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Il “caso Fondi” e le domande rimaste senza risposta.E,intanto,l’amministrazione vuole privatizzare alcuni servizi importanti.Perché?

Il caso Fondi.Si é cambiato tutto per non cambiare niente

UN FALSO ALLARME

UN FALSO ALLARME…………..

Nella prima mattinata di oggi una telefonata di un amico lontano ci ha fatto sobbalzare dalla sedia:

“Una nave straniera,seguendo una rotta siciliana,ha trasportato o sta trasportando pale eoliche nel porto di Gaeta. Cercate di scoprire gli autori ed i committenti del trasporto”

Un rapidissimo focus acceso da noi e la notizia é risultata,però, infondata.

Non ce ne duole più di tanto. Anzi!!!!

Meglio un eccesso di zelo che l’ignavia e l’indifferenza dei più.

L’allarme scaturisce dalla notizia diffusasi qualche anno fa circa un particolare interesse che avrebbero nutrito e nutrirebbero Mattia Messina Denaro e Cosa Nostra al business delle pale eoliche.

Le energie alternative fanno gola.

In effetti nel Porto di Gaeta ,a cavallo degli anni 2000 ed per un paio di anni, c’é stato un intenso traffico in entrata ed in uscita di pale eoliche e noi lo abbiamo segnalato a

chi di dovere per prudenza,anche se non siamo in grado di affermare che esso era imputabile o meno alle mafie.

Può darsi di no,ma é bene tenere sempre gli occhi aperti perché proprio sul Porto di Gaeta ci sono state in passato voci di traffici strani e lavori sospetti .

Da quelli collegati con l’assassinio di Ilaria Alpi e ai traffici con la Somalia,a quella di un’impresa forse riconducibile alla famiglia di Totò Riina che avrebbe effettuato alcuni lavori,per non parlare dei probabili trasporti di cui ha parlato Carmine Schiavone,il quale ha fornito anche le targhe dei camion che avrebbero trasportato fusti tossici.

Non va dimenticato,peraltro,che proprio quest’ultimo – cioé lo Schiavone – ha parlato del sud pontino – Formia,Gaeta ecc. – ritenuto dai Casalesi “provincia di Casale” e a noi é stato insegnato un motto che recita testualmente :” in terra di mafia non c’é foglia che si muova che la mafia non voglia”.

Se tanto ci dà tanto………….!!!!!!!!

Di conseguenza ………é meglio tenere gli occhi ben aperti ed osservare ed annotare ogni presenza ed ogni movimento. di persone e cose.

Ed é,appunto,quello che diciamo sempre agli investigatori istituzionali :

abbiate sempre occhi ed orecchie ben spalancati sul territorio del sud pontino e,quindi,anche sul Porto di Gaeta !!!!!

E di qua che potrebbe passare di tutto.

E probabilmente é già avvenuto e,forse,sta avvenendo ed avverrà!!!!!!

Chissà,ma non spetta a noi rispondere perché non intendiamo affatto invertire i ruoli…………

L’Osservatorio Comunale contro la criminalità a Formia e a Gaeta secondo quanto sta richiedendo da anni l’Associazione Caponnetto.

Formia a quanto pare lo sta costituendo,mentre l’Amministrazione comunale di Gaeta non ne parla proprio.Gli interventi forti del PRC e del M5S

Osservatorio comunale contro la criminalità a Formia e Gaeta

La realtà drammatica in cui si trovano coloro che decidono di schierarsi con la Giustizia.Dov’é lo Stato?????????

Ignazio Cutrò: «Ho vinto contro la mafia, ho perso contro lo Stato»

  Ignazio Cutrò, sotto protezione dopo aver denunciato i suoi estorsori: «Caro Renzi, dacci gli hotel dei mafiosi che abbiamo denunciato»

1 giorno fa | di Rossana CampisiIgnazio Cutrò, imprenditore edile, 47 anni, lo ha scritto bianco su rosso: Abbiamo vinto noi. E’ il titolo di una storia, la sua, raccontata in un libro da Benny Calasanzio Borsellino, giornalista, scrittore (e nipote di zio e nonno uccisi dalla mafia) che parte dall’agrigentina Bivona, patria delle pesche sornione e delle sedie artigianali. E’ qui che Cutrò ha fatto arrestare i suoi estorsori ed è diventato un testimone di giustizia. Ha visto diminuire il lavoro della sua azienda fino al giorno in cui ha chiuso i battenti. «Ho vinto contro la mafia», commenta oggi, «ma ho perso contro lo Stato».E’ vero che andrà all’estero?«Certo. Non riesco a vivere in Italia. Dico economicamente». Lamenta la malaburocrazia del Paese.«Ogni proposta, ogni incontro con i ministri per lasciare che i testimoni di giustizia abbiano delle possibilità di lavoro non è servito a nulla. Prenda il progetto che ho presentato al presidente delle regione Sicilia Rosario Crocetta, per far assumere i testimoni di giustizia negli enti della pubblica amministrazione. Incontro il Ministro, fondo la prima associazione nazionale per tutti i testimoni di giustizia, il mio decreto arriva a Roma. Ma rimane fermo lì, su qualche scrivania».Il premier Matteo Renzi ha messo nero su bianco però cinque punti su come fermare la Mafia SPA. «Quando li farà approvare e poi applicare ne riparliamo. Se poi rendesse più duro il 41 bis e le condanne per mafia, farebbe meglio».Aggiungerebbe un sesto punto?«Vorrei suggerirgli che se i beni confiscati alla mafia potessero essere affidati anche ai testimoni di giustizia sarebbe bellissimo. Potremmo creare hotel, aziende, Lavorare anche noi insomma. Risparmierebbe lo Stato e darebbe un’opportunità anche a noi. Che senso ha avere una mensilità se poi non hai un lavoro?».Una mensilità che lei però non ha.«No, perché quella viene concessa solo a chi accetta di lasciare la propria terra. E io, la Sicilia, non ho mai pensato di lasciarla. Ho chiesto al Ministero dell’Interno di ricevere un assegno almeno per i miei due figli: loro sì che ho voluto che andassero fuori. Veronica e Giuseppe studiavano a Milano, adesso sono tornati a casa. Speravo che almeno per loro ci fosse un programma di protezione in qualche località fuori dalla Sicilia. Io non riesco a pagargli l’affitto. Quando sono tornati non sono riuscito a guardarli negli occhi per un mese. In quei giorni ho meditato di lasciare l’Italia».Insomma, vede nero.«No. Grazie all’associazione i testimoni che un tempo restavano isolati dalla famiglia, dalla loro terra, adesso hanno una voce. E poi questa è la terra di Falcone e Borsellino. Nessuno qui è eroe inutilmente. Tante cose sono cambiate, adesso però tocca alla politica».
ciliberto gennaro

Quanto cammino e quanti orgoglio e commozione!!!!!!!……….

Ogni volta che leggiamo di qualche operazione di polizia e di qualche provvedimento giudiziario che portano in galera dei camorristi e dei mafiosi nel Lazio ed al sequestro o alla confisca dei loro beni,a sud come a nord della regione Lazio,vediamo scorrere,con un misto di commozione e di orgoglio e come in un film,i visi di alcuni dei nostri amici,alcuni vivi ed ancora attivi,altri morti.

Gigi Daga,nel viterbese ,fra questi ultimi purtroppo ,la figura nobile di un combattente,prima in politica e,poi,nell’Associazione,sempre impegnato a chiedere un approfondimento di una notizia da lui acquisita ,una “visura camerale” di una società,di un gruppo che facevano investimenti milionari nell’area che si estende da Civitavecchia in sù, fino al Grossetano.

Ci chiamava alle primissime ore del mattino,ancora di notte quasi, per segnalarci ,soddisfatto ,quello che aveva scoperto e ci chiedeva di approfondire le ricerche .

E,poi,quando,raccolte tutte le notizie e accumulato una buona quantità di queste,ci diceva “andiamo a consegnarle”.

Purtroppo ci ha lasciati anzitempo ed ancora oggi,a distanza di anni ormai,fatichiamo a riprendere un cammino in quell’area che lui aveva appena iniziato,un cammino che ci avrebbe sicuramente portati a far fare pulizia su un territorio devastato dal malaffare

e dalle mafie dove taluni spezzoni dello Stato latitano o non lavorano come sarebbe necessario.

E,poi,oltre all’indimenticabile Gigi,coloro che oggi operano.

Pochi,pochissimi purtroppo,che noi cerchiamo di tenere “coperti”,non esposti,non sotto i riflettori.

Per ovvie ragioni ,anche di sicurezza.

Preziosi quanto l’oro ed ancor di più se si potesse quantificare il valore dell’ opera che essi svolgono a favore non solo del l’Associazione , ma anche del Paese e del territorio.

Anzi,dei territori.

Uomini e donne,giovani e non più giovani,che sono l’espressione di un’Italia che noi sogniamo e che non esiste purtroppo,ricchi di valori e passioni che sono il patrimonio di pochi,pochissimi.

L’altra faccia,minoritaria,del Paese,quella delle persone oneste e coraggiose,non quella dei corrotti,dei vigliacchi e dei mafiosi,purtroppo maggioritaria in un’Italia sprofondata negli abissi delle miserie morali,prima che economiche,dei disvalori,dell’insulsaggine e della vuotaggine parolaia.

Della sottocultura mafiosa.

L’espressione di un’antimafia operativa,quella di questi pochissimi nostri amici,che non si vede,non appare,non fatta di parole,di chiacchiere inutili ed insulse.

Gli “zappatori”,coloro che si aggirano fra “visure camerali” e datebase,non sui palcoscenici e sui giornali,impegnati a

raccogliere notizie,ad immetterle nel computer,per incrociare i dati,per individuare gli intrecci,per risalire ai pupari,ai fruitori finali,a quelli che stanno “dietro” ed operano nell’ombra tirando i fili.

I rappresentanti veri di quell’antimafia che non esiste,quella che dovrebbe essere di tutti e,purtroppo, non é.

Quell’antimafia che ci consente ,con grande senso di orgoglio,di vedere dietro moltissime operazioni la presenza e l’opera,dirette od indirette , dell’Associazione Caponnetto,di tutti noi.

Quell’antimafia che ci dà la soddisfazione di sentirci dire talvolta da taluni che contano ” Se non ci foste bisognerebbe crearvi”.

Ci basta questo che é tanto,tantissimo,per chi,come noi,crede nei valori della Giustizia vera,della democrazia reale,della solidarietà fra le persone,dell’ONESTA’,pronti anche a morire per difenderli.

Il grido dall’Assemblea di Napoli della Caponnetto :” Amici,all’attacco.Non é più tempo di ma o di se,di ritrosie,timidezze : o di qua o di là,o contro le mafie o con le mafie”

E’ l’appello caldo ed accorato che é partito dall’Assemblea dell’Associazione Caponnetto svoltasi stamane a Napoli.

Deve finire l’era dei se e dei ma.

Le mafie avanzano,conquistano ogni giorno,ogni secondo sempre più spazi nella vita economica,sociale,politica ed istituzionale del Paese e non ci sono più alibi e giustificazioni per chicchessia per ritardi,ritrosie,distrazioni,disinteresse.

Chi vuole combattere seriamente le mafie per non lasciare ai nostri ragazzi una società da incubo, basata sulla violenza,sul sopruso,sull’ingiustizia,ha il dovere di venire in trincea.

Altrimenti abbia il pudore di non parlare più di mafie e di antimafia.

Non ne ha il diritto.

Solo con le chiacchiere,con i “condivido”,i “mi piace” non si va da nessuna parte.

La drammaticità della situazione esige da parte di ognuno scelte drastiche,determinate ,definitive :

o di qua o di là.
O contro le mafie o con le mafie. Non ci sono vie di mezzo.

Ma essere contro le mafie significa impegnarsi personalmente,sporcarsi le mani,esporsi,fare blocco con altri che la pensino nella stessa maniera e,insieme,combattere,senza aver paura.

Anche l’antimafia sociale DEVE fare la sua scelta. Un salto di qualità.
Un passaggio dalle parole ai fatti.

Noi con tutta umiltà ,con il cuore in mano e senza voler penalizzare chicchessia o pensare di essere i più bravi o i più belli ci rivolgiamo a tutte le persone oneste,ai cittadini perbene,singoli o già aggregati, di questo Paese che soffrono e sentono l’esigenza di un cambiamento,per chiedere un impegno più netto,determinato nella lotta finalizzata a bloccare l’avanzata della mafie e la conquista definitiva da parte di queste del potere assoluto.

Non é più tempo di palcoscenici , di sermoni,di appelli e di preghiere.

Siamo in guerra,sì in guerra!!!!!!!!!!

Testimoni di Giustizia si incatenano davanti al Ministero degli Interni a Roma.Nella foto si vedono anche il Sen.Giarrusso del M5S ed il segretario dell’Associazione Caponnetto

Erano “agricoli” e,quindi,non edificabili i terreni sequestrati a Le Fosse a Formia

Erano agricoli i 17 terreni sequestrati a Le Fosse a Formia

Le Iene. Vita da infiltrato

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/03/05/trincia-vita-da-infiltrato_8376.shtml

Occhi spalancati sul Porto di Gaeta

Occhi aperti sul Porto di Gaeta

Un Supercommissariato di Polizia a Formia.E’ assolutamente necessario.

A Formia un Distretto di Polizia

Il Trattato di Velsen sta per essere attuato e ,quindi,bisogna cominciare a fare la riorganizzazione delle forze di polizia.

Cominciamo da Fondi,territorio a forte radicamento mafioso nel Basso Lazio,”provincia di Casale”.

Una cittadella per le forze dell’ordine a Fondi

Perché in Italia il fenomeno mafioso é indistruttibile

Perché in Italia il fenomeno mafioso é indistruttibile (Da AgoraVox)

Davanti al Viminale per protestare per il trattamento riservato a Gennaro Ciliberto ed a tutti i Testimoni di Giustizia

Gennaro Ciliberto,Pietro Di Costa ed Elvio Di Cesare dell’Associazione Caponnetto

L’ultima Relazione della DNA.Situazione sempre più grave

L’ultima Relazione della Direzione Nazionale Antimafia

Scarica la relazione

Ora basta veramente.A Gaeta bisogna cominciare a fare seriamente la lotta alla camorra.

ORA SONO CADUTI TUTTI GLI ALIBI E GLI UOMINI CI SONO PER UN MAGGIOR CONTROLLO DEL TERRITORIO:
UNA DECINA DI UOMINI IN PIU’ AL COMMISSARIATO DI GAETA E TRE A QUELLO DI FORMIA.
SU OGNI 10 AUTOVETTURE CHE GIORNALMENTE ENTRANO A FORMIA E GAETA ALMENO LA META’ SONO DI PERSONE CHE PROVENGONO DA CASAL DI PRINCIPE,CASAPESENNA,FRIGNANO,SAN CIPRIANO DI AVERSA E DALL’AREA CASALESE.
COSA VANNO A FARE A GAETA E FORMIA?
“Provincia di Casale” lo definiscono i Casalesi e provincia di Casale é.
Ed é la realtà.
Su dieci macchine che entrano ogni giorno nel sud pontino,almeno la metà sono di persone che provengono dalla zona dei Casalesi.
Il sud pontino schiacciato dai Casalesi e le istituzioni,quelle sane ovviamente,nicchiano,stanno ferme.
Inerti come il povero animale terrorizzato dalla belva che lo sta per divorare e che resta impietrito per lo spavento.
Ormai tutto il settore edile ,per non parlare degli altri,é nelle mani dei casalesi ( con riferimento al territorio,non al clan).
Le ditte locali sono sparite,incapaci di affrontare la concorrenza:
ne sono rimaste un paio a Gaeta e 3-4 a Formia.
Fallite tutte le altre perché non c’é stato alcun controllo da parte delle istituzioni competenti.
Il Comune di Gaeta ha una lista di una quarantina di ditte di fiducia e quasi tutte provengono dall’area di Casal di Principe e dintorni.
Può darsi che siano tutte “pulite”,ma può darsi che qualcuna non lo sia.
Nessuno controlla,nessuno ha mai emesso una sola interdittiva antimafia in questa provincia sfortunata!!!!!!!!!!!!
Polizia,Guardia di Finanza,Carabinieri,nessuno,a quanto ci risulta,che sia andato al Comune di Gaeta a chiedere l’elenco delle ditte “di fiducia”,nessuno che abbia acquisito l’elenco delle ditte che fanno i lavori di “somma urgenza”,nessuno che abbia domandato e si sia domandato il “perché “vengono chiamate non le ditte locali ma quelle dell’area casalese e CHI le abbia chiamate e le chiami.
Nessuno.
E .-ancora più grave- nessun consigliere comunale che si sia preso la briga di fare un’interrogazione,una segnalazione,un accertamento approfondito e che,quindi, abbia tentato di andare a fondo.
Stanno partendo i lavori di alcuni Piani approvati e si parla della realizzazione di centinaia di abitazioni.
Si preannuncia,quindi,la grande abbuffata da parte di imprese d’oltre Garigliano.
Edilizia privata con gare a trattative privata!!!!!!!!!!
E voilà.
Avevamo chiesto all’Amministrazione Comunale di Gaeta di costituire l’Osservatorio contro la criminalità organizzata sulle base,però, delle indicazioni dai noi fornite ,ad evitare l’ennesima scatola vuota.
Parole al vento.
A Gaeta non si parla di lotta alla camorra,che pure c’é.
Da oggi in avanti vogliamo vedere il Commissariato della Polizia di Stato all’opera a spulciare le carte per capire cosa ha portato a questa situazione.
Se non avverrà -ci perdoni il Questore Intini al quale rinnoviamo la nostra stima- saremo davvero fortemente critici.
Ora basta.

A Formia un Distretto di Polizia

CHIAMATELO DISTRETTO DI POLIZIA,SUPERCOMMISSARIATO O VATTELAPESCA ….L’IMPORTANTE E’ CHE SI FACCIA !!!!!!!!!!!!!!!!
A Formia,”provincia di Casale”!!!!!!
Dove ci sono tutti,ma proprio tutti i clan della camorra.
Un “Distretto” che abbia competenza su tutto il sud pontino attanagliato in una morsa di ferro dalla camorra.
Diretto da persone CAPACI,ESPERTE E CHE NON HANNO PAURA,e non impreparate ,inesperte , demotivate.
Questo vale per i dirigenti come per i subordinati.
Al fronte non ci possono stare persone timorose o che non sanno come si fa la guerra.
La sconfitta sicura sarebbe, con queste, dietro l’angolo e questo non ce lo possiamo permettere.
Il Capo della Polizia deve convincersi una buona volta per sempre della necessità urgente di mettere mano alla soluzione del caso del sud pontino.
Il problema non si é risolto con l’assegnazione al Commissariato di Gaeta di una decina di persone e di altre 3 a quello di Formia.
Non é con i numeri che esso si risolve.
Tanto più se si considera che é in corso un forte depotenzionamento dei Carabinieri,in vista dello scioglimento dell’Arma,la cui Compagnia gaetana é stata declassata già a
Tenenza con il conseguente trasferimento di un buon numero di unità.
Se il Capo della Polizia vuole seriamente risolvere il problema del sud pontino – “provincia di Casale”,come unanimemente esso viene definito – deve mandare gente capace e persone che hanno voglia di lavorare malgrado il trattamento indecoroso loro riservato da governanti irresponsabili che,anzichè aumentare le risorse per affrontare il problema mafie che rappresenta la prima emergenza del Paese,le riducono in maniera vergognosa.
L’Associazione Caponnetto ha da oltre un anno posto sul tappeto due questioni importanti che vanno affrontate e risolte se veramente si vogliono sconfiggere le mafie nel Lazio.
1) il primo é quello che riguarda la delega alle Procure ordinarie per indurle ,come si fa da decenni in Campania,ad interessarsi anche di reati associativi di stampo mafioso;
2)il secondo è quello di attrezzare i presidi locali di polizia,a cominciare appunto da quelli di frontiera come Formia,al confine con la Campania,con gente esperta e capace.
Capace di fare indagini patrimoniali,di “leggere” le visure camerali,gli intrecci mafie – politica-istituzioni e di adottare i provvedimenti conseguenti.
Quando parliamo di intrecci fra soggetti mafiosi con uomini della politica e delle stesse istituzioni,il Capo della Polizia sa di cosa stiamo parlando !!!!!!!!!!!!!!
Con la creazione di un Distretto si risolve anche il problema della dirigenza in quanto esso deve essere diretto da un Primo Dirigente e non da un semplice V.Questore e si presume che un Primo Dirigente sia una persona più esperta di quest’ultimo.
La settimana prossima attiveremo i nostri canali per sensibilizzare in tal senso il Capo della Polizia e non demorderemo fino a quando la questione non sarà risolta.

” Corruzione: l’Europa ci giudica mentre noi ci assolviamo”,di Arturo Gnesi,Sindaco di Pastena.Che vergogna!

Assistiamo ad uno scenario deludente che ha mortificato il consenso e
delegittimato la politica e  ad un crescente distacco e disinteresse della
gente comune mentre dovremmo preoccuparci  di  ridare decoro e dignità all’
amministrazione dei nostri territori e  ripristinare un rapporto trasparente
e
democratico con i cittadini . Non accade nulla perchè siamo degli incalliti
sostenitori di un sistema dove ancora contano i capi partito piuttosto che
lo
sviluppo della società

 

Corruzione: l’Europa ci giudica mentre noi ci assolviamo ….

Il rapporto europeo sulla corruzione ci dà un triste primato e purtroppo l’allarme cade nel vuoto, viene accolto con superficialità e noncuranza dalla classe politica quasi facesse parte del dna del popolo italiano.

Non solo gli amministratori sono infastiditi ma spesso anche la cosiddetta società civile giudica distrattamente questi dati e teme che siano solo falsi allarmismi o strumentalizzazioni politiche.

Ma non è così e ognuno dovrebbe preoccuparsi di liberare le istituzioni da chi agisce solo per acquisire potere personale ed arricchirsi illegalmente. Anziché astenersi dal voto e allontanarsi dalla politica occorre ritrovare un linguaggio comune capace di eliminare i dubbi, accantonare i sofismi, smascherare i tatticismi, isolare la retorica e fare a meno della demagogia. Occorre far fuori le combriccole di soci e gli affaristi che continuano a far politica solo per foraggiare i loro interessi e per sistemare i loro amici, portaborse e parenti, per controllare ancora meglio un pezzo dello Stato e appropriarsi delle sue risorse. Bisogna riportare la democrazia e la partecipazione dove ora regna l’arbitrio, il comando e l’inganno, riportare legalità e trasparenza dove ora ci sono le mercanzie di lobbie e cricche che si dividono i soldi.

Non possiamo tollerare che corrotti e collusi, ben inseriti dentro le istituzioni, guidati spesso da una classe media stordita e attratta dal successo e dalla ricchezza possa decidere il futuro dei nostri giovani.

Non dobbiamo consentire a nessuno di raggirare il desiderio di appartenenza ad un popolo e ad un storia che i nostri giovani spesso esprimono, ma di cui non si potranno curare e dalla quale saranno estromessi perché costretti a fuggire per mancanza di lavoro e di opportunità professionali adeguate.

Questo non significa trascurare i gravi problemi del paese legati alla disoccupazione, alla crisi economica, alla mancanza di investimenti, alla precarietà delle famiglie e della fasce sociali più deboli, alla carenza dei servizi pubblici quali la sanità, la scuola e la sicurezza del territori e la tutela dell’ambiente, solo per citarne qualcuno, ma che vogliamo un sistema che non faciliti e promuova chi concede favori in cambio del voto , che ha avvelenato il territorio e messo in ginocchio l’economia e che infine tollera i mafiosi e non caccia dalle istituzioni i collusi e i corrotti.

Corruzione e sviluppo sono strettamente correlate tra loro come studi scientifici hanno ampiamente dimostrato in questi anni e dove c’è un sistema clientelare si annida corruzione e infiltrazione mafiosa che determina sottosviluppo economico e arretratezza culturale. Dire queste cose si passa per visionari e spesso si viene sbeffeggiati e derisi ma queste sono verità sacrosante e solo la collusione, l’ignoranza e l’ipocrisia possono far affermare il contrario. Del resto ci sono autorevoli commenti che esprimono una netta e precisa correlazione tra sistema corrotto e disagio sociale :

Il problema della corruzione per il nostro paese costituisce una priorità assoluta. Per variee ed evidenti ragioni. Primo. È una vergognosa tassa occulta che secondo alcune stime arriva a 60 miliardi di euro all’anno vale a dire mille euro per ciascun cittadino italiano, neonati compresi. Secondo. A causa dell’enormità della corruzione il futuro dell’Italia è gravemente compromesso. Ed è una rapina perpetrata sulla pelle dei giovani a parte il fatto che gli stranieri prima di investire in un sistema così corrotto ci penseranno mille volte. Se ci fosse meno corruzione ci sarebbero più campi sportivi per i ragazzi, ospedali e scuole meglio attrezzate, strade meglio asfaltate periferie più illuminate, terreno meno dissestati meno inondazioni e disastri ambientali.” “Gian Carlo Caselli

Le imprese abituate a regole chiare e burocrazie trasparenti staranno lontane dall’italia, si spoingerà da noi soltanto chi è disposto a tutto, a spendere in chiaro e in nero, a sedurre parlamentari ed assessori. E quindi la corruzione aumenterà ancora “ Stefano Feltri

La nostra amministrazione ha provato con varie iniziative a buttare un sasso nella palude della politica locale senza peraltro ottenere significative adesioni. Per una semplice idea transitiva si potrebbe infine affermare che la disoccupazione in ciociaria è quindi direttamente proporzionale alla corruzione del sistema politico, ma dire queste cose per molti è sgradevole e persino pericoloso.

Dott Arturo Gnesi sindaco di Pastena

 

Un Paese in larga parte di criminali

UN PAESE IN LARGA PARTE DI CRIMINALI………..
Mezza corruzione e più di tutta Europa é imputabile alla sola Italia.
Ad accertarlo e denunciarlo a tutto il mondo é l’Unione Europea.
E come possiamo sperare di salvarci in queste condizioni?
Criminali sono coloro che sono stati individuati e perseguiti;criminali sono coloro che vedono e,quindi,sanno e non denunciano ;criminali sono coloro che addirittura votano i criminali conclamati o sospettati tali.
Abbiamo esportato la criminalità in tutto il mondo,nelle Americhe e negli altri continenti.
Quasi dovunque nel mondo dove c’é crimine ci sono italiani.
Quasi nessuno su questa terra parla bene degli italiani ed é giusto – anche se doloroso per molti – che sia così.

Occhi aperti al massimo sul Porto di Gaeta

L’ESTREMA IMPORTANZA DI TENERE SOTTO STRETTISSIMA OSSERVAZIONE IL PORTO DI GAETA
Forse i cittadini del Basso Lazio,come quelli dell’Alta Campania,dell’Abruzzo e del Molise,di quasi tutta l’Italia centrale insomma e non solo,non si sono appieno resi conto dell’estrema importanza di tenere sotto strettissima osservazione il Porto di Gaeta.
Centro nevralgico,questo,che riguarda non solo le prospettive di sviluppo economico di un terzo del Paese,potrebbe trasformarsi,ove l’opera di vigilanza dovesse mancare od essere insufficiente,in area di soffocante occupazione mafiosa e criminale.
Salterebbero,più di quanto non siano già saltati,tutti gli spazi di vivibilità civile ,economica,politica ed istituzionale,oltre che culturale.
Il sud pontino é già da decenni considerato “provincia di Casale”,provincia,cioè,di Casal di Principe,la città in provincia di Caserta eretta – forse anche in parte a torto in quanto,oltre ai criminali,ci abitano
sicuramente delle persone perbene – a simbolo di patria della camorra e dei Casalesi in particolare.
Una concentrazione asfissiante,assidua e definitiva di tanta gentaglia sull’area che gravita sul Porto di Gaeta – come già,peraltro,in parte avviene da tempo – la ridurrebbe a centro di illegalità,di corruzione,di inciviltà e di malaffare che potrebbe danneggiare e distruggere grado a grado gli equilibri etnici,culturali,sociali,economici e politici che nei secoli si sono andati strutturando.
Una sorta di rivoluzione radicale che intaccherebbe perfino i modelli di vita,i modi di intendere ed i comportamenti delle popolazioni locali che si vedrebbero proiettate in un mondo che non é loro e,di conseguenza,verrebbero colonizzate.
Una civiltà che scomparirebbe con tutte le conseguenze immaginabili ed inimmaginabili.
Un’apocalisse dai risvolti inquietanti per le future generazioni.
Un processo all’indietro sconvolgente.
Ci sono amici che ci stanno lavorando per analizzare come tutto ciò possa essersi verificato e,come abbiamo già sottolineato in altra nota,non possiamo andare oltre per non intralciare il lavoro che essi stanno lodevolmente facendo.
Ma su una cosa vogliamo incentrare la nostra attenzione:
l’assenza totale di un’attenzione su quanto potrà avvenire .
Vediamo che i consiglieri di opposizione al Comune di Gaeta,taluni blogger delle città del Golfo e i cittadini sensibili e perbene incentrano le loro attenzioni su fatti e comportamenti che riguardano la Caserma Cosenz,la Chiesa degli Scalzi, piccole attività economiche , affidamenti di lavori e di incarichi ed altre cose di questo livello.
Bene.
Tutto importante e lodevole quando si difende la legalità. Quindi e’ giusto in parte che sia così in quanto bisogna sempre vigilare perchè non
avvengano cose sconce,episodi di favoritismi,violazioni di legge e così via.
Ma il nostro cruccio nasce dalla constatazione che non tutti sembrano di aver compreso bene la necessità di un’attenzione eccezionale sul Porto e sulle sue attività.
Gli appalti,i subappalti,la gestione delle attività,le presenze,i traffici.
Qualcuno in passato ha menato gran vanto della stipula di un…..protocollo della legalità da parte dell’Autorità Portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta.
Noi non ci vergogniamo di dire che noi non crediamo all’efficacia di questi protocolli della legalità perché l’esperienza e la realtà ci insegnano che in Italia se sono fatti a migliaia -e si fanno a decine di migliaia -e con tutto ciò ci troviamo i mafiosi perfino dentro i gabinetti di casa nostra.
L’Associazione Caponnetto tiene da tempo i suoi riflettori accesi al massimo sul Porto di Gaeta e quando essa parla vuol dire che ce n’é bisogno.
Crediamo che tutti si siano resi conto del fatto che noi non siamo dei parolai o dei superficiali.
Quindi il nostro lavoro lo abbiamo fatto e continueremo sempre a farlo,un lavoro delicato,complesso,silenzioso,vigile.
Vorremmo,però,che anche altri acquisissero intanto la consapevolezza dell’estrema esigenza di tenere gli occhi ben aperti e,poi,che ci informassero in quanto noi non abbiamo il dono dell’ubiquità per vedere tutto e tutti.

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