Lettere

TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.

Riceviamo e pubblichiamo  : “.TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.    MINISTRO ALFANO E VICE MINISTRO BUBBICO,     EVITATE CHE IL TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO DIA SEGUITO AI SUOI DISPERATI PROPOSITI E FATE QUELLO CHE DOVERE FARE!!!!!!!!!!!!!!!! ASS.CAPONNETTO

Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere nonostante quanto è stato ampliamente esposto dal sottoscritto agli uffici in indirizzo. Si deve dedurre che non vi è la volontà delle autorità preposte di garantire al sottoscritto di esercitare il diritto di difesa nei processi. Si deve dedurre che  vi è la volontà di continuare a favorire una organizzazione criminale nei processi. Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere alle mie decine di missive con le quali chiedevo agli uffici in indirizzo se la mia famiglia è tutelata. Non mi ha risposto il Ministro Alfano, non mi ha risposto il vice Ministro Bubbico, non mi ha risposto il Prefetto di Monza e Brianza e non mi ha risposto il Prefetto di Bari. Io non posso rischiare che qualcuno dei miei famigliari possa tornare nelle mani dei nostri carnefici perché i SIGNORI a cui ho scritto non rispondono affatto. Il 4 febbraio darò  seguito ai miei intenti mi verserò  una lattina di alcool e mi darò fuoco. Ormai i processi sono stati compromessi, la mia vita e quella dei famigliari è stata distrutta da un branco di funzionari senza scrupoli, e almeno devo fare in modo che nessuno  possa fare di nuovo del male ai miei famigliari. Mi auguro che con il mio gesto i responsabili paghino per i comportamenti per tutto quello che è successo. Mi auguro che un Ministro ed un vice Ministro degli Interni che hanno lasciato che i mafiosi fossero favoriti nei processi, che ad un Testimone di Giustizia  fosse impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi, che i famigliari di chi ha denunciato assassini senza scrupoli fossero lasciati privi di tutela, rassegnino le dimissioni. Tutti gli uffci a cui ho scritto hanno ricevuto la documentazione dalla quale si evince le gravi responsabilità di ha reso possibile tutto questo e nonstante tutto nessuno ha fatto nulla almeno per salvare i processi. Se i bastardi che ci hanno perseguitato per anni fossero stati assicurati alla Giustizia, io e mio familiari avremmo ricominciato a VIVERE!!!!!!!!!!!!
Devo solo finire di scrivere gli esposti che invierò alle Procure competenti per denunciare tutto quello che abbiamo subito da quando siamo stati sottoposti al programma di protezione sino a oggi.
Invito i ragazzi a cui ho inviato la documentazione a pubblicarla quando avrete notizie su quello che farò. Diranno che ero matto, che ero esaurito, che ero depresso, ma le carte parlano chiaro.

Da Trento a Palmi tre anni e mezzo a rincorrere la verità per una giustizia a volte distratta.

Non c’è solo quel processo di  Monza, non c è solo quella passarella ciclopedonale ss 36 nel racconto del tdg, da Trento a Palmi il tdg ha percorso Km e Km, alla ricerca di quella verità chiamata giustizia.
Più di tre anni, in fuga, migliaia di euro spesi di propria tasca.
Una corsa contro il tempo perché da solo ha dovuto proteggersi, vivere di stenti e paure, di umiliazioni , come quella volta che fu tratto ingiustamente in arresto, o come quando per ore dovette attendere per strada sotto un ufficio della DIA poiché credevano fosse un mitomane.
O addirittura quando fu perquisito da uomini delle istituzioni prima di rilasciare testimonianza.
Assurdo, ma tristemente vero.
La sua vita dal 2011 si è trasformata in un inferno, in un calvario senza fine, giorni, mesi e poi anni, tutto scorre veloce, ma per lui il tempo è fermo a quel settembre 2010.
Quante ferite porta in e su di  sé questo uomo, quanta rabbia, quanto dolore, ma nonostante tutto crede nelle istituzioni ,  quelle istituzioni che nel 2014 si sono ricordate di lui.
Qualcuno direbbe meglio tardi che mai, ma in realtà noi una idea c è la siamo fatta di perché tutto questo sia accaduto,  di perché un uomo onesto, un uomo che ha denunciato in ben 9 Procure abbia dovuto soffrire cosi tanto, forse in molti credevano che non c è l’avrebbe fatta, che sarebbe crollato, che avrebbe gettato la spugna.
Vedete, cari amici onesti, forse nel 2010 i tempi non erano maturi, la corruzione,  la collusione politica/camorra ,  quel male affare erano visibilmente occultati, si rincorrevano i latitanti, lasciando liberi di operare  i corrotti nei palazzi che indisturbati continuavano la loro opera di saccheggio ai danni di una intera nazione.
O forse questo uomo onesto aveva toccato situazioni  troppo grosse e fatto nomi che in un certo senso ancora erano protetti dal sistema.
Quante lacune, in queso sistema,  che non solo è carente di uomini e mezzi, ma a volte anche di veri  “fuoriclasse” di coloro che con tenacia e determinazione fanno del loro mestiere una ragion di vita al servizio dello Stato.
Noi non molleremo mai ……….di fare la guerra alla corruzione, ai collusi e a quel potere mafioso troppo spesso parte di alcuni apparati istituzionali.

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PONTILI VENTOTENE.

Pontili Ventotene.

Riceviamo e per correttezza pubblichiamo la nota pervenutaci oggi dal Signor Luigi Cirillo a proposito dell’articolo pubblicato sul nostro sito:

“Buongiorno, sono Luigi Cirillo una delle due persone indagate e non condannate per la concessione di “pontili” a Ventotene. Per correttezza e giustizia, visto che voi siete un’organizzazione giusta e corretta, perché non pubblicate anche la rettifica dell’articolo uscita il giorno dopo? E perché non accertate bene quelle che sono le vostre fonti? Non è bello vedersi sputtanati così solo per fare ascolti o quant’altro. Io sono e sarò sempre una persona onesta. L’onesta’ e la correttezza sono per me ragione di vita, è questo che mi hanno insegnato i miei genitori, umili contadini ma ricchi di valori ed amore verso il prossimo. Cordiali saluti. Luigi Cirillo. “

Nota dell’Associazione Caponnetto al Sindaco di Cinisello Balsamo a proposito della mancata costituzione nel processo per la Passerella ciclopedonale di scavalco sulla SS 36.Lunedì 26 gennaio comincia il processo a Monta.Perché non si é costituito??????

Gentile Sindaco,
come saprà,lunedì 26 p.v. inizierà presso il Tribunale di Monza il processo a carico di coloro che hanno costruito la passerella ciclopedonale di scavalco della SS 36  della sua città.

Questa Associazione si aspettava ,come avviene di norma da parte di tutti gli amministratori pubblici che tutelano gli interessi delle loro comunità,che la sua amministrazione

si costituisse come parte lesa.

Apprendiamo,invece,che ciò non é avvenuto.

E questo ci stupisce non poco.

Nel pregarla di farcene cortesemente conoscere le motivazioni,le saremmo molto grati se almeno volesse rendere un atto di gratitudine e di omaggio a chi é stato l’autore,con le sue dichiarazioni, dell’inchiesta

le sue dichiarazioni,dell’inchiesta ,intitolandogli una strada o una piazza:il Testimone di Giustizia  Gennaro Ciliberto.

Il giorno 26 egli sarà in aula come teste.

In attesa di un suo cortese riscontro,cordialmente la salutiamo

                                                                                                                                               Ass.A.Caponnetto

                                                                                                                                                       IL SEGRETARIO

                                                                                                                                               Dr.Elvio Di Cesare

                                                                                                                                               www.comitato-antimafia-lt.org

Una nota di un Testimone di Giustizia che lacera il cuore di tutti gli italiani onesti.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO,SU SUA

RICHIESTA , QUESTA NOTA DI UN

TESTIMONE DI GIUSTIZIA CALABRESE

,UNA NOTA  -NON ESITIAMO A

CONFESSARLO  CHIEDENDOGLIENE

SCUSA – CHE ABBIAMO LEGGERMENTE

“EPURATO” DI TALUNE PAROLE “FORTI”

CHE LO AVREBBERO ESPOSTO AD

ULTERIORI  RISCHI.

 

 

LO FACCIAMO  A   MALINCUORE  PERCHE’

E’ DOLOROSO CONSTATARE  E RENDERE

NOTO CHE IN UN PAESE CHE SI

DEFINISCE CIVILE E DEMOCRATICO CHI

SI SCHIERA DALLA PARTE DELLA

GIUSTIZIA E CONTRO IL CRIMINE ED IL

MALAFFARE VENGA  TRATTATO COSI’.

 

 

 

” Mi chiamo Salvatore Barbagallo.

Sono un Testimone di Giustizia,vivo in Calabria,

nella provincia di Vibo Valentia.

Sopravvivo e la mia vita é diventata piena di

ostacoli,di paura,di sofferenza.

Mio padre era un imprenditore ed io ho svolto  lo

stesso suo lavoro per circa 45 anni nel campo

della trivellazione.

Con tanti sacrifici,insieme alla mia famiglia, ho

cercato di ingrandire l’azienda spendendo tanti

soldi per l’acquisto di macchinari.

Ma non avevo fatto ancora i conti con personaggi

della ndrangheta,delinquenti associati fra di loro

per diventare più potenti  e che godono del

sostegno di taluni avvocati,qualche soggetto delle

istituzioni  e della politica i quali sono i loro

“pupari”.

Mi chiedo,dopo aver denunciato presso la DIA di

Catanzaro,fatti,con nomi e cognomi dei miei

aguzzini, come sia possibile che in Italia

l’illegalità sia diventata il pane quotidiano e come

soggetti siffatti abbiano potuto diventare così

potenti al punto da non essere ostacolati nelle loro

imprese corrompendo anche taluni che

dovrebbero tutelarci.

Questi mafiosi vengono arrestati,ma,grazie alla

bravura di avvocati dai nomi eccellenti,riescono a

far sì che la durata della carcerazione sia la più

breve possibile in modo da poter riprendere le

loro attività di  ndranghetisti.

Sono stato avvicinato da questi mafiosi che mi

hanno fatto delle offerte di lavoro che ho rifiutato.

Mi hanno portato al lastrico e non mi hanno fatto

più lavorare dopo avermi causato danni alle

attrezzature,rubandomi

trivelle,camion,compressori,gasolio,gruppo

elettrogeno ecc.e dopo  aver introdotto nei miei

cantieri taniche di benzina con accendini,cartucce

a pallettoni e minacciato di morte.

Qualcuno ha introdotto nella mia macchina una

pistola con matricola abrasa ed avvertito la

Questura che io camminavo armato.

Sono stato arrestato perciò,ma scarcerato dopo

qualche giorno ed assolto da questa infamia.

Ho fatto arrestare personaggi e sono testimone in

diversi processi penali.

Le istituzioni,anzicché starti vicino,darti conforto

e farti sentire orgoglioso della scelta di legalità e

di giustizia da me fatta,sembrano lontane.

Vivo nella speranza che Dio possa darmi tanta

forza per continuare a combattere ed avere

giustizia.

Ho denunciato le cosche più potenti del mondo ed

ho rotto il muro di omertà.

Oggi si parla tanto di legalità.

Quale persona offesa,posso aver titolo di

esprimere un giudizio obiettivo ed informato:

e’ tutto un film,con registi e tanti  attori.

L’Italia,senza questo film,apparirebbe nel mondo

come il Paese della corruzione e dei truffatori.

Una cultura,quella della corruzione e della

truffa,che non sarà MAI la mia cultura.

Salvatore Barbagallo”

 

 

P.S.Una nota,questa,che lacera il cuore e che ti fa

sentire piccolo piccolo ,come parte di  una

comunità affollata da vigliacchi,predatori e

delinquenti in un Paese che ha perso,fatta qualche

eccezione,dignità e pudore.

 

MAFIA AD ALTAMURA.

.Riceviamo e pubblichiamo.Il Ministro Alfano,dopo le accuse così gravi di un Testimone di Giustizia –di una persona cioé che ha messo a repentaglio la propria vita e quella dei suoi cari per schierarsi dalla parte della Giustizia ed ha perso tutte le sue ricchezze – dovrebbe avere la buona educazione e la sensibilità di avviare un’inchiesta e di far luce su queste cose,fornendo finalmente una risposta.Glielo impone il suo ruolo istituzionale !!!!!!!!!!!!!!!!!! Aspettiamo ancora un pò………………….

 

Ill.mo Sig. Ministro Alfano,

Le ho inviato una serie di esposti con i quali ho denunciato che il Servizio Centrale di Protezione mi ha impedito di recarmi ai processi nei quali sono persona offesa /parte civile contro esponenti della Mafia Murgiana accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidi, occultamento di cadavere, detenzione illegale di armi da guerra e relative munizioni, estorsione, usura, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, rapimento (per avere rapito un imprenditore di Altamura rilasciato per aver pagato un riscatto) ecc., e Lei  non ha MAI RISPOSTO.  Nel processo che si sta svolgendo in Corte di Assise a Bari sono stato messo in condizione di andarci una sola volta, il processo sta per svolgersi a termine, nessuno ha fatto nulla e io non so nulla nonostante ho comunicato che l’avvocato che mi seguiva non se la sentiva rappresentarmi perché anche lui di Altamura. Lei se ne è lavato le mani. Sono venuto a Roma mesi fa per protestare contro chi mi impediva di recarmi ai processi per adempiere al mio dovere di Testimone di Giustizia,  e sono stato trattato come un delinquente, sbattuto in una auto della Polizia portato in un centro dove mi sono state prelevate le impronti digitali e foto segnaletiche e cacciato via da Roma dal Questore con un foglio di via  a tarda serata nonostante lo stato di ansia e le condizioni precarie in cui mi trovavo per quello che avevo subito nel corso della giornata e poi mentre rientravo in nottata sono uscito fuori strada con la mia auto. Questi fatti il sottoscritto li ha denunciati a Lei e se ne è lavato le mani. Intanto ad Altamura la mafia continua a fare affari e continua a estorcere gli imprenditori perché lo Stato ha impedito ad un Testimone di Giustizia di recarsi ai processi e di puntare il dito contro un branco di mafiosi senza scrupoli. I suoi uomini mi hanno umiliato, picchiato, trattato come una bestia e Lei ha fatto finta di nulla e non ha mai risposto alle mie missive . Altri mafiosi rischiano di essere assolti perché il suo Ministero mi ha impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi, e Lei tace dopo tutti gli esposti che Le ho inviato. Alcuni mafiosi sono andati in una televisione privata di Altamura e hanno lanciato pubblicamente intimidazioni nei miei confronti, sono andati in televisione per essere legittimati dalla comunità e affermare la loro supremazia sullo stato. Lei tace, mentre i suoi uomini  hanno perseguitato me che ho solo fatto il mio dovere denunciando e sacrificando la mia famigli, le mie azienda. Ill.mo Sig. Ministro, lo scrivente è una persone per bene, una persona onesta che nel corso della vita ha  lavorato nel rispetto delle leggi. Il sottoscritto non ha mai avuto a che fare con delinquenti, il sottoscritto è stato sottoposto allo speciale programmi di protezione per estorsione e non per usura perché MAI ha avuto a che fare con i criminali.  Ma i suoi uomini mi hanno umiliato perseguitato e mi hanno impedito di recarmi ai processi. E’ dal 2013 che non faccio altro che  inviare missive a mezzo raccomandata a/r al Suo ufficio, alla Sua segreteria al Suo Capo di Gabinetto, al Suo vice Ministro, e mai un risposta è pervenuta e mai nulla è stato fatto, anzi, si sono intensificati i comportamenti persecutori nei miei confronti.

IO NON MI DEVO VERGOGNARE PER AVER FATTO IL MIO DOVERE.

I MIEI FIGLI POTRANNO ESSERE FIERI DI UN PADRE CHE NON SI E’MAI PIEGATO ALLA MAFIA.

TUTTI COLORO CHE TACCIONO, CHE FANNO FINTA DI NULLA, SI DEVONO VERGOGNARE!!!!

 

Francesco Dipalo

 

Ministro Alfano e Vice Ministro Bubbico,é così che “proteggete” i Testimoni di Giustizia ? Vergognatevi !

Ill.mo Sig. Ministro Alfano,

Le ho inviato una serie di esposti con i quali ho denunciato tra l’ altro, che nonostante i procedimenti penali in corso contro gli affilati alla mafia Murgiana, il Servizio Centrale di Protezione ha reso nota la mia residenza, tutti sanno dove risiedo con la mia famiglia e chiunque può vedere dove abito. Tutti gli imputati ed i loro legali sanno che abito con la mia famiglia a Monza. Questa è la protezione dello Stato? Questa è la protezione che lo Stato doveva garantire alla mia famiglia? Ho denunciato al Suo ufficio che mia figlia maggiore vive ad Altamura perché quando fummo DEPORTATI in località segreta, dopo pochi mesi volle tornare a casa perché traumatizzata per tutto quello che abbiamo subito dal SCP e NOP, negli esposti che Le ho inviato ho specificato le ragioni per le quali i Suoi uomini le hanno distrutto la vita, ma Lei non ha mai risposto, ho denunciato al Suo ufficio che temo per la incolumità di mia figlia e dopo aver scritto decine di missive al Prefetto di Bari, quest’ultimo non ha mai risposto. Le ho specificato che ho inviato decine di missive al Prefetto di Monza e Brianza con le quali ho chiesto se vi sono in essere misure di tutela per la mia famiglia, e quest’ultima non mi ha mai risposto, e Lei tace. I miei figli rischiano di subire ulteriori ritorsioni e Lei tace, il vice Ministro tace. Così si tutelano le famiglie di coloro che puntano il dito contro i mafiosi? Non rispondendo affatto? In quale Stato di Diritto un Ministro dell’ Interno ed un rappresentante del Governo sul territorio non rispondono ad un soggetto che sta prestando la sua collaborazione alle Autorità Giudiziarie mettendo a rischio la propria incolumità e quelle dei suoi famigliari e chiede se sono state predisposte misure di tutela? Ma siamo in Italia, nessuno risponde, i processi sono compromessi, la mia famiglia rischia di tornare nelle mani dei carnefici, e Lei tace, il vice Ministro tace mentre la mafia si sta riorganizzando sul territorio più forte di prima.  Ill.mo Sig. Ministro me lo avevano detto i Signori del NOP non ti conviene metterti contro il Ministero hai solo da perderci. Questa è l’ Italia dell’ Antimafia o l’Italia della ”Mafia”? Ill.mo Sig. Ministro se la mia famiglia non rischia nulla, perché non mi risponde e mi dice di stare tranquillo perché nessuno farà del male alla mia famiglia? Perché i Prefetti di Bari e di Monza e Brianza non mi rispondono e/o mi dicono di stare tranquilli perché i soggetti che ho denunciato e che sono sotto processo non faranno del male ai miei famigliari?

Francesco Dipalo

MAFIA AD ALTAMURA . Riceviamo e pubblichiamo

Ci dobbiamo vergognare noi che per senso civico abbiamo denunciato o si deve vergognare chi tace e permette che tutto questo possa verificarsi?. Cosa è un modo per uscire indenni anche dal processo che si sta svolgendo in corte di Assise a Bari  grazie allo Stato o cosa? Chi si deve vergognare? Chi tace o chi denuncia?

“Avete dichiarato guerra ad una persona che si é schierata con la Giustizia”:lo sfogo del Testimone di Giustizia Francesco Dipalo.

Avete dichiarato guerra ad una persona che si è schierata con la Giustizia. Prima di realizzare i miei propositi renderò pubblico tutto quello che succede. Questa è l’antimafia del ministro Alfano, questa è l’ antimafia del presidente del consiglio.

TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO.

LETTERE. TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO.UNA DENUNCIA GRAVISSIMA  DI UN COMPORTAMENTO IRRESPONSABILE E INACCETTABILE DA PARTE DI ORGANI DEL MINISTERO DEGLI INTERNI NEI CONFRONTI DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Ill.mo Signor Ministro,

il suo Ministero continua ad assumere nei confronti del sottoscritto comportamenti del tutto ingiustificati che stanno compromettendo tutti gli altri procedimenti penali in corso contro gli affiliati del Clan Dambrosio e i soggetti  che possano essere stati collusi con essi. Evidentemente denunciare al Suo ufficio tutto quello che si è verificato e che continua a verificarsi a danno della Giustizia non serve a nulla. Si continua a tacere. Intanto nessuno ha mai risposto alle decine di missive inviate al Suo ufficio oltre che ai Prefetti  delle Province di Bari e di Monza e Brianza con le quali chiedevo se sono state applicate adeguate misure di tutela nei confronti dei miei famigliari. NESSUNO SI DEGNA DI UNA RISPOSTA. Questo è il trattamento che il Suo Ministero riserva a chi denuncia e affida la propria famiglia allo Stato affinchè sia protetta. Altro che protezione!!!!! Ill.mo Sig. Ministro da quando con la mia famiglia siamo stati sottoposti allo speciale programma di protezione non abbiamo fatto altro che subire umiliazioni e vessazioni. Mai nessuno si è permesso di dire a mia moglie che ha rotto i coglioni. Ill.mo Sig Ministro si è persino giunti ad offendere ed umiliare una persona che in questa maledetta storia è solo una vittima. Altro che Protezione!. Lei non si è degnato MAI di una risposta nei confronti di un cittadino della Repubblica Italiana che dopo avere denunciato i propri estorsori, chiedeva solo di avere Giustizia e di esercitare il diritto di difesa nei processi come previsto per legge. MAI UNA RISPOSTA DAL SUO MINISTERO, solo umiliazioni, vessazioni. Si sta assistendo ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa», e tutto nella Sua più totale indifferenza. In questo Paese per far rivalere i propri diritti bisogna ricorrere ad atti estremi, anche quando si è schierati con la Giustizia nella lotta alle mafie. Mentre il Suo Ministero tace, ad Altamura la corruzione dilaga, una famiglia mafiosa si è sostituita al defunto Boss Bartolomeo Dambrosio nelle attività estorsive e gli imprenditori hanno paura di denunciare anche sulla base della mia drammatica esperienza. Il futuro dei miei figli distrutto, si esce e si entra dagli ospedali psichiatrici a causa di tutto quello che abbiamo subito in 5 anni di umiliazioni e sofferenze, e Lei tace. Sto subendo trattamenti che non sono riservati neanche ai peggiori delinquenti del Paese e tutto questo solo per aver denunciato i miei estorsori. ADESSO BASTA!!! Non posso continuare a lasciare la mia famiglia nelle mani di burocrati incoscienti che stanno mettendo a rischio la incolumità delle mie figlie. Se in questo paese bisogna sacrificarsi per proteggere i propri cari lo farò. Io non mi devo vergognare per quello che ho fatto sino d oggi, ho solo fatto quello che la mia coscienza mi dettava. Si devono vergognare tutti coloro che hanno taciuto e che offendono la intelligenza di tutti coloro che si sono sempre schierati con la Giustizia.

Francesco Dipalo

Bisognerebbe cambiare la legge o basterebbe essere uomini onesti con una coscienza? Posta in arrivo x

Una nota del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto. Perché tanti crolli in Italia ?   Bisognerebbe cambiare la legge o basterebbe essere uomini onesti con una coscienza?

Molte opere pubbliche in questi anni hanno ceduto,  sono crollate come  castelli di sabbia, un vero pericolo  costante per il popolo, ma il silenzio del Ministero dei LL.PP è angosciante.
Troppo spesso si esaminano i perché di taluni disastri ma tristemente non c è mai un vero colpevole, un responsabile.
La carambola delle responsabilità in questo nostro paese funziona alla perfezione, molto meno funziona la macchina dei controlli, quella della prevenzione,  enormi falle in un sistema sempre più incancrito e fatto di coperture e nomine politiche a danno delle competenze tecniche e della libertà di decidere.
La macchina  delle opere pubbliche che produce soldi, potere e ricchezza  non può essere condotta da gente onesta e con una coscienza, sarebbe chieder troppo.
Quindi non bisogna stupirsi che poi si scopre che manca il certificato di collaudo.
Ci chiediamo spesso perché tutto questo accade e perché nell’indifferenza del popolo questi potenti continuano a restare impuniti, ed il perché anche i media non danno risalto a queste situazioni,bisogna avere dei morti per farsi’ che la notizia resti attuale.

Da leggere il link in  allegato per comprendere il perché un viadotto, una scuola in Italia crollano come un castello di sabbia…….

Testimone di Giustizia
Gennaro Ciliberto

http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2015/01/05/responsabilita-scritte-nel-collaudo-1.1364224

Al sindaco.

Appello del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto al Sindaco di Cinisello Balsamo,Comune che inspiegabilmente non si é costituito  parte civile nel processo  relativo ai lavori della passerella sulla s.s36 nel territorio di quel Comune : “Spero che il 26 prossimo ci sia l’intera comunità di Cinisello Balsamo al mio fianco in questa battaglia di legalità”
“segreteria sindaco” <segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it>

Al Sindaco di Cinisello Balsamo
Dr.ssa Siria Trezzi

La ringrazio di cuore per il ricambio degli auguri, e la comunico che in data 26 gennaio 2015 si terrà la prima udienza del processo in riferimento ai fatti verificati ed accertati dell’opera della passarella  s s 36  nel territorio di Cinisello Balsamo.
Gradirei tanto che non fossi lasciato solo in questa “battaglia di legalità” a dimostrazione del fatto che la difesa del bene comune e della giustizia sono valori di una intera comunità.
Con l’occasione Le porgo i più cari saluti.
Ciliberto Gennaro
Testimone di giustizia

Il 29/dic/2014 15:40 “segreteria sindaco” <segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it> ha scritto:

Buongiorno,
ringrazio e ricambio di cuore.
Siria Trezzi – Sindaco


Comune di Cinisello Balsamo

Laura Re

Staff del Sindaco e della Giunta
piazza Confalonieri, 5 – 20092 Cinisello Balsamo
Uff. 02.66023.215-216
laura.re@comune.cinisello-balsamo.mi.it
segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it

www.comune.cinisello-balsamo.mi.it

Il Prefetto di Napoli faccia concedere un locale comunale a Giuliano, comune a forte insediamento camorristico, alla Sezione Carabinieri in congedo. Anche questa è un presidio di legalità

L’Associazione Nazionale Antimafia “Antonino Caponnetto” pone tra i suoi principali obiettivi la lotta alle illegalità e alle mafie.
Per tali finalità, l’Associazione ha improntato la propria azione soprattutto nella denunce di fatti correlati a fenomeni riconducibili a sodalizi mafiosi nonché a condotte di amministratori e funzionari pubblici permeabili alla criminalità organizzata o collusi con contesti mafiosi.
In tale ottica e per tali finalità l’Associazione ha elaborato un schema di Regolamento Per L’osservatorio Comunale Sulla Legalita’, consultabile qui sul sito, che le amministrazioni comunali potranno approvare. L’Osservatorio svolge, tra l’altro, compiti volti ad individuare i settori a maggior rischio di infiltrazione mafiosa; analizzare l’efficienza delle strutture preposte al contrasto della criminalità e proporre tutte quelle mutazioni, aggiustamenti, integrazioni che dovessero rendersi necessari per aumentarne l’efficacia.
L’Associazione fornisce ai presidi territoriali delle Forze dell’ordine ogni utile elemento di conoscenza che possa essere utilizzato, anche come mero spunto investigativo, per prevenire e contrastare i variegati fenomeni criminali che attanagliano le realtà locali.
Vive esigenza di legalità e di bonifica della vita amministrativa locale pervengono all’Associazione da gruppi di cittadini ed associazioni di volontariato del Comune di Giugliano in Campania, ente già sciolto dal sig. Sig. Ministro dell’Interno a causa degli accertati fenomeni di infiltrazione e condizionamento dell’Ente da parte della criminalità organizzata.
Tra le associazioni di volontariato che più di ogni altra interpreta con equilibrio e concretezza le esigenze di legalità della cittadinanza giuglianese, vi è la locale istituenda Associazioni Nazionale Carabinieri.
L’associazione Nazionale Carabinieri da sempre pone a fondamento del proprio agire, la collaborazione gratuita a favore di tutte le Istituzioni, soprattutto delle amministrazioni comunali, per finalità sociali ed in tale ottica anche per il rispetto delle norme ai fini di una serena e pacifica convivenza civile.
In tale ottica e per tali finalità, alla Commissione Straordinaria del Comune di Giugliano, nominato dal Presidente della Repubblica per il ripristino della legalità, l’Associazione Nazionale Carabinieri ha chiesto di concedere un locale comunale ove insediare la locale istituenda sede
Tale richiesta, in considerazione delle finalità di legalità e del contesto socio criminale del territorio su cui deve sorgere la nuova sede dell’A. N. C. , è stata condivisa dall’Associazione Antimafia “ Antonino Caponnetto” che si è rivolta al sig. Prefetto di Napoli auspicandosi che la concessione del locale pervenga in tempi brevi.
LA SEGRETERIA

Lettera aperta ai cittadini di Gaeta

UNA SITUAZIONE CHE CI PREOCCUPA MOLTISSIMO: QUELLA CHE RIGUARDA IL TERRITORIO DI GAETA
Gaeta, una terra bella, ricca di storia e di cultura, abitata da una popolazione in larga parte che ha vissuto sui mari, sugli oceani, di tutto il mondo, una popolazione di naviganti che hanno visto il mondo e conosciuto le civiltà dei paesi e che ha avuto decenni di benessere economico fuor del comune, con un porto militare ed un altro commerciale che potrebbero crearle le condizioni, se ben governate, per vivere ulteriori periodi di agiatezza e di civiltà per sè e per tutto il territorio circostante.
A condizione, però, che le sue genti si mostrino in grado di sviluppare appieno le proprie qualità di inventiva, di preparazione tecnica ed umana e non si facciano, invece, espropriare, come purtroppo sta gi
avvenendo, da soggetti estranei al territorio e per lo più provenienti da aree del sud del Paese e, in particolare, dalla Campania e dalla Calabria, dalle origini e dai propositi a volte discutibili.
Il problema è proprio qua e quello che ci preoccupa maggiormente è proprio il fatto che pare che non se ne voglia acquisire contezza.
“Non se ne voglia”, ripetiamo, perché di situazioni e fatti se n’è parlato e se ne parla.
Ne hanno parlato i “pentiti”, gli organi qualificati centrali dello Stato come la DIA, la DNA, le DDA, i media, noi dell’Associazione Caponnetto ed altri ancora.
Ma sembra che di comportamenti ed azioni conseguenti nessuno ne voglia adottare.
A cominciare dalla classe politica che sta apparendo come la più inadeguata dal dopoguerra ad oggi, incapace di coltivare quei grandi sogni che caratterizzano le civiltà del secolo.
Una classe politica, tutta intera, di governo e non, legata ai piccoli problemi e non in grado
di guardare a quelli che vanno al di là del proprio confine territoriale, della propria vista, della gestione del giardiniere.
Con tutto il rispetto per la categoria dei giardinieri.
Una catastrofe che fa a cazzotti con una storia secolare fatta di azioni che hanno proiettato la città ed il territorio nei grandi scenari internazionali.
Una sorta di dicotomia fra passato e presente, una cesura netta, che determinano brividi al punto da farti temere, dati gli attori in campo, l’avvenire.
I segnali inquietanti di una decadenza civile e morale ci sono tutti:
da quel rifiuto di emulare la consorella Formia a dotarsi di uno strumento di salvaguardia importante qual’è un Osservatorio comunale della Legalità che si proponga di vigilare sulla correttezza dei comportamenti e degli atti, allo scialbore di un’opposizione che appare non in grado di svolgere un suo ruolo di proposizione e di vigilanza adeguate, da quelle interdittive
antimafia che gravano su operatori che gestiscono servizi vitali, a quelle presenze inquietanti cui è stato consentito l’accesso, dal declassamento di presidi di polizia determinato dalla mancanza di quei “numeri” che ne giustificavano la sopravvivenza ed il loro passaggio a ruoli di subordinazione (l’ex Compagnia dei Carabinieri declassata a Tenenza), tutti elementi che inducono a non sperare in un futuro sereno e per niente roseo.
Stamane leggevamo su Facebook un commento amaro di un vecchio cittadino gaetano che, rivolto ai giovani, li invitava ad andar via da quella terra.
Abbiamo esitato un attimo prima di decidere se “condividere” o meno perché noi caratterialmente e per valori acquisiti siamo per la lotta e contro la rinuncia.
La resa è dei deboli e dei vigliacchi e noi per cultura e storia personale non siamo nè deboli nè vigliacchi.
Ma siamo dei genitori, dei padri e dei nonni e non possiamo giocare sulla pelle dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Dei giovani tutti.
Alla fine abbiamo deciso ed abbiamo apposto il nostro “sì” sul “condividi”.
Con l’amaro in bocca e tanta, tantissima angoscia nel cuore, un’angoscia che quasi rasenta la vergogna.
Ma è possibile che non ci sia più niente da fare, al punto da costringerci ad arrenderci alla camorra ed al malcostume?
Lo domandiamo, con il cuore a pezzi, ai cittadini di Gaeta.
Possibile che non si possa sperare in un sussulto di orgoglio dei cittadini perbene, che pur ci sono ed almeno tentare di far muro contro i camorristi pretendendo maggiore attenzione da parte degli organi centrali dello Stato?

Una nobile lettera di vicinanza e di solidarietà del Consigliere comunale di Fondi, Enzo Trani, esponente dell’Associazione Caponnetto, alla Giudice Lucia Aielli, del Tribunale di Latina, minacciata dalla mafia

Vincenzo Trani
Via Covino, 593
04022 Fondi
Tel. 3292407128

Ill.ma Dott.ssa Lucia Aielli
c/o sezione Penale
Tribunale di Latina
Piazza B. Buozzi, 1
04100 LATINA

Illustre dottoressa, da semplicissimo cittadino della città di Fondi, desidero esprimerle la mia sincera e piena solidarietà per il vile messaggio che Le è stato indirizzato ieri l’altro da chissà quali delinquenti della nostra provincia.
È troppo facile per chi non è direttamente colpito da certi attacchi, esprimere solidarietà con frasi che ormai risultano ripetitive e scontate, lasciando troppo spesso intendere quasi che sia soltanto un atto dovuto, come i numerosi messaggi che Le saranno stati recapitati dai vari organi istituzionali.
La mia non vuole essere soltanto espressione di solidarietà ma piuttosto un grido di rabbia che tentasse di interpretare il sentimento nascosto che molti magistrati della Sua levatura, per alto senso di responsabilità, devono troppo spesso reprimere per vero senso istituzionale.
Le tante vicende delinquenziali, di malavita organizzata troppo spesso colpevolmente sottovalutate dai rappresentanti politici che negli ultimi venti anni hanno amministrato la nostra provincia nei vari livelli istituzionali, ci fanno purtroppo prendere sempre più coscienza che il livello di guardia forse sta per essere superato.
Vorrei poter gridare ai tanti politici parolai, la vera necessità di esservi vicini con serie riforme istituzionali che avessero come primo obiettivo quello di vedere una magistratura che funziona, prima ancora di mettere in discussione la vostra carriera piuttosto che le vostre ferie.
Invece siamo costretti ad assistere a rappresentanti istituzionali che negando l’evidenza, hanno sempre voluto additare nella magistratura un intralcio allo sviluppo ed al progresso del territorio.
Purtroppo il nostro Paese è ormai lasciato ad una deriva che difficilmente potrà essere arginata, ma solo attraverso il serio lavoro di persone come Lei, la speranza di molti cittadini onesti potrà continuare ad essere coltivata, con l’illusione che alla fine la legalità e l’onestà vinceranno sempre.
Vada avanti, dottoressa Aielli, vada avanti e continui per favore a restare un esempio per i tanti cittadini onesti di questa martoriata provincia.
Non si faccia intimorire da quattro delinquenti vigliacchi costretti a nascondersi dietro sporchi manifesti intimidatori. Se sono arrivati a tanto, vuol dire che Lei ha saputo far bene il proprio lavoro, diversamente da loro che devono continuare a nascondersi ed a vergognarsi.
Grazie dottoressa Aielli perché anche attraverso il Suo esempio potremo continuare a sperare che educare i nostri figli alla legalità è il vero giusto investimento per il futuro della nostra società.

Fondi, 21 novembre 2014
Vincenzo Trani

Beccatevi tutti questa lezione di un Testimone di Giustizia che ha ragione!!!

Che strano mondo è questo, tutti a gridare GIUSTIZIA, nascosti dietro una quinta, tutti impegnati nel sociale ad aiutare chi NON ha bisogno di aiuto.
Feste, manifestazioni, parate e convegni, ci son tutti, tutti in prima fila, ben in mostra, con quel sorriso pieno a dimostrazione che tutto funziona.
Ma fuori, per le strade c è chi soffre, chi piange, chi paga il prezzo dell’essere stato onesto, di aver puntato il dito contro le mafie ed oggi paga il conto dell’abbandono, dell’indifferenza.
In pochi potranno capire, in pochi potranno rispondere al grido di aiuto di quell’uomo o donna che oggi resta l’unica vittima.
C è sempre un perché e quel perché deve essere ricercato in quell’anti mafia che fa business, che arruola sempre gente più collusa, gente di potere, gente “sporca”, a questi ultimi serve l’anti mafia, serve a farsi che l’immagine venga ripulita, riaccreditata.
Il vero compito di chi è impegnato a fare anti mafia o meglio prevenzione è quello di denunciare, denunciare corruzione, mafie e mal’affare, denunciare accordi e lobby criminali, questo è ilmvero compito, il resto non solo è inutile ma e lesivo per chi veramente ha lottato a far si’ che quel puzzo criminale venga debellato.
Come diceva un uomo per bene “siamo rimasti una esigua minoranza” ma anche se in pochi continueremo a lottare a denunciare perché non la daremo vinta a nessuno corrotto, mafioso o ambiguo personaggio di quella finta anti mafia che troppo spesso e’ silente e collusa.

Un uomo che crede nella lotta contro le mafie

Nota del Testimone di Giustizia Francesco Dipalo con la quale si chiede di far luce su alcuni comportamenti poco chiari

Ill. mo Sig. Vice Ministro la informo che qualora esponenti delle forze dell’ordine dovessero mettermi le mani addosso io La riterrò unico responsabile. Nessun carabiniere e/o agente di Polizia si permetterebbe mai di compromettersi se non riceve ordini specifici come è successo in passato. Io ho il diritto di sapere chi ha e chi continua ad agevolare la posizione processuale dei componenti di una organizzazione criminale. Chi sta compromettendo e/o ha già compromesso le indagini in corso presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Chi, e perché non mi ha messo in condizioni di oppormi alla richiesta di archiviazione effettuata dal PM dott. Petrolo della Procura Ordinaria al GIP del Tribunale di Catanzaro nei confronti di Magistrati e/o esponenti delle forze dell’ ordine in servizio presse la Procura della Repubblica di Matera. Ho il diritto di sapere perché dopo l’audizione a cui sono stato sottoposto dalla Commissione Centrale da Lei presieduta nessun provvedimento è stato adottato nei confronti di coloro che mi hanno impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi che vedono alla sbarra esponenti del Clan Dambrosio nei quali mi sono costituito parte civile. La decisione di inoltrare la manifestazione di protesta ad oltranza prima a Montescaglioso (dove risiedono quasi tutti i miei ex dipendenti) e poi a Matera, è scaturita a seguito della mancata risposta alle decine di missive che Le ho inviato. Non è possibile che il Procuratore Nazionale Antimafia risponde appena riceve le mie missive e Lei tace. Mi asterrò dall’ assumere acqua e cibo sino a quando non sarà chiarita questa vicenda. I mei familiari rischiano di essere vittime di nuove ritorsioni da coloro che ho denunciato, che sono stati arrestati e che sono stati rilasciati per decorrenza dei termini di custodia cautelare e Lei non risponde. Non è possibile, è assurdo.

Francesco Dipalo

La lettera di risposta del Questore di Latina all’Associazione Caponnetto

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La risposta dell’Associazione Caponnetto al Questore di Latina dr. De Matteis

Gentilissimo Dottor De Matteis,
le sue espressioni di affetto e di stima nei nostri confronti ci hanno commosso.
Ci creda: in un Paese ed in una provincia dove lo Stato si è spesso fino a qualche tempo fa presentato, attraverso alcuni suoi rappresentanti nei territori, come un Giano bifronte che, da una parte, dichiara di voler combattere le mafie e, dall’altra, oggettivamente le favorisce, le parole di apprezzamento di un Questore sulla cui persona non grava alcuna ombra di sospetto di comportamenti contradditori e la cui carriera è caratterizzata da una fedeltà assoluta al giuramento fatto di operare al servizio dello Stato di diritto, ci fanno un immenso piacere e ci spingono ad operare sempre meglio in difesa della legalità e della Giustizia.
Condividiamo le sue analisi circa la presenza in provincia di Latina di altre forme di criminalità, oltre a quella di natura strettamente mafiosa, come quelle della corruzione, i reati ambientali ed il riciclaggio, ma ci consenta di manifestarle il nostro fermo convincimento in ordine ad una loro strettissima correlazione.
Si tratta di metterci d’accordo sul concetto di “mafia”.
Come lei sa c’è una mafia storica, tradizionale, rozza, che spara, pratica la violenza e ha la sua provenienza per lo più da altre regioni, anche se ha taluni suoi affiliati autoctoni, e ce n’è un’altra fatta di volti “puliti”, per lo più di professionisti anche locali, che operano al servizio o quanto meno di concerto con la prima.
Quell’”area grigia” sulla quale non si è mai indagato fino a qualche tempo fa o che, pur avendolo fatto come nei casi della “Formia Connection” o delle “Damasco”, una legislazione carente accompagnata dall’assenza di una cultura antimafia che ha portato, come è stato scritto, a rubricare “la massa dei fatti oggetto di indagine, in realtà di stampo mafioso, in fatti di criminalità comune”, non hanno consentito di arrivare mai al “cuore del sistema”.
Noi, come lei saprà, siamo stati sempre contrari ad un’interpretazione del concetto di mafia come un esercizio retorico e siamo sempre andati al fondo delle situazioni che siamo riusciti, malgrado un tessuto omertoso, ad individuare attraverso un lavoro di ricerca a mezzo delle “visure camerali” e dello studio degli intrecci fra i vari soggetti.
Ebbene, ci permetta di affermare che spesso abbiamo riscontrato che ricorrono gli stessi nominativi o, comunque, altri direttamente od indirettamente ricollegabili a quelli sospettati di collegamenti con elementi mafiosi.
Basta approfondire le ricerche, costruire, rifuggendo dalla tentazione di frazionare gli accertamenti in base alla diversità dei reati, e, alla fine, troverà una strettissima relazione fra quelli di cui al 416 bis, al riciclaggio, ai reati ambientali e alla corruzione.
Un unicum.
E’ ovvio che per arrivare alla costruzione di un unico “quadro”, sono necessari strutture adeguate e, soprattutto, personale specializzato in materia di indagini patrimoniali e finanziarie.
Noi da anni stiamo chiedendo l’assegnazione alla Questura di Latina di personale altamente specializzato su questo versante, come pure abbiamo proposto anche al Capo della Polizia la chiusura del Commissariato di Gaeta e l’istituzione a Formia di un supercommissariato diretto da un 1° Dirigente, come a Scampia e con una sezione distaccata della Squadra Mobile di Latina.
Lei in certo senso può ritenersi “fortunato” in quanto ha trovato a Latina una magistratura inquirente ed anche giudicante “diversa” da quella del passato, più attenta ai fenomeni delinquenziali sia mafiosi che comuni ed ha, pertanto, le condizioni più favorevoli per operare al meglio apportando i cambiamenti opportuni.
Noi, come al solito, saremo sempre, per quanto ci è consentito, al fianco suo e di tutti coloro che operano per la Giustizia e per lo Stato di diritto.
Di nuovo un grazie di cuore, i saluti più caldi ed un pensiero affettuoso.

Lettera al popolo onesto, tristemente una esigua minoranza in un modo di corrotti e vigliacchi

“Tutto ciò che accade ha un perché.
Nulla è lasciato al caso, c è una regia, c è chi esegue, c è chi vigila.
Un sistema putrido e puzzolente si ormai insediato nelle istituzioni, facendo si che le mafie siano presenti con i loro uomini.
Troppi anni spesi a parlare, ad analizzare, mentre questi pezzi di… prendevano il comando.
Una realtà quella di oggi ormai collassata, un esigua minoranza di popolo onesto che cerca di respingere ogni attacco, ma che in netto affanno lotta contro un modus operandi criminale che ha ragione di esistere grazia a quella numerosa parte di popolo collusa e silente.
La piovra, era un titolo di un film degli anni 90, ebbene cosa è cambiato in 23 anni?!
Nulla quel film è diventato la realtà.
Chi scrive ha visto in prima persona cosa vuol dire corruzione, potere criminale misto ad apparati deviati, mala politica e unioni e sodalizi mafiosi.
Ma poi c’è il vigliacco, l’omertoso, il non vedo, non sento, non parlo, il complice, quella figura che troppo spesso è tra di noi uomini onesti, accanto a noi, insospettabile nel suo agire, nel suo vivere da disonesto.
Ora credo che il momento delle parole possa aver fine, il momento dei lamenti deve aver fine, c è bisogno di agire, di ripulire ogni stanza del potere contaminata.
Ora è il momento che chiunque uomo onesto deve essere determinante.
Questo è ciò che ci resta da fare… agire, senza se e senza ma!
Noi uomini onesti abbiamo solo una arma, quella della DENUNCIA. ”

Un Testimone di giustizia

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