Lettere

Grazie Rita e grazie Simona.

Stamane,20 marzo,in  vista del Convegno che abbiamo
organizzato per il pomeriggio a Frosinone e nel quale
parleremo,come al solito,di brutture,di ladri , corrotti ed
irresponsabili che stanno  finendo di distruggere  il
Paese,sento il dovere  di esaltare le virtù di due grandi
donne che onorano,con la loro presenza ed il loro impegno ,
l’Associazione Caponnetto  e di ringraziarle pubblicamente
per quanto  hanno fatto e stanno facendo al servizio di
questa.
Donne  eccezionali,uniche ,per la loro serietà ,per le loro
capacità,la loro tenacia,la loro lungimiranza,i loro valori,il
loro spirito di servizio alla comunità,la loro combattività ed
il loro attaccamento all’Associazione ed alle finalità  che noi
perseguiamo:la lotta alle illegalità ed alle tante mafie che
costituiscono il   sistema Italia.
Rita Pennarola e Simona Ricotti.
Diverse nelle attività   professionali  che svolgono,ma con
tratti comuni per quanto riguarda i valori  cui entrambe si
ispirano nell’opera di servizio alla collettività.
Rita Pennarola,la nostra responsabile dell’Ufficio
Stampa,scrittrice fine e scrupolosa,giornalista professionista
di primo piano,condirettrice de “La Voce delle Voci”,il
combattivo mensile   di cui qualcuno ha voluto
recentemente  ed irresponsabilmente sopprimere la
voce,che troviamo in ogni tribuna ed in ogni occasione
nelle quali si parla di lotta alle ingiustizie ed al malaffare,
Simona Ricotti,combattente di prima linea in tutte le
battaglie prima politiche ed ora civili  sul suo
territorio,componente del nucleo  di persone che hanno
fondato l’Associazione Caponnetto e del suo Consiglio
Direttivo nazionale,

Due donne che,pur nella loro diversità e nelle loro
specificità e storie,costituiscono il nerbo,un   elemento forte
di quell’Italia che noi sogniamo,più civile,più
democratica,più giusta,più umana.
Commosso per la loro generosità ed il loro spirito di
dedizione alla causa per la quale ci battiamo ed onorato per
la loro  qualificata presenza fra di noi, sento  il
dovere,ringraziandole con tutto l’affetto che nutro nei loro
confronti,di additarle come esempi di coraggio e di onest
intellettuale e morale a tutto il mondo di coloro che
sinceramente e concretamente si battono contro le mafie in
questo  sfortunato ma sempre bello nostro Paese.
Grazie Rita e grazie Simona dal profondo  del mio cuore.

Elvio Di Cesare

Lettera aperta ad Attilio Bolzoni ed Enrico Fierro dell’Associazione Caponnetto .

“Giorni fa, Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore che non solo non ha bisogno di presentazioni, ma neppure avverte la necessità di prendere lezioni sul tema della mafia, ha sollevato sul quotidiano “La Repubblica” il delicatissimo tema dell’antimafia degli affari. Una questione che avevamo “nella penna” in tanti di noi. Come si è trasformato l’agire antimafia in questi anni, cosa è diventato certo associazionismo, gli affari che sono dietro certe iniziative, alcuni cartelli antimafia diventati strumento per carriere politiche e candidature al Parlamento. Attilio lo ha fatto e lo ha fatto bene. “Antimafia sottomessa” alla politica che elargisce danari, “antimafia consociativa” che non disturba il potere. “Dipendente da quella governativa che presenzia pomposamente agli anniversari di morte, che organizza convegni alla memoria, che firma convenzioni e protocolli con gli amici che sceglie a suo piacimento sui territori”. Un Circo Barnum dove si ciancia di “legalità”, fatto di cialtroni e di politicanti che sul dolore di chi è stato colpito dalle mafie, hanno costruito ingiustificate carriere. Un esercito di “saltimbanchi e approfittatori che girano l’Italia…la questione che stiamo dibattendo è molto più seria e profonda proprio perché è quasi l’intero movimento antimafia che si è svilito”. Parole sacrosante, analisi durissima ma giusta. Solo chi non conosce la realtà di Sicilia, Calabria e Campania (ma anche del Lazio, dove pure sono fiorite varie sigle antimafia) può non sottoscriverle. Noto che alcune associazioni si sono offese, che hanno gridato al complotto, altre, invece, hanno scelto la strada del silenzio. Ho una modestissima proposta, per chi si offende, per chi tace e per chi pensa che la cosa riguardi gli altri: associazioni, gruppi e fondazioni che si richiamano a valori antimafia o che sono intitolate a vittime del dovere (Poliziotti, magistrati, sindacalisti, preti) rendano pubblici i bilanci, dicano con dovizia aritmetica di particolari chi li finanzia e per fare cosa, indichino nomi, cognomi e compensi dei vari partecipanti a convegni e seminari. Insomma, se la caratteristica principale di mafia, camorra e ‘ndrangheta è l’opacità, chi si erge a paladino della lotta alle mafie deve esprimere la massima trasparenza. Chi non è in grado di farlo, la smetta di romperci le scatole con parole vuote, nel rispetto di chi le mafie le ha combattute senza riflettori e finanziamenti pubblici, rimettendoci la vita.
(di Enrico Fierro)”

 

 

CARO ENRICO, L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO,PER SUA  DECISIONE,NON FRUISCE DI FINANZIAMENTI DA ENTI,COMUNI,REGIONI,PARTITI  ED HA UN BILANCIO ANNUALE, CHE NON ARRIVA A  3.000 (TREMILA )  EURO  CHE PROVENGONO DA UN TESSERAMENTO CHE E’  STRETTISSIMO E RIGOROSISSIMO PER EVITARE INFILTRAZIONI E DA UN PO’ DI 5 PER MILLE ,BILANCIO CHE ESSA COMUNICA ALLA REGIONE LAZIO ED E’ QUINDI PUBBLICO. LE ENTRATE NON COPRONO NEMMENO LE MIGLIAIA DI EURO CHE CI SERVONO PER FARE LE VISURE CAMERALI CHE  CI SERVONO PER FARE INDAGINI E DENUNCE.QUELLO CHE SERVE IN PIU’ LO CACCIAMO DALLE NOSTRE TASCHE SOTTRAENDOLO ALLE NOSTRE FAMIGLIE.BISOGNA FINIRLA  CON QUESTO BUSINESS DELLA GESTIONE DEI “BENI CONFISCATI”,STUDIANDO UN SISTEMA CHE  METTA GLI IMMOBILI A DISPOSIZIONE DI FAMIGLIE DISAGIATE E TUTT’AL PIU’  DELLE FORZE DELL’ORDINE E DEI PRESIDI DI POLIZIA,MENTRE LA GESTIONE DI TERRENI,AZIENDE AGRICOLE VA AFFIDATA A COOPERATIVE DI  DISOCCUPATI FORMATE DAGLI UFFICI DEL LAVORO A MEZZO DI UN’ APPOSITA COMMISSIONE DELLA QUALE FACCIANO PARTE ANCHE RAPPRESENTANTI TERRITORIALI DELLE FORZE DELL’ORDINE IN MODO DA EVITARE L’INGRESSO IN ESSE DI MAFIOSI E PERICOLOSI PREGIUDICATI. LA LOTTA ALLE MAFIE SI FA………………GRATIS ,NON CHIEDENDO E GESTENDO QUATTRINI  E BENI ED INDUCENDO LE ASSOCIAZIONI E LE FONDAZIONI COSIDDETTE “ANTIMAFIA” A NON FARE SOLO RETORICA E BLA BLA,MA SOPRATTUTTO INDAGINI E DENUNCE ,COLLABORANDO CON MAGISTRATURA E FORZE DELL’ORDINE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NOI NON CI SIAMO NE’ OFFESI NE’ ABBIAMO PROTESTATO PER LE DURE PAROLE DI BOLZONI.ANZI ,TUTTO IL CONTRARIO PERCHE’ GLI SCHIZZI DI FANGO CHE VIENE FUORI DA QUESTA SITUAZIONE SCANDALOSA COLPISCONO INDIRETTAMENTE ANCHE NOI DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO.SENTIAMO,QUINDI,IL DOVERE DI RINGRAZIARE BOLZONI E,ORA,ANCHE TE CHE RIPRENDI L’ARGOMENTO.

PER QUANTO RIGUARDA,POI,IL DISCORSO DELLA “POLITICA”,TUTTI DEBBONO SAPERE CHE l’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NON HA MAI CONSENTITO A CHICCHESSIA  DI STRUMENTALIZZARLA POLITICAMENTE.

APPENA,INFATTI,CI SIAMO ACCORTI CHE QUALCUNO VOLESSE FARLO LO ABBIAMO SUBITO EMARGINATO.

PER QUESTO NOSTRO COMPORTAMENTO SUBIAMO CONTINUAMENTE AZIONI DI EMARGINAZIONE E TENTATIVI DI DELEGITTIMAZIONE DA PARTE DI TUTTI E,SOPRATTUTTO,DA PARTE DEL PD.

MA DI CIO’ ANDIAMO FIERI  PERCHE’ IL PROFUMO DELLA LIBERTA’ DA  TUTTO E DA TUTTI NON HA PREZZO.

Lettera al Presidernte della Repubblica dell’Associazione Caponnetto per la vicenda che ha interessato il Testimone di Giustizia Luigi Leonardi.

Il “caso” doloroso del Testimone di Giustizia Luigi Leonardi  maltrattato nella Prefettura di Caserta.L’Associazione Caponnetto chiede l’intervento del Capo dello Stato: i Testimoni di Giustizia vanno rispettati e serviti!!!!!!!!!!

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www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

tel. 3470515527

Al Signor
Presidente della Repubblica
ROMA

OGGETTO:Luigi Leonardi
Testimone di Giustizia

Prefettura di CASERTA da chiudere. Testimone di giustizia si
presenta per una pratica: “la fotocopiatrice è rotta, non abbiamo
tempo per lei”. Casertace, naturalmente, non si stupisce

Il fatto si è verificato stamattina ed è stato denunciato alla stazione dei carabinieri di Marcianise. L’episodio reso
pubblico dall’associazione Caponnetto: “la sala del caffè era affollata di impiegati”

Luigi Leonardi e la prefettura di Caserta
Il testimone di giustizia Luigi Leonardi, andato alla Prefettura di Caserta per richiedere copia degli atti riguardanti il
rigetto della sua richiesta di sostegno in quanto vittima di racket, per presentare ricorso nei tempi previsti dalla norma,
ha ricevuto un netto rifiuto. L’addetto gli ha risposto che la fotocopiatrice era guasta, mancava perfino la carta e
comunque “non avevano tempo” per evadere la sua richiesta. Subito dopo Leonardi si e’ presentato alla stazione dei
Carabinieri di Marcianise, dove ha denunciato il fatto. “Adesso, con una scadenza che pende come una spada ? si legge
nella denuncia ? attendo che la Prefettura si decida a comprare una fotocopiatrice e una risma di carta, e a trovare tra i
vari addetti che affollavano la sala del caffe’ e il corridoio, a parte qualcuno, un santo che faccia le fotocopie e mi dia la
possibilita’ di far valere i miei diritti in un sistema incancrenito dalle mafie”. A raccontare l’episodio e’ l’Associazione
Caponnetto, la quale esprime “forte preoccupazione” per quanto accaduto, “che conferma la scarsa attenzione dello
Stato nei confronti di uomini e donne privati dei mezzi di sostentamento ed esposti alle ritorsioni della malavita
organizzata solo per avere fatto il loro dovere”.
Leonardi è un imprenditore che ha denunciato il racket che subiva da anni. Ha però perduto anche perso le sue due
fabbriche di impianti di illuminazione e i relativi negozi, distribuiti tra Cardito, Nola, Giugliano e Melit, oltre a non
avere più contatti con la famiglia.

Se qualcuno, nella Prefettura di Caserta  -   dopo che Luigi
Leonardi,su suggerimento della scrivente, ha esposto
quanto accadutogli ai Carabinieri di  Marcianise -  dovesse
pensare ad eventuali ritorsioni ai suoi danni sappia sin da
ora che dietro di lui c’é l’Associazione Caponnetto e dovr
vedersela con questa.
Non é possibile,Signor Presidente,che chi denuncia  i
mafiosi debba essere trattato in tal modo.

Fatti del genere inducono a sospettare che al fondo di certi
comportamenti  potrebbe nascondersi  qualcosa di molto
inquietante.
Tale sospetto nasce anche dalla constatazione  che in
passato le cronache si sono viste costrette ad occuparsi di
situazioni  che riguardavano quegli uffici e che di certo non
hanno dato lustro alle Istituzioni.
Le chiediamo,pertanto,di voler disporre un’accurata
indagine che tenda a far luce sull’intera vicenda.
Nel ringraziarla anticipatamente,la salutiamo  distintamente

IL SEGRETARIO

Dr.Elvio Di Cesare

La lettera che il Segretario dell’Associazione Caponnetto ha ricevuto dalla Signora Laura Lorusso,moglie del Testimone di Giustizia Francesco Dipalo,non richiede commenti.La pubblichiamo così come l’abbiamo ricevuta senza aggiungere una sola virgola in quanto basta a far capire anche a chi non vuol capire come vengono trattati molti Testimoni di Giustizia in Italia.Alla Signora Lorusso ed al marito ci teniamo a far conoscere la viva vicinanza dell’Associazione Caponnetto.

Caro direttore chi Le scrive è la moglie del, testimone di giustizia Francesco Dipalo mio marito il 30 gennaio scorso si diede fuoco sotto la sede della Prefettura di Monza e Brianza. Questi i fatti: pochi mesi fa sulle mura delle città di Altamura furono scritte delle minacce di morte rivolte a mio marito e a mio cognato Dipalo Alessio giornalista. (quelle scritte dal 13 gennaio scorso non sono mai stati cancellate questo è un classico esempio di  supremazia criminale sullo Stato sul  territorio Murgiano. Ma torniamo ai fatti oggetto della presente missiva che riguarda mio marito. Egregio direttore deve sapere che una delle nostre figlie vive in Altamura da quando traumatizzata dallo speciale programma di protezione, ne pretese il rientro a casa. In più vi è da aggiungere che dopo le scritte con le minacce di morte, sotto il portone della casa di mia figlia è stato fatto un atto intimidatorio inquietante e il tutto nella a più assoluta indifferenza degli organi di polizia . Mio marito da circa tre anni non fa altro che scrivere al ministro ALfano, al vice Ministro Bubbico e al i Ministro della Giustizia raccomandate telegrammi, fax  dai quali  si evidenziano le angosce, le paure per la incolumità delle nostre figli  ma…. NESSUNO HA MAI RISPOSTO…….. Mi riservo di inviarle tutte le copie delle missive inviate e le ricevute di ritorno. A seguito delle minacce di morte mio marito era molto preoccupato per la incolumità dei nostri figli e continuava ad inviare missive, fax, telegrammi ai  predetti ministeri oltre che  ai Prefetti di Bari e di Monza e Brianza. Mai avuta una risposta a quel punto mio marito decise di inviare una missiva con la quale minacciava di darsi  fuoco se non ci avessero dato le risposte che  legittimamente ci aspettavamo perché si trattava della vita delle nostre figlie, precisando che in mancanza di risposte o atti concreti finalizzati a tutelare la incolumità della famiglia, si sarebbe dato fuoco mettendosi in un angolo per non fare del male a nessuno . Mio marito si presentò il 30 giugno  nei pressi della Prefettura e vide il Prefetto letteralmente scappare via, mentre uno dei tre carabinieri  che aveva un  manganello sollevato disse a mio marito adesso dipalo hai rotto le palle e a quel punto mio marito si diede alle fiamme. Io che con mio figlio non riuscivo a trovare mio  marito  preoccupati passammo due volte dalla prefettura ma non  notammo nulla. Solo il giorno dopo ci avvisarono che mio marito si era dato fuoco ed era ricoverato in ospedale e che loro stessi avevano scortato l’ambulanza.

Ecco direttore ill.mo ecco come lo LO STATO SUICIDA coloro he in buona fede gli affida la famiglia. Ora mio marito è ancora in ospedale perché ha ustioni su varie parti del corpo e nessuna telefonata di solidarietà ci è pervenuta dalle Istituzioni e tantomeno dal Ministero dell’ Interno che in questa storia ci considera un nemico, un bersaglio da abbattere. Nessuna telefonata di vicinanza ha ricevuto da coloro con i quali pensava di lottare insieme are per il bene comune la legalità, per i diritti comuni. Solo…. Lasciato……. Solo come un cane e  questo lo sta turbando molto .Mi creda direttore siamo tutti distrutti, noi avevamo una nostra vita, la nostra casa, i nostri affetti, le nostre aziende, e abbiamo rinunciato a tutto perchè abbiamo avuto fiducia in uno Stato che sta ammazzando mio marito con il silenzio

LA MAFIA UCCIDE…….IL SILENZIO PURE

Cordialità

Lorusso laura “

Accendiamo i riflettori su Itri.

                                                       Alla Direzione investigativa Antimafia

                                                                                                             ROMA        

 

                                                       Al Sig. Questore  della Provincia di

                                                                                                          LATINA           

                                               

                                                   Al Comando Gruppo CC. di          

                                                                                                          LATINA

 

                                                      Al   Comando Provinciale della GdF di

                                                                                                            LATINA

 

                                                                       

 

Oggetto:  Comune di Itri: Richiesta di  acquisizione elenchi  concessioni edilizie – nuove residenze ed attività commerciali – turistiche periodo 1990 – 2011 – Contrasto infiltrazioni malavitose nel Basso Lazio ed in particolare nel territorio itrano.-

 

I sottoscritti Elvio DI  Cesare e De Luca Romano ,nelle vesti rispettivamente di Segretario  e di membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Antimafia  A.Caponnetto,

rilevato che anche il territorio del Comune di Itri non risulta immune da sequestri preventivi operati ultimamente in continue ed articolate operazioni anticamorra,

che negli ultimi venti anni questo territorio è stato interessato da un’anomala speculazione edilizia soprattutto nelle zone agricole, anche con presunte  penetrazioni di soggetti  estranei al tessuto socio imprenditoriale locale con indiscutibile disponibilità finanziarie;

Che già nel lontano 2000, consapevoli dei segnali preoccupanti della situazione del Basso Lazio esposta alle infiltrazioni di organizzazioni affaristico– malavitose provenienti dalla vicina Campania interessate a partecipazioni economiche e speculazioni nel settore edile e turistico – commerciale, interessammo  un parlamentare  membro della Commissione Antimafia che presentò in data 18.07.2000 un’ articolata interrogazione al Ministro dell’Interno e dell’Ambiente.

Che certamente infelice fu la risposta del Ministro dell’Interno, Testuale: “Si sottolinea infine che nello svolgimento delle attività di istituto le Forze dell’Ordine non hanno finora riscontrato infiltrazioni di soggetti riferibili ad Organizzazioni affaristico – malavitose provenienti dalla vicina Campania ne alla Criminalità Organizzata” per il Ministro – Lavagnini.

Ritenuto che  urge intervenire  per salvaguardare questo territorio ed il mondo imprenditoriale locale :

CHIEDONO

che vengano acquisiti gli elenchi:

A)    Delle Concessioni Edilizie complete di titolo di proprietà e generalità della ditta costruttrice riferite al periodo 1990 – 2011;

B)    Delle nuove Residenze richieste al Comune complete della Relazione redatta dai Vigili Urbani sempre relative al medesimo periodo;

C)    Elenco delle attività turistico – commerciali di proprietà di persone estranee al tessuto socio imprenditoriale locale:

Per  opportuna conoscenza  si precisa che all’epoca la minoranza  consiliare itrana  richiese con istanza del 06/09/2000 al Sindaco di Itri la convocazione del C.C. con all’o.d.g. un solo punto: discussione sull’interrogazione del Sen. Russo Spena.

Nulla,però accadde,eccetto il forte risentimento del Sindaco  dell’epoca  che si risentì molto della ribalta nazionale guadagnata  dall’Amministrazione Comunale di Itri   per quella interrogazione

 

 

 

Lettera del Vicepresidente Luigi Di Maio al Viceministro Bubbico.

Il V.Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio interviene presso il V.Ministro degli Interni Bubbico per i Testimoni di Giustizia.La battaglia non é finita.

Di Maio testimoni

Lettera aperta ai Testimoni di Giustizia.

AGLI AMICI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

A bocce ferme,amici,ad un esame sereno ed appena
rapido del tanto atteso Decreto attuativo relativo alla
legge che prevede il vostro reinserimento sociale e
lavorativo sembra che il governo abbia dato vita ad
una delle  solite  ” bufale”.
Ma noi non intendiamo assolutamente disseminare
disperazione e sfiducia,nè  vogliamo “mettere il
cappello” come suol dirsi.,su alcuno perché noi
interveniamo,per quel possiamo,SOLAMENTE se ci
viene richiesto e sempre a supporto di chi ci chiama
e,quindi,senza voler mai apparire come i primi attori.
Questo compito lo lasciamo ad altri che non ci
appartengono e non li vogliamo con noi e fra di noi.
Non tutto,però,é nero perché  di positivo c’é che il
governo,sbugiardato,sconfessato e “sputtanato”
nell’opinione pubblica,sulla stampa,in Parlamento
ecc.,si é visto costretto a uscire dalla posizione di
inerzia per quanto riguarda i problemi dei Testimoni
di Giustizia ed a partorire il topolino,che è appunto il
famoso Decreto.
Ora si tratta di obbligarlo ad apportare tutte le
modifiche ed integrazioni necessarie.
Mettetevi a tavolino in 3-4 di voi,non di più,che
dovrete scegliere fra i più seri,che non vanno ,cioè, a
discutere di casi personali o che non sono alla
ricerca,tentando di strumentalizzarvi,del palcoscenico

(sapete ormai bene quanti sono e chi sono
!!!!!!),elaborate quello che dovete elaborare e poi
cercatevi i referenti ,ALTRETTANTO SERI,NON
QUELLI CHE VENGONO SOLAMENTE A FARE
SPETTACOLO,BLA BLA  E POI NON FANNO
NIENTE, in Parlamento.
A me -e non lo dico per partigianeria o altre finalit
politiche che non mi interessano – molto serio é
apparso Luigi Di Maio.Ma ciò non esclude che
possiate scegliere anche qualche altro,ma ragionateci
sempre e non lasciatevi condizionare da emozioni e
sentimenti o  persone eventualmente animate da altri
intenti.
Certe cose vanno fatte a freddo,con raziocinio e
zucca!!!!!!!
Molta zucca e in silenzio .
Buon lavoro e non scoraggiatevi perché non siete soli
e il primo buco nella cortina di ferro é stato aperto.
Ora resta da abbattere tutta la cortina.

Elvio Di Cesare-Ass.Caponnetto

Testimoni di Giustizia: l’unione è forza ,siamo tutti testimoni di giustizia.

La sconfitta di un tdg è la sconfitta di tutti i testimoni di giustizia,  di tutto un intero  popolo onesto.
Solo chi ha su di sé impressi il dolore e la sofferenza che si subiscono per l’aver denunciato può comprendere,l’ aver puntato il dito,  Chi ha fatto  condannare i mafiosi e i collusi non deve meritare una sconfitta morale, la dignità;quel senso di rivincita devono essere prerogativa di una rinascita,; il dolore che si prova a sentirsi abbandonato,  isolato e bersaglio è incolmabile.
Forse un giorno, tristemente ancora lontano ,non ci saranno più  Testimoni di Giustizia , vittime di un sistema sociale che li esclude dal ritornare a vivere, solo quando un intero  popolo saprà essere unito e solidale con questi 80 e più uomini e donne avremo vinto contro la mafia. Chi denuncia e rompe il silenzio non deve essere intrappolato nel silenzio.
Testimone di Giustizia
C.G.

TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.

Riceviamo e pubblichiamo  : “.TESTIMONE DI GIUSTIZIA FRANCESCO DIPALO.    MINISTRO ALFANO E VICE MINISTRO BUBBICO,     EVITATE CHE IL TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO DIA SEGUITO AI SUOI DISPERATI PROPOSITI E FATE QUELLO CHE DOVERE FARE!!!!!!!!!!!!!!!! ASS.CAPONNETTO

Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere nonostante quanto è stato ampliamente esposto dal sottoscritto agli uffici in indirizzo. Si deve dedurre che non vi è la volontà delle autorità preposte di garantire al sottoscritto di esercitare il diritto di difesa nei processi. Si deve dedurre che  vi è la volontà di continuare a favorire una organizzazione criminale nei processi. Nessuno sino ad oggi si è degnato di rispondere alle mie decine di missive con le quali chiedevo agli uffici in indirizzo se la mia famiglia è tutelata. Non mi ha risposto il Ministro Alfano, non mi ha risposto il vice Ministro Bubbico, non mi ha risposto il Prefetto di Monza e Brianza e non mi ha risposto il Prefetto di Bari. Io non posso rischiare che qualcuno dei miei famigliari possa tornare nelle mani dei nostri carnefici perché i SIGNORI a cui ho scritto non rispondono affatto. Il 4 febbraio darò  seguito ai miei intenti mi verserò  una lattina di alcool e mi darò fuoco. Ormai i processi sono stati compromessi, la mia vita e quella dei famigliari è stata distrutta da un branco di funzionari senza scrupoli, e almeno devo fare in modo che nessuno  possa fare di nuovo del male ai miei famigliari. Mi auguro che con il mio gesto i responsabili paghino per i comportamenti per tutto quello che è successo. Mi auguro che un Ministro ed un vice Ministro degli Interni che hanno lasciato che i mafiosi fossero favoriti nei processi, che ad un Testimone di Giustizia  fosse impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi, che i famigliari di chi ha denunciato assassini senza scrupoli fossero lasciati privi di tutela, rassegnino le dimissioni. Tutti gli uffci a cui ho scritto hanno ricevuto la documentazione dalla quale si evince le gravi responsabilità di ha reso possibile tutto questo e nonstante tutto nessuno ha fatto nulla almeno per salvare i processi. Se i bastardi che ci hanno perseguitato per anni fossero stati assicurati alla Giustizia, io e mio familiari avremmo ricominciato a VIVERE!!!!!!!!!!!!
Devo solo finire di scrivere gli esposti che invierò alle Procure competenti per denunciare tutto quello che abbiamo subito da quando siamo stati sottoposti al programma di protezione sino a oggi.
Invito i ragazzi a cui ho inviato la documentazione a pubblicarla quando avrete notizie su quello che farò. Diranno che ero matto, che ero esaurito, che ero depresso, ma le carte parlano chiaro.

Da Trento a Palmi tre anni e mezzo a rincorrere la verità per una giustizia a volte distratta.

Non c’è solo quel processo di  Monza, non c è solo quella passarella ciclopedonale ss 36 nel racconto del tdg, da Trento a Palmi il tdg ha percorso Km e Km, alla ricerca di quella verità chiamata giustizia.
Più di tre anni, in fuga, migliaia di euro spesi di propria tasca.
Una corsa contro il tempo perché da solo ha dovuto proteggersi, vivere di stenti e paure, di umiliazioni , come quella volta che fu tratto ingiustamente in arresto, o come quando per ore dovette attendere per strada sotto un ufficio della DIA poiché credevano fosse un mitomane.
O addirittura quando fu perquisito da uomini delle istituzioni prima di rilasciare testimonianza.
Assurdo, ma tristemente vero.
La sua vita dal 2011 si è trasformata in un inferno, in un calvario senza fine, giorni, mesi e poi anni, tutto scorre veloce, ma per lui il tempo è fermo a quel settembre 2010.
Quante ferite porta in e su di  sé questo uomo, quanta rabbia, quanto dolore, ma nonostante tutto crede nelle istituzioni ,  quelle istituzioni che nel 2014 si sono ricordate di lui.
Qualcuno direbbe meglio tardi che mai, ma in realtà noi una idea c è la siamo fatta di perché tutto questo sia accaduto,  di perché un uomo onesto, un uomo che ha denunciato in ben 9 Procure abbia dovuto soffrire cosi tanto, forse in molti credevano che non c è l’avrebbe fatta, che sarebbe crollato, che avrebbe gettato la spugna.
Vedete, cari amici onesti, forse nel 2010 i tempi non erano maturi, la corruzione,  la collusione politica/camorra ,  quel male affare erano visibilmente occultati, si rincorrevano i latitanti, lasciando liberi di operare  i corrotti nei palazzi che indisturbati continuavano la loro opera di saccheggio ai danni di una intera nazione.
O forse questo uomo onesto aveva toccato situazioni  troppo grosse e fatto nomi che in un certo senso ancora erano protetti dal sistema.
Quante lacune, in queso sistema,  che non solo è carente di uomini e mezzi, ma a volte anche di veri  “fuoriclasse” di coloro che con tenacia e determinazione fanno del loro mestiere una ragion di vita al servizio dello Stato.
Noi non molleremo mai ……….di fare la guerra alla corruzione, ai collusi e a quel potere mafioso troppo spesso parte di alcuni apparati istituzionali.

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PONTILI VENTOTENE.

Pontili Ventotene.

Riceviamo e per correttezza pubblichiamo la nota pervenutaci oggi dal Signor Luigi Cirillo a proposito dell’articolo pubblicato sul nostro sito:

“Buongiorno, sono Luigi Cirillo una delle due persone indagate e non condannate per la concessione di “pontili” a Ventotene. Per correttezza e giustizia, visto che voi siete un’organizzazione giusta e corretta, perché non pubblicate anche la rettifica dell’articolo uscita il giorno dopo? E perché non accertate bene quelle che sono le vostre fonti? Non è bello vedersi sputtanati così solo per fare ascolti o quant’altro. Io sono e sarò sempre una persona onesta. L’onesta’ e la correttezza sono per me ragione di vita, è questo che mi hanno insegnato i miei genitori, umili contadini ma ricchi di valori ed amore verso il prossimo. Cordiali saluti. Luigi Cirillo. “

Nota dell’Associazione Caponnetto al Sindaco di Cinisello Balsamo a proposito della mancata costituzione nel processo per la Passerella ciclopedonale di scavalco sulla SS 36.Lunedì 26 gennaio comincia il processo a Monta.Perché non si é costituito??????

Gentile Sindaco,
come saprà,lunedì 26 p.v. inizierà presso il Tribunale di Monza il processo a carico di coloro che hanno costruito la passerella ciclopedonale di scavalco della SS 36  della sua città.

Questa Associazione si aspettava ,come avviene di norma da parte di tutti gli amministratori pubblici che tutelano gli interessi delle loro comunità,che la sua amministrazione

si costituisse come parte lesa.

Apprendiamo,invece,che ciò non é avvenuto.

E questo ci stupisce non poco.

Nel pregarla di farcene cortesemente conoscere le motivazioni,le saremmo molto grati se almeno volesse rendere un atto di gratitudine e di omaggio a chi é stato l’autore,con le sue dichiarazioni, dell’inchiesta

le sue dichiarazioni,dell’inchiesta ,intitolandogli una strada o una piazza:il Testimone di Giustizia  Gennaro Ciliberto.

Il giorno 26 egli sarà in aula come teste.

In attesa di un suo cortese riscontro,cordialmente la salutiamo

                                                                                                                                               Ass.A.Caponnetto

                                                                                                                                                       IL SEGRETARIO

                                                                                                                                               Dr.Elvio Di Cesare

                                                                                                                                               www.comitato-antimafia-lt.org

Una nota di un Testimone di Giustizia che lacera il cuore di tutti gli italiani onesti.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO,SU SUA

RICHIESTA , QUESTA NOTA DI UN

TESTIMONE DI GIUSTIZIA CALABRESE

,UNA NOTA  -NON ESITIAMO A

CONFESSARLO  CHIEDENDOGLIENE

SCUSA – CHE ABBIAMO LEGGERMENTE

“EPURATO” DI TALUNE PAROLE “FORTI”

CHE LO AVREBBERO ESPOSTO AD

ULTERIORI  RISCHI.

 

 

LO FACCIAMO  A   MALINCUORE  PERCHE’

E’ DOLOROSO CONSTATARE  E RENDERE

NOTO CHE IN UN PAESE CHE SI

DEFINISCE CIVILE E DEMOCRATICO CHI

SI SCHIERA DALLA PARTE DELLA

GIUSTIZIA E CONTRO IL CRIMINE ED IL

MALAFFARE VENGA  TRATTATO COSI’.

 

 

 

” Mi chiamo Salvatore Barbagallo.

Sono un Testimone di Giustizia,vivo in Calabria,

nella provincia di Vibo Valentia.

Sopravvivo e la mia vita é diventata piena di

ostacoli,di paura,di sofferenza.

Mio padre era un imprenditore ed io ho svolto  lo

stesso suo lavoro per circa 45 anni nel campo

della trivellazione.

Con tanti sacrifici,insieme alla mia famiglia, ho

cercato di ingrandire l’azienda spendendo tanti

soldi per l’acquisto di macchinari.

Ma non avevo fatto ancora i conti con personaggi

della ndrangheta,delinquenti associati fra di loro

per diventare più potenti  e che godono del

sostegno di taluni avvocati,qualche soggetto delle

istituzioni  e della politica i quali sono i loro

“pupari”.

Mi chiedo,dopo aver denunciato presso la DIA di

Catanzaro,fatti,con nomi e cognomi dei miei

aguzzini, come sia possibile che in Italia

l’illegalità sia diventata il pane quotidiano e come

soggetti siffatti abbiano potuto diventare così

potenti al punto da non essere ostacolati nelle loro

imprese corrompendo anche taluni che

dovrebbero tutelarci.

Questi mafiosi vengono arrestati,ma,grazie alla

bravura di avvocati dai nomi eccellenti,riescono a

far sì che la durata della carcerazione sia la più

breve possibile in modo da poter riprendere le

loro attività di  ndranghetisti.

Sono stato avvicinato da questi mafiosi che mi

hanno fatto delle offerte di lavoro che ho rifiutato.

Mi hanno portato al lastrico e non mi hanno fatto

più lavorare dopo avermi causato danni alle

attrezzature,rubandomi

trivelle,camion,compressori,gasolio,gruppo

elettrogeno ecc.e dopo  aver introdotto nei miei

cantieri taniche di benzina con accendini,cartucce

a pallettoni e minacciato di morte.

Qualcuno ha introdotto nella mia macchina una

pistola con matricola abrasa ed avvertito la

Questura che io camminavo armato.

Sono stato arrestato perciò,ma scarcerato dopo

qualche giorno ed assolto da questa infamia.

Ho fatto arrestare personaggi e sono testimone in

diversi processi penali.

Le istituzioni,anzicché starti vicino,darti conforto

e farti sentire orgoglioso della scelta di legalità e

di giustizia da me fatta,sembrano lontane.

Vivo nella speranza che Dio possa darmi tanta

forza per continuare a combattere ed avere

giustizia.

Ho denunciato le cosche più potenti del mondo ed

ho rotto il muro di omertà.

Oggi si parla tanto di legalità.

Quale persona offesa,posso aver titolo di

esprimere un giudizio obiettivo ed informato:

e’ tutto un film,con registi e tanti  attori.

L’Italia,senza questo film,apparirebbe nel mondo

come il Paese della corruzione e dei truffatori.

Una cultura,quella della corruzione e della

truffa,che non sarà MAI la mia cultura.

Salvatore Barbagallo”

 

 

P.S.Una nota,questa,che lacera il cuore e che ti fa

sentire piccolo piccolo ,come parte di  una

comunità affollata da vigliacchi,predatori e

delinquenti in un Paese che ha perso,fatta qualche

eccezione,dignità e pudore.

 

MAFIA AD ALTAMURA.

.Riceviamo e pubblichiamo.Il Ministro Alfano,dopo le accuse così gravi di un Testimone di Giustizia –di una persona cioé che ha messo a repentaglio la propria vita e quella dei suoi cari per schierarsi dalla parte della Giustizia ed ha perso tutte le sue ricchezze – dovrebbe avere la buona educazione e la sensibilità di avviare un’inchiesta e di far luce su queste cose,fornendo finalmente una risposta.Glielo impone il suo ruolo istituzionale !!!!!!!!!!!!!!!!!! Aspettiamo ancora un pò………………….

 

Ill.mo Sig. Ministro Alfano,

Le ho inviato una serie di esposti con i quali ho denunciato che il Servizio Centrale di Protezione mi ha impedito di recarmi ai processi nei quali sono persona offesa /parte civile contro esponenti della Mafia Murgiana accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidi, occultamento di cadavere, detenzione illegale di armi da guerra e relative munizioni, estorsione, usura, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, rapimento (per avere rapito un imprenditore di Altamura rilasciato per aver pagato un riscatto) ecc., e Lei  non ha MAI RISPOSTO.  Nel processo che si sta svolgendo in Corte di Assise a Bari sono stato messo in condizione di andarci una sola volta, il processo sta per svolgersi a termine, nessuno ha fatto nulla e io non so nulla nonostante ho comunicato che l’avvocato che mi seguiva non se la sentiva rappresentarmi perché anche lui di Altamura. Lei se ne è lavato le mani. Sono venuto a Roma mesi fa per protestare contro chi mi impediva di recarmi ai processi per adempiere al mio dovere di Testimone di Giustizia,  e sono stato trattato come un delinquente, sbattuto in una auto della Polizia portato in un centro dove mi sono state prelevate le impronti digitali e foto segnaletiche e cacciato via da Roma dal Questore con un foglio di via  a tarda serata nonostante lo stato di ansia e le condizioni precarie in cui mi trovavo per quello che avevo subito nel corso della giornata e poi mentre rientravo in nottata sono uscito fuori strada con la mia auto. Questi fatti il sottoscritto li ha denunciati a Lei e se ne è lavato le mani. Intanto ad Altamura la mafia continua a fare affari e continua a estorcere gli imprenditori perché lo Stato ha impedito ad un Testimone di Giustizia di recarsi ai processi e di puntare il dito contro un branco di mafiosi senza scrupoli. I suoi uomini mi hanno umiliato, picchiato, trattato come una bestia e Lei ha fatto finta di nulla e non ha mai risposto alle mie missive . Altri mafiosi rischiano di essere assolti perché il suo Ministero mi ha impedito di esercitare il diritto di difesa nei processi, e Lei tace dopo tutti gli esposti che Le ho inviato. Alcuni mafiosi sono andati in una televisione privata di Altamura e hanno lanciato pubblicamente intimidazioni nei miei confronti, sono andati in televisione per essere legittimati dalla comunità e affermare la loro supremazia sullo stato. Lei tace, mentre i suoi uomini  hanno perseguitato me che ho solo fatto il mio dovere denunciando e sacrificando la mia famigli, le mie azienda. Ill.mo Sig. Ministro, lo scrivente è una persone per bene, una persona onesta che nel corso della vita ha  lavorato nel rispetto delle leggi. Il sottoscritto non ha mai avuto a che fare con delinquenti, il sottoscritto è stato sottoposto allo speciale programmi di protezione per estorsione e non per usura perché MAI ha avuto a che fare con i criminali.  Ma i suoi uomini mi hanno umiliato perseguitato e mi hanno impedito di recarmi ai processi. E’ dal 2013 che non faccio altro che  inviare missive a mezzo raccomandata a/r al Suo ufficio, alla Sua segreteria al Suo Capo di Gabinetto, al Suo vice Ministro, e mai un risposta è pervenuta e mai nulla è stato fatto, anzi, si sono intensificati i comportamenti persecutori nei miei confronti.

IO NON MI DEVO VERGOGNARE PER AVER FATTO IL MIO DOVERE.

I MIEI FIGLI POTRANNO ESSERE FIERI DI UN PADRE CHE NON SI E’MAI PIEGATO ALLA MAFIA.

TUTTI COLORO CHE TACCIONO, CHE FANNO FINTA DI NULLA, SI DEVONO VERGOGNARE!!!!

 

Francesco Dipalo

 

Ministro Alfano e Vice Ministro Bubbico,é così che “proteggete” i Testimoni di Giustizia ? Vergognatevi !

Ill.mo Sig. Ministro Alfano,

Le ho inviato una serie di esposti con i quali ho denunciato tra l’ altro, che nonostante i procedimenti penali in corso contro gli affilati alla mafia Murgiana, il Servizio Centrale di Protezione ha reso nota la mia residenza, tutti sanno dove risiedo con la mia famiglia e chiunque può vedere dove abito. Tutti gli imputati ed i loro legali sanno che abito con la mia famiglia a Monza. Questa è la protezione dello Stato? Questa è la protezione che lo Stato doveva garantire alla mia famiglia? Ho denunciato al Suo ufficio che mia figlia maggiore vive ad Altamura perché quando fummo DEPORTATI in località segreta, dopo pochi mesi volle tornare a casa perché traumatizzata per tutto quello che abbiamo subito dal SCP e NOP, negli esposti che Le ho inviato ho specificato le ragioni per le quali i Suoi uomini le hanno distrutto la vita, ma Lei non ha mai risposto, ho denunciato al Suo ufficio che temo per la incolumità di mia figlia e dopo aver scritto decine di missive al Prefetto di Bari, quest’ultimo non ha mai risposto. Le ho specificato che ho inviato decine di missive al Prefetto di Monza e Brianza con le quali ho chiesto se vi sono in essere misure di tutela per la mia famiglia, e quest’ultima non mi ha mai risposto, e Lei tace. I miei figli rischiano di subire ulteriori ritorsioni e Lei tace, il vice Ministro tace. Così si tutelano le famiglie di coloro che puntano il dito contro i mafiosi? Non rispondendo affatto? In quale Stato di Diritto un Ministro dell’ Interno ed un rappresentante del Governo sul territorio non rispondono ad un soggetto che sta prestando la sua collaborazione alle Autorità Giudiziarie mettendo a rischio la propria incolumità e quelle dei suoi famigliari e chiede se sono state predisposte misure di tutela? Ma siamo in Italia, nessuno risponde, i processi sono compromessi, la mia famiglia rischia di tornare nelle mani dei carnefici, e Lei tace, il vice Ministro tace mentre la mafia si sta riorganizzando sul territorio più forte di prima.  Ill.mo Sig. Ministro me lo avevano detto i Signori del NOP non ti conviene metterti contro il Ministero hai solo da perderci. Questa è l’ Italia dell’ Antimafia o l’Italia della ”Mafia”? Ill.mo Sig. Ministro se la mia famiglia non rischia nulla, perché non mi risponde e mi dice di stare tranquillo perché nessuno farà del male alla mia famiglia? Perché i Prefetti di Bari e di Monza e Brianza non mi rispondono e/o mi dicono di stare tranquilli perché i soggetti che ho denunciato e che sono sotto processo non faranno del male ai miei famigliari?

Francesco Dipalo

MAFIA AD ALTAMURA . Riceviamo e pubblichiamo

Ci dobbiamo vergognare noi che per senso civico abbiamo denunciato o si deve vergognare chi tace e permette che tutto questo possa verificarsi?. Cosa è un modo per uscire indenni anche dal processo che si sta svolgendo in corte di Assise a Bari  grazie allo Stato o cosa? Chi si deve vergognare? Chi tace o chi denuncia?

“Avete dichiarato guerra ad una persona che si é schierata con la Giustizia”:lo sfogo del Testimone di Giustizia Francesco Dipalo.

Avete dichiarato guerra ad una persona che si è schierata con la Giustizia. Prima di realizzare i miei propositi renderò pubblico tutto quello che succede. Questa è l’antimafia del ministro Alfano, questa è l’ antimafia del presidente del consiglio.

TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO.

LETTERE. TESTIMONE DI GIUSTIZIA DIPALO.UNA DENUNCIA GRAVISSIMA  DI UN COMPORTAMENTO IRRESPONSABILE E INACCETTABILE DA PARTE DI ORGANI DEL MINISTERO DEGLI INTERNI NEI CONFRONTI DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Ill.mo Signor Ministro,

il suo Ministero continua ad assumere nei confronti del sottoscritto comportamenti del tutto ingiustificati che stanno compromettendo tutti gli altri procedimenti penali in corso contro gli affiliati del Clan Dambrosio e i soggetti  che possano essere stati collusi con essi. Evidentemente denunciare al Suo ufficio tutto quello che si è verificato e che continua a verificarsi a danno della Giustizia non serve a nulla. Si continua a tacere. Intanto nessuno ha mai risposto alle decine di missive inviate al Suo ufficio oltre che ai Prefetti  delle Province di Bari e di Monza e Brianza con le quali chiedevo se sono state applicate adeguate misure di tutela nei confronti dei miei famigliari. NESSUNO SI DEGNA DI UNA RISPOSTA. Questo è il trattamento che il Suo Ministero riserva a chi denuncia e affida la propria famiglia allo Stato affinchè sia protetta. Altro che protezione!!!!! Ill.mo Sig. Ministro da quando con la mia famiglia siamo stati sottoposti allo speciale programma di protezione non abbiamo fatto altro che subire umiliazioni e vessazioni. Mai nessuno si è permesso di dire a mia moglie che ha rotto i coglioni. Ill.mo Sig Ministro si è persino giunti ad offendere ed umiliare una persona che in questa maledetta storia è solo una vittima. Altro che Protezione!. Lei non si è degnato MAI di una risposta nei confronti di un cittadino della Repubblica Italiana che dopo avere denunciato i propri estorsori, chiedeva solo di avere Giustizia e di esercitare il diritto di difesa nei processi come previsto per legge. MAI UNA RISPOSTA DAL SUO MINISTERO, solo umiliazioni, vessazioni. Si sta assistendo ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa», e tutto nella Sua più totale indifferenza. In questo Paese per far rivalere i propri diritti bisogna ricorrere ad atti estremi, anche quando si è schierati con la Giustizia nella lotta alle mafie. Mentre il Suo Ministero tace, ad Altamura la corruzione dilaga, una famiglia mafiosa si è sostituita al defunto Boss Bartolomeo Dambrosio nelle attività estorsive e gli imprenditori hanno paura di denunciare anche sulla base della mia drammatica esperienza. Il futuro dei miei figli distrutto, si esce e si entra dagli ospedali psichiatrici a causa di tutto quello che abbiamo subito in 5 anni di umiliazioni e sofferenze, e Lei tace. Sto subendo trattamenti che non sono riservati neanche ai peggiori delinquenti del Paese e tutto questo solo per aver denunciato i miei estorsori. ADESSO BASTA!!! Non posso continuare a lasciare la mia famiglia nelle mani di burocrati incoscienti che stanno mettendo a rischio la incolumità delle mie figlie. Se in questo paese bisogna sacrificarsi per proteggere i propri cari lo farò. Io non mi devo vergognare per quello che ho fatto sino d oggi, ho solo fatto quello che la mia coscienza mi dettava. Si devono vergognare tutti coloro che hanno taciuto e che offendono la intelligenza di tutti coloro che si sono sempre schierati con la Giustizia.

Francesco Dipalo

Bisognerebbe cambiare la legge o basterebbe essere uomini onesti con una coscienza? Posta in arrivo x

Una nota del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto. Perché tanti crolli in Italia ?   Bisognerebbe cambiare la legge o basterebbe essere uomini onesti con una coscienza?

Molte opere pubbliche in questi anni hanno ceduto,  sono crollate come  castelli di sabbia, un vero pericolo  costante per il popolo, ma il silenzio del Ministero dei LL.PP è angosciante.
Troppo spesso si esaminano i perché di taluni disastri ma tristemente non c è mai un vero colpevole, un responsabile.
La carambola delle responsabilità in questo nostro paese funziona alla perfezione, molto meno funziona la macchina dei controlli, quella della prevenzione,  enormi falle in un sistema sempre più incancrito e fatto di coperture e nomine politiche a danno delle competenze tecniche e della libertà di decidere.
La macchina  delle opere pubbliche che produce soldi, potere e ricchezza  non può essere condotta da gente onesta e con una coscienza, sarebbe chieder troppo.
Quindi non bisogna stupirsi che poi si scopre che manca il certificato di collaudo.
Ci chiediamo spesso perché tutto questo accade e perché nell’indifferenza del popolo questi potenti continuano a restare impuniti, ed il perché anche i media non danno risalto a queste situazioni,bisogna avere dei morti per farsi’ che la notizia resti attuale.

Da leggere il link in  allegato per comprendere il perché un viadotto, una scuola in Italia crollano come un castello di sabbia…….

Testimone di Giustizia
Gennaro Ciliberto

http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2015/01/05/responsabilita-scritte-nel-collaudo-1.1364224

Al sindaco.

Appello del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto al Sindaco di Cinisello Balsamo,Comune che inspiegabilmente non si é costituito  parte civile nel processo  relativo ai lavori della passerella sulla s.s36 nel territorio di quel Comune : “Spero che il 26 prossimo ci sia l’intera comunità di Cinisello Balsamo al mio fianco in questa battaglia di legalità”
“segreteria sindaco” <segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it>

Al Sindaco di Cinisello Balsamo
Dr.ssa Siria Trezzi

La ringrazio di cuore per il ricambio degli auguri, e la comunico che in data 26 gennaio 2015 si terrà la prima udienza del processo in riferimento ai fatti verificati ed accertati dell’opera della passarella  s s 36  nel territorio di Cinisello Balsamo.
Gradirei tanto che non fossi lasciato solo in questa “battaglia di legalità” a dimostrazione del fatto che la difesa del bene comune e della giustizia sono valori di una intera comunità.
Con l’occasione Le porgo i più cari saluti.
Ciliberto Gennaro
Testimone di giustizia

Il 29/dic/2014 15:40 “segreteria sindaco” <segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it> ha scritto:

Buongiorno,
ringrazio e ricambio di cuore.
Siria Trezzi – Sindaco


Comune di Cinisello Balsamo

Laura Re

Staff del Sindaco e della Giunta
piazza Confalonieri, 5 – 20092 Cinisello Balsamo
Uff. 02.66023.215-216
laura.re@comune.cinisello-balsamo.mi.it
segreteria.sindaco@comune.cinisello-balsamo.mi.it

www.comune.cinisello-balsamo.mi.it

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