Lettere

.Riceviamo e pubblichiamo il comunicato emesso  dall’Ufficio Comunicazioni  Sociali dell’Arcidiocesi di Gaeta in relazione alle ‘polemiche insorte ieri  durante i funerali del carissimo amico e dirigente dell’Associazione Caponnetto Ing.Benito Di Fazio a Sperlonga,in provincia di Latina. ( leggi  sul sito ufficiale dell’Associazione Caponnetto www.comitato-antimafia-lt.org )
CS – FUNERALI DI BENITO DI FAZIO. Nota di chiarimento dell’Arcidiocesi di Gaeta

COMUNICATO STAMPA

FUNERALI DI BENITO DI FAZIO
Nota di chiarimento dell’Arcidiocesi di Gaeta

Con gentile richiesta di diffusione.
Cordiali saluti.


Arcidiocesi di Gaeta
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. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota del Sen.Francesco De Notaris

 

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO ARTICOLO  SCRITTO DAL CARISSIMO AMICO  FRANCESCO DE NOTARIS DI NAPOLI,GIA’ SENATORE DELLA REPUBBLICA  DELLA RETE ED OGGI IMPEGNATO  NELLE BATTAGLIE CIVILI E CULTURALI DI NAPOLI  E DELLA CAMPANIA.

UN ATTO,QUELLO NOSTRO,DOVEROSO NEI CONFRONTI  DI UN COMBATTENTE CHE SI BATTE DA UNA VITA CONTRO LA BARBARIE E LE MAFIE

 

 

 
Il XXXIII PREMIO Capri San Michele ad Anacapri 

 

di Francesco de Notaris

Venerdi  23  e Sabato 24 Settembre 2016  ad Anacapri  la  XXXIII edizione del Premio Capri-San Michele.

Nella Sala Mario Cacace del Centro Multimediale ha riscosso notevole partecipazione il Convegno sul “Valore delle Costituzioni” , che ha visto, alla presenza di tutti i protagonisti dell’evento culturale,nel pomeriggio del giorno che precede quello della Cerimonia, numerosi interventi su una tematica di grande spessore democratico.

Il Premio non è altro che manifestazione di buona politica, riferimento della cultura italiana,  tutta dentro l’attuazione di una intuizione che risale al 1978. La complessiva esperienza di questi lunghi anni manifesta come il Premio non sia alla stregua delle numerose iniziative, delle rituali premiazioni occasionali, dei così detti eventi senza fondamenta e senza storia che si moltiplicano nel nostro Paese, e che a Capri trovano ospitalità anche distratta. 

“Dio o niente” , conversazione sulla fede col giornalista francese Nicolas Diat di Robert Sarah, ed.Cantagalli ha ricevuto il Premio Capri-SanMichele e “Cittadini di Galilea” di Luigi Alici, Mansueto Bianchi, Matteo Truffelli, ed.AVE è stato premiato con un premio speciale.

Il vincitore , il Cardinale Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti ha svolto una relazione di grande spessore ed ha evidenziato come la lontananza da Dio produce ingiustizia, disuguaglianza, povertà ed esalta ogni egoismo e violenza ed ogni guerra che mai può essere giustificata. Di pari tenore il messaggio del Card. Crescenzio Sepe arcivescovo di Napoli.

Per altre pubblicazioni e per le numerose Sezioni in cui si articola il Premio (vedi il sito caprisanmichele.it) sono state premiate le opere di Ferri, Ammaniti, Perone,Bichi,Bignardi,Corradi,Rizzi,Palladino,Di Palma, Giustiniani,Curzio,Del Tufo,Castellano,Arbace,Cerrotta e la Rivista Humanitas.

Raffaele Vacca con riservatezza e tenacia costruisce mentalità ed immagina uno stile di convivenza civile tesa alla riflessione e spinge ad una analisi interiore tutti gli abitanti dell’Isola e guarda lontano. Capri deve ritrovare armonia e vivere i valori del vero, del bene, del bello che una cattiva politica ha corrotto. La natura favorisce l’economia dell’Isola ed anche oligarchie che mercificano il dono del paesaggio che non attiene al merito degli abitanti, che dovrebbero vigilare sul grande patrimonio naturalistico da salvaguardare e trasmettere. Purtroppo l’avidità di pochi e la resa di molti  di fronte ad una corruzione trasversale rendono faticoso il cammino virtuoso di chi ama vivere in pace la pace.  La tentazione subita dagli stessi abitanti dell’Isola e delle realtà ambientali più belle e ricche di cultura del Paese è quella di suggerire ai cittadini un’idea proprietaria della natura e non quella della fruizione e della custodia della bellezza da valorizzare ed affidare alle generazioni future. Molto spesso Il Presidente Vacca ha  invitato a pensare in modo approfondito sull’ambiente che ci circonda, sulla bellezza da accrescere e non soltanto da salvaguardare. Sembra oggi un segno di contraddizione l’insistenza intorno all’armonia da raggiungere, che confligge con il rumore che rischia di diventare di casa finanche a Capri. Lo stesso percorso del Premio ha trovato non sempre comprensione e strade asfaltate, ma spesso ciottoli e qualche sgambetto un po’ provinciale. Non tutti, anche tra gli Amministratori della nostra Regione, hanno compreso che la cultura libera, offre un senso alla vita e che il Premio è ormai patrimonio del Paese ed ha una indiscutibile valenza letteraria e culturale.

Bisogna ringraziare i singoli sostenitori del Premio, che, insieme ad Associazioni , ad imprenditori, alla Federazione degli albergatori sostengono il Premio con generosità e bisogna auspicare che la partecipazione sia corale e che vi sia consapevole attenzione specifica da parte degli operatori dell’informazione. Non tutti colgono il senso di un evento che è altro dal solito congresso di professionisti che scelgono Capri o dal banale incontro di personaggi da vetrina, che alimentano la cronaca della superficialità e della vuota immagine. La presidenza della  giuria da parte del prof. Lorenzo Ornaghi, già Rettore della Università Cattolica e Ministro della Repubblica, che succede  al prof. Francesco Paolo Casavola , affiancato da Grazia Bottiglieri, Ermanno Corsi, Vincenzo De Gregorio, Marta Murzi Saraceno e dalla brillante Fabiola Vacca aggiunge motivazioni ulteriori perchè il Premio venga rispettato sempre nell’ispirazione e sostenuto adeguatamente.
Occorre che vi sia una risposta di saggezza da parte degli stessi Amministratori ad ogni livello. Bisogna dire che la presenza del Sindaco di Capri De Martino e dell’Assessore di Anacapri Farace è stata gradita, così come le congratulazioni inviate dal Sindaco de Ruggieri di Matera, futura capitale europea  della cultura, sono state considerate come un riconoscimento più che apprezzabile. La nostra Costituzione all’art.2 ed all’articolo 9 afferma che lo Stato riconosce, garantisce, promuove i diritti, la cultura. Non è affidato alla ‘discrezionalità‘ del potere l’ adempiere a quei doveri costituzionali nei riguardi di attività che favoriscono la costruzione dell’identità dell’uomo e di una intera comunità. Invece accade nel nostro territorio che numerose scelte siano legate alla logica dell’appartenenza o a miserabili convenienze elettorali e che vengano create strumentali contrapposizioni. Mi chiedo come sia possibile non concentrare ogni
attenzione in determinati territori intorno ad iniziative di qualità. Troppo spesso, mentre si svolgeva il Capri San Michele, in
contemporanea altre iniziative di minore valore venivano programmate quasi a volerne sminuire la valenza. Resta nella memoria un concerto a Capri, in verità tenuto da un ottimo artista,  mentre ad Anacapri il cardinale Ratzinger veniva premiato. Le repliche ci sono e ci sono state quasi ogni anno nel giorno di San Michele. E questi episodi sono da ricordare con tristezza.
Sarebbe interessante se gli amministratori di Capri assumessero con orgoglio il merito di contribuire e promuovere i valori suggeriti dal Capri – San Michele e se il Governo regionale con intelligenza considerasse il Premio come inserito nel quadro complessivo di una politica fatta di idee e progettualità. Ecco per i più giovani una grande occasione per testimoniare da Capri che la vita può essere vissuta rifiutando di essere soprammobili in una piazza che rischia di essere mercato per i fruitori del nulla.

E’ tutto programmato???

È inutile girarci intorno: da anni sistematicamente  ha avuto inizio la “demolizione ” della figura del testimone di giustizia.
Uomini e donne che sono esempio di coraggio e legalità ma che nessuno vuole che proliferino.
Oltre alla dura vita che ogni testimone ha “diritto” a vivere c’è la continua umiliazione,fatta di ricatti,vendette,ma non da parte delle mafie,le quali  in maniera scaltra hanno cambiato tattica e restano a guardare la lenta agonia di chi li ha denunciati e fatti arrestare.
Troppo spesso gli ordini che arrivano dall’alto tendono a punire il testimone,facendolo cadere in vere e proprie trappole.
Com’è possibile che uomini e donne incensurati poi diventino dei cattivi cittadini?
Nel corso degli anni abbiamo visto testimoni di giustizia denunciati per oltraggio,chi per resistenza e altri addirittura per danni o procurato allarme,accuse poi cadute durante i processi ma che hanno destabilizzato la mente e l’animo di questi testimoni che hanno creduto nello Stato.
Oggi c’è silenzio da parte del ministero dell’interno di chi a capo del dicastero disse i testimoni non vanno abbandonati ….chiacchiere da bar.
Una commissione centrale presieduta da un vice ministro che tutto fa tranne  che svolgere il suo lavoro e con frasi ironiche il più delle volte offende e denigra i testimoni.
Siamo alla fine di un vero è proprio progetto che vede attuata la linea del “me ne frego dei rompicoglioni “.
Questi governanti hanno paura solo di una reazione mediatica,ma anche questo è difficile attuare oggi poiché sempre più c’è una stampa succube del potere.
Oggi ci sono pochi politici che lottano per i testimoni di giustizia e noi li ringraziamo di cuore.
Non c’è futuro senza esempi non c’è futuro senza legalità.
A breve chiederemo che il vice ministro Bubbico vada in commissione antimafia a chiarire i perché la commissione centrale è impropriamente non operativa e perché quella famosa carta dei doveri e dei diritti é rimasta solo nelle sue promesse.

Vergognoso !

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                                                    Tel. 3470515527

 

 

                                                                Roma,18.09.2016

 

                                              Al Ministro della Difesa

                                                               ROMA

 

                                               Al V.Ministro dell’Interno

                                                Sen.Filippo Bubbico

                                                                ROMA

 

                                              Al Direttore dell’

                            Ospedale Militare di

                                                                MESSINA

 

Testimone di Giustizia

Salvatore Barbagallo

Vibo Valentia

 

                         Oltre dieci mesi,a decorrere dalla metà di novembre del 2015,non sono bastati,ad oggi , a stilare ed approvare  un verbale della visita medica cui é stato sottoposto il Testimone di Giustizia  Salvatore  Barbagallo  presso l’Ospedale  Militare di Messina.

I danni che  egli sta ricevendo  da tale ingiustificabile  ritardo  sono  notevolissimi ,tenuto conto  che egli non é in grado di vedere  da parte del Ministero dell’Interno la  definizione della pratica per  “danno biologico” a causa,appunto,della mancanza del verbale medico in argomento.

                       Si prega il Ministro della Difesa di  voler intervenire  presso il predetto  Ospedale Militare  per obbligare i responsabili  ad osservare  la legge.

                       Distinti saluti

 

                                                 IL SEGRETARIO

 

                                                Dr.Elvio Di Cesare

Cani allevati per combattere dalla camorra.Mettete fine una buona volta per sempre a questa barbarie

> Nonostante le ultime operazioni delle forze di polizia a Castellammare di Stabia la camorra continua  ad allevare dei cani, con un solo scopo,quello di  farli combattere.
Un giro di scommesse di svariati migliaia di euro e non solo …..
ma anche una  spavalderia criminale .
> Li vediamo in mostra sui profili Facebook ,sono i figli dei boss poco più che quindicenni ma che mostrano la loro potenza e si sfidano su Facebook a chi ha il cane più feroce.
> Questa triste e ripetuta mentalità criminale fa di quei poveri cani delle armi, usati a guardia di box per poi essere gettati nel fiume Sarno una volta feriti o per farli scomparire.
Innesti di razze al solo scopo di creare una razza capace di combattere.
> La mia denuncia ha un anno di distanza ha sortito  degli interventi e sono stati effettuati  sequestri.
Il mio appello è rivolto anche ai cittadini che troppo spesso sanno e non denunciano ed assistono a questa prepotenza criminale.
> Bloccare questa feroce pratica criminale non è solo una questione di legalità ma anche  questione morale di umanità nei confronti di quei poveri cani che restano vittime dell’orrore criminale.
Per poi non parlare di questi futuri boss che crescono nell’illegalita’.
testimone di giustizia
Ciliberto Gennaro

RICEVIAMO CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E ,QUINDI,PUBBLICHIAMO LA NOTA PERVENUTACI DAL TESTIMONE DI GIUSTIZIA GENNARO CILIBERTO :

o General

un tempo il generale era il Generale .
Mai e poi mai avrei potuto immaginare  cosa oggi accade tra le righe delle forze di polizia.
Questa gente non solo offende ed umilia chi con sacrificio e dedizione opera per la giustizia ma distrugge il rapporto di fiducia tra il popolo e lo stato.
Meraviglia.?
No …..perché io personalmente  ho visto un generale farsi comprare la lavatrice ,farsi imbiancare casa,ricevere doni tra cui dei cavalli.
Cosa ho fatto io da semplice uomo …..ho DENUNCIATO.
In tanti mi dicevano :” ma sei sicuro ,quello è generale …..ti metti contro il generale?”
E fu allora che ho compreso il potere del generale che era un colonnello ancora prima maggiore per iniziare da tenente e quindi quel  generale quanti ne’ avrà promossi di uomini in divisa ?
In quanti avranno chiesto aiuto al Generale?
Che brutta storia ,che squallore vedere quell’uomo con quella divisa piena di medaglie chiedere una lavatrice …..uno scaldabagno;….che delusione ……e pensare che ci sono uomini in divisa abbandonati al loro destino ,………… obbedir tacendo .

Gennaro  Ciliberto
testimone di giustizia

Monta lo sdegno per quanto é avvenuto oggi a Napoli ! Basta ……Gallo è vittima .Intervenga Del Rio oppure lo so dica che chi denuncia deve essere distrutto

Carissimo On.Mattiello spero che tu comprenda il senso di queste mie parole ….se tutto ciò fosse accaduto quando ero nelle glorie di Anas e autostrada avremmo risolto ,ti dico questo perché con i miei occhi ho visto risolvere questioni che mai avrebbero avuto risoluzione.
dal casello di Ceprano .a …Cassino..per non parlare di Ferentino .. che mai si sarebbero potuto aprire a quello Dell uscita di santa Maria c.v  per poi fijire alle stazioni di rifornimento sulla ss268 strada del “vesuvio” ……vediamo se li è  tutto nella norma????? purtroppo questa vicenda è una punizione nei confronti di chi si è giustamente opposto ad un sistema e Gallo è la vittima.
Punito per dare esempio che chi si ribella deve essere distrutto ….anche se oggi non c’è più Ciucci i dirigenti e la mentalità in Anas non è cambiata per nulla.
apprezzo sempre il tuo metterti in Prima fila per la battaglia della legalità. ..ma siamo sicuri che in Anas e autostrada  la si voglia la legalità  ?

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia

Il Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto scrive al Sindaco De Magistris e al suo assessore Celemente::”non serve la marcia se poi i politici non sono presenti contro la camorra”

Al Sindaco De Magistris
All’Assessore Clemente
Napoli ha bisogno di esempi e di una vera cultura della legalità ;non servono  una marcia o uno  spot contro  la camorra.
Il male camorristico si deve combattere con i fatti non con le chiacchiere.
Mai se il comune di Napoli ed  il sindaco De Magistris o gli stessi  assessori alla legalità non danno voce ai testimoni di giustizia napoletani,allora di  quale  legalità parliamo ?
Noi testimoni siamo uomini e donne esempi di lotta alla camorra ma la politica Napoletana ci ignora.
A Napoli c’è bisogno di esempi concreti non di comparse o fiction.
Gennaro  Ciliberto
testimone di Giustizia
3318306262

Ecco un altro povero Cristo di Testimone di Giustizia in Calabria: Salvatore Barbagallo di Vibo Marina.Denuncia la ndrangheta e gli stanno levando anche la casa costruita con tanti sacrifici. E’ una vergogna ! Il suo appello accorato al Presidente del Tribunale di Vibo Valentia,al Giudice Vesci ed al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri

Un Testimone di giustizia che ce l’ha fatta,ma da solo.Ha trovato lavoro senza l’aiuto dello Stato

Un Testimone di  giustizia che ce l’ha fatta,ma da solo.Ha trovato lavoro senza l’aiuto dello Stato

La Forza e l’ impegno per una nuova vita ….si può!

Solo pochi anni fa sembrava che il buio dell’inferno mi avesse risucchiato per sempre.
Giorni difficili che si sono poi tramutati in anni ma  nonostante tutto non ho mai perso la voglia di vivere,di risorgere,di poter iniziare una nuova vita nuova.
Da solo ho sconfitto la paura la solitudine e la tristezza che avvolge i Testimoni di giustizia; ho lasciato per sempre la mia terra con rimpianto e dolore ma oggi ho ritrovato la serenità necessaria per vivere.
Ho apprezzato il sacrificio e la vera amicizia e cosa vuol dire la famiglia.
Oggi lavoro e sono quell’esempio che nulla è impossibile, ho abbandonato la mia ricchezza materiale fatta di orologi di lusso auto potenti e benefici  ma oggi ho una ricchezza interiore fatta di emozioni e soddisfazioni che giorno dopo giorno si aggiungono ad una meta prefissata.
Il percorso è ancora lungo e sicuramente tortuoso e la consapevolezza di tutto ciò mi tempra.
Un grazie a chi mi è stato vicino a chi sin dall’inizio ha detto “Tu c’è la farai” a chi oggi mi segue in questo percorso,la mia sfida io l’ho vinta e credo che in tanti potranno riuscirci ;l’importante è volerlo.

Gennaro  Ciliberto

Testimone di Giustizia

Riceviamo e pubblichiamo questa nota pervenutaci dal Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto :” Una città preda del crimine ed un governo che promette sicurezza ma poi….lascia che il popolo viva nel terrore

>
> Non serve più gridare all’indignazione, questa città è ostaggio del crimine,di bande che giorno dopo giorno seminano terrore e la fanno da padrone.
> C’e un popolo stanco è inerme  che subisce e c’è poi  la politica locale che  mette  toppe e fa proclami  per poi inchinarsi alle promesse di Roma che restano tali.
> Violenza gratuita e premeditata fanno di questa cittadina un simbolo del crimine offuscando le sue virtù e bellezze inestimabili.
>
> VORREI UN SINDACO che battesse i pugni e che urlasse alla politica nazionale e agli organi istituzionali BASTA …BASTA ….BASTA ora dateci la libertà di vivere sereni.
> Ad ogni azione criminale c’è la reazione di facciata ma poi tutto torna come prima nell’abbandono totale.
> Completa il quadro una giustizia clemente e poco efficace.
> Forse hanno vinto loro, quegli infami che vogliono Bitonto così devastata quelli che fanno affari con la criminalità e quelli che pagano il pizzo ….si perché a Bitonto ci sono gli intoccabili. ..chi sono  ?
> chi paga !
>
> Sono coloro che sfoggiano auto potenti ,Rolex  e che nessuno  tocca,quasi come se vivessero in una città  nella città ,coloro che investono con la complicità della criminalità organizzata e che sfilano anche tra la gente ad ogni manifestazione contro le mafie tanto per far vedere il loro vestito “bianco ”
> Cosa può oggi sperare il popolo bitonto onesto ?
> Nulla!
> Come si può vivere in tal modo ?
> Non è vita!
> Cosa serve organizzare eventi se puoi tutto torna nel buio infernale e che la cronaca quotidiana ci racconta di un far West  ?
> Stringo forte in un abbraccio coloro che con impegno e costanza cercano di fare ciò che uno Stato dovrebbe fare ….assicurare sicurezza alla cittadinanza
> tdg
> Ciliberto Gennaro

Il Sig.Carlo Massone ci ha inviato la mail che pubblichiamo con parte della documentazione relativa alla sue denunce per “collaudopoli”,un problema sul quale urge fare chiarezza


Vedi video allegato   di TG5 Indignato .  e la Stampa di Alessandria.

invio la denuncia in Oggetto , contro il Ministro  dei Trasporti  per risposte date  False !! alle Interrogazioni di 5stelle sotto riportata , da seguire nel Tribunale di Roma .

le denunce alla Guardia di Finanza   di Novi Ligure ,  citate nella Interrogazione di 5stelle !! 

                                                       —————————–


                                                     ——————–
Interrogazione a Risposta in Commissione 5/06086 Camera

                          TESTO ATTO
                            Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-06086
presentato da        Romano Paolo Nicolo’    M.5Stelle , testo di  Venerdi 17 luglio 2015 ,sedutan.464                  
((( EX , Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08376 presentato da
ROMANO Paolo Nicolò Movimento 5 Stelle testo di Giovedì 12 marzo 2015, seduta n. 390)))
PAOLO NICOLÒ ROMANO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
ai Ministri interrogati è nota la pluridecennale vicenda di Carlo Massone, autotrasportatore e titolare della ditta omonima di Castelletto d’Orba in frazione Crebini 37 (Alessandria), per le innumerevoli interrogazioni parlamentari che si sono succedute dal 1994 ad oggi, che lo hanno visto protagonista di una tenace lotta contro quello che egli stesso ha definito lo scandalo «collaudopoli» ossia l’esistenza di un sistema generalizzato di corruzione che coinvolge gli uffici territorialmente competenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, della motorizzazione e di altri enti, quali l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), abilitati al rilascio delle certificazioni attestanti i collaudi a norma di legge degli automezzi pesanti, sia usati che di nuova immatricolazione, e questo a detrimento della qualità degli automezzi venduti e della sicurezza della circolazione stradale;
come sopradetto, la questione è approdata nella aule parlamentari in numerose occasioni, con interrogazioni presentate a partire dalla XII legislatura e fino a quella tuttora in corso, dove anche recentemente il Governo e’ intervenuto rispondendo, lo scorso 10 luglio 2014, all’interrogazione n. 5-02234 del deputato Emanuele Fiano, (PD) presentata il 26 febbraio 2014;
l’ennesima non risposta del Governo e l’assenza di significative iniziative contro il sistema «collaudopoli» hanno spinto il signor Carlo Massone a presentare, presso la guardia di finanza compagnia di Nove Ligure, ben due denunce (verbale di ricezione del 21 maggio 2014 e del 23 luglio 2014) nei confronti di due dirigenti pubblici rei, a detta del signor Massone, di continuare a fornire notizie non corrispondenti al vero non consentendo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una corretta valutazione del suo caso, nello specifico con riferimento alla perizia terza ed imparziale, disposta dall’autorità giudiziaria relativamente alla sua complessa vicenda, redatta l’11 novembre 1992 dal dottor ingegner Carlo Pollarolo nominato CTU dal tribunale di Alessandria in data 28 novembre 1991; 
nel suo esposto il denunciante, dichiara che: «In virtù delle interrogazioni parlamentari richiamate desidero portare a conoscenza di chi è preposto a fare giustizia che le commissioni parlamentari che hanno attenzionato il mio caso, hanno valutato sulla base di una perizia di parte – PLURA SpA – e non su una perizia effettuata dal CTU dottor ingegner Carlo Pollaroro nominato dal Giudice del Tribunale di Alessandria»; 
le accuse mosse da Carlo Massone contro l’attuale direttore alla motorizzazione di Alessandria, e il direttore della direzione generale territoriale Nord Ovest del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, relativamente all’istruttoria relative alla suddetta documentazione, se confermate risulterebbero indubbiamente gravi e lesive dell’immagine delle istituzioni da essi rappresentate. Preme ricordare che, in merito, è stato aperto un procedimento penale contro ignoti, iscritto al n. 2014/4159 RE. GE. della procura della Repubblica di Alessandria, conclusosi con richiesta di archiviazione a detta di Carlo Massone senza che siano state esperite indagini appropriate; 
questa pluridecennale battaglia mediatica, giudiziaria e politica condotta dal signor Carlo Massone l’ha ormai ridotto sul lastrico al punto che da tempo minaccia il suicidio in quanto impossibilitato a condurre un’esistenza dignitosa –: 
se i Ministri interrogati vogliano accertarsi di quanto in premessa chiarendo se nelle precedenti risposte, date nelle sedi parlamentari, siano stati utilizzati tutti i pareri prodotti sulla complessa vicenda del signor Carlo Massone e, in particolare, se siano stati valutati con la dovuta attenzione quelli terzi ed imparziali disposti dall’autorità giudiziaria. (5-06086 )——-


Una vergogna tutta italiana.Il “caso Gallo”,che,dopo aver già segnalato alla DDA,ci accingiamo a portare in Parlamento,Vediamo ora cosa rispondono Renzi,Delrio,Bubbico ed il Direttore dell’ANAS.Così si favorisce la mafia !

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

 

                                                        Tel. 3470515527

 

                                         Roma,3.9.2016

 

                                     Al Presidente Consiglio dei Ministri

                                                    ROMA

 

                                     Al Ministro  Graziano Delrio

                                                    ROMA

 

                                      Al Vice Ministro  Filippo Bubbico

                                                     ROMA

 

                                     Al Direttore Generale ANAS

                                                    ROMA

 

 

  Esprimiamo la più viva indignazione per  il comportamento dell’ANAS  nei confronti del Sig.Luigi Gallo ,il quale,dopo aver denunciato la camorra,si vede  non riconosciuti  i suoi diritti all’indennizzo.

  Invitiamo le SS.LL.ad intervenire al riguardo.

   In attesa di assicurazioni,si porgono distinti saluti

 

                                  IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                         Dr:Elvio Di Cesare

 

 

 

 

 

Pensieri della notte.Riflessioni su una nota del carissimo Prof.Enzo Guidotto

Fra il “magna e tasi” dei veneto-friulani insediati in quasi in tre quarti della provincia di Latina,dal nord fino al Salto di Fondi,il “nun sacciu nient” dei figli della vecchia “Terra di Lavoro” e del “Regno delle due Sicilie”,”cupole”,pezzi deviati dello stato,politici compiacenti,spioni e via dicendo,tutte le persone intelligenti possono intuire qual’é il clima esistente in provincia di Latina.Un’antimafia sociale aggressiva , non politicizzata e non asservita potrebbe rappresentare la panacea all’omertà ed a tutti i mali del sistema.Ma in provincia di Latina l’”antimafia” viene intesa per lo più come………………gestione dei beni ,corsi della legalità e così via,Cioè business.Di “indagine” ,di “denuncia” e di sostegno concreto alla magistratura inquirente neanche a parlarne:”nun sacciu niente” e “magna e tasi” appunto.Altro che Corleone,la Sicilia e così via! Qua é peggio.La politica,ovviamente,fatta qualche rarissima eccezione,fa parte del sistema,é il prodotto di questa realtà,senza un’idea,senza un’anima.La burocrazia altrettanto,se non peggio ancora.Non c’é,quindi,da meravigliarsi se Prefetti del livello di Bruno Frattasi,non organici al sistema,vengono ritenuti “scomodi” – in politichese si dice “inaffidabili – e quindi promossi e rimossi,come pure tutti gli altri vertici che non si allineano.Qua,carissimi Bolzoni,Guidotto e Vaudano,siamo nel Lazio,non in Sicilia,Campania o Calabria,alla periferia della Capitale d’Italia e a quattro passi da questa,il core business,il centro degli affari e delle trame-e del Potere,quindi- e tutti i fenomeni vanno letti in quest’ottica,in una dimensione diversa dalle altre regioni.Questa non é terra di mitra ,pistole e coppole,ma,al contrario di,tovagliolini e greche.E’ terra,insomma,di Mafia Capitale 

L’intervento dell’Associazione Caponnetto dopo la grave aggressione avvenuta a Formia ai danni di un dipendente della Formia Rifiuti Zero.Sullo stesso argomento é intervenuta anche la Sezione formiana di Rifondazione Comunista

 

 

 

Associazione   Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   ass.caponnetto@pec.it

                                                                                   00192 Roma  via Germanico 197

                                                                                   Tel 3470515527

 

                                            Roma,23.07.2016

 

                                          Al Sig.Prefetto di

                                                         LATINA

 

                                           Al Sig.Questore di 

 

                                                          LATINA

 

                   e p.c.                Al Ministro dell’Interno

 

                                                           ROMA

 

 

 Già in passato si sono verificati a Formia  episodi di violenza  che hanno visto  coinvolti soggetti dello stesso ambiente  e che avrebbero dovuto indurre gli organi competenti ad adottare  drastiche misure per evitare che si ripetessero come,purtroppo,é avvenuto.

L’aggressione questa volta subita  da  un dipendente  della  Soc.Formia Rifiuti zero mentre era intento  a svolgere il proprio lavoro  e che  ha provocato,peraltro,a questo anche delle ferite, non può restare impunita.

Invitiamo,pertanto.le SS.LL a voler adottare con  urgenza  le misure  previste dalla legge  in situazioni così gravi.

Ciò,non solo per  ripristinare  una situazione di legalità e di rispetto delle leggi dello Stato e del vivere civile,ma anche per assicurare l’opinione pubblica  dell’esistenza dello Stato  stesso sul territorio e per ricreare un clima di tranquillità e di serenità nella comunità di Formia  e del sud pontino.

Distinti saluti

 

                                            IL SEGRETARIO

                                             Dr.Elvio Di Cesare

Lettera agli iscritti all’Associazione Caponnetto

IL MOTTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO:

 

” ALTRO ED ALTO  “   !!!!!!!!

LETTERA AGLI ISCRITTI

 

Cosa significa ?

Significa che bisogna cominciare a volare “alto”,non appiattendosi sulle piccole cose,sui fatti che non  danno il senso  della gravità della situazione in cui versano il Paese e la Democrazia e della  pericolosità di una mafia che non é più quella di 30 anni fa.

La mafia é cambiata  ed anche la cosiddetta antimafia – cioè noi -  ha  il dovere di cambiare se non vuole rischiare l’insignificanza,il folclore,il ridicolo.

Qualche anno fa  un amico residente in  una nota località turistica che spronavamo a porre una maggiore attenzione alle attività della mafia  nel proprio territorio,anziché agli avvenimenti spiccioli di carattere amministrativo-politico,ci rispose :”Nel mio comune non c’é mafia,ma solo riciclaggio”.

Ci sentimmo cadere il mondo addosso perché quella risposta ci disegnò la dimensione enorme di un’arretratezza culturale che é alla base di tutti i mali del nostro Paese.

C’é gente,anche fra di noi,che ancora pensa che se non si spara non c’é la mafia e che non riesce a capire che proprio quando non si spara la mafia c’é più che altrove .

Se non si spara vuol dire che la mafia sta operando alla grande ,indisturbata, e che non ha bisogno di ricorrere ad atti di violenza.

La mafia politica,la mafia istituzionale,la mafia economica,la mafia annidata nei partiti,negli uffici,nelle banche,nelle caserme,nei tribunali,nelle imprese,nel Parlamento ,nei comuni,nelle regioni ,fra i professionisti,fra la gente comune,non spara perchè non ha bisogno di farlo in quanto comanda,legifera,fa  il proprio comodo ed interesse.

Un’antimafia seria ,se vuole effettivamente rendere un servizio allo Stato di diritto,ha il dovere di ammodernarsi impegnandosi a fondo per scovare in quegli ambienti,uno per uno,i traditori,coloro che sono  venuti  e vengono meno al giuramento di fedeltà allo Stato – allo Stato-Stato non allo stato-mafia – e denunciarli,aiutando,come invocava Paolo Borsellino,la Magistratura a fare il proprio lavoro.

Per questo esistono le associazioni antimafia,quelle serie ovviamente,come noi  ci sforziamo di essere.

Ci sforziamo,perché anche noi dobbiamo combattere quotidianamente con qualche gaglioffo,analfabeta,parolaio o opportunista che vorrebbero entrare nella Caponnetto e che noi respingiamo.

Alla Caponnetto serve gente seria,affidabile,consapevole,disinteressata,valida e che abbia senso dello Stato,dello Stato vero,quello di diritto per il quale hanno combattuto i nostri nonni ed i nostri padri.

Ecco perché “Altro ed Alto” perché,se dovessimo venire meno anche noi all’impegno morale assunto al momento della creazione  e dell’iscrizione all’Associazione Caponnetto,significherebbe  che  per questo Paese non c’é più speranza di salvezza.

Agli iscritti,che dovrebbero rappresentare,per la scelta che hanno deciso di fare,la parte più sensibile,sana,responsabile  e viva del Paese – quella,peraltro,più combattiva – raccomandiamo di porre un’attenzione particolare non tanto sulle piccole vicende politico-amministrative,sulle beghe fra correnti e clan,o sulle aiuole e le rotonde,quanto sulle movimentazioni ed investimenti di capitali,sugli insediamenti sospetti,sulle operazioni urbanistiche e commerciali,sulle collusioni fra soggetti delle istituzioni e della malavita.

Un salto di qualità,insomma,che si rende,oltre che necessario,URGENTE.

L’altra settimana con il nostro Presidente Prof.Alfredo Galasso ragionavamo sulla necessità di spostare l’attenzione e l’interesse  dalla “quantità” alla “qualità“.

Dobbiamo  impegnarci tutti perchè tutte le nostre attività  diventino  funzionali agli obiettivi che ci proponiamo,obiettivi che sono quelli di scovare e neutralizzare i mafiosi,dovunque essi siano.

Punto.

Dal reclutamento e dalla scelta del personale,alla selezione della classe dirigente,alla convegnistica,alla comunicazione,tutto deve tendere al perseguimento di tale obiettivo.

Abbiamo,grazie a Dio,a nostra disposizione strumenti importanti da utilizzare,oltre a quelli tradizionali della stampa e della denuncia :quelli parlamentari.

I primi espongono chi di noi li usa a rischi di querele e richieste risarcitorie che la mafia usa sempre di più per mettere il bavaglio alla comunicazione ed alla denuncia.

I secondi,no o,comunque,meno.

A settembre dovremo rivederci a Roma per  fare un tagliando che consenta all’Associazione Caponnetto di diventare sempre più incisiva  e credibile sul piano  della lotta alle mafie , alla corruzione ed al malaffare.

Un fraterno saluto  e buone ferie a tutti.

Il grido di dolore di un Testimone di Giustizia,di uno,cioé,che per amore di Giustizia e di rispetto della sua gente del sud,ha sacrificato affetti ed interessi

Il grido di dolore  di un Testimone di Giustizia,di uno,cioé,che per amore  di Giustizia e di rispetto della sua gente del sud,ha sacrificato  affetti ed interessi

Il giorno dopo ….si piange ma non c’è memoria!

Tutti gridano alla VERGOGNA,ma il giorno dopo …… è troppo tardi.
Questa ennesima tragedia è la prova che in un paese ostaggio della corruzione del malaffare  il popolo onesto paga il prezzo più alto.
Dove la pioggia semina morte,dove i cavalcavia crollano,dove si muore per un intervento banale,dove il ricatto è prassi  e  regola .
Un Padre,un figlio una mamma sono le  vittime innocenti di un sistema che ruba il futuro e  le speranze di tutti noi.
Ma si subisce indifferenti alla razzia del potere colluso.
Non si può gridare Giustizia se poi si è indifferenti,se poi  non si ha memoria delle tragedie passate.Tante le  sentenze che mai trovano un colpevole e che troppo spesso per un difetto di forma o una prescrizione tutto resta impunito e chi chiede verità e Giustizia resta deluso e beffato da chi le carte dei processi le manipola.Poi ci sono i depistaggi e tutto resta impunito.
Uomini spregiudicati che lucrano su ciò che è diritto di un popolo,non c’è settore indenne da questi criminali,la cricca fa soldi poi il potere,le collusioni che  distruggono il bene comune………Questa nazione è ormai al collasso ma non c’è indignazione.
Ora è il tempo delle polemiche,delle promesse, ma basteranno solo pochi mesi perché tutto resti un tragico ricordo di una giornata durante la quale  a pagare il prezzo più alto sono stati ,come al solito,uomini e donne onesti, colpevoli solo di vivere in una nazione che “vive”
di corruzione e che emargina gli onesti e premia i disonesti.

Gennaro   Ciliberto
Testimone di Giustizia

Riceviamo e pubblichiamo ,non prima,però,di far rilevare che quanto scritto sotto purtroppo corrisponde ad una cruda realtà. Il Servizio Centrale Protezione va cambiato da cima a fondo ed il Vice Ministro Bubbico si é rivelato inadeguato rispetto all’impegno affidatogli.Bisogna cambiare anche lui perché non va

Riceviamo e pubblichiamo ,non prima,però,di  far rilevare che quanto scritto sotto  purtroppo corrisponde ad una cruda realtà. Il Servizio Centrale Protezione va  cambiato da cima a fondo ed il  Vice Ministro Bubbico si é rivelato inadeguato rispetto all’impegno affidatogli.Bisogna cambiare anche lui perché non va

Il servizio centrale di protezione sempre più burocratico,a questo punto  è complice delle disgrazie dei testimoni di Giustizia,prima della Legge va riformato il Servizio Centrale ci vuole un cambio radicale,da più di vent’anni ci sono operatori che occupano posti di comando.
Non c’è testimone di Giustizia che non sia stato “colpito” dalla burocrazia di un sistema che non valuta con umanità le vite dei Testimoni e familiari.
Ora Bubbico deve intervenire poiché da mesi è distrattamente impegnato altrove e sembra che dei Testimoni non gli interessi nulla.

http://www.ansa.it/legalita/rubriche/pizzonograzie/2016/07/01/testimone-giustizia-vogliono-vendicarsi-ma-sono-solo_8cc0d84d-a792-4942-a351-0f281391f1b6.html

 Baby boss che crescono e le istituzioni e i servizi sociali dove sono ?

Inizia così il commento del figlio del boss del clan d Alessandro oggi detenuto:.
” Un odio a vita”, con la foto che ritrae i carabinieri;quell’odio che certamente nutre il padre nei confronti dello Stato,degli uomini in divisa,della legge e  trasferito ai figli.
Bisogna quindi capire l’odio di questo predestinato che a quindici anni sfoggia il suo potere,auto,moto,e lusso e amicizie “pericolose” figli di altri boss.
Il piccolo rampollo cresce alimentato dall’odio e c’è chi dalla famiglia lo incita e lo fa sentire uomo adulto asserendo che suo padre è fiero di lui.
Cosa  né sarà di lui ?
Il suo destino È già scritto in quelle frasi pubblicate su facebook.
Perché in questo ragazzino non c’è un mondo “normale”.
Perché i servizi sociali  locali non intervengono?
Forse è paura?
O altro!
E quindi accade che due fratelli lanciano messaggi di violenza e odio sul social e che ricevono centinaia di “mi piace”.
Roba da ragazzini oppure messaggi …..?
No, popolo….questa è roba seria, questa è  la cultura della camorra,del male che cresce in ogni povero ragazzo o ragazza che vivono in ambienti criminali.
Respirano aria di camorra.
Il mio appello alle istituzioni preposte: Intervenire prima che sia troppo tardi.

Gennaro Ciliberto

Testimone di Giustizia

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1714906062099700&id=100007409677212

Chi fa bene viene colpito dai criminali ma lo stato dov’è?

Questo ultimo atto è la dimostrazione della vigliaccheria dei criminali,gente senza cervello,che agiscono cone i topi che escono dalle loro fogne di notte.
Esprimo la mia vicinanza al comandante della polizia locale di Bitonto,il mio abbraccio sincero a lui e la famiglia e il messaggio NON SIETE SOLI.
Ora pregiatissimo Eccellenza Prefetto DI Bari ,Sig.Questore,Comandante Provinciale dei CC  facciate vedere che lo Stato a Bitonto c’è e che è più forte della criminalità.
Questa melma criminale deve sentire il fiato sul collo,bloccate tutte le piazze di spaccio,fate controlli a tappeto,entrate nei loro feudi e fate pulizia ,bisogna ridare fiducia al popolo onesto,ora c’è bisogno di risposte e non di chiacchiere o promesse.
A voi vigliacchi criminali  un solo messaggio da chi come me vi ha visto in faccia ,che dire siete il male di questa città, siete senza cervello,senza anima,affrontati ad uno ad uno siete il nulla.
Adesso anche noi Popolo ONESTO, dobbiamo far sentire la nostra vicinanza a chi viene brutalmente colpito perché è nostro dovere non lasciare nessun uomo o donna onesti  soli ,il silenzio uccide ed io sono sicuro che Bitonto saprà reagire con forza e determinazione.
Ciliberto Gennaro
Testimone di Giustizia

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