Lettere

Lettera di un Testimone di Giustizia

“Cosa sarà mai il restare fermi a fissare quel soffitto, quella stanza anonima… nel silenzio assoluto.
Cosa sarà mai restare la notte insonne pensando a quel passato…
Cosa sarà mai non sapere, se un domani ci sarà…
Qualcuno direbbe, sussurrando è questa la vita, ma che vita… è quella non vissuta!
Che vita è…!

E tra un gesto di speranza ed un pizzico di immaginazione resti appeso a quel filo, quel filo che ti tiene ancora qui, tra uomini e donne peccatori.
Ma se poi allunghi lo sguardo oltre le ombre potrai vedere la serenità.
Ma ci vuol coraggio a guardare oltre le ombre quel coraggio che spesso non è virtù di tutti.

Cosa resterà di questa vita, forse il racconto di qualche bravo scribacchino, o forse nulla.
L’ importante è aver scelto da che parte stare, la più nobile, ma la più difficile.
Quando la sofferenza sarà finita resterà la gioia di aver lottato per quella maledetta idea di voler cambiare un mondo che non vuol cambiare.
Non chiamate folle, idealista, o sognatore; io il mio dovere l’ho fatto e se poi qualcuno ride o con sguardo indifferente sorride certo non è colpa mia.

Non voglio compassione, nè un grazie, voglio solo un po’ di rispetto.
Non vi chiedo di capire, questo mio essere, ma di rispettarlo.
Domani forse sarò compreso, ma un domani, per ora resto solo, solo in quel cammino tortuoso, ma che rende un uomo, un uomo onesto. ”
Ho scelto da che parte stare
Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia

Domenica 31 agosto 2014

La mafia ha vinto a causa della nostra inerzia. Occorre reagire. Subito; ora non domani!

Fuori dall’ombra, serve essere in prima linea…
Troppe parole, troppe riunioni inutili, troppe fantasie, qui ormai le mafie hanno vinto.
Hanno vinto perché sono infiltrate dovunque, in ogni dove; esse hanno i loro referenti in ogni posto di comando.
Non basta più restare a guardare ad aspettare che qualcuno possa lottare al nostro posto.
Siamo e resteremo dei vigliacchi se non usciamo dall’ombra per lottare in prima linea.
Ora siete complici, il vostro silenzio è complicità e questo porco, infame puzzo mafioso non è che la sola conseguenza dell ‘essere stati dei vigliacchi.

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia contro la camorra “spa”

Stanno annullando chi lotta contro le mafie

Più passano i giorni, i mesi e gli anni e più mi trovo a non comprendere i molti perché di come una situazione possa degenerare in tal modo.
Mi riferisco a come la situazione dei testimoni e dei collaboratori di Giustizia non venga mai affrontata in modo reale e concreto.
Precisazione dovuta è la diversa figura giuridica, il diverso percorso che distingue i tdg dai collaboratori, ma che entrambi poi sono il vero asso nella manica della magistratura e degli inquirenti.
È stato più volte e da più fronti ribadito che senza queste due figure molti processi mai avrebbero potuto avere inizio.
Tutti sanno e tutti ammettono il grande valore dei tdg, il loro sacrificio, il loro essersi esposti, il loro aver perso tutto per un contributo allo Stato, mai poi?
Tutti sanno di come molti collaboratori, quelli veri, abbiano scardinato con le loro deposizioni interi gruppi criminali, intere famiglie mafiose, ma poi???
Oggi la situazione è grave e a pagare questo ennesimo attacco alla parte Buona ed onesta dell ‘ Italia sarà l’ intero paese.
Molti processi sono in bilico, e sempre più sarà difficile concludere impianti accusatori dando su un piatto d ‘argento la vittoria alle mafie.
Una politica disattenta e a volte complice rende vulnerabile l’ apparato giustizia, troppi proclami, ma poi il nulla!!!
Tutti gridano giustizia, tutti gridano contro un potere massonico e mafioso, ma in pochi, troppo pochi, ci mettono la faccia.
Quasi come un hobby oggi è fare antimafia, quell ‘antimafia del giorno dopo, dei litigi e delle apparizioni, dei vip e dei big, quella che a volte, come ci hanno raccontato le cronache, era finta anti mafia.
Le mafie crescono, si evolvono, le mafie ormai sono internazionali e come Davide contro Golia ci ritroviamo il comparto sicurezza in fase di depotenziamento costante, ridotti alla peggiore maniera, quasi rassegnati nel subire quella mannaia che li rende deboli contro coloro che invece sono sempre più potenti.
Tagli oggi e taglia domani ci ritroviamo ad oggi in una fase di default e di non ritorno.
Dove sono i soldi sequestrati alle mafie non si deve sapere!
Che fine faranno è segreto!
Perché nessun politico o uomo delle istituzioni ne parla non si sa’!
Ci viene il dubbio se questi soldi ci siano ancora???
O se tutto resta solo un grande bluff!!!
Tutto porta ad una sola drammatica conclusione
STANNO ELIMINADO ED ANNULLANDO CHI LOTTA CONTRO LE MAFIE.

Testimone di Giustizia: un vuoto a perdere. ”Ma se potessi tornare indietro, malgrado tutto, rifarei la stessa cosa: denuncerei”. Un esempio a fronte della vigliaccheria dei più

La vita di un testimone ieri, oggi e domani!
Quando ormai tutto è lasciato al passato, tutto resta un ricordo indelebile; quando ormai hai preso consapevolezza che mai potrai più rientrare nella tua terra, solo in questo preciso momento la mente riflette su come bisogna combattere e reagire per poter continuare a vivere.
La vita di un testimone certo non è una villeggiatura o una passeggiata.
In molti hanno una idea distorta e qualcuno di questi tempi nei quali la crisi attanaglia migliaia di persone, lancia una frase, detta a mo’ di battuta ma che fa riflettere..:. ” cosa sarà mai? ti pagano, ti danno una casa e ti riposi! “.
Questa è la frase che le mie orecchie hanno udito, senza risposta alcuna, perché cosa rispondere a costui?
I viaggi del testimone sono quasi sempre spostamenti per ragioni di giustizia o di sicurezza; ti avvisano poche ore prima ed è quasi sempre angosciante e solo chi ha vissuto queste situazioni può comprendere il dolore e la rabbia.
Non finisci di imparare la strada di casa e qualche negozio di prima necessità che ecco qui si riparte, per dove non è dato saperlo, nuova città, nuovi uomini a gestire il tuo profilo, ragazzi eccezionali e sensibili che oltre ad assicurare la tua incolumità e quella dei tuoi cari restano i soli tuoi conoscenti con cui scambiare qualche chiacchiera e per i più fortunati qualche confidenza.
La vita di un testimone e’ un pieno di bugie e contraddizioni, alle molte domande della gente scegli il silenzio facendo finta di non aver compreso, o con aria distratta cambi discorso.
Non c è giorno che la tua mente non sia messa a dura prova, ricordarsi la nuova strada di casa, solo per raggiungerla ma in realtà quell’indirizzo è segreto, come resta segreto il tuo vero nome di battesimo e altro di quella vita passata.
Resti a vivere da invisibile, osservando ciò che ti circonda e non potendoti fidare di nessuno cerchi il silenzio, quel silenzio che affligge ogni uomo solo Ed allora inventi un qualcosa che possa far trascorre il tempo, un libro lo leggi in un giorno o forse due, giornate passate su internet a leggere le
notizie di un mondo lontano e a credere che in fondo c’ è chi soffre molto più
di te.
La sera quando tutti dormono perché stanchi il Testimone pensa e ripensa
alle fasi della sua vita, del suo percorso giudiziario, alle tante facce e sguardi
di quella aula di tribunale dove solo grazie alle testimonianze la giustizia ha
gridato vittoria.
Ma la storia tristemente ci racconta che troppo spesso i testimoni vengono
dimenticati, abbandonati e a volte quel termine “usa e getta” resta il termine
più appropriato per questa categoria- che non smetteremo mai di rammentare
- conta un numero che non arriva a 100 persone, in un paese di 60 milioni di
abitanti.
Un paese dove la corruzione, le mafie ed il malaffare sono parte di una
economia sommersa ma che tiene in scacco l’intero sistema socioeconomico.
Cosa resta di una vita da testimone, cosa mai potrà ridare la dignità e la
serenità ormai perdute? Il nulla. Resta per ora l’unica certezza reale, ma
se dovessi ritornare indietro rifarei tutto ciò che ho fatto, denunciare, perché
anche se soli, dimenticati, questo nostro esempio resterà nel tempo.
Un Testimone di Giustizia

L’amaro sfogo di Luigi Coppola, Testimone di Giustizia, abbandonato da un stato patrigno ed ingrato

Caro Elvio purtroppo penso che anche tu avrai notato che ormai per i testimoni di giustizia non ci sono piu battaglie da portare avanti infatti non si e raggiunto niente ma nessuno niente lamenta come e possibile che ad un tratto nessuno ha piu problemi? Ma vuoi vedere che se ora io non sarei stato lasciato nelle piu che disperate condizioni con moglie e 2 figlie senza un tetto e senza le primarie cose per sostenerci oltre all’essere lasciato libero bersaglio per chi vuole la mia morte nessuno ha nulla da dire o osservazioni da fare! mentre se per puro caso sarei stato riconosciuto del minimo indispensabile aiuto apriti celo si sarebbe scatenata una guerra tra telefonate ed email dirette alla segreteria del v ministro Bubbico
Sai Elvio ti sembrera strano ma quando per me cera qualche speranza in tanti mi chiamavano ora che la spina e stata staccata nessuno mi chiama e nessuno si indigna con Bubbico
Strana gente i testimoni di giustizia!!
Sai mi vergogno di essere un testimone di giustizia proprio per questo motivo troppi sciacalli che hanno smembrato un po alla volta il vero intento della 45 del 2001
Ormai nulla piu e rimasto nulla mai piu ci potra essere ed e per questo che sinceramente penso che il v capo della polizia Cirillo tanti torti non aveva infatti questo non e un mestiere purtroppo ci sono i mestierianti che con antenne puntate seguono se esce un euro per favorire che veramente e in difficolta ed ecco perche nulla funzionera piu!!
Io in onesta faccio un passo indietro e mi tiro fuori tanto gia sono abituato ad arrivare in cima da solo e mi pento di aver dato la corda ad altri mentre ora che la mia si e rotta nessuno si offre ad affrontare la scalata ma possono stare sereni il vento gira e con lui anche la ruota
Luigi coppola
N1 tst di giustizia vero

Lettera aperta a tutti gli amici dell’Associazione Caponnetto

Cari amici,
la lettura della Relazione del 2° semestre del 2013 della Direzione Investigativa Antimafia (si può cercare su Google) fa venire i brividi.
Si avvertono tutta l’insufficienza e le omissioni di un’azione di contrasto ammantata da tante belle parole, da tanti slogan, da tanti proclami, da tante enunciazioni di principi, ma priva di contenuti, di fatti, di azione concreta.
Non è per fare polemiche con altri, ma bisogna prendere atto della necessità inderogabile di lasciar perdere la retorica, le chiacchiere, per passare alla DENUNCIA, DENUNCIA, DENUNCIA.
Se altri non hanno la sensibilità e la voglia di impegnarsi su questo fronte facciano quello che vogliono, ma noi abbiamo il DOVERE di distinguerci perché il DNA dell’Associazione Caponnetto è rappresentato unicamente dall’INDAGINE, dalla DENUNCIA e dalla PROPOSTA.
Tutto il resto non ci appartiene.
Oggi le mafie hanno raggiunto livelli di penetrazione nelle istituzioni oltremodo elevati ed inquietanti, per non parlare dei
partiti, di tutti i partiti, da destra a sinistra, dove esse dispongono di un potere se non proprio assoluto quanto meno rilevante.
Chi vive, come noi, quotidianamente a contatto con la realtà sa molto bene quanto sia pervasiva la presenza mafiosa negli enti locali, negli uffici pubblici, dovunque.
C’è un clima pesante, ossessivo, devastante, di mafiosità nel Paese che ci toglie l’aria e ci rende pesante il respiro.
Tutto ci è difficile quando parliamo di giustizia e di legalità e ci adoperiamo per tentare di ripristinarle.
E’ la struttura che è marcia, il sistema che è mafioso, creati ad arte quasi per tutelare gli interessi mafiosi.
Noi non siamo un partito o un movimento politici.
SIAMO UN’ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA.
Punto e basta.
A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio.
Non creiamo doppioni che ci snaturerebbero, sovrapposizioni, commistioni.
Il nostro compito è quello di individuare i mafiosi, segnalarli alla Magistratura per farli arrestare e levare loro i beni accumulati illecitamente.
Le eventuali alleanze con altri soggetti intanto si possono fare se questi sono compatibili con i nostri fini, che sono – ripeto -ancora una volta l’INDAGINE, la DENUNCIA, la PROPOSTA.
La collaborazione con la Magistratura e le forze dell’ordine, gli unici baluardi, con tutti i loro limiti -molte volte voluti da quanti detengono il Potere-, di giustizia e legalità rimasti.
Lo sosteneva con Forza Borsellino:
“E’ un errore imperdonabile pensare di addossare tutto il peso della lotta alle mafie sulle sole spalle della Magistratura e delle forze dell’ordine”.
Non riempiamoci la bocca del suo nome e di quello di tutti coloro che, come lui, ci hanno rimesso la vita per combattere le mafie, per, poi, continuare a guardare il nostro orticello, a curare gli interessi personali, economici, politici e quant’altro.
Non è coerente con i dettami della nostra coscienza e non è coerente, peraltro, con i fini della nostra Associazione.
Vediamo, purtroppo, che taluni intendono l’azione contro le mafie come una sorta di business – convenzioni con le istituzioni, gestione di beni confiscati alle mafie, finanziamenti pubblici, progetti ecc. ecc -.
Non vogliamo nemmeno criticarli, ma quella non è antimafia; è altra cosa.
A noi non interessano quelle cose.
Oggi la battaglia è corpo a corpo, le mafie hanno conquistato spazi enormi di potere e non è, quindi, da escludere che siano esse stesse a concedere finanziamenti a chi non arreca alcun effettivo disturbo ad esse.
E’ un modo come un altro per conquistarsi ulteriore consenso e mettere a tacere eventuali disturbatori.
La mafia che finge di farsi antimafia, un modo sottile di mescolare le acque e di finire di corrompere il tessuto sociale del Paese.
Noi stessi abbiamo subito alcuni tentativi di infiltrazione fra le nostre file.
Quando noi diciamo che non possono essere quattro ragazzini a fare “antimafia”, con i cappellini sulle teste, con le sfilate, le fiaccolate, quando, magari contemporaneamente, la gente viene uccisa senza pietà, vessata, umiliata, avvelenata, violentata sistematicamente.
Ci sono persone che sono morte, che muoiono tutti i giorni per mano mafiosa, che corrono quotidianamente il rischio di essere uccise, come i Testimoni ed i Collaboratori di Giustizia; e noi che facciamo?
La sfilata, la commemorazione, il racconto di cose che ognuno può leggere, se vuole, sui libri e sui giornali.
Ma dai!
E’ un discorso duro, questo, lo sappiamo.
Ma, qua, se non si scuotono le coscienze nobili e si dicono le cose così come sono, ci iscriveremmo anche noi al partito degli imbonitori.
Si rende urgente e vitale, quindi, alzare il tiro, puntare ai piani alti, guardare, osservare, annotare e segnalare tutto all’Associazione.
Iniziative singole rischiano portare fuori pista, di far sbattere contro il muro.
Tutto deve essere ricondotto al centro perché sia l’Associazione a vagliare, a supportare eventualmente e ad indirizzare verso gli uffici giusti.
Una raccomandazione, amici, però: non bisogna mai confondere fatti di piccola mal ‘ amministrazione, di malgoverno locali, con fatti di mafie.
Bisogna ben distinguere le due cose, i due piani.
I primi, se non inquadrabili in fatti di grossa corruzione, appartengono alla sfera politico-amministrativa;
i collegamenti con organizzazioni mafiose, le varianti urbanistiche approvate per favorire i mafiosi, le licenze, concessioni, autorizzazioni varie concesse ai mafiosi, sono di nostra competenza.
Insomma tutto ciò che è riferibile all’art.416 bis.
Attendiamo segnalazione, notizie da tutti voi.
Un cordiale saluto.

Lo sfogo di un Testimone di Giustizia

Come un leone ormai ferito continuo a lottare, solo, lotto contro quel sistema che rende vittime sacrificali chi vittima non dovrebbe essere, ma dovrebbe essere “gioiello” prezioso di una intera comunità civile.
Ma questo nin accade, non accade perché anche se tutti gridano alla svolta, a quella battaglia contro le Mafie, in pochi poi realmente portano avanti il contrasto a quel male chimato mafie.
Fiumi e fiumi di parole, libri, convegni e non mancano gli spot per dire NO MAFIA, ma poi?
Cosa resta impresso nella mente di chi si aggrega al carrozzone dell’antimafia?
Una giornata diversa a volte paragonabile ad una scampagnata una gita fuori casa.
Tutti parlano, tutti alzano la mano, puntano il dito citano frasi di eroi orami uccisi e eivenuti eroi post mortem, basta ricordare che nella loro vita terrena furono ostacolati, emarginati e anche messi in discussione, solo perché avevano scoperto cosa sono le Mafie.
C è tanta rabbia e non posso nasconderla, sarebbe mentire, non comprendo i perché di tanti ritardi, dei tanti “poi vediamo “ e dei tanti errori, anche sforzandosi nel capire non riesco a far quadrare il cerchio.
Ora che si ricomincia tutto da capo, orami ferito da anni di sofferenza e indifferenza, trovo la forza in quel senso di protezione dei miei affetti compromessi per riflesso di quella mia scelta giusta di fidarmi di quel sistema che dal di fuori sembra perfetto e che una volta dentro lo riscopri diversamente da cioè che avevi visto, quella macchina burocratica che prende sempre più la forma di uno ” scolapasta”.
Scrivo, perché quella rabbia che oggi è parte di me deve uscir fuori, deve essere cacciata via, lontano da me, perche’ non era parte del mio essere.
Oggi il leone è ferito, solo, ma lotta, lotta non solo per quel senso di legalità intrinseco in se’, ma lotta anche per vincere quel traguardo che non ha prezzo, quel restare in vita, quel vivere che per molti è normalità quotidiana ma che per resta un qualcosa da riconquistare.
Mentre scrivo mi vengono in mente tutte le frasi citate dai molti uomini di Stato che nel mio percorso ho incontrato o scontrato. In molte di quelle frasi c’è
l ‘onore, la fedeltà, la legalità ed il coraggio ma restano impresse anche quelle tanti frasi che mai avrei voluto udire ma che hanno segnato questo mio percorso, ferendomi nell’animo e che sono colpevoli di aver fatto crescere in me la rabbia e la paura.
Ora che un’altro “giro” ebbe inizio prego, prego perché solo Lui possa illuminare il mio percorso e liberare il mio animo dalla rabbia.
Un cittadino Italiano, un uomo per bene.

La lettera commovente di un Testimone di Giustizia che ha dovuto lasciare, per i rigori della sicurezza, il proprio papà appena operato in ospedale. Quello dei Testimoni di Giustizia è un mondo di solitudine, di abbandoni, di paure, di privazioni, di rinunce, di dolore, di emozioni forti. Questi uomini e queste donne meriterebbero la gratitudine di tutte le persone oneste e di uno Stato, di questo Stato, che spesso si dimostra ingrato e patrigno nei loro confronti. Quanta amarezza!!!

Lettera ad un padre speciale

Stringo forte nelle mani il cellulare, guardando il tempo che scorre, quello squillo che da un mese come da promessa non ci sarà, questa mattina alle 6, 25 la tua dolce e forte voce non ci sarà,.
Caro papà, uomo dolce, rispettoso, coraggioso che anche in quei momenti dove nessuna parola sarebbe servita a placare la sofferenza! Tu hai trovato le parole giuste, in quei tuoi occchi c è stata sempre bontà, amore.
Ma io anche questa volta ti ho abbandonato, ti ho lasciato solo, non potendoti essere vicino, stringerti la mano e mi vergogno,.
Ho sofferto mio papà l ‘essere stato costretto ad andar via; mai avrei pensato di pagare questo alto prezzo.

Tu che hai sempre detto “ sono fiero di te, orgoglioso della tua scelta “, Tu caro mio papà mi hai citato quelle frasi d’amore che solo un padre può pronunciare.
Ora mi mancherà quella tua telefonata, quella tua voce forte, l ‘ennesima ferita.
Ora mio papà devi lottare, non può mollare, io ho bisogno di Te del tuo coraggio, della tua mano, ho bisogno di stringerti a me forte come un tempo, qiel tempo ormai rubato.
Ti chiedo scusa per non esserti vicino, ma sappi che il mio amore per te non ha confini e che un giorno tutto finirà.

Tuo figlio

Testimone di giustizia Campano risponde all imprenditore del nord: i cammoristi vanno denunciati non si chiede il permesso alla camorra

Il mio messaggio è diretto e senza mezze misure a quell imprenditore del Nord, le sue affermazioni sono di una gravità assoluta, e sarebbe bene che la DDA senta cosa ha da dire il sig, Palumbo in merito ai presunti contatti da intraprendere con la camorra per poter avviare un ristorante al Vomero.
Credo che quella risata finale in quel video offenda chi la camorra la contrasta, chi ha denunciato e chi tristemente si è visto attaccato dalla camorra e chi ha perso la vita per mano della camorra.
Caro imprenditore se vuole chiedere il permesso alla camorra allora resti al nord perché la camorra e i camorristi si denunciano e non si fanno affari con dei viscidi criminali. Chieda scusa al popolo onesto.
Il suo è un cattivo esempio.
Il Testimone di Giustizia
Ciliberto Gennaro

http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/universo-vegano-napoli-camorra/notizie/795917.shtml

Autovelox Macchia d’Isernia. La Prefettura di Isernia continua a perdere cause ma non rimuove l’autovelox

SEGRETERIA PROVINCIALE DI ISERNIA – FIADEL

OGGETTO: Autovelox di Macchia di Isernia. La Prefettura continua ad incassare sconfitte
ma non fa rimuovere l’autovelox illegittimo.
In data 08.07.2014 si sono svolte ulteriori n.10 cause tra i ricorrenti che erano rappresentatati dall’Associazione Sindacale FIADEL e la Prefettura di Isernia rappresentata da un Funzionario Prefettizio.
La materia del contendere è sempre la stessa:
l’Autovelox installato illegittimamente dal Comune di Macchia di Isernia!
I ricorrenti avevano fatto ricorso alla Prefettura di Isernia impugnando i verbali elevati dalla Polizia Municipale del Comune di Macchia d’Isernia per il tramite della FIADEL e del Comitato PRO TRIGNINA e l’impiegato prefettizio tale Incollingo Antonio li aveva respinti, raddoppiando le sanzioni e per ogni Ordinanza Ingiunzione aveva consumato circa 10 fogli di carta riempita di inchiostro.
I ricorrenti si sono rivolti ancora una volta alle due associazioni (FIADEL e PROTRIGNINA) e quindi hanno impugnato le Ordinanze Prefettizie innanzi al Giudice di Pace di Isernia ed in data 08.07.2014 si sono svolte ulteriori 10 cause e la Prefettura le ha perse tutte e dieci!
In verità fino ad oggi con noi le fa perse tutte.
Ebbene, nonostante i giudici abbiano sentenziato in modo chiaro ed inequivocabile che quell’Autovelox è illegittimo, incredibilmente la Prefettura non ordina la sua rimozione ma addirittura continua a sostenere la sua legittimità.
(Feliciantonio Di Schiavi)

Quel “sistema di… ”protezione” – che tale non è – che fa acqua da tutte le parti. Che aspettate per sfasciarlo per rifondarlo con nuovi uomini e nuove mentalità??? Lo Stato che “fa la lotta alle mafie” (si fa per dire!!!). VERGOGNATEVI!

I gironi del sistema di protezione tdg

Il modus operandi è sempre lo stesso, parte di un sistema che fa acqua da tutte le parti, non c è comunicazione dal servizio centrale ai nop territoriali ed ognuno si arrangia a modo proprio.
È palesemente evidente che c è più di una questione che non permette all intera organizzazione di funzionare come dovrebbe.
Il personale nop quasi rassegnato cerca la via del silenzio e del poi vedremo, ma nel frattempo persone già provate, segnate da anni di sofferenza e sacrifici continuano a pagare sulla propria pelle le deficienze di un sistema allo sfascio.
Non basterebbero migliaia di parole per far comprendere il dolore che si prova quando si e’ soli in balia dell incertezza e della disperazione, di quando vedi gli occhi dei tuoi cari pieni di lacrime e di quanto ti senti impotente e inerme di fronte ad una situazione infernale.
Come altri tdg anche a noi è toccato il bluff, quel non si preoccupi stiamo risolvendo, stia tranquillo abbiamo provveduto si è trasformato in mille non so, in tanti vedremo, in moltissimi poi, poi, poi!!!
Portati via da una casa e scaraventati in un hotel, in 10 metri quadri, senza frigo, senza riscaldamento, in un posto dove non sappiamo nulla, dove siano i carabinieri, dove una farmacia, un ospedale, o semplicemente un supermercato.
Isolati dal mondo intero e chiusi in 10 metri quadrati dove le valigie occupano tutto il perimetro calpestabile e ci resta solo il letto dove appoggiarsi.
Quell ‘arroganza del gestore della struttura completa il tutto, siamo ospiti paganti non desiderati o forse scambiati per pentiti, visto che nemmeno il saluto o il rispondere al buona sera ci è dovuto.
Sinceramente non credevo che accadesse, non credevo che nonostante tutte le premesse, tutte le comunicazioni effettuate, tutte le rassicurazioni ottenute e le precisazioni da parte del Servizio Centrale che più volte ha voluto precisare che mai e poi mai ci saremmo trovati in situazioni emergenziali, poiché loro avevano tante case… ed allora dove sono queste case???
Mi viene un dubbio che ora dopo ora prende forma, forse siamo stati trasferiti dal luogo precedente perché serviva l alloggio?
Oppure c’è altro?
Perché la legge sui tdg non viene applicata?
Perché dopo anni io e la mia famiglia dobbiamo vivere in situazione al limite della sopravvivenza?
Perché il contributo economico che mi toccherebbe non arriva???
Perché le zone dove venivano alloggiati non vengono preventivamente bonificate e tristemente bisogna scoprire che a soli 150 mt c è la casa di un parente dei nostri “nemici” che abbiamo denunciato?
Tanti perché, ma senza risposta!
Io sono un tdg, ho sempre osservato e mantenuto un comportamento corretto, mai e poi mai ho infranto le regole, mai un ‘inosservanza, sempre educazione e senso di sopportazione, ma ora basta, basta subire umiliazioni, vessazioni o indifferenza.
Partimmo con il freddo e ci portano al caldo, poi dal caldo ora ci portano al freddo… , quelle tante valigie, borse, arrangiate danno la visione di chi sei e quasi una firma, sono la firma di chi scappa, di chi in quelle valigie ha tutto ciò che ha.
Che tristezza, amarezza e rabbia c è in noi uomini onesti, con quale moneta lo Stato ci ripaga, che esempio siamo per chi osserva e legge la nostra sofferenza.
Chi siamo per lo Stato, chi, se non il nulla!!
Se lo Stato non ha le capacità o i fondi per assicurare, protezione ed assistenza ai tdg che si dica per una volta per tutte e non si faccia dei tdg un cattivo esempio di persone fuori di testa o di approfittatori, cosi facendo ci state “uccidendo” lentamente.

Un Testimone di Giustizia

Lettera al Testimone di Giustizia Francesco Dipalo

Carissimo, la tua email è drammatica, ma ti invito a non fare gesti inconsulti o autolesivi; la vita è un bene prezioso e non devi in nessun modo metterla in pericolo, anche se ti trovi in una situazione drammatica. Ti sono vicino come uomo, padre e ti esorto con forza a fermarti. Non recarti a palazzo Chigi e non fare alcun gesto che hai menzionato nella email inviatami.
Anche se non ti conosco personalmente apprezzo il tuo percorso come tdg è condivido gli ideali di legalità e per questo che ti ribadisco che bisogna essere rispettosi delle leggi e lottare con dignità, la stessa che ti ha contraddistinto in questi anni.
Mi hai tristemente reso partecipe del tuo dolore ma non posso restare inerme di fronte al tuo comunicato nel quale mi comunichi che farai un gesto estremo. Comprendi il mio ruolo e ti ripeto fermati, non commettere alcun atto di autolesionismo che aggraverà non solo la tua situazione ma avrà conseguenze su chi ti vuole bene; non dare dolore alla tua famiglia perché nessuno, compreso te, merita questo; faremo di tutto per rendere giustizia ai tdg.

Riceviamo e pubblichiamo: L’onestà e l’ altruismo non si imparano a scuola: scendiamo dal “piedistallo”

Sempre di più assistiamo a scene che consumano tragedie umane, disperazione, sofferenza ci dovrebbero far riflettere su come questo nostro mondo ormai a pezzi conta ogni giorno vittime del sistema.
Un sistema fatto di potere, soldi dove l ‘unica cosa che conta è essere forti, ma non forti d’animo, non forti nel compiere gesti d’unamita, ma forti nel distruggere il prossimo, nell ‘accanirsi su quell’uomo, donna o bambino debole, il resto, il contorno è tragicamente platea.
Non bisogna essere moralisti, o battersi il petto, o mettersi l ‘abito del buon samaritano, nessuno è INNOCENTE, ma certo viene da chiedere a coloro che sono coautori di questo essere quotidiano il perché!
Perché l ‘onesta e l’altruismo sono oramai scomparsi dal nostro vivere quotidiano, perché c ‘è una corsa nell ‘apparire tanto veloce come veloce poi è scomparire un attimo dopo.
Tutti bravi ai funerali, tutti bravi in tv, ma poi, cosa resta, parole, parole dette al vento e forse procunciate senza nemmeno crederci, so, o perché fanno parte di un copione, di una farsa che fa audience.
Chiedo ad ognuno di voi, di scendere per steada, di camminare lentamente e di incrociare lo sguardo di chi soffre, di posare per un attimo lo smart phone, e di cercare di calarsi nella realtà, solo dieci minuti, credetemi mi serviranno per capire e comprendere come l’onesta e l’altruismo sono sepolti sotto a metri e metri di egoismo, di cattiveria e d’indifferenza, incominciamo a scavare a mani nude, buttiamo via i personalismi, le lotte di potere, l esibizionismo e impariamo ad amare il prossimo, ad accarezzare la gioia di vivere, impariamo a parlare e a non urlare, cerchiamo in noi la pace e se bisogna fare un passo indietro che esso sia fatto.
Non crediate che ciò che accade agli altri non possa un giorno colpire voi, non siate cosi sicuri di vivere su quel piedistallo che vi fa vedere il mondo dall’alto in basso, sappiate scendere tra la gente che soffre.
Un animo libero dall’odio, il vivere onestamente vi renderà persone speciali e anche senza potere sarete liberi da qualsiasi condizionamento.
Bisogna iniziare da noi, in prima persona e divulgare il bene, solo così c è la faremo a vincere il male.

Un uomo per bene.

Riceviamo e pubblichiamo questa nota scritta da un Testimone di Giustizia

“Caro Vice Ministro Bubbico, nella vita bisogna fare determinate scelte, decidere da che parte stare e lottare affinché un ideale possa essere difeso.
Vivere al sud certo non è facile, e vivere in provincia di Vibo è ancora più difficile, se poi senti, vedi e parli, la tua vita può trasformarsi in un inferno.
E quell inferno che io vivo quotidianamente da alcuni anni, combatto contro una cultura mafiosa che prima ha distrutto il mio lavoro e che ora sta completando il tutto distruggendo quel poco di vita che mi rimane.
Infatti Vice Ministro io non vivo, ma sopravvivo, affrontando ogni giorno quella montagana di merda mafiosa che infiltrata in ogni luogo in ogni dove ostacola la mia rinascita.
Vero sono debole, solo ed abbandonato ma non mi arrendo, la mia indole agricola il mio io essere onesto, la mia caparbietà calabrase mi fanno lottare. A suon di “calci” denuncio tutto il malaffare che c’è in queste terre bellissime ma ostaggio della ndrangheta,.
Io mi ribello a tutto ciò che non è legale e non faccio sconti a nessuno.
Qui in queste terre anche la carità è “cosa nostra ” e anche un piatto di pasta è merce di scambio, quell ‘opera caritatevole che tanto dovrebbe essere diffusa dalla Chiesa rischia di diventare business.
Io ho le prove e denuncio.
Si denuncio, facendo nomi e cognomi, portando prove e documenti, ma il mio lo faccio, il dopo… spesso resta inascoltato, a volte anche deriso da quelle frasi “lei lotta contro i mulini a vento “.
Non chimatemi Don Chisciotte, sono solo un uomo onesto, forse troppo onesto per vivere in questo nostro paese Italia.
Ora devo chiederVi, e lo chiedo in primis a Lei, Vice Ministro, a Voi Prefetto, a Lei Questore, a Voi popolo onesto: se Voi tutti la pensate come Pietro Di Costa oppure mi continuerete a chiamare Don Chisciotte.
Io non mi arrendo…
E da qui non mi muovo, perché qui sono nato e qui voglio morire, e farò di tutto per combattere contro questa cultura mafiosa e quell indiffereza che è complice della ndrangheta.
Il mio non è un sogno, ma un incubo…

Di costa pietro

I Testimoni di Giustizia indignati manifesteranno mercoledì 11 giugno a Roma

Le abbiamo tentate tutte, in modo civile e rispettoso, ma ad oggi ci restano promesse e silenzi che mostrano il vero volto di chi non vuol combattere le mafie”
Era una canzone, bella, parole, parole, parole, oggi quelle parole prendono forma traformate in menzogna, grande quanto tutto il Viminale.
Nelle stanza del potere romano, c è chi da mesi siede sulla poltrona, senza aver ben compreso il ruolo istituzionale che occupa, garante della sicurezza pubblica, presidente della commissione centrale ex art 10.
E cosa sarà mai!
Tra un convegno, un incontro istituzionale i mesi passano, tra foto e proclami siamo arrivati a 4 mesi, 120 giorni, e tutto tace, tutto piatto anche la burrasca è passata.
Le mafie, la ndrangheta la camorra vanno distrutte, vanno combattute, altri uomini delle forze dell ordine arriveranno nelle città a rischio, il grande piano anti ndrangheta è pronto, con il pentimento di Iovine la camorra è finita…
Quante parole, Ministro, quante belle parole On. Alfano, ma forse lei vive sulla luna oppure i suoi collaboratori le portano notizie distorte.
Se poi il buon Dott. Gratteri la sconfessa sugli 800 uomini che sarebbero dovuti giungere ma che mai si son visti non si dispiaccia!
Di quel piano anti ndrangheta che resta uno spot elettorale.
E diciamocela tutta: un Viminale allo sbando così non si era mai visto.
Qundi tirate le somme, resta la questione testimoni di giustizia, siamo sicuri che il suo Vice Bubbico le abbia rendicontato che ci sono pochi uomini e donne onesti, incensurati che con lo status attribuito di Testimone di Giustizia stanno SOFFRENDO, Speriamo che Lei Ministro sappia che ad oggi la commissione centrale ex art.10 non è operativa, siamo certi che Lei è a conoscenza dell ultimo incontro presso il Viminale, dove un gruppo di tdg, senza catene e senza tv congiuntamente a parlamentari dei 5 stelle hanno incontrato il capo segreteria del suo Vice e il segretario della commissione centrale.
Egr. Ministro lei queste cose le sa?? Gliele hanno riferite?
Egr. Ministro dell’ Interno on. Alfano nonché presidente del partito politico NCD alleato del governo in carica, in sintonia con il presidente Renzi noi” poveri” testimoni di giustizia vorremmo che Lei possa trovare 5 minuti del suo prezioso tempo, solo 5 minuti, per parlare, per esprimersi, per dirla tutta di come Lei la pensa sull ‘argomento commissione centrale ‘ex art.10, la delega al suo vice, Noi vorremmo, prima di morire, sentire la sua voce, vorremmo sapere se Lei Ministro dell interno vuole realmente contrastare le mafie, Noi tdg mercoledì 11 giugno saremo a Roma, con la correttezza e l’ educazione che ci distinguono e con il rispetto delle istituzioni che ci ha sempre contraddistinto.
Egr. MINISTRO ALFANO CI VEDIAMO MERCOLEDI 11 GIUGNO 2014…

GRUPPO TDG

Dal Ministero dell’Interno la parola d’ordine è SILENZIO!!! VERGOGNATEVI!!!

Sembra quasi una telenovela; se non fosse per la tragicità dell’ argomento, testimoni di giustizia abbandonati in balia delle onde, senza una certezza ne’ una verità,
Ad oggi dopo tanti giorni di pressing e comunicati a volte in netta contrapposizione tra il vice ministro Bubbico e il deputato Mattiello, poi il comunicato via Facebook dello stesso On. MATTIELLO membro commissione antimafia e presidente V comitato tdg.
Allora è lecito chiedersi perché questo governo Renzi resta inerte e complice nella questione testimoni di giustizia?
Forse il dubbio, la notizia che da giorni si vocifera in ambienti romani diventa conferma di quanto in Italia non ci sia rispetto, forse neanche la delega al Vice Ministro Bubbico c è!
E quindi siamo piombati nel profondo sconforto, nel baratro, di chi è la colpa nemmeno vogliamo più saperlo, sicuramente il buon Renzi certo non è innocente, appena eletto fece suo il problema tdg ma oggi quel giorno sembra lontano anni luce.
Alfano, Orlando, Bubbico, e tutti i funzionari del Viminale restano nel silenzio assoluto, forti di quell’ arroganza che per decenni li ha resi immuni da qualsiasi colpa, oggi, ieri e domani testimoni trattati come bestie, portati ad impazzire, ad annullarsi, istigati a non vivere, a finire questa lunga agonia.
Ora basta, a cosa serve più parlare con Voi che non avete mai avuto rispetto, a cosa serve scriverVi se poi vi fate negare, a cosa serve uminliarVi se la vergogna è il vs punto di forza.?Non serve a nulla, siete abusivamente in quel posto, state offendendo milioni di italiani onesti, state tradendo lo stato, non state svolgendo il vs compito, e vi fate anche pagare!!!
Per amor di Dio andate via, non siete persone da meritate queste cariche, non avete cuore, siete il cattivo esempio della politica delle poltrone.
Però tutto può cambiare ed un giorno sarete giudicati per questo vostro comportamento, le istituzioni sono altra cosa.
Forse il Presidente Della Repubblica dovrebbe intervenire perché questa non è solo una questione di 81 uomini e donne onesti oggi tdg ma è una questione di democrazia e legalità.

Un testimone di giustizia

Antonio Candela Tdg scrive al Vice Ministro Bubbico: Una nota che dovrebbe far vergogliare chi l’ha ricevuta e tutti gli altri suoi colleghi

Testimoni di Giustizia… Certe volte mi vergogno di essere un padre di famiglia senza speranze. Mi vergogno di tutto il sistema che non da diritti.

Missiva al Viceministro Bubbico

Egregio Viceministro Bubbico,

Mi vergogno di essere un padre che non può dare un futuro alle figlie. Da quando sono entrato in un Programma di Protezione, ho vissuto nascosto con una falsa maschera e con un falso nome, e poi ci mancava che fossi dimenticato dai tutti. Ho perso il lavoro, la mia dignità è stata umiliata da una condanna per lunghissimi anni (16 per l’esattezza, e non so per quanti anni durerà ancora) chiuso dietro quattro mura come un carcerato insieme alla mia famiglia soffrendo la depressione fino all’estremo, sempre più progressiva e distruggente. Un rifiuto totale per la vita ed un senso di inquietudine per quello che mi accade da tantissimo tempo. Sono arrivato al punto di vergognarmi di quello Stato che per prima ho aiutato, e alla fine mi considera come un peso, però posso dirle, che mai mi vergogno di essermi ribellato alla mafia, di aver aiutato la giustizia, testimoniato davanti alle aule, facendo condannare 3 mafiosi all’ergastolo e altri membri a varie condanne. Per me la denuncia è stata un dovere civico soprattutto per far capire che cos’è contribuire a consacrare la legalità, ma nessuno deve screditare ciò che ho fatto, nemmeno lo Stato che mi ha tolto la speranza di fare una vita dignitosa. Mi vergogno di essere governato da una classe politica, che dice solo parole e non fa il suo dovere e per tanti mesi ci prende in giro, dicendo che manca solo una firma dalla Commissione Centrale (e non si sà da chi ancora!), per definire la stesura per l’applicazione del Decreto attuativo, per darci questo benedetto lavoro nella Pubblica Amministrazione! E tante volte mi sono chiesto: Ma quanto tempo ancora dobbiamo aspettare? Ma è sicuro che lo Stato ci darà la sicurezza per sopravvivere? È diventato un calvario, un tormento senza fine! Io, adesso mi trovo alla venerabile età di 55 anni, mia moglie Francesca (anch’essa Testimone di Giustizia) ha 52 anni. Mi dica Lei che possibilità possiamo avere del nostro futuro, che cosa possiamo dire di questa nostra vita! Io posso solo dire, che sono un fallito giunto in prossimità dell’età pensionabile, ma che per sfortuna pensione non avrò, anche perché dentro questo sistema io e mia moglie non abbiamo potuto versare i contributi pensionistici! E la legge dell’I.N.P.S. è lapidaria, perché se non hai almeno 25 di contributi non meriti niente, non sei nessuno! Non hai dato e non hai nessun diritto!
Pubblicato da Antonio Candela
http://antonioefrancescatestimonidigiustizia.blogspot.it/


Il mondo degli appalti è un bancomat della sporca politica, della criminalità e delle lobby del 5%.

Anche oggi ci siamo, anche l ‘opera del Mose c è!
Entra anche questo appalto nel giro di inchieste per tangenti.
Sembra ormai che la regola del 5% sia prassi consolidata in questo ns paese Italia.
Altro che expo, il dott. Cantone ne avrà lavoro da fare, ma se una testa è infestata da pidocchi allora l ‘unico metodo e rasare la testa a zero.
Non c è altra soluzione, azzerare la classe dirigente attuale, quella fatta di nomine politiche, di incarichi ad personam e di scambi di favori post elezioni.
”Ad ogni posto c è un mio uomo “, cosi esclamava tempo fa un soggetto… oggi indagato.
“Io posso tutto, nessuno può fermarci”, altra frase dell ‘ imputato.
Ma la più devastante era questa…
“Tutti succhiano dalle ns zizze nessuno dirà mai di no!!!”
In questa frase c ‘è tutto ciò che bisogna comprendere, quel tutti, vuol dire TUTTI; esclusi? NESSUNO!!!
Ed per ciò che quelle mazzette singole diventano sistema, regola, prassi e tragicamente modus operandi, nessuno si ribella, nessuno DENUNCIA, nessuno.
E poi perché?
Cosa sarà mai! Lo fanno tutti, e poi facendo cosi si fa carriera!!!
Credetemi, tutti sanno, e spesso non è segretezza la parola d ordine, anzi qualcuno è talmente impunito e spavaldo da mostrare il suo bel Rolex o la sua fiammante auto, quasi costui diventa come un “oggetto da vestrina” stimolatore di desideri altrui, quasi un esempio di corrotto doc.
La pecora nera si evidenzia tra i pecoroni neri; ma se son tutti neri???
Chi noterà mai la differenza??!!!
Chi però si ribella, chi però, sentendo quel fetore di menzogna, criminalità e corruzione, si ribella facendo ciò che in tanti avrebbero dovuto fare, a lui è riservato un trattamento speciale.
Regola numero uno… lo fanno passare per pazzo!
Regola numero due… non lavorerà più…
Regola numero tre… tenteranno di ucciderlo o di farlo uccidere…
Tutto intorno al soggetto per bene svanira’, amici, affetti, carriera tutto si dissolvera’ in un attimo ed cosi che colui che si è ribellato al sistema corruzione diventa un invisibile.
Giorno dopo giorno la lista dei nemici cresce, l ‘effetto domino ormai è partito, i corrotti e corruttori si uniscono nell ‘ultimo attacco finale, fermare a tutti i costi le inchieste, avvocati, amici degli amici, qualche infedele, tutti con un unico incarico; fermare l inchiesta, anche perché ci sono in ballo milioni di euro e poi perdere quegli appalti vorrebbe dire fermare quel sistema.
Allora ognuno ha un compito, c è chi arruola testimoni con un copione, c è chi cerca di screditare l’ accusatore, e c è chi continua a gridare al complotto.
Perché mai lo avrà fatto!!!
E che cosa c’ entra? e se vi sono i riscontri è pura casualità!
E poi siamo tutti innocenti…!!!
E mentre i corrotti e i corruttori, gli indagati e i condannati continuano a vivere nel lusso, a vivere una vita libera da ogni condizionamento, a cercare di intrufolarsi in altri business, l’ uomo onesto, l ‘uomo che senza di lui mai nulla sarebbe emerso paga l ‘essersi messo contro il sistema del 5 %.
Se veramente un giorno qualcosa cambierà non sarà certo per le condanne inflitte a questi personaggi del male affare anche perché la storia ci racconta che chi nella tangentopoli degli anni 90 fu protagonista negativo oggi è ancora protagonista negativo e quella lobby di corruttori e corrotti si è sempre di più rafforzata tanto da prendere il nome di “Fusione “.
Una vita bruciata per sconfiggere quel modus operandi criminale corrotto servirà solo a raccontare alle generazioni future che in 25 anni nulla è cambiato.

Ciliberto Gennaro
Testimone contro la camorra “spa”

Confermato il menefreghismo. La Commissione Cedntrale per i Testimoni ed i Collaboratori di Giustizia non è ancora funzionante. Mancano –sembra- i due consiglieri di nomina del Ministero della Giustizia. Renzi, Alfano ed Orlando vergognatevi!!!

Oggi non ci sarà Commissione, nessun ordine del giorno, continua la sofferenza. Sembra quasi un accanimento contro chi ha servito lo STATO.

Un Testimone di Giustizia

Il triste sfogo di un Testimone di Giustizia: ”CI SARA’ ANCHE LA DELEGA MA LA VOLONTA’ DOV’ E’?”. Questo Governo si sta dimostrando una frana. I Testimoni di Giustizia considerati carne da macello, oggi più di ieri!!!

ABBIAMO AVUTO NOTIZIA  CHE LA DELEGA AL VICEMINISTRO DELL’INTERNO FILIPPO BUBBICO FINALMENTE E’ ARRIVATA. MA COSA E’CAMBIATO? CON MODESTIA POSSO RITENERMI UNO CHE NE SA QUALCOSA IN PIU’ DEI TANTI CHE OSTENTANO FANTOMATICHE INFORMAZIONI.
A DIR LORO ”CERTE E ATTENDIBILI” .ORMAI SONO 13 ANNI CHE HO A CHE FARE CON IL SISTEMA E CREDO DI CONOSCERLO UN PO’ SENZA AVERE BISOGNO DI POLITICI AMICI OPPURE DI APPARTENERE A FANTOMATICHE ASSOCIAZIONI ”DEI MIEI COGLIONI”. IL SISTEMA ERA GIA’ MARCIO ANNI FA E LO E’ ANCOR DI PIU’ ADESSO .PRIMA VI ERA LA DESTRA E ALLORA LA SINISTRA URLAVA IL FATTO CHE NULLA POTEVANO FARE ORA CI SONO LORO AL POTERE E COME D’INCANTO NON URLANO NON MANEGGIANO I POVERI TESTIMONI DI GIUSTIZIA. ANZI ORA NE USANO ALCUNI PER SEMPLICE SPONSOR MA A SCAPITO DI TANTI CHE STANNO MALE E ALLORA A CHE SERVE DIRE FARE INDIGNARSI PROTESTARE TUTTO INUTILE COME INUTILI SONO E SARANNO LE AUDIZIONI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA .SONO ORMAI DECENNI CHE SI DICONO LE SOLITE COSE .MI RICORDO GIA’ NEL 2008 ERO STATO ASCOLTATO PER POI RITROVARMICI NEL 2014 PER DOVER RIELENCARE IL TUTTO E PER RIELEMOSINARE .LE SOLITE FRASI FATTE ”MAMMA MIA CHE STORIA” ,FAREMO IL POSSIBILE ,VEDREMO DI INTERVENIRE”
MA ALLORA SONO IO CHE NON HO CAPITO OPPURE SONO LORO CHE NON SI VOGLIONO FAR CAPIRE? NO PURTROPPO IO HO CAPITO E MI PIACEREBBE CHE ALTRI CAPISSERO CHE SIAMO MERCE USATA E GETTATA ,QUINDI INUTILE COME E’ INUTILE CHE FACCIAMO DEL MALE A NOI STESSI GIUDICANDOCI L’UNO CON LALTRO SOLO PERCHE’ IL TUTTO RIENTRA NEL GIOCO AL MASSACRO CHE QUALCUNO DELLA POLITICA HA CREATO E QUESTI ULTIMI TEMPI ANCOR DI PIU’ .COLPA DI QUALCHE ILLUSO DI TURNO CHE CON ARIA DI SUA MAESTA’ HA CONTRIBUITO ANCOR PIU’ AD INNESCARE SQUILIBRIO FRA I POVERI TESTIMONI
QUINDI CHE DIRE? LA DELEGA C’E’ E ALLORA? CHE CAMBIA? ANCOR PRIMA C’ERA EPPURE C’ERANO I PROBLEMI C’ERO IO GIA’ ABBANDONATO C’ERA LA MIA FAMIGLIA CHE FACEVA LA FAME C’ERA E C’E’ CHI MI VUOLE AMMAZZARE C’ERA LA COMMISSIONE CENTRALE C’ERA UN SOTTOSEGRETARIO .INSOMMA IL MENEFREGHISMO C’ERA E C’E’ E CONTINUERA’ MENTRE CI SARANNO I SOLITI POCHI CHE GODRANNO E I TANTI CHE IMPAZZIRANNO
MENTRE IO LASCIO ED ESCO DA QUESTO GIOCO AL MASSACRO E FORSE ANCHE UN PO ‘ PERVERSO!!!
Con enorme tristezza
Il testimone di giustizia (da 13 anni )
Luigi coppola

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