Lettere

La politica non è un esempio di onestà e di legalità


Se la politica e’ il cattivo esempio , se la politica troppo spesso ci porta a vicende di corruzione e collusione , se una classe dirigente non ha più vergogna e non rispetta le regole della legalità a questo punto siamo nel baratro.
Verebbe da chiedersi perchè la parte sana del popolo non entra in campo, non attua materialmente ciò che troppo spesso restano parole o solo provocazioni.
C è da dire che ogni qualvolta un movimento di legalità si appresta a chiedere un confronto con una classe politica , la stessa sfugge e a volte minimizza tali figure, facendolo passare per giustizialisti.
Da uomo per bene ho potuto toccare e vedere il marcio di un sistema che pparte dalla politica passa per l’economia e finisce in terra di camorra..
Una formula criminale  consolidata da decenni che parte dal più piccolo paese per poi finire in parlamento, voti, soldi ,potere e nomine eccellenti danno linfa alla criminalità.
Le mafie hanno posizionato negli anni i loro uomini ai posti di comando, non più lupara ma lauree a disposizione delle mafie.
Un apparato che si rigenera ogni qualvolta che le forze dell’ordine mettono a segno operazioni di sequestri ed arresti.
fiumi di denaro sporco immerso in un economia sana che di sano non ha più nulla.
aziende e banche in mano ad una cupola mafiosa che investe in tutti i settori e che comanda il mercato finanziario.
Le leggi troppo spesso sono solo un paravento , una giustizia lenta poi rafforza la certezza di impunità dei corrotti.
Questa è una guerra , una battaglia di civiltà che si combatte ad “armi” impari.
Non mollare significa essere presenti, il futuro dei nostri figli è in noi …se silenti e opportunisti saremo complici di questo sistema.

– testimone di giustizia

Gennaro Ciliberto

.Stato ingrato ! Una lettera di un Testimone di Giustizia,Gennaro Ciliberto,che stringe il cuore dei cittadini perbene ed onesti

-

– Quel profumo di libertà perso per sempre perché Testimone di Giustizia e quell’emozione sempre negata …….. 

 

 

Sono un uomo di 44 anni cittadino Italiano di origini Napoletane, vissuto sino all’età di 37 anni da uomo libero, sino a quando nel 2010 ho denunciato la camorra e la corruzione nelle grandi opere.

Dal 2011 vivo l’inferno di una vita non vissuta fatta di attentati da parte della camorra e da persecuzioni da parte dei colletti bianchi.

Mi ritengo un esiliato di Stato, un fantasma, un uomo che sopravvive giorno dopo girno in un girone infernale fatto di negazioni e limitazioni e di umiliazioni.

Quanti di Voi dopo aver fatto un azione volontaria al servizio della giustizia resisterebbero a questa tortura senza impazzire?

Come poter trovare una spiegazione a tutto cio’ che accade a noi  Testimoni di Giustizia ?

Quello che mi è  accaduto dopo aver denunciato ha dell’incredibile , dopo non essermi voltato dall’altra parte e NON  aver condiviso un sistema fatto di collusioni e corruzione.

Dopo aver perso la mia vita agiata e di successo …mi ritrovo a sopravvivere ……

Ed allora vi spiego cos ‘è la vita di un testimone di giustizia ,di quelli veri,  uomini o donne incensurati , parte lesa nei processi , lontano da qualsiasi forma criminale e totalmente estranei ai fatti denunciati.

Uno che viveva la propria vita come tanti cittadini Italiani ,lavorando , dedicandosi ai progetti della vita, al futuro, vivendo con una famiglia e condividendo gioie e dolori ma libero da ogni condizionamento.

Andare al cinema  ora E’ pericoloso!!!!

Andare ad un centro commerciale E’ pericoloso!!!!

Andare ad assistere ad un evento sportivo E’ pericoloso!!!

Poter partecipare ad un matrimonio di un familiare ad un funerale E’ pericoloso!!!

Poter andare al mare E’ pericoloso!!!!!!!!

Fare delle foto in gruppo E’ vietato!!!!

Se poi ci aggiungi che bisogna sempre chiedere il “permesso” allora tutto questo E’ la ” morte dei vivi”.

Non credo che tutto ciò possa non incidere sulla mente di qualsiasi essere umano, anche i più forti

Tutti  i ricordi, i rimorsi ,i sogni irrealizzabili pesano come macigni giorno dopo giorno e ti schiacciano.

A volte la sera , di quelle sere che al massimo dormi 2 ore la mente percorre il percorso di una esistenza fatta di dolore e privazioni che di riflesso lascio ai miei figli.

Figli di un testimone di giustizia che ereditano una condanna a vita , vittime innocenti delle scelte di un padre  che tanto ha dato allo Stato  che  si dimostra arrogante e indifferente.

Forse sono alla fine, allo stremo distrutto da un programma di protezione che non protegge ma distrugge logorando la mente e facendoti impazzire.

Sono Un Testimone di Giustiza riconosciuto dalla legge indispensabile per le indagini, necessario nei processi ….ma per alcuni sono un rompicoglioni

Sono Un Testimone di Giustizia per qualche operatore del servizio di protezione   un parassita

Sono Un testimone di Giustizia ; per la Camorra sono un Infame, uno che deve morire .

Sono Un testimone di Giustizia che per certa politica sono da evitare perchè vedo, sento e parlo..

Sono un Testimone di Giustizia in un paese dove si piange il giorno dopo ma si insulta il giorno prima e si scredita con la macchina del fango.

Anche se respiro io sono “morto” sono un fantasma senza futuro.

Lo Stato mi darà dei soldi ma mai mi potrà restituire la libertà, gli anni persi ,l’amore dei miei cari e la gioia di vivere nella mia terra .

 

Dall’attore Sordi la frase emblematica  “IO SONO IO E VOI NON SIETE …….”

Io mi sento VOI ………

avevo chiesto di andare a vedere una partita di calcio ……ma anche questa volta E’ Stato un NO …senza un perchè …..lettera

Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia


“Io testimone di giustizia pericoloso per Anas e Ministero delle infrastrutture? “ .MINISTRO DEL RIO,VERGOGNA !!!!!

 “Io testimone di giustizia pericoloso per Anas e Ministero delle infrastrutture? “ .MINISTRO DEL RIO,VERGOGNA !!!!!
Dopo aver denunciato anomalie costruttive e infiltrazioni della camorra in appalti pubblici autostradali mi sono meritato l’esilio e l’esclusione dal mondo del lavoro nelle grandi opere.

Dopo aver inoltrato varie domande di lavoro ,mi sono visto rispondere ” Ma lei e quello dei ponti dell’autostrada???” Quello della denuncia?
Quasi come se il colpevole dei crolli  e della corruzzione fossi io?
Da circa un anno chiedo un incontro con il ministro delle infrastrutture  Del Rio ma nulla.
Un dato e’ certo nella P.A e nei lavori pubblici nessuno vuole Ciliberto troppo pericoloso o forse altro?
Nemmeno l’Anac ha risposto alle mie istanze .
E dire che lavorerei anche a titolo gratuito.
Una legge assunzione tdg che resta ferma tra la burocrazia e l’inefficacia della stessa.
Purtroppo non essendo ne’ amico dei politici ne’ marito di qualche segretaria o di qualche mafiosa restero’ disoccupato a vita.
Che brutto esempio dott Ministro Del Rio che diamo al popolo italiano.
Ciliberto Gennaro
Trstimone do giustizia

Scandaloso ! !!!! I Testimoni di Giustizia non vengono nemmeno ricevuti ! Protesta dell’Associazione Caponnetto

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                                              Roma,14.1.2017

 

                                                    All’On.Ministro dell’Interno

                                                                   ROMA 

                                                    Al Sig.Procuratore Nazionale Antimafia 

                                                                   ROMA

                                                    Alla Direzione Distrettuale Antimafia

                                                                  CATANZARO

 

 

On.Ministro,Signori Procuratori,

 

 i  Testimoni di Giustizia  coniugi  Giuseppe Grasso e Francesca Franzé  ci hanno tenuto ieri costantemente  al corrente  dell’andamento dei contatti da essi  tentati  con  funzionari della Segreteria del V.Ministro dell’Interno  al fine di reiterare  le  ripetute lamentele  fatte dai loro legali in relazione al trattamento che  essi  starebbero ricevendo dal  Servizio Centrale  Protezione e dalla Commissione Centrale .

In particolare  la Signora Franzè lamenta  di non aver trovato finora  ascolto  in ordine alle  sue continue richieste di  fruire  della necessaria assistenza  per  un ricovero urgente che le  autorità sanitarie le hanno suggerito stanti le sue precarie condizioni fisiche che già l’hanno obbligata a sottoporsi ad urgenti e delicati interventi.

Da quanto riferitoci,i sigg.Grasso-Franzé ,recatisi   presso il Ministero dell’Interno,non sarebbero stati nemmeno ricevuti in quanto,a detta  del personale di  vigilanza del Ministero messosi in contatto telefonicamente con gli Uffici Competenti,si sarebbero dovuti rivolgere al Servizio Centrale Protezione,Servizio che già si é pronunciato,però,sostenendo di  “non avere i soldi” e di non essere,quindi,in grado di far fronte alle richieste della  Testimone di Giustizia. .

Giova  ricordare che  i  Sigg.Grasso-Franzé,originari della Calabria,hanno denunciato  persone appartenenti ad una delle ndrine più potenti ed anche quando  sono chiamati a deporre nei processi non godono di alcuna protezione e servizio di scorta.

Un comportamento,questo – adottato  con altri Testimoni,quale Il Sig.Salvatore Barbagallo,anchì’egli  denunciante delle stesse persone -  che lascia sconcertati  in quanto   solleva molti dubbi circa la reale volontà di  assicurare un minimo di protezione  in favore di  chi si é schierato dalla parte della Giustizia e dello Stato di diritto.

La  scrivente Associazione nel formulare  le sue più vive rimostranze  per quanto sopraesposto,chiede  che venga fatta luce  sulle ragioni  di tali ingiustificabili comportamenti  e che si adottino  i necessari provvedimenti perché  tali  incresciosi  fatti non abbiano più a ripetersi.

Distinti saluti 

                                                            IL SEGRETARIO

                                                       Dr.Elvio Di Cesare 

Incredibile ! Lasciati nelle fauci del leone.IL triste destino dei Testimoni di Giustizia in Italia.Non vengono scortati nemmeno quando sono chiamati a testimoniare nei processi contro i clan.VERGOGNA !

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                                                Roma,11.01.2017

 

                                                               Al Ministro dell’Interno

                                                                           ROMA

                                                               

                                                               Al Procuratore Capo

                                                                Procura  Della Repubblica

                                                                 DDA

                                                                             CATANZARO

 

                                                                 Al Prefetto di

                                                                              VIBO VALENTIA

 

 

OGGETTO:Testimone di Giustizia

  Salvatore Barbagallo

 

 

 

                  E’ con profonda amarezza  che  questa Associazione  si vede costretta ancora una volta  a constatare  che,malgrado le ripetute  precedenti segnalazioni,il  Sig.Salvatore Barbagallo,uno dei Testimoni chiave  in importanti processi  contro i Mancuso,viene lasciato senza un minimo di protezione.

In suo favore  non viene  autorizzato alcun servizio di scorta nemmeno  quando,come in data odierna,é chiamato a testimoniare nei processi.

             Quanto sopra ,per gli opportuni provvedimenti di competenza.

 

                                                    IL SEGRETARIO NAZIONALE 

                                                         Dr.Elvio  Di Cesare

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera pervenutaci da un Testimone di Giustizia

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera pervenutaci da un Testimone di Giustizia il cui nome  manteniamo segreto per ragioni di sicurezza.Noi dell’Associazione Caponnetto non possiamo che essere pienamente d’accordo  e concordare al 100% con quanto  denuncia il Testimone,ma,al contempo,abbiamo il dovere di dire  quanto ci é apparso finora.Sono anni che combattiamo al loro fianco e non siamo mai mancati,unici presenti fra tutte le altre associazioni , a qualunque manifestazione che  alcuni di essi hanno ritenuto di organizzare  davanti ai palazzi romani,Viminale o Palazzo Chigi.Non  a caso siamo visti come il fumo negli occhi dai vertici del Viminale.Stiamo preparando alcune iniziative  e stanno partendo ,da parte di parlamentari a noi vicini,anche interrogazioni parlamentari per spingere il governo  ad assumere nei loro confronti un comportamento più responsabile  e meno ingrato.Detto questo,però.dobbiamo anche dire che  siamo stufi  di vedere  le divisioni,i personalismi,gli atteggiamenti disdicevoli che,anziché unire,spaccano la  categoria al punto da favorire iniziative di singoli  che pensano solo a risolvere i problemi propri e non quelli di tutti.La burocrazia ministeriale  gioca su tali divisioni.A tutte le manifestazioni finora organizzate,compresa quella più recente davanti a Palazzo Chigi,ci siamo trovati,come al solito e per dirla alla napoletana,”io,mammeta e tu”.Allora  dobbiamo metterci d’accordo su un solo punto:noi dell’Associazione Caponnetto non intendiamo più vederci ridere in faccia  dai piani alti del Viminale o da chiunque altro.Pertanto,o i Testimoni di Giustizia,quelli veri e che  non siano stati già capitalizzati 20 anni fa e,quindi,dovrebbero aver risolto i loro problemi,decidono di recuperare il senso dell’organizzazione e cominciano a pensare e lottare per gli interessi di tutti e non solo per quelli personali e basta,o noi non siamo più disposti a farci prendere in giro.Noi non li tradiremo mai perché sappiamo quanto sia giusta la battaglia che essi conducono,ma pretendiamo serietà e spirito di collegialità.

I testimoni di giustizia sono pronti a manifestare per i loro diritti.Pronti alla lotta.L’Associazione Caponnetto é con loro

Un altro governo si è  insediato ma restano i problemi per i testimoni di giustizia e le vittime del racket .

Ora la preoccupazione sarà su come e quando questo governo deciderà di nominare il Commissario Antiracket .
Come la nostra preoccupazione e ‘ su chi ricoprirà il ruolo di Vice ministro dell’ interno e il relativo ruolo di presidente della Commissione Centrale ex art.10 .
     Sappiamo che una commissione centrale senza Presidente non può deliberare .
Ora come già accaduto in passato abbiamo paura infatti tra il passaggio dal Governo Letta a quello Renzi ci fu’ un blocco di ben sette mesi dell’ operatività della Commissione Centrale ex art.10.
Alfano impiegò più di sette mesi per dare la delega al Vice Bubbico il tutto trasformatosi in un incubo e sofferenza per i testimoni di giustizia che in molti casi attendono da anni una delibera.
Adesso e ‘ tutto fermo e  per quanto tempo?
Confidiamo nel neo Ministro Minniti già in passato presidente della Commissione Centrale , un ministro che conosce bene la problematica di una commissione che  troppo spesso non riesce a smaltire il l carico di lavoro arretrato , ma dietro a tutto ciò c è  sofferenza , vite umane distrutte ,gente che ha dato la vita per la legalità e che troppo spesso viene umiliata dal silenzio di una politica che predica bene ma nel concreto non fa nulla.
L’esasperazione è tanta e ci sono tante vicende che restano appese ad una decisione .
Noi non siamo dei rivoluzionari ne dei “Masaniello”.
  Chiediamo solo i nostri diritti .
Il neo Ministro Minniti dovrebbe dare una immediata sterzata di rotta dando dimostrazione che lo Stato è vicino ai testimoni di giustizia e delle vittime di racket .
Una legge assunzioni che resta legge fantasma , una carta dei diritti mai attuata e una nuova legge che rimbalza tra le varie  commissioni .
Troppe chiacchiere troppe promesse ora i testimoni chiedono i loro diritti e uniti tra loro confluiranno in una unica voce determinata ad un tavolo d’incontro risolutivo.
I testimoni di giustizia sono pronti ad un sit-in permanente,questa volta andranno via solo se il Ministro Minniti saprà concretamente mettere in atto ciò che la legge prevede e che tristemente non viene attuata .
Questa è una battaglia per la legalità e nessuno si deve sentire escluso .Noi stimiamo l’uomo ed il politico Minniti  e la speranza è che in lui possiamo riconquistatare quella vita perduta per amore della giustizia .
Testimone di giustizia
Ciliberto Gemnaro

Lettera dell’Associazione Caponnetto al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Interno.nominate subito il nuovo Commissario antiracket ed antiusura .Sono 5 mesi che la carica é scoperta a causa dell’insensibilità del vecchio governo e centinaia ,se non migliaia ,di vittime di estorsione e di usura stanno morendo di fame a causa dei mancati risarcimenti.

 

 

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

                                                              Roma,3,12.2016

 

 

                                                      On.Paolo Gentiloni

                                                       Presidente Consiglio dei Ministri

                                                                     ROMA

 

                                                       On.Marco Minniti

                                                       Ministro Interno

                                                                      ROMA

 

 

OGGETTO : nomina Commissario 

antiracket ed antiusura

 

 

Gentili Signor Presidente e Signor Ministro,

 

 malgrado  ripetute richieste , segnalazioni,manifestazioni pacifiche e quant’altro,il governo precedente non ha inteso  dimostrare la benché minima sensibilità sociale ed istituzionale  di rispondere positivamente  alle sollecitazioni di Testimoni di Giustizia,cittadini ed associazioni varie in relazione all’esigenza di  nomina del    nuovo Commissario antiracket ed antiusura.

Sono  5 mesi,al 31 dicembre prossimo,che questi Uffici   sono  inattivi dopo che l’incarico del   vecchio Commissario é scaduto a causa del suo pensionamento e ciò  ha determinato  un incredibile blocco di  decine,forse centinaia, di pratiche  di vittime di  estorsioni e di usura.

Un comportamento – ci si consenta  la franchezza – estremamente disdicevole ed irresponsabile che arreca un grave nocumento,oltre che ai diretti interessati ed ai loro familiari,anche ,se non soprattutto,all’immagine  delle Istituzioni e dello Stato.

Conosciamo personalmente  alcune di queste vittime  ed abbiamo potuto  constatare de visu lo stato di estremo disagio e di miseria al quale sono state ridotte da questo comportamento riprovevole.

Vogliamo augurarci,facendo affidamento sulla Loro Sensibilità,che tale deplorevole situazione  abbia  con urgenza fine e restiamo in attesa di cortesi assicurazioni e notizie.

Distinti saluti

 

                                            IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                Dr.Elvio Di Cesare

Se la cantano tra di loro Questa sign.ra si elegge a paladina dell’ antimafia . ….quell’ antimafia politica che fa troppo male a chi veramente combatte le mafie …..

Riceviamo dal Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto e pubblichiamo :

Riceviamo dal Testimone di Giustizia   Gennaro Ciliberto   e  pubblichiamo :
“Rosanna Rabuano” <rosanna.rabuano@interno.it>

> Nemmeno la morte  di una persona muove  la coscienza  del vice ministro Bubbico
>
> Vice Ministro Bubbico chi le scrive è  il testimone di giustizia  Ciliberto.
> Credevo che Lei avesse una coscienza un pizzico di umanità ma devo ricredermi.
> il 30 novembre la commissione centrale ex art.10 si è  riunita e dal scp ed il nop mi avevano rassicurato che il caso del ricongiungimento  di mia suocera che sta MORENDO fosse all’ordine del giorno.
> Mi hanno mentito ma Lei ha tradito un testimone di giustizia Vi siete riuniti per diffidarmi e la punizione più grande che mi avete inflitto è il non aver discusso della mia richiesta da tre mesi,richiesta con avallo positivo da parte della DDA proponente.
> Sen.Bubbico mi creda ci ha “ucciso” ci ha resi persone inutili,avere un genitore che sta morendo e che non lo si può  accarezzare né  condividere gli ultimi mesi di vita è  il crimine più spietato che potevate fare.
> Se Lei è un rappresentante della politica nonché una carica istituzionale questo è una vergogna.
> Non so come Lei faccia a guardare negli occhi i suoi figli a vivere la quotidianità dopo che per pietà umana Le ho scritto più  volte.
> Oggi lei mi ha punito mi ha fatto capire il suo potere,ma mi ha fatto comprendere anche cosa sono per Lei i testimoni di giustizia.
> Lei così facendo è colpevole di aver tolto un diritto ad una persona per bene .
> Confido nella preghiera Divina e da oggi Le dico che ha vinto Lei .
> Forse con questo Lei vuole che andiamo via dal programma speciale di protezione?
> Vuole che ritorniamo in località di origine?
> Vuole che la camorra ci uccida?
> Vuole far capire che se un testimone di giustizia non china il capo subisce ritorsioni?
> Sen. Bubbico lei anni indietro in prima pagina del giornale Unità disse che il caso Ciliberto era “cosa sua” .
> Bene non è  servito essere persone per bene,uomo leale ed aver osservato le regole del programma.
> Non è  servito aver ubbidito alle sue promesse .
> Vice Ministro ricordi che ci ha “ucciso” nell’anima e ha violentato la nostra dignità di uomini e cittadini .
> Ciliberto Gennaro per volere della Magistratura testimone di giustizia

Il diritto al voto per i tesimoni di giustizia in speciale programma di protezione è a rischio vita.

ora tutti lo sanno ….o almeno faranno finta di sapere …comunque lo scrivente si recherà da solo a votare. Non intendo esporre mio figlio e la mia compagna a un elevato rischio.

Data: 01 Dic 2016 04:43
Oggetto: Fwd: il diritto al voto per i tesimoni di giustizia in speciale programma di protezione è a rischio vita.
A: <caposegreteria.ministro@interno.it>, <matteo@governo.it>, “Davide Mattiello” <davide.mattiello@acmos.net>, <filippo.bubbico@interno.it>, <bindi_r@camera.it>, <franco.roberti@giustizia.it>
Cc:

> Presidente del Consiglio Renzi
> Ministro Alfano
> Vice Ministro Bubbico
> Presidente On. Bindi
> Procuratore Nazionale Antimafia
> dott.Roberti
>
>
> Il diritto di voto è il diritto che assicura a un individuo la possibilità di manifestare la propria volontà durante un’elezione. In molti Stati del mondo è un diritto costituzionale.
> E tutto questo in Italia per i testimoni di giustizia a speciali misure di protezione non vale?
> Anche questa volta si ripete il dramma di chi ha speciali misure di protezione e  vuole esercitare un suo diritto.
> Specifichiamo che nessuno impedisce al testimone di votare ma non lo si mette nelle condizioni per poter esercitare questo diritto costituzionale.
> Infatti nonostante il testimone di giustizia a speciali misure di protezione corra un imminente pericolo di vita ,dal servizio centrale di protezione lo si autorizza a recarsi da solo e autonomamente e per lo più anticipando le spese di viaggio e vitto a nella località di residenza.
> Cosa gravissima se si pensa che tale evento  ,il voto, oltre ad avere una data fissa e certa costituisce un ‘esposizione del soggetto tutelato; infatti nelle liste elettorali vi è giustamente presente il nome e cognome del testimone e familiari .
> Ci domandiamo perché accade questo.
> E perché si aspetta la tragedia prima di intraprendere una vera protezione per il testimone di giustizia.
> Ricapitolando: il testimone di giustizia dovrà autonomamente viaggiare da solo per migliaia di chilometri,votare e  poi scappare dalla località di residenza per far rientro nella località segreta.
> A questo punto valutate voi il grado di esposizione e pericolo a cui viene esposto il testimone di giustizia.
> E chiediamoci pure dei 80 testimoni di giustizia in quanti andranno a votare a queste  condizioni?
> In uno Stato di diritto queste cose dovrebbero far vergognare chi governa.
> Se dovesse accadere qualunque cosa nei confronti di un solo testimone di giustizia chi sarà il colpevole ?
> Chi pagherà?

Ciliberto Gennaro
Testimone di giustizia

Lettera di ringraziamento del Testimone di Giustizia Gennaro Ciiliberto a tutti coloro che gli sono vicini e gli saranno ancor più vicini dal prossimo 3 dicembre quando egli comincerà lo sciopero della fame davanti a Palazzo Chigi a Roma.L’Associazione Caponnetto ci sarà.Come sempre!

Cari amici nel ringraziare voi tutti e
L ‘ Associazione  Caponnetto,  voglio  precisare che questa mia iniziativa  scaturisce da anni  di silenzio da parte del Ministero dell’Interno e della commissione centrale.
Non voglio che tale situazione  possa essere interpretata come una sorta di strumentalizzazione politica.
Avendo da tempo notiziato tutte le cariche dello Stato nonché le parti politiche ,ricevendo solo interesse e considerazione dal Deputato Mattiello
Ho atteso in Silenzio e nel rispetto  delle rogole che venisse applicata la legge 45/2001 , ma il risultato è stato un continuo silenzio istituzionale che mi ha distrutto.
Fare lo sciopero della fame per un soggetto malato come me equivale a mettere a rischio la vita, tanto che i medici mi hanno proibito qualunque forma di sciopero della fame,d’altronde  non sono un folle né uno sprovveduto ma ripeto questa è  l’ultima possibilità per far capire come un testimone di giustizia viene considerato dalle istituzioni .
Il 3 dicembre saremo in tanti è  già  questa è una vittoria,resta la tristezza per la poca solidarietà di chi è tristemente testimone, ma non vuol essere polemica, anche questo oramai è prassi consolidata.
Oggi il popolo onesto si stringe a me e mi sento orgoglioso e fiero e vi dico grazie perché Voi siete la mia forza.
Ciliberto Gennaro
testimone di giustizia
contro la camorra Spa

Il.VOTO per un Testimone di giustizia

Votare è un diritto ….ma per un Testimone di giustizia è una sofferenza;,perché?
Non solo devi essere autorizzato ,ma poi, da solo ,devi percorrere migliaia di km e sempre  da solo e senza alcuna tutela…..ed il tutto anticipando circa 500 euro ….
Benvenuti in Italia …….grazie Bubbico

Al Presidente della Repubblica.

Al Pesisente del consiglio

Al Ministro Alfano
Al Vice Ministro Bubbico

Lo scrivente Ciliberto Gennaro testimone di giustizia attualmente a speciale programma di protezione.
Comunica a quanto segue ;’

Considerato che mi sono sempre attenuto alle regole comportamentali ,dando ampia dimostrazione di volontà nel riemergere essendo uno dei pochi testimoni di giustizia ad aver intrapreso una posizione lavorativa.
Essendo attualmente impiegano in impegni giudiziari che mi vedono testimone e parte lesa.
Chiedo al Presidente della Commissione Sen. BUBBICO perché un cittadino debba attendere due anni per ricevere una risposta da parte dell’organo preposto cioè la commissione centrale.
Inoltre ho sottoposto a tale commissione l urgenza di un caso umano ma che ad oggi ancora non è stato valutato.
Preciso che mai sarei voluto giungere a tale protesta pacifica ma non ho altra possibilità.
In fede
Ciliberto Gennaro

NOTA ASSOCIAZIONE CAPONNETTO PER I TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Il Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto  ha sollevato un problema  che noi della Caponnetto stiamo seguendo da tempo: il trattamento   che la Commissione Centrale ed il Servizio  Centrale Protezione  del Ministero dell’Interno riservano,oltre che a lui,anche ad altri Testimoni di Giustizia.C’é un diffuso malcontento  fra i Testimoni che noi  non possiamo né vogliamo ignorare,a cominciare da quello della mancata nomina del Commissario Antiracket che  sta ritardando notevolmente  i risarcimenti alle vittime per finire a quelli più complessivi fra i quali  quelli citati da Gennaro. Teniamoci pronti,ove dovessimo registrare ulteriori ritardi e silenzi,per una manifestazione pacifica  nelle  vicinanze di  Palazzo Chigi per  SABATO 3 DICEMBRE DALLE ORE 9 IN POI.Un’occasione  per manifestare in difesa dei diritti di Gennaro e di tutti gli altri.Gennaro ci farà sapere  quanto gli verrà comunicato a seguito delle richieste da lui formulate con la nota da lui inviata  e da noi sopra pubblicate e sarò nostra cura  pubblicarla immediatamente.

Ad ogni buon fine é utile mobilitarsi  tutti  e tenersi pronti in quanto o il 3 o subito dopo il referendum dovremo affrontare di petto questa situazione diventata ormai intollerabile e vergognosa.

                                                                                                                                                                                                               ASSOCIAZIONE A.CAPONNETTO

Errata corrige. Ci scusiamo con il Capo della Polizia Dr.Franco Gabrielli per aver indirizzato per un errore di battitura la nota al suo predecessore

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

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                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

                                                                                   tel.3470515527

 

Roma,24.11.2016

 

                                 Dr.Franco Gabrielli

                                 Capo della Polizia

                                           ROMA

 

 

 Gentile  Signor Prefetto,

 

facciamo seguito alla nota rimessaLe  stamane,per far presente che per un errore di battitura   abbiamo scritto  il nome del suo predecessore anziché quello Suo.

Le chiediamo le più vive scuse e le rinnoviamo i ringraziamenti ed i saluti

 

                                        IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                Dr.Elvio Di Cesare

Lettera Associazione Caponnetto al Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa:” Ristrutturiamo e riqualifichiamo i presidi della Polizia di Stato in provincia di Latina e nel Basso Lazio in modo da rendere l’intero impianto più idoneo a fronteggiare e sconfiggere l’invasione mafiosa ed il radicamento criminale nei territori a ridosso della Capitale del Paese “

 

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

                                                                                   tel.3470515527

                                                                                    

 

                                                                                   Roma,24.11.2016

 

                                                                 

                                                                                   Dr.Alessandro Pansa

                                                                                    Capo della Polizia

                                                                                               ROMA

 

Signor Prefetto,

 

é  da  anni  che  questa Associazione sta  sottolineando a tutti i livelli  l’esigenza  di  una riorganizzazione delle forze di polizia in provincia di Latina che tenga conto  di una realtà che dagli anni 70-80  si é andata  sempre più modificando.

I mutamenti sociali,culturali,etnici,economici che essa ha subito,non tutti positivi e ,purtroppo,senza una guida ed un coordinamento,di classi dirigenti  adeguate e ,talvolta ,eticamente ispirate,hanno fatto sì che  essa diventasse preda di appetiti  di bande e sodalizi  criminali  di ogni specie  che hanno avuto modo,così, di  radicarsi profondamente nel suo tessuto  fino ad inquinare ,come potrà rilevare dalle cronache giudiziarie,anche parte dell’impianto istituzionale. 

A fronte di una situazione siffatta  é sempre più evidente la necessità di approntare un  impianto  di alto livello e che sia in grado  di contrastare  efficacemente e debellare un fenomeno  che  sta trasformando un territorio alle porte della Capitale  in un’enclave di illegalità.

Con insistenza ,dovuta all’aggravarsi continuo della situazione, la scrivente sta chiedendo, almeno da un decennio ,che   venga ammodernato  e   riqualificato l’impianto investigativo nella provincia di Latina e ,più in generale,nel Basso Lazio,l’area a confine diretto con la Campania,al fine di renderlo al massimo possibile idoneo a contrastare con efficacia  l’ondata di clan,ndrine,famiglie ,provenienti dalle regioni del sud.

In quest’ottica ritenemmo a suo tempo di batterci con eguale vigore per far sì che non fossero soppressi il Tribunale e la Procura di Cassino ,gli unici presidi giudiziari laziali immediatamente a ridosso del territorio campano.

Obiettivo,quest’ultimo,grazie a Dio ed all’aiuto di altri,raggiunto, tant’é  che  i risultati si cominciano ,a distanza di appena qualche anno,a vedere.

Ora il nostro sforzo tende a far disegnare dal Ministero dell’Interno e dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza  una più aggiornata mappa dei presidi che sia confacente con la realtà e le esigenze dei territori,risalendo, quella attuale, a molte decine di anni fa.

Ci sono intere aree,come quella dei Monti Lepini e di tutta la fascia costiera che si estende da Sabaudia fino a Nettuno,completamente scoperte ,come anche c’é quella di Aprilia sulla quale bisogna cominciare a riflettere per trovare una soluzione.

Noi abbiamo delle proposte ed alcune di queste,come quella del Supercommisariato a Formia,già le abbiamo già ,anni fa , esposte  in una nota al Suo predecessore il quale ci rispose  che le avrebbe girate agli organismi competenti.

Intanto riteniamo doveroso ringraziare Lei  e tutti  i responsabili del Dipartimento di Pubblica Sicurezza  per aver disposto il ritorno alla base di dirigenti eccellenti come i Dott.ri  Tatarelli a Latina e Tocco a Frosinone.

Un segnale,questo,altamente positivo e che interpretiamo come propedeutico ad una loro utilizzazione al meglio.

E’ necessario,però,che vengano affrontati e risolti alcuni casi urgenti come quello del potenziamento del Commissariato di Cassino e di quello di Fondi – che va allocato in ambienti più idonei e dotato di un maggior numero di bravi operatori esperti soprattutto in materia di reati associativi mafiosi,economica e finanziaria, tanto per essere espliciti.

Per quanto ,poi,riguarda il Supercommissariato a Formia -o a Gaeta- sembra che siamo sulla strada giusta,ma é necessario  velocizzare la sua  istituzione stante l’aggravarsi delle situazioni.

Il Supercommissariato,però,diretto da un 1° Dirigente, dovrà anche essere dotato di una Sezione della Squadra Mobile composta da una quindicina di operatori.

Resta,poi,il discorso dei Monti Lepini e quello dell’area a mare da Sabaudia-Pontinia fino ai confini con Nettuno.

Per i Monti Lepini  si rende necessaria  l’istituzione di  un Commissariato ,a Sezze o a Priverno,mentre per i comuni della fascia costiera va bene un Commissariato nei Quartieri Q4 e Q5 di Latina,così come chiedono anche alcuni  sindacati ed associazioni di poliziotti.

Questo ultimo Commissariato,in particolare, si rende assolutamente necessario ed urgente in quanto,oltre ad affrontare i delicati e seri problemi di sicurezza nei due popolosi quartieri latinensi,potrebbe estendere  la sua competenza anche su tutta l’area a mare,quella,appunto ,da Sabaudia fino al confine con la provincia di Roma.

Una struttura complessiva così articolata assolverebbe a due compiti:

quello di assicurare una maggiore sicurezza ai cittadini pontini da una parte ed un secondo,non meno importante,dall’altra,quello di dare impulso e rafforzare l’azione  delle Procure ordinarie del territorio,sgravando,o quanto meno alleggerendo ,peraltro,il lavoro oggi accollato per lo più sulle spalle degli  altri corpi centrali e periferici,a cominciare dalla DIA.

Nella certezza  di un esame  positivo da parte Sua di tali proposte,La ringraziamo anticipatamente ed inviamo distinti saluti

                                                                                IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                                                       Dr.Elvio Di Cesare

RICEVIAMO DALL’AMICO ANTONIO FLOCCO DI VENTOTENE LA LETTERA CHE QUI DI SEGUITO PUBBLICHIAMO:

 

 

 

 

” CHE FINE HA FATTO IL PALADINO DELLA LEGALITA?

negli ultimi anni, sono stato apostrofato in tanti modi, forse una usanza di paesi, grandi o piccoli che siano , soprannominare o meglio identificare una persona paragonandola ad ortaggi, verdure ecc ecc o meglio ancora con personaggi della storia.

La mia storia è” un libro aperto”, mi conoscono tutti, e non devo dare spiegazioni a nessuno, ho fatto tante cose buone per tutti, ho aiutato gli anziani, gli adulti, i malati e i ragazzi, sopratutto loro. Ho cercato sempre soluzioni per tutti,  grandi e piccini, ho sempre cercato di non far litigare le persone tra di loro, sopratutto i parenti, per inutili sciocchezze, ho provato a formare un comitato cittadino, riuscendoci, ho provato per i giovani a costituire una palestra per farli divagare nei periodi invernali,e non lasciandoli alla desolazione isolana, è ci sono riuscito, ho dato la mia disponibilità su tante altre cose, sempre mettendoci la faccia.

Insomma, sono uno che non si tira mai indietro.

Non  sono un Santo, e non sono un politico in cerca di voti, ho sempre cercato di fare il meglio per gli altri, legandomi a tante Associazioni, di vario tipo, sopratutto quelle di volontariato. 

Qualcuno mi dirà, “ma fatti i fatti tuoi”, ma a questo  risponderò dopo.

Ho cercato di portare alcune novità , apprese nei miei numerosi viaggi, in Italia e all’Estero, e invece ……… nulla.

Oggi viviamo una crisi profonda che non sembra voglia smettere, nel Meridione si vive di turismo e agricoltura, le grandi imprese non vogliono investire, vi siete mai chiesti perchè? hanno la paura di aver a che fare con la Mafia? 

Se le imprese non investono al sud non è solo perchè non si vuole aver a che fare con la Mafia, sopratutto perchè credo che ci sia un menefreghismo e non si vuole cercare di cambiare.

Certo che cambiare certe abitudini. come il clientelismo?e l’omertà?

Il clientelismo e l’omertà sono  diffuse in tutta Italia, sono prassi che non portano da nessuna parte, quando ho cercato di far capire queste cosa ho preso anche le botte, mi hanno teso un agguato, dove essendo istruttore di arti marziali ho avuto la fortuna di non reagire, perché ho capito che reagendo sarei passato dalla parte del torto. Ho sempre creduto nella giustizia e sempre ci crederò. Ho fatto causa e il Giudice mi ha dato ragione. Nelle mie funzioni di Portalettere, fui assalito da grossi cani, che avevo invitato in più occasioni a tenere legati, ma invece mi è toccato vincere pure questa causa.

Ho cercato di fare capire che continuare a costruire case, baracche, tettoie avrebbe portato solo ad un dissesto economico,  in quanto il paese non è in grado di ospitare sempre più persone; da un Isola saremmo passati ad una metropoli, e che prima poi sarebbe successo qualche disgrazia, in quanto l’isola sta venendo giù a pezzi, invece anche qui tentarono di attaccarmi, denunciandomi per abuso edilizio, per una pensilina interno cortile che mia moglie ha fatto installare a casa di sua proprietà, dove quella casa  e di proprietà esclusiva di mia moglie ed io non centro nulla. Causa vinta.

Ho provato da ex Poliziotto, a colloquiare con le forze dell’Ordine del paese, su tanti argomenti, sopratutto  il comportamento di alcuni di essi che avevano con le persone del posto, cosa che  di fatto mi ha portato in tribunale nei giorni scorsi per dimostrare che ancora una volta non avevo visto male. Causa finita con la condanna del ex Comandante del Porto di Ventotene. Dove fino in fondo hanno cercato di portarmi in errore e farmi pagare le spese processuali.

Mi hanno accusato e mi accusano che ormai mi sono piegato ai poteri forti di Ventotene, cosa che mi fa sorridere; state tranquilli che non mi sono ritirato da Paladino della Legalità, in quanto, le cose qui non sono cambiate, anzi qui tutto continua più di prima con abusi e soprusi,  sventolando  da sinistra a destra la parola,  legalità.

 Il circo dopo ogni morte non deve andare avanti, si deve fermare e riflettere, e riparare gli errori commessi, ma l’omerta …….

Perchè non mi faccio i fatti miei?? 

Perchè sono in tanti che mi avete sempre chiesto aiuto. 

 

Ventotene,8 .10.2016                                                                              

  Antonio Flocco 

Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto:

con la preghiera di pubblicazione

> Alla Redazione della Testata giornalistica
> La Stampa
> Al Direttore
>
> Chiediamo la correzione dell’articolo a firma Giulio Gavino poiché diffamatorio nei confronti della figura del testimone di giustizia con status in base alla legge 45/2001.
> Ci risulta che la persona citata in articolo non è un testimone di giustizia mai un collaboratore di giustizia,siccome la differenza tra le due figure è enorme Vi Chiediamo di pubblicare il comunicato sottostante e di rettificare il titolo .
> Cordiali Saluti
> Ciliberto Gennaro
> testimone di giustizia
> 3318306262
>
> In qualità di testimone di giustizia in base alla legge 45/2001 dico basta a questa  confusione.
> In un momento così delicato come quello dell’approvazione della legge 3500 Bindi promossa e voluta dal Deputato on.Mattiello questi titoli di giornale mettono confusione.
> Chiediamo al giornalista della Stampa di documentarsi sullo status del soggetto citato nell’articolo e di correggere il titolo.
> Se la stampa sbaglia ci sarà un motivo?
> Noi testimoni di giustizia esigiamo rispetto e ribadiamo che siamo persone per bene che hanno reso un servizio allo stato.
> Inoltre spero che il Servizio Centrale di protezione intervenga su queste figure che troppo spesso si autoproclamano testimoni di giustizia senza averne diritto .
> Ho Sentito Ignazio Cutro’ presidente dell ANTDG il quale chiede chiarezza e una presa di posizione da parte delle autorità preposte a qualificare un testimone di giustizia come tale.
>
> Ciliberto Gennaro
> testimone di giustizia

Da Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia: evitare tragedie e crolli : Commissione permanente Ministeriale di collaudo

Ciao,

Ho appena lanciato la petizione “evitare tragedie e crolli : Commissione  permanente Ministeriale di collaudo” e vorrei sapere se puoi darmi una mano aggiungendo la tua firma.

Il mio obiettivo è raggiungere 100 firme a ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:

https://www.change.org/p/evitare-tragedie-e-crolli-commissione-permanente-ministeriale-di-collaudo-2c887207-8633-41d8-8daa-43d0c87df233?recruiter=40661763&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

Grazie!
Gennaro

L’amaro sfogo del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto,di colui,cioè,che,unico in Italia,ha avuto il coraggio parecchi ani fa di denunciare “come” vengono realizzate dal Piemonte alla Sicilia le opere stradali in Italia .Quando crolla un ponte c’è un perché; ma a nessuno interessa?

Un cavalcavia non deve crollare e se crolla c’è un perché.
E quel perché che da anni denuncio e che sembra solo interessare a noi onesti.
Un’azienda di stato chiamata Anas che troppo spesso si chiama fuori dalle responsabilità che si costituisce parte civile nei processi,ma che mai risponde al perché.
Ieri la tragedia sulla ss 36 la stessa arteria dove la Passarella ciclo pedonale
poteva crollare nel 2011 un crollo che avrebbe causato vittime innocenti.
La denuncia e l’intervento della Magistratura hanno evitato il disastro.
Ma sembra che quell’intetvento non abbia potuto evitare che un cavalcavia crollasse.
Nel rimballo di responsabilità oggi l’unica certezza sono  il crollo ed una vittima innocente.
Sembra che a nessuno importi perché quel cavalcavia è crollato,tutti puntano l’attenzione sulle reponsabilta’ di una burocrazia che già diventa alibi.
E mentre l ‘Anas lancia comunicati stampa inizia la lunga trafila dell’indagine.
I colpevoli ci sono ed hanno nomi e cognomi.
Forse qualcuno si chiederà chi avena collaudato il cavalcavia?
Forse qualcuno si chiederà quanti cavalcavia restano pericolosi?
Forse qualcuno vorrà capire perché una banda di disonesti criminali eseguono opere pubbliche senza avere ne requisiti ne le capacità?
Forse ora qualcuno saprà capire cosa è la corruzione?
Io il mio supporto l’ho  dato,denunciando da Palmi a Trento il poi certo non è nelle mie facoltà.
Oggi il Presidente della Regione Maroni ha detto che tutte le opere saranno oggetto di verifica.
Lo stesso Presidente che da un anno non ha mai risposto alle mie email.
Maroni asserisce che saranno spesi soldi per la sicurezza ma non si chiede il perché chi dovrebbe verificare le opere è troppo “distratto” .
Presidente basterebbe essere onesti e rispettare le regole ma se gli appalti continueranno ad aggiudicarseli le mafie allora il risultato è questo.
Io da onesto sono stato escluso a vita dai lavori pubblici e non vivo più da uomo libero,la mia colpa aver denunciato e aver dichiarato che i ponti sarebbero crollati.
Gennaro  Ciliberto
testimone di giustizia

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