Lettere

Intervento del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto a favore di una legge che sottragga la patria potestà ai mafiosi e consenta ai figli di questi di non crescere,così,in un contesto criminale

> Al Ministro Della Giustizia On.Orlando
> Al Ministro dell’Interno On.Alfano
> Al Ministro delle Politiche Sociali On.Poletti
>
> Il Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto chiede agli Onorevoli Ministri   di adoperarsi  per l’approvazione   di un decreto legge che intervenga sulle famiglie  i cui  i genitori sono sono  soggetti legati alla criminalità organizzata ed i cui  i figli vivono nel degrado e hanno come esempi di vita la cultura della violenza e dell’illegalita’.
> Troppo spesso i figli di questi criminali emulano le azioni dei genitori e vivendo in contesti criminali il loro vivere si trasforma in  un campo di addestramento che quotidianamente aumenta in questi ultimi il dediderio di diventare Boss di camorra.
> A questo punto l’unica speranza di salvezza di questi ragazzi e’ farli vivere in un contesto di legalità nel quale  le regole del buon vivere non sono una eccezione è dove il puzzo criminale è lontano.
> Bisogna quindi intervenire con una legge specifica che non solo tolga la patria potestà al genitore colpevole di crimini mafiosi , ma che intervenga tempestivamente nella fase dell’età giovane del fanciullo, purtroppo a 14 anni chi vive in aerea di camorra è già un soldato del male quindi il recupero e una fase postuma al reato che spesso fallisce.
> Noi vogliamo che tutto ciò non avvenga e che un ragazzo di 4 anni possa vivere in un ambiente sano , vivendo la sua fanciullezza lontano dal sangue e dalla violenza criminale in tal modo toglieremo soldati alla camorra e faremo capire alle madri che se si disocciano potranno vedere crescere i loro figli e non piangerli su una tomba di marmo.
>
> Ciliberto  Gennaro
> testimone di giustizia
> contro la camorra Spa

Emozioni e considerazioni di un napoletano che dopo anni torna nella sua città dopo una lunga assenza alla quale é stato obbligato dopo aver servito lo Stato e la Giustizia.Stiamo parlando di un Testimone di Giustizia,di Gennaro Ciliberto,una di quelle poche –purtroppo-persone che sacrificano tutto e mettono a repentaglio la vita propria e dei loro cari per combattere le mafie.Noi dell’Associazione Caponnetto ,che viviamo a contatto continuo con queste persone e che,pertanto,ci sentiamo immersi nei loro problemi conoscendone a fondo storie personali e familiari,sofferenze,sentimenti ed anche debolezze e fragilità -e talvolta contraddizioni- ,sappiamo dietro ogni loro parola “cosa c’é”,intuiamo quanti battiti dei loro cuori ci sono,che tipo di emozioni si nascondono nei loro petti .Soffriamo con loro perché conosciamo quanta nobiltà di sentimenti le anima e le fa agire. Capiamole ed ascoltiamole perché i loro appelli,le loro preghiere escono da anime nobili che hanno dato prove concrete del loro amore alla Giustizia,allo Stato di diritto,alla Democrazia ed alla……….Civiltà !

Tornare dopo anni nella mia città è stata una sensazione unica ;poter sentire i profumi della Napoli e ripercorrere vecchi ricordi che evocano in me il desiderio irrefrenabile di ritornare a vivere nella mia città.
Attratto dalle voci di giovani turisti che a voce alta e  con accento nordico dicevano “  A  Napoli verrei a viverci da domani”; tutto questo avveniva a piazza del Plebiscito, una  piazza gremita di una folla che quasi circondata dalla bellezza delle mura viveva attimi di felicità,mentre a pochi chilometri la parte malvagia di Napoli seminava sangue e morte.
Una città con due facce,forse tre,un popolo che quasi assuefatto alla violenza criminale.
Qualcuno ora  risponderà   :           cosa possiamo fare noi cittadini?
Tutto…..potete tutto.
Voi parte sana della Napoli per bene potete essere i soli ed unici protagonisti della rivoluzione culturale,quella stessa rivoluzione che troppo spesso viene evocata ma per poi scemare in retorica,in chiacchiere da barbiere.
Io ….Tu…….Voi….ah se potessi….io farei…..
ma poi?
Nulla!!!!
A metterci la faccia restano sempre gli stessi,un esiguo numero di uomini e donne che lottano contro una schifosa mentalità criminale,fatti di compromessi,di……………………………………………………………… omertà,collusione.
A volte troppo spesso mi chiedo se queste persone dormissero  in un letto pieno di letame,per poi svegliarsi il mattino avvolti dal puzzo di sterco per poi lavarsi la faccia e dire “ ora sono un uomo pulito”,.Questa è  oggi la nostra città e  la colpa è solo nostra,di tutti noi,nessuno escluso-Ad ognuno la colpa di essere stati per anni volutamente distratti,attratti da quelle frasi di circostanza che ci purificavano la coscienza e ci facevano vedere solo un lato della città.Troppo comodo lamentarsi e delegare a terzi ciò che noi per primi dobbiamo fare,dovere civico,responsabilità morale…..
Forse ieri ho visto ciò che tanti non vogliono vedere perché chi vede e parla troppo spesso viene isolato e paga il prezzo dell’essere “diverso”.
Forza Napoli. …forza popolo onesto, fatelo per i vostri figli ,abbiate il coraggio di ribellarvi a questo puzzo criminale.Cancelliamo tutti insieme questa pesante eredità criminale, diamo voce a chi per anni ci ha invogliato a denunciare,restate vicino a chi ha denunciato e fate vostra la battaglia della legalità,quella vera,concreta.
Io ci credo …..
Testimone di Giustizia
Gennaro  Cilberto

Sul Bollettino dei beni confiscati alla criminalità organizzata non risultano quelli di Sabaudia ,in provincia di Latina.Perché?Intervento dell’Associazione Caponnetto

                                   Roma,14,4.2016       

 

 

Spett.Le Agenzia Beni confiscati

alla criminalità organizzata

ROMA

OGGETTO:beni confiscati a Sabaudia (Latina)

 

 

 

 

Constatiamo con profondo stupore che sul Bollettino  di codesta Agenzia non é riportato l’elenco dei beni confiscati  a Sabaudia,in provincia di Latina.

Si prega di  voler  cortesemente  informare  la scrivente  Segreteria  delle ragioni di tale omissione.

Si ringrazia anticipatamente e si porgono distinti saluti

 

                                                     IL SEGRETARIO

                                                       Dr.Elvio Di Cesare 

Lettera aperta del Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto alla candidata alla carica di Sindaco di Napoli D.ssa .Valente

Al Onorevole Valente-NAPOLI

Al’On.  Matteo Renzi –ROMA

Alla Cittadinanza Napoletana

Pregiatissima dott. on.le Valente Lei è candidata alla carica di Sindaco di Napoli ,Dopo varie email e contatti telefonici con la sua segreteria ad oggi il silenzio da parte sua e’ inspiegabile.Vorrei tanto capire perché se un uomo per bene nonché Testimone di Giustizia  ( che ha denunciato la criminalità organizzata e la corruzione infiltrata nelle grandi opere anche a Napoli )  le scrive non debba  ricevere una risposta dalla S.V ,almeno per educazione e per rispetto al ruolo istituzionale che ella ricopre.
Vorrei, mi creda, comprendere questo suo silenzio  e speranzoso che Lei sappia cos’è un testimone di giustizia, mi  permetta inoltre  in qualità di simbolo della legalità Campana di dirle che  questo suo silenzio è una offesa  non solo alla mia persona ma a chi ha subito la violenza della camorra e ha pagato un caro prezzo  per la scelta della denuncia.
La camorra a Napoli anche questa volta scenderà in campo per eleggere il suo referente ed è per questo che la mia azione di denuncia nelle aeree sensibili del reato di voto di scambio sarà attiva.
Vorrei tanto che lei pubblicamente dicesse  la sua su questo fenomeno che troppo spesso ha condizionato il futuro del popolo napoletano onesto e orgoglioso.
Ciliberto Gennaro
Napoletano
Testimone di giustizia
Contro la camorra spa

Lettera dell’Associazione Caponnetto al Procuratore Nazionale Antimafia ed ai Procuratori Capo di Roma,Latina e Cassino e,per conoscenza,al Prefetto di Latina ,sulla incandescente situazione della criminalità e dell’illegalità nel Basso Lazio

 

 

 

 

Associazione   Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

                                                                                   tel 3470515527

                                                          

                                                                     Roma,5.4.2016

 

 

                                                    Al Sig.Procuratore Nazionale Antimafia

                                                                    ROMA

 

                                                    Al Sig.Procuratore Capo  della

                                                     Procura della Repubblica nonché Coordinatore della DDA di 

                                                                     ROMA

 

                                                    Al Sig.Procuratore Capo della

                                                     Procura della Repubblica di

                                                                     LATINA

 

                                                    Al Sig.Procuratore Capo  della

                                                     Procura della Repubblica di

                                                                      CASSINO

 

                        e p.c.                     Al Prefetto di

                                                                         LATINA

                                                             

 

OGGETTO:situazione  criminale

provincia di Latina

 

                                                

                                                        

 

Ill.mi Signori  Procuratori e Prefetto ,

 il quadro che appare sempre più evidente e che riguarda il territorio che comprende in generale tutto il sud pontino, da Terracina fino alle sponde del fiume Garigliano,ma ,in particolare, il territorio compreso fra  i comuni di Fondi e di Sperlonga, è uno dei più inquietanti.

 Ciò, per la presenza di una serie di soggetti, fra i quali alcuni probabilmente collegati con la criminalità soprattutto campana, oltre che per il clima di illegalità messo in evidenza da recenti e vecchie inchieste giudiziarie.

 I recenti messaggi di chiaro stampo mafioso di cui é stato fatto bersaglio il consigliere Ing. Benito Di Fazio, uno dei dirigenti di questa Associazione, fanno seguito ad altri atti di violenza dei quali sono rimasti vittime altri dirigenti dello stesso sodalizio. Ci si riferisce, in particolare, all’attentato incendiario ai danni, alcuni anni fa, di un altro consigliere, di Fondi, Bruno Fiore, segretario organizzativo dell’Associazione Caponnetto ed al tentativo di assalto tentato nei confronti del sottoscritto, sempre a Fondi, mentre interveniva sul palco in una pubblica manifestazione antimafia alla presenza di parlamentari ed altri esponenti politici nazionali e non.

 Una prassi, ormai, che ha messo da parte il confronto civile e la dialettica democratica  per privilegiare,invece, l’uso dell’aggressione e della violenza. 

Ed é appunto questo che ci preoccupa in maniera particolare perché essa  potrebbe rappresentare il preludio ad atti di vera e propria violenza anche fisica ai danni dei rappresentanti dell’Associazione Caponnetto e non solo. Nel rappresentare alle SS:LL. questa pericolosissima situazione, preme a questa Segreteria nazionale mettere in evidenza quanto riportato in un servizio – inchiesta pubblicato dal quotidiano ” Latina Editoriale Oggi” il 17 luglio 2015 dal titolo “Marcianise e dintorni” sul quale si ritiene utile richiamare l’attenzione delle SS.LL.

 Dopo il grave fatto avvenuto a Sperlonga ai danni del Consigliere Di Fazio ,archiviato secondo noi, frettolosamente con gli autori rimasti quindi sconosciuti, un altro atto intimidatorio ha minato la tranquillità di Sperlonga ed il clima pre-elettorale che sta divenendo rovente,

Infatti, ad inizio del corrente mese , un altro atto intimidatorio é stato denunciato   da un probabile  candidato alle prossime elezioni comunali.

 Ma che sta succedendo realmente a Sperlonga? 

Perché  tanto  susseguirsi di queste minacce nei confronti di politici locali e dei rappresentanti dell’Associazione Caponnetto ? 

Tali minacce  potrebbero  essere legate alle denunce  fatte ed alla miriade  di sequestri operati recentemente dai Carabinieri (con conferme della Cassazione) e degli immensi interessi economici in gioco?

 Se andiamo ,poi, nel territorio a confine con la Provincia di Caserta ,quello,cioé,dei  comuni  di SS. Cosma e Damiano – Castelforte – Minturno, assistiamo al susseguirsi di atti intimidatori ed attentati  di chiara matrice camorristica, su cui, insieme ai fatti inquietanti di Sperlonga ,non si può non  rimanere preoccupati, anche perché non rileviamo ,purtroppo, una  efficace e risolutiva azione di contrasto da parte  dei reparti territoriali.

 Riteniamo ,come Associazione, che non si può continuare ad indagare, per singoli episodi e separatamente,senza ,cioè,un quadro di assieme ,vista anche  la competenza di due  diverse Procure della Repubblica, Latina e Cassino, tutta questa fenomenologia criminale , per noi di chiara matrice mafiosa, 

Bisognerebbe,invece,cominciare ad indagare i fenomeni nell’ insieme, in un territorio oramai fortemente infiltrato  da clan camorristici e mafiosi in generale, che su quella terra  hanno investito centinaia di milioni di euro ,milioni di euro che sono stati  solo scalfiti dall’ azione repressiva per lo più   condotta dalle DDA di Napoli e Roma. 

Del resto é la stessa D.D.A di Roma che già negli anni scorsi mise  in risalto ciò lamentando questo metodo di agire delle Procure circondariali e del mancato coordinamento con la D.D.A. in una lettera diretta all’allora Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, 

Che  la provincia di Frosinone, così come del resto quella di Latina, ormai infestata dalle mafie, sia vitale per la lotta alla criminalità organizzata, ben lo sa anche la Procura distrettuale antimafia di Roma che, testualmente, scrive nella relazione di fine 2009 al Procuratore Piero Grasso che: “…appare utile realizzare un efficace coordinamento con le Procure circondariali, soprattutto Latina e Frosinone. Gravi episodi – gambizzazioni, incendi, attentati – si realizzano infatti quasi quotidianamente in quei territori, ma vengono rubricati, e trattati, come fatti di criminalità comune. La parcellizzazione delle indagini impedisce di cogliere, in tali avvenimenti, i segnali della presenza della criminalità mafiosa e favorisce il suo progressivo radicamento.

Il mancato coinvolgimento poi della Direzione distrettuale antimafia, rende impossibile utilizzare nelle indagini quegli strumenti investigativi (consultazione della banca dati, escussione di collaboratori di giustizia, collegamenti investigativi con altri Uffici, acquisizioni di atti giudiziari) essenziali per accertare compiutamente quel tipo di fatti. La conseguenza è che essi restano sovente impuniti, con il risultato di rafforzare ancora di più il potere dei gruppi mafiosi. Sarebbe dunque utile, dopo i necessari aggiornamenti, procedere finalmente alla sottoscrizione del protocollo d’intesa – promosso dal Procuratore Nazionale Antimafia e dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello – tra Procure circondariali e Procura distrettuale, che in altre realtà ha dato risultati ma che per il distretto di Roma non è stato sottoscritto. Sarà poi cura di questo Ufficio, per il prossimo anno, organizzare incontri dei magistrati della Dda competenti per un determinato circondario con i pubblici ministeri dello stesso”.

Appare ,pertanto, urgente per la sicurezza  e l’ordine pubblico della provincia di Latina che la Prefettura pontina  prenda in esame l’intera e preoccupante situazione della criminalità esistente su quel territorio ed adotti i provvedimenti necessari.   

Nel contempo si auspica una concreta cooperazione tra Procura della DDA di Roma e le Procure circondariali di Latina, Frosinone e Cassino al fine di una efficace e coordinata  azione repressiva, soprattutto contro il crimine organizzato e le eventuali collusioni anche politiche-istituzionali.  

Si porgono distinti saluti  

                                                                                                     IL SEGRETARIO Nazionale

                                                                                                             Dr.Elvio Di Cesare

Lettera aperta di un Testimone di Giustizia ad Ignazio Cutrò:”calma e sangue freddo”!

Ciao Ignazio potrei scrivere mille frasi ma non ci sono parole per descrivere ciò che stai vivendo, stanotte ho visto la tua intervista e sono stato molto male, nei tuoi occhi c’è rabbia e dolore,la sofferenza di chi per anni ha lottato contro un sistema  che della burocrazia né fa’ la propria “arma” oggi è un giorno triste più triste dei tanti giorni passati a lottare.
Ti chiedo di guardare negli occhi dei tuoi figli che possono vantare di avere un padre dal nome Ignazio e portare il cognome Cutrò.
Sappi che nessuno può fermare le idee e le tue idee hanno scatenato quella forza irrefrenabile di giustizia e verità.
Ora è il tempo di raccogliere i frutti dell’impegno quindi calma e sangue freddo.
Con affetto
Un testimone

Il calvario dei Testimoni di Giustizia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo perché tutti debbono sapere,al di là di quanto ci fanno apparire,qual’é il vero trattamento degli apparati ministeriali nei confronti dei Testimoni di Giustizia:

“E tutto un grande show ,peccato che non è un film ma la tragica vita dei testimoni di giustizia

Caro dott. Di Cesare cari associati della Caponetto, oggi molti di noi vivono la propria vita come se fosse una trama di una film,peccato che non lo è.
Certo che noi testimoni ne abbiamo da raccontare peccato che troppo spesso ci viene impedito di esternare le nostre vicissitudini, per due motivi,il primo perché il sistema protezione sarebbe messo in discussione sulla sua funzionalità ed il secondo perché troppo spesso una politica cavallina ha cavalcato le nostre tragedie dando al popolo un immagine distorta di come un testimone di giustizia viene trattato, per onestà intellettuale bisogna anche dire che il sistema è fatto di uomini ed errare è umano ma il perseverare diventa diabolico.
Ad oggi la disperazione di molti testimoni vince sulla ragione sulla determinazione di unirsi al solo fine di chiedere a chi di dovere rispetto e l’applicazione della legge 44/2001 ma d’altronde nessuno può giudicare il dolore le vessazioni l’abbandono che vivono i testimoni.
Da giorni si sta consumando un dramma annunciato che nuovamente esorto il testimone Cutrò a desistere dal compiere un gesto inconsulto ma figlio della disperazione totale,ma anche qui bisogna riflettere ,se un soggetto come Cutrò battagliero di natura,padre di mille lotte nonché presidente della associazione nazionale tdg annuncia a mezzo stampa tale gesto ,allora è la fine .
È la fine per quei tanti testimoni che non hanno voce che  vivono isolati ed emarginati, in stato di indigenza totale,ombre,morti viventi che sono il risultato di ciò che per anni è stato il sistema tutorio.
Ad oggi lo stato spese milioni di euro per la protezione una macchina complessa ma se il risultato è questo caro Dott. Di Cesare  perché non chiamare con il proprio nome questo sistema?
Perché non ammettere di avere fallito la missione?
Chi dei potenti leggera’ questa  mia nota borbotta con aria infastidita “che vogliono ancora “…..
E bene caro potente vogliamo la nostra vita la libertà i diritti sanciti dalla legge,il rispetto, la gratitudine e tutto questo non lo potete dare ,perché?
Forse non la pensate come noi e forse Voi non avreste mai denunciato le Mafie.
Ogni vento cambia traiettoria e il vento sta per cambiare
Un testimone di giustizia “

Riceviamo dal Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto la lettera che sotto pubblichiamo,con un nostro PS : “ UN GRAZIE COMMOSSO ED AFFETTUOSO A TE,GENNARO,E A TUTTI GLI ALTRI TESTIMONI DI GIUSTIZIA ,PER QUELLO CHE HAI FATTO E FAI ,PAGANDO PREZZI ALTISSIMI E METTENDO A REPENTAGLIO LA VITA TUA E DEI TUOI CARI PER STARE DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA E DELLO STATO DI DIRITTO. SAREMO SEMPRE DALLA VOSTRA PARTE IN QUANTO VOI TESTIMONI DI GIUSTIZIA RAPPRESENTATE IL SIMBOLO DELLO STATO NEL QUALE NOI TUTTI CREDIAMO.

Napoli 21 Marzo 2016

Ieri per me è stata una giornata indimenticabile .Dopo 6 anni ho rivisto Mergellina il mare di Napoli ,ho potuto camminare su quel tratto di terra e ricordare e rivivere emozioni passate.
Incontrare poi il dott.Salvatore Carli  è stato emozionante ;quel suo abbraccio caloroso di uomo onesto e parte attiva della Caponetto mi ha dato  un energia indescrivibile non facendomi sentire solo.
Voglio ringraziare  a Voi uomini onesti che come soldati in prima linea combattete una battaglia dura e a volte impari ,ma che mai avete pronunciato la parola resa.
Ringrazio l’arma dei carabinieri e quei mitici operatori che hanno saputo con grande professionalità assicurare un servizio di tutele organizzato in ogni minimo dettaglio, ragazzi eccezionali.
Come persone eccezionali i loro superiori che con grande senso di attaccamento alle istituzioni mi hanno detto grazie per quello che ha fatto e continua a fare.
Quel grazie che mi ripaga di tutte le sofferenze patite.
Voglio che sia chiaro un messaggio :io non mollo e non dimentico la mia terra così amata e martoriata e ,anche se tristemente e obbligato all’allontanamento ,io ci sarò sempre.
Vorrei tanto che il sacrificio delle vittime di camorra e di noi Tdg non resti vano e che il nostro esempio sia da detonatore alla diffusione della cultura della legalità.
Oggi più di ieri serve una vera e concreta azione di contrasto alla criminalità ma serve ancora di più una bonifica in quei palazzi istituzionali dove non si può parlare più di infiltrazioni della camorra  ma di radicalizzazione della stessa.
Bisogna spezzare quel legame tra camorra e quella parte infedele delle istituzioni, quelle menti fini che sono manovratori  ed esecutori ,i cosiddetti pupari.
Ad ognuno la sua parte,ma ricordate popolo  onesto che le mani in tasca,il silenzio il voler sottovalutare il fenomeno mafioso, il voltarsi dall’altra parte o il solo delegare a terzi la difesa del bene comune  attestano un grado di omertà e complicità che rende colpevoli tutti coloro che gridando alla battaglia contro la camorra in realtà non fanno nulla di concreto ma troppo spesso svolgono solo operazioni di pura facciata al fine di raggiungere una sorta di paravento quella parola anti mafia troppo spesso violentata e oltraggiata da persone che di anti mafia non hanno Nulla.
Grazie Ass.Caponetto Grazie dott.Carli grazie Segretario e grazie a tutti Voi.
Il fare vuol dire agire e l’azione è parte di Voi.
Con stima eterna
Ciliberto Gennaro
Testimone di giustizia
Contro la camorra spa

Ecco come questo Stato “protegge” i Testimoni di Giustizia.Il “caso” incredibile di un Testimone lasciato senza protezione alcuna.Non lo scortano nemmeno quando é chiamato a testimoniare nei processi contro i boss della ndrangheta da lui denunciati. Vergognatevi!!!

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

“Altro” ed “Alto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

 

                                                        Tel. 3470515527

 

                                              Roma,15.3.2016

                                             

      Alla Segreteria del Vice Ministro Filippo Bubbico

rossana.rabuano@interno.it

Alla Segreteria particolare del Ministro Angelino Alfano

            caposegreteria.ministro@interno.it

            Prefetto della Provincia di Vibo Valentia

            prefettura.vibovalentia@intermo.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggetto : mancata protezione del testimone di giustizia Salvatore Barbagallo – assunzione di responsabilità

 

 

Si è rivolto a questa Associazione Antimafia il Testimone di Giustizia Salvatore Barbagallo residente a Vibo Valentia Marina (CZ ) per far presente la  incredibile e pericolosissima condizione in cui egli si trova dopo  aver denunziato   elementi   appartenenti  al clan  dei Mancuso .

Il Sig.Barbagallo infatti, ancora non gode  di  quella  protezione  adeguata e continua che uno Stato degno di questo nome dovrebbe assicurare a chi si schiera dalla parte della Giustizia  e contro i delinquenti fino ad esporre  la vita sua e dei propri cari a rischi di ogni natura. Solo di tanto in tanto,ogni 5-6 giorni,qualche macchina dei Carabinieri fa  un giro  intorno alla sua abitazione e nemmeno quando egli viene chiamato a testimoniare nei processi é  accompagnato e protetto.

Ciò premesso, si  rende  che  il Signor Barbagallo  il  giorno 25 p.v., dovrà recarsi in Tribunale a Catanzaro ,città che dista circa 70 km da Vibo, per deporre come teste nel processo instaurato da quella DDA  contro il temuto clan Mancuso e suoi accoliti  e già gli é stato anticipato che  dovrà andarvi da solo e senza scorta.

Questa Segreteria Nazionale sente di  avvertire  codeste   Autorità che,ove malauguratamente dovesse  succedergli qualcosa  di spiacevole, le riterrebbe   direttamente responsabili.

A tal proposito si informa che si sta provvedendo ,al contempo, ad informare di questa assurda e pericolosa situazione  alcuni parlamentari sensibili a queste  tematiche  per gli appropriati interventi parlamentari, oltre che  alcune  testate giornalistiche  e televisive  che hanno già dato la loro disponibilità a portare alla ribalta nazionale la vicenda come  già é avvenuto di recente  con un altro Testimone di giustizia .

Si resta in attesa di  rassicuranti notizie in merito e di  ricevuta alla presente

 

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Dr.Elvio Di Cesare

Riceviamo da un Testimone di Giustizia e volentieri pubblichiamo queste due lettere:

“Servizio di Gaetano Pecoraro sui testimoni di giustizia, cittadini che hanno denunciato gravi episodi di mafia e che, per questo, in gran parte vivono sotto falso nome e risiedono in località segrete. Dato che una recente legge prevede la loro assunzione nella pubblica amministrazione,  alcuni testimoni di giustizia sono stati assunti dalla Regione Sicilia. 16 di loro, però, sono stati impiegati e concentrati tutti in un unico ufficio, la sede romana dell’amministrazione regionale, che per altro non sarebbe presidiata dalle Forze dell’ordine. I testimoni di giustizia denunciano la pericolosità della situazione e raccontano alla Iena di temere fortemente per la propria vita. Hanno paura per la propria sicurezza anche gli altri dipendenti dell’ufficio regionale. La Iena intervista l’On. Davide Mattiello, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, e l’On. Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia.”

“Tra i vari posti offerti c’è  quello con la qualifica di muratore funerario.
Più passa il tempo più sembra una presa per i fondelli “

Ci  corre l’obbligo di aggiungere,a questo punto,una nostra  breve chiosa,che può sembrare dura  nei confronti  dei Testimoni di Giustizia  ma non lo é  perché   nasce dal cuore di coloro che vogliono loro bene e sentono montare una rabbia irrefrenabile per il trattamento loro riservato da uno Stato,questo Stato,che,anziché essere loro grato,li umilia  e li discrimina  vergognosamente.

C’é un vecchio detto che recita:” Chi semina vento raccoglie tempesta”.Quando noi gridiamo “Dovete stare uniti.Dovete finirla  con le divisioni interne,con le piccole invidie,con i giochetti personali,con il pensare di poter rivendicare i vostri diritti  fidandovi del tal politico o dell’altro,Dovete essere  tutti per uno ed uno per tutti appoggiandovi e facendovi sostenere  da associazioni serie  e che effettivamente vi vogliono bene ,da associazioni svincolate dal  Potere e che non si fanno abbindolare dalle sirene di questo per i loro interessi che non hanno nulla a che vedere con i vostri.Ognuno di voi  sa molto bene  che  il Potere non vi é amico.Ognuno di voi é vittima delle pastoie burocratiche,delle umiliazioni subite  da un sistema di protezione  che fa acqua da tutte le parti,da leggi scritte sulla carta ma inapplicate, o che ,come  in questo caso,si rivelano delle vere e proprie prese in giro.,Noi – e qualcuno di voi lo sa perché era presente- siamo stati insultati in qualche ambiente romano per stare dalla vostra parte,abbiamo sempre fatto,pur nel limite delle nostre modeste energie,quello che  abbiamo potuto in vostro favore,Lo sentivamo e lo sentiamo nel cuore perché persone come voi vanno rispettate ed amate.Ma non tutti la pensano e fanno come noi.Alcuni,quando vi avvicinano o dicono di essere vostri amici,lo fanno per strumentalizzarvi politicamente o,peggio,per dividervi.Ecco i risultati!!!!

Oggi 9 marzo processo a Monza.Gennaro,non sei solo.Anche se siamo lontani ,sentici al tuo fianco,Se solo uno si azzarderà a torcerti un capello,gli scateneremo addosso il pandemonio.Tienici informati di tutto.

Come sempre  la giornata prima Dell udienza e da fibrillazione .
giusto due anni di processo ad oggi …… e anche stamane  nessun Big Dell antimafia è  sceso in campo per me.
Oggi dietro le sbarre ci sarà il male attorniato da parenti e imputati tutti uniti contro il loro accusatore,il guappo  mi fissera’ mandando segnali di odio e vendetta ma io come sempre non abbassero’ lo sguardo…Mai !
Oggi un ex mio amico voluto  e nominato da me come legale delle società di cui ero dirigente mi tradira’ per l’ennesima volta,nominato test della difesa.
Stamane la difesa giocherà gli “assi” ma io sono pronto a controbattere punto per punto con la massima lucidità e determinazione.
Due anni e forse si finirà a Luglio 2016 con la sentenza di primo grado…. ed il tutto ebbe inizio nel 2010.
Che il buon Dio possa proteggere me è i ragazzi della scorta.
E che la forza di resistere sia parte di me.
Gennaro Ciliberto

Un caso in provincia di Isernia davvero inquietante del quale nessuno sembra di voler parlare.Tutti zitti !!!!!!!!!!!!…….

 

Lettera pubblica

              Questo sconvolgente caso di mala amministrazione pubblica succede in Provincia di Isernia dove nonostante le segnalazioni di una consigliera alla Prefettura di Isernia ed alla Segreteria del Ministro Alfano, un sindaco interdetto continua nella sua attività – pazzesco. Come Associazione Caponnetto abbiamo di nuovo interessato le Autorità con l’allegata lettera – diffida ma ancora oggi nessuno interviene per fermare un abusivo nel palazzo del Comune di Castel S.. Vincenzo . Pertanto come Associazione Antimafia e contro le illegalità vi preghiamo di interessarvi pubblicizzando questo pazzesco caso di pubblico interesse.
Associazione Caponnetto Sez. Abruzzo e Molise
 

Sindaco interdetto con sentenza definitiva resta al suo posto svolgendo le sue funzioni.Succede a Castel San Vincenzo in provincia di Isernia ed il Prefetto di quella provincia resta a guardare.Cose dell’altro mondo!L’Associazione Caponnetto scrive al Ministro dell’Interno

Riceviamo e pubblichiamo:

CON LA PREGHIERA DI DIVULGAZIONE

Carissimi tra pochi giorni un movimento legalità  tdg campani  riconosciuti dalla legge darà vita ad una “guerra” contro la camorra
Saremo presenti personalmente in tutte le zone di Napoli e provincia sollecitando il popolo alla ribellione civile contro la corruzione e la camorra distribuiremo volantini con numeri di telefono delle autorità ed indirizzi email dove fare denuncia e segnalazione.
Questa volta andremo nei covi della camorra per le strade della città nei feudi della camorra vesuviana per gridare e sollecitare il popolo onesto a venire fuori a chiedere allo Stato la presenza.
Noi ci siamo a breve una conferenza stampa illustrerà il programma vogliamo che la Caponnetto sposi questa battaglia di strada lontano da Passarella e finte antimafia perché  questo esempio possa essere condiviso dalle tante associazione sul territorio.
Noi non vogliamo un giorno della memoria delle vittime NOI NON VOGLIAMO PIÙ  VITTIME DELLA CAMORRA.
Movimento Legalità Tdg Campani

Abbiamo ricevuto dal Sig.Luigi Gallo,la nota che sotto riportiamo ,pubblicandola come richiestoci e senza entrare nel merito della vicenda: ”Egregio dottore buongiorno vi invio una lettera dei miei avvocati che hanno inviata all’Anas e altri Enti. Vi chiedo gentilmente di pubblicarla sul sito della Associazione.Cordiali saluti Luigi Gallo”

Esaudita doverosamente  tale richiesta ,é d’obbligo per noi qualche considerazione.La  vicenda  esposta non assume i caratteri di una vertenza  che potrebbe  risultare all’apparenza  poco rilevante  e ,comunque non degna di attenzione pubblica,in quanto essa  si aggancia  ad un caso  per il quale anche l’Associazione Caponnetto ha riscontrato gli elementi per una sua costituzione come parte civile in un processo in corso presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che vede coinvolti personaggi  molto noti,anche in campo politico.Le osservazioni fatte  nella nota ,che ci é stato richiesto di rendere pubblica, dagli Avv.Delio Iorio e Francesco Parente- professionisti che noi abbiamo avuto il piacere  e l’onore di conoscere personalmente per la loro squisitezza ed la loro bravura,il giorno che siamo andati a costituirci  a Santa Maria Capua Vetere tramite l’Avv.Gerardo Tommasone,nel processo  Gallo c/o  Cosentino + altri- diretta  all’ANAS ed anche all’Autorità Giudiziaria e di Polizia ,sono  condivisibili  in quanto  disegnano un quadro di  disparità di trattamenti fra vari soggetti.Non vogliamo andare oltre in quanto il giudizio finale spetta ai giudici e non a noi,certi che essi vorranno ristabilire,con adeguati ed efficaci  provvedimenti oltre che giudizi,quella legalità della quale tutti parlano ma che pochi mostrano di voler praticare.

 

 

A proposito dell’hacheraggio ai danni della Voce delle Voce

  A proposito dell’hacheraggio ai danni della Voce delle Voce e dei danni  indiretti arrecati anche all’immagine dell’Associazione Caponnetto.Ora basta!!! Pubblichiamo la denuncia lla Procura della COMUNICATI .Copia della denuncia presentata alla Procura  della Repubblica di Napoli  a firma del Direttore della Voce delle Voci  Rita Pennarola,capo ufficio stampa,peraltro,dell’Associazione Caponnetto,dopo l’ackeraggio  ai danni del sito  del giornale probabilmente da parte di soggetti  collegati alla camorra ed operanti da paesi del centro Africa .A restare colpita da questi delinquenti  é stata indirettamente anche l’Associazione Caponnetto in quanto  talune email  a firma di Rita Pennarola  con richieste di denaro sono state inviate anche ad iscritti e simpatizzanti  dell’Associazione Caponnetto
“Oggi metto sul sito della Voce un articolo sugli imprenditori di camorra che hanno già da tempo i loro terminali informatici in centro Africa e Medio Oriente.
Ad essere stata attaccata è la casella di posta elettronica della Voce (vocedellevoci@gmail.com) che ora si presenta come vedi nell’immagine allegata, con caratteri nigeriani, ed è inservibile, cancellata con tutti i documenti e i contatti. Il sito www.vocedellevoci.it non lo hanno potuto manomettere perché sanno bene che con i nuovi sistemi wordpress ne esistono coppie quotidiane di back up. Inoltre dal sito non potevano partire quelle infamanti mail col mio nome che hanno invece spedito dalla casella di posta elettronica hackerata.
Rita”

Ecco come lo Stato tratta i Testimoni di Giustizia.Il caso di Salvatore Barbagallo lasciato senza un sostegno economico e senza una pur minima protezione.Non lo scortano nemmeno quando viene chiamato a testimoniare nei processi contro la ndrangheta.Vergogna! L’Associazione Caponnetto é indignata.

 

 

 

Associazione Nazionale  per la lotta contro le illegalità e le mafie 

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org                                 info@comitato-antimafia-lt.org

 

                                                        

                                                         30.1.2016

 

                                             Al Prefetto di 

                                                          VIBO VALENTIA

 

                                    e p.c.

                                              V.Ministro dell’Interno

                                               Sen.Filippo Bubbico

                                                             ROMA

 

                                              Procuratore Nazionale Antimafia

                                              Dr.Franco Roberti

                                                              ROMA

 

 

OGGETTO:

Salvatore Barbagallo

Testimone di Giustizia

Vibo Valentia

 

 

 Signor Prefetto,

 più volte  la scrivente Associazione si é interessata al caso del Testimone di Giustizia all’oggetto nominato per sollecitare sia  la liquidazione di quanto di sua spettanza che l’applicazione in suo favore  di un’adeguata protezione.

Dobbiamo,purtroppo,constatare  che tutti i nostri appelli  in favore del Sig,Barbagallo  sono ,ad oggi,caduti nel vuoto.

Ci preme  evidenziare che egli ha avuto il coraggio di denunciare  soggetti appartenenti ad una delle ndrine più pericolose  in Italia,qual’é quella dei Mancuso e che ancora oggi  egli si vede convocare  in numerosi processi  per confermare le sue accuse senza che mai  venga accompagnato da appartenenti alle  forze dell’ordine.

A distanza di anni  dalle prime sue denunce,il  Sig.Barbagallo  é ancora in attesa  di un qualsiasi sostegno economico  da parte dello Stato e ciò  costringe lui e  la sua famiglia a vivere in uno stato di estremo disagio.

A tutto ciò va aggiunto che egli é stato lasciato  senza una pur minima  protezione,possibile vittima delle ritorsioni  delle persone che egli ha denunciato.

Persone che,come tutti sappiamo,non perdonano  coloro che  contrastano i loro disegni criminali.

Ci rivolgiamo a lei  per pregarla di voler  adottare,in considerazione dello stato di estremo pericolo nel quale egli e la sua famiglia si trovano ed in attesa dei provvedimenti  da parte della Commissione Centrale  presso il Ministero dell’Interno,le misure provvisorie di un’adeguata e costante protezione.

In attesa di un  cortese cenno di assicurazione,distintamente la salutiamo

                                     IL SEGRETARIO NAZIONALE

                                               Dr.Elvio Di Cesare

Riceviamo questa lettera drammatica di un Testimone di Giustizia il quale ci fa capire qual’é la situazione nella quale sono costretti a vivere questi veri e propri SERVITORI DI UNO STATO DI DIRITTO che ormai sembra non esserci più ,al di là di tutti gli annunci e gli spot che ci vengono propinati dalla mattina alla sera attraverso la stampa

Cari amici l ennesima  notte insonne ,come un rituale infernale la sofferenza in me cresce sempre di più.Troppa sofferenza per un uomo onesto vittima del “sistema di protezione “.
Cerco risposte che mai arriveranno e nella mia mente vivo  per l ennesima volta  tutta la tragedia di una vita ormai inutile, attualmente vivo da invisibile con un nome di fantasia e senza alcun contatto con il mondo reale; gli unici con cui parlare sono quei due poveri “disgraziati” della scorta e i ” re magi” del SCP ,per  il resto c’è  il nulla.
A 40 anni sentirsi inutile ed é ancora più  umiliante,  peggio ancora , non aver un futuro  su cui scommettere .
Questa è  una condanna che nessun uomo onesto dovrebbe subire,perlopiù se tale condanna è  stata “sentenziata” dallo stato
Uno stato assente e complice di un meccanismo che renderebbe folle anche la mente più equilibrata a questo mondo rendendolo vittima due volte ,la prima della mafia e la seconda del “sistema protezione”.

Credevo di farcela e mi sono impegnato al massimo auto convincendomi che tutto avrebbe avuto una fine ,una lieta fine ,che avrei iniziato una nuova vita, consapevolmente una vita  diversa dal successo della precedente,lontano dalla mia terra  ma pur sempre una vita ;ma forse ho peccato di presunzione poiché  pur sapendo che nessuno  e  dico nessun testimone a programma ne fosse uscito leso io ci ho creduto.
Guardate, tutti sono testimoni ma il testimone a programma subisce danni irreparabili ;egli viene messo in una situazione di out  e gli viene quotidianamente  fatto pesare che lo stato lo mantiene e che lo protegge e che ogni inosservanza sarà punita.
Una sorta di minaccia silente ma quotidiana.
Un’ entità al popolo sconosciuta denominata Commissione centrale ex art.10 decide sulla vita dei testimoni e dei propri  familiari, le decisioni denominate delibere giungono con tempi biblici.Basti pensare che dalla decisione alla notifica  possono trascorrere anche sei mesi,un tempo atroce per chi attende una risposta una conferma , ma a loro  non importa se trattasi di vita o di morte ,a lor signori non importa nulla della vita dei testimoni.
Forse il più  delle volte la vera battaglia non è tra il testimone e la mafia ma tra il testimone e lo stato;basti pensare ai tanti ricorsi al Tar e Consiglio. di Stato fatti dai legali dei testimoni.
Se poi ci mettiamo che un membro delle Commissioni passate in una relazione disse che i testimoni erano tutti pazzi allora a Voi la conclusione.
Ma come ,un pazzo che denuncia e poi testimonia confermando le accuse in un aula di tribunale rispondendo alle domande di P.M e difesa che di un attratto diventa pazzo ?
Quindi i pazzi combattono  le mafie?
Ed allora i “buoni ” cosa fanno?
Forse tacciono?
o forse sono complici ?
Questo sistema porta la mente al suicidio, al non aver più  voglia di vivere di respirare di guardare l ‘alba e più  passano i mesi e gli anni e più  nasce e si consolida  in te il pensiero “sono stato usato”  e la rabbia logora il tuo Io.
Ma da chi sono stato usato?
Da tutto il sistema giustizia che in continuo conflitto tra esso illude chi denuncia e si dimentica presto del gesto nobile e raro del testimone ,quasi se lo stesso fosse come una busta di latte avente la scadenza.
A tal punto  ,cari amici ,bisogna solo tirare le giuste conclusioni  e  finirla con questa sceneggiata perché  questa è  una sceneggiata che mantiene in piedi uomini e mezzi che costano milioni di euro  al popolo onesto.
Ma che alla fine non rende  la vita del testimone una vita normale o ,come cita la legge,non comporta affatto ………….. un nuovo rinserimento sociale.
Poi non parliamo di tutti i recenti studi finalizzati  a migliorare la legge ma che restano sempre pura utopia e diciamocelo tutta una gran presa per il culo.
Oggi come ieri dico di denunciare  e lo dico ad alta voce e convinto che e ‘ cosa giusta …..ma lo dico con le lacrime agli occhi  di chi é consapevole che ci saranno  altre vittime di questo sistema.
Mi sento  quasi  colpevole di non essere riuscito a cambiare nulla una sola virgola  di questo programma di protezione chiamato da molti di distruzione e capirete da soli  il perché.

Di chi è  la colpa ?
Lo si sa!
Siamo tutti colpevoli perché  in uno stato di diritto non dovrebbero esistere testimoni ma la denuncia dovrebbe essere parte dell’azione civica  di un popolo che condanna i criminali i corrotti ed elogia gli uomini onesti ,dovrebbe essere un gesto normale ma che in Italia normale non è.
Un Testimone di Giustizia

Riceviamo dal Testimone di Giustizia Gennaro Ciliberto e pubblichiamo:

Prima di iniziare questo percorso avevo un concetto e una idea della giustizia totalmente diversi;ora posso solo vedere con occhi diversi e con il privilegio di essere parte diretta di quanta ingiustizia  ci circonda.Combatto quotidianamente una battaglia impari fatta di tradimenti, di ingiustizie, di veri e propri depistaggi, ma non mi arrendo.
Oggi credo nell’uomo giusto ed onesto e non in quella parola giustizia che troppo spesso ha deluso coloro che per essa hanno perso la vita.
Gennaro Ciliberto
testimone contro la camorra Spa

L’amaro sfogo di un Testimone di Giustizia :” Non c’è confronto tra l’onestà ed il potere………….Voi,uomini piccoli ………………” A leggere o sentire queste parole amare dovreste solamente VERGOGNARVI !!!!!! e sentirle come macigni sulle vostre coscienze,ammesso che le abbiate ancora!!!!!!

È una questione di cultura di stile di vita di educazione e rispetto, non è solo onestà e coraggio.
La denuncia,le conferme in tribunale, le condanne sono il risultato dell’onestà.
Del vivere nel rispetto delle regole.
Se solo chi è al governo oggi ,potesse per un solo giorno solo  patire e vivere  la sofferenza di chi, denunciando le Mafie , è costretto a nascondersi,a fuggire,a lasciarsi alle spalle una vita costruita con sacrifici,quelle carezze di chi ti amato che mai più potrai sentire sul tuo viso,i sorrisi e le lacrime di un figlio o un genitore,bene oggi lui,quel politico ,potrebbe dire di aver visto,sentito e toccato il dolore dei TDG.
Ma finché si organizzano parate,congressi, tavoli di lavoro, carte e missive tutto resta come prima.
Il tempo passa veloce, venti anni di promesse, spot elettorali,cambi di governi,  ogni nuovo assume nuovi impegni, ma poi  restano impegni ed il nulla.
Come sempre accade tra Tdg e Ministero inizia  un braccio di ferro,tra carte bollate,ricorsi e proteste,ci si ritrova puntualmente ad iniziare una nuova battaglia con un nemico invisibile, solo per  ricevere quei diritti sanciti dalla legge.
Quella legge che sembrerebbe apprezzata dall’Europa e dagli USA ma che in Italia viene interpretata e non APPLICATA.
Son tutti pazzi sti TDG…….un giorno disse un uomo e qualcuno gli chiese anche spiegazioni di tale affermazione.
E lui spiegò le ragioni di questa sua personale deduzione, ma non seppe dare risposta al perché i TDG erano secondo Lui diventati pazzi solo dopo aver testimoniato in aula, anche perché una dichiarazione di un pazzo nulla vale.
Se il sistema e’ fatto di uomini ,gli uomini sbagliano ed errare è  umano, ma perseverare è DIABOLICO.
Dal di fuori forse mai nessuno potrà comprendere cosa vuol dire attendere una risposta che per mesi e mesi che a volte  si accumulano in anni e spesso mai  arriverà, e se dovesse pur  arrivare ,è scritta in un politichese così pieno di burocrazia che basterebbero poche parole  per decifrare la risposta “il NULLA”.
Ma la mente di un uomo buono ed onesto non si ferma  e cerca di comprendere il comportamento di coloro che pur avendo un nome non si firmano Mai…..perché?
‘L’uomo onesto si autocritica e cerca di scavare nelle mille parole dette e non dette dagli “ambasciatore non porta pena” arrivando ad una conclusione triste e umiliante, la stessa che ha portato  molti ad arrendersi a mollare e a dire basta.
La vita è regolata da regole da comportamenti corretti dal rispetto delle leggi ,dal buon senso,e dal rapporto di fiducia e chi è onesto queste cose le ha nel DNA,chi è disonesto No!
Quindi non c è  confronto né dialogo né tanto meno ci si può sedere allo stesso  tavolo, per discutere di legalità, di diritti,di rispetto, di gratitudine.
Le parole restano parole …..bla …bla.
Vero c’è differenza tra NOI e loro ……e anche tanta, forse troppa, quella differenza tra un uomo onesto è voi piccoli uomini di potere è incalcolabile.
Voi seduti su quella poltrona a volte piena di  un passato glorioso ma troppo spesso ingiustamente mortificata dalle vostre “chiappe” piene di compromessi.
Questo nostro paese forse è un paese di pochissima  memoria ,perché se tutti sventolasssero meno bandiere della legalità e si impegnassero a ricordare e denunciare …..con nomi e cognomi e non con la storiella imparata a memoria da portare per le scuole…..
Oggi   voi  sareste all’impiedi fuori dal Palazzo, se questo popolo agisse concretamente invece di delegare a pochi la libertà comune e la difesa del futuro delle generazioni prossime ,oggi voi piccoli uomini di potere sareste come quei tanti criminali in fuga braccati da chi per quattro soldi rischia la vita ma si impegna per un mondo migliore.
Voi uomini piccoli di potere non riuscirete  mai  a guardare negli occhi dell’ uomo onesto ,non né avrete mai la forza ed il coraggio,voi siete solo dei  codardi,viscidi e putrefatti dal   quel potere che tanto ostentate! che il buon Dio abbia pietà di voi.
Tdg
Gennaro C.

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