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CHIUNQUE SIA IN POSSESSO DI NOTIZIE CHE RIGUARDINO ATTIVITA’ E PRESENZE MAFIOSE SUL PROPRIO TERRITORIO, COLLUSIONI FRA SOGGETTI IN ODOR DI MAFIA ED ELEMENTI APPARTENENTI A PARTITI POLITICI O ALLE ISTITUZIONI, OLTRE CHE SITUAZIONI E COMPORTAMENTI DI MALAFFARE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, PUO’ TRASMETTERCELE ANCHE IN FORMA ANONIMA PURCHE’ DETTAGLIATA.


L'APPELLO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA "A. CAPONNETTO" PER SALVARE "LA VOCE DELLE VOCI"


Il prossimo 16 settembre la Corte d’Appello dell’Aquila dovrà decidere il destino della testata antimafia "La Voce delle Voci".
Dopo trent’anni di battaglie contro le connection tra malavita organizzata e poteri deviati, la testata ha infatti dovuto sospendere le pubblicazioni a causa di una sentenza di condanna per presunta diffamazione pronunciata dal Tribunale di Sulmona.
A seguito della sentenza la denunciante, esponente sulmonese dell'IDV, ha pignorato la testata,
chiedendone la vendita al migliore offerente.
Ora la Corte d’Appello dell’Aquila dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione avanzata dagli avvocati della "Voce delle Voci" sulla base di nuovi elementi emersi alla Procura della Repubblica di Campobasso, competente per territorio su Sulmona, che ha iscritto nel registro degli indagati il giudice estensore della sentenza di primo grado, nell’ambito di una indagine penale in cui figurano come parti offese i giornalisti della Voce.
Una vicenda sconcertante, al punto da essere stata trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Dalla decisione della Corte d’Appello dipenderà in buona parte il destino di questa storica testata, cui fino a marzo hanno regolarmente collaborato con i loro articoli personalità come, per fare solo alcuni nomi, Ferdinando Imposimato, Giulietto Chiesa, Jacopo Fo, Elio Lannutti, Sandro Provvisionato, Luciano Scateni, Elio Veltri.
Ma "La Voce delle Voci" è stata soprattutto negli ultimi dieci anni testata di riferimento della Associazione Nazionale Antimafia "Antonino Caponnetto", cui collaborano da volontari i suoi giornalisti.
La "Caponnetto" e la "Voce" organizzano da anni incontri pubblici di sensibilizzazione ed informazione dei cittadini.
Migliaia di persone hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con i magistrati di prima linea nel contrasto alle mafie, come avvenuto lo scorso 23 maggio a Napoli, quando è intervenuto il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.
Proprio in nome di questo comune impegno teso a ripristinare condizioni di civiltà in un Paese devastato dalle mafie, l’Associazione Antimafia "A. Caponnetto" scende in campo al fianco de "La Voce delle Voci" e rivolge un appello affinché non vada dispersa una esperienza coraggiosa di giornalismo indipendente durata trent’anni, così privando gli italiani di uno strumento indispensabile d’informazione ed incontro per le forze sane del Paese.

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