Lettere

.La vicenda che interessa i dipendenti della Ditta che gestisce il trasporto pubblico a Caserta e provincia.Nota dell’Associazione Caponnetto al Prefetto di Caserta

Gentile Signor Prefetto,
   siamo stati informati circa la vicenda che interessa i dipendenti dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Caserta e provincia  e dalla lettura di quanto ci é stato esposto ci sembra che essa richieda  degli approfondimenti  e dei chiarimenti dei quali noi gradiremmo,ove possibile, essere messi a conoscenza.
Nel renderLe noti i termini con i quali tale vicenda ci é stata prospettata,Le saremmo infinitamente grati se volesse cortesemente farci conoscere gli eventuali provvedimenti che Ella intendesse adottare al riguardo.
Nel ringraziarla anticipatamente,molto distintamente La salutiamo
                                                                                                                                                                                                            IL SEGRETARIO NAZIONALE ASS.CAPONNETTO
                                                                                                                                                                                                                                 Dr.Elvio Di Cesare
                                                                                                                                                                                                             Tel 34705125527
CASERTA – Clp, i sindacati: gestione commissariale peggiore di quella societaria http://www.paesenews.it/?p=54160

I continui malumori aziendali, raccogliendo le tante critiche e lamentele dei dipendenti della Clp Esposito (azienda affidata ai Commissari Prefettizi Amministratori Clp Dott. V. Molisso e Dott. G. Armonioso il 26 Febbraio), esprimono forte preoccupazione per come l’attuale Amministrazione Prefettizia ha organizzato e sta gestendo il servizio di trasporto pubblico nella città di Caserta e Provincia. Questo è quanto affermano in questa nota dipendenti. E dal 12 Marzo, nell’incontro in cui i Commissari Prefettizi, i vertici aziendali e le OO.SS. si sono profusi in assicurazioni e rassicurazioni verso i dipendenti che esplicitavano una serie di carenze nella gestione del servizio; • Organizzazione del lavoro, • Mancata assunzione del personale, • Assunzioni, promozioni, attribuzioni di livello, distaccamento di personale in altre mansioni, • Continue variazioni di turni di servizio, di orari di lavoro, di ciclicità lavorative • Nessuna certezza sul rispetto della data di retribuzione delle spettanze mensili, • Mancati accordi di carichi di lavoro (bigliettazione a bordo) per il personale viaggiante • Modifiche apportate sui cedolini paga, e etc etc. A distanza di un mese, nulla di tutto questo si è visto, allora le lagnanze dei dipendenti si fanno sempre più forti, oggi chiedono interventi atti a far sì che i “Molisso e Armonioso” siano più presenti e concreti nelle procedure gestionali, come il rispetto della data delle spettanze, vista la delibera regionale del trasferimento di risorse del mese di Febbraio (decr. 62 del 24/3/2015 dip 53), i fondi ci sono. Le lagnanze dei cittadini si fanno sentire presso le istituzioni locali, poiché a vengono vessati ancora da disservizi creati ad hoc, forse dai Commissari (ignari del trasporto pubblico)? forse dai dirigenti? forse da…? dal 1 Aprile a seguito della comunicazione di Unico Campania e Clp si è prorogato l’affidamento della vendita dei titoli di viaggio alla sola azienda Clp, che da diversi giorni non ha nessun presidio per la vendita degli abbonamenti nella zona di Sessa Aurunca e Frazioni (22.000 Abitanti e 163,00 Kmq) , tutto ciò crea un esborso economico alle famiglie che devono affrontare un costo supplementare in questi giorni per viaggiare sui bus. Da precisare che il procedimento per ottenere l’abbonamento è legato ad una tessera rilasciata dalla Clp (€. 5,00), la stessa se non si ha il computer non è possibile acquistarla. I comitati cittadini, i comitati studenteschi, i comuni del territorio, chiedono a gran voce che si provveda a tutelare al meglio le fasce deboli dell’utenza (studenti, operai, massaie, anziani e….)., auspicando che venga offerto un servizio adeguato come informazione orari, vendita titoli di viaggio, servizio assicurato in più fasce orarie (come il serale) e ancora meglio servite le tratte dalle periferie e frazioni, (diversi i tagli km senza preavviso e senza autorizzazione regionale). Il quotidiano “Cronache di Caserta” il giorno 2 Aprile scriveva di disservizi sul territorio Aurunco, i cittadini Aurunci si chiedono, sembra quasi che il tutto il trasporto sia gestito da forestieri, per cui i “poverini” non conoscendo la carta stradale e i servizi esistenti a Sessa Aurunca e frazioni, o meglio ancora che vengano consigliati da fantomatici dirigenti o “esperti” di trasporto pubblico, compresi anche i dirigenti, nello scegliere applicazioni contrattuali e gestionali, il silenzio proprie rappresentanze, sia “sindacali …… che di “altra natura”, fanno si che la tensione lavorativa dei dipendenti superi l’asticella del buon senso. La preoccupazione ulteriore dei lavoratori, come pare ormai scontata, dopo palesi segnali di pericolo di un prosieguo di cattiva gestione del servizio, sia figlia di una cattiva organizzazione interna dell’Azienda, certi su tutto ciò, gradiremmo, da parte dell’Amministrazione Prefettizia, che con un assordante silenzio alle richieste fattele, gradiremmo ascoltare a gran voce le loro ragioni, o quantomeno, verificare interventi concreti a sanare le criticità, così da rassicurare i lavoratori e la cittadinanza sulla bontà di come vengono gestiti i servizi affidati dalla Regione. Nel concludere questa segnalazione, non ci rimane che invitare il Sig. Dott. Molisso e Armonioso, il Prefetto, la Regione Campania, l’ACAM, il Sindaco Dott. Tommasino, a vigilare sulla gestione aziendale, nel rispetto delle leggi, con la speranza che le cose segnalate possono cambiare.

I Commissari Prefettizi, si sono insediati da un mese e mezzo circa, tra mille difficoltà, nonostante tutti i problemi, che sono stati evidenziati agli stessi in data 13 Marzo 2015,nonostante la Faisa Cisal abbia sospeso uno sciopero di 24 ore concedendo tutto il tempo necessario per prendere visione dei documenti e farsi un’idea sulla nostra azienda, devo constatare che gli stessi, secondo me, portati fuori strada dalle persone di cui si sono circondate, hanno intrapreso una serie di iniziative unilaterali, attraverso ordini di servizio e provvedimenti vari, senza il giusto confronto con le parti sociali ed i lavoratori. E’ mio compito segnalare i fatti rilevati, le incongruenze, tutte le richieste inevase, al fine di poter contribuire all’effettivo rilancio dell’azienda. In una nota la Segreteria della Faisa Cisal ha chiesto lumi sui Km effettivamente percorsi in passato perché dal 1° Marzo, dopo l’insediamento dei commissari, sono stati rimessi in ciclicità turni perennemente soppressi, Km sottratti ai cittadini Casertani per lungo tempo, come i servizi, domenicali e festivi, praticamente inesistenti. Ci sono ancora turni soppressi nei vari impianti, difficoltà nel concedere giorni di ferie e contemporaneamente Conducenti di Linea distratti in altre mansioni con tanto di Ordine di Servizio. Si è provveduto allo spostamento ad Unico Campania di 2 Verificatori, senza conoscere i criteri che hanno determinato la scelta dei nomi, e poi agli stessi addetti all’Area alla Mobilità si è chiesto di dichiarare se fossero in possesso di patente di guida. A mio avviso, tale ” censimento” deve essere esteso a tutte le categorie, meccanici, impiegati etc, semplicemente per avere il giusto quadro della situazione. I commissari, giustamente, hanno segnalato l’anomalia della ” malattia” valutando l’effetto senza però tener presente la causa, vedi nostra nota da Stress da lavoro correlato, le Prescrizioni dell’Asl di Caserta e della nostra denuncia sui turni di servizio non a norma presso Dtl e MCTC

 

Mafie in provincia di Latina ed inadeguatezza dell’apparato investigativo.Appello dell’Associazione Caponnetto al Capo dello Stato,al Presidente del Consiglio dei Ministri,al Ministro degli Interni ed alla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia

On.Presidente della Repubblica

                                                                                                                                                                                               ROMA
                                                                                                                                                                                    On.Presidente del Consiglio dei Ministri
                                                                                                                                                                                                ROMA
                                                                                                                                                 On.Ministro degli Interni
                                                                                                                                                                                                 ROMA
                                                                                                                                                 On.Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia
                                                                                                                                                                                                   ROMA

La provincia di Latina sembra essere una……………….”zona franca” per la criminalità.C’é un attacco spietato e duraturo ai danni della Magistratura e di singoli Magistrati.Vogliamo attrezzarlo o no un impianto investigativo adeguato che oggi manca quasi del tutto? Un appello dell’Associazione Caponnetto al Capo dello Stato ed al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ieri postavamo sul sito e sulle pagine fb dell’Associazione Caponnetto un pezzo del quale oggi riproponiamo uno stralcio.Eccolo:

”Giovanni Falcone diceva sempre due cose molto importanti che rendono chiaro il “quadro”:
la prima,”seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”;
la seconda,ancora più importante :”la guerra alla mafia non si fa a Palermo ( e noi aggiungiamo a Napoli,a Reggio Calabria,a Milano e così via),ma a Roma.
La mafia,quella vera,quella che comanda,che dispone,che decide ,sta a Roma,nel Lazio.
La mafia,quindi,sta da noi,nel Lazio,a Roma come a Latina ,a Frosinone,a Viterbo,a Rieti.
Noi,quindi,siamo terra di mafia ed aveva ragione Carmine Schiavone quando,parlando di Gaeta,di Formia,di Fondi e del sud pontino ,ma più in generale della provincia di Latina,le definiva………… “provincia di Casale” di Principe.
Il problema sta nel fatto che proprio in questo territorio lo Stato di diritto,il vero Stato,sta collassando a tutto vantaggio dello stato-mafia.
Non si organizzano le difese,non si approntano gli strumenti di difesa e di offesa.,si consente ad orde di affaristi di fare business,senza che ci sia la benchè minima reazione non solo del popolo ma anche delle classi dirigenti,politiche ed anche istituzionali,che ne sono l’espressione.
E’ proprio quasi l’intero tessuto sociale,economico,culturale,politico ed istituzionale che é marcio e sono pochi,ormai,quelli che reagiscono o almeno tentano di reagire trovandosi quasi sempre di fronte ad un muro di gomma.
Non possiamo andare oltre per ovvie ragioni!………………..
Allora se qua nessuno indaga,nessuno va a fondo delle cose,nessuno scava,nessuno denuncia,non si verrà mai a capo di niente e la mafia assumerà,se già non l’ha assunto,il controllo di tutto e di tutti.
Stamane facevamo accenno ad una massima della mafia: “in un territorio di mafia non c’é foglia che si muova che la mafia non voglia”.
Qualunque cosa,in sintesi,viene decisa dalla mafia e viene fatta a vantaggio della mafia.
Non sappiamo quanto e come questo discorso valga o meno per Gaeta,ma certo é che una persona sensibile ed informata- tanto più un’associazione antimafia- hanno il DOVERE di entrare in allarme allorquando ci si trova di fronte ad investimenti di montagne di capitali privati,riguardino essi la realizzazione di megaparcheggi sotterranei come quelli in programma a Villa Sirene,a Via Cosenz o a vattalapesca,privatizzazioni di cimiteri e quant’altro.
Lungi da noi l’idea di classificare a priori (questo lo vedremo dopo ) tutto e tutti come “mafiosi”,ma é incontestabile il fatto che in “provincia di Casale” la mafia ha un forte,fortissimo interesse ad esserci.Punto.Per questo esigiamo l’iniziativa del Prefetto di Latina con l’istituzione del Collegio degli Ispettori.Vogliamo vedere come il Prefetto di Latina si comporterà!!!!!!!!! Associazione Caponnetto”.”
Fin qui,lo stralcio della nostra nota postata ieri.

Il nostro fine é quello di richiamare l’attenzione dei vertici istituzionali nazionali sulla “particolarità” della provincia di Latina,una provincia alle porte della Capitale ma anche al confine nord della Campania,che é stata definita dai Casalesi “provincia di Casale” per i forti interessi e la presenza massiccia che i clan vi hanno.
Questo imporrebbe una maggiore oculatezza da parte dei vertici nazionali al momento della scelta dei rappresentanti dello Stato messi a capo delle strutture e dei presidi locali che non possono continuare ad essere persone che non tengono conto di quella “particolarità” cui facevamo cenno e che non siano dotate di quelle doti,capacità ed esperienza,necessarie in un territorio che fa parte della “provincia di Casale”.
.Latina non può continuare ad essere una sorta di “zona franca” dove criminali di ogni specie e di ogni rango scorazzano,sparano e mandano pallottole ai giudici,minacciano,fanno business in un clima sconcertante di impunità.
Latina non può continuare ad essere quella provincia in cui “la legalità é un optional” ,come la definì un ex Presidente del TAR che vi ha prestato servizio per tanti anni.
Latina non può continuare ad essere una provincia in cui uno dei pochi,se non l’unico Prefetto,buoni che vi sono stati,Bruno Frattasi,vengono definiti “pezzi deviati dello Stato” e rimossi in quattro e quattrotto
.Latina non può continuare ad essere la provincia dove,se non intervengono i corpi centrali di polizia –DIA,GICO,SCICO,ROS ecc_da Roma o da Napoli,non ha personale preparato per svolgere un’indagine patrimoniale,per seguire quel “filone dei soldi” del quale parlava Giovanni Falcone
.Oggi la mafia é IMPRESA,la più grande e ricca IMPRESA del Paese,ed intorno all’IMPRESA ruota un esercito di professionisti,avvocati,commercialisti,notai,ingegneri,molti dei quali formatisi nelle migliori università.
E POLITICI,AMMINISTRATORI PUBBLICI,SINDACI,ASSESSORI,CONSIGLIERI,PARLAMENTARI fra i quali potrebbe nascondersi,come é dimostrato da tante inchieste,attratto dai soldi,uno stuolo di sodali in giacca e cravatta.
La “mafia alta e bianca” dei salotti buoni.
Chi teniamo a fronteggiare questa gente? Il maresciallo o l’ispettore,arruolatisi 30 anni fa,che stanno nello stesso posto da 25 anni,che magari stanno aspettando,demotivati e stanchi,di andare in pensione fra qualche anno e di trascorrere l’ultimo periodo del loro servizio in santa pace e senza grane.Suvvia,é follia!,Se ,poi, a tutto questo si aggiunge la presenza di giudici e pm terrorizzati per le minacce e le pallottole che ricevono in continuazione,comandanti che non vanno a Roma (la lotta alla mafia si fa a Roma,diceva Falcone) a gridare per ottenere personale superspecializzato e prefetti che non esercitano appieno i loro poteri in materia di prevenzione antimafia,la frittata é fatta ed avremo sempre una mafia sempre più aggressiva e pervasiva.Ed influente ! Avevamo chiesto,per ovviare almeno un poco a questa situazione drammatica,l’istituzione di un Supercommissariato a Formia con l’istituzione di una Sezione distaccata della Squadra Mobile di Latina,ma nemmeno questo é stato possibile ottenere.Una situazione terrificante che ci porta a temere,in considerazione dell’assenza più assoluta di controllo e di vigilanza preventivi, le mani della camorra su tutte le gare pubbliche,non escluse,tanto per citarne qualcuna, quelle in corso e future sui megaparcheggi ( terreno molto battuto dalla camorra,come già si é verificato in qualche paese della Campania) a Gaeta e così via.
Così continuando lo Stato collassa e noi questo non possiamo tollerarlo senza reagire.Pertanto o il Capo dello Stato ed il Presidente del Consiglio intervengono personalmente o noi ci vedremo costretti a richiedere un’audizione nella Commissione Parlamentare Antimafia per denunciare pubblicamente l’inerzia dei vertici istituzionali.Non si può assistere nell’ indifferenza allo scempio dello Stato di diritto che si sta facendo per l’insipienza,se non la complicità,di classi dirigenti inadeguate.
Associazione Caponnetto

A SUPPORTO DELLE CONSIDERAZIONI SUESPOSTE,RITENIAMO DI RIPORTARE ,QUI DI SEGUITO , COPIA DEL TESTO DI UNA RECENTE INTERROGAZIONE PRESENTATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DA PARLAMENTARI DEL M5S A PROPOSITO DELLA SITUAZIONE ESISTENTE IN COMUNI IMPORTANTI  DEL SUD PONTINO QUALI SONO GAETA E FONDI:
“H24 notizie – Portale indipendente di news dalla provincia di Latina Gaeta Il M5S chiede ispettori ministeriali a Gaeta: “Sospettiamo infiltrazioni mafiose”Il M5S chiede ispettori ministeriali a Gaeta: “Sospettiamo infiltrazioni mafiose”
Attualità, Politica
29 marzo 2015 -
Il Comune di Gaeta

Noi attivisti del M5S Gaeta, in occasione dell’agorà del 28 febbraio 2015 in Piazza della Vittoria a Formia, abbiamo consegnato al portavoce cittadino Carlo Sibilia (On. M5S) una interrogazione parlamentare sulla questione “legalità e trasparenza”, indirizzata al Ministro dell’Interno, con la quale chiediamo l’invio degli ispettori ministeriali per verificare se ci sono i presupposti per lo scioglimento della giunta. Sospettiamo che ci siano infiltrazioni mafiose, soprattutto partendo dall’assunto che in Italia vengono sciolti decine di comuni ogni anno (25 nel 2012, 31 nel 1993) e che tutto il litorale pontino e romano risulta essere fortemente infiltrato da organizzazioni criminali, tra i quali, ad esempio: il “clan Gallace”, o il “clan dei Casalesi”, con riferimenti a seguito delle recenti condanne e ulteriori indagini nel comune di Fondi, poi Formia e tutte le questioni sospette nel comune di Gaeta, dove sono stati rimpastati consapevolmente soggetti già condannati che non dovrebbero avere accesso nei pubblici uffici, per la gravità dei reati commessi, altresì collocati in ruoli dove poter perpetrare indisturbatamente azioni illegali. Ma anche per il metodo arrogante di agire nell’affare pubblico senza prestare priorità alla povertà in aumento nella nostra comunità.

Abbiamo chiesto varie volte l’accesso agli atti presso il comune di Gaeta, ma senza ottenere risposte, tranne in qualche sporadico caso. Inoltre da tempo abbiamo chiesto a gran voce “l’osservatorio sulla legalità”, promessa elettorale del Sindaco in carica, mai preso in considerazione, e le riprese streaming del consiglio comunale.

Queste e altre importanti considerazioni sostenute più volte sul nostro blog https://gaeta5stelle.wordpress.com/ sono state i presupposti per la stesura dell’interrogazione parlamentare. Ringraziamo i parlamentari cinque stelle della Camera dei deputati, Luca Frusone e Carlo Sibilia per l’attenzione riposta ai cittadini, avendo firmato e presentato l’interrogazione n. 5/05150 il 25/03/2015, nella seduta numero 399.

05150 _ CAMERA – ITER ATTO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05150 CAMERA

TESTO ATTO

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05150

presentato da

FRUSONE Luca

testo di

Mercoledì 25 marzo 2015, seduta n. 399

FRUSONE e SIBILIA. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

Fondi è un comune italiano di circa 38.000 abitanti della provincia di Latina ed è noto per ospitare il secondo mercato ortofrutticolo più grande d’Europa con oltre un milione di tonnellate di prodotti ortofrutticoli l’anno. Un grande giro d’affari che ha sempre interessato la criminalità organizzata;

l’8 settembre 2008, dopo una lunga serie di indagini e l’intervento di una commissione di accesso agli atti, viene presentata ufficialmente al Ministro dell’interno, una relazione di 507 pagine del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, in cui si chiede di sciogliere il consiglio comunale di Fondi e si afferma espressamente, secondo quanto riferito sulla stampa locale, che «l’accesso, con evidenza documentale, ha consentito insomma di accertare che le diverse situazioni venute ad emergere, di per sé costituenti gravi, quando non gravissime, violazioni dei principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento, non corrispondono ad episodici quanto deprecabili casi di cattiva amministrazione, ma presentano, anche per il fatto di riguardare ogni settore della vita amministrativa, il carattere della sistematicità. La qual cosa, unita all’oggettiva agevolazione di interessi economici di elementi contigui alla criminalità organizzata o da considerare ad essa affiliati, conferisce al quadro di insieme una pericolosità tale da dover essere fronteggiata con gli strumenti di rigore previsti dall’articolo 143 del esto unico»;

nell’ottobre 2009 le dimissioni del sindaco di Fondi e dei componenti della giunta e della maggioranza del consiglio comunale portarono allo scioglimento dell’amministrazione ed al ritorno alle elezioni;

il 26 aprile 2012, Andrea Palladino sul fattoquotidiano.it, nell’articolo «CITATO NELLA RICHIESTA DI SCIOGLIMENTO DI FONDI, IL PDL LO CANDIDA SINDACO DI GAETA» scrive: «Cosmo Mitrano era stato chiamato nel 2004 nel comune di Fondi come dirigente del settore mense scolastiche. La commissione di accesso inviata dal prefetto nel 2008 gli contestò formalmente la gestione di alcuni servizi: «Ha consentito alla società Vivenda con contratto scaduto nel 2007 di proseguire di fatto il servizio» per un periodo di sei mesi; una mancanza aggravata dal fatto che «il comune di Fondi non ha mai richiesto il rilascio della dovuta certificazione antimafia» alla società Vivenda. Una dimenticanza ? Forse, ma che non stupiva il candidato sindaco del Pdl al comune di Gaeta: «Il dottor Mitrano — spiegano gli ufficiali — ha fornito una dichiarazione nella quale afferma di non aver mai richiesto le certificazioni antimafia per gare o servizi da lui affidati per importi superiori alla soglia comunitaria» […] Le osservazioni non finiscono qui. Il candidato sindaco del PdL a Gaeta avrebbe poi affidato alla società interinale Ge.vi — che ha attirato l’attenzione degli ufficiali di poliziainviati dal prefetto a Fondi — la fornitura di personale per il comune; e ancora, avrebbe stanziato alcuni finanziamenti a una società sportiva di un consigliere comunale, nonostante questa fosse in debito con l’amministrazione. Peccati senza rilevanza penale, visto che nessun fascicolo è stato mai aperto nei suoi confronti; ma di certo una serie di fatti che mostrano il ritratto di un funzionario ben inserito nella macchina amministrativa del comune di Fondi, contestata poi dalla commissione di accesso voluta dall’ex prefetto Frattasi. Funzionario che oggi fa il salto verso la politica attiva, pronto a governare una delle città chiave del sud pontino, con grandi progetti di espansione del porto e un territorio che fa gola alle cosche ormai radicate nel Lazio»;

la società Vivenda è una delle controllate della cooperativa La Cascina che secondo fonti giornalistiche si trova al centro della vicenda di «Mafia Capitale» e presente nelle inchieste giudiziarie della procura Fiorentina;

il 13 maggio 2012, Andrea Cinquegrani su lavocedellevoci.it, nell’articolo «GAETA: IERI, OGGI E MITRANO» scrive «Ecco l’irresistibile ascesa di Mitrano: dirigente supplente del primo settore al comune di Fondi per il biennio 2004-2005, poi salto alla poltrona di dirigente del terzo settore, grazie ad un concorso. Organizzato e preparato da chi ? Ma da uno dei concorrenti (per tre posti) in persona, ossia lo stesso ubiquo Mitrano. Che quel concorso se lo taglia su misura, tanto da far rilevare agli sbigottiti componenti della commissione d’accesso che «ragioni di opportunità avrebbero potuto suggerire al sindaco Parisella di affidare l’incarico ad altri», considerato il fatto che Mitrano era lui stesso «interessato alla partecipazione agli eventuali concorsi per cui la contrattazione era stata avviata». Siamo solo all’inizio, perché a completare la frittata ci mettono in parecchi lo zampino: come il dirigente del primo settore e presidente della commissione per il concorso Tommasina Biondino e il segretario generale del comune, Celestina Labbadia, già al vertice dello stesso primo settore. Alle due dirigenti – ma anche ad altri – sfugge la circostanza che Mitrano ha bluffato sul «requisito dei 4 anni di servizio in posizione apicale», essenziale per aggiudicarsi quell’incarico. Disattenzione, superficialità o cosa ? Fatto sta che, in soldoni, nessuno si è premurato di verificare alcunché di quanto autocertificato da Mitrano. Possibile mai ? Secondo i membri della commissione d’accesso sì, in un comune popolato da gente che non vede, non sente, non parla. E poi eccoci agli appalti, alle gare bandite dal comune. Tra i superfortunati nel registro dei mandati di pagamento spicca una sigla, la cooperativa Oescmi (Osservatorio economico per lo sviluppo della cultura manageriale d’impresa) che tra il 2003 e il 2007 ha provveduto a rastrellare ben 11 mandati per circa 60 mila euro (cui si aggiungono i pingui fondi europei e regionali erogati attraverso la Provincia per corsi di formazione professionale, e sui quali ha acceso i riflettori la magistratura). Fondata da Mitrano dodici anni fa, la cooperativa è oggi gestita dalla sorella, Maria Mitrano. Ma le sigle non finiscono certo qui e altre ne spuntano tra le pagine del ponderoso (e pesantissimo) dossier. Pensate sia mai possibile che una ditta indebitata con un comune, in tempi di vacche magre, possa addirittura ricevere dei soldi ? Sì, succede proprio a Fondi. La miracolata si chiama Olimpica 92 che, pur vantando debiti col comune per dei fitti non pagati (visto che svolgeva la sua attività di polisportiva in locali di proprietà comunale) nel giro di pochi anni – sotto due sindacature di Parisella ottiene ben 26 mandati per un totale che sfiora i 50 mila euro. La società fa capo a Pasquale Rega, più volte consigliere comunale. Fondi erogati dall’allegro terzo settore, che spesso e volentieri opera in sinergia con alcune commissioni di cui fa parte un altro ubiquo della story, proprio Rega (il quale, dal canto suo, è in ottimi rapporti con Carmelo Tripodo). E a proposito di rapporti a rischio, fanno capolino quelli con i titolari della società Vivenda, che per anni s’è vista aggiudicare l’appalto per la gestione delle mense scolastiche senza che il comune si sia mai preoccupato di chiederle il certificato antimafia. Infine, siamo alla Ge.Vi., che ha messo a segno – grazie alle magie di Mitrano – un colpo da record: aggiudicarsi gare ufficiose (e per più volte) per la fornitura di personale interinale.

«Ma cosa volete – ha spiegato Parisella ai commissari – era l’unica che mi presentava delle offerte vantaggiose…»;

Celestina Labbadia, prima segretario generale del comune di Fondi, ha rivestito fino a poco tempo fa l’incarico di segretario generale del comune di Gaeta;

di recente la società ECOCAR, che gestisce il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti per conto del comune di Gaeta il cui sindaco è, appunto, il dottor Mitrano, è stata gravata da interdittiva antimafia emessa dalle prefetture di Caserta e di Roma;

il Consiglio di Stato, sezione III, nella sentenza 6 marzo 2012 no 1266, in riferimento agli articoli 143 e ss, decreto legislativo n. 267 del 2000 ribadisce, che «Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non esige né la prova della commissione di reati da parte degli amministratori, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici «elementi» (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e i sodalizi criminali, ovvero è sufficiente che gli elementi raccolti e valutati siano «indicativi» di un condizionamento dell’attività degli organi amministrativi e che tale condizionamento sia riconducibile all’influenza e all’ascendente esercitati da gruppi di criminalità organizzata» –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, valutare se sussistano i presupposti per l’invio di una commissione di accesso agli atti, per valutare, qualora, ci siano le condizioni, lo scioglimento del consiglio comunale di Gaeta di cui l’articolo 143, del Testo unico enti locali.

(5-05150)”

Lettera aperta al Prefetto di Latina.Allerta massima sulle gare per i megaparcheggi sotterranei a Gaeta.Indagini preventive su CHI partecipa e da DOVE vengono i soldi che gli eventuali vincitori privati impegneranno.

I Prefetti sono obbligati per legge ad esercitare un’azione  PREVENTIVA  per quanto riguarda le attività delle mafie.Spesso non la esercitano venendo meno ai loro DOVERI e succedono,perciò,i guai che leggiamo sui giornali.
Molti aspettano  che lo facciano prima i Magistrati,i quali,però,hanno il compito di intervenire solamente DOPO che i reati siano  stati compiuti.
A Gaeta sono partite le gare per la realizzazione di megaparcheggi sotterranei .Per ora é partita quella che riguarda Villa Sirene,ma si parla già anche di altre,a cominciare da quella prevista  per via Cosenz ,sul campo oggi  utilizzato dal Circolo Tennis .
Sono previsti investimenti di milioni e milioni di euro per lo più di privati.
La gara in corso per Ville Sirene si chiude il 30 aprile p.v.
Invitiamo il Prefetto di Latina ad attivare  immediatamente l’apposito nucleo di vigilanza della Prefettura e a delegare,inoltre,la DIA a svolgere un’indagine PREVENTIVA  su coloro o chi  chiederà a giorni l’aggiudicazione dell’appalto  e sulla  PROVENIENZA DEI CAPITALI   che verranno impegnati.
Non interveniamo,come succede spesso,DOPO,quando  eventualmente dovesse essere troppo tardi!!!!!!!!!!!
                                                                                                                                                                                    ASSOCIAZIONE A.CAPONNETTO

Inserito da Salvatore Caccaviello.

 

Roma – In un epoca come quella attuale in cui la criminalità organizzata, come ultimamente dichiarato dal Guardasigilli, Andrea  Orlando non ha più le forme tradizionali e la tradizionale collocazione geografica circoscritta ad alcune regioni del Sud Italia. Si è espansa, ha cambiato forme e metodi mimetizzandosi nei contesti in cui si sviluppa. Si confonde e si sovrappone alle reti collusive che avvolgono le pubbliche amministrazioni” In un Paese in cui la corruzione la fa ormai da padrone a tutti i livelli si sente il bisogno di ricordare oltre alla Magistratura ed alle Forze dell’Ordine, coloro che mettendoci la faccia e rischiando di proprio si battono quotidianamente per una Italia di gente onesta , perbene  e rispettosa delle regole. Non si può dimenticare pertanto l’azione portata avanti lungo tutto il territorio nazionale dalle associazioni antimafia.  Nel ricordare il loro delicato ruolo pubblichiamo un messaggio del Dott. Elvio Di Cesare  Segretario Nazionale  della  principale Associazione antimafia in Italia ossia l’ “Antonino Caponnetto”.

“Cari amici,l’Associazione Antonino Caponnetto,costituita 15 anni fa , é una delle poche associazioni antimafia in Italia che vive ed opera senza chiedere ed accettare alcun contributo a e da Enti pubblici e partiti politici.
Questa è stata una sua scelta fatta al fine di preservare la sua più assoluta autonomia da tutto e da tutti.
Il chiedere o accettare ,infatti,contributi alle o dalle istituzioni preclude ogni possibilità di attaccarle e denunciarle ove queste si dimostrassero corrotte o contigue, oggettivamente o soggettivamente ,alla criminalità organizzata.
Criminalità organizzata che non è,come tentano di convincerci la maggior parte dei media,costituita da persone rozze ed incolte come i Totò Riina,i Provenzano,i Bidognetti ,gli Schiavone,i Mancuso ecc,,ma,al contrario,da uomini e donne della borghesia,dei salotti buoni,annidati nell’economia,nella politica e nelle stesse istituzioni,nei gangli vitali,insomma,dello Stato e della società.
Se si vuole fare oggi in Italia seriamente la lotta alle mafie bisogna avere piena consapevolezza di questa realtà,ad evitare che,altrimenti,si scada in un esercizio puramente retorico e parolaio come quasi sempre avviene ad opera,oltre che di gran parte della stampa scritta e parlata al servizio di qualcuno,anche di sodalizi che si definiscono “antimafia” che non fanno,però, una sola DENUNCIA,una sola segnalazione alla Magistratura inquirente.
Oggi le mafie vanno combattute ,più che con le parole,con i fatti e fatti significano:
INDAGINE ,DENUNCIA E COLLABORAZIONE CON LA MAGISTRATURA.
Punto.
Non a caso l’Associazione Caponnetto ha scelto di intitolarsi tale,richiamando il nome di un grande Magistrato ed ha deciso di eleggere come suo Presidente onorario un altro grande Magistrato,ancora in carico,il Dr.Antonio Esposito,Presidente della 2° Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione,la Sezione,cioè,autrice della famosa sentenza Mediaset contro Silvio Berlusconi.
Paolo Borsellino diceva sempre che ………………………………………E’ un errore gravissimo il pensare di poter sconfiggere le mafie accollando tutto il peso della lotta ad esse sulle sole spalle della Magistratura e della Forze dell’Ordine.
Da sole queste non ce la fanno ,anche perché esse vengono indebolite ogni giorno di più e delegittimate da una classe dirigente che le priva di risorse,di una legislazione adeguata e che é in parte collusa con le mafie.
Oggi,a combattere contro la corruzione e le mafie,é rimasta SOLAMENTE la Magistratura,la quale,pur con tutti i suoi limiti e le manchevolezze dovuti in gran parte ad una legislazione volutamente inadeguata,é l’unico baluardo a difesa della legalità e della Giustizia.
Se cede anche essa é la fine dell’Italia.
Ma i Magistrati,per poter operare,hanno bisogno non di trattati di sociologia e di storia,ma,al contrario,di segnalazioni precise,nomi e cognomi,di piste investigative chiare,di FATTI ,non di chiacchiere.
Ecco la specificità dell’Associazione Caponnetto.
Le parate,i proclami,i grandi discorsi servono,sì,in situazioni normali,ma non quando la Patria é già in fiamme e le mafie stanno ormai conquistando definitivamente il potere e la lotta é ormai corpo a corpo.
Qua lo Stato di diritto sta per cedere ad uno stato-mafia che,se prevarrà definitivamente,trasformerà l’Italia in un paese criminale.
Rischiamo di lasciare i nostri figli,i nostri nipoti,i giovani tutti,in una società criminale,in un inferno ed essi avranno ragione di maledirci per le nostre negligenze,il nostro egoismo,le nostre manchevolezze.
Noi vogliamo morire potendo guardare negli occhi i nostri figli,con l’orgoglio di chi ha fatto fino in fondo il proprio dovere di genitore e di cittadino.
Questo – e solo questo- é e vuole essere sempre più l’Associazione Caponnetto.
Il “potere” ci odia e ci combatte isolandoci, i partiti anche. Per non parlare delle organizzazioni criminali! Hanno tentato in tutti i modi di ………..infiltrarci e stavano per riuscirci. Ci siamo dovuti difendere selezionando in maniera rigorosissima il tesseramento ed accettando le richieste di iscrizione solamente di persone conosciute ed affidabili. Un tesseramento che si basa su un nucleo ristretto di persone di provata fedeltà e che,per il resto,muta in continuazione per vari motivi,a cominciare dalla stanchezza di chi non se la sente di seguire i ritmi e la metodologia di azione della Caponnetto,per finire anche alla consapevolezza di essere rimasti emarginati perché scoperti per l’inadeguatezza o addirittura l’infedeltà rispetto agli obiettivi dell’Associazione ,obiettivi che non sono né di natura economica né partitica.
Nella Caponnetto non si guadagna,non si fanno carriere politiche. Anzi,il contrario perché spesso taluni suoi dirigenti mettono mano alle proprie tasche. Nell’Associazione Caponnetto si viene per combattere per la democrazia,la civiltà e lo Stato di diritto. Per il Paese. Non vogliamo né affaristi nè  parolai. Gente inutile e dannosa, questa. Vogliamo combattenti,solo combattenti.
Ci rivolgiamo a voi – a quelli che almeno in teoria hanno mostrato una sensibilità nel chiederci di far parte del gruppo dell’Associazione Caponnetto (sospettiamo che anche in questo ci sia qualche ……”infiltrato” e pensiamo anche di averne individuato qualcuno………..al quale chiediamo di non tentare di entrare organicamente nell’Associazione facendo domanda di iscrizione che sicuramente respingeremo come abbiamo sempre fatto)-per invitarvi ad iscrivervi inviandoci via email –info@comitato-antimafia-lt.org – una domanda con tutti i vostri dati anagrafici , indirizzi , email e numeri di telefono.
Vi chiediamo anche di sottoscrivere nella dichiarazione dei redditi il 5 x mille a favore dell’Associazione Caponnetto numero di Codice Fiscale 91079510599 – Un cordiale saluto a tutti voi”. – 14 aprile 2014 – La Segreteria dell’Associazione “Antonino Caponnetto”.

 

Inserito da: Salvatore Caccaviello

Oggi un’amica che lavora presso la Regione Lazio ci ha mandato questa email

Oggi un’amica che lavora presso la Regione Lazio ci ha mandato questa email:”Mi chiedo come Associazione Caponnetto si può chiedere di far parte dell’Osservatorio regionale”? oggi ho letto una delibera con la quale chiedono di modificare la legge aggiungendo un membro della DDA.Perché partecipa solo Libera?”.

Il problema è antico ed é nato già con  la Giunta Marrazzo.Durante la gestione Badaloni,nel 1995,l’Associazione Caponnetto,già operativa da un paio di anni,fu coinvolta  dal Presidente  della Giunta nella formulazione del  regolamento che avrebbe dato   vita all’Osservatorio regionale per la sicurezza .Offrimmo il nostro contributo che fu accolto con calore e fu  molto apprezzato.
Il problema nacque durante la gestione Marrazzo,quando noi,spesso convocati in audizione da parte della Commissione regionale contro la criminalità presieduta dall’allora consigliera regionale ex diessina Luisa Laurelli,ci sentimmo proporre da qualcuno la richiesta dell’indicazione,quale membro del costituendo Osservatorio regionale,del  nome di una persona che avrebbe dovuto rappresentare in esso anche l’Associazione Caponnetto.Ovviamente rifiutammo tale  proposta in quanto si trattava di un  soggetto appartenente ad altra Associazione,peraltro  vicina politicamente allo schieramento che governava la Regione.Fummo ,dopo quel rifiuto, invitati a partecipare ad un paio di audizioni da parte della Commissione su alcune situazioni specifiche – la situazione criminale sul litorale romano,le mafie a Civitavecchia ecc.- e,poi,nulla più.L’ultima ed  unica convocazione in Commissione  durante la gestione della Polverini ci pervenne ,poi,su un problema che riguardava sempre le attività mafiose sul litorale romano,da Anzio-Nettuno fino ad Ostia. Durante le riunioni che riguardavano,la prima,il territorio di Civitavecchia e la seconda quello  di Ostia fummo  trattati malissimo e,soprattutto,nella prima,qualcuno tentò addirittura di non farci parlare.
Notammo subito che c’era nei confronti dell’Associazione Caponnetto un clima di ostilità ed attribuimmo questa cosa al fatto che in Commissione noi andavamo sempre documentati e parlavamo di fatti concreti senza abbandonarci alla retorica ed alla genericità.
Non siamo stati mai più invitati né sappiamo quello che la Regione Lazio abbia  o non abbia fatto sul versante della lotta alle mafie (presumiamo,però,che essa abbia fatto ben  poco di positivo,tenuto conto del fatto,soprattutto,che solo ora la Regione Lazio si sta ponendo il problema di integrare la compagine dell’Osservatorio con un magistrato della DDA quando tutti sanno che solo le DDA hanno la competenza in materia di reati associativi di natura mafiosa e la conoscenza,quindi,dei problemi e della loro dimensione e la loro assenza  significa  poter fare poco,molto poco).
Dobbiamo aggiungere,per completezza di informazione,che anche quando Zingaretti,nell’ultimo scorcio della legislatura,istituì nell’Amministrazione Provinciale di Roma una fantomatica Commissione per la legalità,fu opposto un netto rifiuto alla partecipazione alle riunioni dell’Associazione Caponnetto.
Completiamo l’esposizione del quadro,rendendo note  le nostre intenzioni di nominare in rappresentanza  dell’Associazione Caponnetto,ove ci avessero ammessi a partecipare,una persona di altissima statura morale e dalle non comuni capacità ed esperienza soprattutto in materia finanziaria,di riciclaggio e profonda conoscitrice dei problemi della Capitale  e del Lazio.Un ex parlamentare.
Il problema probabilmente é squisitamente politico e riguarda la posizione del PD,di questo PD romano e laziale,che non gradisce la presenza di un sodalizio  antimafia …………”non allineato” ed autonomo da tutto e da tutti.
L’Associazione Caponnetto é…………”scomoda” perché non é al servizio di nessuno e DENUNCIA,nomi e cognomi,senza guardare in faccia a nessuno.
Questo ,forse,il motivo di tanta ostinata e feroce ostilità nei nostri   confronti.
                                                                                                                                                        Ass.A.Caponnetto

TUTTO TACE.

Sono anni che si parla di sospetti interramenti di bidoni tossici nel territorio del Comune di Pastena in provincia di Frosinone.L’attuale Sindaco – il Dr.Arturo Gnesi-,peraltro medico,quindi persona competente  ed informata -  ha rilevato e fatto presente un alto tasso nel territorio di malattie tumorali probabilmente causate da tali sospetti interramenti e sta insistentemente chiedendo da tempo che i Carabinieri del NOE effettuino i dovuti accertamenti.

Finora,però,tutti i suoi tentativi di ottenere chiarezza sono falliti.Ora egli ritorna alla carica con questa email inviata alla Stazione dei Carabinieri di Pico,competente per quel territorio,con la speranza che qualcosa si muova.

Alla richiesta del Sindaco  si associa ora  l’Associazione Caponnetto,della quale  il Dr.Gnesi  peraltro é un qualificato dirigente e membro del Consiglio Direttivo nazionale,con un appello sia al Prefetto di Frosinone che al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ad intervenire con urgenza disponendo  di far luce una buona volta per sempre su questi sospetti interramenti.

L’Associazione Caponnetto si augura questa volta di ottenere  una risposta esaustiva e definitiva dal Prefetto e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri,in mancanza della quale essa si vedrà costretta ad esporre il caso alla Presidenza della Repubblica e a quella del Consiglio.

 

 

 

e-mail  inviata il 16 marzo ai Carabinieri di Pico dal Sindaco del Comune di Pastena (Frosinone)

 

 

 

“Come da documento allegato della delibera del consiglio comunale n. 21 del 29.07.2014,, nella comunicazione della provincia di Frosinone settore ambiente prot n. 19718 del 14.2.2013, il proprietario del terreno de angelis renato dichiara che i lavori operati dalla Vianini S.p.a. furono ultimati nel 1998 mentre quest’ultima dichiara di non avere alcuna documentazione conservata in quanto i lavori eseguiti risalgono al lontano 1997.

In realtà il cantiere rimase aperto fino all’ottobre 1999.

Chi fu il responsabile del cantiere fino all’anno successivo ?

perchè nessuno menziona questo ulteriore periodo di lavori benchè sul terreno erano presenti mezzi pesanti per la movimentazione terra?

perchè questo ulteriore periodo non è stato certificato?

si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti

cordiali saluti il sindaco dott. Arturo Gnesi”.

 

 

P.S.  A  parte alcune riunioni a Roma presso la Regione e il ministero dell’ambiente che hanno consentito l’inserimento del terreno nella  nuova perimetrazione della valle del Sacco e quindi da sottoporre a bonifica, quello che  spaventa è il torpore della caserma di Pico che non si muove e addirittura non era nemmeno a conoscenza che il terreno era stato inserito nella lista dei siti contaminati.

E’ evidente che non si vuole indagare per vedere cosa c’è nel sottosuolo e se c’è stato come si suppone l’interramento di bidoni tossici.

Alla DNA,alla DDA di Napoli ed al Prefetto di Caserta per Luigi Gallo Grave atto intimidatorio ai danni di Luigi Gallo.Intervento dell’Associazione Caponnetto presso la DNA,la DDA di Napoli ed il Prefetto di Caserta.Quest’ultimo é invitato a disporre con urgenza la protezione 24 ore su 24 di Luigi Gallo,dei suoi familiari e delle sue proprietà ,a cominciare dall’impianto in questione.

 

Associazione   Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   tel 3470515527

 

 

9-4.2015

 

 

 

                            Alla Direzione Nazionale Antimafia

                                                     ROMA

 

                                  Alla Direzione Distrettuale Antimafia

                                                      NAPOLI

                               

                                  Al Prefetto di

                                                       CASERTA

 

 

 Si comunica,per gli incombenti di competenza,che durante presumibilmente la nottata fra l’8 ed il 9 aprile u.s.,alla vigilia del processo in corso contro i fratelli Cosentino,il Prefetto Stasi + 8 presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE),la centralina elettrica dell’impianto di distribuzione di Luigi Gallo,denunciante,é stata danneggiata seriamente.

Un grave atto intimidatorio  ai danni del denunciante ?

Si fa presente che la scrivente Associazione si é costituita parte lesa nel suddetto processo.

Si invita il Prefetto di Caserta a voler disporre con urgenza la protezione 24×24 del Sig.Luigi Gallo,dei suoi familiari e delle sue proprietà.

Distinti saluti

                                                IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                    Dr.Elvio Di Cesare

Furti ad Aprilia.Una sequela interminabile.Il Prefetto di Latina intervenga e convochi il Comitato Provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico.Aprilia é notoriamente una città storicamente infiltrata dalle mafie.E’ stata per anni la dimora di Frank Coppola “Tre dita” ed abbiamo avuto di recente il clamoroso episodio delle dimissioni dell’Assessore alle Finanze che si é dimesso dalla carica abbandonando l’attività politica dopo le pesanti minacce ed i proiettili ricevuti.Ancora non si é riusciti a scoprire mandanti ed esecutori.Ora a tutto ciò si aggiungono i continui furti.Se nemmeno a capo di questi si riesce a giungere e a farli smettere scoprendo e catturando gli autori,siamo proprio messi male !!!!!!!!!!!!

AL PREFETTO DI LATINA
Una sequela interminabile di furti che stanno provocando il terrore fra i cittadini di Aprilia ed alla quale urge mettere fine.
Questa notte si é verificato l’ennesimo furto ai danni di un bar nel quartiere “Toscanini” di quella città.
L’amministrazione comunale,malgrado gli impegni assunti con i cittadini,tarda nell’attuare i provvedimenti resisi necessari e,pertanto,la scrivente Associazione richiama l’attenzione della SV perché voglia convocare con la massima urgenza il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico al fine di individuare una strategia di intervento efficace e risolutiva per ripristinare una situazione di vivibilità .
In attesa di un cenno di assicurazione,distintamente si saluta
IL SEGRETARIO

Grazie Rita e grazie Simona.

Stamane,20 marzo,in  vista del Convegno che abbiamo
organizzato per il pomeriggio a Frosinone e nel quale
parleremo,come al solito,di brutture,di ladri , corrotti ed
irresponsabili che stanno  finendo di distruggere  il
Paese,sento il dovere  di esaltare le virtù di due grandi
donne che onorano,con la loro presenza ed il loro impegno ,
l’Associazione Caponnetto  e di ringraziarle pubblicamente
per quanto  hanno fatto e stanno facendo al servizio di
questa.
Donne  eccezionali,uniche ,per la loro serietà ,per le loro
capacità,la loro tenacia,la loro lungimiranza,i loro valori,il
loro spirito di servizio alla comunità,la loro combattività ed
il loro attaccamento all’Associazione ed alle finalità  che noi
perseguiamo:la lotta alle illegalità ed alle tante mafie che
costituiscono il   sistema Italia.
Rita Pennarola e Simona Ricotti.
Diverse nelle attività   professionali  che svolgono,ma con
tratti comuni per quanto riguarda i valori  cui entrambe si
ispirano nell’opera di servizio alla collettività.
Rita Pennarola,la nostra responsabile dell’Ufficio
Stampa,scrittrice fine e scrupolosa,giornalista professionista
di primo piano,condirettrice de “La Voce delle Voci”,il
combattivo mensile   di cui qualcuno ha voluto
recentemente  ed irresponsabilmente sopprimere la
voce,che troviamo in ogni tribuna ed in ogni occasione
nelle quali si parla di lotta alle ingiustizie ed al malaffare,
Simona Ricotti,combattente di prima linea in tutte le
battaglie prima politiche ed ora civili  sul suo
territorio,componente del nucleo  di persone che hanno
fondato l’Associazione Caponnetto e del suo Consiglio
Direttivo nazionale,

Due donne che,pur nella loro diversità e nelle loro
specificità e storie,costituiscono il nerbo,un   elemento forte
di quell’Italia che noi sogniamo,più civile,più
democratica,più giusta,più umana.
Commosso per la loro generosità ed il loro spirito di
dedizione alla causa per la quale ci battiamo ed onorato per
la loro  qualificata presenza fra di noi, sento  il
dovere,ringraziandole con tutto l’affetto che nutro nei loro
confronti,di additarle come esempi di coraggio e di onest
intellettuale e morale a tutto il mondo di coloro che
sinceramente e concretamente si battono contro le mafie in
questo  sfortunato ma sempre bello nostro Paese.
Grazie Rita e grazie Simona dal profondo  del mio cuore.

Elvio Di Cesare

Lettera aperta ad Attilio Bolzoni ed Enrico Fierro dell’Associazione Caponnetto .

“Giorni fa, Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore che non solo non ha bisogno di presentazioni, ma neppure avverte la necessità di prendere lezioni sul tema della mafia, ha sollevato sul quotidiano “La Repubblica” il delicatissimo tema dell’antimafia degli affari. Una questione che avevamo “nella penna” in tanti di noi. Come si è trasformato l’agire antimafia in questi anni, cosa è diventato certo associazionismo, gli affari che sono dietro certe iniziative, alcuni cartelli antimafia diventati strumento per carriere politiche e candidature al Parlamento. Attilio lo ha fatto e lo ha fatto bene. “Antimafia sottomessa” alla politica che elargisce danari, “antimafia consociativa” che non disturba il potere. “Dipendente da quella governativa che presenzia pomposamente agli anniversari di morte, che organizza convegni alla memoria, che firma convenzioni e protocolli con gli amici che sceglie a suo piacimento sui territori”. Un Circo Barnum dove si ciancia di “legalità”, fatto di cialtroni e di politicanti che sul dolore di chi è stato colpito dalle mafie, hanno costruito ingiustificate carriere. Un esercito di “saltimbanchi e approfittatori che girano l’Italia…la questione che stiamo dibattendo è molto più seria e profonda proprio perché è quasi l’intero movimento antimafia che si è svilito”. Parole sacrosante, analisi durissima ma giusta. Solo chi non conosce la realtà di Sicilia, Calabria e Campania (ma anche del Lazio, dove pure sono fiorite varie sigle antimafia) può non sottoscriverle. Noto che alcune associazioni si sono offese, che hanno gridato al complotto, altre, invece, hanno scelto la strada del silenzio. Ho una modestissima proposta, per chi si offende, per chi tace e per chi pensa che la cosa riguardi gli altri: associazioni, gruppi e fondazioni che si richiamano a valori antimafia o che sono intitolate a vittime del dovere (Poliziotti, magistrati, sindacalisti, preti) rendano pubblici i bilanci, dicano con dovizia aritmetica di particolari chi li finanzia e per fare cosa, indichino nomi, cognomi e compensi dei vari partecipanti a convegni e seminari. Insomma, se la caratteristica principale di mafia, camorra e ‘ndrangheta è l’opacità, chi si erge a paladino della lotta alle mafie deve esprimere la massima trasparenza. Chi non è in grado di farlo, la smetta di romperci le scatole con parole vuote, nel rispetto di chi le mafie le ha combattute senza riflettori e finanziamenti pubblici, rimettendoci la vita.
(di Enrico Fierro)”

 

 

CARO ENRICO, L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,PER SUA  DECISIONE,NON FRUISCE DI FINANZIAMENTI DA ENTI,COMUNI,REGIONI,PARTITI  ED HA UN BILANCIO ANNUALE, CHE NON ARRIVA A  3.000 (TREMILA )  EURO  CHE PROVENGONO DA UN TESSERAMENTO CHE E’  STRETTISSIMO E RIGOROSISSIMO PER EVITARE INFILTRAZIONI E DA UN PO’ DI 5 PER MILLE ,BILANCIO CHE ESSA COMUNICA ALLA REGIONE LAZIO ED E’ QUINDI PUBBLICO. LE ENTRATE NON COPRONO NEMMENO LE MIGLIAIA DI EURO CHE CI SERVONO PER FARE LE VISURE CAMERALI CHE  CI SERVONO PER FARE INDAGINI E DENUNCE.QUELLO CHE SERVE IN PIU’ LO CACCIAMO DALLE NOSTRE TASCHE SOTTRAENDOLO ALLE NOSTRE FAMIGLIE.BISOGNA FINIRLA  CON QUESTO BUSINESS DELLA GESTIONE DEI “BENI CONFISCATI”,STUDIANDO UN SISTEMA CHE  METTA GLI IMMOBILI A DISPOSIZIONE DI FAMIGLIE DISAGIATE E TUTT’AL PIU’  DELLE FORZE DELL’ORDINE E DEI PRESIDI DI POLIZIA,MENTRE LA GESTIONE DI TERRENI,AZIENDE AGRICOLE VA AFFIDATA A COOPERATIVE DI  DISOCCUPATI FORMATE DAGLI UFFICI DEL LAVORO A MEZZO DI UN’ APPOSITA COMMISSIONE DELLA QUALE FACCIANO PARTE ANCHE RAPPRESENTANTI TERRITORIALI DELLE FORZE DELL’ORDINE IN MODO DA EVITARE L’INGRESSO IN ESSE DI MAFIOSI E PERICOLOSI PREGIUDICATI. LA LOTTA ALLE MAFIE SI FA………………GRATIS ,NON CHIEDENDO E GESTENDO QUATTRINI  E BENI ED INDUCENDO LE ASSOCIAZIONI E LE FONDAZIONI COSIDDETTE “ANTIMAFIA” A NON FARE SOLO RETORICA E BLA BLA,MA SOPRATTUTTO INDAGINI E DENUNCE ,COLLABORANDO CON MAGISTRATURA E FORZE DELL’ORDINE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NOI NON CI SIAMO NE’ OFFESI NE’ ABBIAMO PROTESTATO PER LE DURE PAROLE DI BOLZONI.ANZI ,TUTTO IL CONTRARIO PERCHE’ GLI SCHIZZI DI FANGO CHE VIENE FUORI DA QUESTA SITUAZIONE SCANDALOSA COLPISCONO INDIRETTAMENTE ANCHE NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.SENTIAMO,QUINDI,IL DOVERE DI RINGRAZIARE BOLZONI E,ORA,ANCHE TE CHE RIPRENDI L’ARGOMENTO.

PER QUANTO RIGUARDA,POI,IL DISCORSO DELLA “POLITICA”,TUTTI DEBBONO SAPERE CHE l’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NON HA MAI CONSENTITO A CHICCHESSIA  DI STRUMENTALIZZARLA POLITICAMENTE.

APPENA,INFATTI,CI SIAMO ACCORTI CHE QUALCUNO VOLESSE FARLO LO ABBIAMO SUBITO EMARGINATO.

PER QUESTO NOSTRO COMPORTAMENTO SUBIAMO CONTINUAMENTE AZIONI DI EMARGINAZIONE E TENTATIVI DI DELEGITTIMAZIONE DA PARTE DI TUTTI E,SOPRATTUTTO,DA PARTE DEL PD.

MA DI CIO’ ANDIAMO FIERI  PERCHE’ IL PROFUMO DELLA LIBERTA’ DA  TUTTO E DA TUTTI NON HA PREZZO.

Lettera al Presidernte della Repubblica dell’Associazione Caponnetto per la vicenda che ha interessato il Testimone di Giustizia Luigi Leonardi.

Il “caso” doloroso del Testimone di Giustizia Luigi Leonardi  maltrattato nella Prefettura di Caserta.L’Associazione Caponnetto chiede l’intervento del Capo dello Stato: i Testimoni di Giustizia vanno rispettati e serviti!!!!!!!!!!

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tel. 3470515527

Al Signor
Presidente della Repubblica
ROMA

OGGETTO:Luigi Leonardi
Testimone di Giustizia

Prefettura di CASERTA da chiudere. Testimone di giustizia si
presenta per una pratica: “la fotocopiatrice è rotta, non abbiamo
tempo per lei”. Casertace, naturalmente, non si stupisce

Il fatto si è verificato stamattina ed è stato denunciato alla stazione dei carabinieri di Marcianise. L’episodio reso
pubblico dall’associazione Caponnetto: “la sala del caffè era affollata di impiegati”

Luigi Leonardi e la prefettura di Caserta
Il testimone di giustizia Luigi Leonardi, andato alla Prefettura di Caserta per richiedere copia degli atti riguardanti il
rigetto della sua richiesta di sostegno in quanto vittima di racket, per presentare ricorso nei tempi previsti dalla norma,
ha ricevuto un netto rifiuto. L’addetto gli ha risposto che la fotocopiatrice era guasta, mancava perfino la carta e
comunque “non avevano tempo” per evadere la sua richiesta. Subito dopo Leonardi si e’ presentato alla stazione dei
Carabinieri di Marcianise, dove ha denunciato il fatto. “Adesso, con una scadenza che pende come una spada ? si legge
nella denuncia ? attendo che la Prefettura si decida a comprare una fotocopiatrice e una risma di carta, e a trovare tra i
vari addetti che affollavano la sala del caffe’ e il corridoio, a parte qualcuno, un santo che faccia le fotocopie e mi dia la
possibilita’ di far valere i miei diritti in un sistema incancrenito dalle mafie”. A raccontare l’episodio e’ l’Associazione
Caponnetto, la quale esprime “forte preoccupazione” per quanto accaduto, “che conferma la scarsa attenzione dello
Stato nei confronti di uomini e donne privati dei mezzi di sostentamento ed esposti alle ritorsioni della malavita
organizzata solo per avere fatto il loro dovere”.
Leonardi è un imprenditore che ha denunciato il racket che subiva da anni. Ha però perduto anche perso le sue due
fabbriche di impianti di illuminazione e i relativi negozi, distribuiti tra Cardito, Nola, Giugliano e Melit, oltre a non
avere più contatti con la famiglia.

Se qualcuno, nella Prefettura di Caserta  -   dopo che Luigi
Leonardi,su suggerimento della scrivente, ha esposto
quanto accadutogli ai Carabinieri di  Marcianise -  dovesse
pensare ad eventuali ritorsioni ai suoi danni sappia sin da
ora che dietro di lui c’é l’Associazione Caponnetto e dovr
vedersela con questa.
Non é possibile,Signor Presidente,che chi denuncia  i
mafiosi debba essere trattato in tal modo.

Fatti del genere inducono a sospettare che al fondo di certi
comportamenti  potrebbe nascondersi  qualcosa di molto
inquietante.
Tale sospetto nasce anche dalla constatazione  che in
passato le cronache si sono viste costrette ad occuparsi di
situazioni  che riguardavano quegli uffici e che di certo non
hanno dato lustro alle Istituzioni.
Le chiediamo,pertanto,di voler disporre un’accurata
indagine che tenda a far luce sull’intera vicenda.
Nel ringraziarla anticipatamente,la salutiamo  distintamente

IL SEGRETARIO

Dr.Elvio Di Cesare

La lettera che il Segretario dell’Associazione Caponnetto ha ricevuto dalla Signora Laura Lorusso,moglie del Testimone di Giustizia Francesco Dipalo,non richiede commenti.La pubblichiamo così come l’abbiamo ricevuta senza aggiungere una sola virgola in quanto basta a far capire anche a chi non vuol capire come vengono trattati molti Testimoni di Giustizia in Italia.Alla Signora Lorusso ed al marito ci teniamo a far conoscere la viva vicinanza dell’Associazione Caponnetto.

Caro direttore chi Le scrive è la moglie del, testimone di giustizia Francesco Dipalo mio marito il 30 gennaio scorso si diede fuoco sotto la sede della Prefettura di Monza e Brianza. Questi i fatti: pochi mesi fa sulle mura delle città di Altamura furono scritte delle minacce di morte rivolte a mio marito e a mio cognato Dipalo Alessio giornalista. (quelle scritte dal 13 gennaio scorso non sono mai stati cancellate questo è un classico esempio di  supremazia criminale sullo Stato sul  territorio Murgiano. Ma torniamo ai fatti oggetto della presente missiva che riguarda mio marito. Egregio direttore deve sapere che una delle nostre figlie vive in Altamura da quando traumatizzata dallo speciale programma di protezione, ne pretese il rientro a casa. In più vi è da aggiungere che dopo le scritte con le minacce di morte, sotto il portone della casa di mia figlia è stato fatto un atto intimidatorio inquietante e il tutto nella a più assoluta indifferenza degli organi di polizia . Mio marito da circa tre anni non fa altro che scrivere al ministro ALfano, al vice Ministro Bubbico e al i Ministro della Giustizia raccomandate telegrammi, fax  dai quali  si evidenziano le angosce, le paure per la incolumità delle nostre figli  ma…. NESSUNO HA MAI RISPOSTO…….. Mi riservo di inviarle tutte le copie delle missive inviate e le ricevute di ritorno. A seguito delle minacce di morte mio marito era molto preoccupato per la incolumità dei nostri figli e continuava ad inviare missive, fax, telegrammi ai  predetti ministeri oltre che  ai Prefetti di Bari e di Monza e Brianza. Mai avuta una risposta a quel punto mio marito decise di inviare una missiva con la quale minacciava di darsi  fuoco se non ci avessero dato le risposte che  legittimamente ci aspettavamo perché si trattava della vita delle nostre figlie, precisando che in mancanza di risposte o atti concreti finalizzati a tutelare la incolumità della famiglia, si sarebbe dato fuoco mettendosi in un angolo per non fare del male a nessuno . Mio marito si presentò il 30 giugno  nei pressi della Prefettura e vide il Prefetto letteralmente scappare via, mentre uno dei tre carabinieri  che aveva un  manganello sollevato disse a mio marito adesso dipalo hai rotto le palle e a quel punto mio marito si diede alle fiamme. Io che con mio figlio non riuscivo a trovare mio  marito  preoccupati passammo due volte dalla prefettura ma non  notammo nulla. Solo il giorno dopo ci avvisarono che mio marito si era dato fuoco ed era ricoverato in ospedale e che loro stessi avevano scortato l’ambulanza.

Ecco direttore ill.mo ecco come lo LO STATO SUICIDA coloro he in buona fede gli affida la famiglia. Ora mio marito è ancora in ospedale perché ha ustioni su varie parti del corpo e nessuna telefonata di solidarietà ci è pervenuta dalle Istituzioni e tantomeno dal Ministero dell’ Interno che in questa storia ci considera un nemico, un bersaglio da abbattere. Nessuna telefonata di vicinanza ha ricevuto da coloro con i quali pensava di lottare insieme are per il bene comune la legalità, per i diritti comuni. Solo…. Lasciato……. Solo come un cane e  questo lo sta turbando molto .Mi creda direttore siamo tutti distrutti, noi avevamo una nostra vita, la nostra casa, i nostri affetti, le nostre aziende, e abbiamo rinunciato a tutto perchè abbiamo avuto fiducia in uno Stato che sta ammazzando mio marito con il silenzio

LA MAFIA UCCIDE…….IL SILENZIO PURE

Cordialità

Lorusso laura “

Accendiamo i riflettori su Itri.

                                                       Alla Direzione investigativa Antimafia

                                                                                                             ROMA        

 

                                                       Al Sig. Questore  della Provincia di

                                                                                                          LATINA           

                                               

                                                   Al Comando Gruppo CC. di          

                                                                                                          LATINA

 

                                                      Al   Comando Provinciale della GdF di

                                                                                                            LATINA

 

                                                                       

 

Oggetto:  Comune di Itri: Richiesta di  acquisizione elenchi  concessioni edilizie – nuove residenze ed attività commerciali – turistiche periodo 1990 – 2011 – Contrasto infiltrazioni malavitose nel Basso Lazio ed in particolare nel territorio itrano.-

 

I sottoscritti Elvio DI  Cesare e De Luca Romano ,nelle vesti rispettivamente di Segretario  e di membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Antimafia  A.Caponnetto,

rilevato che anche il territorio del Comune di Itri non risulta immune da sequestri preventivi operati ultimamente in continue ed articolate operazioni anticamorra,

che negli ultimi venti anni questo territorio è stato interessato da un’anomala speculazione edilizia soprattutto nelle zone agricole, anche con presunte  penetrazioni di soggetti  estranei al tessuto socio imprenditoriale locale con indiscutibile disponibilità finanziarie;

Che già nel lontano 2000, consapevoli dei segnali preoccupanti della situazione del Basso Lazio esposta alle infiltrazioni di organizzazioni affaristico– malavitose provenienti dalla vicina Campania interessate a partecipazioni economiche e speculazioni nel settore edile e turistico – commerciale, interessammo  un parlamentare  membro della Commissione Antimafia che presentò in data 18.07.2000 un’ articolata interrogazione al Ministro dell’Interno e dell’Ambiente.

Che certamente infelice fu la risposta del Ministro dell’Interno, Testuale: “Si sottolinea infine che nello svolgimento delle attività di istituto le Forze dell’Ordine non hanno finora riscontrato infiltrazioni di soggetti riferibili ad Organizzazioni affaristico – malavitose provenienti dalla vicina Campania ne alla Criminalità Organizzata” per il Ministro – Lavagnini.

Ritenuto che  urge intervenire  per salvaguardare questo territorio ed il mondo imprenditoriale locale :

CHIEDONO

che vengano acquisiti gli elenchi:

A)    Delle Concessioni Edilizie complete di titolo di proprietà e generalità della ditta costruttrice riferite al periodo 1990 – 2011;

B)    Delle nuove Residenze richieste al Comune complete della Relazione redatta dai Vigili Urbani sempre relative al medesimo periodo;

C)    Elenco delle attività turistico – commerciali di proprietà di persone estranee al tessuto socio imprenditoriale locale:

Per  opportuna conoscenza  si precisa che all’epoca la minoranza  consiliare itrana  richiese con istanza del 06/09/2000 al Sindaco di Itri la convocazione del C.C. con all’o.d.g. un solo punto: discussione sull’interrogazione del Sen. Russo Spena.

Nulla,però accadde,eccetto il forte risentimento del Sindaco  dell’epoca  che si risentì molto della ribalta nazionale guadagnata  dall’Amministrazione Comunale di Itri   per quella interrogazione

 

 

 

Lettera del Vicepresidente Luigi Di Maio al Viceministro Bubbico.

Il V.Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio interviene presso il V.Ministro degli Interni Bubbico per i Testimoni di Giustizia.La battaglia non é finita.

Di Maio testimoni

Lettera aperta ai Testimoni di Giustizia.

AGLI AMICI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

A bocce ferme,amici,ad un esame sereno ed appena
rapido del tanto atteso Decreto attuativo relativo alla
legge che prevede il vostro reinserimento sociale e
lavorativo sembra che il governo abbia dato vita ad
una delle  solite  ” bufale”.
Ma noi non intendiamo assolutamente disseminare
disperazione e sfiducia,nè  vogliamo “mettere il
cappello” come suol dirsi.,su alcuno perché noi
interveniamo,per quel possiamo,SOLAMENTE se ci
viene richiesto e sempre a supporto di chi ci chiama
e,quindi,senza voler mai apparire come i primi attori.
Questo compito lo lasciamo ad altri che non ci
appartengono e non li vogliamo con noi e fra di noi.
Non tutto,però,é nero perché  di positivo c’é che il
governo,sbugiardato,sconfessato e “sputtanato”
nell’opinione pubblica,sulla stampa,in Parlamento
ecc.,si é visto costretto a uscire dalla posizione di
inerzia per quanto riguarda i problemi dei Testimoni
di Giustizia ed a partorire il topolino,che è appunto il
famoso Decreto.
Ora si tratta di obbligarlo ad apportare tutte le
modifiche ed integrazioni necessarie.
Mettetevi a tavolino in 3-4 di voi,non di più,che
dovrete scegliere fra i più seri,che non vanno ,cioè, a
discutere di casi personali o che non sono alla
ricerca,tentando di strumentalizzarvi,del palcoscenico

(sapete ormai bene quanti sono e chi sono
!!!!!!),elaborate quello che dovete elaborare e poi
cercatevi i referenti ,ALTRETTANTO SERI,NON
QUELLI CHE VENGONO SOLAMENTE A FARE
SPETTACOLO,BLA BLA  E POI NON FANNO
NIENTE, in Parlamento.
A me -e non lo dico per partigianeria o altre finalit
politiche che non mi interessano – molto serio é
apparso Luigi Di Maio.Ma ciò non esclude che
possiate scegliere anche qualche altro,ma ragionateci
sempre e non lasciatevi condizionare da emozioni e
sentimenti o  persone eventualmente animate da altri
intenti.
Certe cose vanno fatte a freddo,con raziocinio e
zucca!!!!!!!
Molta zucca e in silenzio .
Buon lavoro e non scoraggiatevi perché non siete soli
e il primo buco nella cortina di ferro é stato aperto.
Ora resta da abbattere tutta la cortina.

Elvio Di Cesare-Ass.Caponnetto

Testimoni di Giustizia: l’unione è forza ,siamo tutti testimoni di giustizia.

La sconfitta di un tdg è la sconfitta di tutti i testimoni di giustizia,  di tutto un intero  popolo onesto.
Solo chi ha su di sé impressi il dolore e la sofferenza che si subiscono per l’aver denunciato può comprendere,l’ aver puntato il dito,  Chi ha fatto  condannare i mafiosi e i collusi non deve meritare una sconfitta morale, la dignità;quel senso di rivincita devono essere prerogativa di una rinascita,; il dolore che si prova a sentirsi abbandonato,  isolato e bersaglio è incolmabile.
Forse un giorno, tristemente ancora lontano ,non ci saranno più  Testimoni di Giustizia , vittime di un sistema sociale che li esclude dal ritornare a vivere, solo quando un intero  popolo saprà essere unito e solidale con questi 80 e più uomini e donne avremo vinto contro la mafia. Chi denuncia e rompe il silenzio non deve essere intrappolato nel silenzio.
Testimone di Giustizia
C.G.

TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.

Riceviamo e pubblichiamo  : “.TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.    MINISTRO ALFANO E VICE MINISTRO BUBBICO,     EVITATE CHE IL TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO DIA SEGUITO AI SUOI DISPERATI PROPOSITI E FATE QUELLO CHE DOVERE FARE!!!!!!!!!!!!!!!! ASS.CAPONNETTO

Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere nonostante quanto è stato ampliamente esposto dal sottoscritto agli uffici in indirizzo. Si deve dedurre che non vi è la volontà delle autorità preposte di garantire al sottoscritto di esercitare il diritto di difesa nei processi. Si deve dedurre che  vi è la volontà di continuare a favorire una organizzazione criminale nei processi. Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere alle mie decine di missive con le quali chiedevo agli uffici in indirizzo se la mia famiglia è tutelata. Non mi ha risposto il Ministro Alfano, non mi ha risposto il vice Ministro Bubbico, non mi ha risposto il Prefetto di Monza e Brianza e non mi ha risposto il Prefetto di Bari. Io non posso rischiare che qualcuno dei miei famigliari possa tornare nelle mani dei nostri carnefici perché i SIGNORI a cui ho scritto non rispondono affatto. Il 4 febbraio darò  seguito ai miei intenti mi verserò  una lattina di alcool e mi darò fuoco. Ormai i processi sono stati compromessi, la mia vita e quella dei famigliari è stata distrutta da un branco di funzionari senza scrupoli, e almeno devo fare in modo che nessuno  possa fare di nuovo del male ai miei famigliari. Mi auguro che con il mio gesto i responsabili paghino per i comportamenti per tutto quello che è successo. Mi auguro che un Ministro ed un vice Ministro degli Interni che hanno lasciato che i mafiosi fossero favoriti nei processi, che ad un Testimone di Giustizia  fosse impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi, che i famigliari di chi ha denunciato assassini senza scrupoli fossero lasciati privi di tutela, rassegnino le dimissioni. Tutti gli uffci a cui ho scritto hanno ricevuto la documentazione dalla quale si evince le gravi responsabilità di ha reso possibile tutto questo e nonstante tutto nessuno ha fatto nulla almeno per salvare i processi. Se i bastardi che ci hanno perseguitato per anni fossero stati assicurati alla Giustizia, io e mio familiari avremmo ricominciato a VIVERE!!!!!!!!!!!!
Devo solo finire di scrivere gli esposti che invierò alle Procure competenti per denunciare tutto quello che abbiamo subito da quando siamo stati sottoposti al programma di protezione sino a oggi.
Invito i ragazzi a cui ho inviato la documentazione a pubblicarla quando avrete notizie su quello che farò. Diranno che ero matto, che ero esaurito, che ero depresso, ma le carte parlano chiaro.

Da Trento a Palmi tre anni e mezzo a rincorrere la verità per una giustizia a volte distratta.

Non c’è solo quel processo di  Monza, non c è solo quella passarella ciclopedonale ss 36 nel racconto del tdg, da Trento a Palmi il tdg ha percorso Km e Km, alla ricerca di quella verità chiamata giustizia.
Più di tre anni, in fuga, migliaia di euro spesi di propria tasca.
Una corsa contro il tempo perché da solo ha dovuto proteggersi, vivere di stenti e paure, di umiliazioni , come quella volta che fu tratto ingiustamente in arresto, o come quando per ore dovette attendere per strada sotto un ufficio della DIA poiché credevano fosse un mitomane.
O addirittura quando fu perquisito da uomini delle istituzioni prima di rilasciare testimonianza.
Assurdo, ma tristemente vero.
La sua vita dal 2011 si è trasformata in un inferno, in un calvario senza fine, giorni, mesi e poi anni, tutto scorre veloce, ma per lui il tempo è fermo a quel settembre 2010.
Quante ferite porta in e su di  sé questo uomo, quanta rabbia, quanto dolore, ma nonostante tutto crede nelle istituzioni ,  quelle istituzioni che nel 2014 si sono ricordate di lui.
Qualcuno direbbe meglio tardi che mai, ma in realtà noi una idea c è la siamo fatta di perché tutto questo sia accaduto,  di perché un uomo onesto, un uomo che ha denunciato in ben 9 Procure abbia dovuto soffrire cosi tanto, forse in molti credevano che non c è l’avrebbe fatta, che sarebbe crollato, che avrebbe gettato la spugna.
Vedete, cari amici onesti, forse nel 2010 i tempi non erano maturi, la corruzione,  la collusione politica/camorra ,  quel male affare erano visibilmente occultati, si rincorrevano i latitanti, lasciando liberi di operare  i corrotti nei palazzi che indisturbati continuavano la loro opera di saccheggio ai danni di una intera nazione.
O forse questo uomo onesto aveva toccato situazioni  troppo grosse e fatto nomi che in un certo senso ancora erano protetti dal sistema.
Quante lacune, in queso sistema,  che non solo è carente di uomini e mezzi, ma a volte anche di veri  “fuoriclasse” di coloro che con tenacia e determinazione fanno del loro mestiere una ragion di vita al servizio dello Stato.
Noi non molleremo mai ……….di fare la guerra alla corruzione, ai collusi e a quel potere mafioso troppo spesso parte di alcuni apparati istituzionali.

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PONTILI VENTOTENE.

Pontili Ventotene.

Riceviamo e per correttezza pubblichiamo la nota pervenutaci oggi dal Signor Luigi Cirillo a proposito dell’articolo pubblicato sul nostro sito:

“Buongiorno, sono Luigi Cirillo una delle due persone indagate e non condannate per la concessione di “pontili” a Ventotene. Per correttezza e giustizia, visto che voi siete un’organizzazione giusta e corretta, perché non pubblicate anche la rettifica dell’articolo uscita il giorno dopo? E perché non accertate bene quelle che sono le vostre fonti? Non è bello vedersi sputtanati così solo per fare ascolti o quant’altro. Io sono e sarò sempre una persona onesta. L’onesta’ e la correttezza sono per me ragione di vita, è questo che mi hanno insegnato i miei genitori, umili contadini ma ricchi di valori ed amore verso il prossimo. Cordiali saluti. Luigi Cirillo. “

Nota dell’Associazione Caponnetto al Sindaco di Cinisello Balsamo a proposito della mancata costituzione nel processo per la Passerella ciclopedonale di scavalco sulla SS 36.Lunedì 26 gennaio comincia il processo a Monta.Perché non si é costituito??????

Gentile Sindaco,
come saprà,lunedì 26 p.v. inizierà presso il Tribunale di Monza il processo a carico di coloro che hanno costruito la passerella ciclopedonale di scavalco della SS 36  della sua città.

Questa Associazione si aspettava ,come avviene di norma da parte di tutti gli amministratori pubblici che tutelano gli interessi delle loro comunità,che la sua amministrazione

si costituisse come parte lesa.

Apprendiamo,invece,che ciò non é avvenuto.

E questo ci stupisce non poco.

Nel pregarla di farcene cortesemente conoscere le motivazioni,le saremmo molto grati se almeno volesse rendere un atto di gratitudine e di omaggio a chi é stato l’autore,con le sue dichiarazioni, dell’inchiesta

le sue dichiarazioni,dell’inchiesta ,intitolandogli una strada o una piazza:il Testimone di Giustizia  Gennaro Ciliberto.

Il giorno 26 egli sarà in aula come teste.

In attesa di un suo cortese riscontro,cordialmente la salutiamo

                                                                                                                                               Ass.A.Caponnetto

                                                                                                                                                       IL SEGRETARIO

                                                                                                                                               Dr.Elvio Di Cesare

                                                                                                                                               www.comitato-antimafia-lt.org

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