Lettere

Lettera al Prefetto di Latina.Un chiarimento opportuno che riguarda i bandi del Comune di Gaeta che,secondo il Sindaco di quella città passerebbero “tutti per il Prefetto”.A sostenerlo é stato il M5S.

Lettera al Prefetto di Latina.Un chiarimento opportuno

Il “caso” assurdo del Testimone di Giustizia Luigi Coppola.

Il Comune di Pompei vuole revocargli la residenza perchè “irreperibile”,ma i Carabinieri sanno dove egli abita con la sua famiglia.La protesta dell’Associazione Caponnetto al Prefetto di Napoli ed al Ministro degli Interni.

Lettera al Prefetto di Napoli ed al Ministro degli Interni per il Testimone di Giustizia Luigi Coppola

Una lettera rivolta a tutta l’Associazione Caponnetto e che ci ha commosso.

Gennaro non deve ringraziarci in quanto noi  non abbiamo fatto che il nostro dovere di membri di un’Associazione antimafia seria che non si propone alcuna finalità di carattere politico ,economico e quant’altro.Dovere che faremo fino a quando vivremo su questa terra.Noi ci crediamo ed il nostro cuore sanguina nel vedere come questo Stato ingrato ed ingiusto tratta queste nobili figure che,contro la vigliaccheria e l’egoismo della maggior parte delle persone,mettono a repentaglio la propria vita e quella dei propri familiari per schierarsi dalla parte della Giustizia e dello Stato-Stato contro lo stato-mafia.

Al Presidente Dott. DI CESARE
A TUTTI GLI ISCRITTI
DELL ASS.NE CAPONETTO

Cari Amici, e permettetemi chiamarVi amici, perché oer  me è un onore far parte della grande famiglia dell Ass.ne Caponetto.
Purtroppo oggi non posso essere dei vostri, il mio status attuale di testimone di giustizia in località segreta non mi permette di essere presente in una giornata speciale come questa della convocazione degli iscritti dell Ass.ne Caponetto, ma voglio esternare tutta la mia gratitudine ed affetto ad ognuno di Voi, e dirVi grazie per il vs impegno e per essermi stato accanto in questi miei duri e drammatici anni dove parte dello Stato si è reso complice del mio abbandono e solo grazie aa un uomo eccezionale come il Dott. SIRAGUSA
P.m della Dda partenopea oggi lo scrivente è protetto.
Mi permettere di ringraziare pubblicamente il Dott. Di Cesare per me ELVIO, mai potrò dimenticare come questo uomo ha saputo essere il mio punto di riferimento,  la mia ancora di salvezza in questi 4 anni di sofferenza e usolamento, Elvio è  un uomo eccezionale,  lo stesso in più occasioni ha dimostrato come determinati valori sono intrinseco nel dna .Un uomo ONESTO a 360 gradi, senza se e senza ma.
Non potrò mai  dimenticare anche uomini come Antonio Moccia, Romano e non ultimo Paolo Costa ragazzo solare che con i suoi sorrisi mi ha trasferito quell energia per poter continuare a lottare  , tutti insieme  si sono adoperati in più occasioni a far si che la mia storia non finisse nel dimenticatoio e a darmi il sostegno morale a finché io non mollassi e se oggi scrivo lo devo a Voi tutti uomini Onesti.
Ricordo con gioia  e gratitudine le parole di ognuno di loro , parole piene di umanità e determinazione,  parole di grande senso di legalità.
Nei giorni in cui tutto sembrava non aver più senso, dove ormai il silenzio la faceva da padrone c era sempre la presenza di Elvio a dirmi “forza Gennaro non mollare ci siamo” .Come non ricordare la sua prwsebza fisica in quei miei 40 giorni di sciopero della fame dinnanzi al Palazzo sede del Ministeto degli Interni, e non ultimo il suo sapermi sostenere anche procurandomi le medicine vitali per la mia patologia. Ed è per questoche io Oggi imi rivedo nei valori e nella missione dell Ass.ne Caponetto  e di coloro che ne fanno parte, mi rivedo in un gruppo di uomini e donne che NON fanno dell ‘ antimafia paraiola O una antimafia da Show,  ma seguono un progetto dell antimafia del fare e dell agire.
In più occasioni il lavoro della Caponetto è stato lo start a tante inchieste, è questo più volte è stato riconosciuto da Illustri Magistrati.
Oggi come ieri bisogna continuare sulle linea che hanno reso questa Ass.ne unica e solo il costante impegno darà il giusto onore al sacrificio dei veterani e fondatori della Caponetto.
Noi tutti dobbiamo continuare , senza mai abbassare l attenzione, essere sentinelle della legalità,  sentire, vedere e relazionare ognuno nel proprio luogo di appartenenza ogni minimo attacco della criminalità .
C è grande parte della Magistratura che chiede a noi cittadini onesti di essere presenti, inoltre  dobbiamo stringerci a fianco degli operatori di polizia che con enormi sacrifici ed al limite dell operatività svolgono quotidianamente il loro dovere, bisogna denunciare e segnalare eventuali “mele marce” che quotidianamente minano la reputazione degli stessi operatori di polizia facendone perdere la fiducia e la stima del popolo onesto .
Concludo dicendoVi  che il mio “sacrificio” non deve restare invano e non deve essere interpretato come un gesto eroico, è un dovere denunciare , bisogna con le denuncie  scardinare questo modus operandi criminale,  colluso, che rende ogni giorno sempre più INVISIBILE la Camorra!
Ormai non bisogna più parlare di infiltrazioni madiose ma di CONTAMINAZIONE.
Il mio saluto a tutti Voi ed un grazie per il vs impegno che mettete al servizio del popolo onesto e nel contrastare ogni forma di criminalità e corruzione.
Vi stringo ad uno ad uno  in un forte abbraccio virtuale ma che vuole essere la massina espressione di gratitudine e riconoscenza .
Con affetto e stima

Località …8/03/2013

Ciliberto Gennaro
TESTIMONE DI GIUSTIZIA E
Membro dell Ass. Ne CAPONETTO

Continuano le vessazioni ai danni del Testimoni di Giustizia.

Un nuovo “caso” vergognoso,questa volta ai danni di Luigi Coppola.Al Comune di Pompei vogliono addirittura levargli la residenza.Vergogna!!!!

Testimone di Giustizia Luigi Coppola

Riceviamo e pubblichiamo:

“     Non si  é  mai vista una cosa del genere :     rifacimento di tutte le saldature anche su  Ferentino .Confermata la mia denuncia

Gennaro Ciliberto”

.Invito ad incrementare il tesseramento all’Associazione Caponnetto per l’anno 2014 per renderla più forte e combattiva

Carissimi,
15 anni circa insieme , con la maggioranza di voi a combattere battaglie difficili contro le organizzazioni criminali, ci hanno fatto diventare quasi come una grande famiglia.
Anni ed anni a sforzarci di “capire”,di “interpretare”,di “leggere” quanto avveniva ed avviene intorno ad ognuno di noi,nei rispettivi territori di residenza,con un occhio alla situazione generale del Paese,laddove la presenza delle mafie,grazie soprattutto alle complicità politiche ed istituzionali,é diventata e diventa sempre più invasiva ed oppressiva.
Montagne di capitali investiti dalle mafie a comprare di tutto ed a corrompere tutto e tutti stanno trasformando l’intero Paese in una holding criminale che sta minando le basi stesse di quello Stato di diritto che i nostri nonni ed i nostri genitori hanno contribuito,chi più e chi meno,a creare con tante lotte e con lo spargimento del sangue di molti di loro.
Noi ci stiamo assumendo la tremenda responsabilità di vanificare ,con l’inerzia e l’indifferenza di molti di noi,i loro sacrifici e,quel che é più grave,di lasciare ai nostri figli e nipoti una società da brivido che nulla ha a che vedere con una società civile.
Il motivo per il quale chi scrive,insieme ad un pugno di altri amici ed amiche,sta da sempre bombardandovi supplicandovi di pensare e fare un’antimafia “diversa” da quella di tanti altri,va ricercato nella preoccupazione di renderci EFFETTIVAMENTE utili nella guerra contro le mafie.
Mafie che -attenzione- non rappresentano solamente un fenomeno delinquenziale,ma che,al contrario,sono connaturate con il Potere e che si identificano spesso con questo.
Mafie-stato,mafie-politica,mafie-istituzioni.
C’é una minoranza in e fra questi e nella società che tenta di opporsi a questo fenomeno di involuzione e di imbarbarimento e noi siamo orgogliosi di appartenere a quella minoranza,insieme ad altri onesti cittadini,intellettuali,magistrati,componenti delle forze dell’ordine.
E’ una vera guerra che stiamo sostenendo contro un nemico potentissimo che talvolta é manifesto e si vede ,mentre il più delle volte non lo é e non si vede perché nascosto fra le stesse pieghe dello Stato e dei partiti politici.
Noi abbiamo sognato,sin dalla sua costituzione,di fare dell’Associazione Caponnetto uno strumento capace di fare seriamente la guerra contro le mafie.
Se si é deciso e si decide di combattere le mafie,bisogna essere convinti di quello che si vuole e si DEVE fare.
Altrimenti si resta a casa,con la consapevolezza,però,di aver deciso di vestire le vesti di un disertore che non ha,pertanto,alcun diritto,poi, di lamentarsi e di criticare.
Disertore che oggettivamente si trasforma in complice delle mafie e dei mafiosi.
Noi non abbiamo mai chiesto e mai chiederemo a TUTTI i nostri aderenti di venire in prima linea perché ci rendiamo conto del fatto che non si può pretendere che tutti abbiano la stessa dose di coraggio e le stesse qualità.
In un esercito che va alla guerra ci sono le prime linee e,poi,ci sono le retrovie composte da coloro che sono addetti al vettovagliamento,all’approvvigionamento delle truppe in prima linea.
Compito anche questo importante ed essenziale.
Ma vogliamo – questo sì – che l’esercito sia ben composto,robusto e convinto di quello che bisogna fare.
Ognuno,poi,contribuisce a seconda delle proprie capacità.
Abbiamo,grazie a Dio,un nucleo,piccolo ma efficiente,di amici ed amiche che si sono specializzati nel fare INDAGINI,utilizzando soprattutto lo strumento delle “visure camerali” che ci consentono di risalire spesso all’individuazione dei veri attori – i mafiosi o i loro prestanomi -,e questo ci permette di confezionare documentazione che contiene piste investigative preziose per coloro che poi debbono proseguire il lavoro.
Un’antimafia,quella nostra insomma,”altra” ed “alta” che colpisce e fa male.
Ecco perché molti ci odiano in quanto noi, involontariamente ,siamo diventati,peraltro, in un’Italia spesso troppo parolaia,superficiale ed inconcludente, una pietra di paragone rispetto a quanti non usano le nostre strategie e tattiche e pensano che si possa fare la guerra con
la retorica,con il racconto di cose passate e con le commemorazioni e lasciando da parte,invece, quello che sta avvenendo e,soprattutto, avverrà.
L’arma nostra é la DENUNCIA,nome e cognome.
Quest’anno,il 2014,dovrà essere l’anno del SALTO DI QUALITA’,l’ennesimo ma determinante,dell’Associazione Caponnetto.
Abbiamo bisogno di amici ed amiche nuovi,freschi,pieni di voglia di combattere veramente,capaci e desiderosi di dedicarsi in maniera PRIORITARIA SE NON ESCLUSIVA,alla lotta alle mafie.
Il nuovo Consiglio Direttivo,al quale dovremo dar vita appena dopo aver terminato,a fine febbraio in corso,la campagna tesseramento,dovrà essere intanto più ristretto e poi composto da amici ed amiche determinati,convinti,che siano attivi al massimo e che entrino a far parte degli organi dirigenti non per fregiarsi di non sappiamo quale titolo e,poi,restare inerti,come talvolta é accaduto,ma per combattere in prima linea.
L’appello che rivolgiamo a TUTTE le persone oneste e che vogliono SERIAMENTE combattere contro le mafie,è quello di
ISCRIVERSI ALL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.
Lo si può fare mandando una richiesta di adesione,con tutti i dati anagrafici,indirizzi postale e telematico,numeri di telefono ecc. alla mail
info@comitato-antimafia-lt.org
(attenti ai punti ed ai trattini)
e,quando si riceverà la comunicazione di accoglimento,versando la quota annuale di iscrizione di 30 euro ESCLUSIVAMENTE tramite bollettino di conto corrente postale intestato all’Associazione Caponnetto
n.86015211.
Questo per i nuovi iscritti.
I vecchi iscritti,invece,sono invitati a provvedere AL PIU’ PRESTO alla spedizione, sempre tramite conto corrente postale ,della quota annuale ed anche
a
RENDERSI TUTTI PARTE ATTIVA NEL REPERIRE NUOVI ISCRITTI.
Un cordiale saluto a tutti
LA SEGRETERIA

 

Lo Stato si vergogni!

UNA LETTERA COMMOVENTE AL PAPA’ CHE NON C’E’ PIU’ DEL TESTIMONE DI GIUSTIZIA IGNAZIO CUTRO’.
LO STATO E CHI PER ESSO ABBASSINO GLI OCCHI PER LA VERGOGNA A SEGUITO DEL TRATTAMENTO RISERVATO A QUESTI UOMINI E DONNE CHE RISCHIANO LA VITA PER AVER SCELTO DI STARE DALLA SUA PARTE CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Ignazio Cutrò

A MIO PADRE

Papà grazie di avermi fatto crescer…e nel mondo del lavoro, e da piccolo oltre a darmi la possibilità di inserirmi socialmente fra la gente, mi hai insegnato a distinguere il bene dal male. Mi dicevi sempre che basta guardare una persona negli occhi, se non ha nulla da nascondere ti sorriderà è di sicuro sarà un tuo amico. Dai tanti ricordi che mi ritornano in mente , ne accenno uno in particolare, quando da piccolo ritornavi da lavoro , mi addormentavo sul tuo petto, fra le tue braccia possenti e mi accarezzavi con le tue mani grandi e piene di calli. Mentre dormivo, il mio sogno era quello di diventare una persona per bene come te , tu che sei morto a causa di un incidente sul lavoro, ed hai lavorato fino all ultimo respiro per non far mancare nulla alla tua famiglia. Tu che dicevi sempre a me, che dovevo andare avanti a TESTA ALTA E SCHIENA DRITTA , e se ci riuscivo , ingrandire la mia azienda.Scusami se, forse, quest obbiettivo non lo raggiungerò, non per colpa mia , ma prima di tutto ho la responsabilità della mia famiglia. Sono sicuro che sei accanto a me , cosi mi sento forte e protetto. CIAO PAPà

(ignazio cutrò)

Lettera aperta di Gennaro Ciliberto al Ministro degli Interni Alfano

Onorevole Ministro,

OGGI SU RAI NEW 24 HO APPREZZATO IL SUO INTERVENTO IN RIFERIMENTO AL CONTRASTO  MAFIOSO NEGLI  APPALTI PUBBLICI , MA PURTROPPO DEVO DIRE CHE NON È PROPRIO COSI !
IO DA SEMPLICE CITTADINO DENUNCIO  DA 4 ANNI CON PROVE E DOCUMENTAZIONE UN MODUS OPERANDI DI INFILTRAZIONI DA PARTE DI PERSONAGGI GIÀ INTERDETTI  E CONDANNATI PER REATI DI MAFIA, E NELLO SPECIFICO DI LAVORI IN AMBITO AUTOSTRADALE .
IO NON POSSO CREDERE CHE LEI NON CONOSCA  LA MIA VICENDA , GIA’ AMPIAMENTE ILLUSTRATA AL VICE MINISTRO ON. BUBBICO ,  DI RECENTE L’HO INCONTRATO MA  NONOSTANTE TUTTO , LO STESSO STENTA  A CREDERE , FORSE MI HA PRESO PER UN PAZZO .
MINISTRO ALFANO, SE I VUOLO,( PREGIUDICATI ) E COMPANY HANNO COSTRUITO PER DECENNI CAVALCAVIA ED USCITE AUTOSTRADALI UNA FALLA NEL SISTEMA CI SARÀ PURE , NON CREDE?

ATTENZIONE .IL CERTIFICATO ANTIMAFIA È EFFICACE SE C E PERSONALE CHE LO CONTROLLA .ALTRIMENTI NON SERVE A NULLA E IN UNA ITALIA DOVE DITTE SERIE NON RIESCONO AD AGGIUDICARSI APPALTI C E CHI COME I VUOLO CON UN BEL 40 %  DI RIBASSO E SENZA ALCUNA CERTIFICAZIONE SI AGGIUDICANO UN APPALTO DA 5 MILIONI DI EURO A TRENTO E UNO DA CIRCA 950 MILA EURO A LARINO , IL TUTTO CON UN PIZZICO DI INCREDULITA’ POICHÉ OLTRE CHE GIA CONDANNATI DI RECENTE SONO SOTTO INDAGINE DA BEN 6 PROCURE .
NELL ATTESA CHE LE INTERROGAZIONI PERLAMENTARI  PRESENTATE  IN RIFERIMENTO ALLE VICENDE SOPRA ELENCATE  ABBIANO UNA RISPOSTA  DA PARTE SUA E DEI MINISTRI CITATI ,LE PORGO DISTINTI SALUTI

CILIBERTO GENNARO

L’amara lettera di Gennaro Ciliberto alla Dott.Rabuano Capo di Gabinetto del V.Ministro degli Interni Bubbico

Forse sbaglierò pure a scriverle, ma poi in  fondo deve solo leggere queste poche righe di un uomo , padre.Questo è il 4 natale che non passo con mia figlia, e non perché sia un fuggiasco, o un latitante, perché forse chi deve leggere ed esaminare le “mie carte” non lo ha fatto ancora, mi sarebbe bastato una sola lettera, comunicazione , nella quale ci fosse scritto che il sig. CILIBERTO GENNARO non corre pericolo , quel pericolo che certo non mi sono  inventato io, anche se un certo discorso mi rendeva di dubbia stabilità mentale, o forse mi sbaglio?
Scrivo a lei , senza alcun rancore né  attribuendoLe alcuna responsabilità in merito alla mia vicenda, anzi devo ringraziarla per il tempo che mi ha dedicato.
Ma quando l ultima volta mi ha ricevuto , le ho chiesto guardandola negli occhi “io mi devo salvare” e le ho chiesto di scrivere al Prefetto di Napoli, quello stesso Prefetto  al quale più volte ho scritto senza ricevere alcuna risposta, anzi sono stato anche preso in giro dal Commissariato di Polizia che è competente per giurisdizione, nessuno e dico nessuno sa chi io sono, cosa ho denunciato e se sono addirittura attendibile, tutti dicono dipende dal Magistrato, quale? Quello di Monza, Roma, Santa Maria C.v. , Firenze….o Napoli.
Io sono stato 34 giorni fuori al Viminale , perché volevo almeno passare questo Natale in modo normale, ma cosi non è stato,  aspetterò il Natale 2014, se resterò vivo .
Le auguro un buon Natale , sperando che al dil là del suo ruolo istituzionale possa comprendere umanamente il dolore di un padre che con la sua scelta sta pagando a caro prezzo.
Un giorno spiegherò a mia figlia che non sempre la scelta giusta paga, anzi quasi sempre  chi denuncia è vittima non solo dei criminali ma anche di quella buroscrazia, leggi, che spesso sono  sordi e silenziosi .

La nobile lettera di un cittadino perbene terribilmente violentato da taluni agenti di Polizia dei quali chiediamo la punizione. Quello che è capitato a Gennaro Ciliberto e Pietro di Costa, due Testimoni di Giustizia, l’11 dicembre davanti al Viminale

Numero 23/2013
Alla C.A. S.E viceministro On .Bubbico
E p.c Dott.ssa Rabuano Capo Segreteria Vice Ministro
Lettera di
Gennaro Ciliberto
Ogni uomo è libero di credere in ciò che egli “crede”Ed io ho sempre creduto nelle forze di polizia e nella Magistratura.Ho sempre vantato il grande sacrificio degli operatori di Polizia,e ho sempre solidarizzato con chi con enormi sacrifici svolge questo lavoro/Missione.Quello che però non mi sarei mai immaginato, sognato,e se me lo avessero scritto non avrei creduto ai miei occhi .Non bisogna fare di tutto un erba un fascio, ma devo ora sfogare la mia “rabbia”per un ‘umiliazione che nessuno uomo onesto ed incensurato cittadino dovrebbe .subire.Nella sera tra 11 dicembre e la mattina del 12 dicembre io e il sig. DI COSTA siamo stati trattati come pericolosi criminali ricercati .Non entro nel merito delle accuse promosse, ma sin dal primo momento mi oppongo poiché non sussiste il reato, ma questo lo accerteranno i Magistrati.L’indignazione pari allo” schifo ” totale e lascia un sapore di “amarezza e delusione” che non potrà mai scomparire, come non potrà mai scomparire il trauma dell’umiliazione subita quando un operatore di polizia mi girava il capo per foto segnalarmi e mi premeva la mano per le impronte digitali da comparare con il sistema informativo della polizia, per cercare qualche mio coinvolgimento in atti delittuosi, come lo  scoprirsi il dorso per procedere alla visione di tatuaggi….Sembrava un film , un incubo , ma tristemente lo stavo vivendo davvero.Quel rumore delle manette in quell’auto della polizia che viaggiava a tutta velocità sballottandoci come palle da bowling.Quel grido di aiuto inascoltato, quasi deriso, tutto perché?Ora mi chiedo perché?Perché è accaduto ?Io ora sono “ferito” e non posso che affidare il mio diritto di tutela dei diritti di cittadino incensurato alla Magistratura, la quale sicuramente chiarirà.Mi dicono “ sei uno di noi ……..Sei forte, in gamba .”……Ma poi ??????Questa mia lettera deve restare memoria del fatto che tutto ciò che ho subito in quella sera del 11 dicembre 2013 è stata una violazione della dignità umana, un atto che infanga i moltissimi operatori di Polizia che per più di 35 giorni mi hanno dimostrato solidarietà, vicinanza e reciproco rispetto ….Io ho perdonato chi ha commesso materialmente questo atto …Li perdono , ma non voglio che tutto questo possa accadere di nuovoSe ho dato la mia vita per la legalità voglio continuare a credere che sia stato frutto di un azione isolata ed individuale .Grazie a tutti .
Roma 16 Dicembre 2013

Riceviamo e pubblichiamo senza commenti in quanto si tratta di cose che potrebbero capitare solo in un altro mondo… Stiamo parlando di due TESTIMONI DI GIUSTIZIA!

“Cosa accade per una canascia …..in un parcheggio ztl , oppure quei manifesti di charge.org hanno dato fastidio ????

Sono più di trenta giorni che dormo in auto in via del viminale, parcheggio e pago regolarmente il parcheggio , tutto il personale addetto alla sicurezza del Viminale, la Digos della Questura di Roma e anche il Commissariato Viminale sono a conoscenza di tale situazione, ieri sera verso le 19.15 nel andare da piazzadel Viminale alla Via del Viminale notavo che sulla ruota posteriore c era una canascia gialla ed un verbale sul parabrezza, chiamavo una pattuglia in forza al Viminale i quale si adoperavano a chiamare la ditta che gestisce i blocchi , giunta dopo 30 minuti un operatore civile e no  un operatore di polizia locale mi chiedeva 41, 87 euro per togliere le canasce, gli dicevo di non aver contante ma gli porgevo u  documento d identità chieddndo gentilmente di prendersi i dati togliermi le canasce per poter spostare il veicolo, ma nulla asseriva di non poter far nulla ed andava via ,
Nell entrare in auto , e accendere il veicolo senza nemmeno percorrere un solo metro , , cioè restando al civico 70 di Via del Viminale , ma inserendo solo la marcia d del cambio automatico la canasca mal fissata si sganciava , allora prontamente chiamavamo la polizia ed anche il 113,la persona in mia compagnia Di Costa Pietro Testimone di Giustizia prendeva la canascia e la portava su di una panchina su piazza del Viminale attendendo gli operatori per il rispristino, il Di Costa sapendo che l intera aria  è video sorvegliata e che nessuno avesse potuto appropriarsi della canasca attendeva la pattuglia della polizia locale.
Alle ore 21.00 circa giungevano sul posto 4 pattuglie della polizia ci chiedevano i documenti e ci invitavano ad andare in Commissariato Viminale poiché un funzionario voleva parlarci , io chiedevo se era possibile salire sulla punto poiche la fiat bravo in uso dietro è chiusa ed io sono claustrofobico,  dopo vari colloquio mi veniva concesso, Di costa invece si sedeva su di una panchia lato est della piazza e dopo che i Poliziotti volevano farlo salire in auto veniva letteralmente scaraventato per terra da piu di 4 operatori di polizia ammanettato e condotto in una fiat bravo in uso alla polizia, io e il Di costa ci siamo poi incontrati al Commissariato Viminale dove ci hanno messo in aerea antistante la camera di sicurezza .
Il poliziotto che procedeva in più occasioni ha cercato di lrovocarci , non ha voluto ascoltare nessuna versione dei fatti , ne verificare che la canascia non fosse ne rotta ne deformata , asserendo di non essere un tecnico , chiedeva l intervento di una pattuglia della polizia locale che giungeva dopo oltre due ore , i quali facevano u  sopralluogo in Via del Viminale dove c era l auto parcheggiata e dopo poco rientravano in commissariato , gli stessi agenti di polizia locale non costatavano danni alla canasca ma suggeriti dal poliziotto che operava d accordo procedevano per la denuncia di danbeggiamento aggravato in concorso.
Dopo aver espletato le formalità di rito e nominato un difensore ci veniva comunicato che saremmo stati tradotti da altra pattuglia per fare il foto segnalamento e il rilievo delle impronti digitali .
Alle ore 2.20 notturne circa giungeva altra pattuglia che ci prelevava mettendoci in una fiat bravo in uso alke volanti e nonostante avessi detto di essere diabetico e claustrofobico i due a tutta velocità sono partiti, durante il viaggio l auto ha toccato punte di oltre 160 km orari poiche siamo transitati anche in autostrada.
Giunti in una caserma dove c erano stanze con vetri blindati e molti stranieri che dormivano ci hanno effettuato foto segnaletiche, impronti digitali e choesto di mostrarci a dorno nudo per eventuaki tatuaggi.
Con lo stupore anche dei due poiziotti che ci hanno tradotto i quali a loro dire il fotosegnalamento agli italiani incensurati no  è prassi .
Dopo finito siamo stati accompagnati al Commissariato Vimibale ed abbiamo atteso gli esiti della comparazione delke foto ed impronti da parte della polizia scdntifica per costatare che non fossimo persone latitanti o coinvolti in atti delittuosi.
Alke 4.30 u  funzionario ci ha detto che era assurdo per una canascia e che eravamo stati denunciati e che potevamo andare .
Non ho nulla altro d aggiungere “

Riceviamo e pubblichiamo,precisando subito una cosa importante che ci pesa sullo stomaco come un macigno.Nessuno ad Ostia ha mai interessato l’Associazione Caponnetto alle vicende che hanno visto e vedono coinvolti la città ed il territorio..Anzi,qualche volta che abbiamo partecipato a iniziative pubbliche,abbiamo notato,soprattutto in soggetti legati al PD,un senso di fastidio.Altri avrebbero subito reagito dicendo “andate alla malora,fatevi difendere,se ne sono capaci,da coloro ai quali vi siete rivolti”.Noi non lo abbiamo fatto e non lo faremo perché non fa parte del nostro stile.Assicuriamo l’autore della nota e gli altri cittadini di Ostia che noi,anche se in maniera non appariscente,abbiamo seguito e seguiamo sempre le situazioni nei territori,soprattutto in quelli presi di mira dai mafiosi e dove ci sono connivenze anche con parti della politica e delle istituzioni.Certo,va tenuto conto del fatto che la specificità del nostro lavoro richiede un’informazione costante ed a monte perché é facile delegare tutto il peso delle indagini alle sole forze dell’ordine e,poi,intervenire a posteriori.Non é così perché un cittadino ed un’associazione antimafia seri DEBBONO aiutare forze dell’ordine e magistratura segnalando,denunciando,a priori,prima e non dopo.Noi dell’Associazione Caponnetto facciamo così e se non abbiamo persone di fiducia sul territorio che ci aiutino a scoprire i mafiosi non siamo in grado di intervenire con efficacia.Ci ridurremmo, come tanti ,ad intervenire solo dopo ,quando tutto é fatto.E ciò per noi non é assolutamente serio.Comunque- ripetiamo –non stiamo affatto trascurando Ostia.L’occasione ci é utile per rivolgere all’autore della nota ed a tutti i cittadini perbene di Ostia e di tutto il litorale a sud di Roma un invito a creare un caposaldo dell’Ass.Caponnetto sul posto che sia in grado di recepire ogni notizia utile da girare,poi,ai soggetti istituzionali competenti

La mafia è nelle Istituzioni già dai tempi del Divo Giulio. Qui ad Ostia
è recentemente accaduto che un ex poliziotto infedele e corrotto insieme
ad altri squallidi personaggi della destra fasciopiduista del X Municipio
si sono presentati ad un’assemblea pubblica accusando altri di collusione
con la mafia. La Magistratura ha effettuato diverse intercettazioni telefoniche
da cui è emerso anche il rapporto “spurio” tra politici e mafiosi.
Nel luglio scorso sono stati impegnati circa 500 agenti che hanno effettuato
numerosi arresti, in tempi recenti altri blitz ordinati dai Magistrati sono
avvenuti nelle sedi dell’Amministrazione municipale. Su tutto ciò è caduto,
inspiegabilemente il silenzio. La vostra valente Associazione potrebbe
interessarsi a questi fatti eclatanti, riportati da tutta la stampa ed i mass media
incluso le TV nazionali e regionali.
Cordiali saluti.

Leggi l’articolo del corriere della calabria QUI

Leggi l’articolo di TGCOM 24 QUI

 

Gennaro Ciliberto chiede di essere ammesso a presenziare alla riunione della Commissione Centrale del Ministero degli Interni

Leggi QUI

Il “caso” di Gennaro Ciliberto. Vogliamo decidere o no?

ASSOCIAZIONE ” A. CAPONNETTO”
Due servizi giornalistici di alta qualità, dettagliati, precisi – il primo di Antonella Beccaria su ” I Siciliani Giovani”, giornale di lunga tradizione e ad alta diffusione, il secondo di Gigi Marcucci sull’Unità – sul “caso” di Gennaro Ciliberto, ormai noto a tutta Italia, e, più in generale, sulle condizioni difficili in cui sono costretti a vivere i TESTIMONI DI GIUSTIZIA nel nostro Paese.
Una vergogna per le nostre Istituzioni, lente, lentissime nell’applicare la legge in favore di chi denuncia fatti di estrema gravità e che obbligherebbero, pertanto, a disporre un’immediata protezione del denunciante di fronte al pericolo di eventuali ritorsioni da parte di coloro che sono stati denunciati.
Tanto più se questi ultimi sono elementi appartenenti ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.
Giova, al riguardo, sottolineare la differenza che c’è fra TESTIMONI e COLLABORATORI di Giustizia.
I primi – i Testimoni- sono persone normalissime, cittadini perbene, i quali, venuti a conoscenza di reati penali di una certa rilevanza, per senso civico, si rivolgono all’Autorità Giudiziaria per far presente quello che hanno appreso o visto: mentre i secondi -i Collaboratori- sono i cosiddetti” pentiti”.
Una differenza abbastanza marcata in quanto se per i Collaboratori – per i “pentiti” cioè- è opportuno verificare l’attendibilità delle loro dichiarazioni ed accertare se c’è stato in essi un reale ravvedimento, per i Testimoni – che, ripetiamo, sono persone perbene e senza alcun precedente penale – va solo verificata la fondatezza della notitia criminis.
E per questo basta ed avanza un solo rapporto di polizia, senza alcun bisogno di attendere il responso della Magistratura.
L’apposito Servizio Centrale di Protezione istituito presso il Ministero degli Interni può, quindi, volendolo, decidere motu proprio senza alcun vincolo nei riguardi delle Procure, il cui lavoro, com’è noto, dura talvolta anni prima di arrivare ad una conclusione.
E’, appunto, il “caso” di Gennaro Ciliberto che ha denunciato cose che avrebbero potuto provocare, peraltro, la morte di decine di persone in quanto stiamo
parlando di importanti opere autostradali in tutta Italia e che, proprio per questo, egli andava subito messo sotto protezione.
La veridicità delle denunce di Gennaro Ciliberto è provata dal fatto che il Tribunale di Monza ha rinviato a giudizio, il 4 dicembre u. s. , i soggetti da lui denunciati, rinviando l’inizio del dibattimento al prossimo 17 marzo.
Ma siamo in Italia ed è subito cominciato il balletto delle responsabilità fra Ministero degli Interni e le tante Procure della Repubblica e gli uffici della DIA -Milano, Trento, Firenze, Trento, Roma, Napoli ecc. – cui il Ciliberto si è rivolto.
Con la conseguenza che da quasi 4 anni nessuno decide e costringendo, così, il denunciante a scappare per tutta Italia, dopo aver lasciato la famiglia, senza alcun sostegno economico, alcuna protezione per la sua incolumità fisica, alcuna assistenza sanitaria, pur tanto necessaria in quanto egli è affetto da una forma seria di diabete scompensato causata dalle precarie condizioni in cui è costretto a sopravvivere.
Finora gli appelli che sono stati fatti in suo favore da cittadini (un’apposita petizione ha raccolto decine di migliaia di firme di cittadini di tutta Italia), da parlamentari (c’è stata nei giorni scorsi un’interrogazione ai Ministri
degli Interni e della Giustizia da parte dei Deputati del M5S), da Associazioni, come la Caponnetto, non hanno sortito, ad oggi, alcun effetto.
Un comportamento del genere non giova di certo alla credibilità delle Istituzioni del nostro Paese -Magistratura e Ministero degli Interni – e non incoraggia affatto le persone perbene a denunciare quanto di grave essi vengono a sapere.
La prova della mancanza di credibilità di queste Istituzioni, infatti, sta nel fatto che in Italia i TESTIMONI DI GIUSTIZIA sono solamente 84-85.
C’è evidentemente in Italia qualcuno che non vuole che la gente denunci!
IL SEGRETARIO
Dr. Elvio Di Cesare

L’ultima lettera di Gennaro Ciliberto. Oggi, 4 dicembre, udienza preliminare al Tribunale di Monza con Ciliberto parte offesa. Prossima udienza 17 marzo 2014.

Presso il Tribunale di Monza oggi,4 dicembre 2013 ,sono stati confermati tutti i capi di imputazione durante la  prima udienza .Il processo  é stato  rinviato al 17 marzo 2014.  Cosa strana i Vuolo padre e figli ed i rispettivi avvocati   sono stati  assenti . Il giudice ha rinviato assegnando ad essi  un dif.re d ufficio,.Gli altri indagati ,con rispettivi difensori ,sono stati  presenti .La  petizione in mio favore di charge.org ha raccolto oltre 30 mila firme e grazie al vostro aiuto mi sento “forte” .Spero che per il 17 marzo risolva il tutto . Gennaro Ciliberto

La lettera disperata di Gennaro Ciliberto. Possibile, Ministri Cancellieri ed Alfano, che lo Stato non protegga questo cittadino onesto e coraggioso che con le sue denunce ha fatto venire alla luce fatti gravissimi???

Ora esco dall avvocato e sono molto preoccupato. Infatti la mia vicenda è l ‘esempio di come uno stato non difende chi denuncia .Avrei dovuto barattare sin dalla prima denuncia  con le a.g. e     chiedere protezione .invece ho deposto fiumi e fiumi di dichiarazioni testimoniali che hanno dato avvio a vari procedimenti penali ,  il fatto sussiste in questo …dopo le mie denunce le a.g hanno accertato i reati e il testimone non serve più .A  monza però sono anche parte lesa e ciò mi da qualche possibilit
Cosa diversa se fossi stato estorto oppure se fossi stato vittima di usura .In tal caso subito mi avrebbero protetto . La legge è strana ,va interpretata e per me non lo è stato a mio favore . il 4 /12/2013 l’ avvocato sarà a Monza ;dovrei esserci anche io ma La presenza é  facoltativa  e credo di non sostenere tale appuntamento anche perché alla lettera che ho inviato al tribunale non vi sarà risposta !
Ormai sono deluso e sfiduciato  per questo comportamento , mi hanno fregato tutti gli operatori , tutti ,compresi quelli di  Roma, ed è inutile ripetere che se io non avessi denunciato  tutto con prove , , documenti e registrazioni nulla e nessuno avrebbe scoperto questo modus operandi criminale . Mi  hanno usato come un confidente ma anche i confidenti sono tutelati . Ora passeranno i giorni e i mesi ma nulla cambierà se non il fatto che la mia vita non vale più nulla !!!!!

E che non sono nulla se non un cittadino incensurato , onesto …come tanti
Mi sono rovinato da solo e da solo devo salvarmi , ma questo passato non è facile da dimenticare , i nemici quelli non dimenticano

Se le istituzioni italiane non funzionano ed in esse c’é chi è colluso con le mafie, è giusto che qualcuno, di fronte ad un eccidio di massa, chieda l’intervento dell’ONU

Leggi QUI

PUBBLICHIAMO L ULTIMA NOTA SCRITTACI DA GENNARO CILIBERTO. IN ESSA SI EVIDENZIA TUTTA LA MOSTRUOSITA’ DI TALUNE ISTITUZIONI CHE DI FRONTE A QUESTO CASO DRAMMATICO ANCORA TARDANO AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI PREVISTI DALLA LEGGE PREVISTA PER I TESTIMONI DI GIUSTIZIA. CI PREME, PER ALTRO, COGLIERE L ASPETTO CHE, INVECE, RIGUARDA NOI TUTTE ASSOCIAZIONI ANTIMAFIA E TUTTI I CITTADINI ONESTI ITALIANI. L ‘INDIFFERENZA, L INSENSIBILITA’, I SILENZI DENUNCIATI DA GENNARO CILIBERTO DA PARTE DI TUTTI NOI MARCANO L INSIGNIFICANZA E L ORRORE CHE SUSCITA QUESTA DI FRONTE A FATTI CHE INVECE DOVREBBERO COLPIRE LE COSCIENZE DI OGNUNO DI NOI. QUESTO FATTO DRAMMATICO CI PONE UNA DOMANDA IMPORTANTE: CI TROVIAMO ANCORA IN UNO STATO DI DIRITTO IN CUI LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI O, AL CONTRARIO, CI TROVIAMO IN UNO STATO IN CUI BISOGNA PORTARE UN NOME FAMOSO ED APPARTENERE AD UNA RICCA FAMIGLIA PER OTTENERE BENEFICI CHE SONO PER ALTRO PREVISTI DALLE LEGGI DELLA REPUBBLICA ITALIANA? AD OGNUNO CHE LEGGE LA RISPOSTA.

Ciliberto GENNARO

IL PENSIERO DI OGGI 26/11/2013 ,
UN UOMO CHE SOFFRE
LA SOFFERENZA SPESSO SI MESCOLA ALLA RABBIA E LA DELUSIONE , SI RESTA INORRIDITI E QUASI INCREDULI A TANTA INDIFFERENZA, PER LO PIU’ DI GENTE CHE DELL ANTIMAFIA NE HANNO FATTO A DIRE LORO UNA RAGIONE DI VITA O FORSE UNA PROFESSIONE , ED ALLORA MI DA CHIEDERE A CODESTI INDIVIDUI CON ESTREMA EDUCAZIONE SE TUTELARE O PROTEGGERE UN CITTADINO CHE HA DENUNCIATO HA UN VALORE, SE FARSI CHE LO STESSO DOPO TALE SCELTA RESTI IN VITA SIA UN ESEMPIO ED UN MONITO A CHI DA FUORI LEGGE LE RIGHE DEI TANTI ARTICOLI DI GIORNALI.
OGGI CI SI PUO’ INTERROGARE SU CHI HA PERMESSO CHE MILIONI DI KG DI 
RIFIUTI TOSSICI SIANO STATI INTERRATI NELLA TERRA COSI CHIAMATA “TERRA DEI FUOCHI”, MA BISOGNEREBBE INTERROGARSI COME OGGI SI E’ INDIFFERENTI, VIGLIACCHI ED OPPORTUNISTI, DI COME PER ANNI SIAMO STATI A DIFENDERE IL NS ORTICELLO NON CURANTI DI TUTO CIO’ CHE OLTRE IL MURO POTESSE ACCADERE, SONO DA BEN TRE SETTIMANE FUORI AL VIMINALE E NON SAREBBE NULLA DI STRANO SE FOSSI QUI PER VACANZA , SONO QUI PURTROPPO PER UN DIRITTO NEGATO IL DIRITTO ALLA VITA , SI LA VITA, QUELLA STESSA CHE NON HO ESITATO A METTERE A RISCHIO DOPO AVER DENUNCIATO , NOMI E COGNOMI E NON IN FORMA ANONIMA MA CON LA MIA FIRMA .
QUALCUNO POTREBBE DIRE COSA VUOI ADESSO ?
COSA TI ASPETTAVi ???
MI ASPETTAVO CHE ALMENO LA LEGGE FOSSE UGUALE PER TUTTI , CHE NON ESISTESSERO TESTIMONI DI SERIE A O DI SERIE B , CHE NON CI FOSSE BISOGNO DI AVERE UN LEGALE E COSA ANCORA PIU’ GRAVE CHE IL POPOLO ONESTO NON MI ISOLASSE, NON MI RENDESSE UN UOMO SOLO INVULNERABILE , CHE LA DIGNITA’ DI UOMO NON FOSSE MESSA IN RIDICOLO, IN MOLTI PARLANO DI ANTIMAFIA IN MOLTI PARTECIPANO ALLE MANIFESTAZIONI , COMIZI, MA IN POCHI SONO VENUTI A DARE CONFORTO MORALE AL TESTIMONE , DICONO RESISTI NON MOLLARE , VEDETE IO RESISTO E NON MOLLO MA SE PER PULIRE O ACQUIETARE LA VS COSCIENZA BASTA QUESTO ED ALLORA ANCHE QUESTO LO ACCETTO MA VI RICORDO CHE PER UN MONDO MIGLIORE OGNUNO DEVE FARE LA PROPRIA PARTE …….

L’arresto del Sindaco di Ceprano

Sul caso Ceprano e l’arresto del sindaco Sorge la penso così … Non nego che mi dispiace per quanto successo a Ceprano e in particolare al suo sindaco che ho visto presente ai vari incontri provinciali riguardanti il problema idrico, occupazionale, sanitario, forse anche in occasione di qualcuno riguardante l’inquinamento della valle del Sacco. Più volte ci siamo visti dinanzi ai cancelli della discarica di Colfelice per protestare contro l’arrivo dei rifiuti di Roma e per chiedere la tutela degli abitanti e il monitoraggio dell’inquinamento della zona circostante. Abbiamo avuto qualche problema simile con l’unione dei comuni di San Giovanni Incarico e abbiamo discusso riguardo agli obblighi relativi alle associazioni delle funzioni e alla mobilità del personale. Sempre sbrigativo e conciso sembrava aver trasformato la norma del fare in una sorta di religione laica per cui bisognava limitare al massimo le chiacchiere, discutere il minimo indispensabile e arrivare subito al dunque. Anche in qualche raro intervento pubblico sembrava un asceta di questo pensiero, analisi e illustrazione del tema ridotte al minimo e subito una proposta o una richiesta di soluzione del problema. Mai un dubbio sulla sua appartenenza politica e sul suo schieramento ideologico, dogmatico e fedele all’interno del suo partito, la sua stessa attività imprenditoriale sembrava rafforzare il legame con quel centro-destra pragmatico e teoricamente alternativo agli inganni del politichese e agli intralci della burocrazia. Leggendo i resoconti giornalistici e le agenzie di stampa tuttavia appare raccapricciante come le pubbliche istituzioni siano state trasformate in un bivacco di faccendieri inclini più che al rigore del fare alle regole del far west. Ditte scelte per fare alcuni lavori e poi obbligate a subappaltare ad altre, imprese costrette finanche a versare soldi per chissà quali filantropici scopi sociali mentre il sindaco per sfuggire ad improbabili intercettazioni intestava a ignari prestanome le schede telefoniche . Uno scenario che per il suo misero squallore offusca anche quei sentimenti di simpatia che un sindaco può emotivamente e istintivamente ispirare nell’animo di chi lo vede e lo incontra senza minimamente essere sfiorato dal dubbio di queste diaboliche macchinazioni che da sempre rovinano il rapporto dei cittadini con la politica, uccidono l’economia e alterano i rapporti di libera concorrenza tra le imprese. Il solito cerchio magico tra tecnici che stanno zitti, ditte omertose e amministratori che se ne approfittano. La solita e inquietante storia che lega soldi e potere e relega la politica ad una farsa, ad una subdola rappresentazione teatrale mentre dietro il palcoscenico altri attori e altri protagonisti stipulano patti, stringono alleanze e concludono affari. Mi spiace per Giovanni Sorge , gli auguro di poter dimostrare la sua innocenza ma se in cuor suo sa che non sarà possibile ha l’obbligo immediato di dimettersi. 21 novembre 2013 Dott .Arturo gnesi sindaco di Pastena

Dopo tre lunghi anni e 9 mesi cosa è rimasta della direttiva emanata dal dott. Marino? qual è lo stato di attuazione e applicazione a Sorrento ed in Penisola? Noi sappiamo che intorno ai condoni edilizi e agli abusi si sono costruite fortune economiche e politiche. Come mai gli abbattimenti non vengono effettuati? Come mai nessuno riisponde di omissione di atti d’ufficio??? Tra breve in consiglio comunale di Sorrento se ne parlerà indicando alcuni fatti e circostanze piccanti su taluni condoni edilizi e abusivismo. Con servizi fotografici etc. Cosa dice l’ UTC? si poteva fare di più nella lotta all’abusivismo edilizio?

Leggi QUI

Archivi