Lettere

Testimone di giustizia Campano risponde all imprenditore del nord: i cammoristi vanno denunciati non si chiede il permesso alla camorra

Il mio messaggio è diretto e senza mezze misure a quell imprenditore del Nord, le sue affermazioni sono di una gravità assoluta, e sarebbe bene che la DDA senta cosa ha da dire il sig, Palumbo in merito ai presunti contatti da intraprendere con la camorra per poter avviare un ristorante al Vomero.
Credo che quella risata finale in quel video offenda chi la camorra la contrasta, chi ha denunciato e chi tristemente si è visto attaccato dalla camorra e chi ha perso la vita per mano della camorra.
Caro imprenditore se vuole chiedere il permesso alla camorra allora resti al nord perché la camorra e i camorristi si denunciano e non si fanno affari con dei viscidi criminali. Chieda scusa al popolo onesto.
Il suo è un cattivo esempio.
Il Testimone di Giustizia
Ciliberto Gennaro

http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/universo-vegano-napoli-camorra/notizie/795917.shtml

Autovelox Macchia d’Isernia. La Prefettura di Isernia continua a perdere cause ma non rimuove l’autovelox

SEGRETERIA PROVINCIALE DI ISERNIA – FIADEL

OGGETTO: Autovelox di Macchia di Isernia. La Prefettura continua ad incassare sconfitte
ma non fa rimuovere l’autovelox illegittimo.
In data 08.07.2014 si sono svolte ulteriori n.10 cause tra i ricorrenti che erano rappresentatati dall’Associazione Sindacale FIADEL e la Prefettura di Isernia rappresentata da un Funzionario Prefettizio.
La materia del contendere è sempre la stessa:
l’Autovelox installato illegittimamente dal Comune di Macchia di Isernia!
I ricorrenti avevano fatto ricorso alla Prefettura di Isernia impugnando i verbali elevati dalla Polizia Municipale del Comune di Macchia d’Isernia per il tramite della FIADEL e del Comitato PRO TRIGNINA e l’impiegato prefettizio tale Incollingo Antonio li aveva respinti, raddoppiando le sanzioni e per ogni Ordinanza Ingiunzione aveva consumato circa 10 fogli di carta riempita di inchiostro.
I ricorrenti si sono rivolti ancora una volta alle due associazioni (FIADEL e PROTRIGNINA) e quindi hanno impugnato le Ordinanze Prefettizie innanzi al Giudice di Pace di Isernia ed in data 08.07.2014 si sono svolte ulteriori 10 cause e la Prefettura le ha perse tutte e dieci!
In verità fino ad oggi con noi le fa perse tutte.
Ebbene, nonostante i giudici abbiano sentenziato in modo chiaro ed inequivocabile che quell’Autovelox è illegittimo, incredibilmente la Prefettura non ordina la sua rimozione ma addirittura continua a sostenere la sua legittimità.
(Feliciantonio Di Schiavi)

Quel “sistema di… ”protezione” – che tale non è – che fa acqua da tutte le parti. Che aspettate per sfasciarlo per rifondarlo con nuovi uomini e nuove mentalità??? Lo Stato che “fa la lotta alle mafie” (si fa per dire!!!). VERGOGNATEVI!

I gironi del sistema di protezione tdg

Il modus operandi è sempre lo stesso, parte di un sistema che fa acqua da tutte le parti, non c è comunicazione dal servizio centrale ai nop territoriali ed ognuno si arrangia a modo proprio.
È palesemente evidente che c è più di una questione che non permette all intera organizzazione di funzionare come dovrebbe.
Il personale nop quasi rassegnato cerca la via del silenzio e del poi vedremo, ma nel frattempo persone già provate, segnate da anni di sofferenza e sacrifici continuano a pagare sulla propria pelle le deficienze di un sistema allo sfascio.
Non basterebbero migliaia di parole per far comprendere il dolore che si prova quando si e’ soli in balia dell incertezza e della disperazione, di quando vedi gli occhi dei tuoi cari pieni di lacrime e di quanto ti senti impotente e inerme di fronte ad una situazione infernale.
Come altri tdg anche a noi è toccato il bluff, quel non si preoccupi stiamo risolvendo, stia tranquillo abbiamo provveduto si è trasformato in mille non so, in tanti vedremo, in moltissimi poi, poi, poi!!!
Portati via da una casa e scaraventati in un hotel, in 10 metri quadri, senza frigo, senza riscaldamento, in un posto dove non sappiamo nulla, dove siano i carabinieri, dove una farmacia, un ospedale, o semplicemente un supermercato.
Isolati dal mondo intero e chiusi in 10 metri quadrati dove le valigie occupano tutto il perimetro calpestabile e ci resta solo il letto dove appoggiarsi.
Quell ‘arroganza del gestore della struttura completa il tutto, siamo ospiti paganti non desiderati o forse scambiati per pentiti, visto che nemmeno il saluto o il rispondere al buona sera ci è dovuto.
Sinceramente non credevo che accadesse, non credevo che nonostante tutte le premesse, tutte le comunicazioni effettuate, tutte le rassicurazioni ottenute e le precisazioni da parte del Servizio Centrale che più volte ha voluto precisare che mai e poi mai ci saremmo trovati in situazioni emergenziali, poiché loro avevano tante case… ed allora dove sono queste case???
Mi viene un dubbio che ora dopo ora prende forma, forse siamo stati trasferiti dal luogo precedente perché serviva l alloggio?
Oppure c’è altro?
Perché la legge sui tdg non viene applicata?
Perché dopo anni io e la mia famiglia dobbiamo vivere in situazione al limite della sopravvivenza?
Perché il contributo economico che mi toccherebbe non arriva???
Perché le zone dove venivano alloggiati non vengono preventivamente bonificate e tristemente bisogna scoprire che a soli 150 mt c è la casa di un parente dei nostri “nemici” che abbiamo denunciato?
Tanti perché, ma senza risposta!
Io sono un tdg, ho sempre osservato e mantenuto un comportamento corretto, mai e poi mai ho infranto le regole, mai un ‘inosservanza, sempre educazione e senso di sopportazione, ma ora basta, basta subire umiliazioni, vessazioni o indifferenza.
Partimmo con il freddo e ci portano al caldo, poi dal caldo ora ci portano al freddo… , quelle tante valigie, borse, arrangiate danno la visione di chi sei e quasi una firma, sono la firma di chi scappa, di chi in quelle valigie ha tutto ciò che ha.
Che tristezza, amarezza e rabbia c è in noi uomini onesti, con quale moneta lo Stato ci ripaga, che esempio siamo per chi osserva e legge la nostra sofferenza.
Chi siamo per lo Stato, chi, se non il nulla!!
Se lo Stato non ha le capacità o i fondi per assicurare, protezione ed assistenza ai tdg che si dica per una volta per tutte e non si faccia dei tdg un cattivo esempio di persone fuori di testa o di approfittatori, cosi facendo ci state “uccidendo” lentamente.

Un Testimone di Giustizia

Lettera al Testimone di Giustizia Francesco Dipalo

Carissimo, la tua email è drammatica, ma ti invito a non fare gesti inconsulti o autolesivi; la vita è un bene prezioso e non devi in nessun modo metterla in pericolo, anche se ti trovi in una situazione drammatica. Ti sono vicino come uomo, padre e ti esorto con forza a fermarti. Non recarti a palazzo Chigi e non fare alcun gesto che hai menzionato nella email inviatami.
Anche se non ti conosco personalmente apprezzo il tuo percorso come tdg è condivido gli ideali di legalità e per questo che ti ribadisco che bisogna essere rispettosi delle leggi e lottare con dignità, la stessa che ti ha contraddistinto in questi anni.
Mi hai tristemente reso partecipe del tuo dolore ma non posso restare inerme di fronte al tuo comunicato nel quale mi comunichi che farai un gesto estremo. Comprendi il mio ruolo e ti ripeto fermati, non commettere alcun atto di autolesionismo che aggraverà non solo la tua situazione ma avrà conseguenze su chi ti vuole bene; non dare dolore alla tua famiglia perché nessuno, compreso te, merita questo; faremo di tutto per rendere giustizia ai tdg.

Riceviamo e pubblichiamo: L’onestà e l’ altruismo non si imparano a scuola: scendiamo dal “piedistallo”

Sempre di più assistiamo a scene che consumano tragedie umane, disperazione, sofferenza ci dovrebbero far riflettere su come questo nostro mondo ormai a pezzi conta ogni giorno vittime del sistema.
Un sistema fatto di potere, soldi dove l ‘unica cosa che conta è essere forti, ma non forti d’animo, non forti nel compiere gesti d’unamita, ma forti nel distruggere il prossimo, nell ‘accanirsi su quell’uomo, donna o bambino debole, il resto, il contorno è tragicamente platea.
Non bisogna essere moralisti, o battersi il petto, o mettersi l ‘abito del buon samaritano, nessuno è INNOCENTE, ma certo viene da chiedere a coloro che sono coautori di questo essere quotidiano il perché!
Perché l ‘onesta e l’altruismo sono oramai scomparsi dal nostro vivere quotidiano, perché c ‘è una corsa nell ‘apparire tanto veloce come veloce poi è scomparire un attimo dopo.
Tutti bravi ai funerali, tutti bravi in tv, ma poi, cosa resta, parole, parole dette al vento e forse procunciate senza nemmeno crederci, so, o perché fanno parte di un copione, di una farsa che fa audience.
Chiedo ad ognuno di voi, di scendere per steada, di camminare lentamente e di incrociare lo sguardo di chi soffre, di posare per un attimo lo smart phone, e di cercare di calarsi nella realtà, solo dieci minuti, credetemi mi serviranno per capire e comprendere come l’onesta e l’altruismo sono sepolti sotto a metri e metri di egoismo, di cattiveria e d’indifferenza, incominciamo a scavare a mani nude, buttiamo via i personalismi, le lotte di potere, l esibizionismo e impariamo ad amare il prossimo, ad accarezzare la gioia di vivere, impariamo a parlare e a non urlare, cerchiamo in noi la pace e se bisogna fare un passo indietro che esso sia fatto.
Non crediate che ciò che accade agli altri non possa un giorno colpire voi, non siate cosi sicuri di vivere su quel piedistallo che vi fa vedere il mondo dall’alto in basso, sappiate scendere tra la gente che soffre.
Un animo libero dall’odio, il vivere onestamente vi renderà persone speciali e anche senza potere sarete liberi da qualsiasi condizionamento.
Bisogna iniziare da noi, in prima persona e divulgare il bene, solo così c è la faremo a vincere il male.

Un uomo per bene.

Riceviamo e pubblichiamo questa nota scritta da un Testimone di Giustizia

“Caro Vice Ministro Bubbico, nella vita bisogna fare determinate scelte, decidere da che parte stare e lottare affinché un ideale possa essere difeso.
Vivere al sud certo non è facile, e vivere in provincia di Vibo è ancora più difficile, se poi senti, vedi e parli, la tua vita può trasformarsi in un inferno.
E quell inferno che io vivo quotidianamente da alcuni anni, combatto contro una cultura mafiosa che prima ha distrutto il mio lavoro e che ora sta completando il tutto distruggendo quel poco di vita che mi rimane.
Infatti Vice Ministro io non vivo, ma sopravvivo, affrontando ogni giorno quella montagana di merda mafiosa che infiltrata in ogni luogo in ogni dove ostacola la mia rinascita.
Vero sono debole, solo ed abbandonato ma non mi arrendo, la mia indole agricola il mio io essere onesto, la mia caparbietà calabrase mi fanno lottare. A suon di “calci” denuncio tutto il malaffare che c’è in queste terre bellissime ma ostaggio della ndrangheta,.
Io mi ribello a tutto ciò che non è legale e non faccio sconti a nessuno.
Qui in queste terre anche la carità è “cosa nostra ” e anche un piatto di pasta è merce di scambio, quell ‘opera caritatevole che tanto dovrebbe essere diffusa dalla Chiesa rischia di diventare business.
Io ho le prove e denuncio.
Si denuncio, facendo nomi e cognomi, portando prove e documenti, ma il mio lo faccio, il dopo… spesso resta inascoltato, a volte anche deriso da quelle frasi “lei lotta contro i mulini a vento “.
Non chimatemi Don Chisciotte, sono solo un uomo onesto, forse troppo onesto per vivere in questo nostro paese Italia.
Ora devo chiederVi, e lo chiedo in primis a Lei, Vice Ministro, a Voi Prefetto, a Lei Questore, a Voi popolo onesto: se Voi tutti la pensate come Pietro Di Costa oppure mi continuerete a chiamare Don Chisciotte.
Io non mi arrendo…
E da qui non mi muovo, perché qui sono nato e qui voglio morire, e farò di tutto per combattere contro questa cultura mafiosa e quell indiffereza che è complice della ndrangheta.
Il mio non è un sogno, ma un incubo…

Di costa pietro

I Testimoni di Giustizia indignati manifesteranno mercoledì 11 giugno a Roma

Le abbiamo tentate tutte, in modo civile e rispettoso, ma ad oggi ci restano promesse e silenzi che mostrano il vero volto di chi non vuol combattere le mafie”
Era una canzone, bella, parole, parole, parole, oggi quelle parole prendono forma traformate in menzogna, grande quanto tutto il Viminale.
Nelle stanza del potere romano, c è chi da mesi siede sulla poltrona, senza aver ben compreso il ruolo istituzionale che occupa, garante della sicurezza pubblica, presidente della commissione centrale ex art 10.
E cosa sarà mai!
Tra un convegno, un incontro istituzionale i mesi passano, tra foto e proclami siamo arrivati a 4 mesi, 120 giorni, e tutto tace, tutto piatto anche la burrasca è passata.
Le mafie, la ndrangheta la camorra vanno distrutte, vanno combattute, altri uomini delle forze dell ordine arriveranno nelle città a rischio, il grande piano anti ndrangheta è pronto, con il pentimento di Iovine la camorra è finita…
Quante parole, Ministro, quante belle parole On. Alfano, ma forse lei vive sulla luna oppure i suoi collaboratori le portano notizie distorte.
Se poi il buon Dott. Gratteri la sconfessa sugli 800 uomini che sarebbero dovuti giungere ma che mai si son visti non si dispiaccia!
Di quel piano anti ndrangheta che resta uno spot elettorale.
E diciamocela tutta: un Viminale allo sbando così non si era mai visto.
Qundi tirate le somme, resta la questione testimoni di giustizia, siamo sicuri che il suo Vice Bubbico le abbia rendicontato che ci sono pochi uomini e donne onesti, incensurati che con lo status attribuito di Testimone di Giustizia stanno SOFFRENDO, Speriamo che Lei Ministro sappia che ad oggi la commissione centrale ex art.10 non è operativa, siamo certi che Lei è a conoscenza dell ultimo incontro presso il Viminale, dove un gruppo di tdg, senza catene e senza tv congiuntamente a parlamentari dei 5 stelle hanno incontrato il capo segreteria del suo Vice e il segretario della commissione centrale.
Egr. Ministro lei queste cose le sa?? Gliele hanno riferite?
Egr. Ministro dell’ Interno on. Alfano nonché presidente del partito politico NCD alleato del governo in carica, in sintonia con il presidente Renzi noi” poveri” testimoni di giustizia vorremmo che Lei possa trovare 5 minuti del suo prezioso tempo, solo 5 minuti, per parlare, per esprimersi, per dirla tutta di come Lei la pensa sull ‘argomento commissione centrale ‘ex art.10, la delega al suo vice, Noi vorremmo, prima di morire, sentire la sua voce, vorremmo sapere se Lei Ministro dell interno vuole realmente contrastare le mafie, Noi tdg mercoledì 11 giugno saremo a Roma, con la correttezza e l’ educazione che ci distinguono e con il rispetto delle istituzioni che ci ha sempre contraddistinto.
Egr. MINISTRO ALFANO CI VEDIAMO MERCOLEDI 11 GIUGNO 2014…

GRUPPO TDG

Dal Ministero dell’Interno la parola d’ordine è SILENZIO!!! VERGOGNATEVI!!!

Sembra quasi una telenovela; se non fosse per la tragicità dell’ argomento, testimoni di giustizia abbandonati in balia delle onde, senza una certezza ne’ una verità,
Ad oggi dopo tanti giorni di pressing e comunicati a volte in netta contrapposizione tra il vice ministro Bubbico e il deputato Mattiello, poi il comunicato via Facebook dello stesso On. MATTIELLO membro commissione antimafia e presidente V comitato tdg.
Allora è lecito chiedersi perché questo governo Renzi resta inerte e complice nella questione testimoni di giustizia?
Forse il dubbio, la notizia che da giorni si vocifera in ambienti romani diventa conferma di quanto in Italia non ci sia rispetto, forse neanche la delega al Vice Ministro Bubbico c è!
E quindi siamo piombati nel profondo sconforto, nel baratro, di chi è la colpa nemmeno vogliamo più saperlo, sicuramente il buon Renzi certo non è innocente, appena eletto fece suo il problema tdg ma oggi quel giorno sembra lontano anni luce.
Alfano, Orlando, Bubbico, e tutti i funzionari del Viminale restano nel silenzio assoluto, forti di quell’ arroganza che per decenni li ha resi immuni da qualsiasi colpa, oggi, ieri e domani testimoni trattati come bestie, portati ad impazzire, ad annullarsi, istigati a non vivere, a finire questa lunga agonia.
Ora basta, a cosa serve più parlare con Voi che non avete mai avuto rispetto, a cosa serve scriverVi se poi vi fate negare, a cosa serve uminliarVi se la vergogna è il vs punto di forza.?Non serve a nulla, siete abusivamente in quel posto, state offendendo milioni di italiani onesti, state tradendo lo stato, non state svolgendo il vs compito, e vi fate anche pagare!!!
Per amor di Dio andate via, non siete persone da meritate queste cariche, non avete cuore, siete il cattivo esempio della politica delle poltrone.
Però tutto può cambiare ed un giorno sarete giudicati per questo vostro comportamento, le istituzioni sono altra cosa.
Forse il Presidente Della Repubblica dovrebbe intervenire perché questa non è solo una questione di 81 uomini e donne onesti oggi tdg ma è una questione di democrazia e legalità.

Un testimone di giustizia

Antonio Candela Tdg scrive al Vice Ministro Bubbico: Una nota che dovrebbe far vergogliare chi l’ha ricevuta e tutti gli altri suoi colleghi

Testimoni di Giustizia… Certe volte mi vergogno di essere un padre di famiglia senza speranze. Mi vergogno di tutto il sistema che non da diritti.

Missiva al Viceministro Bubbico

Egregio Viceministro Bubbico,

Mi vergogno di essere un padre che non può dare un futuro alle figlie. Da quando sono entrato in un Programma di Protezione, ho vissuto nascosto con una falsa maschera e con un falso nome, e poi ci mancava che fossi dimenticato dai tutti. Ho perso il lavoro, la mia dignità è stata umiliata da una condanna per lunghissimi anni (16 per l’esattezza, e non so per quanti anni durerà ancora) chiuso dietro quattro mura come un carcerato insieme alla mia famiglia soffrendo la depressione fino all’estremo, sempre più progressiva e distruggente. Un rifiuto totale per la vita ed un senso di inquietudine per quello che mi accade da tantissimo tempo. Sono arrivato al punto di vergognarmi di quello Stato che per prima ho aiutato, e alla fine mi considera come un peso, però posso dirle, che mai mi vergogno di essermi ribellato alla mafia, di aver aiutato la giustizia, testimoniato davanti alle aule, facendo condannare 3 mafiosi all’ergastolo e altri membri a varie condanne. Per me la denuncia è stata un dovere civico soprattutto per far capire che cos’è contribuire a consacrare la legalità, ma nessuno deve screditare ciò che ho fatto, nemmeno lo Stato che mi ha tolto la speranza di fare una vita dignitosa. Mi vergogno di essere governato da una classe politica, che dice solo parole e non fa il suo dovere e per tanti mesi ci prende in giro, dicendo che manca solo una firma dalla Commissione Centrale (e non si sà da chi ancora!), per definire la stesura per l’applicazione del Decreto attuativo, per darci questo benedetto lavoro nella Pubblica Amministrazione! E tante volte mi sono chiesto: Ma quanto tempo ancora dobbiamo aspettare? Ma è sicuro che lo Stato ci darà la sicurezza per sopravvivere? È diventato un calvario, un tormento senza fine! Io, adesso mi trovo alla venerabile età di 55 anni, mia moglie Francesca (anch’essa Testimone di Giustizia) ha 52 anni. Mi dica Lei che possibilità possiamo avere del nostro futuro, che cosa possiamo dire di questa nostra vita! Io posso solo dire, che sono un fallito giunto in prossimità dell’età pensionabile, ma che per sfortuna pensione non avrò, anche perché dentro questo sistema io e mia moglie non abbiamo potuto versare i contributi pensionistici! E la legge dell’I.N.P.S. è lapidaria, perché se non hai almeno 25 di contributi non meriti niente, non sei nessuno! Non hai dato e non hai nessun diritto!
Pubblicato da Antonio Candela
http://antonioefrancescatestimonidigiustizia.blogspot.it/


Il mondo degli appalti è un bancomat della sporca politica, della criminalità e delle lobby del 5%.

Anche oggi ci siamo, anche l ‘opera del Mose c è!
Entra anche questo appalto nel giro di inchieste per tangenti.
Sembra ormai che la regola del 5% sia prassi consolidata in questo ns paese Italia.
Altro che expo, il dott. Cantone ne avrà lavoro da fare, ma se una testa è infestata da pidocchi allora l ‘unico metodo e rasare la testa a zero.
Non c è altra soluzione, azzerare la classe dirigente attuale, quella fatta di nomine politiche, di incarichi ad personam e di scambi di favori post elezioni.
”Ad ogni posto c è un mio uomo “, cosi esclamava tempo fa un soggetto… oggi indagato.
“Io posso tutto, nessuno può fermarci”, altra frase dell ‘ imputato.
Ma la più devastante era questa…
“Tutti succhiano dalle ns zizze nessuno dirà mai di no!!!”
In questa frase c ‘è tutto ciò che bisogna comprendere, quel tutti, vuol dire TUTTI; esclusi? NESSUNO!!!
Ed per ciò che quelle mazzette singole diventano sistema, regola, prassi e tragicamente modus operandi, nessuno si ribella, nessuno DENUNCIA, nessuno.
E poi perché?
Cosa sarà mai! Lo fanno tutti, e poi facendo cosi si fa carriera!!!
Credetemi, tutti sanno, e spesso non è segretezza la parola d ordine, anzi qualcuno è talmente impunito e spavaldo da mostrare il suo bel Rolex o la sua fiammante auto, quasi costui diventa come un “oggetto da vestrina” stimolatore di desideri altrui, quasi un esempio di corrotto doc.
La pecora nera si evidenzia tra i pecoroni neri; ma se son tutti neri???
Chi noterà mai la differenza??!!!
Chi però si ribella, chi però, sentendo quel fetore di menzogna, criminalità e corruzione, si ribella facendo ciò che in tanti avrebbero dovuto fare, a lui è riservato un trattamento speciale.
Regola numero uno… lo fanno passare per pazzo!
Regola numero due… non lavorerà più…
Regola numero tre… tenteranno di ucciderlo o di farlo uccidere…
Tutto intorno al soggetto per bene svanira’, amici, affetti, carriera tutto si dissolvera’ in un attimo ed cosi che colui che si è ribellato al sistema corruzione diventa un invisibile.
Giorno dopo giorno la lista dei nemici cresce, l ‘effetto domino ormai è partito, i corrotti e corruttori si uniscono nell ‘ultimo attacco finale, fermare a tutti i costi le inchieste, avvocati, amici degli amici, qualche infedele, tutti con un unico incarico; fermare l inchiesta, anche perché ci sono in ballo milioni di euro e poi perdere quegli appalti vorrebbe dire fermare quel sistema.
Allora ognuno ha un compito, c è chi arruola testimoni con un copione, c è chi cerca di screditare l’ accusatore, e c è chi continua a gridare al complotto.
Perché mai lo avrà fatto!!!
E che cosa c’ entra? e se vi sono i riscontri è pura casualità!
E poi siamo tutti innocenti…!!!
E mentre i corrotti e i corruttori, gli indagati e i condannati continuano a vivere nel lusso, a vivere una vita libera da ogni condizionamento, a cercare di intrufolarsi in altri business, l’ uomo onesto, l ‘uomo che senza di lui mai nulla sarebbe emerso paga l ‘essersi messo contro il sistema del 5 %.
Se veramente un giorno qualcosa cambierà non sarà certo per le condanne inflitte a questi personaggi del male affare anche perché la storia ci racconta che chi nella tangentopoli degli anni 90 fu protagonista negativo oggi è ancora protagonista negativo e quella lobby di corruttori e corrotti si è sempre di più rafforzata tanto da prendere il nome di “Fusione “.
Una vita bruciata per sconfiggere quel modus operandi criminale corrotto servirà solo a raccontare alle generazioni future che in 25 anni nulla è cambiato.

Ciliberto Gennaro
Testimone contro la camorra “spa”

Confermato il menefreghismo. La Commissione Cedntrale per i Testimoni ed i Collaboratori di Giustizia non è ancora funzionante. Mancano –sembra- i due consiglieri di nomina del Ministero della Giustizia. Renzi, Alfano ed Orlando vergognatevi!!!

Oggi non ci sarà Commissione, nessun ordine del giorno, continua la sofferenza. Sembra quasi un accanimento contro chi ha servito lo STATO.

Un Testimone di Giustizia

Il triste sfogo di un Testimone di Giustizia: ”CI SARA’ ANCHE LA DELEGA MA LA VOLONTA’ DOV’ E’?”. Questo Governo si sta dimostrando una frana. I Testimoni di Giustizia considerati carne da macello, oggi più di ieri!!!

ABBIAMO AVUTO NOTIZIA  CHE LA DELEGA AL VICEMINISTRO DELL’INTERNO FILIPPO BUBBICO FINALMENTE E’ ARRIVATA. MA COSA E’CAMBIATO? CON MODESTIA POSSO RITENERMI UNO CHE NE SA QUALCOSA IN PIU’ DEI TANTI CHE OSTENTANO FANTOMATICHE INFORMAZIONI.
A DIR LORO ”CERTE E ATTENDIBILI” .ORMAI SONO 13 ANNI CHE HO A CHE FARE CON IL SISTEMA E CREDO DI CONOSCERLO UN PO’ SENZA AVERE BISOGNO DI POLITICI AMICI OPPURE DI APPARTENERE A FANTOMATICHE ASSOCIAZIONI ”DEI MIEI COGLIONI”. IL SISTEMA ERA GIA’ MARCIO ANNI FA E LO E’ ANCOR DI PIU’ ADESSO .PRIMA VI ERA LA DESTRA E ALLORA LA SINISTRA URLAVA IL FATTO CHE NULLA POTEVANO FARE ORA CI SONO LORO AL POTERE E COME D’INCANTO NON URLANO NON MANEGGIANO I POVERI TESTIMONI DI GIUSTIZIA. ANZI ORA NE USANO ALCUNI PER SEMPLICE SPONSOR MA A SCAPITO DI TANTI CHE STANNO MALE E ALLORA A CHE SERVE DIRE FARE INDIGNARSI PROTESTARE TUTTO INUTILE COME INUTILI SONO E SARANNO LE AUDIZIONI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA .SONO ORMAI DECENNI CHE SI DICONO LE SOLITE COSE .MI RICORDO GIA’ NEL 2008 ERO STATO ASCOLTATO PER POI RITROVARMICI NEL 2014 PER DOVER RIELENCARE IL TUTTO E PER RIELEMOSINARE .LE SOLITE FRASI FATTE ”MAMMA MIA CHE STORIA” ,FAREMO IL POSSIBILE ,VEDREMO DI INTERVENIRE”
MA ALLORA SONO IO CHE NON HO CAPITO OPPURE SONO LORO CHE NON SI VOGLIONO FAR CAPIRE? NO PURTROPPO IO HO CAPITO E MI PIACEREBBE CHE ALTRI CAPISSERO CHE SIAMO MERCE USATA E GETTATA ,QUINDI INUTILE COME E’ INUTILE CHE FACCIAMO DEL MALE A NOI STESSI GIUDICANDOCI L’UNO CON LALTRO SOLO PERCHE’ IL TUTTO RIENTRA NEL GIOCO AL MASSACRO CHE QUALCUNO DELLA POLITICA HA CREATO E QUESTI ULTIMI TEMPI ANCOR DI PIU’ .COLPA DI QUALCHE ILLUSO DI TURNO CHE CON ARIA DI SUA MAESTA’ HA CONTRIBUITO ANCOR PIU’ AD INNESCARE SQUILIBRIO FRA I POVERI TESTIMONI
QUINDI CHE DIRE? LA DELEGA C’E’ E ALLORA? CHE CAMBIA? ANCOR PRIMA C’ERA EPPURE C’ERANO I PROBLEMI C’ERO IO GIA’ ABBANDONATO C’ERA LA MIA FAMIGLIA CHE FACEVA LA FAME C’ERA E C’E’ CHI MI VUOLE AMMAZZARE C’ERA LA COMMISSIONE CENTRALE C’ERA UN SOTTOSEGRETARIO .INSOMMA IL MENEFREGHISMO C’ERA E C’E’ E CONTINUERA’ MENTRE CI SARANNO I SOLITI POCHI CHE GODRANNO E I TANTI CHE IMPAZZIRANNO
MENTRE IO LASCIO ED ESCO DA QUESTO GIOCO AL MASSACRO E FORSE ANCHE UN PO ‘ PERVERSO!!!
Con enorme tristezza
Il testimone di giustizia (da 13 anni )
Luigi coppola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nobile nota inviataci dall’amico Testimone di Giustizia Luigi Coppola che ringraziamo con tutto il cuore per il suo coraggio ed il suo alto senso civico

Bisogna alzare la guardia contro i clan che non sono affatto distrutti. Infatti bombe carta ai negozi e duplici omicidi sono un segnale inequivocabile che la camorra c’é, è attiva e si fa sentire. Purtroppo questo schifo di persone che credono di poter comandare interi paesi debbono capire che la loro è una vita di merda e che la maggior parte di loro non arrivano a 30 anni. Che senso ha far credere di essere leoni per poi morire come topi?
Dalle bombe carta ai danni di negozianti del centro pompeano al duplice omicidio al confine tra Pompei e Torre Annunziata

Da un gesto estorsivo ad un gesto punitivo poco cambia, questa e la realtà. La camorra sta alzando il tiro?

Oppure e’ meglio dire che in queste zone in realta nulla e’ cambiato sul versante criminale.
Una Pompei che sembra una citta diversa dai paesi limitrofi in realta’ non lo e’.
Infatti lo dimostrano le 2 bombe carta esplose in due diversi negozi (tipico atto di racket estorsivo)

Il duplice omicidio dei fratelli Scognamiglio, poi, prova che gli equilibri della criminalità sono saltati ed e’ l’inizio di una guerra che segnera’ ancora di piu’ queste gia martoriate zone devastate già da una politica assente e molto spesso connivente se non addirittura complice di sodalizi criminali.
Da parte di una persona come me che ha avvertito il dovere morale e civico di denunciare la camorra non può che partire l’esortazione a chi subisce il racket a denunciare, se non altro per poter camminare a testa alta
Mentre per gli omicidi mi auguro che le istituzioni mettano in campo quanto necessario per interrompere la spirale di violenza perpetrata vigliaccamente da persone prive di ogni valore umano che meritano il massimo delle pena da parte della Giustizia.
Ciò anche per ridare quella fiducia nello Stato che la gran parte di noi cittadini abbiamo perso.

Luigi Coppola
Testimone di giustizia

”Un giorno triste, ma la vs forza è il mio pilastro per resistere. GRAZIE AMICI”. Gennaro, stiamo soffrendo con te. Ma non cediamo, nella certezza che prima o poi, grazie anche ai nostri sacrifici ed alle nostre lotte, prevalga lo Stato-Stato sullo stato-mafia

È iniziata la premiazione,  Sorrento 1 giugno 14 ,  città del Sud, quella terra dove un tempo potevo accedere liberamente e dove trascorrevo le mie sere d’ estate.
Oggi per me ,cari Amici, è un giorno triste, molto triste,   ma la vs forza è il pilastro che regge questo mio percorso e mi fa andare avanti.
Voglio sognare ed immaginare questa giornata come se fossi Li , vivere la gioia di questo riconoscimento ,
Oggi non c è spazio per le lacrime , c è forse troppa rabbia in me , in chi mi è vicino e non riesce a comprendere i perché dei tanti No!
Voglio dire che la vita da Testimone di Giustizia non è facile, ma a volte quella ricerca di “perché “diventa una tortura.
Io non mollo, ma voglio che i Potenti sappiano che oggi non ha perso Ciliberto Gennaro, non ha perso il Testimone di Giustizia, non ha perso l’ uomo onesto, ma lo Stato, si perché uno Stato che non è  in grado di proteggere un Testimone non può vantare meriti o fare proclami elettorali.
Vi abbraccio forte ,popolo  degli onesti, e che  questa mia sofferenza  sia  di esempio per coloro che quotidianamente lottano contro la criminalità.

NON MOLLIAMO, RESTIAMO  UNITI.

Gennaro Ciliberto

Testimone di giustizia contro la camorra “spa”

1 Giugno 2014
Ore 10.00

Una lettera che merita di essere pubblicata a dimostrazione di quanto sia difficile e disumana la vita di un Testimone di Giustizia. Non vogliamo commentarla per non creare ulteriori difficoltà al carissimo Gennaro… Ritiro Premio Internazionale Verde Ambiente – Sorrento

All Associazione Vas Sorrento
Al Sen.Pollice Presidente Vas onlus
Al dott.Rosario Fiorentino
All Associazione Caponnetto
Al Dott.Elvio  Di Cesare

Oggetto: Comunicazione

Con enorme dolore e tristezza alle ore 13.50 Ufficiali dell Arma dei Carabinieri preposti alla mia tutela e scorta mi hanno comunicato  e consigliato che per ragioni di sicurezza e di grave  pericolo dello scrivente  non posso presenziare al ritiro del riconoscimento del premio internazionale Vas, specificandomi  inoltre che non  è possibile che il sottoscritto possa  rientrare in località d’origine   oltre che in  Napoli e provincia anche con la scorta non ci sono i parametri di sicurezza.

La mia scelta di legalità e di testimone  di giustizia ed il mio percorso è stato sempre contraddistinto dall educazione ed il rispetto delle istituzioni e se oggi coloro che mi assicurano la sicurezza non riescono a tutelarmi  permettendomi di essere presente domani  1 Giugno 2014 in Sorrento certo non è da ritenersi una mia sconfitta personale.
Voglio ringraziarVi con il cuore, sono emozionato nello scrivere queste righe, al mio posto ci sarà per il  ritiro del premio internazionale  VAS il sig.  Luigi Coppola Testimone di Giustizia campano nonché mio amico.
Sono certo che comprendiate questa mia assenza non voluta  dalla mia volontà ed il dolore e rammarico  con il quale affronto l ennesimo NO, l ennesima limitazione !
Sono mortificato  per non essere tra di Voi , questo giorno sarebbe stato un giorno di gioia per me , grazie, grazie , grazie a Voi tutti che  avete creduto in me .
Colgo l occasione per porgerVi i miei più calorosi Saluti.
Con affetto e stima

Ciliberto Gennaro
Testimone di Giustizia
31 Maggio 2014
ore 16.50

Comincia a montare la rabbia dei Testimoni di Giustizia. Avanti con una manifestazione di protesta davanti al Viminale.

In questi momenti ci vengono in mente le frasi dette dal capo segreteria del Vice Ministro, le ascoltammo con attenzione e ci abbiamo creduto, perché non c’ era motivo di non credere ad un Prefetto.
Ma oggi c è silenzio, lo stesso silenzio che da oltre tre mesi è protagonista di questo dicastero e del suo Ministro.
Alfano datti un colpo, frase vecchia, ora quel silenzio lo interpretiamo come l ‘ennesima beffa, l ‘ennesima presa in giro, e quindi nel credere alla buona fede del Prefetto dobbiamo ora chiedere alla stessa perché non risponde, perché si è fatta portavoce di una promessa che per noi tdg è vitale.
Perché, tutto questo accanimento su uomini e donne che hanno fatto il loro dovere e con coraggio senza chiedere nulla hanno rischiato la vita e distrutto passato, presente e futuro.
Ad oggi un solo messaggio è giunto, non ve ne frega nulla dei testimoni di giustizia, nulla interessa a Renzi, Alfano, Bubbico, Orlando e anche al ns. Presidente della Repubblica che da buon padre e garante della costituzione dovrebbe chiedere quanto meno il perché accade questo, ma nulla solo silenzio.
Un governo che vanta come suo il motto di governo del “fare” in questa questione è il governo di ponzio pilato, un CDM che non affronta questo dramma ma che si impegna in tutto ciò che è di alto valore mediatico non può vantare quel principio di governo del fare.
Ora basta, vergognateVi, ma che cosa state aspettando che qualcuno crolli, che qualcuno si arrenda, che qualcuno dica basta, o altro.
Che esempio state dando a chi lotta contro le mafie, ma dove sta il Sen. GRASSO presidente del Senato un passato nell’ antimafia ed un silenzio da Presidente?
Ed allora perché nessuno interviene???
Da destra a sinistra solo silenzio, solo promesse pre elezioni, e non diteci che noi ci aggrappiamo ad un partito, la lotta alle mafie non ha colore politico, ma deve essere priorità di tutta la buona e sana politica.
Fateci allora capire a noi comuni cittadini il perché il Ministro Alfano non rilascia la delega ed il perché la commissione centrale ex art.10 non è operativa oppure ditecelo in forma chiara che dobbiano morire e che lo Stato non vuole più tutelare i tdg e che la legge sui testimoni è carta straccia.

Un testimone di giustizia

Testimoni al macero sono invisibili a tutti???

Ascoltando i Testimoni di Giustizia non si riesce a non pensare al paradosso di un paese dove gli onesti sono costretti a nascondersi e molti criminali girano a piede libero. Quando entrano nel programma di protezione, vengono spesso sradicati dalle loro origini e portati in località segrete, sono costretti a rinunciare alle loro generalità insieme a quei familiari stretti che decidono di seguirli. Il loro dramma si consuma nel silenzio: dopo aver collaborato con la giustizia, hanno perso tutto e vivono come esiliati e prigionieri in patria, con enormi difficoltà. A partire dalle misure di protezione inadeguate per la loro tutela,
Da tanti mesi chiedono risposte alla politica e alle istituzioni, di rendere attuativo il Decreto 101, quello che ne obbliga l’assunzione nella Pubblica Amministrazione.
Se lo Stato scoraggia i gesti di onestà, li incappuccia e li abbandona a loro stessi. Però, così facendo l’immagine dello Stato rimane assai lontano dallo sconfiggere le mafie.

Arresto ex Ministro Clini, sistema malato

Se dovessero essere confermate le accuse imputate all ex Ministro Clini tecnico del Governo Monti sarebbe la prova che non è una questione di colore politico ma un sistema malato, quella triste equazione appalto-mazzetta che trova sempre più riscontri, incominciamo a porci una domanda: onestà e moralità virtù ormai rare?

Testimone di Giustizia contro la camorra ‘spa’
Ciliberto Gennaro

Abbiamo preso solo i “pupi” ma restano ancora i “pupari”

ATTENZIONE A NON GRIDARE VITTORIA PERCHE’ ABBIAMO PRESO I “PUPI” MA RESTANO QUELLI PIU’ PERICOLOSI, I “PUPARI”

La recente notizia del pentimento del boss Iovine è un fattore di notevole rilevanza nella lotta alla camorra, un importante sucesso del sistema giudiziario, in particolare è un duro colpo ai casalesi, affiliati, gregari e capi.
Si apprende che dopo di lui altri 4 criminali del clan casalesi starebbero per assumere la stessa decisione di Iovine, cominciando a collaborare con la Giustizia..
Ottimo dal punto di vista investigativo, se queste ultime saranno vere collaborazioni molti scenari oscuri saranno svelati, molti mandanti ed esecutori avranno un nome e quelle tante protezioni, dette anche zone grigie saranno smascherate dando un perché ai tanti misteri e alle lunghe latitanze.
Tracciare una mappatura dei casalesi però non è semplice, anni ed anni di potere criminale hanno fatto si che questo Marchio di Camorra venisse anche esportato in altre regioni d Italia e anche all Estero, che si infiltrasse in un tessuto economico e sociale. Ed è per questo che non bisogna gridare alla vittoria o fare proclami propagandistici, la camorra tristemente negli anni ha dato dimostrazione di sapersi evolvere, di rigenerarsi. Non possiamo non ricordare come dopo il pentimento di boss del calibro di Galasso o Alfieri operanti nell aerea vesuviana altri criminali abbiano preso il controllo a volte innescando una sanguinosa guerra, che non ha mancato di fare anche vittime innocenti.
Un fenomeno che esiste dal 1800 non può finire purtroppo con l arresto di Iovine
Bisogna essere sempre vigili e continuare a scardinare questo male sino alla radice, scavando nel sistema camorra, abbattendo quella cultura mafiosa che troppo spesso è invisibile e che in uno Stato a volte assente rende la Camorra piena di quel consenso popolare che finisce di danneggiare quella parte Buona di popolazione, la crisi economica e collante e non mancano i casi in cui questi criminali vengono addirittura adulati come benefattori o come uomini che vigilano sulla tranquillità di una intera città. Mi riferisco alle frasi troppe volte udite “quando stava lui, qui non succedevano rapine scippi o altro; quel “lui” riferito al boss “. Boss usati come mediatori o addirittura come punti di riferimento. Che tragedia sociale sentire e vedere tali fenomeni, che sconfitta di noi popolo onesto e di quello Stato che distrattamente ha permesso che tutto ciò si verificasse, infiltrazioni politiche, collusioni, tutto un sistema articolato e collaudato al solo fine di produrre ricchezza e potere criminale. Ora che
i “pupi” sono assicurati alle patrie galere bisogna individuare i “pupari” coloro che comandano tutt ‘oggi ogni azione delle mafie, coloro che sono il vero polmone della camorra, il potere economico mafioso spesso nascosti o meglio protetti, quel non vedere che le cronache di questi giorni ci stanno raccontando, quei tanti uomini e donne di potere insospettabili ma che nelle loro case o uffici non esitavano a tenere ben annotati manoscritti compromettenti, vera prova del loro rapporto con le mafie, ma tanto sicuri di essere protetti dal potere parlare liberamente di piani e complotti.
Cosa più bisogna vedere??
Purtroppo tanto ancora, molto ancora è nascosto dietro quella nebbia fitta e puzzolente che riesce a resistere troppo spesso a quel vento di legalità.
I casalesi, questo marchio di camorra, “casalesi”, quasi un copright che tragicamente ha distrutto una intera comunità, dandone una cattiva immagine nel mondo, danneggiato quella parte di popolo onesto, che troppo spesso per paura o altro è la vera vittima di questo fenomeno mafioso.
Quel territorio preda di sporchi criminali del nord, chiamati indegnamente industriali che non hanno esitato a fare affari con la camorra dei casalesi, spregiudicati tanto da non pensare ai danni irreversibili che avrebbero causato, ma solo ad accrescere il loro tesoretto economico.
Gente del nord, farabutti che ancora oggi restano senza un nome.
Ed è per questo che ora bisogna fare ampia chiarezza su chi ha permesso che questa gente, stupida, ignorante abbia potesse mettere sù un traffico di rifiuti tanto da poter parlare di business dei rifiuti tossici, i nomi delle mani che hanno insanguinato quella terra ora sono noti, ora vogliamo le menti, vogliamo i “pupari” e vogliamo tutti i nomi di chi ha tradito lo Stato, la bandiera, il popolo

Oggi se il Ministro dell Interno Alfano, asserisce che con il pentimento di Iovine la camorra è finita o i casaleni sono sterminati, questo a nostro modesto parere non è corretto anche perché un suo predecessore certo Maroni si era attribuito tale merito.
Per il bene che vogliamo al popolo onesto e la grande sete di legalità vorremmo tanto essere sconfessati e credere alle frasi di Alfano, ma ci vengono dubbi che ci tormentano.
Un’ analisi più approfondita andrebbe fatta, rileviamo un dato orribile e che ci spaventa un effetto che già precedentemente si è verificato, quella corsa al potere criminale alla gestione dei traffici illegiti al controllo del tesoro economico della camorra che si innesca subito dopo che un boss si “pente” lasciando vacante quel “trono”.
Migliaia di “soldati “ del male ora sono vaganti, senza un capo, senza una guida criminale ma addestrati a seminare terrore e panico a decidere chi sarà il loro capo, si capo, perché ogni esercito ha bisogno di un capo ed i casalesi sono un esercito, del male, ma un esercito, con tanto di scala gerarchica criminale.
Quindi ora è il momento giusto, è il momento di non cedere di non abbassare la guardia di bonificare, non bisogna lasciare un solo centimetro ai seguaci e gregari e scovare i colletti bianchi.
Non spetta certo a noi giudicare il grado di collaborazione di Iovine e altri, ma speriamo tanto che lo stesso sia collaborativo al 100% e che non sia una collaborazione ad intermittenza, riteniamo che un vero pentimento sia cosa diversa, sia un percorso più lungo ed interiormente diverso dalla collaborazione, ora bisogna rompere e distruggere la rete, l organigramma criminale dei casalesi e dei loti alleati, impegnarsi a finché non possa nascere un altro Iovine e che quel popolo possa gridare che la camorra ed il clan dei casalesi sono distruzione… solo “merda”!!!

Gennaro Ciliberto, Testimone di Giustizia contro la camorra spa

Una lettera di un Testimone di Giustizia ai boss

La notizia di oggi 22 maggio 2014, diffusa da “Repubblica”, Il Mattino e qualche altra testata, parla del pentimento di Antonio Iovine, ”o ninno” Iovine dopo 4 anni di carcere duro inizia la collaborazione con i Magistrati.

I Casalesi, un clan spietato che conta un potere economico tra i più ampi e floridi del mercato della camorra, personaggi infiltrati in ogni livello e che contano alleanze anche all estero, presenti in molti settori imprenditoriali, che con quei flussi di denaro sporco contaminano e condizionano il mercato legale.
E quindi questa collaborazione, perché noi di questo vogliamo parlare, non possiamo ancora dire pentimento, lo si potrà forse dire in un futuro lontano, ma sino a quando questo individuo criminale macchiatosi di reati gravi, reati di ” sangue ” a volte con efferatezza e crudeltà tipiche del clan dei casalesi.
Quei delitti di vittime innocenti che non hanno voluto piegarsi alle regole della camorra e che si sono ribellate, pagando con la vita.
Dal profilo giudiziario certo questa collaborazione è una vittoria per la magistratura, un forte segnale, una conferma che quel 41bis (regime carcerario) attuato a norma di legge in ogni sua forma e senza alcun privilegio o quelle distrazioni resta un valido deterrente, un monito a chi aspira a diventare boss.
> Quel carcere che molti politici in più occasioni definirono al limite dei diritti umani, senza però mettere in conto che chi è sottoposto al regime 41bis certo dei diritti umani altrui non ne ha tenuto minimamente conto.
E quindi oggi dopo 4 anni di carcere duro ed un latitanza durata qualche anno Iovine il boss dei casalesi inizia il suo percorso di collaboratore di giustizia.
Sperando che lo stesso possa chiarire alla magistratura quei molti anni in cui lui ed i suoi affiliati hanno avvelenato quelle terre oggi chiamate” terra dei fuochi”.
Di dove oggi tutti quei milioni di euro sono investiti, i nomi delle aziende che fungono da” lavanderia” e che alimentano e sostengono i familiari dei camorristi detenuti, pagando spesso parcelle legali e molto altro.
Spesso non sono mancati i casi di Boss che dal carcere hanno continuato a comandare, a dettare ordini e non sono mancati i pizzini dove si ordinavano omicidi, spesso lo stesso carcere usato a modo grad hotel.
Ora lo stesso Iovine deve svelare con nomi, cognomi ora e luoghi, tutti i “Pupari” quei personaggi che con i loro ruoli “istituzionali e non ” hanno contribuito con complicità ad accrescere il potere criminale di questi “pupi”.
C’ è differenza tra “pupari e pupi ” e sarebbe bene spiegare al popolo onesto i molti anni in cui questi criminali sedevano con i “pupari” e decidevano chi mandare al potere o meglio erano usati per scambi politico elettorale mafioso in cambio di protezioni e denaro, “pupi” usati come podestà ed un popolo a volte silente per paura o l’ omertà intrinseca del dna.
Ora verrebbe da chiedersi se qualche “puparo ” del nord non inizi a tremare!!! Possibili da oggi scenari investigativi inimmaginabili sino a ieri, ma bisogna prestare molta attenzione ed i magistrati in questo sono persone eccezionali, spesso può capitare che criminali per ottenere vantaggi o salvare il loro tesoro mettano in scena una recita o depistino il lavoro dei magistrati e degli inquirenti,. Ora nell attesa del vero pentimento di Iovine ci resta da sperare che altri criminali si possano pentire prima dell ‘arresto, cosa rara, ma noi che crediamo nel perdono, nella fede cristiana, noi non possiamo che non gridare a voi crimjnali di camorra e di mafia: ” convertitevi e pentititevi di ogni vs azione criminale ma fatelo presto perché ogni giorno che passa le vs mani si continueranno a macchiare di sangue, quel sangue che penserà sulle vs coscienze, o di chi una coscienza può avere “.
Infine chiedete pubblicamente perdono alle vittime innocenti, vittime che lasciano un messaggio, un esempio ma lasciano anche quella rabbia per non essere riuscite a difenderle da voi criminali, eroi di tempi moderni che spesso vengono ricordati al solo loro anniversario di morte per poi restare una targa o a volte nulla!!
Spogliatevi dei vs averi proventi illeciti, del vs lusso criminale e lanciate un appello che la camorra è nullità, è morte, e che un boss non è nulla e che la vita da cammorista non è vita!
Forse solo quando quella cultura criminale sarà debellata; solo allora la camorra potrà avere fine.

Testimone di giustizia
Contro la camorra “spa”
Ciliberto Gennaro

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