie è intesa in provincia di Latina e non solo come una specie di  fatto interno, tutto e solo riservato alle istituzioni o a singoli componenti delle istituzioni e che la società civile organizzata è ritenuta non gradita, ”scomoda” per le critiche che essa fa e per la sua conoscenza delle realtà. Punto. Il discorso é tutto qua.

Orbene, un Osservatorio che doveva essere, secondo i nostri disegni, un “luogo” di incontro fra le associazioni antimafia e altre realtà associative con i rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine e di altre istituzioni come la Prefettura di Latina (la quale, diciamolo, non fa una sola interdittiva antimafia ed alcuna prevenzione, come prescrive la legge), proprio per elaborare strategie e tattiche di contrasto alla criminalità oltre che per far fronte alle criticità e che, invece, nato monco per l’assenza di queste rappresentanze, è ridotto a svolgere un ruolo di controllo, non sappiamo fino a qual punto, della carte interne al Comune di Formia, per noi non ha proprio alcun senso. Queste sono le ragioni per le quali ieri, 27 settembre, l’Assemblea dell’Associazione Caponnetto ha deciso di prenderne le distanze”.

Lo rende noto in una nota la Segreteria dell’Associazione Antonino Caponnetto.”

Siamo  stati indotti ad assumere questa dolorosa decisione  dal tentativo,da parte di menti raffinate che noi stiamo individuando una per una,di intrappolarci  in un  gioco perverso  che tende  ad ottenere da noi un timbro di legalità  rispetto a situazioni che non ci convincono affatto .

Il discorso non riguarda solo Formia  ma investe  l’intero Basso Lazio,intendendo per questo non solo l’area che si estende da Terracina  fino al Garigliano ma anche quella del Cassinate in provincia di Frosinone.

Aree,queste,fortemente  infiltrate dalla camorra in particolare ma anche  dalle altre organizzazioni criminali.

Quando ci fu proposto il problema che riguardava  la paventata soppressione del Tribunale e della Procura di Cassino  e fu richiesto il nostro intervento,noi  ci prodigammo al massimo  perché ciò non avvenisse.

Arrivammo  a sensibilizzare  qualche persona autorevole componente dell’apposita Commissione ministeriale che  stava disegnando la nuova geografia giudiziaria  ed il risultato é stato quello che tutti conoscono.

Ma quella che  non tutti conoscono – o fingono di averla dimenticata -  é la motivazione  della decisione di NON  sopprimere  il presidio giudiziario  di Cassino.

In sostanza   Tribunale e Procura di Cassino  sono rimasti  perché  definiti   UN  FORTE ARGINE ALL’INVASIONE  CAMORRISTICA  PROVENIENTE DALLA CONFINANTE CAMPANIA.

Un forte avamposto,insomma,dello Stato  in un territorio dove  la guerra fra Stato di diritto e camorra  é più cruenta , dura ed a corpo a corpo .

Lasciamo a voi che ci leggete il giudizio sulla  compatibilità o meno di quanto  si é fatto e si sta facendo ,la realtà insomma,con il contenuto di quella motivazione  e con le attese che ci si auspicava.

Ma questo é un discorso che al momento tralasciamo,ripromettendoci,prima o poi,di ritornarci.

Il problema che vogliamo affrontare oggi riguarda ,più in generale,l’impianto che  lo Stato  avrebbe dovuto  costruire ,a supporto dell’autorità giudiziaria,per dare un senso a quanto esposto nella motivazione addotta per la non soppressione del Tribunale e della Procura di Cassino.

Un impianto di altissima  qualità,di un’efficienza  adeguata  alla realtà esistente ,un impianto,insomma,in grado di affrontare ,con una possibilità di successo,l’invasione massiccia e quotidiana  di camorra  e delle altre organizzazioni criminali  già fortemente radicate  nel Basso Lazio.

Ci si aspettava,insomma,  che nell’area  compresa fra Formia  e Cassino,quella che confina con la Campania,il Ministero dell’Interno , il Capo della Polizia ed i Comandi Generali degli altri corpi  mandassero,proprio nel rispetto dei motivi addotti per non sopprimere i presidi giudiziari cassinati,i migliori investigatori,i più qualificati ed esperti  funzionari ed ufficiali  in materia di indagini sulla Mafia SPA,sulla mafia imprenditrice,sulla mafia  politica,sulla “nuova” mafia,la mafia che non é costituita  dal piccolo spacciatore,dal rapinatore o dallo stupratore.

Cogliemmo all’inizio come un segnale positivo e gioimmo quando i giornali  diedero la notizia dell’arrivo a Cassino  quale  Capo  del Commissariato di polizia  di un  funzionario  della DIA di Roma,di un  dirigente cioè,che  aveva larga esperienza nell’azione di  contrasto alle mafie.

I nostri sensori  colsero presto,dopo questo arrivo, un’inversione di tendenza,un radicale cambiamento rispetto ad un passato di disattenzione  e di inerzia.

Una gioia,però,che si accompagnò ,per l’esperienza  e per un sesto senso che  sono propri di  chi,come noi,non fa dell’antimafia retorica ma opera sul campo,alla preoccupazione  che  essa ,la gioia,potesse durare poco.

In questa Italia  e soprattutto  in un Basso Lazio dove il sistema non tollera  rompicoglioni e coloro che minacciano di  “destabilizzarlo” e privilegia lo statu quo non si guarda ai “risultati”.

Anzi,tutto il contrario.

Chi lavora,produce ,colpisce  non solo  lo spacciatore ,il truffatore  o lo stupratore ma anche i “piani alti”,viene subito  definito un  rompicoglioni,un disturbatore,un ………”pezzo deviato dello Stato” e  gli viene  fatto il cappotto  su misura,

E’ capitato al Prefetto di Latina Bruno Frattasi  e  sarà fatto lo stesso a tutti coloro che disturbano il sistema.

Ed,infatti,quel funzionario,accusato di non sappiamo che cosa,é stato impacchettato e mandato via.

Appunto come l’ex Prefetto di Latina Frattasi.

A Cassino la lotta alle mafie  ,appena cominciata,é finita  ed il Commissariato langue su questo versante.Come  languono  quello di Formia e tutti gli altri  del Basso Lazio.

Il risultato é che, se non viene  da Roma o da Napoli il personale della DIA o del ROS o del GICO o dello SCO  ,di indagini  contro la criminalità organizzata di natura mafiosa non se ne parla proprio.

E quando mancano le informative  delle forze dell’ordine anche le Procure finiscono per bloccarsi  e il parlare di  lotta alle mafie si  riduce ad essere un  mero e solo esercizio accademico,retorica e basta .

Fuffa.

Questo é il quadro  nel quale ci troviamo ad operare nel  Basso Lazio,nelle province di Latina e di Frosinone.

Oltre a combattere  contro l’insensibilità e l ‘omertà della gente ,contro  le mafie,dobbiamo anche combattere  contro  le istituzioni che non funzionano .

Non a caso  nei giorni scorsi abbiamo postato sulle pagine Facebook dell’Associazione Caponnetto  il video realizzato  da Il Fatto Quotidiano e diffuso da Tze Tez  con le dichiarazioni  del Commissario della Questura di Latina  che ha subito un altro “cappotto” e si é visto costretto a lasciare la Polizia e ad andarsene in pensione.

Ritorniamo all’Osservatorio di Formia.

Nel Regolamento che avevamo proposto noi  dell’Associazione Caponnetto ,sulla cui bozza abbiamo lavorato un anno intero,avevamo previsto l’inserimento , come membri effettivi,  dei rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine,delle Procure,non solo ordinaria ma anche della DDA ,e della Prefettura.

Ciò per inchiodarli ,nel confronto,alle loro responsabilità  e  costringerli a rendere conto del loro operato in materia di lotta alle mafie ed alla corruzione.Un “luogo” dove  si potesse parlare  di mafia e di antimafia,ma seriamente ,non solo di carte burocratiche del Comune.

La nostra richiesta NON é stata accolta in quanto  ci é stato riferito che “a Latina”  qualcuno avrebbe  risposto che non era possibile  costituire ……………”un doppione  del Comitato Provinciale della Sicurezza e dell’ordine pubblico” (sic!!!!!!!!)……………

Non siamo riusciti a sapere ,malgrado le nostre insistenze,CHI di “Latina” si sarebbe pronunciato in tal senso.

Il nostro intento  era quello  di  scoprire – per sputtanarlo – un altro eventuale  componente  di quel sistema che probabilmente  non ama i rompicoglioni che vogliono vederci chiaro sulle ragioni per le quali non si fa la lotta alle mafie nel Basso Lazio e  che vogliono ,al contrario,impegnarsi a cominciare a farla.

Abbiamo fallito  e non aveva più  senso  restare in quell’Osservatorio ,nato monco , a mettere solo ,con la nostra presenza,timbri di legalità.

L’Associazione Caponnetto non é in vendita.

Per nessuno !!!!!!!!!!!!!!!!!!

Questo sia chiaro  a TUTTI,ma proprio a TUTTI,nessuno escluso.

Pubblicato in Documenti

Gli Osservatori Comunali contro la criminalità.Attenti a come vengono composti perché c’é il rischio che essi vengano creati ed utilizzati per fini impropri

Pubblicato 27 Novembre 2015 Da admin3

ATTENZIONE  AI FALSI   “OSSERVATORI COMUNALI CONTRO LA CRIMINALITA”

E’ in atto  in molte parti del Paese un  maldestro tentativo  di “inabissamento” ,come ha fatto la mafia,da parte di un ceto politico screditato  che tenta di darsi un nuovo look   con la creazione di  strumenti che  disorientino la gente con il fine di  distrarre l’ attenzione  dal    marciume  nel quale  esso è spesso sommerso.

Fra questi strumenti  tale ceto politico ha inventato  gli “Osservatori Comunali contro la criminalità” studiati in modo da  far apparire le Amministrazioni  che li creano come  validi presidi  della legalità, quando,al contrario,essi  vengono chiamati a svolgere funzioni di  instrumentum regni  a copertura non raramente di  condotte  disdicevoli  e spesso illecite.

Per sventare tali tentativi é necessario che gli Osservatori vengano costituiti   nel rispetto rigoroso  dei criteri studiati dall’Associazione Caponnetto  e che,inoltre, in essi vengano nominati , come membri effettivi , soprattutto  i Magistrati  ed i rappresentanti PROVINCIALI  delle forze dell’ordine.

Quando diciamo  Magistrati ci riferiamo non solo al rappresentante della Procura  della Repubblica territoriale  ma anche,anzi soprattutto,a quello della Direzione (Procura)  Distrettuale Antimafia della regione  in cui  si sta,essendo la materia del contrasto alle mafie di esclusiva competenza delle DDA e non delle Procure ordinarie.

Senza questi  gli Osservatori  NON vanno né proposti,né incoraggiati e tanto meno sostenuti    in quanto essi sarebbero solamente delle scatole vuote  e senza alcuna utilità,al servizio esclusivo dell’Amministrazione .

Ripubblichiamo per l’ennesima volta  uno schema di regolamento da noi  elaborato  per fare in modo che  essi abbiano una loro validità.

GLI OSSERVATORI SONO VALIDI     SOLAMENTE   SE VENGONO COSTITUITI SULLA  BASE DEL REGOLAMENTO ELABORATO DALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO CHE  RIPRODUCIAMO PER l’ENNESIMA VOLTA QUA DI SEGUITO.

SE IN ESSI NON CI SONO MAGISTRATI E RAPPRESENTANTI DELLE FORZE DELL’ORDINE BISOGNA ASSOLUTAMENTE NON SOSTENERLI IN QUANTO,ESSI,SONO SOLAMENTE A SOSTEGNO DELL’AMMINISTRAZIONE CON CONSIGLIERI ED ESPONENTI POLITICI CHE ASSUMONO AL CONTEMPO LA VESTE E LE FUNZIONI DI CONTROLLORI E CONTROLLATI.

QUINDI,PER  RICAPITOLARE,ESSI :

1)  DEBBONO ESSERE GRATUITI;

2) NON DEBBONO COMPRENDERE CONSIGLIERI,ASSESSORI ED ESPONENTI POLITICI;

3) DEBBONO COMPRENDERE MAGISTRATI  DELLE PROCURE E DELLE DDA E RAPPRESENTANTI DELLE FORZE DELL’ORDINE.

SE NON  SONO  COSI’ COMPOSTI SONO SOLO DEI BLUFF,ARIA FRITTA !

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA LOTTA ALLE ILLEGALITA’ E LE MAFIE “ANTONINO CAPONNETTO”

www.comitato-antimafia-lt.org  – info@comitato-antimafia-lt.org

tel 3470515527

REGOLAMENTO PER L’OSSERVATORIO COMUNALE SULLA LEGALITA’

Art.1 – E’ istituito l’Osservatorio Comunale sulla Legalità inteso come centro di studi, ricerca, documentazione e di iniziativa sociale a sostegno della legalità e della lotta alla corruzione ed alla criminalità comune e mafiosa.

Art.2 – L’Osservatorio svolge i compiti:

a) studiare e “fotografare” le forme criminali tradizionali ed emergenti presenti sul territorio;

b) individuare i settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa; c)analizzare l’efficienza delle strutture preposte al contrasto della criminalità e proporre tutte quelle mutazioni, aggiustamenti, integrazioni che dovessero rendersi necessari per aumentarne l’efficacia;

d) vagliare il senso di sicurezza soggettiva dei cittadini comparandola a quella oggettiva;

e) effettuare una “mappatura” delle istituzioni del privato sociale connesse con problemi della sicurezza e del contrasto alla criminalità;

f) verificare la compatibilità con le leggi ed i regolamenti di tutti gli atti assunti dalla pubblica amministrazione locale.

Art.3 L’Osservatorio è presieduto dal Sindaco – o suo delegato in caso di assenza – ed è composto da:

a) 2 rappresentanti designati dalle associazioni di volontariato antimafia di provata serietà ed affidabilità ai livelli nazionali, oltre che presenti sul territorio comunale e che svolgano concretamente  ,con attività di indagine e denuncia,attività in favore dell’azione di sostegno alla legalità ed alla lotta alla criminalità comune e mafiosa;

b) il Prefetto o suo rappresentante;

c) il Questore o suo rappresentante;

d) il Comandante provinciale dei Carabinieri o suo rappresentante;

e) il Comandante provinciale della Guardia di Finanza o suo rappresentante;

f) il Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato o suo rappresentante;

g) il Comandante della Polizia Municipale;

h) 2 magistrati, il primo in rappresentanza della Procura della Repubblica territoriale ordinaria ed il secondo della Direzione Distrettuale Antimafia competente per il territorio;

i) il responsabile della SUA (Stazione Unica Appaltante);

l) il Dirigente del Servizio comunale competente (da cambiare a seconda dell’oggetto in discussione);

m) 3 rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentativi a livello nazionale.

Art.4 – La nomina dei componenti l’Osservatorio avviene con atto di Giunta Municipale su designazione dei rispettivi sodalizi o enti di appartenenza. Essi restano in carica fino alla scadenza della consiliatura.

Art.5 – Accesso agli atti – I membri dell’Osservatorio potranno accedere direttamente a tutti gli atti comunali (dall’anagrafe, alle delibere, ai fascicoli delle gare e ad ogni altro documento ritenuto utile per lo svolgimento delle attività proprie), limitatamente alle sue funzioni.

Art 6 – Il Sindaco provvede alla prima convocazione ed all’insediamento dell’Osservatorio;

a) In caso di dimissioni, decesso o impedimento di un membro dell’Osservatorio si provvede alla sua sostituzione secondo le modalità di cui all’art.4;

b) l’assenza a tre sedute consecutive comporta la decadenza dalla nomina e la conseguente sostituzione del soggetto decaduto con altro indicato dallo stesso ente o sodalizio di appartenenza; c) l’Osservatorio é validamente costituito con la nomina di almeno la metà dei suoi membri.

Art 7 – Il Presidente provvede alla convocazione della riunione dell’Osservatorio almeno 3 volte l’anno; il Presidente è tenuto a convocare, inoltre, la riunione dell’Osservatorio ogni volta che a farne richiesta sia almeno un terzo dei componenti dello stesso;

le riunioni dell’Osservatorio sono valide con la partecipazione della maggioranza dei suoi membri;

l’Osservatorio delibera a maggioranza dei presenti.

Art 8 – L’Osservatorio provvede a nominare durante la sua prima riunione il Segretario scegliendolo fra i suoi componenti.

Art 9 – L’Amministrazione comunale provvederà a dotare l’Osservatorio di tutti i supporti strumentali, tecnici, documentali e regolamentari per consentirgli lo svolgimento dei suoi compiti;

l’Amministrazione comunale si attiverà per recuperare in sede provinciale, regionale, nazionale e comunitaria finanziamenti a sostegno delle attività e delle iniziative promosse dall’Osservatorio.

Art.10 – La partecipazione alle riunioni ed alle attività dell’Osservatorio è gratuita e non dà diritto ad alcun compenso, retribuzione o rimborso.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

L’informazione antimafia.Bisogna elevarne il contenuto e la forma fino a farla diventare “altra” ed “alta”

Piatta,semplicemente narrativa,affatto stimolante,per niente formativa.Così si presenta  gran  parte dell’informazione che  viene trasmessa agli italiani da un esercito di persone che non hanno la benché minima concezione di cos’é e  di chi é  la  mafia oggi.Ci piange il cuore nel leggere  annotazioni,commenti,giudizi di  soggetti ,che pur si ergono a paladini della legalità  e che dicono di combattere   contro le mafie,che nulla hanno a che vedere con la lotta a queste.L’impressione che se spesso se ne ricava  é che si prende a pretesto  l’impegno antimafia per perseguire altre finalità che tutto sono fuorchè quella che si dice.
Tutto ciò é deleterio e letale per un’informazione che,al contrario,dovrebbe  essere corretta,completa,strettamente attinente al tema che trattiamo,intelligente,formativa,stimolante,a volte anche provocatoria e,soprattutto,tesa ad inquadrare il problema in un contesto che  vada “oltre” ciò che ci  appare o ci fa apparire la grande stampa  in  parte nelle mani del “sistema”  e controllata dalle grandi centrali economiche e massoniche  nazionali ed internazionali.
Una grande stampa che punta  ad obnubilare le coscienze e le menti della gente ,a fornirci  una visione distorta dei fatti,a nasconderci  la reale portata  e dimensione di questi,le loro conseguenze,i fini che li determinano.
Combattiamo  la guerra di Davide contro Golia con pochissime persone  intelligenti e consapevoli contro un esercito  numeroso e potente impegnato a consolidare  un sistema già in piedi da  decenni.
Un sistema che ci sta stritolando!

L’Associazione Caponnetto ha trasmesso in data odierna alla Presidente della Camera dei Deputati On ,Laura Boldrini,,con una lettera ufficiale a firma congiunta del suo Segretario Nazionale Dr.Elvio Di Cesare e del suo Presidente Onorario Prof.Avv.Alfredo Galasso, ,,una nota contenente dettagliate osservazioni sulla proposta di legge firmata da tutti i gruppi e riguardante la nuova e più appropriata disciplina per i Testimoni di Giustizia redatta da Luigi Leonardi.Questo giovane e coraggioso imprenditore – del cui caso si sono interessate di recente le cronache nazionali per aver denunciato e fatto condannare gli esponenti di più clan della camorra che gli hanno distrutto varie sue aziende in Campania- ha formulato una serie di osservazioni in relazione alla proposta di legge di cui sopra chiedendo alfine di calendarizzare con tutta sollecitudine la sua discussione e approvazione .L’Associazione Caponnetto ,constatata la validità della richiesta,ha ritenuto di sostenerla con tutto il suo peso caldeggiandone l’approvazione in tempi rapidi.

L’On.Mattiello pensa la stessa cosa che abbiamo pensato noi dell’Associazione Caponnetto:la Procura della Repubblica di Roma verifichi se nel comportamento del conduttore e dei dirigenti della RAI per quanto riguarda la trasmissione con Riina sussistano ipotesi del reato di favoreggiamento

Davide Mattiello

Elenco Atti di Indirizzo ,aggiornato a marzo scorso,IN CORSO ,relativo alle richieste di accertamenti per condizionamento mafioso di varie amministrazioni nel Paese.Fra di essi ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 5-05150 del 25 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso per valutare lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta.

 

.IL CLIMA DI MINACCE,INSULTI,VIOLENZE,ATTENTATI NEL QUALE SI VIVE IN PROVINCIA DI LATINA RICHIEDE UNA RISPOSTA FORTE E NON FIACCA E DI ROUTINE DA PARTE DELLO STATO,…………………..SE QUESTO ANCORA ESISTE !

 

 

Sulle pagine Facebook dell’Associazione Caponnetto abbiamo per la prima volta voluto  proporre le immagini forti  di una delle manifestazioni  che sono state promosse nel 2009 contro le mafie a Fondi,in provincia di Latina.

Dai video da noi pubblicati ognuno ha la possibilità di constatare in quale clima di terrore  si vedono costretti ad operare tutti coloro,come noi,che  combattono contro  la criminalità mafiosa nel Lazio.

Dagli insulti e dalle provocazioni  di quelle manifestazioni ,bloccati  per l’intervento delle forze dell’ordine,la situazione ora ha subito un’involuzione e si é passati alle minacce ed agli attentati.

A Sperlonga,come a Castelforte-SS.Cosma – per non parlare di Cisterna dove addirittura un sottufficiale della Guardia di Finanza  che indagava su fatti riconducibili all’inchiesta di Mafia Capitale é stato preso a sprangate – si scrivono frasi oltraggiose ,si mandano lettere minatorie,si spara contro gli ingressi di aziende e di abitazioni private.

Tutto questo mentre qualcuno continua a domandare.” Ma dov’é la mafia ?”.

Come ai tempi di un Cardinale a Palermo che domandava :”cos’é la mafia?”.

E mentre montagne di capitali hanno invaso e  continuano ad invadere un’intera provincia dalla cui economia gli operatori autoctoni sono stati espulsi da quel dì.

Ciò ,mentre anche sul tessuto sociale,politico e,forse in parte,anche istituzionale,si estendono nubi abbastanza fitte ed oscure.

Ma,oltre agli attentati ed alle minacce,ci sono altre cose che ci stanno preoccupando.

I tentativi ripetuti di zittire la stampa  con una sequela interminabile di querele e di richieste risarcitorie- a Sperlonga una decina di querele in una sola volta – con l’obiettivo di ridurre i giornalisti al silenzio e le  difficoltà che sono emerse nel condurre le indagini antimafia.

Per non apparire  ripetitivi,ci limitiamo solamente a sottolineare  questi due aspetti senza volerli ,al momento,  approfondire e dettagliare.

Certo é che la situazione che  abbiamo di fronte non é di quelle da far stare tranquilli.

Se questo é il “quadro”,la domanda d’obbligo é :

il Ministero dell’Interno,il Capo della Polizia ed i vari Comandi Generali in particolare,oltre ovviamente all’intero Governo centrale,cosa intendono fare ? Quali provvedimenti essi intendono adottare?

Ci ritorneremo.

“Noi campani portiamo la nominata e nel Basso Lazio si fanno i fatti”…………………………….

NOI CAMPANI  PORTIAMO LA NOMINATA E NEL BASSO LAZIO SI FANNO I FATTI”

 

 

 

 

 Apprendiamo da Avviso Pubblico che  alla Camera  é in corso un atto di indirizzo che  tende a far chiarezza circa l’esistenza o meno dei presupposti per la nomina di una Commissione di accesso per accertare  se c’é stato o meno un condizionamento mafioso nei confronti del Comune di Gaeta,in provincia di Latina.

Tale atto di indirizzo nasce dalla seguente interrogazione:

CAMERA INTERROGAZIONE 5-05150 del 25 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso per valutare lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta.

Che  su Gaeta e sull’intero sud pontino e,più in generale,su tutto il Basso Lazio,gravino da  tanto  oscure nebbie,mai volute diradare purtroppo,lo sanno anche i bambini.

Speriamo che questo Atto di indirizzo ,che si va ad aggiungere alle tonnellate  di altri atti parlamentari rimasti per lo più finora  inascoltati,serva questa volta a smuovere quella ………………”morta gora” che ha caratterizzato vecchi e nuovi governi rispetto al problema della contaminazione mafiosa di uno dei più belli  ma  perciò devastati territori del nostro Paese.

Un amico ,evidentemente male o non sufficientemente informato,ci ha accusato di recente di esserci concentrati sul Basso Lazio  e di  svolgere,quindi, una sorta di opera di accanimento su quel territorio trascurando altri più importanti del Paese.

Non é assolutamente vero  in quanto,al contempo,l’occhio  di altri amici  della Caponnetto é sempre vigile ed  attento anche su  altri.

Ma  va detto che il Basso Lazio rappresenta un importante porta di accesso alla Capitale del Paese ed é qua  che si stipulano ,o quanto meno,sono stati stipulati, i “patti”.

Tempo fa  un altro amico  ,molto saggio e ben informato , ci ha detto :”Ricordiamoci sempre che noi campani portiamo la nominata e nel Lazio si fanno i fatti”..

A parte i diversi modus operandi delle organizzazioni  criminali,le quali,mente in Campania sparano,uccidono,strozzano,nel Lazio investono,comprano,costruiscono,si impossessano senza violenza di tutto e di tutti. Salvo alcune eccezioni.

In entrambe le regioni,però,esse- che sono per lo più le stesse ,eccetto alcune autoctene,come a Roma e nel Basso Lazio con gruppi di origine nomade -  hanno un comportamento  univoco: corrompono.

Corrompono  la politica ,o parti di queste , e corrompono,o tentano di corrompere,uomini delle istituzioni,delle professioni,della società civile.

I risultati  sono sotto gli occhi di tutti in quanto non ci sarebbe ,altrimenti,quella risposta fiacca di cui  abbiamo percezione.

A combattere  é rimasta solamente  la Magistratura,mentre la società civile  resta inerte  a guardare.

Fatte,ovviamente,le debite eccezioni perché,grazie a Dio,non ancora tutto é marcio 

Giorni fa  a Napoli abbiamo incontrato un  vecchio amico,una persona seria  e solitamente beninformata,il quale  ci ha sussurrato all’orecchio: “state attenti e con gli occhi ben aperti perché sono pronti centinaia di milioni  che taluni  da qua intendono investire in porti e porticciuoli  a Gaeta,in provincia di Latina”.

Ancora Gaeta,maledizione.

Si parla di Ilaria Alpi e viene fuori il nome di Gaeta.

Si parla di  traffici  di rifiuti  e di sostanze nocive e viene fiori ancora una volta il nome di Gaeta.

Si parla  di Carmine Schiavone e riviene fuori Gaeta.

Ora spuntano le centinaia di milioni pronti  ,dalla Campania, anche questi per Gaeta.

Aveva  proprio ragione il nostro amico che ci ha detto.”Noi portiamo la nominata e nel Basso Lazio si fanno i fatti” !!!!!!!

Elenco atti di indirizzo ,aggiornato a marzo 2016,quindi IN CORSO,relativo alle richieste di accertamento per scioglimento varie amministrazioni in Italia per condizionamento mafioso.Fra di essi ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 5-05150 del 25 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso per valutare lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta

Il decreto legislativo n. 267 del 2000 disciplina la procedura di scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose (per approfondimenti della materia clicca qui). In questa sezione sono sinteticamente riportati gli atti di indirizzo e di controllo riguardanti regioni, enti locali ed aziende sanitarie interessati da provvedimenti di scioglimento (o  per i quali viene prospettato l’avvio delle procedure di verifica da parte del Ministero dell’Interno), ivi inclusi anche quelli in attesa di risposta da parte del Governo.


ATTI DI INDIRIZZO POLITICO E CONTROLLO: ITER CONCLUSO

Il 30 marzo 2016 il sottosegretario per l’Interno ha risposto, presso la 1a Commissione della Camera, all’interrogazione 5-06890 del 4 novembre 2015 sulle indagini in corso nei confronti del sindaco e di alcuni amministratori del comune di Scafati (Salerno) e sull’istituzione, in data 21 marzo 2016, di una commissione di accesso per la verifica di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’11 marzo 2016 il sottosegretario agli Interni ha risposto per iscritto all’interrogazione 4-10497 in merito al monitoraggio degli atti del comune di Falcone (Messina) i cui amministratori erano stati coinvolti in un’indagine giudiziaria e all’accertamento dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso.

Il 10 marzo 2016 il sottosegretario agli Interni ha risposto al Senato all’interrogazione 2-00330concernente anche le presunte infiltrazioni nel del comune di Torre Annunziata, descrivendo le ragioni che hanno portato all’archiviazione del procedimento e le misure salienti assunte dall’Amministrazione comunale in attuazione delle prescrizioni del prefetto del gennaio 2014. Sullo stesso tema il rappresentante del Governo ha risposto il 18 marzo 2015, in Commissione Affari costituzionali della Camera, all’interrogazione 5-03143 (che riproponeva il problema dello scioglimento del comune di Torre Annunziata). In precedenza (14 gennaio 2014) il Governo aveva risposto alle interrogazioni a risposta scritta presentate alla Camera sulle conclusioni della commissione d’accesso volta a verificare l’esistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nel Comune di Torre Annunziata ( 4-04416 e 4-04040), con l’indicazione delle misure assunte dal sindaco di Torre Annunziata in risposta all’invito-diffida del prefetto di Napoli. Il Governo aveva risposto anche il 4 dicembre 2014 alle interrogazioni a risposta scritta Atto Senato 4/02095 e 4/01111 sullo stesso tema.

Il 4 marzo 2016 il rappresentante del Governo ha risposto per iscritto all’interrogazione 4-11071sull’attività di monitoraggio svolta dalla prefettura sugli atti amministrativi del comune di Quarto (Napoli), già oggetto di scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata nel 1992 e 2013, illustrando l’attività di supporto e le risultanze degli accertamenti in corso. In data 28 gennaio 2016 il sottosegretario dell’Interno aveva risposto per iscritto a due interrogazioni Senato 4-04805 e 404975sull’esistenza dei presupposti per un nuovo scioglimento. In precedenza, il 20 gennaio 2016 il Ministro per l’Interno aveva risposto alla Camera all’interrogazione 3-01943 mentre il 15 gennaio 2016, il Vice Ministro per l’Interno aveva risposto alla Camera all’interpellanza urgente 2-01223 sullo stesso argomento. Vedi anche l’Atto Camera  3-01913 dell’11 gennaio 2016.

Il 24 febbraio 2015 il rappresentante del Governo ha risposto in Commissione Affari costituzionali della Camera all’ interrogazione 5-07875 sulla desegretazione della relazione della commissione di accesso, anche ai fini del suo utilizzo nell’ambito del processo Aemilia, rendendo noto che tale relazione è stata già trasmessa alla Procura Distrettuale Antimafia di Bologna e alla Procura della Repubblica di Modena.

Il 3 febbraio 2016 il Ministro dell’Interno ha risposto alla Camera all’interrogazione 3-01981  sull’invio di una commissione di accesso presso il comune di Reggio Emilia al fine di verificare l’esistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale, come emergerebbe dall’inchiesta Aemilia. Sullo stesso argomento vedi anche l’interrogazione 4-11890. Il Ministro dell’Interno aveva già risposto il 22 aprile 2015, alla Camera, all’interrogazione a risposta immediata3-01450 riguardante il comune di Brescello (Reggio Emilia). Vedi anche l’interrogazione Camera 4-12218 del 23 febbraio 2016 sulle ragioni del mancato scioglimento del comune di Finale Emilia nonostante l’emersione dai lavori della commissione di accesso di gravi sospetti sulle infiltrazioni della criminalità organizzata.

In data 20 gennaio 2016 il Ministro per l’Interno ha risposto alla Camera all’interrogazione 3-01942 del 19 gennaio 2016 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso per il comune di Catania. Sullo stesso tema vedi anche le interrogazioni Camera 4-12412 dell’8 marzo 2016 4-07806del 5 febbraio 2015.

Il sottosegretario all’Interno ha risposto in commissione alla Camera, il 26 novembre 2015, all’interrogazione 5-07094 con la quale si sollecita l’avvio delle procedure ispettive ex art. 143 t.u. sugli enti locali, al fine di verificare l’esistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nel comune di Nola (Napoli). Sullo stesso tema vedi anche l’interrogazione 4-09337 del 3 giugno 2015

Nell’ambito dell’informativa urgente sull’indagine giudiziaria nota come “mafia capitale”,  svoltasi alla Camera il 25 giugno 2015, il Ministro della Giustizia ha fornito elementi anche sull’attività della commissione di accesso per Roma capitale, istituita il 15 dicembre 2015 dal prefetto di Roma, e sulle commissioni  riguardanti altri quattro comuni della provincia interessati dalla medesima inchiesta. Sullo stesso tema vedi anche la risposta del 7 luglio 2015 del sottosegretario all’interno all’interrogazione 4-03144 con l’illustrazione delle misure adottate come conseguenza delle indagini giudiziarie su Roma Capitale e su altri 4 comuni coinvolti (Castelnuovo di porto, Sant’Oreste, Sacrofano e Morlupo). Per quanto riguarda specificamente il comune di Sacrofano, vedi la risposta scritta del rappresentante del Ministero all’Interno alle interrogazioni 4-08919 e 4-07647Nuove interrogazioni sono state presentate alla Camera sempre con riferimento all’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Sacrofano (Atti 4-11487 e 4-12727)  In precedenza il Governo aveva risposto in data 18 marzo 2015 alle interrogazioni a risposta scritta 4-03160 del 16.12.2014  e 4-03477del 18.2.2015 sugli orientamenti del Governo in ordine alle misure per affermare la piena legalità dell’amministrazione di Roma capitale, con particolare riferimento al Municipio di Ostia, fornendo informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori della commissione di accesso.

Il rappresentante del Ministero dell’Interno ha risposto per iscritto al Senato, il 30 aprile 2015, all’interrogazione 4-03637 sull’incandidabilità del sindaco di Sedriano (Milano), sciolto per infiltrazioni mafiose.

Il rappresentante del Governo ha risposto il 31 marzo 2015, in Commissione Affari costituzionali della Camera, all’interrogazione 5-02650 sulla presenza delle organizzazioni criminali nel comune di Conversano (provincia di Bari) e sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso.

Il Governo ha risposto il 13 marzo 2015 all’interrogazione 2-00867 sull’illecita gestione degli appalti da parte dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, oggetto di un provvedimento di scioglimento, con conseguente nomina di tre commissari prefettizi, e sulle misure volte a ridurre la discrezionalità delle amministrazioni pubbliche negli affidamenti diretti dei lavori pubblici ed a contrastare le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni pubbliche. Sullo stesso tema vedi anche l’interrogazione Senato 4-03326 del 27/1/2015.

In data 6 marzo 2015 il rappresentante del Governo ha risposto all’interrogazione 4-01399 del 24 luglio 2013 su alcuni aspetti della gestione commissariale del Consiglio provinciale di Vibo Valentia, sciolto nel dicembre 2012, e sull’attuale situazione di dissesto finanziario dell’ente.

In data 19 febbraio 2015 il rappresentante del Governo ha risposto in commissione all’interrogazione3-01248 del 1/10/2014 sull’attività di risanamento del comune di Isola delle Femmine (Palermo) effettuato dalla gestione commissariale dopo lo scioglimento del consiglio del 2012 e sulla incandidabilità dei precedenti amministratori locali.

Il Governo ha risposto il 9 ottobre 2014 all’interrogazione  a risposta scritta Atto Senato 4/02239 sulle misure adottate per garantire il sollecito ritorno al voto dopo lo scioglimento del consiglio regionale della Calabria.

Il Governo ha risposto il 7 agosto 2014 all’interrogazione a risposta scritta Atto Senato 4/01134 sulle misure in corso di contrasto alle mafie adottate nel comune di Nettuno (sciolto nel 2005 per infiltrazioni della criminalità organizzata) e nelle zone limitrofe.

Il Governo ha risposto il 4 luglio 2014 all’interpellanza urgente Atto Camera  2/00607 sui problemi legati alla gestione dei rifiuti a Reggio Calabria (il cui comune è stato sciolto nel 2012 per infiltrazioni della criminalità organizzata) in seguito allo scioglimento per mafia della ditta incaricata del servizio di igiene urbana.

Il Governo ha risposto in data 1° aprile 2014 all’interpellanza Atto Camera n. 2-00184 sullo scioglimento del consiglio provinciale di Salerno.

Il Governo ha risposto il 26 luglio 2013 all’interrogazione a risposta orale Atto senato 3/00075 sulle misure adottate per garantire il regolare svolgimento della campagna elettorale da condizionamenti di clan camorristici nei comuni di Maddaloni e Marcianise, in provincia di Caserta, il secondo dei quali era stato interessato da provvedimento di scioglimento negli anni precedenti.


ATTI DI INDIRIZZO, INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: ITER IN CORSO

Qui di seguito sono elencati gli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo in attesa di risposta da parte del Governo.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-12688 del 30 marzo 2016 sulla gestione commissariale del comune di Siderno (Reggio Calabria), oggetto di un decreto di scioglimento nel 2013. Vedi anche l’ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11672 del 14 gennaio 2016..

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-05489 sugli atti di intimidazione avvenuti nel comune di Casapesenna (Caserta), già sciolto per tre volte per infiltrazioni della criminalità organizzata

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-12466 del 10 marzo 2016 sulla gestione dei rifiuti nel comune di Mazzarà Sant’Andrea, sciolto per mafia nel 2015.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-05420 dell’8 marzo 2016 sull’invio di una commissione di accesso presso il comune di Seregno (Monza e Brianza). Sullo stesso tema vedi anche l’ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04150 del 18 giugno 2015.

 ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-12360 del 3 marzo 2016 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Casavatore (Napoli), alla luce delle indagini giudiziarie che hanno riguardato anche alcuni amministratori locali.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-12248 del 25 febbraio 2016 sull’avvio delle procedure ex art. 143 t.u. enti locali per accertare l’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Castelvetrano Selinunte (Trapani).

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 3-02557 del 4 febbraio 2016 sull’avvio di un’attività ispettiva con riferimento al comune di Agira (Enna) per verificare l’esistenza di condizionamenti dell’attività dell’amministrazione locale.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 5-07637 del 3 febbraio 2016 sulla partecipazione ai lavori del consiglio direttivo del Parco del Gargano di un consigliere del comune di Monte Sant’Angelo, sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nel 2015.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11883 del 1° febbraio 2016 sull’esistenza dei presupposti per un nuovo scioglimento del comune di Casapesenna (Caserta), già oggetto di 3 decreti di scioglimento nel 1991, 1996 e 2012.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-05166 del 27 gennaio 2016 sul regime delle relazioni delle commissioni di accesso sulle infiltrazioni mafiosi nelle amministrazioni locali.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11672 del 14 gennaio 2016 sulla situazione finanziaria del comune di Siderno (Reggio Calabria) oggetto di un decreto di scioglimento nel 2013.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11494 del 18 dicembre 2015 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Cava dei Tirreni (Salerno).

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11306 del 27 novembre 2015 sulla convalida dell’elezione del nuovo sindaco di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), comune sciolto per tre volte ex art. 143 del t.u. sugli enti locali.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-11164 del 17 novembre 2015 sulla data di svolgimento di nuove elezioni amministrative nel Municipio di Ostia (Roma), oggetto di commissariamento per infiltrazioni mafiose.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04788 del 4 novembre 2015 sui presupposti per l’avvio delle procedure previste dal testo unico sugli enti locali con riguardo agli appalti gestiti dal consorzio per l’area di sviluppo industriale di Enna. Vedi anche l’interrogazione Atto Senato 4-04853 del 19 novembre 2015.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04787 del 4 novembre 2015 sulla gestione dei rifiuti nel comune di Scicli (Ragusa), attualmente commissariato per infiltrazioni mafiose. In precedenza (2 aprile 2015) era stata presentata al Senato  l’interrogazione 3-01825 sulla presenza delle organizzazioni criminali nel comune di Scicli e sullo stato degli accertamenti da parte della commissione di accesso sulle infiltrazioni mafiosi nell’amministrazione comunale.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04718 del 21 ottobre 2015 sull’avvio di un’attività ispettiva con riferimento al comune di Terme Vigliatore (Messina), già oggetto di scioglimento nel 2005.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04601 del 1° ottobre 2015 sulle infiltrazioni della camorra nel comune di Afragola (Napoli).

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-10559 del 30 settembre 2015 sui presupposti per l’avvio delle procedure previste dall’art. 143 del testo unico sugli enti locali con riguardo al comune di Massafra (Taranto) in seguito all’inchiesta della magistratura sugli illeciti emersi  nella raccolta dei rifiuti (sullo stesso tema vedi anche l’interrogazione 4-10564).

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-10539 del 29 settembre 2015 sui presupposti per l’avvio delle procedure previste dal testo unico sugli enti locali con riguardo al comune di Patti (Messina), in seguito all’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto esponenti del consiglio e dirigenti dell’amministrazione comunale.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-10497 del 25 settembre 2015 sui presupposti per l’avvio delle procedure previste dal testo unico sugli enti locali con riferimento al comune di Falcone (Messina), in seguito all’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il sindaco ed alcun assessori.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04397 del 30 luglio 2015 sulle infiltrazioni mafiose nel comune di Petilia Policastro (Crotone).

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-09844 del 15 luglio 2015 sui presupposti per l’invio di una nuova commissione di accesso presso il comune di Torre del Greco (Napoli), anche a seguito delle iniziative della magistratura nei confronti di amministratori e funzionari locali.

ATTO SENATO MOZIONE 1-00447 del 14 luglio 2015 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento di Roma Capitale.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 3-02061 del 14 luglio 2015 sulla sollecita pubblicazione degli atti relativi alla verifica da parte del Prefetto dell’esistenza di infiltrazioni mafiose in Roma Capitale.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04246 dell’8 luglio 2015 sull’attivazione della procedura di cui all’art. 143 del t.u. sugli enti locali al comune di Afragola (Napoli). 

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 4-09755 dell’8 luglio 2015 sui presupposti per l’invio di una commissione di accesso presso il del comune di Rosolini (Siracusa), anche a seguito dei gravi e ripetuti episodi di intimidazione ai danni di amministratori locali e funzionari comunali.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-04115 dell’11 giugno 2015 sulle notizie di stampa relative all’istruttoria compiuta dalla commissione di accesso per Roma capitale.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-03966 del 14 maggio 2015 sulla concreta attuazione della normativa sullo scioglimento delle amministrazioni locali, con particolare riferimento al decreto di scioglimento del comune di Augusta (Siracusa).

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 4-03952 del 13 maggio 2015 sull’opportunità della nomina del prefetto Cimmino a commissario prefettizio del Comune di Arzano (Napoli), recentemente sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE 5-05150 del 25 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione di accesso per valutare lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-03682 del 24 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del X Municipio di Roma (Ostia)

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-03637 del 17 marzo 2015sull’incandidabilità dell’ex sindaco di Sedriano (Milano), sciolto per mafia nel dicembre 2013

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-08450 del 17 marzo 2015 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Sacrofano, in provincia di Roma.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-03624 del 12 marzo 2015 sull’attività svolta dal commissario prefettizio del comune di Trani.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-08171 del 26/2/2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione d’accesso presso il comune di Verona.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-08108 del 24/2/2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione d’accesso per un’azienda sanitaria di Nuoro, sospettata di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-07962 dell’11/2/2015 sull’esistenza dei presupposti per l’invio di una commissione d’accesso per il comune di Gallipoli  (Lecce).

ATTO SENATO INTERROGAZIONE 3-01637 dell’11/2/2015 sull’esistenza dei presupposti del commissariamento del comune di Roma.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-07865 del 10/2/2015 sulla grave situazione dell’ordine pubblico nel comune di Polizzi Generosa  (Palermo), sciolto per infiltrazioni mafiose ed oggi ancora commissariato.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-07645 del 23/1/2015 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale di Sacrofano (Roma).

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-3241 del 13/1/2015 sulle misure che il Governo intende adottare nel comune di Nettuno (già sciolto nel 2005 per infiltrazioni della criminalità organizzata).

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-07369 del 19/12/2014 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale di Salerno.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-03160 del 16/12/2014 sugli orientamenti del Governo in ordine alle misure per affermare la piena legalità dell’amministrazione di Roma capitale.

ATTO SENATO INTRROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-02325 del 12.6.2014 sul ripristino della legalità nel comune di Briatico (Vibo Valentia) il cui comune è stato sciolto due volte, nel 2003 e nel 2012

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-04752 del 7/5/2014 sull’esistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Verona

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4-01698 del  13.2.2014 riguardante la situazione del comune di Altavilla Milicia (Palermo), già oggetto di un provvedimento di scioglimento nel 2014

ATTO SENATO -INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01627 del 5/02/2014 sulle iniziative del Ministro dell’interno per contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nel litorale laziale e sulla verifica dei presupposti per lo scioglimento del comune di Ardea.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3-00547 del 15.1.2014 sulla situazione del comune di Ardea (Roma) e sull’esistenza dei presupposti per l’insediamento di una commissione di accesso.

(ultimo aggiornamento 30 marzo 2016)

 

Ma possibile che la società civile di Torre Annunziata resta inerte e si limita a guardare senza organizzarsi e mobilitarsi contro queste bande ?

Emergenza criminalita a Torre Annunziata (NA),il Prefetto di Napoli  invia piu uomini per contrastare il fenomeno criminale emergente  (quello giovanile e inprevedibile ovvero i cosi chiamati Bebi Bos) .Si rende necessario   intervenire con rigore e stoppare sul nascere queste alzate di testa criminali
Che stanno irrompendo in una cittadina già sofferente proprio grazie all’alto tasso criminale che da anni e’ sempre attivo.mettendo a serio rischio la sicurezza e la serenità dei cittadini,e ancora piu grave ,imponendo racket alle pochissime attività commerciali esistenti già martoriate dalla crisi..

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