Lettere

Abbiamo ricevuto dal Sig.Luigi Gallo,la nota che sotto riportiamo ,pubblicandola come richiestoci e senza entrare nel merito della vicenda: ”Egregio dottore buongiorno vi invio una lettera dei miei avvocati che hanno inviata all’Anas e altri Enti. Vi chiedo gentilmente di pubblicarla sul sito della Associazione.Cordiali saluti Luigi Gallo”

Esaudita doverosamente  tale richiesta ,é d’obbligo per noi qualche considerazione.La  vicenda  esposta non assume i caratteri di una vertenza  che potrebbe  risultare all’apparenza  poco rilevante  e ,comunque non degna di attenzione pubblica,in quanto essa  si aggancia  ad un caso  per il quale anche l’Associazione Caponnetto ha riscontrato gli elementi per una sua costituzione come parte civile in un processo in corso presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che vede coinvolti personaggi  molto noti,anche in campo politico.Le osservazioni fatte  nella nota ,che ci é stato richiesto di rendere pubblica, dagli Avv.Delio Iorio e Francesco Parente- professionisti che noi abbiamo avuto il piacere  e l’onore di conoscere personalmente per la loro squisitezza ed la loro bravura,il giorno che siamo andati a costituirci  a Santa Maria Capua Vetere tramite l’Avv.Gerardo Tommasone,nel processo  Gallo c/o  Cosentino + altri- diretta  all’ANAS ed anche all’Autorità Giudiziaria e di Polizia ,sono  condivisibili  in quanto  disegnano un quadro di  disparità di trattamenti fra vari soggetti.Non vogliamo andare oltre in quanto il giudizio finale spetta ai giudici e non a noi,certi che essi vorranno ristabilire,con adeguati ed efficaci  provvedimenti oltre che giudizi,quella legalità della quale tutti parlano ma che pochi mostrano di voler praticare.

 

 

A proposito dell’hacheraggio ai danni della Voce delle Voce

  A proposito dell’hacheraggio ai danni della Voce delle Voce e dei danni  indiretti arrecati anche all’immagine dell’Associazione Caponnetto.Ora basta!!! Pubblichiamo la denuncia lla Procura della COMUNICATI .Copia della denuncia presentata alla Procura  della Repubblica di Napoli  a firma del Direttore della Voce delle Voci  Rita Pennarola,capo ufficio stampa,peraltro,dell’Associazione Caponnetto,dopo l’ackeraggio  ai danni del sito  del giornale probabilmente da parte di soggetti  collegati alla camorra ed operanti da paesi del centro Africa .A restare colpita da questi delinquenti  é stata indirettamente anche l’Associazione Caponnetto in quanto  talune email  a firma di Rita Pennarola  con richieste di denaro sono state inviate anche ad iscritti e simpatizzanti  dell’Associazione Caponnetto
“Oggi metto sul sito della Voce un articolo sugli imprenditori di camorra che hanno già da tempo i loro terminali informatici in centro Africa e Medio Oriente.
Ad essere stata attaccata è la casella di posta elettronica della Voce (vocedellevoci@gmail.com) che ora si presenta come vedi nell’immagine allegata, con caratteri nigeriani, ed è inservibile, cancellata con tutti i documenti e i contatti. Il sito www.vocedellevoci.it non lo hanno potuto manomettere perché sanno bene che con i nuovi sistemi wordpress ne esistono coppie quotidiane di back up. Inoltre dal sito non potevano partire quelle infamanti mail col mio nome che hanno invece spedito dalla casella di posta elettronica hackerata.
Rita”

Ecco come lo Stato tratta i Testimoni di Giustizia.Il caso di Salvatore Barbagallo lasciato senza un sostegno economico e senza una pur minima protezione.Non lo scortano nemmeno quando viene chiamato a testimoniare nei processi contro la ndrangheta.Vergogna! L’Associazione Caponnetto é indignata.

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

 

                                                        

                                                         30.1.2016

 

                                             Al Prefetto di 

                                                          VIBO VALENTIA

 

                                    e p.c.

                                              V.Ministro dell’Interno

                                               Sen.Filippo Bubbico

                                                             ROMA

 

                                              Procuratore Nazionale Antimafia

                                              Dr.Franco Roberti

                                                              ROMA

 

 

OGGETTO:

Salvatore Barbagallo

Testimone di Giustizia

Vibo Valentia

 

 

 Signor Prefetto,

 più volte  la scrivente Associazione si é interessata al caso del Testimone di Giustizia all’oggetto nominato per sollecitare sia  la liquidazione di quanto di sua spettanza che l’applicazione in suo favore  di un’adeguata protezione.

Dobbiamo,purtroppo,constatare  che tutti i nostri appelli  in favore del Sig,Barbagallo  sono ,ad oggi,caduti nel vuoto.

Ci preme  evidenziare che egli ha avuto il coraggio di denunciare  soggetti appartenenti ad una delle ndrine più pericolose  in Italia,qual’é quella dei Mancuso e che ancora oggi  egli si vede convocare  in numerosi processi  per confermare le sue accuse senza che mai  venga accompagnato da appartenenti alle  forze dell’ordine.

A distanza di anni  dalle prime sue denunce,il  Sig.Barbagallo  é ancora in attesa  di un qualsiasi sostegno economico  da parte dello Stato e ciò  costringe lui e  la sua famiglia a vivere in uno stato di estremo disagio.

A tutto ciò va aggiunto che egli é stato lasciato  senza una pur minima  protezione,possibile vittima delle ritorsioni  delle persone che egli ha denunciato.

Persone che,come tutti sappiamo,non perdonano  coloro che  contrastano i loro disegni criminali.

Ci rivolgiamo a lei  per pregarla di voler  adottare,in considerazione dello stato di estremo pericolo nel quale egli e la sua famiglia si trovano ed in attesa dei provvedimenti  da parte della Commissione Centrale  presso il Ministero dell’Interno,le misure provvisorie di un’adeguata e costante protezione.

In attesa di un  cortese cenno di assicurazione,distintamente la salutiamo

                                     IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                               Dr.Elvio Di Cesare

Riceviamo questa lettera drammatica di un Testimone di Giustizia il quale ci fa capire qual’é la situazione nella quale sono costretti a vivere questi veri e propri SERVITORI DI UNO STATO DI DIRITTO che ormai sembra non esserci più ,al di là di tutti gli annunci e gli spot che ci vengono propinati dalla mattina alla sera attraverso la stampa

Cari amici l ennesima  notte insonne ,come un rituale infernale la sofferenza in me cresce sempre di più.Troppa sofferenza per un uomo onesto vittima del “sistema di protezione “.
Cerco risposte che mai arriveranno e nella mia mente vivo  per l ennesima volta  tutta la tragedia di una vita ormai inutile, attualmente vivo da invisibile con un nome di fantasia e senza alcun contatto con il mondo reale; gli unici con cui parlare sono quei due poveri “disgraziati” della scorta e i ” re magi” del SCP ,per  il resto c’è  il nulla.
A 40 anni sentirsi inutile ed é ancora più  umiliante,  peggio ancora , non aver un futuro  su cui scommettere .
Questa è  una condanna che nessun uomo onesto dovrebbe subire,perlopiù se tale condanna è  stata “sentenziata” dallo stato
Uno stato assente e complice di un meccanismo che renderebbe folle anche la mente più equilibrata a questo mondo rendendolo vittima due volte ,la prima della mafia e la seconda del “sistema protezione”.

Credevo di farcela e mi sono impegnato al massimo auto convincendomi che tutto avrebbe avuto una fine ,una lieta fine ,che avrei iniziato una nuova vita, consapevolmente una vita  diversa dal successo della precedente,lontano dalla mia terra  ma pur sempre una vita ;ma forse ho peccato di presunzione poiché  pur sapendo che nessuno  e  dico nessun testimone a programma ne fosse uscito leso io ci ho creduto.
Guardate, tutti sono testimoni ma il testimone a programma subisce danni irreparabili ;egli viene messo in una situazione di out  e gli viene quotidianamente  fatto pesare che lo stato lo mantiene e che lo protegge e che ogni inosservanza sarà punita.
Una sorta di minaccia silente ma quotidiana.
Un’ entità al popolo sconosciuta denominata Commissione centrale ex art.10 decide sulla vita dei testimoni e dei propri  familiari, le decisioni denominate delibere giungono con tempi biblici.Basti pensare che dalla decisione alla notifica  possono trascorrere anche sei mesi,un tempo atroce per chi attende una risposta una conferma , ma a loro  non importa se trattasi di vita o di morte ,a lor signori non importa nulla della vita dei testimoni.
Forse il più  delle volte la vera battaglia non è tra il testimone e la mafia ma tra il testimone e lo stato;basti pensare ai tanti ricorsi al Tar e Consiglio. di Stato fatti dai legali dei testimoni.
Se poi ci mettiamo che un membro delle Commissioni passate in una relazione disse che i testimoni erano tutti pazzi allora a Voi la conclusione.
Ma come ,un pazzo che denuncia e poi testimonia confermando le accuse in un aula di tribunale rispondendo alle domande di P.M e difesa che di un attratto diventa pazzo ?
Quindi i pazzi combattono  le mafie?
Ed allora i “buoni ” cosa fanno?
Forse tacciono?
o forse sono complici ?
Questo sistema porta la mente al suicidio, al non aver più  voglia di vivere di respirare di guardare l ‘alba e più  passano i mesi e gli anni e più  nasce e si consolida  in te il pensiero “sono stato usato”  e la rabbia logora il tuo Io.
Ma da chi sono stato usato?
Da tutto il sistema giustizia che in continuo conflitto tra esso illude chi denuncia e si dimentica presto del gesto nobile e raro del testimone ,quasi se lo stesso fosse come una busta di latte avente la scadenza.
A tal punto  ,cari amici ,bisogna solo tirare le giuste conclusioni  e  finirla con questa sceneggiata perché  questa è  una sceneggiata che mantiene in piedi uomini e mezzi che costano milioni di euro  al popolo onesto.
Ma che alla fine non rende  la vita del testimone una vita normale o ,come cita la legge,non comporta affatto ………….. un nuovo rinserimento sociale.
Poi non parliamo di tutti i recenti studi finalizzati  a migliorare la legge ma che restano sempre pura utopia e diciamocelo tutta una gran presa per il culo.
Oggi come ieri dico di denunciare  e lo dico ad alta voce e convinto che e ‘ cosa giusta …..ma lo dico con le lacrime agli occhi  di chi é consapevole che ci saranno  altre vittime di questo sistema.
Mi sento  quasi  colpevole di non essere riuscito a cambiare nulla una sola virgola  di questo programma di protezione chiamato da molti di distruzione e capirete da soli  il perché.

Di chi è  la colpa ?
Lo si sa!
Siamo tutti colpevoli perché  in uno stato di diritto non dovrebbero esistere testimoni ma la denuncia dovrebbe essere parte dell’azione civica  di un popolo che condanna i criminali i corrotti ed elogia gli uomini onesti ,dovrebbe essere un gesto normale ma che in Italia normale non è.
Un Testimone di Giustizia

Riceviamo dal Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto e pubblichiamo:

Prima di iniziare questo percorso avevo un concetto e una idea della giustizia totalmente diversi;ora posso solo vedere con occhi diversi e con il privilegio di essere parte diretta di quanta ingiustizia  ci circonda.Combatto quotidianamente una battaglia impari fatta di tradimenti, di ingiustizie, di veri e propri depistaggi, ma non mi arrendo.
Oggi credo nell’uomo giusto ed onesto e non in quella parola giustizia che troppo spesso ha deluso coloro che per essa hanno perso la vita.
Gennaro Ciliberto
testimone contro la camorra Spa

L’amaro sfogo di un Testimone di Giustizia :” Non c’è confronto tra l’onestà ed il potere………….Voi,uomini piccoli ………………” A leggere o sentire queste parole amare dovreste solamente VERGOGNARVI !!!!!! e sentirle come macigni sulle vostre coscienze,ammesso che le abbiate ancora!!!!!!

È una questione di cultura di stile di vita di educazione e rispetto, non è solo onestà e coraggio.
La denuncia,le conferme in tribunale, le condanne sono il risultato dell’onestà.
Del vivere nel rispetto delle regole.
Se solo chi è al governo oggi ,potesse per un solo giorno solo  patire e vivere  la sofferenza di chi, denunciando le Mafie , è costretto a nascondersi,a fuggire,a lasciarsi alle spalle una vita costruita con sacrifici,quelle carezze di chi ti amato che mai più potrai sentire sul tuo viso,i sorrisi e le lacrime di un figlio o un genitore,bene oggi lui,quel politico ,potrebbe dire di aver visto,sentito e toccato il dolore dei TDG.
Ma finché si organizzano parate,congressi, tavoli di lavoro, carte e missive tutto resta come prima.
Il tempo passa veloce, venti anni di promesse, spot elettorali,cambi di governi,  ogni nuovo assume nuovi impegni, ma poi  restano impegni ed il nulla.
Come sempre accade tra Tdg e Ministero inizia  un braccio di ferro,tra carte bollate,ricorsi e proteste,ci si ritrova puntualmente ad iniziare una nuova battaglia con un nemico invisibile, solo per  ricevere quei diritti sanciti dalla legge.
Quella legge che sembrerebbe apprezzata dall’Europa e dagli USA ma che in Italia viene interpretata e non APPLICATA.
Son tutti pazzi sti TDG…….un giorno disse un uomo e qualcuno gli chiese anche spiegazioni di tale affermazione.
E lui spiegò le ragioni di questa sua personale deduzione, ma non seppe dare risposta al perché i TDG erano secondo Lui diventati pazzi solo dopo aver testimoniato in aula, anche perché una dichiarazione di un pazzo nulla vale.
Se il sistema e’ fatto di uomini ,gli uomini sbagliano ed errare è  umano, ma perseverare è DIABOLICO.
Dal di fuori forse mai nessuno potrà comprendere cosa vuol dire attendere una risposta che per mesi e mesi che a volte  si accumulano in anni e spesso mai  arriverà, e se dovesse pur  arrivare ,è scritta in un politichese così pieno di burocrazia che basterebbero poche parole  per decifrare la risposta “il NULLA”.
Ma la mente di un uomo buono ed onesto non si ferma  e cerca di comprendere il comportamento di coloro che pur avendo un nome non si firmano Mai…..perché?
‘L’uomo onesto si autocritica e cerca di scavare nelle mille parole dette e non dette dagli “ambasciatore non porta pena” arrivando ad una conclusione triste e umiliante, la stessa che ha portato  molti ad arrendersi a mollare e a dire basta.
La vita è regolata da regole da comportamenti corretti dal rispetto delle leggi ,dal buon senso,e dal rapporto di fiducia e chi è onesto queste cose le ha nel DNA,chi è disonesto No!
Quindi non c è  confronto né dialogo né tanto meno ci si può sedere allo stesso  tavolo, per discutere di legalità, di diritti,di rispetto, di gratitudine.
Le parole restano parole …..bla …bla.
Vero c’è differenza tra NOI e loro ……e anche tanta, forse troppa, quella differenza tra un uomo onesto è voi piccoli uomini di potere è incalcolabile.
Voi seduti su quella poltrona a volte piena di  un passato glorioso ma troppo spesso ingiustamente mortificata dalle vostre “chiappe” piene di compromessi.
Questo nostro paese forse è un paese di pochissima  memoria ,perché se tutti sventolasssero meno bandiere della legalità e si impegnassero a ricordare e denunciare …..con nomi e cognomi e non con la storiella imparata a memoria da portare per le scuole…..
Oggi   voi  sareste all’impiedi fuori dal Palazzo, se questo popolo agisse concretamente invece di delegare a pochi la libertà comune e la difesa del futuro delle generazioni prossime ,oggi voi piccoli uomini di potere sareste come quei tanti criminali in fuga braccati da chi per quattro soldi rischia la vita ma si impegna per un mondo migliore.
Voi uomini piccoli di potere non riuscirete  mai  a guardare negli occhi dell’ uomo onesto ,non né avrete mai la forza ed il coraggio,voi siete solo dei  codardi,viscidi e putrefatti dal   quel potere che tanto ostentate! che il buon Dio abbia pietà di voi.
Tdg
Gennaro C.

La sfida di un Testimone di Giustizia alla camorra ed alle istituzioni ingrate.Quando noi diciamo che lo Stato,questo Stato,non tutela chi denuncia e,quando con spot ai media esso invita le persone a denunciare,lo fa solo per salvare la sua immagine.VERGOGNATEVI,VERGOGNATEVI ,VERGOGNATEVI !!!!!! Meritate solo di essere cacciati a calci nel sedere !!!!

Non potete più farmi nulla !
Gennaro C.
Il testimone di Gustizia
Contro la Camorra spa

Sono stato sparato,ho  dormito per strada,ho mangiato alla caritas,ho patito il freddo,ho perso la mia famiglia, i miei amori,il profumo della mia terra,le mie emozioni,il mio passato ed il mio futuro.
Ma non mi arrendo non mi lascio andar via ,sarebbe un regalo non solo alla camorra a quei meschini corrotti a quei politici collusi e a quegli infedeli
Io non mollo e come un soldato di fanteria porterò avanti la mia battaglia e anche se ferito io vado avanti.

Lettera pervenutaci da un Testimone di Giustizia del quale non riteniamo di rivelare l’identità per non esporlo ad eventuali rappresaglie da parte di un Potere che a chiacchiere dichiara di essere dalla loro parte ma che in pratica tutti sanno come ,invece,si comporta ………….

 

Lettera da pubblicare su tutti i siti

Pregiatissimo Dott. Di Cesare  Associazione Antimafia Caponnetto;
Voglio che lei amplifichi queste mie parole di dolore e disgusto nei confronti di chi dovrebbe essere al Servizio dei cittadini e che invece dal piedistallo del suo  potere che ricopre evita qualsiasi confronto, chiudendo ogni tipo di dialogo con i testimoni di giustizia dimostrando una superficialità assoluta,alzando un muro di gomma invalicabile.
In questi giorni si stanno consumando le ennesime tragedie di uomini e donne che hanno una sola colpa l’aver denunciato mafiosi,e politici corrotti e Lobby affaristiche criminali.
Martoriati, distrutti,umiliati da un sistema che rende ogni vita una tortura.
Un sistema collaudato negli anni per far  si che nessuno e dico nessuno possa farcela.
A questo punto la risposta di chi dovrebbe tutelare questa figura -i tdg,figura  importante per coraggio ed esempio -  è esplicitamente chiara e da questo momento non riconosco più nel ministero dell’interno un interlocutore onesto poiché ad oggi tutte le  promesse sono state regolarmente smentite dai fatti e illusoriamente ci hanno catapultato nel baratro della sconfitta morale .
Quello che ci resta è il popolo onesto, la nostra battaglia di legalità e giustizia non avrà mai fine.
Non smettero’ mai di denunciare ogni illegalità, sopruso ed ingiustizia da qualunque carica istituzionale possa giungere e farò presto arrivare il nostro grido di dolore  in Europa,il tutto per dimostrare come i testimoni vengono trattati in uno Stato che sulla carta promette ma che poi puntualmente si comporta da “Ponzio Pilato”.

.Senatore Grasso,siamo arrabbiati !

 

SENATORE GRASSO,SIAMO ARRABBIATI ……………………………………………

 

Butti il. sangue correndo  qua e là,ci rimetti i  soldi dalla tua  tasca  levandoli alla  famiglia,ricevi minacce e  pure qualche querela,affronti problemi  di ogni genere  arrivando a litigare  per ottenerne la soluzione ,fai indagini ,confezioni dossier informando chi di dovere e dando un aiuto concreto e non a chiacchiere ,per,alla fine,sentirti accomunato  oggettivamente  a chi non solo non fa  assolutamente niente  di tutto questo ma addirittura,nel nome  dell’etichetta  dell’”antimafia” ,fa business ,si costruisce carriere ,ci campa  e pure alla grande  e si arroga anche il diritto  di rappresentare il mondo intero,da ovest ad est,da nord a sud.

Il vecchio detto popolare: ” Tu lavori ed io mangio”.

Solo che nel caso nostro,oltre a lavorare,rischi anche la pelle !

Molti anni fa,dopo poco tempo  che  avevamo costituito  l’Associazione Caponnetto,vennero a trovarci  due  alti Ufficiali   e ci sentimmo dire da uno di essi – che ricordiamo con molta simpatia perché le sue parole  ci  aprirono  gli orizzonti su quello che avremmo dovuto fare – : ” A noi  ed ai magistrati  servono fatti,nomi e cognomi,non trattati ed analisi  politici o  di storia e di sociologia e perciò veniamo da voi”.

Quelle parole sono rimaste impresse  nella mente di chi scrive  e rappresentano le coordinate  del nostro modo di agire .

Fatti e non chiacchiere :questa é l’antimafia,quella vera.

Il resto  é roba da salotti letterari o di circoli politici.

Punto.

Ora,a vedere  personaggi che  si presentano in televisione  come alfieri della legalità e di rappresentanti  del mondo dell’antimafia  senza che abbiano dato e diano  un pur minimo aiuto concreto ,con tanto di nomi e cognomi,a chi istituzionalmente  é chiamato a combattere  la criminalità e l’illegalità,ci  fa venire l’orticaria.

E  quando,poi,vieni a sapere  che qualcuno di quei soggetti  viene  sospettato ed addirittura indagato di  concorso esterno in associazione  mafiosa  il sangue ti  arriva al cervello.

Oggi abbiamo letto  le dichiarazioni del  Presidente del Senato Grasso  il quale ha invocato un’antimafia dei fatti e senza interessi ,gratuita cioé.

Ma se lo stiamo gridando  ai quattro venti da quando siamo nati,15 anni fa,sempre inascoltati ed anche derisi da qualcuno !!!!!!!!

Ma  che sono questi corsi della legalità nelle scuole,questa gestione  dei beni confiscati ai mafiosi ,tutte quelle manifestazioni  pubbliche ,quella parate  dispendiose ,quei “progetti”? 

A cosa servono  oltre che a  pompare soldi pubblici,della collettività?

Quale  risultato hanno finora prodotto ?

Quale contributo danno tutte queste cose  alle indagini necessarie per scovare,uno per uno i mafiosi,ad avviare i processi ed a condannarli ?

Corsi,parate,sceneggiate,discorsi ,fiumi di soldi dei cittadini  e le mafie  avanzano,comprano,corrompono diventando ormai padrone  di tutto,essendo ,peraltro,presenti dovunque ,nel Parlamento ,nei governi,nell’economia ,nelle professioni,nella società.

E’ questo che qualcuno voleva e vuole  ingannando la gente e  buttando un pò di fumo negli occhi degli  scemi?

Lo si dica chiaramente  come ha avuto  la faccia tosta di fare  quel ministro che disse che …………..”con la mafia bisogna convivere”.

Almeno giochiamo a carte scoperte  e tutti sanno da quale parte schierarsi  ,o di qua o di là,o con la mafia o contro.

Al Senatore Grasso,che é un ex magistrato e che,quindi,conosce bene come stanno le cose in Italia e chi ci mangia e chi no,abbiamo risposto sulle pagine Faceboock dell’Associazione Caponnetto.

Non sappiamo se egli ci legge o no e,perciò,lo ripetiamo anche sul  sito web  dell’Associazione :

se vogliamo risolvere tutti i problemi,si renda,Senatore, promotore di una legge che tolga i finanziamenti pubblici,le convenzioni ,qualsiasi privilegio   ad Associazioni o Fondazioni antimafia  e vieti   qualunque loro riconoscimento  o legittimazione  se  non fanno DENUNCE  aiutando CONCRETAMENTE ,con nomi e cognomi ,i suoi ex colleghi ,la magistratura,cioè,  che é rimasta,malgrado  tutti i suoi limiti  ed i difetti di qualcuno ,sicuramente l’unico organo  statale  a difesa della legalità e della Giustizia.

Vediamo quante Associazioni  e Fondazioni  resteranno  ,continuando,peraltro,ad etichettarsi “antimafia”!

Ecco,glielo chiediamo ufficialmente !

 

                                Associazione A.Caponnetto

                                www.comitato-antimafia-lt.org

Malgrado gli spot,le sparate propagandistiche e gli appelli ,ecco come vengono trattati i Testimoni di Giustizia.Salvatore Barbagallo di Vibo Valentia,Luigi Leonardi di Caserta e Napoli e ne potremmo citare altri ancora.Al Ministero dell’Interno dovrebbero solo vergognarsi per questo .Chiacchiere su chiacchiere,annunci trionfalistici su annunci e,poi,andiamo nei territori e vediamo i risultati del “lavoro” della Commissione Centrale,del Servizio Centrale di Protezione,dei NOP ecc……………………….

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

 

 

                                                                                    Tel.3470515527

 

 

24.11.2015

 

On.Rosy  Bindi

                                                  Presidente Commissione  Parlamentare Antimafia 

                                                                       ROMA

 

Dr.Franco Roberti

Procuratore Nazionale Antimafia

                                                                        ROMA

 

Sen.Filippo Bubbico

V.Ministro  Interno

                                                                        ROMA

 

Direzione Distrettuale Antimafia

                                                                         CATANZARO

 

                                                 Prefetto  di 

                                                                        VIBO VALENTIA 

 

 

OGGETTO.Testimone di Giustizia

Salvatore Barbagallo

Vibo Valentia 

 

 

      Già in precedenza questa Segreteria  ha  ritenuto di   manifestare le sue più vive  doglianze  sia per le lungaggini    che  stanno caratterizzando l’iter della   pratica  riguardante  il trattamento  economico  in  favore del Testimone di Giustizia  all’oggetto indicato e della sua famiglia  ,che anche  per la mancanza  di  una  sua adeguata   protezione.

Si fa presente che  il Sig.Barbagallo e la sua famiglia versano da tempo  in  condizioni di estrema povertà al punto da vedersi costretti  a  richiedere l’aiuto della Caritas , di altri enti di beneficenza  e di singoli benefattori e che,inoltre,essi non beneficiano  di un’adeguata e costante   protezione da parte degli apparati locali di sicurezza.

Ciò li espone  al pericolo di possibili  ritorsioni  da parte  di coloro  che sono stati denunciati e condannati,i quali appartengono  ad una delle più pericolose  ndrine  calabresi quali sono i Mancuso.

La scrivente  Associazione fa vivo appello,pertanto,alle  SS:LL. perché  dispongano  con la massima urgenza  consentita  l’attuazione di tutte quelle misure di  protezione e di assistenza  in favore  del Sig.Barbagallo  e dei suoi familiari.

     In attesa di cortesi assicurazioni,si ringrazia e distintamente si saluta 

 

                                                                IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                                                        Dr.Elvio Di Cesare

Lettera aperta al Questore di Latina dr.Giuseppe De Matteis

Dr. DE MATTEIS,LEI NON HA ALCUNA COLPA PERCHE’ E’ ARRIVATO DA POCO A LATINA E DOBBIAMO RINGRAZIARLA DI CUORE PER QUELLO CHE HA FATTO E,SOPRATTUTTO,PER QUELLO CHE FARA’ .
PERCHE’,NE SIAMO CERTI,LEI FARA’ SICURAMENTE MOLTO ALTRO,SE GLIELO CONSENTIRANNO.
LEI  NEL  SUO INTERVENTO DELL’ALTRA SERA  A LATINA  HA  AMMESSO CHE…….TUTTI SAPEVANO.
IL PROBLEMA E’ TUTTO QUA .
TUTTI SAPEVANO MA NESSUNO E’ INTERVENUTO.NESSUNO HA FATTO IL PROPRIO DOVERE ,QUELLO CHE OGNI SERVITORE DELLO STATO E’ TENUTO A FARE.

OGGI LA SITUAZIONE E’ INCANCRENITA ,IL SISTEMA E’ MARCIO,LA POLITICA E’ IN PARTE CORROTTA ED IN ALTRA PARTE MAFIOSA.E’ IL SISTEMA DI SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE NEI PARTITI CHE NON LASCIA SPAZIO A CHI SI PONE ” CONTRO”..TUTTO,O QUASI,E’ OMOLOGATO:TUTTO,O QUASI,E’ FUNZIONALE AL MANTENIMENTO DEL SISTEMA..CHI CERCA DI SCARDINARLO VIENE ESPULSO ( IL ” CASO” CHE HA RIGUARDATO L’EX PREFETTO FRATTASI E’ STATO DEVASTANTE IN QUANTO HA PORTATO LA PREFETTURA DI LATINA A RINUNCIARE AI SUOI POTERI IN MATERIA DI PREVENZIONE ANTIMAFIA E A RIDURSI A SVOLGERE UN RUOLO MERAMENTE MARGINALE E SOLO NOTARILE DELLO STATU QUO)

.D’ALTRA PARTE I PREFETTI VENGONO NOMINATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI SU INDICAZIONE DEL MINISTRO DELL’INTERNO E,,QUINDI,E’ PRESUMIBILE CHE LE NOMINE EFFETTUATE A LATINA,COME ALTROVE,VENGANO FATTE CON LE STESSE LOGICHE CON LE QUALI SI E’ PROCEDUTO CON IL MANCATO SCIOGLIMENTO PER MAFIA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FONDI.
NOI LE AUGURIAMO CON TUTTO IL CUORE DI POTER ONORARE GLI IMPEGNI DA LEI ASSUNTI L’ALTRA SERA A LATINA E LE ASSICURIAMO,PER QUANTO POSSIBILE,,IL NOSTRO SOSTEGNO,MA TENGA PRESENTE CHE ,PER RISALIRE AL VERTICE DI CHI ,SECONDO UNA NOSTRA INTERPRETAZIONE,POTREBBE ESSERE IL (O I ) GARANTE DELLO STATU QUO,CORREREBBE IL RISCHIO DI TROVARSI DI FRONTE ALLO STESSO SISTEMA DEL QUALE SI STA DIBATTENDO NEL PROCESSO STATO-MAFIA A PALERMO.
CI CREDA SE LE DICIAMO CHE IL NOSTRO RIFERIMENTO POTREBBE NON ESSERE CASUALE

Riceviamo e pubblichiamo questa nota che riguarda il problema della realizzazione dell’Ospedale unico per acuti di Lagonegro e degli espropri

salve ,visitando il vostro sito ho potuto verificare l’enorme lavoro che fate contro le criminalità organizzate.
avendo letto anche l’articolo riguardante il danno erariale scoperto dalla Tributaria di Potenza in relazione alla costruzione dell’ospedale unico per acuti di lagonegro , sottopongo alla vostra attenzione 2 video denuncia della nostra situazione di fronte alla quale nessuna istituzione ha battuto ciglio.
invero in tale complicata situazione sono stranamente coesi piu’ istituzioni:
comune di lagonegro e ufficio tecnico;
regione basilicata e relativi uffici e rappresentanti;
ministero sviluppo e coesione sociale;
cipe
vi è un mancato controllo riguardo le fasi progettuali prima di fattibilità poi di effettiva cantierabilita dell’opera e accondiscendenza alle richieste della privata SOL SPA (OLICAR – CONSCOOP di FORLI) che sono sfociate nel danno rilevato dalla tributaria di potenza.
alla vostra valutazione ed attenzione i video del caso.
cordialità


voglia verificare se ciò che è accaduto è da nazione seria e rispettosa dei diritti umani come l’Italia dice di essere.









cordialità

.IL Prof.Alfredo Galasso,Presidente Onorario dell’Associazione Caponnetto e tramite il quale ci siamo costituiti parte civile nel processo “ Mafia Ostia” ,ci ha rimesso oggi copia della sentenza del tribunale di Roma ,sentenza con la quale,peraltro , la nostra Associazione è fra quelle che dovranno essere risarcite dalla parte condannata. Ecco la lettera dell’Avv.Galasso pervenutaci stasera:

“Caro Elvio,
trasmetto copia della sentenza odierna; una bella sentenza di cui sono molto soddisfatto anche quale neo Presidente dell’Associazione.
A risentirci.
Un affettuoso saluto.
Alfredo Galasso “
Al commosso ringraziamento  all’avv.Galasso  ,nostro nuovo Presidente onorario,ed alla sua collaboratrice,la carissima Licia D’Amico,per l’impegno da essi profuso in questa ennesima battaglia dell’Associazione Caponnetto,sentiamo il dovere di accompagnare  una nostra considerazione.
La battaglia contro la mafia ad Ostia é stata caratterizzata da roventi polemiche ed accuse  fra partiti ed associazioni  sulle varie responsabilità della situazione a tutti nota.
Responsabilità che coinvolgono molti.
Qualcuno ha tentato di trascinarci  nelle polemiche nel tentativo di farci prendere posizione  per una o l’altra parte.
Lo stile dell’Associazione Caponnetto  é quello di andare dritti  verso l’obiettivo  che é quello di ogni associazione antimafia seria : colpire il nemico,la mafia  e tutti coloro che  la sostengono.
Con il massimo rigore,con la massima serietà,senza clamori e  senza  lasciarsi coinvolgere  in giochi di natura politica o altra.
Il rispetto e la stima di cui godiamo nel Paese deriva da questo nostro comportamento.
                                                                                                                                               Associazione Caponnetto

Ogni testimone di giustizia merita rispetto e gratitudine no mortificazione.

Quel profumo della nostra terra,i colori del  nostro cielo, gli amici,gli affetti,quelle emozioni che ogni uomo o donna vive …a noi  testimoni tutto ciò viene sottratto.
Tutto scompare in un attimo,quell’attimo in cui metti piede dinnanzi all’autorità giudiziaria, nel fare il nostro dovere ci assumiamo la responsabilità delle nostre dichiarazioni,delle denuncie,puntando senza indugi quel dito contro criminali mafiosi e facendoli condannare,ma questa è solo la prima fase della nostra eterna sofferenza, del martirio che i nostri familiari subiranno,di quel baratro in cui finiremo.
Quel tunnel senza uscita.
Cosa diventera’ il  testimone ,nessuno può minimamente immaginarlo,le tante umiliazioni,le tante difficoltà andranno ad aggiungersi ad un reale stato di totale abbandono, sballottati su e giù per la penisola come pacchi postali ma anche i pacchi hanno un destinatario per noi il destinatario è imprecisato da definire.
Mesi dopo mesi incominci a chiederti il perché accade  tutto cio’….perche’  da uomo o donna onesti avendo servito lo Stato ci si ritrova a non aver risposte alle domande,il non ricevere quei diritti citati a voce ma mai rispettati.
Ed allora continui a fartele da solo  le domande e a darti anche le risposte a volte sembra impazzire ma forse lo si è veramente impazziti?
Resistere è impossibile.
E quindi conprendi che la denuncia era solo l’inizio di una “tortura”che mai avrà fine.
Ogni vittima a il suo carnefice ma per noi il carnefice si trasforma in qualcosa di mostruosamente imprecisato, senza un nome,senza una faccia, qualcuno la chiama burocrazia,altri protocollo,altri ancora le chiamano  regole …..
Loro sono sempre giustificati,non temono punizioni, ti lasciano morire di fame e di stenti, quella burocrazia potente,arrogante che si cela in ogni nostra richiesta in ogni nostro diritto ma che magicamente scompare nei nostri doveri.
Forse è solo  una questione di rispetto,di considerazione o forse a mortificare gli onesti è una vera strategia del terrore ?
A rendere i testimoni di giustizia degli emarginati senza voce forse conviene ?
A chi ?
Alle Mafie e ai collusi!

Perché i testimoni di giustizia hanno nel loro DNA un qualcosa di contagioso ” la legalità “che fa paura alle Mafie e non solo…
Ogni testimone e come un seme ….un seme che germoglia in un albero che può dare solo buoni frutti.

Tdg
Uomini e donne
Cittadini onesti

Ci perviene una nota con la quale il Presidente dell’8° Municipalità di Napoli avvocato Pisani ci tiene a far sapere che

Ci perviene una nota  con la quale il  Presidente dell’8°  Municipalità di Napoli avvocato Pisani  ci tiene a  far  sapere   che   non condivide  l’interpretazione data  dall’On.Bindi sul rapporto Napoli-camorra  ed esalta,al contempo, il ruolo svolto nel quartiere da lui presieduto da una parte dei cittadini  per recuperarlo a spazi di vivibilità civile e democratica.La pubblichiamo volentieri per due motivi : primo,per serietà professionale,secondo perché essa rappresenta comunque un prezioso contributo ad un dibattito al quale ci auguriamo che molti altri cittadini napoletani vorranno  partecipare.Precisiamo che noi non siamo “amici” dell’On.Bindi i cui comportamenti il più delle volte  abbiamo criticato.Ma questa volta  ci siamo visti costretti,anche se a malincuore,a darle ragione.Il discorso é generale e non riguarda tizio o caio,Scampia o qualche altro quartiere di Napoli.Nè tocca,a nostro avviso,l’intera popolazione napoletana.Che la camorra sia ……..”figlia delle assenze dello Stato”,come si sostiene nel comunicato,siamo d’accordo.Il problema é che lo Stato siamo noi – o.meglio,nel caso specifico- siete voi cittadini di Napoli che lo avete espresso eleggendo una classe politica che in decenni vi ha portato alla situazione nella quale vi trovate a vivere.Noi seguiamo da tempo questa situazione  e ci siamo trovati  e ci troviamo  non raramente di fronte a fatti e comportamenti che ci inducono a dar ragione alla Bindi quando sostiene che  la camorra é un “elemento costitutivo” di  Napoli..Che a Scampia ci sia stato un sussulto di orgoglio é innegabile,tant’é che noi abbiamo avuto occasione di rendercene conto anche personalmente.Senz’altro sono stati bravi l’avv.Pisani ed i suoi collaboratori,il dirigente del Commissariato di Polizia Dr.Tatarelli che noi stimiamo da sempre,altri ancora,ma ciò  non intacca minimamente la validità di un giudizio che ,intanto riguarda tutta la città e non una sua sola porzione,e,poi,si riferisce più al passato che non al presente..Il problema non sono l’avvocato Pisani,il sindaco De Magistris o quanti altri hanno “trovato tutto il coraggio per rialzare la testa ed affermare la legalità”.Onore a tutti voi.Ma la risposta ve la date da soli nello stesso momento in cui scrivete che  avete “alzato la testa” rispetto ad un antico stato di soggezione alle varie camorre-  non solo quella militare che spara, ma,soprattutto, quelle politiche,istituzionali,massonerie e quant’ altro – che nessuno può negare.E’ tutto qua l’”elemento costitutivo” del quale hanno  parlato la Bindi,ma,non dimentichiamolo,anche il Procuratore nazionale Roberti ( e chi meglio di lui é informato?),Padre Zanotelli ed altri ancora.
Siamo comunque disponibili a dare spazio ad ulteriori contributi che dovessero pervenirci.
                                                                                                                                                                                  Associazione A.Caponnetto

comunicato stampa

Camorra fattore costitutivo? Pisani: prima di parlare, Bindi, Salvini e de Magistris imparino dal modello Scampia  

 

Nella selva di polemiche innescate dalle dichiarazioni di Rosy Bindi sul rapporto Napoli-camorra, che per la presidente dell’Antimafia sarebbe un “elemento costitutivo” della città, si alza forte la voce di Scampia contro gli alibi dei politici che giudicano dall’alto delle loro poltrone. A replicare con veemenza, tanto alle affermazioni di Bindi quanto a quelle successive del sindaco e del segretario della Lega Matteo Salvini, è il presidente dell’Ottava Municipalità, l’avvocato Angelo Pisani. Che spiazza tutti indicando, oltre che la stragrande parte di Napoli, Scampia e il suo popolo come modello da emulare e soprattutto territorio da visitare, prima di pronunciare simili affermazioni e di fare le solite passerelle demagogiche, visto che la camorra è figlia delle assenze dello Stato.

 

«L’onorevole Bindi – attacca Pisani – invece di riunire la sua commissione in trasferta nel salotto buono della città, la porti a Scampia, nel nostro Auditorium, o in Piazza Giovanni Paolo II, dove solo qualche mese fa abbiamo avuto l’onore di ospitare Papa Francesco. Potrà conoscere – sottolinea il presidente di Scampia – uno dei pochi territori italiani che ha già trovato tutto il coraggio per rialzare la testa ed affermare la legalità, pur portandosi alle spalle un passato di sofferenze, guerre ed abbandono istituzionale». «A Scampia – aggiunge Pisani – le storiche roccaforti dei clan sono state trasformate in luoghi di aggregazione comune per giovani e bambini, le piazze di spaccio sono scomparse e così pure le ‘sentinelle’ che un tempo presidiavano le scuole e i quartieri, a Scampia ci sono oggi tante piazze di luce, che attendono solo investimenti veri per lo sviluppo sociale e culturale della zona».

«Se tutto questo è stato possibile, e lo è stato per giunta ‘all’insaputa’ della Commissione parlamentare antimafia, lo dobbiamo certamente a forze dell’ordine e magistratura di prim’ordine, ma anche alla fierezza di un popolo che si è riunito intorno alla cittadella della legalità in Viale della Resistenza, dove hanno sede il comando di Polizia, la Municipalità e l’Auditorium». «L’esempio di Scampia dimostra che la camorra non è un elemento ‘costitutivo’ di Napoli e dei suoi abitanti, ma piuttosto quell’antistato che conquista fette di territorio dove regnano disperazione ed abbandono, dove lo Stato resta colpevolmente assente e distratto. Un antistato che è possibile cacciare via quando lo Stato, con le sue istituzioni di prossimità e con le forze dell’ordine, fa sentire forte ogni giorno una presenza amica, al fianco della popolazione».

 

Ed anche sulla polemica a distanza fra Salvini, che accusa l’amministrazione comunale di inefficienze, a cominciare dalla mancata riscossione delle multe automobilistiche, e il sindaco de Magistris, e poi sul fuoco incrociato fra quest’ultimo e la stessa Bindi, Pisani non le manda a dire: «Salvini può avere qualche ragione sulle inefficienze di Palazzo San Giacomo e sull’abbandono delle periferie da parte del Comune, ma se intende parlare di criminalità organizzata, allora gli consiglio di guardare prima dentro il suo territorio, in quella Lombardia che, al pari di Roma capitale, è ormai economicamente ed organicamente infestata da mafie e criminalità, come hanno dimostrato le indagini della DDA».

 

«Ci dispiace infine – conclude Angelo Pisani – che il sindaco de Magistris, nel replicare alle accuse dell’Antimafia, non abbia parlato lui del grande esempio dato proprio da Scampia, che è riuscita a vincere la sfida nonostante il marketing sbagliato di Gomorra. Ennesima riprova di un’attenzione rivolta dalla politica arancione solo alle feste sul lungomare, spinta al punto di non sapere nemmeno che qui si è vinto sulla camorra per davvero, e che ora bisogna impegnarsi tutti insieme per non ricadere all’indietro e non deludere la cittadinanza, che crede nei valori e vuole vivere nella legalità».

 

Napoli, 17 settembre 2015 

 

UFFICIO STAMPA AVVOCATO ANGELO PISANI

PRESIDENTE OTTAVA MUNICIPALITÀ DI NAPOLI

 

Lo sfogo di un Testimone di Giustizia,amareggiato per quanto sta avvenendo .Come dargli torto di fronte al collasso dello Stato? Uno Stato che DORME dando l’impressione che sia ormai la camorra lo Stato.De Magistris si offende dopo le parole della Bindi e di Padre Zanotelli.Noi vogliamo capirlo per la stima che nutriamo nei suoi confronti,ma come dargli ragione? Napoli é una città in guerra,collocata,peraltro,in una regione dove la legalità é un optional.Vi é avvenuto di tutto e continua ad avvenire di tutto mentre lo Stato non esiste.Volutamente ? Non lo sappiamo ad oggi ma cominciamo al riguardo a nutrire qualche sospetto che tutto rientri in un disegno di destabilizzazione generale e di cedimento definitivo alla camorra che detiene ormai tutta o quasi l’economia della regione e napoletana.Non dimentichiamo le parole di un imprenditore del nord che,volendo aprire un esercizio a Napoli,disse che avrebbe dovuto………………..parlare con il boss della zona.Proprio stamane abbiamo battuto una nota nella quale denunciavamo l’indebolimento dell’azione di contrasto da parte delle Prefetture e,in particolare,di quella di Napoli. E’ casuale o fa parte di un piano di cedimento studiato a tavolino? Questo,ovviamente,vale per tutte le Prefetture del Paese ma quella di Napoli,come peraltro anche quella di Roma,ha una sua specificità in quanto Napoli rappresenta la capitale del mezzogiorno d’Italia.

La camorra 2.0 è violenta e spregiudicata,i soldati della camorra sono poco più che diciottenni.
La loro “fede” criminale è nel DNA  e spesso sono i figli dei boss che hanno sempre respirato aria di camorra.
I grandi successi dello stato contro la camorra sono arrivati perché gli equilibri all’interno dei  vecchi clan sono crollati,le coperture sono saltate ed il pentitismo vero ha inflitto un duro colpo ai clan.
Oggi però lo Stato è impreparato a fronteggiare questa escalation criminale, ad oggi questo governo ha fatto solo promesse,mancano gli uomini nelle forze di polizia e le risorse sono ormai ridotte ai minimi termini.
Sembra quasi una  armata di Brancaleone.
È guerra ,si la parola giusta è guerra!!!
E la guerra la si vince combattendo,sul campo di battaglia, avendo una presenza capillare sul territorio, abbattendo quelle barriere criminali che rendono molte zone di Napoli e provincia off limit.
Ci vogliono uomini e mezzi, bisogna mostrare il pugno duro contro questi criminali che vogliono scalare la vetta criminale a suon di morti e violenza.
Si uccide per segnare il territorio e per dare un segnale al popolo.
Estorsioni, droga,criminalità….sono l’inizio …poi appalti e il salto criminale nel settore del riciclaggio del denaro sporco.
Gli interventi socio culturali servono ,ma in  primis   il popolo onesto deve sentirsi protetto, sicuri di poter camminare per strada senza che le pallottole della camorra facciano morti innocenti.
Oggi vivere in certi quartieri di Napoli e provincia è come vivere in zone di guerre.
Si subisce in silenzio la violenza criminale e la paura è parte della cultura dell’omertà.
In uno Stato di diritto non può accadere ciò che da anni accade in Campania.
Troppe responsabilità occultate, troppe collusioni,poca fiducia nelle istituzioni, una politica spesso  assente,a volte collusa e  la sola colpevole di un degrado che è concime per la criminalità.
Troppa incertezza sulle pene inflitte una giustizia lenta e distratta  sono un handicap che ogni uomo onesto trova nel chiedere giustizia.
Oggi viviamo questo dramma ,questa emergenza e le parole non servono se non seguite dai fatti.
Lo Stato chiede ai cittadini di denunciare ma poi ?
Questo cancro  criminale deve essere debellato sul nascere con una forte azione sul territorio.

Lettera del Sindaco di Pastena al Cardinale Bagnasco dopo la visita di questo al Santuario della Madonna della Guardia in San Giovanni Incarico ed all’incontro con le realtà sociali ed associative della diocesi.Un’iniziativa dell’amico Arturo Gnesi altamente lodevole ispirata da forti concezioni etiche nel modo di fare politica ed amministrazione pubblica che l’Associazione Caponnetto addita come esempio a tutti coloro che fanno o aspirano a fare i pubblici amministratori.

COMUNE DI PASTENA
(PROVINCIA DI FROSINONE)
Medaglia d’argento al merito civile
via Porta Napoli – CAP 03020 – tel. 0776 546531 fax 0776 546261
e-mail:comunedipastena@libero.it
prot n del
S.Em. Card. Angelo Bagnasco Cardinale Arcivescovo di Genova Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Circonvallazione Aurelia, 50 – 00165 Roma – Tel. +39.06663981 Eminenza, nella convinzione che il percorso della fede sia una cosa diversa, benché non estraneo, dal cammino politico e che le finalità liturgiche abbiano altri scopi rispetto alle strategie amministrative, mi permetto di evidenziare alcune discrepanze legate alla Sua visita al santuario della Madonna della Guardia, in San Giovanni Incarico, del 10 settembre u.s. La diocesi ha voluto celebrare il millenario del santuario preparando un giubileo straordinario caratterizzato da molteplici eventi tesi ad incontrare tutte le realtà sociali ed associative e con numerosi appuntamenti che hanno avuto la finalità di narrare i dogmi della fede e di responsabilizzare le coscienze con la preghiera e la riflessione. Un amministratore, o un qualsiasi cittadino, non può che apprezzare questo spirito aperto della chiesa e la testimonianza di queste manifestazioni che segnano la storia e il cammino di un popolo. Proprio per questo motivo la partecipazione delle autorità politiche e di quelle istituzionali può generare qualche spiacevole equivoco o dar luogo a strumentali interpretazioni. È bene sottolineare che la corte dei Conti sta indagando sull’Unione dei Comuni “Antica terra del lavoro” con sede in San Giovanni Incarico e sui milioni di euro ricevuti per i programmi di accoglienza dei profughi in quanto dopo una prima inchiesta della Procura di Cassino, il p.m. Beatrice Siravo, ha scritto : “Se ne può dedurre che le prestazioni effettuate ai profughi, oltre che tutte contabilizzate in nero, siano state certamente di pessimo livello”. Nel sottolineare la bellezza dell’incipit di Papa Francesco allorché il 18 maggio u.s. ha aperto l’assemblea della CEI invitando a “non essere timidi o irrilevanti nello sconfessare e nello sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata che è riuscita a impoverire, senza alcuna vergogna, famiglie, pensionati, onesti lavoratori, comunità cristiane, scartando i giovani, sistematicamente privati di ogni speranza sul loro futuro, e soprattutto emarginando i deboli e i bisognosi» devo tuttavia evidenziare il disagio di quanti avrebbero preferito una maggiore incisività e forza nei gesti celebrativi. Si è avvertita una sorta di sconfitta ideale, di arretramento etico e di cedimento culturale quando le massime autorità dello Stato, che sul territorio sono impegnate nella lotta contro l’illegalità, la corruzione e l’invasività delle mafie, si sono dovute sedere accanto a chi, da una Procura della
Repubblica, viene indicato come uno dei presunti responsabili delle prestazioni di pessimo livello,
effettuate ai profughi.
La chiesa non può alzare barriere né può costruire barricate e nella sua misericordia perdona tutti,
ma il segnale emerso dai report della giornata giubilare, è quello che coniuga il potere all’impunità,
la politica ai privilegi, mentre la giustizia reclamata dai cittadini potrebbe apparire una casualità del
fato.
Non c’è nessuna presunzione in queste parole né alcun atteggiamento di sfida ma solo il desiderio di
vedere una società civile che con spirito laico, cammina accanto ad una Chiesa che difende i valori
della giustizia, della solidarietà e della democrazia.
Grazie per la Sua attenzione
In fede
Dott. Arturo Gnesi – Sindaco di Pastena

Riceviamo e pubblichiamo da un TESTIMONE DI GIUSTIZIA questa lettera nella quale vengono messe in luce le condizioni drammatiche nelle quali sono costretti a vivere questi cittadini eroici che hanno messo a repentaglio la propria vita e quella dei loro cari per denunciare i mafiosi.Le colpe di uno Stato che si comporta da Giano bifronte il quale,mentre da una parte a chiacchiere dichiara di combattere le mafie,in sostanza le agevola .I risultati sono sotto gli occhi di tutti .Un “ sistema protezione centrale “ che fa acqua da tutte le parti ,Testimoni senza copertura, fondi ecc…………………

Caro Segretario carissimi uomini e donne onesti, ormai il sistema protezione testimoni denominato programma di protezione e gestito dal  Servizio Centrale di Protezione e dislocato  sul territorio nazionale con i nuclei protezione (Nop) è  al fallimento.
Mancano i fondi …..,sì,  i soldi son finiti  ed i tagli sono visibili anche sulla sicurezza che non dovrebbe mai essere una questione economica ma che purtroppo lo è!
Quindi basta proclamare o ostentare un qualcosa che non esiste più, lontani sono gli anni in cui il SCP gestiva fondi capaci di far fronte alle esigenze di un apparato che già di per sé è complesso e articolato e che necessita di risorse economiche.
Di questo passo prima in poi qualcosa accadrà a qualche testimone poiché ogni piccolo errore potrebbe mettere a rischio la vita di chi è tutelato e di coloro che svolgono il servizio di scorta.
Le Mafie non perdonano e non dimenticano.
Giubbotti antiproiettili scaduti,auto non blindate e con 200 mila km ,personale non specializzato,località ormai sature e alberghi già usati da anni per alloggiare testimoni e familiari il tutto  sembra il segreto di pulcinella.
Una legge per l’assunzione oramai legge burla.
Povera giustizia,poveri servitori dello stato… Ma poveri testimoni che vedono infrangersi  i loro sogni  e il loro futuro mettendo la loro vita e quella dei familiari in mani di chi rappresenta lo Stato e che distrattamente   non tutela i testimoni e li   umilia  ;  chi con la denuncia ha servito lo Stato la Giustizia non meriterebbe questo trattamento.
A questo punto meglio dire basta a questa legge scritta e mai applicata, meglio non “creare” più vittime denominati testimoni di giustizia meglio dire la verità,questa categoria così facendo scomparirà, gli esempi con essa e l’omertà già diffusa dilaghera’ ancora di più.
Ad ognuno  la libertà di pensiero ma sappiate che queste tragedie non sono una serie di una fiction televisiva ma la tragica resa della legalità e la sofferenza di uomini e donne onesti che non si sono piegati alle Mafie.

                                                                                                                                                                                                               UN TESTIMONE DI GIUSTIZIA

Lettera di un Testimone di Giustizia contro la camorra “Schiaffi in faccia al popolo onesto”

L’ennesima farsa è andata in scena,dallo scandalo,l’indignazione nascono per magia i super poteri al Prefetto.
Sarebbe bastato poco per far  si’ che quella poca fiducia rimasta nel popolo onesto non svanisse nel nulla.
Ma il governo, i Ministri hanno deciso di dare l’ennesimo schiaffo al popolo onesto.
Dando dimostrazione che non c è libert
Mafia c è …mafia non c è ,questo era il dilemma….
Quasi come il gioco delle tre carte.
Gioco illegale…. Come illegale è il sistema mafioso romano connesso alla politica affarista e corrotta.
Ora tutti si preparano al bagno di “legalità” ad asciugare il sudore per aver salvato Roma ed il Gubileo.
Ma ora il popolo deve solo ricordare ed essere coerente e onesto,lo si deve ai nostri figli a chi ha sofferto e ha pagato a caro prezzo l’onestà.

La politica attuale si è apertamente schierata.
Che nessuno faccia lo struzzo!!!!!

Lettera aperta del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto al Sindaco di Bitonto dopo i ripetuti atti di criminalità : “Far West ….forse è ora di non nascondere o minimizzare ; i proiettili non hanno bersagli “.

Caro Sindaco i proiettili uccidono anche gli innocenti!!

 

Le vicende accadute in questi giorni parlano da sole,i cerchi di gesso tracciati dalla polizia scientifica ne sono la prova, se si spara a Bitonto é perché gruppi criminali radicati sul territorio si fanno la guerra.
Vero che nessuno fortunatamente è rimasto vittima innocente di questi attacchi criminali, ma caro Sindaco i proiettili quando vengono esplosi in tal modo non hanno traiettorie prevedibili e tristemente la cronaca ci racconta di vittime innocenti morte solo perché trovatesi nel posto sbagliato.
La mia non è una polemica poiché provengo da una città bella quale Napoli dove gli omicidi ormai non si contano più. …..e dove la gente vive nel terrore di trovarsi coinvolta in una sparatoria.
La criminalità è un cancro che distrugge la terra in cui vive e tutto ciò che vi è intorno.
Non bisogna alimentare la strategia del terrore ma bisogna dare anche certezze.
Bene il tavolo di comitato e sicurezza pubblica.
Ma città come Bitonto hanno bisogno di una marcia in più in tema di sicurezza pubblica.
Più mezzi e uomini che presidiano il territorio sono l’arma vincente oltre ad una intensa attività investigativa che pare che a Bitonto abbia portato ad importanti operazioni contro la criminalità.
Ma caro Sindaco mai abbassare la guardia.
Bitonto negli ultimi anni ha dato dimostrazione di un cambiamento positivo.
Ma non bisogna sminuire né nascondere il problema criminalità.
Questi farabutti vanno arrestati e spero che il Comune si costituisca parte lesa nei procedimenti contro ogni i forma di criminalità sul territorio.

Gennaro Ciliberto,Testimone di Giustizia

Archivi